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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Alto Mugello; presso il Passo della Futa; 1100 metri Hygrophorus eburneus (Bull.: Fr.) Fr. var. eburneus Trovato sotto faggio, che costituisce il suo habitat tipico (anche se non esclusivo). H. eburneus può essere confuso con H. cossus per i caratteri morfocromatici. Di aiuto per la distinzione è l’odore (oltre che a particolari reazioni macrochimiche); l’odore di H. eburneus viene riportato anche come “odore di giacinto”; questi esemplari avevano un odore particolare, gradevole, misto tra floreale e acuto (come di buccia di limone) e ciò li dovrebbe distinguere da H. cossus che ha in genere odore sgradevole (come di formaggio di capra). Anche la sfumatura delle lamelle può aiutare: con tonalità rosate in H. eburneus; con tonalità bianco-grigiastre in H. cossus. Inoltre H. cossus ha un habitat prevalentemente presso quercia. H. eburneus var. quercetorum è una varietà che cresce in boschi di quercia ma non di faggio. Esemplari giovani, con cappello ancora emisferico
  2. Ritrovamenti regione Toscana - Mese di Novembre 2009 Elenco delle specie trovate e determinate; nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio; con * i messaggi con foto di microscopia Agaricus campestris L. Fr. (# 91) Agaricus praeclaresquamosus Freeman (# 93, 94) Amanita citrina (Schaeffer) Persoon (# 8, 120, 137) Amanita ovoidea (Bull.) Link (# 63-66) Amanita pantherina (De Cand.: Fr.) Krombh. (# 138, 139) Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link (# 4-7) Amanita rubescens (Pers.: Fr) S. F. Gray (# 140) Armillaria mellea (Vahl) P. Kumm. (# 88, 105-108) Boletus aereus Bull.: Fr. (# 153) Boletus edulis Bull.: Fr. (# 131) Boletus luridus Schaeff.: Fr. (# 150) Calvatia excipuliformis (Scop.: Pers.) Perdeck (# 27, 99, 100) Calvatia utriformis (Bull.: Pers.) Jaap (# 77, 78) Chroogomphus rutilus (Fr.) Massee (# 34, 35) Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer (# 122) Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer (# 135) Collybia butyracea (Bull.: Fr.) Kummer (# 53, 54) Collybia dryophila (Bull.: Fr.) Kummer (# 55, 56) Coprinus comatus (Müll.: Fr.) Pers. (# 9-11) Coprinus picaceus (Bull.: Fr.) Fr. (# 69-71) Cystoderma carcharias (Pers.) Fayod (# 72, 73) Daedaleopsis confragosa (Bolt.: Fr.) Schröter (# 12-15) Geastrum fimbriatum Fries (# 75, 76) Gyroporus castaneus (Bull.: Fr.) Quélet (# 152) Hydnum rufescens Pers. (# 147) Hygrophoropsis aurantiaca (Wulf.: Fr.) Maire (# 51, 52) Hygrophorus eburneus var. quercetorum (Orton) Arnolds (# 109, 110) Hygrophorus persoonii Arnolds (# 141, 142) Hygrophorus russula (Schaeff.) Kauffman (# 116-119) Inocybe geophylla var. lilacina Gillet (# 86) Lactarius blennius (Fr.: Fr.) Fr. (# 28, 29) Lactarius chrysorrheus Fr. (# 39, 40, 143) Lactarius deliciosus (L.: Fr.) S. F. Gray (# 46-48) Lactarius salmonicolor Heim & Leclair (# 30) Lactarius sanguifluus (Paulet) Fr. (# 149) Lactarius sanguifluus var. violaceus (Barla) Basso (# 41-45) Leccinum lepidum (Bouchet ex Essette) Quadraccia (# 151) Lepiota cristata (Bolt.: Fr.) Kummer (# 95-98) Lepista nuda (Bull.: Fr.) Cooke (# 134) Lepista sordida (Schum.: Fr.) Singer (# 129) Limacella guttata (Pers.: Fr.) Konrad & Maublanc (# 92) Macrolepiota excoriata (Schaeff.: Fr.) Wasser (# 113-115) Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Moser (# 23, 132) Macrolepiota mastoidea (Fr.: Fr.) Singer (# 49, 50) Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing. (# 21, 22, 62, 111, 112) Marasmius oreades (Bolt.: Fr.) Fr. (# 121) Mycena epipterygia s.l. (# 24, 25) Mycena galopus var. galopus (Pers.: Fr.) P. Kumm. (# 60, 61) Mycena pura (Pers.:Fr.) Kummer (# 16) Mycena rosea (Bulliard) Gramberg (# 17, 18, 57-59) Panaeolus rickenii Hora (# 128) Pseudoclitocybe cyathiformis (Bull.: Fr.) Singer (# 126) Pseudoclitocybe obbata (Fr.) Singer (# 136) Russula torulosa Bresadola (# 31-33) Stropharia caerulea Kreisel (# 36, 37, 89, 90) Suillus collinitus (Fr.) Kuntze (# 82-84) Tricholoma basirubens (Bon) A. Riva & Bon (# 103, 104) Tricholoma myomyces (Pers.: Fr.) Lange (# 74) Tricholoma saponaceum (Fr.: Fr.) Kummer (# 148) Tricholoma squarrulosum Bresadola (# 85, 145,146) Tricholoma sulphureum (Bull.: Fr.) Kummer (# 2, 3, 144) Tricholoma ustaloides Romagn. (# 79, 80) Xylaria hypoxylon(Linné) Greville (# 101, 102) Altri ritrovamenti: Entoloma sp. (# 130) Galerina cfr. marginata (Batsch) Kühner (# 127) Hebeloma cfr. crustuliniforme (Bull.) Quélet (# 87) Marasmius sp. (# 20) Mycena sp. (# 67, 68, 81, 123-125) Mycena cfr. inclinata (Fr.) Quél. (# 26) Oudemansiella sp. (# 19) Marasmiellus cfr. ramealis (Bull.: Fr.) Singer (# 133) ****************************************** Apro per il mese di Novembre al posto di Paolo. Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro
  3. Vallombrosa; 1100 metri; misto Faggio-Castagno Marasmius wynnei Berkeley & Broome Reperibile nei boschi di latifoglia o di aghifoglia, sulla lettiera delle radure. Cappello igrofano, striato, da bianco a grigiastro, con tonalità lilla-pallido a maturità. Lamelle rade, arrotondate o sublibere al gambo, di colore dal biancastro al grigio-lilla pallido, con filo concolore. Caratteristico è il gambo, lungo e cilindrico, un po’ attenuato in basso, pallido e un po' pruinoso all’apice ma, nella parte inferiore, colorato di bruno-rossastro o bruno-grigiastro Particolare dei gambi fascicolati, con alcuni primordi Imenoforo con lamelle strette e arrotondate al gambo Cappello igrofano, striato per trasparenza
  4. Vallombrosa; 1100 metri; misto Faggio-Castagno Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer Dall’odore forte, aromatico e “tipicamente da... Clitocybe nebularis” Dal TUTTO FUNGHI pag. 216: “E’ stato per anni il fungo più raccolto e commercializzato in Italia, ma la sua tossicità è stata ormai dimostrata con certezza ed è stato cancellato dalle liste dei funghi commercializzabili. Purtroppo viene ancora raccolto e spetta solo ai fungaioli rendersi consapevoli del rischio ed evitare di raccoglierlo e consumarlo. Può essere confuso con Entoloma lividum, velenoso, che può crescere nel medesimo habitat. La principale differenza va ricercata nel colore delle lamelle dei soggetti maturi: queste sono giallastre in C. nebularis e rosa carico in E. lividum, oltre all’odore forte e caratteristico in C. nebularis, deciso di farina fresca in E. lividum.”
