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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Coprinopsis insignis (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  2. Craterellus cornucopioides (L.) Pers.; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Fungo gregario che cresce a gruppi anche numerosissimi durante i periodi particolarmente freschi e umidi in estate e, soprattutto, in autunno. Buon commestibile: si presta benissimo anche all'essiccazione e a successiva riduzione in polvere per essere impiegato come aromatizzante. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 33, Pag. 136: “Questo fungo è un buon commestibile, molto ricercato, anche se non tutti gradiscono un piatto ingrigito o addirittura annerito da questi funghi; essiccato ha un'ottima resa. Il nome Trombetta dei morti non è dovuto al colore nero ma al fatto che si sviluppa attorno al 2 novembre, ricorrenza dei defunti. Piuttosto simile per struttura e colorazione è Cantharellus cinereus, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerastra, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose "Trombette". Altro esemplare somigliante a questo fungo è Færberia carbonaria, commestibile, somigliante ad un Cantharellus e infatti, in un passato lontano, veniva chiamato Cantharellus carbonarius: cresce su residui carboniosi, talvolta nel muschio e presenta un cappello più piccolo, convesso, imbutiforme, con orlo ondulato di colore grigio-brunastro ed imenio costituito da vere lamelle.”
  3. Amanita rubescens (Pers.: Fr) S.F. Gray; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Anello particolarmente "decorato"
  4. Amanita rubescens (Pers.: Fr) S.F. Gray; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini.
  5. Amanita rubescens (Pers.: Fr) S.F. Gray; Regione Toscana, Mugello; Novembre 2015; Foto di Alessandro Francolini. Robusta amanita dal cappello rossastro, rosso-brunastro, rivestito di piccole scaglie acute che si stagliano sul fondo per il loro colore grigio, grigio-rosato; anello carnoso, ampio e a gonnellino, striato sulla faccia esterna e posizionato in alto sul gambo; gambo che si allarga verso la base quasi bulbosa, bianco in alto e poi sfumato di rosa scendendo verso la base. La carne è biancastra ma tende ad arrossarsi nelle ferite e nelle contusioni. La volva non è ben visibile: il velo generale alla base si frammenta fin da giovane, lasciando alla base del gambo soltanto residui in forma di protuberanze più o meno accentuate. Contiene tossine termolabili. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 121, Pag. 231: “Discreto commestibile da consumare cotto, contiene tossine termolabili che si disgregano e svaniscono con adeguata cottura. Cotto alla griglia risulterebbe quasi crudo nelle parti interne, con conseguente grave rischio di intossicazioni con sindrome emolitica.”
  6. Buoni ritrovamenti. Alessandro Indice della Toscana, mese di Novembre 2015, totale n° 70 specie. Agaricus benesii (Pilát) Pilát; Post # 82. Microscopia # 82 Amanita caesarea (Scop.: Fr.) Pers.; Post # 56, 57 Amanita echinocephala (Vittad.) Quél.; Post # 90 Amanita franchetii (Boud.) Fayod; Post # 7 Amanita ovoidea (Bull.) Link; Post # 6, 91 Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link; Post # 37, 38 Amanita rubescens (Pers.: Fr) S.F. Gray; Post # 17, 18, 19 Amanita subnudipes (Romagn.) Tulloss = Amanita crocea var. subnudipes Romagn.; Post # 85 Armillaria tabescens (Scop.) Emel; Post # 92 Battarrea phalloides (Dicks. ex Persoon) Persoon; Post # 2 Boletus aereus Bull.; Post # 58 Clavariadelphus pistillaris (L.) Donk; Post # 93 Coprinellus disseminatus (Pers.: Fr.) J.E. Lange; Post # 40, 41, 42, 59, 60 Coprinopsis insignis (Peck) Redhead, Vilgalys & Moncalvo; Post # 21, 22 Coprinus lagopus (Fr.) Fr.; Post # 51, 52, 53 Cortinarius aleuriosmus R. Maire; Post # 9 Cortinarius caerulescens (Schaeff.) Fr.; Post # 8 Cortinarius dionysae Rob. Henry; Post # 11 Cortinarius elatior Fr.; Post # 45 Cortinarius frondosophilus Bidaud; Post # 16 Cortinarius ionochlorus R. Maire; Post # 12 Cortinarius rufo-olivaceus (Pers.) Fr.; Post # 10 Cortinarius salor Fr.; Post # 15 Craterellus cornucopioides (L.) Pers.; Post # 20 Entoloma bloxamii (Berk. & Broome) Sacc.; Post # 107 Entoloma rhodopolium (Fr.: Fr.) Kummer; Post # 61, 62, 63 Gyroporus castaneus (Bull.) Quél.; Post # 87 Hebeloma