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Sarcodon imbricatus (L.: Fr.) Karsten 1881
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Sarcodon imbricatus (L.: Fr.) Karsten; Foto di Gianni Baruffa. -
Sarcodon imbricatus (L.: Fr.) Karsten 1881
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Sarcodon imbricatus (L.: Fr.) Karsten 1881
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Sarcodon imbricatus (L.: Fr.) Karsten; Regione Trentino; Foto di Mauro Cittadini. Giovani esemplari. -
Sarcodon imbricatus (L.: Fr.) Karsten 1881
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Sarcodon imbricatus (L.: Fr.) Karsten 1881 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Thelephorales Famiglia Bankeraceae Foto e Descrizioni Si tratta di un fungo che presenta l'imenoforo (zona fertile sotto il cappello) costituito da idni, piccoli aculei decorrenti sul gambo, presenta tonalità brunastre diffuse, spesso anche su fondo biancastro come vedremo. Caratteristico il tipico rivestimento squamuloso del cappello che di fatto rende di facile determinazione la specie, spesso gregario e diffuso nei boschi di conifere. Conosciuto in Trentino come fungo dado, viene infatti essiccato e ridotto in polvere per poi essere utilizzato come aromatizzante. Regione Trentino; Settembre 2007; Foto e commento di Pietro Curti. -
Sarcodon glaucopus Maas Geest. & Nannf. 1969
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Sarcodon glaucopus Maas Geest. & Nannf.; Regione Umbria; Novembre 2012; Foto di Mario Iannotti. Rinvenuto in Umbria in pineta mista, con prevalenza di Pinus nigra J.F. Arnold e Abies cephalonica Loud.. -
Sarcodon glaucopus Maas Geest. & Nannf. 1969
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Sarcodon glaucopus Maas Geest. & Nannf.; Regione Umbria; Novembre 2011; Foto di Tomaso Lezzi Ritrovamento effetuato in Umbria. Ritrovamento sotto Pino nero, con Abies cephalonica Loud. e Quercia a distanza. Crescita molto interrata, cappello con squame piatte e relativamente rade. Idni molto decorrenti, sezione grigio-verdastra alla base, sapore amarognolo. Idni. Sezione. -
Sarcodon glaucopus Maas Geest. & Nannf. 1969
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Sarcodon glaucopus Maas Geest. & Nannf. 1969 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Thelephorales Famiglia Bankeraceae Etimologia Glàucopus, con il piede di colore glauco (dal greco "glaukòs" = glauco, pòus = piede) Cappello 4-12 cm di diametro, prima convesso-appianato poi con depressione centrale, irregolarmente ondulato, lobato, con margine a lungo involuto di colore biancastro. La superficie, inizialmente, è feltrata, presto areolata e ricoperta da squame di colore giallo-brunastro, poi bruno porpora, leggermente rilevate e disposte ad embrice nella parte centrale, più appressate verso il margine. Imenoforo Idnoide con aculei fitti, allungati, inizialmente biancastri poi a maturità bruno porpora, decorrenti irregolarmente sul gambo. Gambo Centrale o eccentrico, cilindrico, tozzo, pieno, leggermente attenuato alla base, dapprima feltrato poi dissociato in piccole squamette, biancastro ma presto bruno porpora, ricoperto in modo irregolare da idni dapprima biancastri poi concolori al cappello. Carne Compatta, biancastra, al taglio si nota un lieve viraggio glauco lungo tutta la sezione longitudinale, mentre alla base dello stipite si osserva una zona più marcata grigio-verdastra. Di sapore amarognolo, odore gradevole con componente farinosa. Habitat Terricolo. Si tratta di un Sarcodon con crescita gregaria ed anche connata, fruttifica nel tardo autunno nei boschi di conifera. Rinvenuto in Umbria in pineta mista, con prevalenza di Pinus nigra J.F. Arnold e Abies cephalonica Loud.. Microscopia Spore sub-globose, gibbose; misura sporale (4,7)5,0-5,9 × 4,2-4,7(5,0) µm; Q = 1,1. Basidi allungati, di forma clavata, tetrasporici. Cistidi assenti. Cuticola sistema ifale monomitico con cellule cilindriche settate. GAF non osservati in nessuna delle parti esaminate. Commestibilità e Tossicità Non commestibile per la sua carne amara. Specie simili Sarcodon imbricatus (L.: Fr.) Karsten, si riconosce per il cappello decorato da grosse scaglie concentriche o disposte ad embrice, gregario in boschi di conifera soprattutto abete rosso, carne con sapore leggermente amarognolo, alla sezione si presenta grigiastra poi vira alla base del gambo al bruno-vinoso. Sarcodon scabrosus (Fr.) P. Karst., ha il cappello colorato di rosso-vinoso, squame molto grandi imbricate, idni decorrenti di colore grigio-rosati poi porpora brunastro con apici biancastri, base del gambo di colore verde acciaio sia esternamente che alla sezione. La carne è biancastra ma può avere un viraggio al rosa-violetto, decisamente amara e dall’odore farinoso. Sarcodon regalis Maas G., è molto simile nel portamento e nei colori, tranne per la base del gambo di colore rosso-vinoso, cresce sotto aghifoglia o latifoglia, non è amaro. Sarcodon joeides (Pass.) Bat., cresce in ambiente di latifoglia, sotto Querce, Castagno o Faggio, ha carne nel cappello da rosa a violetto e macchie verde scuro alla base del gambo. Sarcodon leucopus (Pers.) Maas Geest. & Nannf., si distingue per il cappello liscio di color caffelatte e la carne che al taglio vira al violaceo. Sarcodon lepidus Maas G., cresce in ambiente di latifoglia, ma sotto Querce caducifoglie e ha il cappello con squame a punte rialzate. Bibliografia JÜLICH, W., 1989. Guida alla determinazione dei funghi. Aphyllophorales, Heterobasidiomycetes, Gastromycetes. Vol. 2. Ed. Saturnia. BREITENBACH, J. & KRANZLIN, F., 1986. Champignons de Suisse. Vol. 2. Champignos sans lames. Lucerna: Ed. Verlag Mykologia. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Novembre 2011; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. Microscopia Spore sub-globose, gibbose; misura sporale (4,7)5,0-5,9 × 4,2-4,7(5,0) µm; Q = 1,1. Basidi allungati, di forma clavata, tetrasporici. Cuticola sistema ifale monomitico con cellule cilindriche settate, prive di GAF. -
Sarcodon fuscoindicus (K.A. Harrison) Maas Geest. 1967
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Sarcodon fuscoindicus (K.A. Harrison) Maas Geest. 1967
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Sarcodon fuscoindicus (K.A. Harrison) Maas Geest. 1967 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Thelephorales Famiglia Bankeraceae Foto e Descrizioni Sarcodon americano appartenente alla sezione Violacei Maas Geesteranus. Contraddistinto da tonalità scure violacee sia sul cappello che sul gambo, idni decorrenti e abortiti nella parte decorrente sul gambo. La sezione purtroppo non c'è, ma avrebbe evidenziato un viraggio della carne al blu-violaceo scuro. Originariamente descritto dal Michigan come Hydnum fuscoindicum viene poi rianalizzato e ricombinato da Maas Geesteranus come Sarcodon fuscoindicus. Altri appartenenti alla sezione sono Sarcodon fuligineo-violaceus e Sarcodon joeides. Foto e descrizione di Cellula80; Stato di Washington (vicino a Seattle) - U.S.A. -
Sarcodon cyrneus Maas Geest. 1975
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Sarcodon cyrneus Maas Geest. Regione Lazio. Ottobre 2009. Foto e commento di Mauro Cittadini. Particolare dell'imenoforo, idni. -
Sarcodon cyrneus Maas Geest. 1975
