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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Entoloma hirtipes (Schum.: Fr.) Moser Vallombrosa; bosco di Abete e Faggio. Esemplare maturo con cappello quasi a forma di sella. Questo esemplare aveva un odore abbastanza percepibile: un misto tra l’odore di pesce e l’odore di smalto per unghie.
  2. Mycena pura (Pers.:Fr.) Kummer Dal TUTTO FUNGHI pag. 283: “E’ una delle più belle specie di Mycena, per i suoi colori violetti e la carne esigua, sottile, di colore biancastro. Si tratta in assoluto di una delle specie a maggiore diffusione ecologica: può essere rinvenuta in prossimità del mare, nei boschi litoranei mediterranei, sino ai boschi di Abete montani; oltre alla diffusione, grande è la sua variabilità cromatica che ha spinto vari autori a crearne molte forme e varietà. Possibile la confusione con Mycena rosea dalla taglia più grande, con cappello a lungo campanulato-parabolico e dal colore rosa-pallido, rosa-lilla, con il gambo fragile e non fibroso.”
  3. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Crescita semiipogea che contribuisce a renderli non solo mimetizzati ma anche quasi "invisibili" Dopo aver tolto la terra che li ricopre
  4. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres.
  5. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Gregari
  6. Ritrovamenti regione Toscana - Mese di Maggio 2009 Nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio Elenco delle specie trovate e determinate: Amanita excelsa var. excelsa (Fries: Fries) Bertillon (# 30) Amanita excelsa var. spissa (Fries) Neville e Poumarat (# 21-23) Amanita rubescens (Pers.: Fr) S. F. Gray (# 12, 13, 19) Boletus aereus Bull.: Fr. (# 27, 28) Boletus aestivalis (Paulet) Fr. (# 14-16, 29, 37-40) Boletus calopus Pers.: Fr. (# 31, 32, 47) Boletus queletii var. lateritius (Bres. & Schulzer) E.J. Gilbert (# 43-46) Boletus regius Krombh. (# 33-36, 48) Calocybe gambosa (Fr.: Fr.) Donk (# 49-51) Caloscypha fulgens (Persoon) Boudier (# 3, 4) Calvatia excipuliformis (Scop.: Pers.) Perdeck (# 24) Collybia fusipes (Bull.: Fr.) Quélet (# 41, 42) Entoloma hirtipes (Schum.: Fr.) Moser (# 2) Fuligo septica (Linné) Wiggers (# 17, 18) Geopora sumneriana (Cooke) De La Torre (# 8-10) Helvella acetabulum (L.: Fr.) Quélet (# 25, 26) Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. (# 5-7) Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr. (# 20) Russula vesca Fries (# 11) ************************************************ Apro per il mese di Maggio al posto di Paolo. Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro
  7. Calvatia utriformis (Bull.: Pers.) Jaap Residuo a forma di coppa; rimasto sul terreno dopo la completa dispersione delle spore
  8. Calvatia utriformis (Bull.: Pers.) Jaap Il peridio inizia a lacerarsi dal centro
  9. Calvatia utriformis (Bull.: Pers.) Jaap
  10. Calvatia utriformis (Bull.: Pers.) Jaap Inconfondibile forma globosa-ellissoidale che abbellisce i prati dalla collina fino ai pascoli alpini. Esoperidio biancastro e areolato da verruche più o meno piramidali o più o meno appiattite. Alla sezione la carne si presenta compatta e bianca quando il fungo è immaturo, divisa in due porzioni distinte: gleba (parte superiore; che porterà a maturazione le spore) e subgleba (parte inferiore, sterile), divise da un diaframma. Via via che le spore maturano la gleba diviene sempre più gialla-olivastra fino ad assumere consistenza polverosa dal colore marrone scuro. La subgleba, invece, rimane più a lungo biancastra, pur raggiungendo nel tempo la stessa colorazione marrone scuro. La deiscenza avviene per un graduale degradamento-spaccatura del peridio a partire dal centro; tale lacerazione si estenderà e interesserà tutta la parte del peridio che racchiude la gleba, lasciando così la polvere sporale in balia del vento; la subgleba, a forma di coppa aperta e larga, rimarrà ancorata al terreno. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 558: “Commestibile limitatamente alla gleba purché questa sia perfettamente bianca. In alcune zone è molto apprezzato impanato e fritto. Dato il sapore dolce della carne, si consiglia una buona dose di sale dopo la cottura. È frequente incontrare nei prati residui papiracei a forma di coppa marrone che rimangono per molto tempo dopo la maturazione. Tali resti non sono ovviamente di nessun interesse gastronomico, ma possono rappresentare un buon indicatore per la zona di crescita.”
