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Archivio Micologico

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  1. Schizophyllum amplum (Lév.) Nakasone; Regione Lombardia; Febbraio 2008; Foto di Massimo Biraghi. Parte esterna In evidenza il margine fioccoso/tomentoso
  2. Schizophyllum amplum (Lév.) Nakasone; Regione Lombardia; gennaio 2013; Foto di Angelo Mariani.
  3. Schizophyllum amplum (Lév.) Nakasone; Regione Lombardia; Ottobre 2012; Foto di Massimo Biraghi.
  4. Schizophyllum amplum (Lév.) Nakasone 1996 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Schizophyllaceae Sinonimi Auriculariopsis ampla (Lév.) Maire 1902 Descrizione Su rametto in decomposizione, questo basidiomicete ricorda una Auricolaria auricola-judae in miniatura, ma con la parete esterna biancastra e tomentosa. Dimensioni 0,5-0,7 cm. Regione Lombardia; Gennaio 2014; Osio Sotto; Foto, microscopia e commento di Massimo Biraghi. Spore. N° Long. Larg. Q Moy 9,27 2,28 4,10 Min 7,94 1,92 3,57 Max 9,92 2,63 4,74 Trama. Contesto.
  5. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt. = Sarcosphaera crassa (Santi) Pouzar; Maggio 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Aschi ottosporici, J+ (amiloidi); spore ellissoidali, lisce, uniseriate, biguttulate; parafisi sottili, clavate. Osservazioni in Melzer. Parafisi.
  6. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Regione Toscana; Febbraio 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento vicinissimo al mare, sul Tombolo della Feniglia, sotto Pinus pinea e Pinus pinaster. Specie tossica, da non consumare! Un particolare della superficie interna, quella fertile su cui si trovano gli aschi che contengono le spore. Sulla superficie esterna è visibile il terreno, molto sabbioso.
  7. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Regione Umbria; Aprile 2009; Foto di Tomaso Lezzi Carne fragile che si spezza facilmente, superficie interna viola.
  8. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Regione Umbria; Aprile 2009; Foto di Luigi Minciarelli. Da un bosco di Pseudotsuga, Cedri, Cipressi.
  9. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Regione Toscana; Aprile 2008; Foto di Pietro Curti.
  10. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Regione Campania; Marzo 2008; Foto di Felice Di Palma.
  11. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Regione Lombardia; Giugno 2006; Foto di Massimo Biraghi.
  12. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Regione Lombardia; Giugno 2006; Foto di Massimo Biraghi.
  13. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Regione Lombardia; Maggio 2006; Foto di Massimo Biraghi.
  14. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Regione Lombardia; Maggio 2005; Foto di Emilio Pini.
  15. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Foto di Emilio Pini.
  16. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Foto di Pietro Curti.
  17. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Foto di Emilio Pini. Una foto del fungo mentre espelle le spore.
  18. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Foto di Pietro Curti.
  19. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Foto di Pietro Curti. Nella foto seguente si può apprezzare meglio la crescita semiipogea di questo fungo e vedere l'ampia porzione che era completamente immersa nel terreno.
  20. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Foto di Pietro Curti. Specie semiipogea dalla consistenza cartilaginea. A maturità gli esemplari si aprono assumendo una forma substellare e mostrando la parte interna con cromatismi violetti.
  21. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Foto di Pietro Curti. Esemplari ancora chiusi.
  22. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.; Foto di Pietro Curti. Ascomicete caratterizzato da crescita semiipogea, molto vicino alle specie del Genere Peziza. Si tratta di una specie tossica.
