-
Numero contenuti
9110 -
Iscritto
-
Ultima visita
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Orchidee
Diventa Socio
Calendario
Tutti i contenuti di Alessandro F
-
2018.12 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Lepista nuda (Bull. : Fr.) Cooke; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Buon commestibile (dopo adeguata cottura!), dall’odore aromatico (spesso assai forte), gradevole e caratteristico; come le altre Lepista ha le lamelle che si possono separare, con una semplice pressione delle dita, dalla carne sovrastante. Colori che gravitano sul lilla-violetto (con eventuali sfumature bruno-rossastre in vecchiaia sul cappello) e che gli hanno valso il nome volgare di Agarico violetto; l’aggettivo nuda è invece riferito al rivestimento pileico liscio e glabro. Può confondersi con Lepista sordida: quest'ultima è però più esile, ha cappello meno carnoso e più igrofano, ha odore non aromatico ma piuttosto fungino-rancido, predilige ambienti erbosi antropizzati (parchi, giardini) mentre Lepista nuda è preferibilmente boschiva. In genere tutte le Lepista hanno la caratteristica di inglobare il substrato di crescita alla base del gambo ma Lepista nuda ne ingloba almeno il doppio, se non di più, rispetto alle altre specie. Anche Lepista glaucocana che ha generalmente colorazione glauca pallida potrebbe confondersi nelle sue forme di colore più carico con alcune Lepista nuda dai colori "sbiaditi". In tal caso l'odore fortemente aromatico di Lepista nuda e quello leggero più o meno grato o di terriccio di Lepista glaucocana dovrebbero fugare ogni dubbio; inoltre il micelio di Lepista nuda è sempre di colore bluastro e quindi tinteggia di bluastro la base del suo gambo, mentre il micelio di Lepista glaucocana è biancastro e tinteggia di biancastro la base del suo gambo. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 73, Pag. 179: “Lepista nuda va raccolta con tempo asciutto, quando la carne non è intrisa d'acqua. Buono e saporito solo dopo adeguata cottura, è lievemente tossico da crudo per presenza di tossine termolabili.” -
2018.12 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Tricholoma sejunctum (Sow. : Fr.) Quél.; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 63, Pag. 167: “Ha cappello conico o campanulato, poi convesso con umbone ottuso e margine fessurato; superficie asciutta, percorsa da fibrille radiali brune o concolori su fondo di colore molto variabile: giallo-verde, verde oliva o verde scuro soprattutto verso il centro. L’elevata variabilità morfocromatica di questa specie e la sua ampia diffusione in areali diversi hanno contribuito alla creazione di molte varietà e forme. Gregario o subcespitoso nei boschi di latifoglie, in ambiente tendenzialmente termofilo o mediterraneo associato a Querce, Castagni, Carpini e Faggi; comune dall’autunno e pressoché indifferente al substrato. Tossico, responsabile di forme gastroenteriche. Inoltre pericoloso per la relativa somiglianza con la mortale Amanita phalloides.” Esemplari reperiti sotto Cerro; da giovane il gambo è bianco, ma a maturità presenta sfumature giallo limone: Primo piano del cappello con evidenti fibrille radiali -
2018.12 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Entoloma sinuatum (Bull.) P. Kumm.; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Alessandro Francolini. = Entoloma lividum (Bull.) Quélet Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 130, Pag. 242: “Tossico. Provoca disturbi gastro-intestinali acuti e intensi, con possibili complicazioni in relazione alla quantità ingerita. I francesi lo chiamano “le perfide” perché il suo aspetto invitante, unito al buon sapore a odore in gioventù, possono indurre al tragico errore di superficialità il principiante che, attratto dall’aspetto gradevole, potrebbe raccoglierlo e incautamente consumarlo. Si tratta di un fungo poco conosciuto che provoca numerose intossicazioni per la sua somiglianza con alcune specie eduli o diversamente ormai riconosciute al pari tossiche come Clitocybe nebularis, sospetto di tossicità, che ha lamelle bianche e non rosa, decorrenti sul gambo e non libere, più fitte e regolari, e con odore caratteristico non di farina.” Presso Cerro; le lamelle color crema (e non rosate per la maturazione delle spore) indicano che gli esemplari sono ancora giovani -
