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Rheubarbariboletus armeniacus (Quél.) Vizzini, Simonini & Gelardi 2015
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Rheubarbariboletus armeniacus (Quél.) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Lazio; Agosto 2006; Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Cappello aranciato, gambo senza reticolo con la parte centrale rossa che sale praticamente nell'intero gambo, gambo affusolato in basso, pori gialli leggermente decorrenti sul gambo, viraggio presente, ma non fortissimo, odore grato fungino, sapore anche. Nessun viraggio nella cuticola. Particolare del gambo. Sezione. -
Rheubarbariboletus armeniacus (Quél.) Vizzini, Simonini & Gelardi 2015
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Rheubarbariboletus armeniacus (Quél.) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Sardegna; Foto di Franco Sotgiu. Ecco alcuni armeniacus isolani. -
Rheubarbariboletus armeniacus (Quél.) Vizzini, Simonini & Gelardi 2015
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Rheubarbariboletus armeniacus (Quél.) Vizzini, Simonini & Gelardi; Regione Toscana, 14° Raduno AMINT di Comano; Giugno 2005; Foto di Tomaso Lezzi. Trovato sotto castagno. Particolare dei tubuli. -
Rheubarbariboletus armeniacus (Quél.) Vizzini, Simonini & Gelardi 2015
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Rheubarbariboletus armeniacus (Quél.) Vizzini, Simonini & Gelardi 2015 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Sinonimi Boletus armeniacus Quél. 1885 Xerocomus armeniacus (Quél.) Quél. 1888 Xerocomellus armeniacus (Quél.) Šutara 2008 Etimologia Dal latino armeniacus = albicocco, per il colore del cappello. Cappello 4-10(20) cm, emisferico o convesso nei giovani esemplari, poi guancialiforme e con l'orlo tipicamente involuto, disteso a completa maturazione. Superficie pileica opaca, feltrata, areolata con il tempo secco che lascia intravedere la carne giallastra sottostante; colore variabile dalle tonalità rosa-aranciate, fino al rosso scuro. I tubuli sono annessi o adnati, di colore giallo limone, poi giallo-verde, infine olivastri a maturazione; pori inizialmente minuti, tendono poi ad allargarsi con l’età, generalmente angolosi e concolori ai tubuli con qualche riflesso rosa-rossastro a maturità, virano al blu se premuti o contusi. Gambo Cilindrico, ventricoso con la base affusolata e radicante, qualche volta corto e tozzo. Superficie fibrillosa, con leggere costolature anastomosate formanti uno pseudoreticolo. Colore simile al cappello o meno intenso, più giallo all'apice, talvolta con zona rosa-rossastra solo alla base, si macchia di verde-bluastro al tocco. Carne Soda, poi molle, di colore giallo vivo tranne alla base del gambo dove è su toni arancio-ocracei, vira al bluastro più o meno intensamente nei tubuli e nella parte alta del gambo, odore fruttato e sapore dolce o leggermente acidulo. Habitat Specie molto diffusa, predilige le regioni a clima mite, cresce solitario o in gruppi dall'estate al tardo autunno nei boschi soleggiati di latifoglia, Castagni e Querce in particolare. Commestibilità e Tossicità Commestibile discreto, eliminare il gambo perchè coriaceo e quindi non digeribile. Osservazioni Solo un’attenta osservazione dei caratteri morfocromatici può portare all’esatta delimitazione di questa specie. Specie simili Data la grande variabilità cromatica, Rheubarbariboletus armeniacus può essere confuso con specie simili. La distinzione con Hortiboletus rubellus (Krombh.) Simonini, Vizzini & Gelardi = Xerocomus rubellus (Krombh.) Quél. si basa sulla presenza in quest'ultimo della tipica puntinatura rosso-carota o vermiglio nella carne alla base del gambo; Rheubarbariboletus persicolor (H. Engel, Klofac, H. Grünert & R. Grünert) Vizzini, Simonini & Gelardi = Xerocomus persicolor H. Engel, Klofac, H. Grünert & R. Grünert prevalentemente con crescita associata a vegetazione termofila, in particolare sotto Quercus, si macchia di verdognolo se contuso specie nei giovani esemplari, la carne del gambo assume colorazioni rabarbaro o zafferano; Xerocomellus