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Tutti i contenuti di Archivio Micologico

  1. Tuber magnatum Picco, Regione Marche; Novembre 2013; Foto di Pietro Curti. Gleba.
  2. Tuber magnatum Picco; Regione Marche; Gennaio 2007; Foto e Microscopia di Mauro Cittadini.
  3. Tuber magnatum Picco 1788 Tassonomia Regno Fungi Divisione Ascomycota Classe Ascomycetes Sottoclasse Pezizomycetidae Ordine Pezizales Famiglia Tuberaceae Genere Tuber Nome italiano Tartufo bianco, Tartufo di Acqualagna, Tartufo di Alba, Tartufo bianco pregiato di Alba Sinonimi Non sono conosciute sinonimie significative per questa specie. Etimologia Dal latino magnates, -atum = dei grandi, dei signori, a ribadire il "pregio" di questa specie. Ascoma Di forma piuttosto irregolare spesso lobata, gibbosa, tuberiforme con piccole depressioni più o meno profonde; in media 2÷6 cm di diametro, ma si conoscono ritrovamenti di dimensioni ragguardevoli sino ai 20 cm, colore giallo-chiaro, ocraceo, gli esemplari molto maturi possono assumere una colorazione brunastra con riflessi verdastri. Peridio Molto sottile, non coriaceo, con superficie finemente granulosa ed a volte liscia. Gleba Inizialmente biancastra, compatta poi tipicamente marezzata, con aspetto marmorizzato, percorsa da venature sterili sottili di color biancastro, ben delineate, spesso anastomizzate, parte fertile bruno-carnicina a maturità bruno-rossiccia. Odore forte, gradevole, con componente agliacea o come di formaggio fermentato, per coloro che non apprezzano l'aroma tipico di questi funghi spesso ravvisano una certa somiglianza dell'odore con quello tipico di alcuni "idrocarburi" (gas). Habitat Fungo ipogeo, generalmente profondamente interrato, tipico dei terreni argillosi, dalla pianura sino alle zone collinari e che mantengono in media una forte umidità, sotto latifoglie quali pioppi, salici e querce, oggetto, in alcune zone d'Italia, di una intensiva e proficua coltivazione. La maturazione e raccolta avviene dall'estate sino al primo inverno. La ricerca dei tartufi è da considerare ad esclusivo appannaggio di cercatori dotati di cani addestrati a tale scopo, altri sistemi "empirici" possono facilmente risultare inefficaci, nonché dannosi per l'ambiente di crescita. Microscopia Aschi globosi, ovoidi con o senza breve peduncolo e dimensione massima sino a 65 µm, numero sporale (1)2÷4, spore da giallo chiare a ocra-brunastre da sub-globose a largamente ellissoidali, reticolate, alveolate con maglie larghe alte sino a 4 µm, in numero massimo di 3 lungo la dimensione maggiore. La enunciazione della dimensione sporale deve tener conto, come spesso accade nei Tuber, che le spore degli aschi che ne contengono da 1 a 2 sono in media molto più grandi, in media possiamo misurare 20÷30 x 20÷26 µm, con punte sino a 35 µm nella dimensione maggiore per aschi con 1-2 spore. Commestibilità o Tossicità Si tratta del tartufo per "eccellenza" il "Bianco pregiato di Alba", ricercato ed apprezzato in tutto il mondo, con prezzi di mercato stratosferici che a mio giudizio non giustificano le pur eccellenti qualità gastronomiche. Viene utilizzato grattugiato o ancor meglio tagliato in sottilissime fettine per condire primi piatti, carne ed uova o come base per la preparazione di salse al tartufo. Osservazioni Per il corretto riconoscimento di questa specie onde evitare la confusione con altri "tartufi bianchi" meno pregiati è utile osservare il peridio giallastro, finemente granuloso spesso con residui argillosi, la gleba in media più chiara rispetto ad esempio a Tuber borchii, le dimensioni medie maggiori, ed imparare ad apprezzarne il caratteristico profumo. Specie simili Tuber borchii Vittad., il comune bianchetto è in genere di dimensioni inferiori, ha un peridio biancastro che tende a macchiarsi color ruggine, ha un odore più lieve e decisamente agliaceo e diverso habitat di crescita. Tuber maculatum Vittad. ha un odore ed un sapore decisamente non gradevoli. Infine c'è da segnalare che dalla Cina vengono importati "tartufi", dei quali al momento non conosciamo il nome scientifico, con il nome di "Summer white truffle", di qualità decisamente scadente e quindi potenzialmente utilizzabili per grosse frodi commerciali. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mauro Cittadini - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Marche; Novembre 2005; Foto di Pietro Curti.