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Sarcodon cyrneus Maas Geest. 1975 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Thelephorales Famiglia Bankeraceae Etimologia l'epiteto cyrneus deriva dal latino cyrneus = cirneo, della Corsica. Per il suo habitat mediterraneo. Cappello 8-10 cm di diametro, nocciola rosato, con macchie irregolari più scure, bordo più chiaro, fini screpolature, sottilmente areolato. Margine irregolare, a volte lobato. Imenoforo Idnoide con aculei fitti, allungati, decorrenti sul gambo. Gambo Centrale o eccentrico, tozzo, coperto di minuscoli idni concolori al cappello, bruscamente attenuato alla base che è feltrata. Carne Compatta, biancastra, poi bruno vinoso, nerastra verso la base, di sapore nettamente amaro. Habitat Terricolo. Si tratta di un Sarcodon molto comune fino a dicembre sotto Leccio, anche puro, senza presenza di aghifoglie. Predilige gli ambienti temperati mediterranei. Trovato anche in Umbria in Lecceta pura. Microscopia Spore di profilo ellittico, con gibbosità pronunciate, in numero di 11-13 sul contorno della spora. Basidi allungati, tetrasporici. Cuticola formata da ife cilindriche con l'estremità arrotondata. GAF non osservati in nessuna delle parti esaminate. Commestibilità e Tossicità Non commestibile per la sua carne amara. Specie simili Sarcodon lepidus Maas G. Cresce sempre in ambiente di latifoglia, ma sotto Querce caducifoglie, e ha il cappello con squame a punte rialzate. Sarcodon illudens Maas G. è molto simile a Sarcodon lepideus, ha la carne alla base del gambo verde scuro, Sarcodon underwoodii Banker cresce sempre in ambiente di latifoglia, ma sotto Querce caducifoglie, ha squame ben formate, carne ingiallente e spore di dimensione maggiore. Sarcodon joeides (Pass.) Bat. cresce in ambiente di latifoglia, sotto Querce, Castagno o Faggio, Ha carne nel cappello da rosa a violetto e macchie verde scuro alla base del gambo. Sarcodon regalis Maas G., ha colori simili, cresce sotto aghifoglia o latifoglia, non è amaro. Sarcodon glaucopus Maas G. & Naanf. (per alcuni autori = Sarcodon amarescens (Quél.) Quél.) ha colori simili, cresce sotto aghifoglia ed è anche lui amaro. Presenza di GAF. Bibliografia ANTONINI, D. & ANTONINI, M., 2002. Macromiceti nuovi, rari o specifici della regione mediterranea - Fungi Non Delineati, Pars XXII. Alassio: Ed. Candusso. CALEDDA, F. & CARBONE, M., 2006. Una "idnacea" non comune in Italia: Sarcodon regalis. Pagine di Micologia. 26: 27-29. Ed. AMB. JÜLICH, W., 1989. Guida alla determinazione dei funghi. Aphyllophorales, Heterobasidiomycetes, Gastromycetes. Vol. 2. Ed. Saturnia. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Ritrovamento a Castelfusano sotto Leccio. Spore di profilo ellittico, con gibbosità pronunciate, in numero di 11-13 sul contorno della spora. Basidi a forma di clava, allungati, tetrasporici. Cuticola formata da ife cilindriche con l'estremità arrotondata. -
Rutstroemia echinophila (Bull. : Fr.) Höhn. 1917
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Rutstroemia echinophila (Bull. : Fr.) Höhn.; Regione Piemonte; Settembre 2010; Foto e commento di Giuseppe Vanoli. Nebbiuno (Poggio Radioso) a bordo strada nei pressi di Castanea sativa. Un piccolo condomio di specie ma per l'habitat di crescita non lascia dubbi.- 4 risposte
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Rutstroemia echinophila (Bull. : Fr.) Höhn. 1917
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Rutstroemia echinophila (Bull. : Fr.) Höhn.; Regione Lazio; Ottobre 2007; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Un "ritratto di profilo" in cui si nota bene che l'apotecio è sostenuto da un lungo peduncolo.- 4 risposte
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Rutstroemia echinophila (Bull. : Fr.) Höhn. 1917
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Rutstroemia echinophila (Bull. : Fr.) Höhn.; Regione Lombardia; Anno 2005; Foto di Emilio Pini.- 4 risposte
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Rutstroemia echinophila (Bull. : Fr.) Höhn. 1917
