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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881
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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst.; Regione Lombardia, Valtorta; Settembre 2009; Foto e commento di Massimo Biraghi. Ritrovamento in pecceta 1600/1700 m s.l.m., spesso confuso con i Boleti del gruppo Edulis si riconoscono sul campo per il grossolano reticolo marcato e su toni brunastri, la colorazione dei pori rosata a maturazione e l'amarezza della carne, più complicato per i neofiti il riconoscimento negli esemplari immaturi in quanto l'imenio si presenta ancora biancastro, in questo caso un preventivo assaggio evita di buttare irrimediabilmente il cucinato. -
Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881
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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst.; Regione Lombardia; Agosto 2008; Foto di Emilio Pini. -
Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881
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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst.; Regione Trentino, Molina di Fiemme; Luglio 2008; Foto di Franco Sotgiu. -
Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881
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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst.; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto e commento di Pietro Curti. Soggetto maturo che mostra il grosso reticolo sul gambo in rilievo e il rosa intenso dell'imenoforo maturo. Dettaglio macro. -
Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881
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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst.; Luglio 2006; Foto di Beppe Oleggio. -
Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881
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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst.; Regione Toscana, 14° Raduno Amint di Comano; Giugno 2005; Foto e commento di Mauro Cittadini. Particolare imenoforo e parte alta del gambo con reticolo di Tylopilus felleus. -
Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881
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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst.; Foto di Gianni Baruffa. -
Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881
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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst.; Foto di Emilio Pini. Arrossamento dei pori dopo manipolazione. -
Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881
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Tylopilus felleus (Bull. : Fr.) P. Karst. 1881 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Nome italiano Porcino del fiele. Sinonimi Boletus felleus Bull. : Fr. 1788 Etimologia Dal latino "felleus" = del fiele, perché amarissimo. Cappello 4-15 cm, emisferico nei giovani esemplari, poi convesso nella fase centrale dello sviluppo, infine guancialiforme e appianato a maturazione. La cuticola si presenta asciutta, ricoperta da una finissima peluria (pubescente), tende a screpolarsi con tempo secco, il margine è involuto, irregolarmente ondulato e debordante. Le colorazioni pileiche vanno dal bruno chiaro al nocciola, dal camoscio all'ocra, a volte con sfumature grigiastre. I tubuli sono molto esili, stretti e un poco decorrenti al gambo, biancastri, poi su tonalità rosastre, pori minuti e irregolari, anch'essi biancastri (ghiaccio) poi rosa a maturazione, sporata rosa. Gambo 5-15 × 2-4 cm generalmente cilindriforme ma sovente allargato verso la base a mo' di clava, a volte simulante un vero e proprio bulbo, sodo in gioventù, carnoso, pieno, un poco fibroso, di consistenza spugnosa in età adulta, di colorazioni analoghe a quelle del cappello ma un po' più intense verso la base, leggermente vellutato e decorato da un reticolo grossolano a maglie larghe, più scuro ed in rilievo. Carne Tenera, soda poi molle, spessa e compatta, biancastra, bruna sotto la cuticola del