  4. Tuber excavatum Vittad. 1831; Regione Sardegna, Sarcidano; Maggio 2010; Foto di Franco Sotgiu.
  5. Tuber excavatum Vittad. 1831 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Ascomycetes Sottoclasse Pezizomycetidae Ordine Pezizales Famiglia Tuberaceae Sinonimi Aschion fuscum Wallr. 1833 Rhizopogon excavatus (Vittad.) Rabenh. 1844 Tuber lapideum Mattir. 1887 Nome popolare Caciola, Casciola, Trifola di legno (Truffle of wood). Etimologia L'epiteto Tuber deriva dal latino tūbĕr = protuberanza, tubero, tartufo in Plinio e altri autori latini, per l'aspetto di tubero degli ascocarpi appartenenti a questo genere. L'epiteto excavatum deriva dal latino excavatus-a-um = scavato, per la cavità basale molto frequente. Ascoma Fungo ipogeo di forma subglobosa, più o meno irregolare o gibbosa. Presenta quasi sempre una accentuata caratteristica cavità basale piuttosto ampia. Dimensioni non molto grandi (1-3 cm). Peridio Il peridio è ben differenziato dalla gleba e varia da ocra bruno a arancio, rossiccio ruggine negli esemplari maturi, ed è liscio, con fini papille visibile con una lente. Gleba La gleba è bruno rossiccia, percorsa da venature bianco giallastre, irregolari, abbastanza grandi, gangliformi, che confluiscono verso la cavità basale. La consistenza è compatta e abbastanza dura. Con l'essiccamento diventa molto dura. Odore simile a quello del Tuber aestivum, ma con una componente sgradevole. Habitat  Specie comune, presente durante tutto il corso dell'anno sia sotto conifere che sotto latifoglie, comune nei terreni calcarei. Non forma pianelli. Microscopia Gli aschi (75,9) 91,7-99,4 (102,2) × (62,5) 67,1-80,8 (81,3) µm; Qm = 1,3 sono non amiloidi, ellissoidali piriformi, secondo alcune fonti bibliografiche non peduncolati, o subpeduncolati, ma nei campioni raccolti sono stati osservati anche aschi peduncolati. Contengono da 1 a 4(5) spore ellissoidali, giallo brune, reticolato alveolate, con creste alte 4,4 -5,6- 7,4 µm e con 3-4 grosse maglie sul diametro verticale e 1-3 maglie sul diametro orizzontale. Parafisi assenti. Misure sporali in aschi con 1 spora: 37,4-47,4 × 24,2-28,8 µm; Qm = 1,6. Misure sporali in aschi con 2 spore: 40,7-42,5 × 27,4-27,9 µm; Qm = 1,5. Misure sporali in aschi con 3 spore: 32,6-34,6 × 25,0-25,5 µm; Qm = 1,3. Misure sporali in aschi con 4 spore: 30,9-38,1 × 20,7-25,9 µm; Qm = 1,5. Commestibilità o Tossicità  Non commestibile, per l'odore forte. Specie simili Il Tuber excavatum appartiene al gruppo dei Tartufi con peridio bruno rossiccio, in cui troviamo: Tuber fulgens Quél. 1880, che ha depressione basale ridotta o a volte non la presenta, ha peridio forforaceo, spore globoso ellittiche