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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Hygrophorus persoonii Arnolds Bello e carnoso igroforo tardo-autunnale dalla marcata variabilità cromatica, soprattutto in dipendenza della situazione climatica. A tempo umido uno spesso strato di glutine ricopre interamente il cappello e quasi tutto il gambo fino a circa un centimetro dall’apice dove è presente uno pseudoanello formato dall’accumulo di glutine. Sotto tale pseudoanello il colore di fondo del gambo è bianco-grigiastro con macchiature color zucchero-caramellato dovute al glutine; sopra lo pseudoanello il gambo è bianco e fioccoso. A tempo asciutto il glutine che si secca lascia delle nette zone anulari di colore bruno-oliva che decorano il gambo. Anche il cappello subisce simili variazioni cromatiche in base alla presenza più o meno cospicua del glutine. Confondibile con H. latitabundus che ha colore di fondo del gambo bianco puro e cresce sotto Pino; e con H. olivaceoalbus di dimensioni più ridotte, con carne del cappello sottilissima e crescente presso Abete rosso. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 206: “Cresce soprattutto in associazione alla Quercia e, nei paesi nordici, anche ai Faggi. Si tratta di un discreto fungo commestibile, ma poco considerato a causa della su viscosità.” Sotto Cerro, nel Bosco ai Ronchi; San Piero a Sieve Imenoforo e parte alta del gambo, con le caratteristiche goccioline glutinose e la "separazione" cromatica: bianco all'apice e macchiato di glutine brunastro nella parte medio-bassa Glutine abbondante a tempo umido
  2. Amanita rubescens (Pers.: Fr) S. F. Gray Robusta amanita dal cappello rossastro, rosso-brunastro, rivestito di piccole scaglie acute che si stagliano sul fondo per il loro colore grigio, grigio-rosato; anello carnoso, ampio e a gonnellino, striato sulla faccia esterna e posizionato in alto sul gambo; gambo che si allarga verso la base quasi bulbosa, bianco in alto e poi sfumato di rosa scendendo verso la base. La carne è biancastra ma tende ad arrossarsi nelle ferite e nelle contusioni. La volva non è ben visibile: il velo generale alla base si frammenta fin da giovane, lasciando alla base del gambo soltanto residui in forma di protuberanze più o meno accentuate. Contiene tossine termolabili. Dal TUTTO FUNGHI pag. 360: "Pur trattandosi di un buon commestibile, aromatico e delicato, non deve mai essere consumato in preparazioni che non ne garantiscano adeguata cottura; alla griglia risulterebbe quasi crudo nelle parti interne, con conseguente grave rischio di intossicazioni con sindrome emolitica." Sotto Cerro, nel Bosco ai Ronchi; San Piero a Sieve. Un primordio che si sta sviluppando in questo Novembre ricco di nascite
  3. Amanita pantherina (De Cand.: Fr.) Krombh. L'anello alto sul gambo indica che l'esemplare è giovane Striatura all'orlo del cappello Volva circoncisa
  4. Amanita pantherina (De Cand.: Fr.) Krombh. Fungo ubiquitario, assai comune. Molto velenoso. Cresce isolato o fortemente gregario, da giugno-luglio a novembre, al margine o nei boschi di aghifoglie e latifoglie; spesso invasivo. Caratterizzato dalla presenza di un anello posto nella parte medio-bassa del gambo, dalla volva aderente al bulbo, circoncisa e dissociata in due o tre cercini più o meno paralleli ed evidenti. Amanita simili possono essere: A. gemmata (ma con cappello giallo o giallo-ocraceo e non bruno), A. franchetii (che però ha velo generale giallastro e non bianco: quindi presenta verruche gialle sul cappello al contrario dell’A. pantherina che le presenta decisamente bianche; ha inoltre volva non circoncisa ma dissociata in fioccosità giallastre), A. rubescens (con l’anello a gonnellino e posto molto in alto sul gambo, con colori bruno-rossastri e con carne che vira al rossastro a contatto con l’aria mentre la carne di A. pantherina è bianca immutabile; ha infine volva non circoncisa ma dissociata in fioccosità rossastre) Come per Amanita muscaria può considerarsi “spia del porcino” perché ha lo stesso habitat. Dal TUTTO FUNGHI pag. 356: “Velenoso, talora mortale. Provoca avvelenamento di tipo neurotropico simile, ma più grave, a quello provocato dall’Amanita muscaria . I sintomi compaiono da trenta minuti a tre ore dopo l’ingestione. I principi tossici colpiscono prevalentemente il sistema nervoso centrale.” Sotto Cerro, nel Bosco ai Ronchi; San Piero a Sieve
