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2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
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2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
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2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Mycena haematopus (Pers.: Fr.) Kummer Al taglio del gambo essuda latice colorato (rosso-vinoso-bruno) come la simile M. sanguinolenta; una differenza macroscopica è il filo delle lamelle: lamelle prima biancastre poi rosate e con sfumature bruno-vinose ma con filo concolore in M. haematopus; lamelle rosate ma con il filo discolore: rosso-vinoso-bruno in M. sanguinolenta. Un’altra Mycena che essuda latice colorato è M. crocata che ha però gambo interamente liscio con base coperta di peluria bianco-giallastra (mentre M. haematopus ha gambo interamente ricoperto da pruina biancastra, oltre alla peluria basale) ed essuda copiosamente latice giallo-arancio da qualsiasi parte (cappello, lamelle, gambo). Dal TUTTO FUNGHI pag. 281: "Basta ferire leggermente il gambo con la punta di un coltellino o di una pinzetta per vedere questo fungo emettere una goccia di liquido rassomigliante, sia per densità che per colore, al sangue." -
2009.10 - Emilia Romagna - Tutor bonni
Alessandro F ha risposto alla discussione di bonni in Funghi trovati Anno 2009
Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Amanita pantherina (De Cand.: Fr.) Krombh. Fungo ubiquitario, assai comune. Molto velenoso. Cresce isolato o fortemente gregario, da giugno-luglio a novembre, al margine o nei boschi di aghifoglie e latifoglie; spesso invasivo. Caratterizzato dalla presenza di un anello posto nella parte medio-bassa del gambo, dalla volva aderente al bulbo, circoncisa e dissociata in due o tre cercini più o meno paralleli ed evidenti. Amanita simili possono essere: A. gemmata (ma con cappello giallo o giallo-ocraceo e non bruno), A. franchetii (che però ha velo generale giallastro e non bianco: quindi presenta verruche gialle sul cappello al contrario dell’A. pantherina che le presenta decisamente bianche; ha inoltre volva non circoncisa ma dissociata in fioccosità giallastre), A. rubescens (con l’anello a gonnellino e posto molto in alto sul gambo, con colori bruno-rossastri e con carne che vira al rossastro a contatto con l’aria mentre la carne di A. pantherina è bianca immutabile; ha infine volva non circoncisa ma dissociata in fioccosità rossastre) Come per Amanita muscaria può considerarsi “spia del porcino” perché ha lo stesso habitat. Dal TUTTO FUNGHI pag. 356: “Velenoso, talora mortale. Provoca avvelenamento di tipo neurotropico simile, ma più grave, a quello provocato dall’Amanita muscaria . I sintomi compaiono da trenta minuti a tre ore dopo l’ingestione. I principi tossici colpiscono prevalentemente il sistema nervoso centrale.” -
2009.10 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha postato un topic nell'area Funghi trovati Anno 2009
Ritrovamenti regione Toscana - Mese di Ottobre 2009 Elenco delle specie trovate e determinate; nella parentesi a fine rigo il n° relativo al messaggio; con * i messaggi con foto di microscopia Agaricus praeclaresquamosus Freeman (# 22, 23) Albatrellus cristatus (Schaeff.: Fr.) Kotlaba & Pouzar (# 129, 130) Amanita caesarea (Scop.: Fr.) Pers. (# 9-12, 91, 189) Amanita citrina (Schaeffer) Persoon (# 138, 139, 161, 162) Amanita muscaria (L.: Fr.) Hooker (# 17-19, 113-115) Amanita ovoidea (Bull.) Link (# 6-8) Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link (# 75, 86, 87) Amanita vaginata s. l. (# 27, 28) Bolbitius vitellinus (Pers.) Fr. (# 72, 73) Boletus aestivalis (Paulet) Fr. (# 20) Boletus dupainii Boud. (# 52-54, 190, 198) Boletus edulis Bull.: Fr. (# 21, 119-122) Boletus lupinus Fr. (# 13, 14) Boletus regius Krombh. (# 117, 118) Boletus rhodopurpureus Smotl. (# 15, 16) Calocera viscosa (Pers.: Fr.) Fries (# 131) Calvatia utriformis (Bull.: Pers.) Jaap (# 51) Cantharellus cibarius (Fr.: Fr.) Fr. (# 135) Clitocybe gibba (Pers.: Fr.) Kummer (# 173, 174) Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer (# 142) Collybia butyracea (Bull.: Fr.) Kummer (# 155, 156) Collybia kuehneriana Singer (# 65-67, 74, 181, 182, 199) Cortinarius cfr. flexipes (Pers.) Fr. (# 187) Crepidotus mollis (Schaeff.) Staude (# 148, 149) Crepidotus mollis (Schaeff.) Staude (# 81-83, 84*) Cyathus striatus (Huds.: Pers.) Willdenow (# 55-58, 144) Cystolepiota seminuda (Lasch) Bon. (# 33) Daedaleopsis confragosa (Bolt.: Fr.) Schröter (# 175-179) Entoloma mediterraneense Noordel. & Hauskn. (# 80, 152) Fistulina hepatica (Schaeff.) With. (# 76, 196) Galerina marginata (Batsch) Kühner (# 192*, 193*) Gyroporus castaneus (Bull.: Fr.) Quélet (# 31, 32) Hapalopilus nidulans (Fr.) P. Karst. (# 180) Hydnum repandum L.: Fr. (# 157-160) Hydnum rufescens Pers. (# 125) Hygrophoropsis aurantiaca (Wulf.: Fr.) Maire (# 140, 141) Hygrophorus eburneus (Bull.: Fr.) Fr. var. eburneus (# 153, 154) Hygrophorus pudorinus (Fr.: Fr.) Fr. (# 107) Hypholoma fasciculare (Huds.: Fr.) Kumm. (# 42, 124) Hypholoma sublateritium (Fr.) Quélet (# 126, 127) Inocybe geophylla var. violacea (Pat.) Sacc. (# 150) Inocybe geophylla var. lilacina Gillet (# 171) Laccaria amethystina (Huds.) Cooke (# 111, 112) Lactarius controversus Pers.: Fr. (# 41) Lactarius salmonicolor Heim & Leclair (# 108, 109) Leccinum crocipodium (Letellier) Watling (# 35) Lepiota cristata (Bolt.: Fr.) Kummer (# 172) Lycoperdon echinatum Pers.: Fr. (# 88-90) Lycoperdon perlatum Pers.: Persoon (# 166-168) Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Moser (# 74) Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing. (# 123) Marasmius bulliardii Quélet (# 29, 30) Marasmius torquescens Quèlet (# 147) Marasmius torquescens Quélet (# 93-97, 98*-101*, 102-105) Marasmius wynnei Berkeley & Broome (# 143) Megacollybia platyphylla (Pers.) Kotl. & Pouzar (# 2, 92) Mycena haematopus (Pers.: Fr.) Kummer (# 39, 195) Mycena polygramma (Bull.: Fr.) S. F. Gray (# 188) Mycena pura (Pers.:Fr.) Kummer (# 48-50, 132) Mycena rosea (Bulliard) Gramberg (# 59, 60) Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod (# 36) Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin (# 77-79, 197) Psathyrella fulvescens (Romagn.) M.M. Moser ex A.H. Sm. (# 24, 25) Pseudohydnum gelatinosum (Scop.: Fr.) Karsten (# 128) Rugosomyces ionides (Bull.) Bon (# 3-5, 37) Russula lepida (Fr.: Fr.) Fr. (# 43, 44) Scleroderma polyrrhizum (Gmel. ex Persoon) Persoon (# 68, 151) Stropharia caerulea Kreisel (# 110) Trametes hirsuta (Wulfen) Pilát (# 185, 186) Trametes versicolor (L.: Fr.) Pilát (# 183, 184) Tricholoma album (Schaeff.: Fr.) Kummer (# 145) Tricholoma basirubens (Bon) A. Riva & Bon (# 69-71) Tricholoma columbetta (Fr.: Fr.) Kummer (# 45-47, 191) Tricholoma saponaceum (Fr.: Fr.) Kummer (# 106) Tricholoma scalpturatum (Fr.) Quélet (# 146) Tricholoma scalpturatum (Fr.) Quélet (# 85) Tricholomopsis rutilans (Scaeff.: Fr.) Singer (# 133, 134) Xerocomus armeniacus (Quél.) Quél. (# 34) Xerula radicata (Relhan) Dörfelt (# 163, 164) Xylaria