e maglie del reticolo delle spore di dimensioni più piccole di quelle del Tuber excavatum. Le spore sono di dimensioni maggiori (33-37 × 32-36 µm) e il volume sporale è maggiore. Da alcuni autori è considerato il tetraploide (4 spore per asco) del Tuber excavatum. Tuber rufum Pollini : Fr. 1816, con gleba a venature sottili, e soprattutto spore aculeate e non reticolato-alveolate come in Tuber excavatum. Gli altri Tartufi che hanno spore reticolato alveolate appartengono al gruppo dei Tartufi a peridio chiaro, biancastro giallognolo: Tuber magnatum Picco 1788 , con peridio liscio, molto chiaro, profumo inconfondibile e spore con pochi grandi alveoli. Tuber oligospermum (Tul. & C. Tul.) Trappe 1979, con peridio liscio, chiaro, profumo agliaceo e spore con molti piccoli alveoli. Tuber borchii Vittad. 1831, con peridio liscio, chiaro, profumo agliaceo e spore con molti piccoli alveoli. Tuber dryophilum Tul. & C. Tul. 1844, con peridio liscio, chiaro, profumo agliaceo e spore con pochi grandi alveoli. Bibliografia MEDARDI, G., 2012. Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia. Trento: Ed. AMB. MONTECCHI, A. & LAZZARI, G., 1993. Atlante fotografico di Funghi ipogei. Trento: Ed. AMB. MONTECCHI, A. & SARASINI, M., 2000. Funghi Ipogei d’Europa. Trento: Ed. AMB. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi e Mario Iannotti. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Abruzzo; Ottobre 2018; Legit Roberto Spinelli, Cane Argo; Foto macro e micro di Tomaso Lezzi. (Exsiccatum TL20181030-01) Ritrovamento sotto Quercia, 800 m s.l.m. Cavità basale. Sezione, si nota chiaramente la cavità basale, che prosegue in una cavità centrale in cui confluiscono le venature, che sono bianco giallastre, irregolari, abbastanza grandi, gangliformi. Aschi (75,9) 91,7-99,4 (102,2) × (62,5) 67,1-80,8 (81,3) µm; Qm = 1,3 non amiloidi, ellissoidali piriformi, secondo alcune fonti bibliografiche non peduncolati, o subpeduncolati, ma nei campioni raccolti sono stati osservati anche aschi peduncolati. Contengono da 1 a 4 spore. Osservazione in L4, 100×. Spore ellissoidali, giallo brune, reticolato alveolate, con creste alte 4,4 -5,6- 7,4 µm, con 3-4 grosse maglie sul diametro verticale e 1-3 maglie sul diametro orizzontale. Misure sporali in aschi con 1 spora: 37,4-47,4 × 24,2-28,8 µm; Qm = 1,6. Misure sporali in aschi con 2 spore: 40,7-42,5 × 27,4-27,9 µm; Qm = 1,5. Misure sporali in aschi con 3 spore: 32,6-34,6 × 25,0-25,5 µm; Qm = 1,3. Misure sporali in aschi con 4 spore: 30,9-38,1 × 20,7-25,9 µm; Qm = 1,5. Osservazione in L4, 400×. Aschi bisporici. Aschi trisporici. Aschi tetrasporici. Peridio. Osservazione in rosso Congo, 400×.