clavulipes Romagnesi; Post # 81. Microscopia # 81 Helvella atra J. König; Post # 110. Microscopia # 110 Helvella crispa (Scop.) Fr.; Post 89 Hydnellum concrescens (Pers.) Banker; Post # 88 Hydnellum ferrugineum (Fr.) P. Karst.; Post # 106 Hygrocybe conica (Schaeff.) P. Kumm.; Post # 96 Hygrocybe flavipes (Britzelm.) Arnolds; Post # 31, 32, 33 Hygrophorus penarius Fr.; Post # 94 Hygrophorus russula (Schaeff.) Kauffman; Post # 43, 95 Hypholoma fasciculare (Huds.: Fr.) P. Kumm.; Post # 39 Inocybe bongardii (Weinm.) Quél.; Post # 86. Microscopia # 86 Lactarius chrysorrheus Fr.; Post # 46, 47 Lactarius deliciosus (L.: Fr.) S.F. Gray; Post # 34, 35 Lactarius mairei Malençon; Post # 97 Lactarius pterosporus Romagn.; Post # 99 Lactarius rugatus Kühner & Romagn.; Post # 98 Lactarius sanguifluus var. violaceus (Barla) Basso; Post # 36 Lactarius subumbonatus Lindgren; Post # 30 Lactarius zonarius (Bull.) Fr.; Post # 109 Leccinum lepidum (Bouchet ex Essette) Quadraccia; Post # 14, 105 Macrolepiota mastoidea (Fr.: Fr.) Sing.; Post # 48, 49, 50 Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Singer; Post # 44 Mycena galopus var. galopus (Pers.: Fr.) P. Kumm.; Post # 68, 69, 70, 71 Mycena haematopus (Pers.: Fr.) P. Kumm.; Post # 28, 29 Mycena polygramma (Bull.: Fr.) S.F.Gray; Post # 54, 55 Omphalotus olearius (DC.) Singer; Post # 103 Peziza succosella (Le Gal & Romagn.) M.M. Moser ex Aviz.-Hersh. & Nemlich; Post # 108. Microscopia # 108 Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin; Post # 3, 4 Psathyrella leucotephra (Berk. & Broome) P.D. Orton; Post # 74, 75, 76 Russula amoenicolor Bresadola; Post # 77, 78, 79, 80 Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr.; Post # 23, 24 Russula maculata Quél.; Post # 100 Russula vinosobrunnea (Bres.) Romagn.; Post # 101 Sarcodon leucopus (Pers.) Maas Geest. & Nannf.; Post # 102. Microscopia # 102 Suillellus luridus (Schaeff.) Murrill; Post # 104 Suillus collinitus (Fr.) Kuntze; Post # 5 Trametes versicolor (L.) Lloyd; Post # 64, 65 Tremella foliacea (Pers.: Fr.) Persoon; Post # 66, 67 Tricholoma acerbum (Bull.: Fr.) Quélet; Post # 13, 26, 27, 83 Tricholoma aurantium (Schaeff.) Ricken; Post # 84 Tricholoma saponaceum (Fr.: Fr.) Kummer; Post # 25 Tricholoma sejunctum (Sow.: Fr.) Quél.; Post # 72 Tricholoma squarrulosum Bresadola; Post # 73
  7. Buoni ritrovamenti Alessandro
  8. Buoni ritrovamenti Alessandro
  9. Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro
  10. Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro
  11. Clitocybe geotropa (Bull.: Fr.) Quélet
  12. Clitocybe geotropa (Bull.: Fr.) Quélet
  13. Clitocybe geotropa (Bull.: Fr.) Quélet Colline mugellane; macchia di bosco misto (roverella, acacia, frassino, ecc.; e tanti pruni!). Altezza sui 500-600 metri
  14. Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro
  15. Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro
  16. BUONA PASQUA! Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro
  17. Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro
  18. Indice delle specie trovate e determinate nel mese di Novembre: Nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio Amanita muscaria (L.: Fr.) Hooker (# 2) Hygrophorus russula (Schaeff.) Kauffman (# 12) Hygrophorus penarius Fries var. penarius (# 13) Coprinus comatus (Müll.: Fr.) Pers. (# 16) Helvella crispa (Scopoli: Fries) Fries (# 14, 15) Amanita ovoidea (Bull.) Link (# 3, 4) Clitocybe geotropa (Pers.: Fr.) Kummer (# 5-9) Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing (# 10, 11)
  19. Coprinus comatus (Müll.: Fr.) Pers. Praticamente inconfondibile per le sue caratteristiche morfocromatiche e ambientali. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 330: “Delicato commestibile solo se immaturo (lamelle bianche!), da consumarsi appena colto perché si altera rapidamente; in pratica è il solo Coprinus commestibile e, senza eccedere, lo si può consumare anche crudo. Recenti studi hanno messo in evidenza una piccola dose di coprina anche in questa specie; tale sostanza, presente in più alta concentrazione in C. atramentarius, è responsabile della sindrome coprinica. È quindi consigliabile evitare, o ridurre al minimo, l’assunzione di bevande alcoliche anche con C. comatus. È veramente ottimo saltato in padella con una noce di burro. Considerato da molti autori il miglior fungo in assoluto.”