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Rutstroemia echinophila (Bull. : Fr.) Höhn. 1917 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Leotiomicetes Ordine Helotiales Famiglia Rutstroemiaceae Sinonimi Ciboria echinophila (Bull.) Sacc. 1889 Peziza echinophila Bull. 1791 Sclerotinia echinophila (Bull.) Rehm 1893 Lanzia echinophila (Bull.) Korf 1982 Ascoma Ascomicete di piccole dimensioni, si presenta con la forma di una piccolo calice con crescita su ricci di castagne o cupole di ghianda in decomposizione. Il cappello è di colore marrone, bruno-rossastro, cannella, 3-7 mm di diametro, liscio, inizialmente è emisferico, poi tende a spianare assumendo la forma prima di una coppa ed a maturità di un disco, sorretto da un pedicello infisso sul substrato. Il margine è finemente dentellato, privo di peli evidenti. La parte esterna della coppa è di colore beige, nocciola chiaro, feltrata, per la presenza di fini peli concolori. Habitat Crescita sulla faccia interna di ricci di castagna o cupola di ghianda in decomposizione. Microscopia Spore 15,7-19,6 × 3,7-5,5 µm, allantoidi, lisce, con 3 setti trasversali ed a maturità con presenza di spore secondarie alle estremità dei poli ed all’altezza dei setti. Aschi ottosporici, con estremità amiloide, con spore uni- o biseriate. Parafisi filiformi, settate, con apice leggermente ingrossato e contenuto brunastro. Excipulum medullare a tessitura intricata. Excipulum ectale a tessitura prismatica. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Rutstroemia americana (E.J. Durand) W.L. White, di aspetto molto simile, ma di dimensioni minori fino a 5 mm di diametro, fruttifica anch’essa sullo stesso substrato; si differenzia per le spore molto più piccole 8-11 × 3-4,5 µm, non settate. Ciboria batschiana (Zopf) N.F. Buchw., ha dimensioni maggiori, può raggiungere il diametro di 1,5 cm e l’altezza di circa 2,0 cm, molto diversa dal punto di vista microscopico, le spore misurano 10-12 × 4-4,5 µm, e sono di forma ellissoidale-subfusiforme. Osservazioni Autori diversi hanno opinioni diverse riguardo alla posizione sistematica del genere in cui assegnare questa specie (Lanzia, Rutstroemia, Sclerotinia). In attesa di nuove informazioni al riguardo, utilizzeremo qui il nome Rutstroemia echinophila (Bull.) Höhn. Bibliografia BREITENBACH, J. & KRÄNZLIN, F., 1984. Champignons de Suisse. Ascomycetes. Vol. 1. Lucerna: Ed. Verlag Mykologia. KORF, R.P., 1982. New combinations and a new name for discomycetes illustrated by Boudier in the Icones Mycologicae. Mycotaxon. 14(1): 1-2. PALMER, J.T., Lanzia echinophila and two further species of Sclerotiniaceae on oak. Ost. Zeitschr. f. Pilzk. 2. cupules : a tale from the Vienna Woods. VAN DER NEST, M.A. et al. 2014. IMA Genome-F 3: Draft genomes of Amanita jacksonii, Ceratocystis albifundus, Fusariumcircinatum, Huntiella omanensis, Leptographium procerum, Rutstroemia sydowiana and Sclerotinia echinophila. IMA Fungus 5(2): 473–486. [Data di accesso: 24/10/2016]. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti – Revisionata da Tomaso Lezzi. Regione Umbria, località Gubbio; Settembre 2016; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. Ritrovamento su cupola di ghianda in decomposizione di Quercus cerris L.. (Exsiccatum MI20160925-02) Macro sulla parete esterna dell'apotecio per evidenziare la feltrosità concolore costituita da una fine peluria. Microscopia Aschi ottosporici, con estremità amiloide, con spore uni- o biseriate. Osservazione in Melzer a 400×. Osservazione in rosso Congo ammoniacale a 400×. Base degli aschi e parafisi settate. Osservazione in rosso Congo ammoniacale a 1000×. Spore 15,7-19,6 × 3,7-5,5 µm, allantoidi, lisce, con 3 setti trasversali ed a maturità con presenza di spore secondarie alle estremità dei poli ed all’altezza dei setti. Osservazione in Melzer a 1000×. Excipulum medullare a texture intricata. Osservazione in acqua a 400×. Osservazione in acqua a 1000×. Excipulum ectale a texture prismatica. Osservazione in rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in acqua a 1000×.- 4 risposte