  6. Tuber brumale Vittadini; Regione Lazio; Gennaio 2007; Foto macro e microscopia di Mauro Cittadini.
  7. Tuber brumale Vittadini 1831 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Ascomycetes Ordine Pezizales Famiglia Tuberaceae Nome italiano Tartufo invernale Etimologia Dal latino brumalis = invernale. Ascoma Di forma normalmente sub-globosa, a volte un po' schiacciato, allungato, tuberiforme o irregolare, cavità basale non presente, diametro in media 3÷5 cm, eccezionalmente più grande sino ad 8÷10 cm, colore bruno nerastro con aspetto verrucoso. Peridio Sottile, costituito da grandi verruche irregolarmente poligonali, bruno-nerastre, a volte bruno-rugginose alla base, di 2÷3 mm di diametro, poco in rilievo, leggermente depresse al centro ed a volte fessurate radialmente. Gleba Tipicamente marezzata, con aspetto marmorizzato, percorsa da venature sterili rade, bianco-crema, di spessore variabile, frequentemente anastomizzate, congiunte a formare delle areole con margini irregolari. Parte fertile grigio-bruna, grigio-nerastra. Odore distinto, gradevole con una componente erbacea ed al contempo speziata. Habitat Fungo ipogeo, raramente affiorante magari a causa del terreno smosso dai mammiferi quali i cinghiali, abbastanza comune in natura e coltivato sotto vari tipi di latifoglia, raggiunge la maturità nel periodo autunnale-invernale. La ricerca dei tartufi è da considerare ad esclusivo appannaggio di cercatori dotati di cani addestrati a tale scopo, altri sistemi "empirici" possono facilmente risultare inefficaci, nonché dannosi per l'ambiente di crescita. Microscopia Aschi sacciformi con o senza breve peduncolo e dimensione massima sino a 85 µm, numero sporale (1)2÷5(6), spore giallo-brunastre, ellissoidali, fittamente aculeate, aculei distinti, dritti, rigidi, con sezione quasi costante alti 2÷6 µm, dimensioni medie (22)27÷33 x 16÷22 µm. Commestibilità o Tossicità Commestibile, ottimo, è considerato di qualità "intermedia" tra i comuni "scorzoni" (Tuber aestivum) ed il "nero pregiato di Norcia" (Tuber melanosporum). Il tartufo nero invernale. necessita di cottura per poterne apprezzare a pieno le qualità, se ne consiglia l'utilizzo come aggiunta aromatica e non come base unica nella preparazione di una pietanza a base di tarufo. Osservazioni Per il corretto riconoscimento di questa specie si deve tener conto delle caratteristiche verruche intermedie, nella loro dimensione ed altezza rispetto a quelle di Tuber aestivum e Tuber melanosporum, delle venature più larghe rispetto alle specie citate in precedenza e del colore generale della gleba che appare a maturità bruno grigiastro non molto scuro. Specie simili Tuber brumale Vittadini forma moscathum (Ferry) Montecchi & Lazzari, si distingue dalla specie tipo per un odore più intenso "muschiato" ed una gleba che appare sovente con toni più marcatamente bruno-nocciola. A parte questa forma distinguibile per quanto detto, eventuali altri dubbi possono essere fugati da una attenta analisi microscopica. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mauro Cittadini - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Marche; Dicembre 2006; Foto di Pietro Curti.