ripariellus (Redeuilh) Šutara = Xerocomus ripariellus Redeuilh cresce in zone umide, quali le vicinanze di laghi o corsi d'acqua con Alnus, Populus e Salix, caratteristica peculiare è il gambo a volte striato longitudinalmente a zone livide specie in età adulta e per le colorazioni vinose con toni violacei della carne alla base del gambo, vira intensamente al bluastro nei tubuli e nella zona mediana del gambo; Xerocomellus dryophilus (Thiers) N. Siegel, C.F. Schwarz & J.L. Frank = Xerocomus dryophilus (Thiers) Singer si differenzia per la crescita esclusiva sotto Quercus, cuticola brillante e vischiosetta specie a tempo umido, colorazioni pileiche di un bel rosso cinabro in gioventù, giallo cromo all'apice del gambo, rosso scuro alla sua base. La carne, alla base del gambo, presenta toni rosso-violacei tendenti al nerastro, vira lentamente al bluastro altrove alla sezione. Curiosità Malgrado il suo nome significhi albicocca, si è visto che in realtà questa tonalità non rappresenta sempre il suo colore tipico. Note nomenclaturali Specie identificata per la prima volta nell'anno 1884 come Boletus armeniacus dal micologo francese Quélet, pochi anni dopo è stato ricombinato dallo stesso micologo nel genere Xerocomus, nome di genere con cui è stato largamente conosciuto. Inquadrato nell'anno 2008 nel genere Xerocomellus da Šutara, dal 2015 è transitato nel neogenere Rheubarbariboletus grazie ad indagini molecolari di Gelardi et al. Questo genere annovera al momento due specie europee: Rheubarbariboletus persicolor e la specie tipo Rheubarbariboletus armeniacus. Il nome generico deriva dal latino rheubarbarum, che significa "rabarbaro" e si riferisce al colore del contesto alla base del gambo. Si distingue dal genere Xerocomellus per la presenza di spore lisce, mai striate o tronche, per la colorazione arancio-rabarbaro alla base del gambo e per la reazione al Solfato ferroso FeSO4 verde-nerastra sia sulla superficie del cappello che sulla carne del gambo. Bibliografia Index Fungorum. Index Fungorum n. 244. [Data di accesso: 26/08/2017]. Scheda di proprietà AMINT realizzata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Agosto 2007; Foto di Tomaso Lezzi. Il viraggio della carne in sezione. -
Wynnella silvicola (Beck ex Sacc.) Nannf. 1966
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Wynnella silvicola (Beck ex Sacc.) Nannf.; Regione Lombardia; Giugno 2008; Foto di Federico Calledda. -
Wynnella silvicola (Beck ex Sacc.) Nannf. 1966
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Wynnella silvicola (Beck ex Sacc.) Nannf.; Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Spore ellissoidali 23-24 × 11-12 micron, liscie, uniguttulate e monoseriate nell'asco; aschi cilindracei NON amiloidi; parafisi cilindriche filiformi ben al di sopra della palizzata. Aschi aporinchi. Spore. -
Wynnella silvicola (Beck ex Sacc.) Nannf. 1966
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Wynnella silvicola (Beck ex Sacc.) Nannf. 1966 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Helvellaceae Sinonimi Helvella silvicola (Beck) Harmaja 1974 Foto e Descrizioni In ambiente ruderale, ai margini della strada, tra i sassi, nei pressi di una torbiera, bosco di conifere, 1600 m s.l.m. Regione Friuli; Luglio 2005; Foto di Federico Calledda, commenti di Claudio Angelini. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lombardia; Novembre 2013; Foto di Marco Barbanera. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lombardia; Novembre 2012; Foto di Emilio Pini. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lombardia; Ottobre 2012; Foto di Massimo Biraghi. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Sardegna; Dicembre 2011; Foto di Franco Sotgiu. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lazio; Dicembre 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Particolare delle fibrille del cappello. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lazio, Roma; Dicembre 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Il genere Volvariella è caratterizzato da sporata rosa, presenza di volva, assenza di anello sul gambo. Alcune specie appartenenti a questo genere in tempi recentissimi sono stati spostati nel nuovo genere Volvopluteus perché in base a studi molecolari hanno mostrato caratteri intermedi tra quelli del genere Volvariella e quelli del genere Pluteus. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Emilia Romagna; Dicembre 2009; Foto di Massimo Biraghi. Dal pranzo sociale AMINT a Granarolo, trovata nel campo di mais tagliato di fronte al ristorante. Esemplari decisamente robusti, colore del cappello piuttosto scuro, volva decisamente membranacea, gambo grigiastro. Foto e microscopia di Tomaso Lezzi. La volva spessa e membranacea. Spore: 13,8-17,4 × 8,5-9,9 µm; Qm=1,8. Foto di Luigi Minciarelli. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lombardia; Novembre 2010; Foto di Massimo Mantovani. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lazio; Dicembre 2010; Foto di Mauro Cittadini. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lazio; Dicembre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Sull'esemplare di destra si vede chiaramente sulle lamelle e sul gambo il deposito sporale rosa scuro. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Marche; Novembre 2008; Foto di Pietro Curti. Macro del duo. Ovolo. Macro dell'ovolo. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lombardia; Novembre 2006; Foto di Massimo Biraghi. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Lombardia; Foto di Emilio Pini. Nei campi di Mais. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo; Regione Marche; Foto di Pietro Curti. -
Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011
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Volvopluteus gloiocephalus (DC. : Fr.) Vizzini, Contu & Justo 2011 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Sinonimi Volvariella gloiocephala (DC. : Fr.) Boekhout & Enderle 1986 Volvariella speciosa (Fr. : Fr.) Singer 1951 Etimologia Volvopluteus significa letteralmente "Pluteus con volva", facendo riferimento alla stretta relazione tra i due generi Pluteus e Volvariella e gloiocéphalus, a, um = con il capo glutinoso dai sostantivi greci γλοιός [gloiós] = glutine e κεφαλή [kefalé] = testa. Cappello 60-120 mm di diametro, nei primordi ha un aspetto conico-campanulato, diviene poi convesso, infine a maturità appianato, spesso al centro presenta un largo e basso umbone. La cuticola è glabra, liscia, viscosa a tempo umido, sotto lo strato di glutine fibrillosa radialmente, sericea e brillante con il secco, si presenta con colorazioni che vanno dal biancastro a varie tonalità di grigio, da pallide a più scure, anche con lievi sfumature marroni-ocracee, soprattutto nella parte centrale. Il margine è intero, può presentare una breve striatura per trasparenza. Imenoforo Lamelle abbastanza fitte, larghe, alte, libere al gambo, inizialmente biancastre, poi rosa, a completa maturità rosa-brunastre, filo leggermente eroso, concolore, intercalate da lamellule di varia lunghezza. Gambo Cilindrico, biancastro, poi crema, pruinoso, slanciato, attenuato all’apice, tende ad allargarsi verso la base leggermente bulbosa, ove è presente una volva ampia, sacciforme, membranosa, biancastra che tende a lacerarsi in più lobi a maturità. Anello Assente. Carne Biancastra, ingrigente, fragile, esigua, sapore dolce e odore rafanoide. Habitat Cresce a gruppi, dalla primavera all'autunno inoltrato, in prati, pascoli, zone ruderali e terreni concimati. Abbastanza frequente. Microscopia Spore 13,8-16,8(17,3) × (7,9)8,1-9,2 µm, media 15,6 × 8,6 µm, Q = 1,7-1,9; Qm = 1,8, misurazioni su 32 spore da sporata. Da ellissoidali a oblunghe, lisce, apicolo ben visibile in proiezione laterale, prive di poro germinativo, a parete spessa, alcune con guttula centrale, la maggior parte pluriguttulate. Basidi banali, clavati, tetrasporici, osservati anche bisporici. Cheilocistidi prevalentemente ovoidi, alcuni con papilla apicale, altri largamente fusiformi con breve escrescenza apicale. Pleurocistidi in prevalenza largamente fusiformi con escrescenza apicale lunga 9,3-22,2 µm (digitati), ovoidi, alcuni con papilla apicale altri con breve escrescenza. Pileipellis tipo ixocutis, costitutita da ife cilindriche, sottili, immerse in uno spesso strato gelatinoso, settate, le ife più esterne sono rialzate e terminano con elementi cilindrici arrotondati ma sono stati osservati anche terminali lobati. Stipitipellis formata da ife parallele, cilindriche, settate, caulocistidi poco abbondanti, cilindrici. GAF assenti. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Volvopluteus earlei (Murrill) Vizzini, Contu & Justo, si presenta generalmente con colorazioni bianche, ma sono state trovate anche raccolte con esemplari bianchi insieme ad altri con tonalità del cappello grigio-ocra, si connota per le piccole dimensioni, con cappello di solito di diametro < 5 cm, microscopicamente ha cheilocistidi lungamente digitati, rostrati e pleurocistidi scarsi o assenti. Un carattere per separarla dalle forme bianche di Volvopluteus gloiocephalus è la dimensione generalmente minore del cappello. Volvopluteus michiganensis (A.H. Sm.) Justo & Minnis, specie Nord-americana, presenta un cappello 7-9 cm, da conico a piano-convesso, con o senza un largo umbone; superficie coperta con fibrille disposte radialmente, viscoso; margine intero, rimoso; grigio cenere, simile al colore del Tricholoma terreum (Schaeff.: Fr.) Kummer, cresce gregario sulla segatura. L’elemento macroscopico dirimente è la rimosità al margine del cappello mentre microscopicamente si separa per la lunghezza delle spore 10,5-13,5 × 6,5-8, mediamente di dimensioni inferiori ai 12,5 µm. Volvopluteus asiaticus Justo & Minnis, specie di recente istituzione, l’epiteto si riferisce alla zona di raccolta del typus avvenuta nel nord del Giappone, presenta un cappello 7-9 cm di diametro, con colorazioni grigio marroni e tonalità marroni più scure al centro, microscopicamente ha spore di dimensioni minori 12,0-14,5 × 7,0-8,5 (9,0) μm, i cheilocistidi sono generalmente lageniformi, ma anche clavati, ovoidali o strettamente utriformi, alcuni con una papilla apicale o escrescenza fino a 10 μm, pleurocistidi fusiformi, strettamente utriformi, rostrati, con un'escrescenza apicale fino a 10 μm. Discussione La Famiglia Pluteaceae Kotl. & Pouzar fino a pochi anni fa comprendeva tre generi non micorrizici: Chamaeota (W.G. Sm.) Earle, Pluteus Fr. e Volvariella Speg., che hanno in comune i seguenti caratteri morfologici: carpofori con lamelle libere al gambo, spore di colore rosa o rosa-marrone, lisce, inamiloidi, non destrinoidi, cianofile e trama lamellare inversa. Le specie dei generi Pluteus e Chamaeota crescono soprattutto su legno o altro materiale vegetale in decomposizione come segatura, trucioli di legno, detriti vegetali. La maggior parte delle specie di Volvariella sono terricole e crescono nella lettiera dello strato del suolo, in prati, giardini, pascoli o nei boschi, una specie è micoparassitica: Volvariella surrecta (Knapp) Singer e alcuni taxa sono lignicoli ad es. Volvariella bombycina Pers. ex Fr. e Volvariella caesiotincta P.D. Orton. Il Genere Volvariella, in senso tradizionale, è polifiletico e la maggior parte delle specie non fanno parte del clade Pluteus ma mostrano affinità con i generi Camarophyllus e Cantharocybe. Gli esami molecolari (Justo et al., 2010b) hanno evidenziato che Volvariella gloiocephala e altre 3 specie molto simili sono collocate in un clade diverso da Volvariella, ma molto vicino al clade di Pluteus (quindi suo sister clade) e per sistemare tassonomicamente le stesse è stato creato il Genere Volvopluteus, monofiletico analogamente a Pluteus. Anche il genere Melanoleuca è inserito quale gruppo sorella di Pluteus e Volvopluteus. I principali caratteri morfologici che separano Volvopluteus da Pluteus e Volvariella sono le spore di lunghezza media superiore a 11 µm, pileipellis tipo ixocutis, costituita da ife relativamente sottili (in media meno di 15 µm di larghezza), incorporate in una matrice gelatinosa molto cospicua, anche se risulta che Pluteus pesatatus (Fr.) Gillet, talvolta, può avere una cute leggermente gelatinosa, ma in questo caso altri elementi ci aiutano a