2018.12 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Amanita citrina (Schaeffer) Persoon; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Amanita molto comune sia in boschi di latifoglie che di aghifoglie. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 126, Pag. 238: “Ubiquitario, in particolare su terreni acidi e sabbiosi, dall’estate fino ai primi freddi dell’inverno; molto comune. Riconoscibile abbastanza agevolmente per il suo bulbo basale molto grosso ed evidente, la volva circoncisa, le placche sul cappello e il tipico odore di patate crude.” -
2018.12 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Infundibulicybe geotropa (Bull. : Fr.) Harmaja; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Clitocybe geotropa (Pers. : Fr.) Kummer Specie ottima commestibile; riconoscibile per le grandi dimensioni, per la forma tipica ad “imbuto” che acquista con la crescita (potrebbe a grandi linee ricordare un “imbutino” [Clitocybe gibba = Infundibulicybe gibba] ma di notevoli dimensioni), per l’umbone centrale persistente sia nei giovani esemplari che in quelli maturi, per le lamelle decorrenti, per il sapore gradevole e delicato e per l’odore (anche intenso) variamente interpretato: di lavanda, di mandorle dolci, fruttato, ecc. Da giovanissimo assume tutt’altra forma di quella definitiva, col gambo decisamente più appariscente del cappello, mentre questo è, in proporzione, molto più piccolo e con orlo fortemente involuto. Conosciuto anche col nome volgare di “Cimballo”; data la sua bontà molti cercatori tengono gelosamente segrete le stazioni di crescita come avviene per i “Prugnoli” (Calocybe gambosa). Il tipico e piccolo umboncino nel centro del cappello degli esemplari molto grandi e maturi può essere di aiuto, premendolo con un dito, per capire se il fungo è in buone condizioni oppure no: se risulta consistente e duro allora il fungo è in "ottime" condizioni; se invece è cedevole e morbido o molliccio allora il fungo è di solito invaso dalle larve oppure troppo vecchio. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 52, Pag. 156: “Cresce in autunno, anche inoltrato, dopo abbondanti piogge, isolato o a gruppi di numerosi individui, disposti in circoli o file, tra l’erba o nei rovi, al limitare dei prati e nelle radure boschive di latifoglie. Di ottima qualità il cappello; il gambo, soprattutto negli esemplari più maturi, risulta stopposo e coriaceo e deve essere scartato. Molto apprezzato in tante zone d’Italia, in altre è praticamente sconosciuto. In realtà molti cercatori di funghi, a novembre, sospendono ogni attività di ricerca e, come suol dirsi, “appendono il cesto al chiodo” o comunque quasi nessuno in questo momento stagionale frequenta i prati e i pascoli. I pochi che continuano a cercare funghi nella stagione fredda, dedicano attenzione ai boschi planiziali, alle pinete di rimboschimento collinari, alle rive fluviali.” Esemplari ormai troppo maturi, a fine ciclo, e intrisi di pioggia per essere raccolti e consumati: -
2018.12 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 124, Pag. 234: “Velenoso mortale. Responsabile del maggior numero di decessi dovuti all’incauta raccolta dei funghi spontanei. Provoca intossicazione a lungo termine di tipo falloideo. Le caratteristiche prioritarie e principali per il suo riconoscimento sono: la presenza di quattro strutture morfologiche ben definite (cappello, gambo, anello e volva), il colore molto mutevole del cappello con prevalenza del verdastro e presenza di fibrille radiali innate; il colore sempre bianco del gambo, dell’anello e della volva, con la sola eccezione della presenza di screziature, quasi zebrature sul gambo, lievemente concolori al cappello; il cappello divisibile dal gambo e lamelle libere. Quando è gialla è confondibile con l’Amanita junquillea e con l’Amanita citrina che hanno volva circoncisa e residui velari diversi sul cappello. Quando perde l’anello ed è di colore bianco o ardesia è confondibile con le Volvariella, senza anello e volva al piede, ma lamelle presto rosee. Quando è di colore bianco o grigiastro o brunastro e perde la volva si confonde con qualche Agaricus, dalle lamelle bianche poi rosee poi bruno-tabacco. Quando appare priva di volva ed anello ed è verde è confondibile con alcune Russula e alcuni Tricholoma, in particolare con Tricholoma sejunctum che ne è un vero sosia in quanto a colore pileico. Sempre con tonalità bruno verdastre, perdendo la volva, può essere confuso con Armillaria mellea isolate, cresciute al suolo, su radici e ceppaie interrate. Se è bianca con Tricoloma columbetta, Melanoleuca evenosa e Leucoagaricus leucothites. Infine allo stadio di ovulo con l’Amanita caesarea o più raramente con qualche Lycoperdon.” Giovani esemplari -