  8. Tuber borchii Vittadini; Regione Sardegna; Marzo 2012; Foto di Franco Sotgiu.
  9. Tuber borchii Vittadini; Regione Lazio; Gennaio 2007; Foto di Mauro Cittadini.
  10. Tuber borchii Vittadini; Regione Marche; Dicembre 2006; Foto di Pietro Curti.
  11. Tuber borchii Vittadini; Regione Lazio; Febbraio 2006; Foto e commenti di Gianni Pilato. Particolare della gleba e foto di microscopia. Aschi e spore Spora
  12. Tuber borchii Vittadini 1831 Tassonomia Regno Fungi Divisione Ascomycota Classe Ascomycetes Sottoclasse Pezizomycetidae Ordine Pezizales Famiglia Tuberaceae Genere Tuber Nome italiano Bianchetto - Tartufo di pineta. Sinonimi Tuber albidum Pico. 1788 Etimologia Dal nome del Micologo De Borch che per primo descrisse questa specie. Ascoma Di forma irregolarmente globosa, a volte un po' lobata, tuberiforme, cavità basale non presente, in media 2÷3 cm di diametro, eccezionalmente più grande sino ad 7 cm, da bianco-avorio a ocra-giallastro con macchie color ruggine che tendono ad espandersi sino a divenire colorazione compatta con l'età. Peridio Molto sottile 100÷200 µm, non coriaceo, ricoperto da una sottilile pubescenza con peli lunghi 60÷120 µm riuniti all'apice in ciuffetti. Gleba Inizialmente bianco-crema, con venature poco distinguibili poi tipicamente marezzata, con aspetto marmorizzato, percorsa da venature sterili di spessore variabile e piuttosto confuse di color biancastro, parte fertile da crema-ocra a bruno-rossiccia. Odore molto caratteristico, agliaceo, o come sostenuto da alcuni tipicamente da "tartufo". Habitat Fungo ipogeo, a volte affiorante magari a causa del terreno smosso dai mammiferi quali i cinghiali, abbastanza comune in natura e coltivato, in boschi di latifoglia e conifere anche puri (Pinus spp), raggiunge la maturità nel periodo autunnale fruttificando sino alla tarda primavera. La ricerca dei tartufi è da considerare ad esclusivo appannaggio di cercatori dotati di cani addestrati a tale scopo, altri sistemi "empirici" possono facilmente risultare inefficaci, nonché dannosi per l'ambiente di crescita. Microscopia Aschi globosi, sacciformi senza peduncolo e dimensione massima sino a 90 µm, numero sporale (1)2÷4, spore crema bruno-rossastre, da sub-globose ad ellissoidali, fittamente reticolate-alveolate con sino ad 8 maglie lungo la dimensione maggiore. La enunciazione della dimensione sporale deve tener conto, in questo caso della variabilità nella forma delle spore e del fatto che negli aschi che ne contengono 1÷2 sono normalmente più grandi, possiamo comunque definirle in media tra 20÷42 µm, sulla dimensione maggiore con Q estremamente variabile da 1,2 a 1,8. Commestibilità o Tossicità Commestibile, buono, non di particolare pregio, il bianchetto si presta per preparazioni culinarie quali salse o come aromatizzante ad esempio per il burro. Coloro che non apprezzano l'aroma tipico di questi funghi spesso ravvisano una certa somiglianza dell'odore con quello tipico di alcuni idrocarburi (gas). Osservazioni Per il corretto riconoscimento di questa specie, in realtà un po' critica da un punto di vista micologico, è molto importante rilevare il caratteristico odore, il sapore dolce e la sottile pubescenza del peridio. Eventuali dubbi possono essere comunque risolti effettuando una attenta analisi dell'habitat di crescita e dei caratteri microscopici. Specie simili Molte le specie "somiglianti", tra le quali citiamo Tuber foetidum Vittadini, con odore completamente diverso, sgradevole, come di gas illuminante (acetilene), Tuber puberulum Berk.& Br. con odore molto lieve e differente microscopia e Tuber dryophilum Tul. & C.Tul. con peridio pressoché glabro ed odore lieve. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mauro Cittadini - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lazio; Febbraio 2006; Foto e commenti di Mauro Cittadini. Bosco mediterraneo con Pinus, Quercus e suffruttici tipici di macchia, terreno sabbioso, affiorava da terreno pesantemente "arato" dai cinghiali, diametro massimo 2,5 cm, odore agliaceo, sapore buono.
  13. Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng.; Regione Marche; Novembre 2013; Foto di Piero Curti.