cappello, alla sezione vira leggermente al rosa a contatto con l'aria, fibrosa quella del gambo, odore grato o subnullo, sapore da amarognolo a fortemente amaro a seconda del grado di umidità presente. Habitat Fruttifica da giugno a ottobre nei boschi di conifere, ma anche di latifoglie, su terreni acidi, con preferenza negli incavi dei vecchi tronchi dove il legno si sta trasformando in humus. Fungo abbastanza raro, ma a volte invasivo in certe zone ed in annate particolarmente favorevoli. Diffuso particolarmente nelle abetaie o nei boschi misti delle Alpi e nei castagneti delle Prealpi o dell' Appennino. Microscopia Spore 12-15 × 3-6 µm, rosee, fusiformi. Commestibilità e Tossicità Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Osservazioni L'amaro delle sue carni è tipicamente proverbiale, talmente amaro che un solo esemplare rende immangiabili pietanze con Boletus del Gruppo Edules (porcini), ove per errore, venga raccolto e con questi miscelato. Specie simili Si può confondere con il Boletus edulis Bull. : Fr., Boletus reticulatus Schaeff. e Boletus aereus Bull. : Fr., ma questi hanno i pori da bianchi a giallo-olivastri, carne immutabile alla sezione e reticolo fine, mentre il Tylopilus felleus ha pori rosati, carne virante al rosa e reticolo grossolano ben marcato. Tylopilus felleus var. alutarius (Fr. : Fr.) P. Karst. gli è molto simile, i caratteri distintivi si riscontrano nella colorazione pileica più marcata e per la carne non amara. Curiosità Nei funghi giovani la distinzione può essere più difficile, anche per la sua rarità, in tal caso il sospetto deve essere confermato con l'assaggio. A volte viene essiccato e mescolato ai veri porcini da commercianti con pochi scrupoli. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo Biraghi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Settembre 2015; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Su terriccio alla base di un Castagno. Esemplare dalle dimensioni minute, con il cappello convesso, panciuto, spaccato in vari punti del bordo; superficie finemente vellutata, screpolata, di colore bruno-marrone uniforme, salvo delle macchie più scure in alcuni punti; cuticola difficilmente separabile con la carne sottostante biancastra, poi leggermente arrossante. Tubuli corti, un poco smarginati e decorrenti; pori bianco-ghiaccio, rossastri o bruno-ruggine al tocco o contusione, piccoli ed irregolari. Gambo clavato, di un colore di fondo giallo, biancastro in alto e munito di un reticolo bruno-nerastro in rilievo a maglie allungate e larghe; nella parte bassa il gambo è cosparso invece da fini granulazioni bruno-amaranto che gli danno una colorazione del tutto uniforme. Carne bianca, sericea, subito giallo-blu alla base del gambo, con il tempo leggermente arrossante. Spore da sporata, ellissoidali-fusiformi,10,3-12,7 × 4,1-5 µm; Qm = 2,5. Spore da sporata, ellissoidali-fusiformi, 10,3-12,7 × 4,1-5 µm; Qm = 2,5. Osservazione in Melzer a 1000×. -
Tulostoma fimbriatum Fr. 1829
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Tulostoma fimbriatum Fr. 1829 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Regione Lombardia, Crespi D'Adda; Dicembre 2006; Foto di Massimo Biraghi. (Exsiccatum MB20061217-19) Spore. -
Tulostoma brumale Pers. : Pers. 1794
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Tulostoma brumale Pers. : Pers. 1794
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Tulostoma brumale Pers. : Pers.; Regione Sardegna; Marzo 2007; Foto di Franco Sotgiu.- 5 risposte
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Tulostoma brumale Pers. : Pers. 1794
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Tulostoma brumale Pers. : Pers.; Regione Lombardia, Fiume Oglio Pianura Padana; Dicembre 2005; Foto di Emilio Pini.- 5 risposte
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Tulostoma brumale Pers. : Pers. 1794
