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  1. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Lazio; Novembre 2012; Foto Felice Di Palma.
  2. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Lazio; Gennaio 2012; Foto di Tomaso Lezzi. Un particolare delgi aculei e del disegno che rimane sull'esoperidio quando cadono gli aculei.
  3. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Emilia Romagna; Ottobre 2009; Foto e commento di Alessandro Francolini. Laddove gli aculei più grandi sono caduti, restano evidenti le tipiche areolature.
  4. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2009; Foto di Alessandro Francolini. Alto Mugello; presso il Passo della Futa; 1.100 m s.l.m., sotto Faggio. È tra le “vescie” quella più facile da incontrare essendo ubiquitaria, terricola ma non di rado reperita su residui legnosi in decomposizione e, raramente, su pigne. Gli aculei conici (alti fino a 2 mm soprattutto all’apice dell’esoperidio) sono contornati alla base da piccole verruchine o da aculei più tozzi che permangono anche dopo la caduta degli aculei più grandi: ne risulta una caratteristica areolatura a maglie pseudo-poligonali. Commestibile, come le sue congeneri, quando la gleba è ancora perfettamente bianca. Si tratta di una specie polimorfa ma, nel contempo, molto costante nel presentare aculei conici. Questa caratteristica è davvero la più importante per una corretta determinazione ed è apprezzabile anche in esemplari vetusti, laddove si possono individuare le cicatrici circolari lasciate dopo la caduta degli aculei. Benché non sia tossico dal punto di vista alimentare, si ritiene utile citare un’allergia presente in letteratura medica, chiamataLycoperdonosi. Si tratta di una polmonite allergica dovuta all’inalazione, fortuita o voluta, di buone quantità di polvere sporale. Primo piano dell'esoperidio. Tipiche le areolature che rimangono sul peridio dopo la caduta degli aculei più grandi: sono delle piccole fossette contornate da una coroncina di piccole perline. Primo piano di alcuni tra gli aculei conici più grandi.
  5. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Friuli Venezia Giulia; Agosto 2010; Foto di Nicolò Parrino.
  6. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Lombardia; Luglio 2010; Foto di Luigi Franchini.
  7. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Trentino; Agosto 2009; Foto di Tomaso Lezzi. È simile a molti altri Lycoperdon, ma si distingue per le verruche coniche che lasciano cicatrici circolari nel punto in cui sono caduti gli aculei. Macro.
  8. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti. Macro. Altro gruppo.
  9. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Sardegna; Novembre 2009; Foto di Felice DI Palma.
  10. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Tomaso Lezzi. Crescita su legno di aghifoglia in località Varena. Altri esemplari. Un ingrandimento in cui si vedono bene le decorazioni coniche molto rilevate e lo pseudostipite.
  11. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Campania; Ottobre 2008; Foto di Felice Di Palma.
  12. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Marche; Ottobre 2008; Foto di Pietro Curti.
  13. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti. Esemplari adulti.
  14. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Emilia Romagna; Novembre 2006; Foto di Gianni Bonini.
  15. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Marche; Settembre 2007; Foto di Pietro Curti.
  16. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Marche; Settembre 2007; Foto di Pietro Curti.
  17. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Sardegna; Foto di Franco Sotgiu.
  18. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Marche; Settembre 2006; Foto di Pietro Curti.
  19. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Toscana; Settembre 2005; Foto di Tomaso Lezzi. M.te Amiata, bosco di Faggio, alla base di un tronco morto. Ingrandimento della superficie.
  20. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Lombardia; Foto di Emilio Pini.
  21. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Lazio, pineta di Castelfusano; Dicembre 2005; Foto di Mauro Cittadini.
  22. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Foto di Gianni Baruffa.
  23. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Foto di Gianni Baruffa.
  24. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Lazio; 2004; Foto di Mauro Cittadini. Le ornamentazioni coniche.
  25. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers. 1796 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lycoperdaceae Etimologia Dal latino perlatum = perlato, per la presenza delle verruche sullo strato esterno del basidioma. Basidioma Abbastanza polimorfo, solitamente piriforme, ma anche a forma di pestello o raramente globoso; 2-4 cm di diametro, 3-8 cm d'altezza; da bianco a crema, marrone a maturità. Nella parte apicale, l'esoperidio è ornato da aculei conici alti fino a 2 mm, contornati alla loro base da piccole verruchine che permangono anche dopo la loro caduta, donando una caratteristica areolatura a maglie pseudopoligonali-circolari. Nella parte inferiore invece sono presenti solo delle piccolissime e fragili spine, talvolta assenti. La deiscenza avviene per un foro centrale apicale. Gambo Assente. Presenta uno pseudostipite solitamente ben differenziato. Carne La gleba (parte superiore globosa) si presenta inizialmente compatta, bianca, per poi raggiungere toni marroni olivastri e consistenza polverosa. La subgleba occupa interamente lo pseudostipite e rimane a lungo bianco giallastra prima di scurirsi in vecchiaia. La distinzione tra gleba e subgleba è apprezzabile in basidiomi maturi, dove la differenza cromatica tra le due risulta più evidente. Odore leggero, fenolico. Sapore dolciastro. Habitat Specie comune e cosmopolita dall'areale molto ampio, cresce infatti dalla zona subartica fino a quella tropicale. Nei nostri boschi, sia latifoglie che conifere, si sviluppa terricolo, non di rado anche su legni in decomposizione, raramente reperito anche su pigne. Dalla primavera all'autunno; dalla pianura alla montagna fino a 2200 m di quota. Commestibilità e tossicità Commestibile purché la gleba sia perfettamente bianca. Si presta per l'impanatura. Benché non sia tossico dal punto di vista alimentare, si ritiene utile citare "un'allergia" presente in letteratura medica, chiamata Lycoperdonosi. Si tratta di una polmonite allergica dovuta all'inalazione fortuita o voluta, di polvere sporale. Osservazioni Si tratta di una specie polimorfa, ma nel contempo molto costante nel presentare aculei conici. Questa caratteristica è davvero la più importante per una corretta determinazione ed è apprezzabile anche in esemplari vetusti, laddove si possono ancora individuare le "cicatrici" circolari lasciate dopo la caduta degli aculei. Specie simili Sono molte le Lycoperdaceae che assomigliano a questa specie. Lycoperdon nigrescens Pers. : Pers., ed il sosia Lycoperdon norvegicum Demoulin, che possiedono aculei più scuri e piramidali. Il Gruppo che ruota attorno a Lycoperdon molle Pers. : Pers., non presenta mai aculei ben formati, ma piccoli e detersili. Lycoperdon mammiforme Pers. : Pers. è ben distinto per possedere un velo generale che si dissocia a placche molto ampie. Lycoperdon pyriforme Schaeff. : Pers. è una specie lignicola. Calvatia excipuliformis (Scop. : Pers.) Perdeck ha dimensioni normalmente molto maggiori. Regione Sardegna; Foto di Franco Sotgiu.
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