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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Amanita gemmata (Paulet) Bertillon Gambo radicante e volva aderente e circoncisa Un primordio
  2. Amanita gemmata (Paulet) Bertillon Cappello di colore giallo pallido, dapprima emisferico, poi convesso e, a maturità, disteso: quando è disteso presenta margine striato; verruche bianche, detersili e di forma irregolare; volva aderente e circoncisa, a volte dissociata in cercini fioccosi che possono permanere nella parte inferiore dal gambo; anello sottile e presto dissociato e poco persistente (può essere del tutto assente negli esemplari adulti); gambo a base bulbosa rotondeggiante o ovoidale, radicante. Sono gli elementi caratterizzanti di questa bella Amanita tossica: la sua tossicità sembra sia causa di sindrome panterinica. Dal TUTTO FUNGHI pag. 354: “Tra le prime specie a fare la sua comparsa nei boschi all’inizio della stagione micologica. Di solito condivide il periodo di crescita e l’habitat con la Morchella elata.” Le verruche di forma irregolare
  3. Ramaria sp. Dal bel colore acceso
  4. Marasmius cfr. rotula (Scop.: Fr.) Fr. Delizioso Marasmius crescente di preferenza su detriti legnosi (più raramente su foglie) più o meno interrati. Le tipiche solcature del cappello (dovute alla presenza delle lamelle sottostanti) ricordano un paracadute in miniatura; il cappello si presenta sempre ombelicato, bianco con sfumature grigio-beige al centro. Le lamelle sono inserite in un evidente collarium, concolori al cappello; assenza di lamellule; gambo molto sottile, liscio lucido, da nerastro a bruno, più chiaro nei pressi del collarium. Gli è molto simile M. bulliardii che cresce di preferenza su foglie (in genere faggio e quercia) e presenta di solito una papilla bruno-rossiccia al centro del cappello; tali caratteri non sono però sufficienti a separare macroscopicamente le due specie visto che anche M. rotula può, seppur raramente, presentarsi con una papilla simile. Collarium evidente e staccato dal gambo
  5. Boletus aestivalis (Paulet) Fr. Con un gambo insolitamente molto sviluppato; presso marroneta coltivata e con reticolo esteso fino alla base del gambo
  6. Lactarius volemus (Fr.: Fr.) Fr. È caratterizzato dalla cuticola asciutta e opaca, vellutata, con un bel colore dal rosso-arancio al giallo-rossiccio; dal gambo quasi concolore al cappello ma più chiaro all’apice; dal latice (dolce) abbondante e denso, di colore bianco che diventa brunastro essiccando all’aria; infine da un caratteristico (e in genere ben accentuato) odore di aringa. L. rugatus ha colorazioni simili ma ha dimensioni più ridotte, odore meno forte e presenta delle tipiche rughe sulla cuticola. Dal TUTTO FUNGHI, pag 486: "È uno dei due Lactarius a latice bianco che può essere considerato commestibile; l’altro è Lactarius rugatus. Il forte odore di aringa, permanendo anche dopo la cottura non è particolarmente gradevole, a meno di non gradire l’aroma di pesce in un piatto di funghi.”
  7. Boletus aestivalis (Paulet) Fr. In marroneta coltivata
  8. Boletus aestivalis (Paulet) Fr. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 556: “Nel periodo estivo e all’inizio dell’autunno, il B. aestivalis in particolare, viene invaso da larve anche quando si trova allo stadio di primordio. Questi insetti fanno parte principalmente di due famiglie di ditteri: la Famiglia Mycetophilidae e la famiglia Sciaridae. Questi piccoli insetti micetofili hanno la consuetudine di insediarsi nel luogo dove c’è la fungaia. Le femmine iniziano a penetrare nel terreno e raggiungono la base del fungo, deponendovi 50-70 uova che subito dopo si schiudono. Le larve iniziano a cibarsi della carne invadendo e fagocitando l’intero fungo; una volta compiuto il loro stadio di larva, si impupano in un bozzoletto e così il ciclo ricomincia per numerose generazioni annui.” Un bel trio di B. aestivalis sotto castagno
  9. Calocybe gambosa (Fr.: Fr.) Donk ********************************** Ritrovamenti regione Toscana - Mese di Aprile 2008 Nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio Elenco delle specie trovate e determinate: Amanita gemmata (Paulet) Bertillon (# 27-29) Astraeus hygrometricus (Pers.) Morgan (# 33, 34, 61, 62) Calocybe gambosa (Fr.) Donk (# 35-39, 80-82) Dumontinia tuberosa (Hedwig ex Fries) Kohn. (# 30-31) Entoloma hirtipes (Schumach.) M.M. Moser (# 42-44) Entoloma testaceum (Bres.) Noordel. (# 32) Exidia glandulosa (Bull.) Fr. (# 40, 41) Fomitopsis pinicola (Sw.) P. Karst. (# 47-50, 64-67) Gyromitra gigas (Krombholz) Cooke = Discina gigas (Krombholz) Eckblad (# 21-26) Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. (# 1-15, 54-60, 63, 68-70, 73-76) Morchella elata Fr. (# 77-79) Peziza polaripapulata (J. Moravec) K. Hansen (# 53) Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt. (# 16-20) Trichaptum fuscoviolaceum (Ehrenb.) Ryvarden (# 51, 52) Altre: Geopora cfr. arenosa (Lév.) Kers (# 71, 72) Un Myxomycetes (# 45, 46)