2018.12 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Tricholoma caligatum (Viviani) Ricken; Regione Toscana; Dicembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Un Tricholoma inconfondibile ancorché non molto comune. Si contraddistingue per l’anello armillato e membranoso, consistente e permanente che ne decora il gambo, per la colorazione del cappello che è coperto da squame larghe e di color cioccolato più o meno scuro che risaltano sul colore ocraceo-biancastro di fondo. Lamelle fitte, bianche (o un po’ macchiate di ocra pallido negli esemplari maturi), quasi adnate al gambo e quindi non così smarginate come nella media caratteristica dei Tricholoma. Il gambo è cilindrico ma attenuato alla base; è bianco sotto l’imenoforo fino all’anello. L’anello è la parte terminale di un'armilla che riveste il fungo in gioventù; con la crescita e l’espandersi del cappello l’armilla si spacca al bordo del cappello stesso e rimane a calzare la parte bassa del gambo che appare cosparso di squame della stessa natura e colorazione di quelle pileiche. Carne soda e bianca, immutabile. In letteratura vengono riportate diverse caratteristiche organolettiche: se di odore sgradevole allora la carne risulterebbe amarognola o amara; se di odore fruttato allora la carne avrebbe sapore dolciastro o poco amarognolo (anche se, a maturità, l’odore può divenire comunque sgradevole). Periodo di crescita autunnale, soprattutto presso pinete litoranee; ma presente anche all’interno sempre in presenza di Pino. Si tratta di una specie commestibile di scarso pregio, viene consumato preferibilmente come sott’olio o sott’aceto vista la compattezza della sua carne. Data la sua rarità e considerando che nello stesso periodo e habitat crescono altre specie con qualità organolettiche decisamente migliori, con presenza a volte invasiva (basti pensare al Tricholoma terreum e alle "Morette" in generale), è consigliabile lasciare sul posto questa bella specie. Un altro Tricholoma con armilla, con morfologia e habitat simile è il Tricholoma focale: presenta cuticola liscia, feltrata ma non squamosa, di colore giallo-ocraceo con fiammature aranciate o bruno-rossastre o verdastre anche mescolate assieme; con armilla concolore al cappello. Un vero sosia almeno a livello morfologico è il Tricholoma nauseosum, specie molto rara in Italia a distribuzione tipicamente alpina o prealpina, mentre è frequente in alcune zone del Nord Europa, Scandinavia in particolare. Anch’esso è decorato su cappello e armilla da squame lanose ma di colore bruno-tabacco su fondo ocraceo; presenta lamelle bianche inizialmente, poi color crema, che si macchiano di bruno se contuse; cresce anche sotto Peccio. Gruppetto di esemplari reperiti sotto Pino nero: -
2018.12 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha postato un topic nell'area Funghi Trovati Anno 2018
Buoni ritrovamenti Alessandro ******************* Indice della Toscana, mese di Dicembre 2018, totale n° 43 specie Amanita citrina (Schaeffer) Persoon; Post # 5 Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link; Post # 3 Armillaria gallica Marxmüller & Romagnesi; Post # 19 Bisporella citrina (Batsch : Fr.) Korf & S.E. Carp.; Post # 20 Clitocybe nebularis (Batsch : Fr.) Kummer; Post # 18 Entoloma sinuatum (Bull.) P. Kumm. = Entoloma lividum (Bull.) Quélet; Post # 6 Gymnopus brassicolens (Romagn.) Antonín & Noordel = Micromphale brassicolens (Romagn.) P.D. Orton; Post # 17 Hygrophorus cossus (Sow. : Fr.) Fr.; Post # 14 Hygrophorus penarius Fries; Post # 11 Hygrophorus russula (Schaeff. : Fr.) Kauffman; Post # 12 Infundibulicybe geotropa (Bull. : Fr.) Harmaja = Clitocybe geotropa (Pers. : Fr.) Kummer; Post # 4; 