  14. Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng.; Regione Umbria; Agosto 2011; Foto di Pietro Curti. Dettaglio gleba. Peridio. Gleba. Peridio: duro, coriaceo, costituito da verruche in rilievo di forma tronco-piramidale e tronco-poligonale con fessurazioni o creste sui lati. Gleba tipicamente marezzata, con aspetto marmorizzato, percorsa da venature sterili di color bianco-crema chiaro, parte fertile inizialmente bruno-chiaro sino a bruno-nocciola, bruno-scuro a maturazione. Odore lieve, fungino nei giovani esemplari, poi più forte, penetrante, come di fermentazione, tipico. Specie descritta nel Manuale AMINT a pag 127 e 128, scheda n°12 Tutto Funghi
  15. Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng.; Maggio 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Aschi 1-2-3-4-5-6-sporici, Il volume totale delle spore nell'asco rimane circa invariato, per cui meno sono le spore contenute nell'asco, maggiore sarà il volume di ciascuna spora. Osservazioni in L4. Asco peduncolato bisporico. Asco peduncolato trisporico. Asco peduncolato tetrasporico. Aschi peduncolati 5-6-sporici. Asco peduncolato esasporico. Spore fortemente reticolate.
  16. Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng.; Regione Sardegna; Luglio 2008; Foto di Franco Sotgiu.
  17. Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng.; Regione Sardegna; Maggio 2008; Foto di Franco Sotgiu.
  18. Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng.; Regione Campania; Settembre 2007; Foto e descrizione di Felice Di Palma. Microscopia
  19. Tuber aestivum Vittadini f. uncinatum (Chatin) Montecchi & Borrelli 1995 Tuber aestivum Vittadini fo. uncinatum (Chatin) Montecchi & Borrelli 1995. Aschi ed ascospore al microscopio, preparato colorato con "rosso Congo"
  20. Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng.; Regione Umbria; Novembre 2005; Foto e descrizione di Mauro Cittadini. Aschi ed ascospore.
  21. Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng.; Regione Umbria; Novembre 2005; Foto e descrizione di Piero Curti.
  22. Tuber aestivum (Wulfen : Fr.) Spreng. 1827 Tassonomia Regno Fungi Divisione Ascomycota Classe Ascomycetes Sottoclasse Pezizomycetidae Ordine Pezizales Famiglia Tuberaceae Genere Tuber Nome italiano Tartufo estivo - Scorzone Sinonimi Non sono conosciute sinonimie significative, tranne quella che per alcuni Autori riunirebbe questa specie con: Tuber mesentericum Vittad. 1831 che per "Montecchi & Sarasini - Funghi ipogei d'Europa" è specie ritenuta separata e valida. Etimologia æstivum = estivo, per il suo tipico periodo di crescita. Ascoma Di forma più o meno globosa, a volte con piccola cavità basale, in media tra i 3÷7 cm di diametro, eccezionalmente più grande, colore bruno nerastro, nettamente verrucoso. Peridio Duro, coriaceo, costituito da verruche in rilievo di forma tronco-piramidale e tronco-poligonale con fessurazioni o creste sui lati di 3÷7(10) mm di larghezza, 2÷4 mm di altezza. Gleba Tipicamente marezzata, con aspetto marmorizzato, percorsa da venature sterili di color bianco-crema chiaro, parte fertile inizialmente bruno-chiaro sino a bruno-nocciola, bruno-scuro a maturazione. Odore lieve, fungino nei giovani esemplari, poi più forte, penetrante, come di fermentazione, tipico. Habitat Fungo ipogeo, raramente affiorante magari a causa del terreno smosso dai mammiferi quali i cinghiali, comune, ad ampia diffusione ecologica, sotto vari tipi di latifoglia, raggiunge la maturità nel periodo estivo. La ricerca dei tartufi è da considerare ad esclusivo appannaggio di cercatori dotati di cani addestrati a tale scopo, altri sistemi "empirici" possono facilmente risultare inefficaci, nonché