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2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Amanita franchetii (Boud.) Fayod Con primordio Verruche del cappello -
2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Amanita caesarea (Scop.: Fr.) Pers. La presenza del parassita Mycogone rosea Link è evidente soprattutto nella volva di questo esemplare sezionato; l'odore generale, inoltre, era di uovo marcio, molto sgradevole -
2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Amanita caesarea (Scop.: Fr.) Pers. Dal TUTTO FUNGHI pag 348: “Questo fungo ama in particolare i siti soleggiati e caldi, con esposizione a sud, in particolare radure e aperture boschive. Per l’insieme delle situazioni descritte non è raro trovarlo ai margini dei sentieri boschivi più aperti e soleggiati. Spesse volte può essere parassitato da un ifomicete (fungo che cresce parassita su altro fungo): si tratta di Mycogone rosea che riveste la superficie di Amanita caesarea con una sorta di muffa rosa; in questi casi si sconsiglia tassativamente la raccolta e il consumo degli esemplari interessati dal processo di parassitismo.” Appena usciti dall' "uovo" -
2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Boletus satanas Lenz Viraggio leggero alla sezione, anche dopo qualche minuto (l'esemplare era già vecchio e i vermi la facevano da padrone) -
2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Boletus satanas Lenz Imenoforo con pori piccoli e rotondi; arancio-rosso ma più gialli al margine. Blu alla pressione -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Boletus satanas Lenz Gambo giallo nella parte superiore; poi rosso, rosso-viola nella parte centrale. Reticolo evidente nei due terzi superiori -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Boletus satanas Lenz Dal TUTTO FUNGHI pag 568: “Il nome altisonante ha certamente contribuito a dargli nel corso del tempo la nomea del Boletus tossico per antonomasia; in realtà la sua velenosità dopo cottura non è delle più importanti tra quelle esistenti in natura: certamente da respingere anche se è corretto ricordare che sono ben altre le specie velenose. Le tonalità biancastre del cappello, le notevoli dimensioni, il particolare viraggio della carne (bianco-giallastra che vira debolmente all’azzurro alla sezione, in modo disomogeneo e distribuito a settori) e lo sgradevole odore che emana a maturazione, lo rendono difficilmente confondibile con gli altri Boletus della stessa Sezione; l’unico con vaga somiglianza è Boletus rhodoxanthus che, pur presentando analoghi colori biancastri sul cappello, si distingue facilmente per taglia decisamente inferiore, viraggio della carne solo nel cappello, carne giallo cromo, gambo non obeso.” -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
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2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod Lamelle decorrenti Superficie del cappello percorsa da fibrille -
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Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod Specie altamente coreografica per i suoi colori brillanti e uniformi su cappello e gambo: di solito arancio o giallo-arancio fino a fulvo, bruno-rosso anche se può presentarsi anche bruno scuro. Le lamelle sono molto fitte e molto decorrenti sul gambo, intercalate da lamellule, con colori dal giallo-oro al giallo-arancio e sempre con tonalità più giallastre rispetto al cappello. Cresce cespitoso alla base o sulle radici di latifoglie, prediligendo piante come il Leccio, l’Olivo (da cui il nome), la Quercia; le sue dimensioni sono anche ragguardevoli potendo raggiungere un diametro pileico di 20 cm. Ha la caratteristica di essere bioluminescente. È specie tossica. Confondibile con Hygrophoropsis aurantiaca che preferisce le conifere, non è cespitosa, è di colori più aranciati e, soprattutto, ha imenoforo privo di lamellule e con le lamelle aventi tendenza a biforcarsi. Dal TUTTO FUNGHI, pag 492: “Specie tipo del Genere Omphalotus, termofila, molto diffusa nell’area mediterranea, può essere saprotrofa ma prevalentemente è parassita: spesso la ritroviamo affiorante dal suolo, apparentemente terricola, ma basta scavare leggermente sotto il gambo per trovare la radice o il legno che gli fa da substrato. La bioluminescenza di questa specie è provocata da alcuni pigmenti presenti nelle lamelle. Dobbiamo dire che il fenomeno non è sempre riscontrabile e che per manifestarsi ha bisogno del buio totale. Questo fungo ha anche un’altra caratteristica: se manipolato macchia le mani di arancione.” -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Lycoperdon pyriforme Pers.: Persoon Laddove gli aculei più grandi sono caduti, restano evidenti le tipiche areolature -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Lycoperdon