hypoxylon (Linné) Greville (# 169, 170) Altri ritrovamenti: Clavariadelphus cfr. pistillaris (L.) Donk (# 116) Coprinus cfr. lagopus (Fr.) Fr. (# 62, 63) Coprinus cfr. plicatilis (Curt.: Fr.) Fr. (# 61) Cortinarius cfr. flexipes (Pers.) Fr. (# 187) Cortinarius sp. (# 64) Entoloma sp. (# 40, 194) Galerina sp. (# 38) Leucoagaricus cfr. macrorhizus (Locq.) ex E. Horak (# 26) Mycena cfr. polyadelpha (Lasch) Kühner (# 165) Ramaria sp. (# 136, 137) ***************************************** Apro per il mese di Ottobre al posto di Paolo. Buona raccolta e buone foto a tutti Alessandro -
2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
Boletinus cavipes (Klotzsch: Fr.) Kalchbrenner Giovani esemplari, con il velo ancora a protezione dell'imenoforo Gambo cavo anche nei giovani esemplari -
2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
Boletinus cavipes (Klotzsch: Fr.) Kalchbrenner Specie caratterizzata dalla cuticola feltroso-squamulosa molto variabile cromaticamente (da giallo-chiaro a giallo-oro, ocra-arancio, da rossastro a rosso-bruno; da ciò alcune varietà più o meno riconosciute); dalla tipica disposizione a raggiera dei pori ampi e angolosi; dal gambo cavo fin da giovane (da cui l’epiteto specifico); dalla presenza di una membrana concolore al cappello che aderisce al gambo inguainandolo per due terzi della sua altezza; dalla presenza nella parte alta del gambo di un anello fioccoso e pallido, residuo del velo marginale (cioè del proseguimento della cuticola che ha proliferato e che, debordando sotto il cappello, proteggeva le lamelle nei giovani); dall’habitat esclusivo presso Larice. Una eventuale confusione con Suillus lakei è scongiurata dall’habitat presso Abete di Douglas e dal gambo pieno; con colori simili può essere Suillus grevillei, anch’esso simbionte del Larice e munito di anello: ma è caratterizzato dal gambo pieno e dai pori piccoli e stretti; infine il Suillus bresadolae ha cuticola arancio-rossastra ma ha il gambo pieno, i pori non disposti radialmente e l’imenoforo che ingrigisce al tocco. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 510: “È commestibile ma dalle qualità organolettiche molto scarse vista la consistenza delle carni esigue e spugnose anche negli esemplari giovani. Il Genere Boletinus comprende specie simbionti del Larice caratterizzate da carne esigua, tubuli decorrenti sul gambo, difficilmente separabili dalla carne e poligonali. In Europa sono poche le specie che rappresentano questo Genere: Boletinus cavipes e Boletinus asiaticus, dai toni del pileo marcatamente rossastri e presente nelle regioni del Nord Europa.” Imenoforo Particolare dei pori -
2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
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2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
Lactarius deterrimus Gröger Caratteri salienti per la determinazione di questo Lactarius sono: habitat nelle foreste umide di Peccio; latice poco fluido e poco abbondante, di color carota (con viraggio dopo qualche decina di minuto all’arancio-rossastro), di sapore mite all’inizio, poi un po’ acre; cappello privo di zonature con colori dall’arancio intenso all’arancio-brunastro; gambo non scrobicolato, presto cavo, di colore arancio-giallastro, con alone anulare più pallido all’apice presso l’attaccatura delle lamelle; il caratteristico e netto inverdimento con l’età delle superfici del cappello e del gambo, così come tendono al verde-bruno le lamelle (originalmente arancio-giallognolo o arancio-rosa) dopo manipolazione. L’epiteto