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Tulostoma brumale Pers. : Pers. 1794 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Sinonimi Tulostoma brumale var. efile Alb. & Schwein. 1805 Tulostoma mammosum P. Micheli ex Fr. 1829 Tulostoma pedunculatum (L.) Czern. 1845 Tulostoma mammosum var. ore-albido Pat. 1904 Tulostoma mammosum var. majus Petri 1909 Tulostoma brumale var. longipes (Czern.) J.E. Wright 1987 Note Tassonomiche Il genere Tulostoma fu eretto da Persoon nel 1794; Fries nel 1849 rimpiazzò il nome Tulostoma con Tulasnodea in onore dei fratelli Micologi Tulasne, ma il nome Tulostoma deve essere considerato prioritario secondo le regole di nomenclatura. Etimologia L'epiteto Tulostoma deriva dal greco τύλος (túlos) = chiodo, callo, e da στóμα (stóma) = bocca, apertura; per la forma del carpoforo. L'epiteto brumale deriva dal latino brumale, -is = invernale, per il periodo di crescita. Basidioma Sviluppo parzialmente epigeo, parzialmente ipogeo, basidioma stipitato, con una parte globosa terminale che contiene il capillizio e le spore, e con un ostiolo che forma un'apertura singola sulla parte superiore. Gambo ocra o bruno pallido, liscio o leggermente squamettato. Esoperidio fugace, sottile. Endoperidio biancastro di forma subglobosa 0,5-1 cm; con ostiolo apicale. Ostiolo bel delimitato, non fimbriato, circondato da una caratteristica area bruno ruggine. Habitat Su suolo coperto di muschio o su terreni sabbiosi. Le specie di Tulostoma con spore lisce o sub-lisce sono ristrette ad habitat secchi o aridi, mentre le specie con spore più fortemente ornamentate sono ricorrenti in habitat umidi (Jeppson et al., 2017). Commestibilità e Tossicità Non commestibile, senza valore. Microscopia Spore globose o subglobose, 3,6-3,9 × 4,5-5 µm; Qm = 1,1; verrucose. Capillizio formato da ife a parete spessa, incrostate con cristalli, con caratteristici setti allargati lateralmente. Specie simili Tulostoma armillatum Bres. ha ostiolo fimbriato e spore lisce, presenza di bulbo basale, setti del capillizio non o poco allargati. Tulostoma fimbriatum Fr. ha ostiolo fimbriato e spore fortemente ornamentate, di diametro maggiore di 4 µm, setti del capillizio rari, poco allargati. Tulostoma pulchellum Sacc. ha ostiolo fimbriato e spore densamente ornamentate da asperità minute e basse, di diametro maggiore di 4 µm, setti del capillizio rari, poco allargati. Tulostoma pseudopulchellum G. Moreno, Altés & J.E. Wright somiglia a Tulostoma pulchellum, differisce per la taglia più piccola e le spore irregolarmente rugolose al SEM. Tulostoma melanocyclum Bres. ha ostiolo circondato da un'area più scura del resto dell'endoperidio, gambo scuro, fortemente squamuloso, spore da distintamente squamulose a echinulate, setti del capillizio non allargati, assenza di incrostazioni cristalline sulle ife del capillizio. Tulostoma squamosum (J.F. Gmel. : Pers.) Pers. ha ostiolo circondato da un'area più scura del resto dell'endoperidio, gambo scuro, fortemente squamuloso, assenza di incrostazioni cristalline sulle ife del capillizio. Tulostoma giovanellae Bres. ha ostiolo concolore o più pallido dell'endoperidio, spore solo finemente asperulate con le asperità allineate a formare degli allineamenti. Tulostoma kotlabae Pouzar ha ostiolo concolore o più pallido dell'endoperidio, con un prolungamento conico non molto allungato, spore verrucose, aspetto più slanciato, setti del capillizio spesso allargati in modo asimmetrico, senza incrostazioni cristalline sulle pareti delle ife del capillizio. Tulostoma niveum Kers ha ostiolo concolore o più pallido dell'endoperidio, con un prolungamento conico allungato, spore verrucose, aspetto più slanciato, setti del capillizio non o poco allargati, con incrostazioni cristalline romboidali sulle pareti delle ife del capillizio. Tulostoma cyclophorum Lloyd presenta spore con reticolo. Ha un esoperidio ocraceo, l'ostiolo è fibrilloso-fimbriato, spore asperulate al microscopio ottico e più o meno reticolate al SEM. Tulostoma fulvellum Bres. presenta spore lisce anche al SEM. Tulostoma lloydii Bres. presenta spore lisce anche al SEM. Tulosotma obesum Cooke & Ellis presenta spore lisce anche al SEM. Tulostoma punctatum Peck presenta ostiolo fimbriato e somiglia molto a Tulostoma fimbriatum, ne