perlatum Pers.: Persoon È tra le “vescie” quella più facile da incontrare essendo ubiquitaria, terricola ma non di rado reperita su residui legnosi in decomposizione e, raramente, su pigne. Gli aculei conici (alti fino a 2 mm soprattutto all’apice dell’esoperidio) sono contornati alla base da piccole verruchine o da aculei più tozzi che permangono anche dopo la caduta degli aculei più grandi: ne risulta una caratteristica areolatura a maglie pseudo-poligonali. Commestibile, come le sue congeneri, quando la gleba è ancora perfettamente bianca. Dal TUTTO FUNGHI, pag 593: “Si tratta di una specie polimorfa ma, nel contempo, molto costante nel presentare aculei conici. Questa caratteristica è davvero la più importante per una corretta determinazione ed è apprezzabile anche in esemplari vetusti, laddove si possono individuare le cicatrici circolari lasciate dopo la caduta degli aculei. Benché non sia tossico dal punto di vista alimentare, si ritiene utile citare un’allergia presente in letteratura medica, chiamata Lycoperdonosi. Si tratta di una polmonite allergica dovuta all’inalazione, fortuita o voluta, di buone quantità di polvere sporale.” -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
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Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Lycoperdon echinatum Pers.: Fr. Splendida specie di Lycoperdon con gli aculei che possono raggiungere anche i 7 mm di altezza; tali aculei sono inizialmente saldati tra di loro formando evidenti strutture piramidali compatte; in seguito gli aculei si dividono alla base ma restano uniti alle punte in fascetti più o meno numerosi. Verso la base la lunghezza degli aculei va via via diminuendo. A piena maturità gli aculei tendono a cadere lasciando ben visibile l’esoperidio nudo, caratteristicamente cosparso di areole più o meno circolari. La gleba è inizialmente bianca per assumere a maturità colorazione bruno scuro, bruno-cioccolato con tonalità anche lilacine. L’habitat è generalmente presso latifoglie (Faggio, Castagno, Quercia) e più raramente presso Pino. La specie più vicina è Lycoperdon nigrescens in cui, però, gli aculei sono più bassi e la gleba a maturità è bruno-olivastra. Dal TUTTO FUNGHI, pag 590: “È il Lycoperdon con l’ornamentazione più lussureggiante e vistosa, tanto da farlo assomigliare a un riccio di castagno. Questa caratteristica è pressoché unica tra le Lycoperdaceae europee, e pertanto la più determinante.” Aculei via via più corti spostandosi verso la base Gleba matura con colorazione bruno-cioccolato a tonalità lilacina -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Clitocybe odora (Bull.: Fr.) Kummer Caratteri principali: odore forte e persistente di anice e colorazione dal grigio-verde al verde-azzurro al verde scuro, per assumere colorazioni più smorte in vecchiaia. Dimensioni medio-piccole con cappello che raramente raggiunge gli 8 cm di diametro; ubiquitario. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 594: “Molto conosciuto e praticamente inconfondibile. Grazie al suo odore si può sentire la sua presenza ancor prima di vederlo. Per questo è facile da determinare anche se si presenta con colori molto sbiaditi o completamente grigi. Il verde è la componente principale del suo colore ed è una pigmentazione piuttosto rara tra i funghi. Il buon odore di anice ha favorito l’utilizzo di questo fungo per aromatizzare liquori e dolci, ma è pressoché inutilizzabile in cucina per la sua forte intensità; qualcuno pare sia riuscito a utilizzare il fungo con successo nella preparazione del gelato!” Esemplari con colore azzurro predominante Imenoforo -
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Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Entoloma lividum (Bull.) Quélet [= Entoloma sinuatum (Bull.: Fr.) Kumm.] Specie medio-grande dall’aspetto multiforme reperibile presso latifoglie con preferenza di Quercia e Faggio. Si può presentare con cappello da conico ad appianato, anche difforme e con gibbosità più o meno marcate, con margine da regolare a lobato e sinuoso; il gambo è anch’esso molto variabile nella forma: flessuoso, slanciato, cilindrico ma anche tozzo, obeso, claviforme, bulboso, di solito tipicamente incurvato alla base. Per il riconoscimento sul campo può essere d’aiuto la colorazione generale che verte su toni chiari più o meno uniformi: cappello (biancastro, color cenere, ocra, grigio-bruno chiaro) con riflessi sericei e munito di fini fibrille radiali; gambo (di solito biancastro con sfumature giallastre a maturità) pruinoso-fioccoso all’apice, e munito di fibrille sericee longitudinali. La carne è soda e compatta, con odore forte di farina o di noci acerbe in gioventù, per poi diventare rancido e disgustoso a maturità; con sapore analogo. Ancor più della colorazione occorre prestare attenzione alle lamelle che si presentano più o meno smarginate e poi libere al gambo, di colore crema all’inizio, poi rosa sempre più scuro fino a rosa-salmone alla sopraggiunta maturazione delle spore. La sporata è di un bel colore rosa carico. Questi caratteri dovrebbero essere sufficienti sia per inquadrare la specie sia per evitare la confusione con Clitocybe nebularis (lamelle bianche, più o meno decorrenti sul gambo, odore caratteristico ma non di farina) che è comunque specie ormai ritenuta sospetta di tossicità. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 380: “Tossico. Provoca disturbi gastrointestinali acuti e intensi, con possibili complicanze in relazione alla quantità ingerita. I francesi lo chiamano “le perfide” perché il suo aspetto invitante e il buon sapore e odore in gioventù possono indurre in tragico errore di superficialità il principiante che, attratto dall’aspetto gradevole, potrebbe raccoglierlo e incautamente consumarlo.” Lamelle gialle in gioventù; poi rosate a maturità Evidente sporata rosa -
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Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Boletus aestivalis (Paulet) Fr. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 556: “Nel periodo estivo e all’inizio dell’autunno il B. aestivalis in particolare viene invaso da larve anche quando si trova allo stadio di primordio. Questi insetti fanno parte principalmente di due famiglie di ditteri: la Famiglia Mycetophilidae e la famiglia Sciaridae. Questi piccoli insetti micetofili hanno la consuetudine di insediarsi nel luogo dove c’è la fungaia. Le femmine iniziano a penetrare nel terreno e raggiungono la base del fungo, deponendovi 50-70 uova che subito dopo si schiudono. Le larve iniziano a cibarsi della carne invadendo e fagocitando l’intero fungo; una volta compiuto il loro stadio di larva, si impupano in un bozzoletto e così il ciclo ricomincia per numerose generazioni annui.” -
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Amanita franchetii (Boud.) Fayod Verruche del cappello La volva con le tipiche fioccosità giallastre -
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Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Amanita franchetii (Boud.) Fayod Amanita relativamente rara, reperibile in boschi termofili di latifoglie (faggio, castagno, quercia). Potrebbe essere scambiata a prima vista per A. pantherina o per A. rubescens. Rispetto all’Amanita pantherina la contraddistinguono le verruche giallognole, il margine non striato, l’anello alto sul gambo, la volva aderente al bulbo e dissociata in piccole fioccosità giallastre (A. pantherina presenta verruche bianche, margine striato, anello basso sul gambo e volva circoncisa e dissociata in più cercini). Rispetto all’Amanita rubescens la contraddistinguono i colori sia esterni (mai con tonalità rosa-rossastre come in A. rubescens) che della carne (bianca, con tonalità gialline sotto la cuticola; contro l’arrossamento della carne in A. rubescens). Anche l’anello di A. franchetii presenta una caratteristica particolare: è striato superiormente (come in A. rubescens) ma ha l’orlo fioccoso e giallo. Particolare dell'anello con la striatura nella faccia superiore e con l'orlo giallo, fioccoso -
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Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Xerula radicata (Relhan) Dörfelt Tipica soprattutto del faggio; con la caratteristica di avere gambo lunghissimo rispetto al cappello: anche 15 (20) cm nella parte esposta all’aria e altrettanto nella parte sotterranea (da cui il nome); odore e sapore non caratteristici. Qui un esemplare non tolto dal terreno. Dal TUTTO FUNGHI pag. 290: “Oudemansiella pudens condivide lo stesso habitat, ha una forma molto simile, stesso gambo a lungo interrato con una specie di fittone, ma ha un cappello feltrato, mai vischioso, un gambo vellutato e sapore leggermente amaro.” -
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Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Boletus aereus Bull.: Fr. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 552: “Il colore del cappello può raggiungere tonalità scure più che negli altri Porcini, per arrivare a colorazioni praticamente nerastre. Il contrasto tra il bianco latteo dei pori e il bruno-nerastro del pileo è incredibilmente forte. Singoli individui raggiungono non di rado 1-2 Kg di peso, evento del tutto eccezionale per la maggioranza delle specie diffuse nella nostra penisola. Tra i Porcini è quello che con maggior frequenza ama crescere in coppia o in piccoli gruppi. Sovente gregario e associato con altri soggetti, regala sempre raccolti importanti.” Una piccola colonia di 5 esemplari gregari che si trovavano ben nascosti dalle foglie