  5. Hygrophoropsis aurantiaca (Wulf.: Fr.) Maire Imenoforo con le tipiche lamelle dicotomiche (a partire dal gambo si biforcano in due in modo progressivo)
  6. Vallombrosa; 1100 metri; su ceppa di Abete bianco Hygrophoropsis aurantiaca (Wulf.: Fr.) Maire Bella specie, non comune, presente sia sotto aghifoglia che latifoglia; cresce su lettiera in decomposizione. Caratterizzato da colori più o meno uniformi in ogni parte: giallo-arancio, arancio brillante, arancio-brunastro; può essere più pallido all’orlo del cappello. Lamelle nettamente decorrenti sul gambo, molto anastomosate tra loro, anche regolarmente dicotomiche; assenza di lamellule. La carne è giallastra ed ha odore di erba e sapore gradevole; è comunque considerato sospetto. Confondibile con Omphalotus olearius (sicuramente tossico) che tuttavia presenta lamelle con molte lamellule, è lignicolo (in particolare alla base di Olivo o di Quercia) e si presenta molto cespitoso (al contrario di H. aurantiaca che cresce isolata o, tutt’al più, gregaria). Ben più grossolana e improbabile la confusione con Cantharellus cibarius (con imenoforo a pliche o pieghe impossibili da scambiare con vere lamelle)
  7. Amanita citrina (Schaeffer) Persoon La volva circoncisa, con un netto solco tra l'orlo della volva stessa e il gambo Particolare dell'anello appena striato e posto nella parte superiore del gambo
  8. Vallombrosa; 1100 metri; misto Abete bianco-Faggio Amanita citrina (Schaeffer) Persoon Amanita molto comune sia in boschi di latifoglie che di aghifoglie. Dal TUTTO FUNGHI pag. 374: “Riconoscibile abbastanza agevolmente per il suo bulbo basale molto grosso ed evidente, la volva circoncisa, le placche sul cappello e il tipico odore di patate crude.”
  9. Ramaria sp. Primo piano degli apici dei rami
  10. Vallombrosa; 1100 metri; sotto Abete bianco Ramaria sp.
  11. Vallombrosa; 1100 metri; sotto Abete bianco Cantharellus cibarius (Fr.: Fr.) Fr. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 140: “Ottimo commestibile. Assieme ai Boletus del Gruppo Edules è il fungo più ricercato e consumato in tutta la penisola, trova forti estimatori che lo preferiscono nettamente al più nobile Porcino. Viene impiegato in cucina in svariati modi: trifolato, con le lasagne, nel risotto, oppure conservato sottolio o sottaceto. Se surgelato crudo tende ad assumere una sgradevole amarescenza: per tale motivo ne consigliamo la surgelazione dopo adeguata, quanto opportuna, precottura.”
  12. Tricholomopsis rutilans (Scaeff.: Fr.) Singer Imenoforo Particolare del cappello con le tipiche squamette
  13. Vallombrosa; 1100 metri; su tronchi di Abete rosso Tricholomopsis rutilans (Scaeff.: Fr.) Singer Bellissimo e inconfondibile fungo che cresce fascicolato o a gruppi presso ceppe di conifere (abeti e pini in preferenza). Il cappello (ampio fino a 15 cm di diametro) è caratterizzato da numerosissime e piccole squamette fibrillose di colore rosso-vinoso che lasciano intravedere il fondo giallo; tali squame sono più appressate al centro (a volte un po’ umbonato) che appare quindi quasi scaglioso e di un colore rosso-vinoso scuro. Colpisce in particolare il contrasto cromatico tra il rosso-vinoso (su fondo giallo) del cappello con il giallo vivo (quasi dorato o giallo-zolfo) delle lamelle. Pure il gambo è giallo ma un po’ decorato da striature rossastre, fugaci; con evidente “stacco” cromatico bianco-giallino all’apice.
  14. Mycena pura (Pers.:Fr.) Kummer
  15. Vallombrosa; 1100 metri Calocera viscosa (Pers.: Fr.) Fries Un bel fungo coralloide, molto comune su legno guasto di conifere. I suoi colori ruotano attorno al giallo (giallo oro, giallo cromo, giallo tuorlo) e ravvivano il sottobosco. Un’altra Calocera, questa crescente su legno marcescente di latifoglie e meno comune, è C. cornea: stessi colori ma di dimensioni più minute, gregaria ma che si presenta come unico rametto affusolato che finisce con una punta (raramente forcata). Dal TUTTO FUNGHI, pag. 140: “Pur essendo morfologicamente di aspetto simile alle specie dei Generi Ramaria e Clavaria, per le sembianze che ricordano gli alberi, Calocera viscosa possiede dei caratteri specifici: la crescita su legno, la vischiosità gelatinosa dei rametti, l’assenza di carne alla base del carpoforo, la differenziano fortemente da tali specie. La sua carne, dapprima elastica, in vecchiaia non marcisce ma si secca diventando dura come un corno.”
