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Macrocystidia cucumis (Pers.: Fr.) Joss. 1934
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Macrocystidia cucumis (Pers. : Fr.) Joss.; Regione Friuli Venezia Giulia; Novembre 2009; Foto di Nicolò Parrino. -
Macrocystidia cucumis (Pers.: Fr.) Joss. 1934
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Macrocystidia cucumis (Pers. : Fr.) Joss.; Regione Lombardia, Crespi d'Adda; Novembre 2010; Foto e microscopia di Angelo Mariani. Ritrovamento in un giardino pubblico sotto Pino. Spore, 8-9 × 3,8-4,5 µm. Cheilocistidi imeniali sul filo lamellare. Cistidi imeniali, lunghi fino a 100 µm. -
Macrocystidia cucumis (Pers.: Fr.) Joss. 1934
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Macrocystidia cucumis (Pers. : Fr.) Joss.; Regione Lombardia; Maggio 2010; Foto e microscopia di Angelo Mariani. Spore ellissoidali 8-9.5 × 3,7-4,3 µm. Cistidi imeniali lanceolati 60-100 × 17-22 µm. -
Macrocystidia cucumis (Pers.: Fr.) Joss. 1934
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Macrocystidia cucumis (Pers. : Fr.) Joss.; Regione Lombardia; Novembre 2009; Foto di Gianluigi Boerio. -
Macrocystidia cucumis (Pers.: Fr.) Joss. 1934
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Macrocystidia cucumis (Pers.: Fr.) Joss. 1934 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Marasmiaceae Foto e Descrizioni Funghetti di taglia minuta ritrovati sotto Pseudotsuga menziesii. Cappello marrone, più chiaro e striato verso il bordo più scuro al disco, lamelle beige, gambo marrone nerastro alla base, più chiaro nella parte alta. L'odore è forte di cetriolo, poi arriva una nota come di pesce o di salmastro, confermata anche da Luigi Minciarelli. Caratteristici della specie sono i cheilocistidi e i caulocistidi a lancetta di dimensioni veramente enormi. Regione Umbria; Dicembre 2009; Foto di Tomaso Lezzi. Spore ellittiche 8,8-11,2 × 4,5-5,5 µm. Cheiloistidi enormi 73-88×17-22 µm. Anche i caulocistidi hanno dimensioni veramente grandi 52-80 × 17-25 µm. GAF abbondanti osservati nei tessuti del gambo. -
Lysurus mokusin (L. : Pers.) Fr. 1823
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Lysurus mokusin (L. : Pers.) Fr. 1823 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Phallales Famiglia Phallaceae Foto e Descrizioni "La volva è rimasta nel terreno, lo sporoforo evidenzia uno stipite rosato e a sezione poligonale, si vedono le nervature longitudinali che delimitano le facce." Maggio 2007; Foto e commento di Emilio Pini. Spore 3,5-4,6 x 1,4-1,9 micron -
Lysurus cruciatus (Lepr. & Mont.) Henn. 1902
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Lysurus cruciatus (Lepr. & Mont.) Henn. 1902 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Phallales Famiglia Phallaceae Sinonimi Anthurus australiensis (Cooke & Massee) E. Fisch. 1893 Anthurus cruciatus (Lepr. & Mont.) E. Fisch. 1900 Aserophallus Cruciatus Lepr. & Mont. 1845 Lysurus australiensis Cooke & Massee 1889 Specie simili Lysurus mokusin (L.) Fr., si riconosce per il gambo con costolature in sezione tonda, non a sezione circolare come Lysurus cruciatus. Regione Lombardia; Maggio 2012; Foto e commento di Sergio Mombrini.-
- anthurus australiensis
- anthurus cruciatus
- (e 3 in più)
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Lyophyllum subglobisporum Consiglio & Contu 2001
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Lyophyllum subglobisporum Consiglio & Contu, Regione Lazio, Novembre 2010, Foto di Mauro Cittadini. -
Lyophyllum subglobisporum Consiglio & Contu 2001