13 Lepista nuda (Bull. : Fr.) Cooke; Post # 8 Pleurotus ostreatus (Jacquin : Fr.) Kümmer; Post # 16 Rhodocollybia butyracea (Bull. : Fr.) Lennox = Collybia butyracea (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 10 Stereum subtomentosum Pouzar; Post # 21 Trametes hirsuta (Wulfen) Lloyd; Post # 15 Tricholoma caligatum (Viviani) Ricken; Post # 2 Tricholoma sejunctum (Sow. : Fr.) Quél.; Post # 7 Tricholoma terreum (Schaeffer) Kummer; Post # 9 ***************** Non determinati ma generici: Lyophyllum cfr. loricatum (Fr.); Post # 22 -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Lepiota clypeolaria (Bull. : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. *************************** Indice della Toscana, mese di Novembre 2018, totale n° 43 specie Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Post # 9; 33 Amanita pantherina (De Cand. : Fr.) Krombh.; Post # 6 Armillaria mellea (Vahl) P. Kumm.; Post # 2 Artomyces pyxidatus (Pers. : Fr.) Julich; Post # 22 Astraeus hygrometricus (Pers. : Pers.) Morgan; Post # 31 Auricularia auricula-judae (Fr.) Quélet; Post # 44 Boletus edulis Bull.: Fr.; Post # 32 Boletus reticulatus Schaeff. = Boletus aestivalis (Paulet) Fr.; Post # 10 Clitocybe nebularis (Batsch : Fr.) Kummer; Post # 49 Clitocybe phaeophtalma (Pers.) Kuyper; Post # 14 Coprinopsis picacea (Bull. : Fr.) Redhead, Nilgalys & Moncalvo = Coprinus picaceus (Bull. : Fr.) Fr.; Post # 34 Cortinarius trivialis J.E. Lange; Post # 3 Cystoderma amianthinum (Scop.) Fayod.; Post # 28 Fuligo candida Pers.; Post # 45 Gymnopus dryophilus (Bull. : Fr.) Murril = Collybia dryophila (Bull. : Fr.); Post # 50 Hydnum rufescens Pers.; Post # 25 Hygrocybe conica var. conica (Schaeffer : Fries) P. Kummer; Post # 5; 26 Hygrophorus penarius Fries; Post # 38 Hypholoma lateritium (Schaeff.) P. Kumm. = Hypholoma sublateritium (Fr.) Quélet; Post # 12 Infundibulicybe geotropa (Bull. : Fr.) Harmaja = Clitocybe geotropa (Pers. : Fr.) Kummer; Post # 29; 48 Infundibulicybe gibba (Pers. : Fr.) Harmaja = Clitocybe gibba (Pers. : Fr.) Kummer; Post # 21 Lactarius blennius (Fr. : Fr.) Fr.; Post # 42 Lactarius salmonicolor Heim & Leclair; Post # 35 Leccinum duriusculum (Schulzer ex Kalchbr.) Singer; Post # 37 Lepiota clypeolaria (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 39; 56 Lepista nuda (Bull. : Fr.) Cooke; Post # 4 Lycoperdon mammiforme Pers. : Pers.; Post # 46 Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Post # 20 Macrolepiota excoriata (Schaeff. : Fr.) Wasser; Post # 41 Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Moser; Post # 51 Macrolepiota mastoidea (Fr. : Fr.) Singer; Post # 30 Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Post # 40; 52 Mycena epipterygia (Scop. : Fr.) S.F.Gray; Post # 15 Mycena pura (Pers. : Fr.) P. Kummer; Post # 16; 55 Mycena rosea (Bulliard) Gramberg; Post # 17; 54 Mycena sanguinolenta (Alb. & Schwein. : Fr.) P. Kumm; Post # 24 Pseudoclitocybe cyathiformis (Bull. : Fr.) Singer; Post # 27 Rhodocollybia butyracea (Bull. : Fr.) Lennox = Collybia butyracea (Bull. : Fr.) Kummer; Post # 7 Rickenella fibula (Bull. : Fr.) Raith. = Omphalina fibula (Fr.) Quél.; Post # 18 Stereum hirsutum (Willd.) Pers.; Post # 19; 47 Tricholoma saponaceum (Fr. : Fr.) Kummer; Post # 11 Tricholoma squarrulosum Bresadola; Post # 43 Tricholoma ustaloides Romagn.; Post # 8 ******************* Non determinati ma generici: Marasmiellus cfr. ramealis (Bull. : Fr.) Singer; Post # 13 Parasola sp.; Post # 23 Coprinopsis cfr. lagopus (Fr. : Fr) Redhead, Vilgalys & Moncalvo = Coprinus cfr. lagopus (Fr. : Fr.) Fr. ; Post # 36 Mycena sp.; Post # 53 -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
-
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
-