differisce per le spore un po' più piccole e ornate da una decorazione verrucoso-spinosa. Tulostoma calcareum Jeppson, Altés, G. Moreno & E. Larss. è una specie istituita nel 2017, che presenta ostiolo ben definito, non fimbriato, con bulbo basale, spore fortemente verrucose, setti del capillizio non o poco allargati. Questa specie era stata tempo fa misinterpretata come Tulostoma squamosum, ma ne differisce per la mancanza di sferocisti sulle ife dell'esoperidio. Tulostoma calongei Jeppson, Altés, G. Moreno & E. Larss. è una specie istituita nel 2017, che ha pareti delle ife del capillizio spesse, con pareti interne dal profilo irregolare, rari setti poco allargati, spore verrucoso-echinulate. Tulostoma eckbladii Jeppson, Altés, G. Moreno & E. Larss. è una specie istituita nel 2017, che presenta ostiolo circolare con un peristoma più o meno bruno, ife del capillizio con pareti piuttosto spesse e setti sparsi leggermente allargati , spore grossolanamente, ma non molto densamente verrucose. Tulostoma pannonicum Jeppson, Altés, G. Moreno & E. Larss. è una specie delle steppe sabbiose del centro-est europeo, che era stata tempo fa misinterpretata come Tulostoma leiosporum R.E. Fr.. Presenta ife del capillizio con pareti interne uniformi e setti abbondanti e fortemente allargati, le ife si rompono facilmente in corrispondenza dei setti, spore da subglobose a largamente ellissoidali, lisce al microscopio ottico, leggermente rugose al SEM. Tulostoma grandisporum Jeppson, Altés, G. Moreno & E. Larss. è una specie delle steppe sabbiose del centro-est europeo, che era stata tempo fa misinterpretata come Tulostoma leiosporum. Ife del capillizio con pareti interne irregolari e ondulate, setti scarsi, a volte solo leggermente allargati, spore subglobose, lisce al microscopio ottico e al SEM. In Europa sono stati segnalati recentemente anche Tulostoma bruchi Speg., Tulostoma lesliei Van der Byl, Tulostoma palatinum P. Specht, H. Schub. & D. Lode e Tulostoma vulgare Long & S. Ahmad (Antonín & Kreisel 2008, Calonge 1992, 1998, Specht et al., 2016). Osservazioni I caratteri da osservare per una determinazione morfologica macroscopica e microscopica nel genere Tulostoma sono la tipologia dell'ostiolo, liscio o fimbriato; Il colore attorno all'ostiolo, le decorazioni e la tipologia del gambo; e per quanto riguarda i caratteri microscopici la dimensione e la decorazione delle spore, la presenza/assenza di cristalli sulle ife del capillizio, la tipologia dei setti delle ife del capillizio che vengono considerati caratteri stabili negli ultimi studi basati anche su indagini molecolari (Jeppson et al., 2017). Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. ANTONÍN, V. & KREISEL, H., 2008. Tulostoma leslei, a new record from Italy. Österreichische Zeitschrift für Pilzkunde 17: 81–85. CALONGE, F.D., 1992. Nuevos datos sobre el género Tulostoma (Gasteromycetes) en España. Tulostoma bruchi Spegaz., nuevo para Europa. Bulletin de Sociedad Micologica de Madrid 16: 151–153. CALONGE, F.D., 1998. Gasteromycetes, I. Lycoperdales, Nidulariales, Phallales, Sclerodermatales, Tulostomatales. Flora Mycologica Iberica Vol. 3. Real Jardín Botánico Madrid. J. Cramer. Madrid, Berlin, Stuttgart. JEPPSON, M., ALTÉS, A., MORENO, G. & NILSSON, R.H., 2017. LOARCE, Y., DE BUSTOS, A., LARSSON, E., 2017. Unexpected high species diversity among European stalked puffballs – a contribution to the phylogeny and taxonomy of the genus Tulostoma (Agaricales). MykoKeys 21: 33–88. [Data di accesso: 24/01/2021]. SARASINI, M., 2004. Gasteromiceti epigei. SPECHT, P., SCHUBERT, H. & LODE, D., 2016. Seltene Gasteromyceten aus Deutschland (V) – Tulostoma palatinum, ein neuer Stielbovist. Zeitschrift für Mykologie 82(1): 65–84. TOMASZEWSKA. A., ŁUSZCZYŃSKI, J., ŁUSZCZYŃSKA, B. & JAWORSKA, J., 2011.Taxonomic notes on the Polish Tulostoma species. Acta Mycologica Vol. 46 (2): 179–186. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi e Mario Iannotti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Aprile 2019; Foto di Tomaso Lezzi. (Exsiccatum TL20190410-01) Particolare dell'ostiolo bel delimitato, non fimbriato, circondato da una caratteristica area bruno ruggine. Spore globose o subglobose, 3,6-3,9 × 4,5-5 µm; Qm = 1,1; verrucose. Capillizio formato da ife a parete spessa, incrostate con cristalli, con caratteristici setti allargati lateralmente.- 5 risposte