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Lyophyllum subglobisporum Consiglio & Contu 2001 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lyophyllaceae Genere Lyophyllum Sezione Difformia Subsezione Difformia Foto e Descrizioni Ritrovamento di Castelfusano, sotto Quercus ilex e Pinus pinea, sul bordo del sentiero. Crescita di più esemplari vicini, ma non connati, né cespitosi, consistenza elastica, ma non cartilaginea, cappello marrone, lamelle bianche non annerenti, gambo marrone più chiaro del cappello, odore e sapore neutri, sporata bianca. Spore non amiloidi, cianofile, globose, subglobose, cortamente ellissoidi, 4,8-5,8 × 4,2-5 µm, Qm = 1,16, filo della lamella fertile, con peli cistidiali; basdi tetrasporici lunghi 40 µm ca. cuticola con pigmento intraparietale cioè compreso nello spessore delle pareti delle cellule, GAF abbondanti e di grandi dimensioni. Simile al Lyophyllum decastes, che ha le spore globose. Regione Lazio, Novembre 2010, Foto di Tomaso Lezzi. Particolare delle lamelle. Spore non amiloidi in Melzer. Spore cianofile in blu cotone lattico a caldo. Peli cistidiali sul filo della lamella. Basidi e basidioli in Floxina. Basidi e basidioli in Floxina. Pigmento intraparietale nelle ife della cuticola, osservazione in acqua. GAF abbondanti e di grandi dimensioni nelle ife della cuticola, osservazione in acqua. -
Lyophyllum semitale (Fr.) Kuhn. 1938
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Lyophyllum semitale (Fr.) Kuhn. 1938 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lyophyllaceae Foto e Descrizioni La prima foto risale allo scorso anno. Ritrovamento ripetuto ques'anno, il che ha permesso di approfondire lo studio dei caratteri. Portamento Entolomoide, lamelle chiare nei giovani esemplari ma che tendono ad imbrunire con l'età e nettamente annerenti alla manipolazione. Anche il gambo è nettamente annerente alla manipolazione. Carne elastica, odore e sapore nettamente farinaceo. Regione Lazio; Novembre 2012; Foto e commento di Felice Di Palma. Spore (6,49)6,52-7,52(7,83) × (4,16)4,25-4,90(5,06) µm in acqua. Spore in Lugol. In blu cotone lattico a caldo e successivo lavaggio con cloralio idrato. Sul filo lamellare non ho rilevato cheilocistidi. Basidi tetrasporici. GAF scarsi ma presenti. -
Lyophyllum rhopalopodium Clémençon 1982
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Lyophyllum rhopalopodium Clémençon; Regione Umbria; Ottobre 2012; Foto di Stefano Rocchi. -
Lyophyllum rhopalopodium Clémençon 1982
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Lyophyllum rhopalopodium Clémençon; Regione Umbria; Novembre 2009; Foto e descrizioni Tomaso Lezzi. Trovati sotto latifoglia, Leccio e Quercia. Lamelle annerenti. Un particolare delle lamelle e del gambo che anneriscono vistosamente alla manipolazione. Spore triangolari, romboidali con un lato più curvo in una diversa proiezione, con grossa guttula centrale, 7,0-9,5 × 4.9-6,6 µm. Osservazione in verde malachite, a 1000×. -
Lyophyllum rhopalopodium Clémençon 1982
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Lyophyllum rhopalopodium Clémençon 1982 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lyophyllaceae Etimologia L'epiteto Lyophyllum deriva dal greco λύω [lyo] = liberare e φύλλον [phyllon] = foglia, lamella, per l'aspetto delle lamelle. L'epiteto rhopalopodium deriva dal greco ῥόπαλον [ropalon] = clava e ποδός podos = piede, per l'aspetto clavato del gambo. Cappello Fino a 20 cm, marrone, liscio, a volte con grosse guttule disposte circolarmente. Imenoforo Lamelle bianche che al tocco virano vistosamente verso un colore blu acciaio scuro e poi nero. Gambo Bianco, da cilindrico a clavato a fortemente obeso, simile per forma a quello di alcuni Boleti; come le lamelle vira al nero alla manipolazione. Sporata Bianca. Habitat Latifoglia. Microscopia Spore triangolari, romboidali con un lato più curvo in una diversa proiezione, con grossa guttula centrale, 6,9-8,9 × 6-7,7 µm; 7,0-9,5 × 4,9-6,6 µm nei campioni provenienti da una seconda località. Basidi terasporici. Cuticola formata da ife cilindriche settate, le terminazioni delle ife della cuticola presentano strozzature, rigonfiamenti, a volte forcature e sono arrotondate alle estremità. GAF abbondanti nei tessuti della cuticola. Commestibilità o Tossicità Non accertata. Specie simili Del gruppo dei Lyophyllum a carne annerente solo due hanno le spore triangolari, le differenze riguardano caratteri macroscopici e soprattutto microscopici. Lyophyllum rhopalopodium Clémençon ha taglia grande, è massiccio, ha gambo più obeso, spore con grande goccia oleosa