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Alessandro F

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  1. Trichaptum fuscoviolaceum (Ehrenb.) Ryvarden Con una mensolina staccata che mostra l'imenoforo
  2. Trichaptum fuscoviolaceum (Ehrenb.) Ryvarden Lignicolo annuale, con superficie sterile vellutata, tomentosa-feltrata, anche zonata e quasi sempre coperta in parte da alghe verdi che contribuiscono alla colorazione complessiva; la colorazione (a prescindere dalle alghe) è biancastra o grigia; il margine è sottile, di colore violetto. Imenoforo dal colore violaceo da giovane, poi brunastro; la sua struttura è fessurata a pseudolamelle irregolari che in vecchiaia o da secco possono assumere un aspetto quasi a forma di rastrello (irpicoidi) o idnoidi. Solo verso il margine la struttura è più marcatamente lamellata e con orientamento radiale. Habitat preferito su Pino, ma anche su Peccio e Larice. Gli è simile T. abietinum con habitat preferenziale su Abete e con imenoforo dalla struttura meno lamellare e più poroide, con pori irregolari rotondo-angolosi. T. biforme, anch’esso simile, cresce su latifoglie.
  3. Mycena rosea (Bulliard) Gramberg
  4. Mycena pura (Pers.:Fr.) Kummer
  5. Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer Con cuticola ghiacciata
  6. Lepista nuda (Bull.: Fr.) Cooke
  7. Collybia butyracea (Bull.: Fr.) Kummer Tipici e comuni funghi di lettiera: il loro micelio vive inserito tra le fibre di foglie o aghi o rametti marcescenti, da cui traggono nutrimento. Caratterizzati da una cuticola grassa e untuosa (che a toccarla ricorda la sensazione del contatto con il burro), igrofana e lucida; da un gambo bulboso o comunque ingrossato alla base che reca attaccati residui miceliari e resti di substrato. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 276: “Priva di interesse alimentare, è una specie che ha una grande importanza per l’ambiente perché si nutre di sostanze organiche che sottrae alle foglie e agli aghi depositati sul terreno nei boschi. È uno spazzino naturale che contribuisce a tenere puliti i boschi liberandoli dai residui che si depositano al suolo su foglie e aghi. In questo modo mantiene costanti le condizioni ambientali per la vita degli alberi e del bosco con tutti i suoi abitanti.”
  8. Pulcherricium caeruleum (Schrad.: Fr.) Parmasto Appartiene alla Famiglia delle Corticiaceae questo fungo dal bel colore blu anche intenso (blu-mare), con bordo chiaro-biancastro. Aderente al substrato di crescita (resupinato su tronchi secchi o marcescenti preferibilmente di latifoglie) con solo il bordo leggermente rialzato. Superficie vellutata e opaca. Si può presentare con fruttificazioni che confluiscono a formare un tutt’uno in grado di ricoprire grandi superfici del tronco ospite. Qui in coabitazione con altri lignicoli fra cui uno Stereum dal colore giallognolo
  9. Stropharia caerulea Kreisel Primi piani del filo lamellare fertile
  10. Stropharia caerulea Kreisel Il filo lamellare di certe lamelle porta già spore mature e si presenta decisamente porpora-nerastro
  11. Stropharia caerulea Kreisel Esemplare quasi a maturità: le lamelle cominciano a risentire della presenza delle spore e prendono una tonalità rosata-porporina
  12. Stropharia caerulea Kreisel La più piccola non ancora matura e con lamelle su toni chiari
  13. Stropharia caerulea Kreisel Bella specie di Stropharia, caratterizzata dal colore verde-celeste-violetto del cappello, con chiazzature gialle a maturità; gambo concolore con anellino fugace; lamelle inizialmente chiare poi brunastre per la maturazione delle spore; filo lamellare fertile e quindi concolore alle lamelle o addirittura più scuro nel caso in cui la maturazione delle spore avvenga prima sul filo che sulla faccia della lamella. Di solito il gambo è ricco di ife rizomorfe. Habitat preferenziale sotto faggio, ma presente anche sotto conifere. Sua simile è S. aeruginosa con cappello dai toni blu-verdastri, con minori decolorazioni sul giallo e con presenza di residui velari biancastri; gambo con anello membranoso e abbastanza persistente; lamelle dal filo sterile e quindi sempre più biancastro rispetto alla faccia lamellare. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 425: “Il Genere Stropharia in Europa comprende una ventina di specie circa, con crescita terricola e lignicola, in alcuni casi fimicola, caratterizzate da carne omogenea, anello al gambo e sporata bruno-porpora-violacea.” Esemplari reperiti in boschetto misto con prevalenza di Pino nero
  14. Agaricus praeclaresquamosus Freeman Agaricus tossico; sue caratteristiche sono: viraggio (per taglio o sfregamento) al giallo intenso, giallo cromo nel cappello e alla base del gambo; odore di fenolo o di inchiostro soprattutto allo sfregamento e alla base del gambo; anello supero, doppio, spesso giallo vivo al bordo; cuticola asciutta, grigio-fuligginosa, dissociata in fini squamette scure che da molto addensate al centro tendono a diradarsi verso il bordo, lasciando intravedere il fondo biancastro. Dal TUTTO FUNGHI pag. 326: “Le squamette nerastre del cappello, in contrasto con il colore chiaro del fondo, sembrano quasi i puntini del piumaggio di una faraona. Il tipico odore di fenolo, e cioè di inchiostro, con temperature basse può risultare poco percepibile. In questo caso si suggerisce di tenere tra le mani, e quindi scaldare, il pezzetto di fungo che si desidera odorare.”