  23. Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt. 1893 Tassonomia Divisione Ascomycota Ordine Pezizales Famiglia Pezizaceae Genere Sarcosphaera Sinonimi Sarcosphaera crassa (Santi) Pouzar 1972 Sarcosphaera eximia (Durieu & Lev.) Maire 1917 Sepultaria coronaria (Jacq.) Massee Etimologia Dal greco sarco = carne e sphâira = sfera, ovvero sfera carnosa. Dal latino coronarius = di corona, ovvero a forma di corona. Ascoma 5-15 cm di larghezza, all'inizio a forma di sfera vuota internamente, seminterrata e chiusa, poi con l'apertura della sommità, assume l'aspetto di una coppa con il bordo frastagliato da lobi in genere triangolari; con la completa apertura prende la forma tipica di una corona circolare o substellare. L'imenoforo (parte interna) in genere è di colore violetto più o meno intenso ma anche bianco con sfumature violacee, poi tende ad assumere colorazioni ocracee o brunastre; lo stesso si presenta liscio o con fini screpolature che mettono in evidenza il bianco della carne. La faccia esterna è invece biancastra o grigio chiaro, liscia o leggermente tomentosa; la stessa può virare al giallo alla contusione o sfregamento. Gambo Generalmente assente, anche se non è raro imbattersi in esemplari muniti alla base di un peduncolo o piccola radichetta di colore biancastro. Carne Spessa 3-4 mm, biancastra, di consistenza cartilaginea, fragile, ceracea e cassante. Odore debole, leggermente spermatico, sapore mite. Habitat Cresce di solito in primavera principalmente nei boschi di conifera ma si associa anche ai boschi misti di latifoglia. Si presenta generalmente con crescita gregaria o raramente anche isolata. Microscopia Spore ellissoidali, lisce, biguttulate 13,1-15,8 × 7-8,3 µm; Qm = 1,9. Aschi cilindrici, amiloidi, ottasporici, con base Pleurorinca 305-356 × 9,9-14,3 (17,3) µm; parafisi settate con apice leggermente allargato. Excipulum ectale con ife cilindriche e parallele. Commestibilità e tossicità Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Specie simili Sarcopeziza sicula (Inzenga) Agnello, Loizides & P. Alvarado = Peziza sicula Inzenga, si differenzia per avere colori viola-lampone in ogni parte del carpoforo; Sarcosphaera coronaria var. nivea (M.M. Moser) Péric. & Courtec., si differenzia per i colori completamente bianchi dell'intero carpoforo; Peziza ammophila Durieu & Lév. la quale, seppur presenta analoga crescita semipogea, si differenzia per i colori brunastri e l'habitat sabulicolo; Geopora sumneriana (Cooke) M. Torre ha sempre crescita interrata e forma substellare, tuttavia si differenzia per la superficie esterna brunastra e ricoperta di peli, nonché per associarsi esclusivamente al Cedro. Osservazioni Ascomicete dalle grosse dimensioni caratterizzato da crescita semipogea, molto vicino alle specie del genere Peziza le quali, salvo alcune eccezioni, non hanno crescita interrata. Bibliografia MEDARDI, G., 2006. Atlante fotografico degli Ascomiceti d'Italia. Ed. AMB. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Aschi amiloidi. Osservazione 400× in Melzer. Excipulum medullare. Osservazione 400× in rosso Congo. Excipulum ectale: ife cilindriche, parallele. Osservazione 400× in rosso Congo. Le spore: lisce, biguttulate e uniseriate nell'asco. Osservazione 1000× in rosso Congo. La base degli aschi Pleurorinca, ovvero con un evidente uncino. Osservazione 1000× in rosso Congo. Parafasi con apice leggermente allargato. Osservazione 1000× in rosso Congo. Spore ellissoidali, lisce, biguttulate 13,1-15,8 × 7-8,3 µm; Qm = 1,9. Osservazione 1000× in rosso Congo.
  24. Sarcoscypha coccinea (Gray) Boud.; Regione Lombardia; Aprile 2013; Foto e microscopia di Massimo Biraghi e Gianluigi Boerio. Boschetto planiziale località Lodi. Foto e di Gianluigi Boerio. Base miceliare di Sarcoscypha coccinea attaccata a un residuo legnoso, probabilmente di Crataegus sp. Dettaglio del margine dell'ascoma con evidente peluria che secondo alcuni autori costituisce carattere differenziale macroscopico dalle specie vicinori (Sarcoscypha austriaca). Foto di Massimo Biraghi. Spore N° Long. Larg. Q Moy 36,18 13,46 2,69 Min 31,51 12,34 2,43 Max 42,17 14,96 3,12 Foto e commento di Gianluigi Boerio. Pigmenti e forma sporale. Dimensioni nel range tipico, già indicato da Massimo. La forma delle spore e la loro misura costituisce carattere discriminante per la corretta determinazione.
  25. Sarcoscypha coccinea (Gray) Boud.; Regione Lombardia; Marzo 2013; Foto e microscopia di Gianluigi Boerio. Appennino pavese, 350 m s.l.m., su rametti in decomposizione di Ciliegio. Colorante: Blu Cotone a freddo. Sezione con alcuni peli dritti. Osservazione a 100×. Aschi, spore e pigmenti. Osservazione a 630× in immersione ad olio. Misure rilevate sui campioni esaminati: 31-49 × 11-14 µm. Pigmenti carotenoidi nelle parafisi.
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