centrale, misure più piccole: 7-9 × 5,5-7,5 µm (misure da Consiglio & Contu, 2002). Lyophyllum transforme (Britz.) Sing. ha taglia media, gambo più cilindrico, spore più grandi 8-11 × 7-8,5 µm (misure da Consiglio & Contu, 2002). Discussione Alcuni autori (AA.VV., 2008) trai Lyophyllum a spore triangolari trattano solo Lyophyllum transforme, senza prendere in considerazione Lyophyllum rhopalopodium. Bibliografia AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. BON, M., 1999. Les Collybio-Marasmïoïdes et ressemblants. Flore Mycologique d’Europe. Vol. 5. Lille: Ed. Association d'Ecologie et de Mycologie. CLEMENÇON, H., 1982. Type studies and typifications in Lyophyllum (Agaricales). I. staining species. Mycotaxon. Vol. XV: 67-94. CONSIGLIO, G. & CONTU, M., 2002. Il Genere Lyophyllum P. Karst. emend. Kühner, in Italia. Rivista di Micologia. Anno XLV, 2: 99-181. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Novembre 2009, Foto e Microscopia di Tomaso Lezzi. Campioni rinvenuti in boschi misti di latifoglie con Quercia, Leccio, Acero, Corbezzolo, Erica. La forma e le misure osservate delle spore (6,9-8,9 × 6-7,7 µm), la grossa guttula centrale, il gambo obeso e le grandi dimensioni (fino a 20 cm) ci permettono di identificare i campioni trovati come Lyophyllum rhopalopodium Clémençon. Annerimento delle lamelle alla manipolazione. Guttule evidenti vicino al bordo del cappello. Gambo obeso. Spore triangolari, con grossa guttula centrale, 6,9-8,9 × 6-7,7 µm. Osservazione in verde malachite, a 1000×. GAF abbondanti nei tessuti della cuticola. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Ife della cuticola con strozzature e rigonfiamenti, forcature, estremità arrotondate. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. -
Lyophyllum microsporum A. Gennari 1998
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Lyophyllum microsporum A. Gennari; Regione Sardegna; Novembre 2009; Foto di Felice Di Palma. -
Lyophyllum microsporum A. Gennari 1998
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Lyophyllum microsporum A. Gennari 1998
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Lyophyllum microsporum A. Gennari 1998 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lyophyllaceae Foto e Descrizioni Si tratta di una specie molto rara e localizzata, trovato per la prima volta dall'autore del taxon in Toscana. Questa mostrata è il secondo ritrovamento per la Sardegna (fonte Marco Contu), unica altra Regione nella quale è stato trovato e descritto. Rinvenuto all'interno di un piccolo prato arborato con presenza di Eucaliptus, Leccio, Acero ed altre essenze arboree. I basidiomi presentavano una crescita ammassata, con gambi collegati a due/tre esemplari ma non cespitosa né conglobata, abbastanza robusti, carnosi, con carne elastica nei giovani esemplari, più cassante negli adulti, immutabile al taglio, imbrunente dopo alcune ore, dolce, con odore complesso come di frutta stramatura, leggermente rancido. Lamelle giallo pallido, imbrunenti alla manipolazione; l'intero basidioma annerisce nettamente alla essiccazione. Regione Sardegna; Novembre 2009; Foto e descrizioni di Mauro Cittadini. Spore 3,8-5 x 3-4,5, globose, (somigliano a delle cipolline) lisce, con parete spessa (in media 0,7 µm), nettamente cianofile, apicolo prominente. Basidi 28-35 x 5-6 µm, clavati, con contenuto granuloso, essenzialmente tetrasporici, osservato qualche raro bisporico, GAF presenti alla base. Cheilocistidi, basidioliformi poco differenziati e poco sporgenti la trama imeniale, ho osservato più volte delle cellule marginali molto sottili, cilindriche (2 µm circa) che eccedono nettamente la trama. La pileipellis è costituita da uno strato di ife intrecciate con pigmento misto sia disciolto che incrostante con GAF molto evidenti. Ringrazio l'amico Marco Contu per la conferma determinativa. Spore in blu cotone. Basidi e basidioli. Peli cistidiali sul filo lamellare. -
Lyophyllum maleolens M. Melis & Contu 2001