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq.; Regione Lombardia, loc. Monte Barro (LC); Giugno 2014; Foto, descrizione e microscopia di Angelo Mariani. Myxomicete dal colore salmone formato da piccoli elementi appressati cilindrici con apice arrotondato. Su legno degradato di latifoglia. Microscopia Spore in acqua 5,8-7 µm, globose, reticolate. Spore in blu cotone in acido lattico. Spore in Melzer.- 10 risposte
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- tubulifera arachnoidea
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq.; Regione Emilia Romagna; Agosto 2010; Foto e commento di Alessandro Francolini. Si tratta di un bel Myxomycetes dal colore che va dal bianco-latte al bruno chiaro, fino al color salmone o porpora per diventare bruno-ruggine a maturazione delle spore. Il plasmodio è costituito da una “fruttificazione complessiva” di elementi cilindrici-ellissoidali di piccole dimensioni (alti fino a circa mezzo centimetro e di sezione dal diametro di circa mezzo millimetro) appressati l’un l’altro. Complessivamente questo Myxomycetes può raggiungere e superare anche i 15 cm di diametro, coprendo discrete porzioni di legno guasto e marcescente, oppure foglie e lettiera. Giovani esemplari; su tronco marcescente di Abete.- 10 risposte
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq.; Regione Piemonte, Valsesia - Pila; Giugno 2009; Foto di Alessandro Remorini. Ritrovamento in bosco misto a 700 m s.l.m.- 10 risposte
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq.; Regione Lombardia, Valle Seriana (BG); Anno 2006; Foto e commento di Emilio Pini. Soggetti adulti.- 10 risposte
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq.; Regione Lombardia, Valle Seriana (BG); Anno 2006; Foto e commento di Emilio Pini.- 10 risposte
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq.; Regione Lombardia, Valle Seriana (BG); Anno 2006; Foto e commento di Emilio Pini. Nati su ceppaie di conifera.- 10 risposte
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778 Tassonomia Regno Protozoa Divisione Myxomycota Classe Myxomycetes Ordine Liceales Famiglia Reticulariaceae Etimologia Dal latino arachnoideum = per la somiglianza al ragno con molte zampe. Descrizione morfologica Sporocarpi appressati (Pseudoaethalium) con colorazioni da prima arancione poi a maturazione bruno h 2,5-7,5 × 0,4-0,7 mm circa, cilindrico angoloso per via della compressione tra sporocarpi, peridio sottile con deiscenza irregolare o dall'apice (opercolare), crescita in gruppi spesso molto numerosi. Stipite, nullo. Peridio, da arancione a bruno in piena maturazione e con riflessi iridescenti. Columella, non presente. Plasmodio, bianco poi arancione come gli sporocarpi immaturi. Habitat Legno degradato di tronchi. Microscopia Spore concolori allo sporocarpo maturo, tondeggianti, reticolate con diametro variabile, 6-7 µm (+1 del reticolo), al microscopio risultano bruno chiaro. Pseudocapillizio presente in sottili filamenti, ricoperti da cluster (aglomerati) di spore, raramente si trovano connessi al peridio. Specie simili Confondibile con Trentepohlia aurea (Linneaus) CFP Martius Bibliografia consultata POULAIN, M., MEYER, M. & BOZONNET, J., 2011. Les Myxomycètes. LADO, C., 2003. Myxotropic. [Data di accesso: 19/03/2022].LISTER, A., 1911. A Monograph of the Mycetozoa. MARTIN, G. W., ALEXOPOULOS, C. J., 1969. The Myxomycetes. NEUBERT, H., NOWOTNY, W. & BAUMANN, K., 1993. Die Myxomyceten. Vol. 1. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giorgio Melzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Marche; Anno 2004; Foto di Pietro Curti. Regione Lazio; Dicembre 2012; Foto di Giorgio Melzi. Spore. Capillizio.- 10 risposte
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- tubulifera arachnoidea