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Mycena sp.; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Un cespo di esemplari nati all'estremità troncata di un ramo di Cerro: -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Coppia di esemplari di media maturazione Coppia di giovani esemplari a forma di "mazza di tamburo" Primo piano sull'anello Anello mobile di Macrolepiota procera: si presenterebbe nella parte medio alta del gambo, ma talvolta è sufficiente un piccolo urto per farlo "scendere ai piani più bassi": -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Moser; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Una Macrolepiota caratterizzata dalla squamatura presente al centro del cappello: negli esemplari più tipici, evidenti ed estese squame brunastre e lisce, vagamente a forma di stella, sovrastano la cuticola che si presenta di colore crema-pallido ed è più o meno feltrata; le squame, che solitamente hanno i lembi rialzati, si staccano facilmente dalla cuticola. Il cappello presenta un evidente umbone. Il gambo è liscio e crema chiaro sopra l'anello e al di sotto è screziato da fini bande bruno-rossastre-chiare che lasciano intravedere il fondo crema pallido. L'anello presenta la faccia inferiore colorata di bruno più o meno scuro. Habitat boschivo, talvolta nei prati al limitare dei boschi. È simile a Macrolepiota excoriata che però presenta la squamatura sul cappello meno geometricamente pronunciata, ha cappello non così marcatamente umbonato ed ha il gambo più liscio, non screziato ma appena pruinoso-vellutato; ha anello biancastro anche nella faccia inferiore. Il suo habitat è praticolo. Giovane esemplare: La parte sottostante l'anello crea un riparo per un piccolo ragno: Altro cappello con "disegno" a forma di stella Esemplare in piena maturità -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Gymnopus dryophilus (Bull. : Fr.) Murril; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Collybia dryophila (Bull. : Fr.) Kummer Piccolo fungo da lettiera; molto comune e abbondante sia sotto latifoglia che aghifoglia. La sua crescita si può protrarre dalla primavera fino all’autunno inoltrato e contribuisce a tenere puliti i boschi liberandoli dai residui che si depositano al suolo, come foglie e aghi. Il cappello è nettamente igrofano e le sue colorazioni vanno dal fulvo all’arancio al giallo-ocra, diventando più pallide a tempo asciutto; l'orlo pileico può mostrarsi striato per trasparenza negli esemplari inumiditi; le lamelle, abbastanza fitte, sono bianche almeno nei giovani esemplari, poi gialline a maturità; il gambo è concolore al cappello, talvolta più scuro verso la base, cartilaginoso e tenace, cilindrico ma con base di solito un po’ ingrossata. Può confondersi con Collybia aquosa che ha colori più chiari, base del gambo nettamente bulbosa e rizomorfe di colore rosa alla base del gambo, mentre le rizomorfe in Collybia dryophila sono di colore da biancastro a ocra. Sotto Cerro: -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Clitocybe nebularis (Batsch : Fr.) Kummer; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dall’odore forte, aromatico, penetrante, persistente e acuto, “tipicamente da... Clitocybe nebularis” Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 55, Pag. 159: “È stato per anni il fungo più raccolto e commercializzato in Italia, ma la sua tossicità è stata ormai dimostrata con certezza ed è stato cancellato dalle liste dei funghi commercializzabili. Purtroppo viene ancora raccolto e spetta solo ai fungaioli rendersi consapevoli del rischio ed evitare di raccoglierlo e consumarlo. Può essere confuso con Entoloma lividum, velenoso, che può crescere nel medesimo habitat. La principale differenza va ricercata nel colore delle lamelle dei soggetti maturi: queste sono giallastre in Clitocybe nebularis e rosa carico in Entoloma lividum, oltre all’odore forte e caratteristico in Clitocybe nebularis, deciso di farina fresca in Entoloma lividum. Inoltre le lamelle di Clitocybe nebularis sono un poco decorrenti mentre quelle di Entoloma lividum sono da più o meno smarginate a libere al gambo.” -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Infundibulicybe geotropa (Bull. : Fr.) Harmaja; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. = Clitocybe geotropa (Pers. : Fr.) Kummer Fruttificazione in "fila indiana". Giovani esemplari Altra fruttificazione con esemplari nei vari stadi di crescita *************** Copiosa fruttificazione in "cerchio delle streghe". Foto di Rudi Covino -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Stereum hirsutum (Wild. : Fr.) Pers.; Regione Toscana; Novembre 2016; Foto di Alessandro Francolini. Ha colonizzato un ceppo tagliato di Cerro -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Lycoperdon