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Lyophyllum maleolens M. Melis & Contu 2001 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lyophyllaceae Genere Lyophyllum Sezione Semitalina Etimologia Lyophyllum dal greco lyo = liberare e phyllon = lamella; per l'aspetto delle lamellelibere al gambo. L'epiteto specifico maleolens deriva dal latino maleolens (participio presente), composto dal latino male e dal latino olēre, e siginifica “maleodorante”. Cappello Inizialmente emisferico poi appianato, leggermente depresso a completa maturità, con basso umbone ottuso al centro, glabro, pruinoso, bruno-grigiastro, untuoso, con margine sottile, eccedente, leggermente involuto. Imenoforo Lamelle adnate-smarginate, di colore beige-grigiastro, mediamente fitte, ventricose, spesse, intervenate, intervallate da numerose lamellule, al tocco virano al giallo-fulvo, per annerire poi lentamente. Gambo Gambo cilindrico, 70-100 × 5-10 mm, rigido, cilindrico, allungato, fortemente striato, beige, coperto interamente da pruina biancastra soprattutto all’apice, anche con andamento sinuoso, termina con base strigosa, ornata da peli biancastri. Carne Esigua nel cappello, fibrosa nel gambo. Odore molto forte di farina umida. Habitat In ambiente collinare preappenninico, ad un altezza di 700-800 m s.l.m., in un bosco misto molto umido, esposto a nord-ovest, costituito da Abeti d’impianto, con presenza prevalente di Abies cephalonica Loudon, Pinus nigra J.F. Arnold, Juniperus communis L. e qualche sporadico Fraxinus ornus L., il terreno risulta coperto da abbondante sfagno. Microscopia Spore 7,2-8,5 × 4,5-5 µm; ellissoidali, obovoidali se viste di profilo, con depressione sopra-apicolare marcata e grossa guttula oleosa centrale, cianofile; Basidi tetrasporici, slanciati, siderofili. Cheilocistidi assenti. Pleurocisitidi assenti. Pileipellis costituita da una cutis di ife cilindriche subparallele o leggermente intrecciate, gelificate in superficie, con pigmento intraparietale ed incrostante. GAF presenti. Commestibilità e tossicità Non commestibile Specie simili Lyophyllum aemiliae Consiglio, di aspetto simile, si differenzia per il pileo con evidente umbone, con toni marroni scuri, che si accentuano nel gambo, spore lungamente ellissoidali prive di depressione soprailare e carne con odore diverso, in particolare Marco Contu e Giovanni Consiglio (autore della specie Lyophyllum aemiliae) nel numero monografico della Rivista di Micologia AMB XLV 2 lo riportano come "leggero, gradevole, erbaceo", mentre Funga Nordica 2018 lo riporta come "farinaceous". Lyophyllum amygdalosporum Kalamees, si separa microscopicamente per le spore più grandi, le lamelle al tocco virano inizialmente al blu, poi anneriscono. Osservazioni Questa specie, poco comune, è stata descritta per la prima volta da M. Melis e M. Contu in Sardegna, nei pressi di Cagliari, in un habitat termofilo costituito dalle foreste di Quercus ilex, con crescita abitualmente cespitosa. Dopo la pubblicazione della specie, ci sono state sporadiche segnalazioni per l’Italia e per il continente europeo, in particolare, recentemente è stata ritrovata nelle Isole Canarie, sotto Pinus canariensis ad un’altezza di 1300-1400 m s.l.m. e con crescita cespitosa (Dähncke et al. 2009); nel Gennaio 2013 questo taxon è stato segnalato per il Lazio da parte di Felice Di Palma, collega micologo di questa Associazione (AMINT). La specie è stata rinvenuta in Umbria nel mese di novembre 2011 ed è stata rinvenuta nei sette anni seguenti nella medesima stazione di crescita, nel Comune di Gubbio (PG), in ambiente collinare preappenninico, ad un altezza di 700-800 m s.l.m., in un bosco misto molto umido, esposto a nord-ovest, il terreno risulta coperto da abbondante sfagno, costituito da un abetina d’impianto, con presenza prevalente di Abies cephalonica Loudon, Pinus nigra J.F. Arnold, Juniperus communis L. e qualche sporadico Fraxinus ornus L. Bibliografia MELIS, M. & CONTU, M., 2000. Una nuova specie di Lyophyllum sect. Lyophyllum dalla Sardegna meridionale: L. maleolens spec. nov. Micol. Veget. Medit. 