  5. Amanita citrina (Schaeffer) Persoon Sotto Cerro, nel Bosco ai Ronchi; San Piero a Sieve Particolare dell'anello
  6. Pseudoclitocybe obbata (Fr.) Singer Cappello imbutiforme con margine involuto, liscio, più o meno lucente, sericeo, e di un colore bruno-rossastro o bruno-cioccolato; lamelle brunastre anche a riflessi rosati. Il gambo è subconcolore al cappello o un po’ più chiaro, un po’ fibrilloso. Confondibile con Pseudoclitocybe cyathiformis che ha colori prevalentemente grigio ardesia, gambo con nette fibrille o striature biancastre che formano quasi un reticolo. Bosco ai Ronchi; San Piero a Sieve Colorazione del cappello Imenoforo e apice del gambo
  7. Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer Bosco ai Ronchi; San Piero a Sieve Esemplari di grandi dimensioni
  8. Lepista nuda (Bull.: Fr.) Cooke Buon commestibile (dopo adeguata cottura!), dall’odore aromatico (spesso assai forte), gradevole e caratteristico; come le altre Lepista ha le lamelle che si possono separare, con una semplice pressione delle dita, dalla carne sovrastante. Colori che gravitano sul lilla-violetto (con eventuali sfumature bruno-rossastre in vecchiaia sul cappello) e che gli hanno valso il nome volgare di Agarico violetto; l’aggettivo nuda è invece riferito al rivestimento pileico liscio. Può confondersi con Lepista sordida: quest'ultima è però più esile, ha cappello meno carnoso e più igrofano, ha odore non aromatico ma piuttosto fungino-rancido, predilige ambienti erbosi antropizzati (parchi, giardini) mentre L. nuda è preferibilmente boschiva. In genere tutte le Lepista hanno la caratteristica di inglobare il substrato di crescita alla base del gambo ma L. nuda ne ingloba almeno il doppio, se non di più, rispetto alle altre specie. Dal TUTTO FUNGHI, pag 246: "Lepista nuda va raccolta con tempo asciutto, quando la carne non è intrisa d'acqua. Buono e saporito solo dopo adeguata cottura, è lievemente tossico da crudo per presenza di tossine termolabili." Bosco ai Ronchi; San Piero a Sieve
  9. Marasmiellus cfr. ramealis (Bull.: Fr.) Singer Piccoli cappelli dal diametro di pochi millimetri (raramente raggiungono i 2 cm di diametro) che adornano steli o ramoscelli secchi e più o meno marcescenti. La specie presenta un cappello con colore crema, un po’ più scuro al centro; lamelle spaziate, talvolta inserite in un collarium più o meno definito; gambo quasi sempre incurvato, all’apice biancastro poi sfumando al bruno-rosso verso la base, decorato da granulazioni o fioccosità biancastre soprattutto nella parte inferiore. La microscopia è comunque necessaria per distinguerlo con sicurezza da specie simili. Bosco ai Ronchi; San Piero a Sieve Fruttificazione su steli secchi e marcescente Particolari
  10. Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Moser Sotto Cerro, nel Bosco ai Ronchi; San Piero a Sieve Due esemplari con due differenti desquamazioni sul cappello che formano disegni diversi Il disegno “tradizionale” Il disegno che esce dalla norma Particolare dell’anello dell’esemplare più piccolo Particolare dell’anello dell’esemplare più grande
  11. Boletus edulis Bull.: Fr. Zona delle Apuane; foto di Roberto Mignani
  12. Entoloma sp. Sotto Castagno; presso Arliano; Mugello Sporata rosa depositata su lamelle e apice del gambo