- tubifera ferruginosa
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Tuber melanosporum Vittadini 1831
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Tuber melanosporum Vittadini; Regione Marche; Gennaio 2007; Foto Pietro Curti.- 4 risposte
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- tartufo nero pregiato
- tartufo nero di norcia
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Tuber melanosporum Vittadini 1831
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Tuber melanosporum Vittadini 1831 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Ascomycetes Ordine Pezizales Famiglia Tuberaceae Nome italiano Tartufo nero pregiato, Tartufo nero di Norcia, Tartufo nero pregiato di Norcia, Tartufo nero di Acqualagna. Etimologia Dal greco mélas = nero, e sporà = semi, spore. Ascoma Di forma più o meno globosa, a volte un po' ellittico, allungato, senza cavità basale, in media 3-5 cm di diametro, eccezionalmente più grande sino 8-9 cm, colore bruno nerastro, verrucoso. Peridio Molto sottile, non coriaceo, costituito da verruche irregolarmente poligonali di 2÷3 mm di diametro, piatte o poco in rilievo. Se scalfito o leggermente grattato mostra al di sotto un colore bruno-rugginoso. Gleba Tipicamente marezzata, con aspetto marmorizzato, percorsa da venature sterili sottili di color biancastro, ben delineate, spesso anastomizzate, parte fertile presto bruno-scura con riflessi porporini. Odore forte, gradevole, caratteristico. Habitat Fungo ipogeo, raramente affiorante magari a causa del terreno smosso dai mammiferi quali i cinghiali, abbastanza comune e coltivato sotto vari tipi di latifoglia, raggiunge la maturità nel periodo autunnale-invernale. La ricerca dei tartufi è da considerare ad esclusivo appannaggio di cercatori dotati di cani addestrati a tale scopo, altri sistemi "empirici" possono facilmente risultare inefficaci, nonché dannosi per l'ambiente di crescita. Microscopia Aschi sacciformi con o senza breve peduncolo e dimensione massima sino a 70 µm, numero sporale (1)2-5. Spore bruno-nerastre (da cui il nome specifico), ellissoidali, fittamente aculeate, aculei distinti, alti 2-4 µm a volte con apice ricurvo. La enunciazione della dimensione sporale deve tener conto, come spesso accade nei Tuber, che le spore degli aschi che ne contengono da 1 a 2 sono in media molto più grandi, quindi può essere utile definirla in due intervalli: aschi con 1-2 spore 39-42 x 24-26 µm, aschi con 3-6 spore 25-30 x 17-22 µm. Commestibilità o Tossicità Commestibile, ottimo, particolarmente "ricercato" ed apprezzato col nome di Tartufo nero pregiato di Norcia, necessita di cottura per poterne apprezzare a pieno le qualità. Osservazioni Per il corretto riconoscimento di questa specie, onde evitare la confusione con altri "tartufi neri" meno pregiati, è utile osservare sul peridio le verruche piccole, appiattite, leggermente depresse al centro, ed effettuare la prova della escoriazione con l'unghia, come accennato in precedenza, per mettere in evidenza lo strato bruno-rugginoso sottostante. Infine verificare la gleba bruno-nerastra sin dalle prime fasi di maturazione, le venature sterili e sottili ed apprezzare il caratteristico aroma. Specie simili Tuber indicum Cooke & Massee 1892 viene importato dall'oriente ed a volte utilizzato per frodi alimentari e spacciato per questa pregiata specie. Sostanzialmente è morfologicamente simile a Tuber melanosporum ma con colorazioni sia sul peridio che nella gleba più chiare e con sfumature bruno-ruggine, l'odore è lieve, fungino molto diverso dal profumo intenso e penetrante del Tuber melanosporum. Eventuali dubbi possono essere comunque risolti effettuando una attenta analisi microscopica. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mauro Cittadini - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Marche; Dicembre 2006; Foto e microscopia Mauro Cittadini.- 4 risposte
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- tartufo nero pregiato
- tartufo nero di norcia
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