  10. Calocybe gambosa (Fr.: Fr.) Donk
  11. Calocybe gambosa (Fr.: Fr.) Donk Di questo fungo ne scrive con entusiasmo anche il medico e naturalista Pier Andrea Mattioli (1501-1577) in uno dei primi documenti stampati in Italia che trattano tra l’altro anche di funghi. Il Mattioli, autore di testi di medicina che rimarranno insostituibili fin quasi alla metà del ‘700, in alcuni suoi eclettici lavori riporta che: “... in Italia la zona più fertile di funghi è la Toscana, ove fra tutti gli altri hanno la preferenza quelli che si chiamano Prignoli, che nascono ogni anno in aprile, alle prime piogge. E sono odorosissimi, gradevolissimi al gusto e senza pericolo...”. Micologi moderni hanno visto nei Prignoli del Mattioli un chiaro riferimento all’odierna Calocybe gambosa. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 268: “È considerato un ottimo commestibile: in alcune zone d’Italia, quali ad esempio la Toscana dove per tradizione viene assiduamente ricercato, è considerato in assoluto uno dei migliori funghi, definito addirittura come ottimo. Indubbiamente gioca a sua favore il particolare periodo di crescita, estremamente precoce, che fa di questo fungo una vera primizia micologica. Da taluni altri non viene invece apprezzato, probabilmente per il suo particolare odore che, permanendo anche solo in parte dopo la cottura, regala a questo fungo un aroma del tutto particolare.”
  12. Morchella elata Fr.
  13. Morchella elata Fr.
  14. Morchella elata Fr. Buon commestibile una volta ben cotto: tossico da crudo perché contenente tossine termolabili. Dal TUTTO FUNGHI pag. 102: "Specie primaverile, fa la sua comparsa preferibilmente nei boschi di conifere, vicino ai corsi d’acqua o in zone molto umide; cresce anche sotto Quercia, Frassino e nei giardini tra la pacciamatura. Presente anche in habitat mediterraneo. Specie molto conosciuta e apprezzata per le sue qualità organolettiche. La presenza di una mitra conica, bruna e di una vallecola poco o per niente sviluppata, aiutano a distinguerla da altri ascomiceti velenosi, quali Gyromitra e Helvella.”
  15. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres.
  16. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Esemplari sotto pino
  17. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Ancora sotto faggio, una volta liberato dalle foglie e dal terriccio che lo ricopriva
  18. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Dormiente di faggio
  19. Geopora cfr. arenosa (Lév.) Kers
  20. Geopora cfr. arenosa (Lév.) Kers Piccolo ascomicete reperito sotto pino; diametro di 2 cm. Coppa dapprima semichiusa e pressoché ipogea, poi affiorante, aperta e con orlo irregolare, sfrangiato o lobato; carne bianca, piuttosto spessa. Imenoforo liscio, ondulato e di colore grigio-biancastro con riflessi beige; superficie esterna più scura, coperta di corti peli bruni che trattengono particelle di terreno o di sabbia. L’habitat di G. arenosa è sotto conifere, su terreno sabbioso; è confondibile con altre specie congeneri; Geopora arenicola (tipica del cedro) presenterebbe spore più grandi e diametro dell’apotecio fino a 4 cm; sono stati comunque raccolti esemplari con grandezze intermedie (sia per quanto riguarda le spore sia per il diametro) che farebbero pensare ad una possibile sinonimia tra le due specie.
  21. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Contrasto tra imenoforo e superficie pileica
  22. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Come si presenta un gruppetto una volta liberato dalla terra che lo ricopriva quasi completamente e che lasciava libera solo una piccola porzione di cuticola
  23. Hygrophorus marzuolus (Fr.: Fr.) Bres. Gruppo di marzuoli cresciuti appressati; la lucentezza e il colore della cuticola contribuisce a mimetizzare il marzuolo confondendolo con i sassi del sotobosco
  24. Fomitopsis pinicola (Swartz: Fr.) Karsten In evidenza alcuni rametti che il fungo ha inglobato durante la crescita
  25. Fomitopsis pinicola (Swartz: Fr.) Karsten Le tipiche goccioline acquose che spesso si presentano sulla superficie imeniale; tale superficie è bianchiccia e rappresenta la parte in crescita del fungo che si va a sviluppare stratificandosi a contatto con le parti ormai vecchie (degli anni precedenti) che assumono colore rossiccio o più o meno blu scuro-nerastro
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