  13. Lepista sordida (Schum.: Fr.) Singer Lepista di media grandezza, con cappello poco carnoso, liscio e glabro di colore variabile dal grigio-lilla al grigio-violetto, più scuro al centro. Il margine è acuto, a lungo un po’ involuto e poi disteso e si può presentare sia liscio che striato per trasparenza. Lamelle fitte e larghe, all’inizio biancastre, poi rosate fino al violetto a maturità. Carne dall’odore forte e composito (fungino con nota rancida e farinosa) e sapore dolciastro. Cresce in autunno ma si può reperire anche in primavera; in parchi, giardini o boschi con substrato ricco di detriti di sostanze organiche. Confondibile con Lepista nuda che ha taglia e carnosità maggiori, con cappello dal colore violetto carico (almeno nei giovani esemplari; poi tende a scolorirsi al bruno-lilla) e con odore aromatico (spesso assai forte) gradevole e caratteristico. Sotto Pino; presso Arliano; Mugello Altro esemplare, sotto Castagno. Lamelle facilmente asportabili
  14. Panaeolus rickenii Hora Può crescere terricolo o fimicolo sia nelle radure boschive di latifoglia sia nei prati o nei pascoli. Caratterizzato dal cappello campanulato-parabolico con colorazioni scure (dal bruno al bruno-vinoso al bruno-rossastro); dal gambo esile e slanciato, cilindrico, cosparso di pruina bianca per tutta la sua lunghezza, su fondo vinoso scuro; carne esigua con colore ocra-vinoso e senza odori particolari. Gli è simile Panaeolus acuminatus che, macroscopicamente, mostra un cappello con papilla acuta al centro; le differenza microscopiche sono tuttavia minime e riguardano la misura sporale. In base a ciò molti Autori considerano le due specie sinonime. Su terreno; bosco misto; presso Arliano; Mugello Particolare dei cappelli Il gambo coperto di pruina bianca Le lamelle tipiche dei Panaeolus: marezzate (o papillonacee) a causa della maturazione delle spore nerastre che non avviene contemporaneamente su tutta la superficie lamellare
  15. Galerina cfr. marginata (Batsch) Kühner Dal TUTTO FUNGHI, pag. 417: “Nasce tipicamente su legno, sia di latifoglia che di conifera, con una preferenza per quest’ultima. Specie cosmoplita distribuita più o meno uniformemente in tutto l’emisfero boreale; nei nostri boschi è possibile rinvenirla da fine estate fino alla fine dell’autunno, dalla collina alla montagna. Velenoso mortale, causa la stessa sindrome della più conosciuta Amanita phalloides. Vari studi hanno infatti rilevato una considerevole quantità di amatossine, molecole responsabili della sindrome falloidea, causa di una grave intossicazione epatica spesso a esito mortale. Uno studio recente (2004) ha rilevato che negli ultimi vent’anni, su più di duemila casi di intossicazione da amatossine tra Europa e nord America, sono stati pochissimi quelli ascrivibili al consumo di Galerina marginata e relativo Gruppo. Questo si può spiegare soprattutto per l’aspetto poco invitante e spesso poco evidente di questi funghi e non per la poca carica tossica che, in alcuni casi, risulta essere maggiore addirittura di quella dell’Amanita phalloides. La piccola taglia, i cromatismi bruno-aranciati, la presenza di un anellino, l’odore di farina, la sporata color ruggine e la crescita su legno, sono caratteristiche sufficienti per il riconoscimento e utili quindi a scoraggiare il raccoglitore dal consumo di questa specie mortale. La confusione più pericolosa è sicuramente quella con una specie commestibile, Kuehneromyces mutabilis, anch’essa con sporata rugginosa. Questa si presenta mediamente più grossa e carnosa, munita di una vera e propria armilla al di sotto della quale il gambo presenta piccole squamette rialzate; non presenta inoltre odore farinoso ma fungino e ha una crescita solitamente cespitosa a differenza di Galerina marginata che non presenta quasi mai la base dei gambo appressata.” La microscopia è necessaria per delimitare Galerina marginata da specie congeneri simili e ugualmente tossiche. Bosco misto; presso Arliano; Mugello Particolari ravvicinati; cappello igrofano, striato per trasparenza. L’anellino aderisce al gambo e diventa color ruggine grazie alle spore che vi si depositano sopra Imenoforo con lamelle dal filo biancastro Particolare del cappello igrofano: nella zona più umida (verso il margine) il cappello mostra per trasparenza le striature prodotte dalle lamelle sottostanti; nella parte ormai asciutta (al centro) la carne perde la trasparenza e il cappello appare opaco e crema-bianchiccio