15: 101-105. CONSIGLIO, G. & CONTU, M., 2002. Il Genere Lyophyllum P. Karst. emend. Kühner, in Italia. Rivista di Micologia. XLV, 2: 99-181. DÄHNCKE, R.M., CONTU, M. & VIZZINI, A. 2009. Some rare, critical, interesting taxa of the genus Lyophyllum s.l. (Basidiomycota, Agaricomycetes) from La Palma (Canary Islands, Spain). Österr. Z. Pilzk. 18: 129-139. BELLANGER, J.-M., MOREAU, P.-A., BIDAUD, A., CHALANGE, R., DUDOVA, Z., & RICHARD, F., 2015. Plunging hands into the mushroom jar: a phylogenetic framework for Lyophyllaceae (Agaricales, Basidiomycota). Genetica 143: 169-194. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti e Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Comune di Gubbio (PG), Italia; 4 novembre 2011; Foto e descrizione Mario Iannotti Exsiccatum presso l’erbario personale di Mario Iannotti (MI20111104-01, MI20161205-01, MI20181130-01). Raccolta dell'anno 2011. Viraggio delle lamelle al tocco al giallo-fulvo. Raccolta dell'anno 2016. Viraggio al tocco delle lamelle al giallo-fulvo. Raccolta dell'anno 2018. Viraggio delle lamelle al tocco al giallo-fulvo. Spore 7,2-8,5 × 4,5-5 µm; ellissoidali, obovoidali se viste di profilo, con depressione sopra-apicolare marcata e grossa guttula oleosa centrale, cianofile. Osservazione in blu cotone in acido lattico, a 1000×. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Basidi tetrasporici, slanciati, siderofili. Reazione siderofila. Osservazione a 100×. Filo della lamella con basidi siderofili. Osservazione a 400×. Osservazione a 1000×. Pileipellis costituita da una cutis di ife cilindriche subparallele o leggermente intrecciate, gelificate in superficie, con pigmento intraparietale ed incrostante. Osservazione in rosso Congo, a 400×. GAF presenti. Osservazione a 1000×. Ife con pigmento parietale incrostante. -
Lyophyllum macrosporum Singer 1943
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Lyophyllum macrosporum Singer 1943 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lyophyllaceae Foto e Descrizioni Cappello con assenza di tonalità grigiastre, lamelle spaziate, nerastre alla manipolazione o in vetustà, carne annerente. Regione Lombardia; Novembre 2011; Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. Spore (8,62)8,82-8,82-11,45(13,19) × (5,48)5,65-6,45-7,71(8,23) µm, da amigdaliformi a subromboidi con una grossa guttula centrale, accompagnata spesso anche da guttule più piccole, solitamente due. Basidi tetrasporici 30-35 µm. Trama lamellare composta da ife cilindriche, a volte ondulate e con presenza di GAF (giunti a fibbia). Cutis composta da ife strette ed intricate, larghe circa 5 µm. Subcutis composta da ife cilindriche, larghe 15-18 µm, tipo salsicciotto. Presenza di GAF. Pigmento incrostante intracellulare. -
Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner 1994
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Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner; Svizzera; Novembre 2014; Foto di Roberto Cagnoli. Due esemplari isolati in un prato nei pressi di latifoglie. Spore praticamente sferiche 5-7 µm, con evidente guttula centrale. Cistidi imeniali e peli marginali assenti. Basidi tetrasporici. Pileipellis formata da ife cilindriche parallele e un po' intrecciate con pigmento parietale incrostante. GAF presenti, abbondanti e di grandi dimensioni. Spore. Pileipellis e GAF. Filo lamellare. Sezione lamellare. -
Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner 1994
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Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner ex Kalamees; Regione Lombardia; Dicembre 2014; Foto di Marco Barbanera. -
Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner 1994
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Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner ex Kalamees; Regione Lazio; Ottobre 2006; Foto e commenti di Mauro Cittadini. Ritrovato ai bordi di un viale tra Pini e Lecci, la cuticola molto spessa e di consistenza elastico-cartilaginea aiuta nel riconoscimento. La vicina specie L. littorale (con microscopia identica) si presenterebbe più scuro nel pileo e nel gambo, con cappello zonato e guttulato come ad evocare Lepista panaeola o Melanoleuca sp. Tra questo ed il Lyophyllum loricatum classico con cappello bruno camoscio, non zonato, non guttulato, il mio ritrovamento appare in situazione intermedia. -
Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner 1994
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Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner 1994 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lyophyllaceae Genere Lyophyllum Sezione Difformia Subsezione Difformia Sinonimi Gyrophila cartilaginea var. loricata (Fr.) Quél. Lyophyllum decastes var. loricatum (Fr.) Kühner Tricholoma loricatum (Fr.) Gillet Etimologia Lyophyllum dal greco lyo = liberare e phyllon = lamella; per l'aspetto delle lamelle e loricatum dal latino loricatus, a, um = corazzato. Cappello Diametro 4-12 cm, inizialmente globoso, lungamente convesso, poi con la crescita piano-convesso, nella parte centrale si nota un basso umbone, soprattutto nei giovani esemplari, poi con la crescita anche depresso, igrofano, di colore da marrone scuro a castano abbastanza omogeneo, anche con piccole zone decolorate su toni ocra chiaro. La cuticola è glabra, untuosa, leggermente fibrillosa, non pruinosa, elastica-cartilaginea. Il margine è intero, involuto, con andamento sinuoso, ondulato. La carne del cappello ha una consistenza dura e cartilaginea (si apprezza al tatto ed alla rottura con un scrocchio). Imenoforo Smarginate, anche un po’ decorrenti, spesse, mediamente spaziate, biancastre crema pallide, in vecchiaia ingiallenti, intercalate da lamellule di varie dimensioni, se strofinate virano all’ocra pallido, ma non sono annerenti. Gambo Cilindrico, tenace, centrale, striato, di colore grigio-ocra, non diritto, da sinuoso a ritorto, influenzato dalle condizioni di crescita, spesso molto interrato e cespitoso. Sporata Bianca. Carne Tenace, bianca, elastica, odore sub-farinoso erbaceo, sapore dolce. Microscopia Spore globose, di colore ialino, molte con grossa guttula centrale, con apicolo evidente, 5,5-6,4 × 5,5-6,3 µm, Q = 1,0-1,07; Qm = 1,0 misurazioni su 32 spore da sporata. Basidi clavati, tetrasporici, da 31 a 39 µm. Reazione siderofila positiva, nei basidi si notano le tipiche granulazioni nerastre. Cistidi non osservati. Pileipellis di tipo cutis. Le ife sono cilindriche, molto intrecciate, settate con GAF, con pigmento parietale incrostante a placche e fini granuli. Habitat Campioni rinvenuti in un prato sotto piante di Cedrus deodara (Roxb.) G. Don. In gruppi cespitosi ma anche esemplari gregari. Commestibilità e Tossicità Commestibile. Specie simili Lyophyllum loricatum (Fr.) Kühner è compreso nella sezione Difformia, subsez. Difformia, dove ritroviamo specie con crescita cespitosa, consistenza elastica, lamelle non annerenti, cuticola con ife a pigmento intraparietale o incrostante, basidi con lunghezza maggiore di 30 µm. Le altre specie appartenenti a questa sezione: Lyophyllum subglobisporum Consiglio & Contu, si separa per le spore da subglobose a largamente ellissoidali, Lyophyllum calabrum Lavorato & Contu, ha un cappello con colorazioni rosa brunastre pallide, abbastanza originali e distintive rispetto alle altre specie europee. Localizzato e conosciuto in Calabria. Lyophyllum decastes (Fr.) Singer, si caratterizza per il cappello dalle tinte grigio-bruno, grigio cenere, crescita cespitosa, portamento e consistenza della carne fragile. Lyophyllum littorale (Ballero & Contu) Contu, assomiglia molto a Lepista panaeola, per il cappello con una abbondante pruinosità, decorato da guttule nerastre, ha spore subglobose ed habitat caratteristico in pinete marittime su terreno sabbioso. Lyophyllum conglobatum (Vittad.) Bon = Lyophyllum fumosum (Pers.) P.D. Orton, ha una crescita caratteristica, con esemplari cespitosi che si sviluppano da una massa carnosa basale, molto interrata. Ha colorazioni grigio scure. Osservazioni Nonostante dagli anni 90' in avanti siano stati compiuti molti studi sui taxa della subsezione Difformia, sembra che oggi non si sia ancora raggiunta una convergenza di vedute tra i vari autori di rilevanza internazionale che hanno compiuto