  20. Helvella crispa (Scopoli: Fries) Fries Il gambo, con le caratteristiche costolature longitudinali in rilievo
  21. Helvella crispa (Scopoli: Fries) Fries Dal TUTTO FUNGHI, pag. 116: “È una specie autunnale, più raramente primaverile; cresce al margine dei fossati e talvolta all’interno dei boschi umidi di latifoglia o anche misti, in colonie generalmente numerose. Potrebbe essere scambiata con diverse specie del suo stesso Genere: Helvella pityophilla, più termofila, è molto simile per aspetto e per dimensioni, possiede una mitra dalle tonalità più giallastre, ma l’elemento di differenziazione più evidente è il colore del gambo, grigio-avana con toni lievemente violacei; Helvella lactea presenta un colore bianco latte e la superficie interna appare liscia e non fioccosa; Helvella lacunosa possiede una mitra liscia, non arricciata e dai colori brunastri sulla parte esterna.” Colline mugellane; presso un sentiero; bosco misto di latifoglia Particolare della mitra
  22. Hygrophorus penarius Fries var. penarius In bosco di quercia; 400 metri Dal TUTTO FUNGHI, pag. 198: “Cresce gregario nei boschi di latifoglie, soprattutto querceti, in autunno anche inoltrato. Commestibile apprezzato, molto carnoso e quindi di grande resa, si distingue per l’odore molto particolare, come di latte bollito. Si tratta di una specie a grande diffusione nei boschi centro meridionali, sicuramente tra le più semplici da individuare e senza rischi seri di confusione con specie simili. La sua raccolta deve essere quasi immediata, in prossimità dell’esordio, poiché si tratta di un fungo precocemente invaso dalle larve.” Si potrebbe confondere con l' Hygrophorus penarius var. barbatulus (Becker) M. Bon di cui parla la letteratura; ma quest'ultimo è tipico esclusivamente delle faggete e, da giovane, ha il margine del cappello pubescente. Imenoforo Particolare delle lamelle anastomosate
  23. Hygrophorus russula (Schaeff.) Kauffman Dal TUTTO FUNGHI, pag. 202: “Nei boschi di latifoglie, in particolare Quercia, molto comune in aree termofile in autunno dopo intensi temporali. Si tratta di un micete a crescita massiccia, anche se non moto durevole. Le produzioni del fungo si concentrano in non più di due, massimo tre settimane, ma all’interno di questo breve periodo sono letteralmente esplosive: in ogni direzione, dentro il bosco, ci sono distese di questo basidioma. Per i suoi caratteri cromatici, con il cappello che sembra dipinto in modo grossolano di rosso su fondo bianco, non si presta a confusioni; si tratta quindi di un fungo molto facile da riconoscere.” L'unica specie simile è Hygrophorus erubescens che però ha gambo facilmente ingiallente, lamelle rade e di colore bianco-giallastre-grigiastre, habitat presso conifere e raramente sotto latifoglia, carne dal sapore da poco a nettamente amaro; H. russula ha invece scarsa propensione all’ingiallimento (al più sono presenti rare macchie gialline sul gambo a maturità), possiede lamelle relativamente fitte (le più fitte tra gli Hygrophorus) e di colore da biancastro a biancastro-carnicino a maturità con macchie rosso-vinoso (il filo lamellare si macchia anch’esso di rosso-vinoso e raramente di giallo a maturità), carne dal sapore nullo o leggermente amarognolo. Colline mugellane; 400 metri. Boschetto di querce.
  24. Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing Il doppio anello della "Mazza di tamburo"
  25. Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing Dal TUTTO FUNGHI pag. 310: “Non confonderlo con Chlorophyllum rhacodes, tossico, con squamule fortemente infisse nel derma del cappello (dette “a tegola”), con viraggio all’arancione e poi al brunastro della carne esposta, laddove corrosa o tagliata. È prudente non mangiare Macrolepiota il cui diametro sia inferiore a 8 cm per non confonderle con le Lepiota del Gruppo helveola, o altre velenose o mortali. Macrolepiota procera essendo uno dei colossi del bosco, difficilmente può essere confuso con le piccole Lepiota. Per la misura si fa riferimento al fungo adulto e quindi con il cappello completamente aperto.” Il cappello Particolari delle squame del cappello e dell'umbone
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