  16. Pseudoclitocybe cyathiformis (Bull.: Fr.) Singer Cappello decisamente imbutiforme con margine involuto; da grigio-bistro a color ardesia-fuligginoso con sfumature brunastre; superficie pileica con fini fibrille radiali concolori. Lamelle adnato-decorrenti di colore grigio-beige pallido. Gambo striato da fibrille chiare su fondo poco più chiaro del cappello. Odore cianico, simile a quello di Clitocybe gibba (imbutino). Confondibile con Pseudoclitocybe obbata che presenta cappello liscio e di un colore bruno-rossastro o bruno-cioccolato, con lamelle brunastre anche a riflessi rosati, odore subnullo. Bosco misto con prevalenza di Quercia; presso Arliano; Mugello Per intero; gambo un po' clavato Le lamelle Particolare del gambo
  17. Mycena sp. Crop su lamelle e lamellule; visibili alcuni basidi e/o cistidi che ne punteggiano le superfici
  18. Mycena sp. Bosco misto; presso Arliano; Mugello
  19. Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer Dall’odore forte, aromatico e “tipicamente da... Clitocybe nebularis” Dal TUTTO FUNGHI pag. 216: “E’ stato per anni il fungo più raccolto e commercializzato in Italia, ma la sua tossicità è stata ormai dimostrata con certezza ed è stato cancellato dalle liste dei funghi commercializzabili. Purtroppo viene ancora raccolto e spetta solo ai fungaioli rendersi consapevoli del rischio ed evitare di raccoglierlo e consumarlo. Può essere confuso con Entoloma lividum, velenoso, che può crescere nel medesimo habitat. La principale differenza va ricercata nel colore delle lamelle dei soggetti maturi: queste sono giallastre in C. nebularis e rosa carico in E. lividum, oltre all’odore forte e caratteristico in C. nebularis, deciso di farina fresca in E. lividum.” Bosco misto; presso Arliano; Mugello
  20. Marasmius oreades (Bolt.: Fr.) Fr. Chiamato volgarmente “gambesecche” per la caratteristica tenacità del gambo (pieno e quasi legnoso). Ottimo commestibile... per i raccoglitori pazienti, viste le sue piccole dimensioni. Igrofano, con cappello color ocra-isabella a secco, brunastro a tempo umido; lamelle libere, rade, larghe e sinuose; odore gradevole come di mandorle amare (dovuto alla presenza di infinitesime tracce di acido cianidrico, che non pregiudicano la sua ottima commestibilità) e sapore dolciastro che ricorda la nocciola. Gli è simile Marasmius collinus (dalla commestibilità non del tutto accertata e quindi sconsigliabile) che si distingue macroscopicamente per il gambo più esile e meno tenace, fistoloso o più o meno cavo, per la carne dall’odore poco gradevole (con componenti agliacee o di gomma-caucciù o di Scleroderma), per le lamelle più fitte. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 274: “È una specie che ha la capacità di essere reviviscente: la carne secca fatta rinvenire con l’acqua riprende la sua consistenza originale, mantenendo il suo profumo, il sapore e le caratteristiche organolettiche.” Su prato, verso Arliano; Mugello. Esemplari già essiccati sul posto
  21. Amanita citrina (Schaeffer) Persoon Bosco di Quercia; presso Arliano; Mugello
  22. Hygrophorus russula (Schaeff.) Kauffman Cappello con cuticola color rosso vinoso o rosso lampone; tale colore è dovuto alle fibrille rosso-vinoso porpora innate e riunite a mazzetti, che nascondono quasi completamente il fondo dal colore bianco-avorio. Particolare
  23. Hygrophorus russula (Schaeff.) Kauffman
  24. Hygrophorus russula (Schaeff.) Kauffman
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