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Piceomphale bulgarioides (P. Karst.) Svrček 1957
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Piceomphale bulgarioides (P. Karst.) Svrček 1957 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Leotiomicetes Ordine Helotiales Famiglia Sclerotiniaceae Sinonimi Rutstroemia bulgarioides (Rabenh.) P. Karst. 1871 Foto e Descrizioni Ascoma 3-9 mm di diametro, stipitato, da cupuliforme a quasi appianato, a volte ondulato e compresso; imenio liscio, opaco, bruno-olivaceo-nerastro; superficie esterna concolore o debolmente più chiara; orlo regolare; gambo corto, svasato verso la superficie, concolore. Habitat, in gruppi su coni di Picea sp. in zone umide. Microscopia Spore 9-12 × 4,2-5,5 µm ellissoidali, lisce, ialine. Aschi 80-90 × 6-8 µm ottasporici, amiloidi. Parafisi filiformi, cilindriche, settate, forcate, leggermente allargate alla sommità. Regione Lombardia, località, alpeggio Tedoldo Valsassina; Maggio 2014; Foto, descrizione e microscopia di Angelo Mariani. Microscopia Spore 9-12 × 4,2-5,5 µm ellissoidali, lisce, ialine. Aschi J+. Parafisi. -
Rutstroemia bolaris (Batsch) Rehm 1893
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Rutstroemia bolaris (Batsch) Rehm; Regione Trentino Alto Adige, Cles (TN), località Malgaroi; Settembre 2012; Foto di Mario di Mario Iannotti; 2° Congresso sui Funghi della Zona Alpina. - Segue microscopia a cura di Tomaso Lezzi. -
Rutstroemia bolaris (Batsch) Rehm 1893
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Rutstroemia bolaris (Batsch) Rehm; Regione Trentino; Agosto 2011; Foto e commento di Tomaso Lezzi. 1º Congresso trentino sui funghi alpini, Cles (TN), Loc. Malga Malgaroi. Ritrovamento su legno di Ontano verde. -
Rutstroemia bolaris (Batsch) Rehm 1893
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Rutstroemia bolaris (Batsch) Rehm 1893 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Leotiomicetes Ordine Helotiales Famiglia Rutstroemiaceae Sinonimi Ciboria bolaris (Batsch) Fuckel 1870 Foto e Descrizioni Piccoli ascomi a coppetta stipitati, color arancio-brunastro. Crescevano su di un rametto a terra in zona umida (Noccioli, Carpini ed altre latifoglie). Regione Lazio; Anno 2009; Foto e microscopia di Mauro Cittadini. Microscopia Aschi J+, 105-125 µm, parafisi filiformi, sterttamente cilindriche, spore di diverse morfologie, alcune cilindrico-fusiformi senza setti o con un setto, la maggioranza allantoidi, mediamente con 3 setti ed evidente presenza di spore secondarie ai poli 17-20 × 4-5 µm. -
Russula xerampelina (Schaeff.) Fr. 1838
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Russula xerampelina (Schaeff.) Fr.; Regione Friuli Venezia Giulia, Claut (PN); Settembre 2013; Foto di Claudio Angelini. -
Russula xerampelina (Schaeff.) Fr. 1838
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Russula xerampelina (Schaeff.) Fr.; Regione Trentino; Agosto 2011; Foto di Tomaso Lezzi. 1º Congresso trentino sui funghi alpini, Cles (TN), Loc. Malga Malgaroi. -
Russula xerampelina (Schaeff.) Fr. 1838
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Russula xerampelina (Schaeff.) Fr. 1838
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Russula xerampelina (Schaeff.) Fr.; Regione Lombardia, Clusone ( BG ); Novembre 2007; Foto di Federico Calledda. -
Russula xerampelina (Schaeff.) Fr. 1838
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Russula xerampelina (Schaeff.) Fr. 1838
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