dannosi per l'ambiente di crescita. Microscopia Aschi sacciformi con breve peduncolo e dimensione massima sino a 100 µm, numero sporale (1)2-5(6), spore giallo-brunastre, da ellissoidali a sub-globose, reticolate, alveolate con maglie irregolarmente poligonali larghe 8-10 µm, alte 3-5 µm in numero di (2)3-4(5) lungo la dimensione maggiore. La enunciazione della dimensione sporale deve tener conto, come spesso accade nei Tuber, che le spore degli aschi che ne contengono da 1 a 2 sono in media molto più grandi, quindi può essere utile definirla in due intervalli: aschi con 1-2 spore 30-40 × 20-27 µm, aschi con 3-6 spore 20-26 × 13-19 µm. Commestibilità o Tossicità Commestibile, buono, non particolarmente "ricercato" nell'ambito dei tartufi, necessita di cottura per poterne apprezzare appieno le qualità. Osservazioni Tuber uncinatum Chatin (1892) è attualmente considerato una semplice forma del nostro, ovvero: Tuber aestivum Vittadini fo. uncinatum (Chatin) Montecchi & Borrelli 1995, che cresce in periodo tardo autunnale, invernale. Ha generalmente profumo più intenso della specie tipo proprio in funzione del momento di crescita fresco che limita la dispersione delle sostanze aromatiche volatili. Microscopia praticamente identica. Specie simili L'eventuale confusione con altri "tartufi" di colore bruno nerastro è evitabile tenendo conto delle grandi, dure ed in rilievo verruche che ornano il peridio di questa specie. Differenti poi sono gli odori e la colorazione della gleba che ad esempio in Tuber melanosporum Vittadini 1831 (tartufo pregiato di Norcia) è a maturità decisamente più scura e con profumo più intenso. Tuber mesentericum Vittadini 1831, che è sicuramente il più simile, si distingue per avere le verruche un po' più piccole, cavità basale molto accentuata (aspetto reniforme), odore diverso, sgradevole come di iodoformio. Per altri casi è sicuramente l'analisi microscopica che può fugare ogni dubbio. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mauro Cittadini - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Marche; Novembre 2013; Foto di Piero Curti.
  23. Tubaria furfuracea (Pers. : Fr.) Gillet; Svizzera; Marzo 2015; Foto e microscopia di Roberto Cagnoli. Spore 7-8 × 4-5 µm. Basidi bisporici e tetrasporici. Cheilocistidi cilindracei e capitulati, lunghezza fino a oltre 60 µm.
  24. Tubaria furfuracea (Pers. : Fr.) Gillet; Regione Lombardia; Gennaio 2014; Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. In questo topic viene proposto lo studio di tre raccolte in habitat con condizioni di esposizione diverse. Raccolta n. 1 Parco del basso corso del fiume Brembo. Confronto su ritrovamenti in differenti condizioni di esposizione. Spore. Cheilocistidi. Ife del gambo. Pileo. Raccolta n. 2 Parco del basso corso del fiume Brembo. Confronto su ritrovamenti in differenti condizioni di esposizione, in luogo esposto e umido. Spore. Cheilocistidi. Raccolta n. 3 Parco del basso corso del fiume Brembo; Confronto su ritrovamenti in differenti condizioni di esposizione. Esemplari maturi in luogo aperto ma poco esposto, si può notare le striature dovute all'umidità. Un chiaro esempio di come di come le condizioni ambientali influiscano sulla morfologia macroscopica. Spore. Cheilocistidi.
  25. Tubaria furfuracea (Pers. : Fr.) Gillet; Regione Lombardia; Gennaio 2013; Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. Spore N° Long. Larg. Q Moy 7, Min 6,56 3,65 1,5063 4,35 1,76 Max 9,07 5,56 2,12 média 7,58 4,31 1,77 75,70 Lxl: N= 28 ; dMd; (6,56)6,88-7,50666666666667-8,29(9,07) x (3,65)3,86-4,225-5,03(5,56) Qm= 1,76 Cheilocistidi con apice allargato.
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