mammiforme Pers. : Pers.; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Un Lycoperdon di facile determinazione grazie al suo “velo esterno” che si dissocia in evidenti placchette più o meno fioccose che ricordano le coagulazioni del latte rappreso e che rimangono più o meno aderenti alla superficie dell’endoperidio, soprattutto nella sua parte inferiore (pseudogambo). La superficie dell’endoperidio è inizialmente biancastra, per diventare a maturità di colore bruno-rossiccio. Deve il suo nome proprio a tali ornamentazioni (vestigia del velo generale; unico caso tra i Lycoperdon) che rivestono questa specie da giovane. A destra un giovane esemplare con i colori ancora biancastri; a sinistra un esemplare più maturo in cui si nota il cambio di colorazione dell'endoperidio che inizia a imbrunire. Evidenti le placchette fioccose e bianche che ancora decorano buona parte di queste "vesce". Primo piano sulle placchette fioccose -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Fuligo candida Pers.; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Un Myxomycetes dai colori biancastri, frequente nei periodi piovosi o quando vi è molta umidità nell’aria. Stava “fagocitando” alcuni rametti assieme a steli d’erba. Simile a Fuligo septica che ha colorazioni brillanti giallo-oro, o a Fuligo cinerea con colorazioni grigio-biancastre. Dal Forum AMINT: Introduzione alla Sistematica e Tassonomia: “I Myxomycetes (Mixomiceti) sono protozoi particolari che prendono normalmente la forma delle amebe. Alcuni di loro, ed in determinate circostanze, sviluppano corpi fruttiferi (sporangi) deputati alla disseminazione delle spore (mixospore), ed è per questo motivo che spesso in passato sono stati assimilati ai funghi. Alcuni sono piccolissimi altri presentano estensioni notevoli. Sia nella fase di "plasmodio" (unione di più cellule, che perdono la parete fondendosi in un'unica grande cellula plurinucleata) che negli sporangi il fenomeno va interpretato come aggregazione di cellule non formanti un organismo complesso od un tessuto (pseudotessuto). Rimane in questo modo fatta salva la definizione di organismi monocellulari. Si nutrono per "fagocitosi” (un processo che prevede l’ingestione da parte della cellula di particelle di grandi dimensioni, tali da essere visibili al microscopio).” -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Auricularia auricula-judae (Fr.) Quélet; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. L’inconfondibile “Orecchia di Giuda” con il suo colore bruno sfumato di rossastro, la consistenza della carne tenace, elastica e gelatinosa assieme, l’imenoforo liscio e traslucido con andamento ondulato simile alle pieghe del padiglione auricolare. L’imenoforo è un po’ più chiaro della parte pileica che si presenta apparentemente liscia ma che in realtà è finemente pruinosa. Habitat: tipicamente saprotrofa su legno guasto (preferibilmente di Sambuco, ma non solo); talvolta anche parassita su piante viventi. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 15, Pag. 118: “Probabilmente molti occidentali avranno inconsapevolmente gradito l’assaggio di questo fungo, o almeno lo avranno fatto quelli che sono usi frequentare ristoranti cinesi e giapponesi. Le prelibatezze a base di funghi che possono essere gustate in questi ambienti contemplano infatti, nella maggior parte dei casi, il suo utilizzo.” E, dal capitolo "Funghi velenosi e micetismi" del Dott. Claudio Angelini, sempre sul Tutto Funghi (pag. 62): "È un fungo considerato commestibile e largamente coltivato in tutto l'Oriente, anche per le proprietà benefiche e terapeutiche che gli sono attribuite soprattutto dagli "avanguardisti" della medicina naturale. Se consumato troppo di frequente e in quantità eccessive, o peggio ancora associato ad altre sostanze (lo zenzero, altro tipico ingrediente della cucina cinese) o a particolari farmaci (fra cui l'aspirina), questo fungo può provocare porpore emorragiche cutanee ed emorragie interne ed esterne più o meno gravi. Le sostanze responsabili di questa sindrome (Sindrome di Szechwan) non sono ancora identificate." -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Tricholoma squarrulosum Bresadola; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto e commento