studi sugli stessi. Di conseguenza il rango e la denominazione della specie nella sezione è variato nel tempo a seconda di come i diversi autori hanno interpretato i caratteri morfologici, che ha portato alla sinonimia di diverse specie. Il problema è che le specie di questa sezione sono difficili da separare perché spesso non presentano differenze significative dal punto di vista microscopico. Come detto la microscopia, e in particolare la forma globosa delle spore ci permettono di riconoscere la sezione Difformia, mentre per definire la specie, sono stati individuati i caratteri più significativi di questa raccolta sotto l’aspetto macroscopico, ecologico, ambientale, modalità di crescita, colore del pileo, consistenza della carne. Lyophyllum loricatum è, quindi, un fungo di non facile riconoscimento, la letteratura consultata sembra essere concorde su alcuni elementi che possono aiutare nella determinazione delle specie e da noi riscontrati nella raccolta: la consistenza dura e cartilaginea della carne (si apprezza al tatto ed alla rottura con un scrocchio), le colorazioni omogenee marroni-castano del cappello fino a toni più pallidi castano-seppia, anche influenzati dall’igrofaneità della carne che sembra essere una prerogativa di questa specie, la crescita in tratti erbosi di boschi, sovente anche in prati e giardini in gruppi cespitosi ma anche singola, ai piedi di grandi piante in gruppi cospicui; mentre Lyophyllum decastes, la specie più prossima, viene descritto sempre con un pileo con carne elastica, fragile, non cartilaginea, con colorazioni bruno-grigiastre e con crescita generalmente fascicolata non gregaria. Per le criticità evidenziate in questa discussione e in attesa che si faccia maggiore chiarezza soprattutto con l’ausilio dell’analisi del DNA e si individuino aspetti e caratteri dirimenti tra i vari taxa della sezione Difformia, questa determinazione si fonda prevalentemente sull’aspetto morfomacroscopico e viene ascritta a Lyophyllum loricatum. Bibliografia CONSIGLIO, G. & CONTU, M., 2002. Il Genere Lyophyllum P. Karst. emend. Kühner, in Italia. Rivista di Micologia. Anno XLV, 2: 99-181. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti. Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Dicembre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. (Exsiccata MI20141209-02 - MI20141217-01) Spore globose, di colore ialino, molte con grossa guttula centrale, con apicolo evidente, 5,5-6,4 × 5,5-6,3 µm, Q = 1,0-1,07; Qm = 1,0 misurazioni su 32 spore da sporata. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Basidi clavati, tetrasporici, da 31 a 39 µm. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 400×. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Reazione siderofila positiva, nei basidi si notano le tipiche granulazioni nerastre. Osservazione in carminio acetico, a 400×. Osservazione in carminio acetico, a 1000×. Pileipellis di tipo cutis. Le ife sono cilindriche, molto intrecciate, settate con GAF, con pigmento parietale incrostante a placche e fini granuli. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 400×. Pileipellis, con presenza di pigmento incrostante. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Pileipellia, GAF. -
Lyophyllum littoralis (Ballero & Contu) Contu 1998
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Commestibili
Lyophyllum littoralis (Ballero & Contu) Contu; Regione Sardegna; Gennaio 2013; Foto di Franco Sotgiu. -
Lyophyllum littoralis (Ballero & Contu) Contu 1998
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Commestibili
Lyophyllum littoralis (Ballero & Contu) Contu; Regione Sardegna; Novembre 2009; Foto di Felice Di Palma. -
Lyophyllum littoralis (Ballero & Contu) Contu 1998
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Commestibili
Lyophyllum littoralis (Ballero & Contu) Contu; Regione Sardegna; Novembre 2009; Foto di Mauro Cittadini. Sporata bianca in massa. Spore 4,5-5,5(6) × 4,5-5,5 µm, globose, lisce, cianofile, sovente con guttula centrale. Basidi tetrasporici, banali. GAF presenti in tutti i tessuti. Spore.