  11. Helvella acetabulum (L.: Fr.) Quélet Le costolature del gambo
  12. Helvella acetabulum (L.: Fr.) Quélet Apotecio a forma di coppa più o meno profonda. Gambo caratteristicamente e irregolarmente costolato, con costolature che salgono in alto fino a interessare la parte inferiore della coppetta. La carne è elastica e cerosa. La superficie esterna dell’apotecio è liscia ma finemente forforacea, da grigiastra a brunastra ma tendente al bianco verso l’inserzione col gambo. La superficie imeniale è anch’essa liscia e grigiastra o brunastra o marrone. Le può essere simile la Helvella leucomelaena che ha però apotecio bruno-nerastro e gambo corto; la Helvella costifera ha superficie esterna villosa e percorsa da costolature-venature biancastre ben in rilievo che possono raggiungere anche il margine della coppetta.
  13. Gyromitra gigas (Krombh.) Cooke Confermato con microscopia, vedi post #99 Dal TUTTO FUNGHI, pag. 114: “La specie più simile a Gyromitra esculenta è Gyromitra gigas la quale però è più grande, tozza e robusta, con mitra più chiara, nocciola, ovoidale e gambo molto corto e largo.”
  14. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres.
  15. Fomitopsis pinicola (Swartz: Fr.) Karsten Primo piano
  16. Fomitopsis pinicola (Swartz: Fr.) Karsten Imenoforo con goccioline
  17. Fomitopsis pinicola (Swartz: Fr.) Karsten
  18. Fomitopsis pinicola (Swartz: Fr.) Karsten Fungo lignicolo pluriennale, di consistenza legnosa e di dimensioni ragguardevoli: può raggiungere i 40 cm e oltre di larghezza e i 15-20 cm di spessore. Fungo prevalentemente saprotrofo (raramente parassita) di conifere o (più di rado) di latifoglie, è considerato uno dei più potenti degradatori di massa legnosa, svolgendo così una importante azione per il mantenimento dell’equilibiro ecologico delle foreste. Nella sua crescita può inglobare substrato di vario genere (rametti, corteccia, terriccio, fili d’erba,...). È frequente osservare, soprattutto in esemplari giovani, delle goccioline acquose essudate dall’imenoforo. Dal TUTTO FUNGHI pag. 160: “Fomitopsis pinicola ha il cappello con toni aranciati, pori che vanno dal biancastro al crema, al bruno e cresce prevalentemente su conifere, raramente su latifoglie.” Essudato copioso
  19. Caloscypha fulgens (Persoon) Boudier
  20. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres.
  21. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres.
  22. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Liberati dalle foglie mostrano l'imenoforo in tutta la sua bellezza
  23. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 426: “Viste le caratteristiche morfocromatiche generali, l’ecologia e il periodo di crescita, risulta praticamente impossibile confondere questa specie. Semiipogeo, associato alla neve in discioglimento. Viene generalmente stimato come uno dei migliori commestibili, molto apprezzato e ricercato; la sua precocità, la fragrante e mai stucchevole sapidità della sua carne soda e compatta, fanno del Marzuolo uno dei funghi migliori e anche più versatili dal punto di vista gastronomico. Il colore grigio piombo-nerastro contrasta con il candore delle lamelle che, trattandosi di un fungo ipogeo, non mostra mai: la mimesi con i sassi del sottobosco risulta quindi perfetta; la difficoltà di ricerca e il suo mimetismo lo proteggono e ne garantiscono la possibilità di riproduzione nel migliore dei modi.” Esemplari ben nascosti tra foglie varie e aghi di pino
  24. Calocybe gambosa (Fr.: Fr.) Donk Mai etimologia fu più azzeccata Calocybe: dal greco kalós = bello e kýbe = testa (qui inteso come cappello); gambosa: con gambo pronunciato.
  25. Calocybe gambosa (Fr.: Fr.) Donk Una serie di esemplari connati
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