  16. Albatrellus cristatus (Schaeff.: Fr.) Kotlaba & Pouzar Imenoforo Particolare dei pori
  17. Vallombrosa; 1100 metri Albatrellus cristatus (Schaeff.: Fr.) Kotlaba & Pouzar Di solito si presenta gregario e con più esemplari cespitosi similmente ad altri Albatrellus. Si fa riconoscere dai suoi congeneri per il cappello un po’ scaglioso-areolato, dai colori brunastri con evidenti sfumature verdi-olivacee e per l’imenoforo dal bianco al giallo-verdastro fino al verde a maturità; caratteristica è la colorazione rosata che la superficie poroide assume dopo l’essiccazione. Il gambo è corto e tozzo, feltrato e ricoperto in gran parte dai tubuli decorrenti. È una specie terricola, autunnale, non molto comune, dei boschi di latifoglie o misti. Può essere confuso con i più comuni A. confluens e A. ovinus che hanno cappello privo delle tonalità verdognole (tutt’al più si può presentare giallastro il cappello di A. ovinus)
  18. Vallombrosa; 1100 metri; su tronco marcescente di Abete bianco Pseudohydnum gelatinosum (Scop.: Fr.) Karsten Specie inconfondibile per i suoi caratteri principali: carne elastica, gelatinosa, trasparente o traslucida; superficie sterile di colore variabile: da bianco puro fino a completamente bruno; imenoforo composto da aculei conici, gelatinosi, biancastri o traslucidi. Habitat su legno marcescente di conifere. La forma generale ricorda una piccola mensola o una conchiglia più o meno dimidiata con un piccolo gambo laterale; è specie di dimensioni ridotte (al massimo 5-6 cm di larghezza). Microscopicamente presenta i basidi settati longitudinalmente, ognuno dei quali reca quattro sterigmi assai lunghi. Ciò la accomuna, per esempio, più con il Genere Tremella che con il Genere Hydnum a cui il nome generico fa riferimento unicamente per l’imenoforo ad aculei.
  19. Hypholoma sublateritium (Fr.) Quélet Imenoforo
  20. Secchieta; 1300 metri; sotto Faggio Hypholoma sublateritium (Fr.) Quélet Carne amara; velenoso (a tossicità costante). Nella foto sono evidenti i residui del velo parziale depositati come placchette biancastre al margine del cappello; sono residui effimeri: infatti gli esemplari più maturi non li presentano più. Confondibile con l’altrettanto velenoso H. fasciculare (anch'esso con carne amara) che ha però lamelle giallo-verdastre e non gialline-grigiastre e poi grigio-olivastre come in H. sublateritium; inoltre H. sublateritium ha colorazioni del cappello e della base del gambo quasi rosso-mattone o rosso-arancio (con centro pileico più brunastro), mentre H. fasciculare ha colori da giallo-arancio a giallo-zolfo (con centro pileico arancio-bruno). Da giovane H. fasciculare si può presentare con colorazioni pileiche arancio-rossastre più o meno intense: in tal caso può aumentare la possibilità di confondere le due specie, che comunque non sono utilizzabili a fini culinari. Possibile anche la confusione con H. capnoides (tipico di conifera e commestibile con riserva) che però ha carne dolce, lamelle grigio-violette (mai giallo-verdine) e colorazioni generali su toni più caldi (giallo-aranciati, giallo-ocracei). In definitiva gli Hypholoma è meglio fotografarli ma lasciarli sul posto! Dal TUTTO FUNGHI pag. 426: “Hypholoma sublateritium è l’Hypholoma che raggiunge la taglia maggiore e con i colori più accesi. In modo particolare i giovani esemplari, dal colore rosso acceso del cappello, si fanno notare in tutta la loro bellezza; è facile poi che le piogge o la vecchiaia portino a una decolorazione che può lasciare spazio a dubbi di determinazione. Lo scambio con Armillaria mellea può essere sempre evitato esaminando con cura tutte le parti del fungo.”