differenziarlo: le ife della pileipellis più larghe in Volvopluteus, le spore più piccole di 10 μm, i cistidi metuloidi e la mancanza di una volva alla base del gambo. Per completezza, va detto che nella descrizione originale di Pluteus stephanobasis Singer, sono stati descritti resti di “volva frammentaria” alla base del gambo. Justo et al.,(2010a) hanno anche descritto la nuova specie Volvopluteus asiaticus, effettuato il riesame dell’holotypus di Pluteus michiganensis che si è rivelato appartenere al nuovo genere Volvopluteus, ed aggiunto commenti supplementari sulla variabilità morfologica di Volvopluteus gloiocephalus e Volvopluteus earlei oltre a realizzare una chiave del genere Volvopluteus, che è costituito da quattro specie perfettamente distinte sotto l’aspetto molecolare: -Volvopluteus gloiocephalus (DC.: Fr.) Vizzini, Contu & Justo, definito come typus; -Volvopluteus earlei (Murrill) Vizzini, Contu & Justo = Volvopluteus earlei f. acystidiatus (N.C. Pathak) Vizzini, Contu & Justo; Contu (2007) descrive Volvariella earlei come specie nuova per l'Europa. Justo et al., (2010a) a seguito di studi molecolari e macroscopici la sinonimizzano a Volvopluteus earlei, in pratica una sua forma bianca. Anche Volvariella acystidiata N.C. Pathak viene ricondotta a sinonimo di V. earlei, anche se differisce per la mancanza di cheilocistidi; -Volvopluteus michiganensis (A.H. Sm.) Justo & Minnis; -Volvopluteus asiaticus Justo & Minnis. Secondo Justo et al. (2010b), il nome Volvariella deve essere mantenuto per le specie con spore < 11 μm, con pileipellis a cutis o con carattere intermedio cutis-trichoderma, con ife più grandi di 15 μm di larghezza e prive di strato gelatinoso. La raccolta oggetto di questo studio esaminata sotto l’aspetto macro-morfologico ben si addice alla descrizione di Volvopluteus gloiocephalus data dai suddetti autori negli studi prima citati (Justo et al., 2010a) e (Justo et al., 2010b). In particolare la taglia dei carpofori di media grande dimensione, il cappello di circa 12 cm di diametro, le colorazioni grigio scuro con lievi sfumature ocra-marroni, assenza di rimosità sul cappello (carattere dirimente da V. michiganensis) che nel nostro caso risulta intero e ricoperto di una strato consistente di glutine e la crescita in prato erboso concimato. Dal punto di vista microscopico Volvopluteus gloiocephalus viene descritto con spore > di 12,5 μm, con la maggior parte dei pleurocistidi senza escrescenze apicali, alcuni con papilla apicale e la maggior parte dei cheilocistidi fusiformi e clavati. L’esame microscopico del nostro campione ha permesso di misurare spore delle dimensioni di 13,8-16,8(17,3) × (7,9)8,1-9,2 µm, e sono stati rilevati: - cheilocistidi prevalentemente ovoidi, alcuni con papilla apicale, altri largamente fusiformi con breve escrescenza apicale; - pleurocistidi in prevalenza largamente fusiformi con escrescenza apicale lunga 9,3-22,2 µm (digitati), ovoidi, alcuni con papilla apicale altri con breve escrescenza. Sugli esemplari provenienti da exsiccata può essere difficile osservare le digitazioni dei cistidi e dei pleurocistidi, perché nel secco queste strutture sottili collassano facilmente. Come auspicato da Justo et al. (2010a e 2010b), ulteriori collezioni di campioni appartenenti al genere Volvopluteus, dovranno essere studiate per una migliore definizione della morfologia delle specie e delle delimitazioni tra queste. Bibliografia JUSTO, A. et al., 2010a. Species recognition in Pluteus and Volvopluteus (Pluteaceae, Agaricales): morphology geography and phylogeny. Mycological Progress. JUSTO, A. et al., 2010b. Phylogeny of the Pluteaceae (Agaricales, Basidiomycota): taxonomy and character evolution, Fungal Biology XXX: 1-20. AA.VV., 1990. Pleurotaceae, Pluteaceae and Tricholomataceae I. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 2. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. BREITENBACH, J. & KRÄNZLIN, F., 1995. Champignons de Suisse. Vol. 4. Champignons à lames, 2ème partie. Lucerna: Ed. Verlag Mykologia. CONTU, M., 1998. Studi sulle Pluteaceae della Sardegna. I. Volvariella cookei spec. nov., una nuova specie della sezione Macrosporae. Micologia Italiana 27(3): 37-41. CONTU, M., 2003. Nuovi dati su Volvariella cookei Contu, con chiave per la determinazione delle specie bianche del Genere Volvariella in Europa. Bollettino AMER, 59, Anno XIX, 2: 22-26. Ed. AMER. LEZZI, T., 2011. Ritrovamento di Volvopluteus earlei (Murril) Vizzini, Contu & Justo nell'isola Polvese sul Lago Trasimeno (PG). Bollettino AMER, 82, Anno XXVII, 1: 26-31. Ed. AMER. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti e Tomaso Lezzi. Regione Umbria; Dicembre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. (Exsiccatum MI20141209-02) Spore 13,8-16,8(17,3) × (7,9)8,1-9,2 µm, media 15,6 × 8,6 µm, Q = 1,7-1,9; Qm = 1,8, misurazioni su 32 spore da sporata. Da ellissoidali a oblunghe, lisce, apicolo ben visibile in proiezione laterale, prive di poro germinativo, a parete spessa, alcune con guttula centrale, generalmente con contenuto guttulare frammentato. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Basidi banali, clavati, tetrasporici, osservati anche bisporici. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Cheilocistidi prevalentemente ovoidi, alcuni con papilla apicale, altri largamente fusiformi con breve escrescenza apicale. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 100×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Particolari. Un cheilocistidio che misura 86 × 49 µm. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Pleurocistidi sono in prevalenza largamente fusiformi con escrescenza apicale lunga 9,3-22,2 µm (digitati), ovoidi, alcuni con papilla apicale altri con breve escrescenza. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Particolari. Un pleurocistidio di dimensioni notevoli misura 181 × 114 µm. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Pileipellis tipo ixocutis, costitutita da ife cilindriche, sottili, immerse in uno spesso strato gelatinoso, settate, le ife più esterne sono rialzate e terminano con elementi cilindrici arrotondati ma sono state osservati anche terminali lobati. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 100×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Stipitipellis formata da ife parallele, cilindriche, settate, caulocistidi poco abbondanti cilindrici. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Particolari. Ife cilindriche della trama lamellare. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. -
Volvariella surrecta (Knapp) Singer 1951
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Volvariella surrecta (Knapp) Singer; Regione Sardegna; Novembre 2014; Foto di Franco Sotgiu. -
Volvariella surrecta (Knapp) Singer 1951
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Volvariella surrecta (Knapp) Singer 1951 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Sinonimi Volvaria surrecta (Knapp) Ramsb. 1942 Volvariopsis loveiana (Berk.) Murrill 1917 Volvaria loveiana (Berk.) Gillet 1876 Etimologia Da surrecta = spuntata; participio passato del verbo latino surgere = alzarsi, levarsi, sorgere, spuntare; probabilmente volendo evidenziare la natura parassita del micete. Cappello Dimensioni medio-piccole, da 2 a 6 cm di diametro, eccezionalmente più grande, inizialmente semi globoso, convesso, poi piano convesso con presenza di un umbone. Colorazione pileiche bianco ghiaccio, con sfumature grigio-ocracee a maturazione, più evidenti con la manipolazione; superficie pileica asciutta, ricoperta da una fine e fitta fine peluria che gli conferisce un aspetto feltrato-lanuginoso. Imenoforo Lamelle moderatamente fitte e mediamente larghe, intercalate da lamellule, libere al gambo, inizialmente biancastre, poi rosa chiaro, infine rosate con sfumature ocracee a maturazione, filo irregolare concolore o appena più chiaro. Gambo Generalmente cilindrico, concolore al cappello oppure con leggere sfumature rosa verso l’apice, finemente fibrilloso-pruinoso (lente); volva sacciforme, leggermente membranacea, biancastra, talvolta sfumata leggermente di rosa in età avanzata, tende a lacerarsi in due-tre lobi nel fungo maturo. Anello