di Alessandro Francolini. Uno dei Tricholoma caratterizzati dalla presenza sul cappello di evidenti “squarrosità”, cioè di scagliette più o meno arruffate e rialzate: più fitte nella zona discale e di colore assai più scuro del colore di fondo che di solito varia dal grigio chiaro al grigio scuro; dalla cuticola feltrata-lanosa anche all’orlo che è sempre eccedente e a lungo involuto; dall’odore aromatico-speziato (come di farina mescolata con del pepe macinato) e dal sapore analogo; dal gambo che va dilatandosi alla base (in certi casi può presentarsi anche clavato) e cosparso di fibrille o squamule nerastre. È una specie relativamente comune; il suo habitat è costituito da boschi di latifoglie a clima temperato in cui fruttifica a tarda stagione. Il simile e più raro Tricholoma atrosquamosum presenta stesse caratteristiche organolettiche ma ha minor squarrosità sul cappello, ha gambo percorso da rade e piccole fibrille nerastre e ha la cuticola del cappello poco o per niente feltrata. -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Lactarius blennius (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. È un Lactarius relativamente comune e frequente, di medie dimensioni (diametro pileico sui 10 cm), esclusivo dei boschi di Faggio. Il cappello può assumere varie gradazioni di colore ma sempre con una componente verdognola (dal verde chiaro al grigio oliva, dal bruno-verdastro all’ocra verdastro), con cuticola molto vischiosa a tempo umido, con presenza più o meno evidente di piccole guttule o fossette disposte concentricamente. Le lamelle sono adnato-decorrenti, biancastre. Il latice è abbondante, fluido e bianco, immutabile se isolato ma virante debolmente e lentamente al grigio verdastro se lasciato sulle lamelle. Latice dal sapore prima amarognolo e subito dopo acre, così come la carne. Il gambo è grigio-biancastro o concolore al cappello, ma più chiaro; abbastanza slanciato. -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Macrolepiota excoriata (Schaeff. : Fr.) Wasser; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 96, Pag. 204: “Si tratta dell’unica Macrolepiota con ecologia tipicamente prativa. Facilmente riconoscibile per il gambo biancastro e quasi nudo, l’anello semplice e mobile, la cuticola tipicamente desquamata che disegna una tipica forma a stella sul cappello, il piede fortemente ingrossato e bulboso. Essendo la più piccola delle Macrolepiota (con un diametro pileico che eccezionalmente arriva ai 10 cm), presenta un anello in proporzione piccolo, semplice e facilmente caduco e potrebbe nei casi limite essere confusa con pericolose Lepiota; il buon odore (fungino) e sapore (dolce di nocciola) e, in particolare, la stabile presenza d in piede nettamente bulboso, aiutano enormemente nella delimitazione della specie. Può confondersi con Macrolepiota konradii che presenta gambo decorato e cappello a maturità desquamato quasi completamente; con Macrolepiota mastoidea, dal cappello tipicamente mammellonato e decorato da minutissime squame disposte in modo concentrico, con Leucoagaricus bresadolae, specie tossica, che cresce nei giardini, sempre associato a residui legnosi o di segatura, con viraggi arancio-rossastri alla sezione.” In molte regioni è conosciuta col nome popolare di "Fungo della rugiada". In effetti, fruttificando nei prati, nelle mattinate umide è spesso cosparsa di goccioline di rugiada come nelle seguenti foto: -
2018.11 - Toscana - Tutor Alessandro
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi Trovati Anno 2018
Macrolepiota procera (Scop. : Fr.) Sing.; Regione Toscana; Novembre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 98, Pag. 206: “Non confonderlo con Chlorophyllum rhacodes, tossico, con squamule fortemente infisse nel derma del cappello (dette “a tegola”), con viraggio all’arancione e poi al brunastro della carne esposta, laddove corrosa o tagliata. È prudente non mangiare Macrolepiota il cui diametro sia inferiore a 8 cm per non confonderle con le Lepiota del Gruppo helveola, o altre velenose o mortali. Macrolepiota procera essendo uno dei colossi del bosco, difficilmente può essere confuso con le piccole Lepiota. Per la misura si fa riferimento al fungo adulto e quindi con il cappello completamente aperto.”