  21. Secchieta; 1300 metri; sotto Faggio Hydnum rufescens Pers. Hydnum di facile identificazione grazie ad alcune caratteristiche: la taglia mediamente piccola (con cappello al massimo di 6-7 cm di diametro), i colori del cappello relativamente vivaci (dal giallo-ocra all’arancio-fulvo più o meno carico), imenoforo con aculei non decorrenti sul gambo, carne leggermente amarognola. Raramente si presenta con esemplari concresciuti. Simile ma di taglia ben maggiore è il più noto “steccherino dorato” H. repandum caratterizzato dal colore pileico pallido (dal giallastro-beige al rosa-carnicino, raramente arancio chiaro), dal crescere sovente concresciuto con numerosi altri esemplari, dagli aculei nettamente decorrenti sul gambo, dalla carne dolce o leggermente amarognola negli esemplari vetusti, dall’odore fruttato gradevole; la confusione con H. albidum è scongiurata per il suo colore bianco candido nei giovani esemplari (giallastro a maturità o per contusione) e per i suoi aculei leggermente decorrenti.
  22. Secchieta; 1300 metri; sotto Faggio Hypholoma fasciculare (Huds.: Fr.) Kumm.
  23. Secchieta; 1300 metri; sotto Faggio Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing. Dal TUTTO FUNGHI pag. 310: “Non confonderlo con Chlorophyllum rhacodes, tossico, con squamule fortemente infisse nel derma del cappello (dette “a tegola”), con viraggio all’arancione e poi al brunastro della carne esposta, laddove corrosa o tagliata. È prudente non mangiare Macrolepiota il cui diametro sia inferiore a 8 cm per non confonderle con le Lepiota del Gruppo helveola, o altre velenose o mortali. Macrolepiota procera essendo uno dei colossi del bosco, difficilmente può essere confuso con le piccole Lepiota. Per la misura si fa riferimento al fungo adulto e quindi con il cappello completamente aperto.” Giovane esemplare ancora nella forma di "mazza di tamburo"
  24. Secchieta; 1300 metri; sotto Faggio Clavariadelphus cfr. pistillaris(L.) Donk In Europa esistono diverse specie simili nel Genere Clavariadelphus, distinguibili tra loro per la diversa reazione all’idrossido di potassio (KOH) che va ad integrare altre osservazioni come quelle riguardanti il sapore della carne e l’habitat. C. pistillaris ha colori giallo-ocra pallido o giallo-arancio; cresce sotto latifoglia (soprattutto presso Faggio, ma non esclusivamente); ha carne da dolce ad amarognola; ha reazione nulla al KOH. C. flavoimmaturus è un suo sosia a carne amara, con colori più accesi negli esemplari giovani: da giallo vivo a giallo limone; e cresce soprattutto presso Leccio (ma non esclusivamente); ha reazione arancio carico al KOH. C. xanthocephalus cresce sotto Nocciolo e Ontano e presenta reazione negativa (o appena aranciata) al KOH. C. helveticus è di colore bianco ed è legato al Peccio. C. truncatus ha carne dal sapore dolce e una reazione di colore rosso al KOH; ha apice sovente tronco e cresce prevalentemente sotto conifera. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 181: “I funghi del Genere Clavariadelphus sono comunemente chiamati Mazze d’Ercole per la loro forma a clava; la loro curiosa forma e bellezza ha da sempre attratto i cercatori.” In foto probabile C. pistillaris con carne da dolciastra a leggermente amarognola; data la non decisiva prova del sapore (troppo soggettiva e troppo sovrapponibili le due sensazioni amarognolo-amaro) la sicurezza per evitare l'equivoco con C. flavoimmaturus sarebbe venuta solo con il controllo della macroreazione al KOH.
  25. Amanita muscaria (L.: Fr.) Hooker Primo piano della volva dissociata in fioccosità verrucose Primordio e volva
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