Non presente. Carne Biancastra nel cappello, a volte con sfumature rosa nel gambo, fragile, esigua; sapore dolce e odore gradevole, un poco aromatico. Habitat Cresce in autunno inoltrato su basidiomi in via di decomposizione di Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer, sono segnalate in letteratura, se pur raramente, fruttificazioni su altre Tricholomataceae. Microscopia Spore (4,4)4,8-5,2-6,1(6,7) × (2,5)2,7-3,1-3,5(3,7) µm, Q = 1,7; ellissoidali, moderatamente ovoidali, apicolo ben visibile in proiezione laterale. Basidi banali, clavati, tetrasporici. Cheilocistidi fusiformi, sublageniformi-claviformi, spesso con strozzatura apicale a "collo di bottiglia", rostrati-mucronati. Lunghezza: (28,3)29,1-45,6-5,05(51,2) µm; base: (1,4)1,8-3,2-4,3(4,84) µm; collo: (1,3)1,4-2-4,1(5,1) µm; larghezza: (7,7)8,3-11,3-14,4(15,7) µm. Pleurocistidi analoghi ai cheilocistidi, ma di dimensione maggiore. Lunghezza: (42,3)42,5-48,9-6,6(70,5) µm; base: (1,1)2,1-3,8-5,8(8,8) µm; collo: (1,3)1,6-2,5-5(6) µm; larghezza: (10,3)10,5-12,3-19(22,6) µm. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili La sua caratteristica di fruttificare su basidiomi di Clitocybe nebularis (Batsch : Fr.) P. Kumm., esclude sul campo la possibilità di confonderla con specie dello stesso genere o con altre entità di generi diversi. Osservazioni Questa interessante e poco comune specie si riconosce facilmente in virtù del singolare habitat di crescita, infatti colonizza esemplari di Clitocybe nebularis (Batsch : Fr.) P. Kumm., comportandosi prima come parassita, successivamente come saprofita degradando completamente i basidiomi. Volvariella surrecta fa parte di quel gruppo ristretto di funghi che si alimentano di altri funghi. Bibliografia AA.VV., 2012. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. AA.VV., 1990. Pleurotaceae, Pluteaceae and Tricholomataceae I. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 2. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo Biraghi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Sardegna; Novenbre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Massimo Biraghi. Su basidiomi di Clitocybe nebularis in via di decomposizione. Spore ellissoidali, moderatamente ovoidali, apicolo ben visibile in proiezione laterale. N° Long. Larg. Q Moy 5,4 3,1 1,7 µm; Min 4,4 2,5 1,4 µm; Max 6,7 3,7 1,9 µm; Media 5,3 3,2 1,7 µm; Lxl: N = 30; dMd; (4,4)4,8-5,2-6,1(6,7) × (2,5)2,7-3,1-3,5(3,7) µm. Q = 1,7. Osservazione 400×. Osservazione 1000×. Cheilocistidi fusiformi, sublageniformi-claviformi, spesso con strozzatura apicale a "collo di bottiglia", rostrati-mucronati. N° Long. L.base L.col Large Moy 43 3,2 2,4 11,5 µm; Min 28,3 1,4 1,3 7,7 µm; Max 51,2 4,8 5,1 15,7 µm; Media 45,6 3,4 2,2 11,5 µm; Lunghezza: (28,3)29,1-45,6-51 µm; Base: (1,4)1,8-3,2-4,3(4,8) µm; Collo: 1,3)1,4-2-4,1(5,1) µm; Larghezza: (7,7)8,3-11,3-14,4(15,7) µm. Osservazione 400×. Pleurocistidi analoghi ai cheilocistidi, ma di dimensione maggiore. N° Long. L.base L.col Large Moy 55,4 4 3 14,4 µm; Min 42,3 1,1 1,3 10,3 µm; Max 70,5 8,8 6 22,6 µm; Media 54,3 4 2,61 13,7 µm; Lunghezza: (42,3)42,5-48,9-69,6(70,5) µm; Base: (1,1)2,1-3,8-5,8(8,8) µm; Collo: (1,3)1,6-2,5-5(6) µm; Larghezza: (10,3)10,5-12,3-19(22,6) µm. Osservazione 400×. -
Volvariella pusilla (Pers. : Fr.) Singer 1951
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Non Commestibili o Sospetti
Volvariella pusilla (Pers. : Fr.) Singer; Regione Lazio; Maggio 2009; Foto e microscopia di Tomaso Lezzi. Cappello liscio, fibrilloso, di aspetto setoso, ma leggermente appiccicoso, non pubescente, bianco, appena giallino verso il centro, senza toni di bruno o di grigio, bordo del cappello eccedente, rigato al margine del cappello, diametro 2,8 cm. Gambo liscio bianco. Volva bianca esternamente e bianca internamente, non pubescente. Spore ellittiche, lisce, con apicolo, a volte con inclusi; 6,3-8, × 4,2-5,4 µm. Spore. Ife della cuticola, nonostante sia viscosa, non sono stati rilevati strati gelatinosi (di solito ben evidenti in Rosso Congo, perché congofobi, cioè che non si colorano in Rosso Congo).