  15. Galerina sp. Ancora Particolare dell'innesto del gambo nel legno
  16. Galerina sp. Anellino esile e fugace, ma ancora evidente Imenoforo
  17. Galerina sp. Il Genere Galerina comprende funghi di piccola taglia lignicoli o terricoli (anche presso muschi e sfagni), saprofiti, di solito con colori ocra o rossastri. Molte Galerina contengono amatossine (responsabili della sindrome falloidea) e sono da considerarsi specie mortali: per esempio G. marginata. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 417: “Uno studio recente (2004) ha rilevato che negli ultimi vent’anni, su più di duemila casi di intossicazione da amatossine tra Europa e nord America, sono stati pochissimi quelli ascrivibili al consumo di Galerina marginata e relativo Gruppo. Questo si può spiegare soprattutto per l’aspetto poco invitante e spesso poco evidente di questi funghi e non per la poca carica tossica che, in alcuni casi, risulta essere maggiore addirittura di quella dell’Amanita phalloides.” Su legno Il cappello
  18. Gymnopilus spectabilis (Weinmann: Fr.) A.H.Smith Specie tossica di notevoli dimensioni, con cappello che può raggiungere i 40 cm di diametro. Inconfondibile per le suddette dimensioni, per l'habitat di crescita (di solito cespitoso e in gruppi molto fitti su ceppaie, ma anche su basi di tronchi o radici di alberi morti o vivi), per la struttura massiccia, per la colorazione vistosa giallo-arancio vivo con possibili toni bruni, per l'anello molto ampio e persistente che a maturità può risultare appressato al gambo. Sapore amaro e odore leggero un po' pungente. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 415: "È compreso tra le specie che contengono sostanze psicotrope e anche altre sostanze tossiche che provocano la sindrome psilocibinica. Tale sindrome agisce sull'organismo con gravi effetti, sia di carattere fisico che di carattere psichico al pari di altri Generi quali Psilocybe, Stropharia, Panaeolus e, per tale motivo, il suo consumo in Italia è vietato." Nelle foto: esemplari vetusti e alla fine del ciclo
  19. Mycena sp. Esemplari nati su corteccia muschiosa; con cristalli di brina ghiacciata sul cappello
  20. Crepidotus sp. Ancora E con minuscolo visitatore
  21. Crepidotus sp. Altri esemplari dalle sfumature rosate
  22. Trametes hirsuta (Wulfen) Pilát L'imenoforo con pori piccoli e rotondeggianti Particolare del bordo
  23. Trametes hirsuta (Wulfen) Pilát Fungo annuale, a mensola, a pori piccoli, regolari, rotondi o rotondo-angolosi; con mensola più spessa (fino a 15-20 mm) del più comune T. versicolor; caratteristica è la sua superficie sterile: da tomentosa a decisamente irsuta (con peluzzi più o meno rigidi), zonata e solcata, con colori generalmente sul crema-grigiastro, ma anche dal bruno al verdastro. Orlo lobato-ondulato, vellutato. Superficie poroide bianco-crema, ingrigente con l’età. Come il T. versicolor predilige legno guasto di latifoglia (più raro su conifere). Altro esemplare
  24. Tremella mesenterica Retzius ex Fries Inconfondibile per la sua consistenza gelatinosa, trasparente e lucida a tempo umido, per la sua forma e per il colore giallo più o meno carico. Ciò che si vede del fungo è in realtà la parte fertile, di colore giallo vivo, inizialmente più carico e poi più pallido, anche per la presenza della polvere sporale bianca. Si parla in questo caso di imenio “amfigeno”, cioè distribuito su tutta la superficie del carpoforo. La crescita è di solito tardo autunnale-invernale; ma si può presentare anche in altri periodi dell’anno purché con clima fresco e umido. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 136: “Questa specie, apparentemente saprotrofa, è in realtà un parassita del micelio di alcuni funghi a loro volta saprotrofi, crescenti su legno in decomposizione. Sembra prediligere in particolare i funghi del Genere Stereum e Aleurodiscus. Parassitando il micelio del fungo ospite solitamente ne blocca lo sviluppo e la formazione dei carpofori, per cui sembra che stia crescendo direttamente sul legno; soltanto in rari casi capita di vedere il fungo parassitato con sopra il parassita. Si tratta di una specie usata da parecchio tempo nella medicina tradizionale cinese, recentemente presa in esame da diversi ricercatori nella speranza di individuare delle sostanze utilizzabili anche nella medicina occidentale. Il nome dell’intero Genere (Tremella) si riferisce alla consistenza dei funghi che ne fanno parte e che, in effetti, è tremolante.”
  25. Collybia maculata (Alb. & Schw.: Fr.) Kummer Specie di taglia inconsueta per il Genere Collybia che annovera specie relativamente medio-piccole e fragili: C. maculata, infatti, può raggiungere i 15 cm di diametro pileico. Presenta un cappello biancastro-beige, e chiazzato o maculato di bruno-ruggine-rossastro soprattutto al centro; possiede lamelle fitte, finemente frastagliate sul filo, concolori al cappello e anch’esse macchiantesi di ruggine in vecchiaia; gambo con tipiche striature longitudinali; carne soda, tenace e spessa, con sapore amaro. Cresce di preferenza sotto aghifoglie.
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