specifico deterrimus significa pessimo: sta ad indicare che, pur essendo specie commestibile, non è particolarmente adatta per uso culinario; è infatti il peggiore tra i cosiddetti “sanguinelli”, cioè i Lactarius a latice arancio-rossastro di sapore dolce. Dal TUTTO FUNGHI, pag 482: “Cresce abbondantemente, anche in colonie di numerosi esemplari, nei luoghi umidi e muscosi delle foreste di Abete rosso; tra i “sanguinelli” è certamente quello meno indicato all’uso gastronomico. Annovera molte specie simili tra di loro secernenti latice aranciato-rossastro: L. salmonicolor, commestibile, si distingue per la crescita sotto Abete bianco, per il non inverdimento dello sporoforo e per il cappello non zonato, di un arancio meno carico; L. deliciosus, buon commestibile, cresce sotto Pino e ha latice aranciato rossastro e cappello con zonature marcate; L. sanguifluus e L. semisanguifluus, crescenti anch’essi nelle Pinete e viranti al verdastro, si differenziano per il latice presto su tonalità rossastre, rosso sangue, rosso vinoso e per le proprietà organolettiche grate e meglio adatte al consumo. L. zonarius, L. zonarioides e L. acerrimus hanno il latice biancastro e il sapore nettamente pepato; L. fennoscandicus, sosia di L. deterrimus, ha il cappello distintamente zonato e di colore lilla-grigiastro, lilla-verdastro con toni grigiastri.” -
2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
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2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
Laccaria amethystina (Huds.) Cooke Specie assai facile da riconoscere quando si presenta con il suo cromatismo tipico: colori ametista in ogni sede! A tempo secco tali colori sbiadiscono notevolmente: in tal caso vengono in aiuto le lamelle ampiamente spaziate e spesse; le piccole dimensioni (cappello fino a non oltre i 5 cm di diametro e gambo slanciato, alto fino al massimo di 10 cm); la cuticola pileica opaca e leggermente feltrata, decorata da minuscole squamette depositate al centro; la carne esigua e viola chiaro nel cappello, fibrosa e biancastra nel gambo, con odore e sapore dolciastri e gradevoli; il gambo ben striato da fibrille longitudinali biancastre. È specie ubiquitaria. Dal TUTTO FUNGHI, pag 226: "L’identificazione sul campo è resa agevole per le sue caratteristiche morfocromatiche (dimensioni, portamento, colorazioni omogenee); un alquanto improbabile confusione con giovani e patiti Cortinarius violaceus si evita osservando la presenza di una cortina e di un bulbo alla base del gambo; la tossica Mycena pura presenta un cappello liscio, striato al margine per trasparenza, lamelle biancastre e solamente soffuse di violetto, odore e sapore nettamente rafanoide, oltre ad avere una consistenza completamente diversa. Tutti i funghi appartenenti al Genere Laccaria presentano colorazioni vivaci più o meno intense, anche in relazione alle condizioni di umidità presenti in ambiente: con clima secco tendono ad impallidire notevolmente perdendo quasi completamente la brillantezza dei cromatismi. L. amethystina è fungo tossico, responsabile di avvelenamenti di natura gastroenterica, indicato nella lista dei funghi a tossicità costante.” -
2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
Tricholoma orirubens Quélet Uno dei numerosi Tricholoma “grigi” la cui determinazione macroscopica sul campo non è sempre semplice; suo habitat preferenziale è il bosco di latifoglie, ma è reperibile anche presso conifere. È commestibile discreto. Per il riconoscimento di questa specie aiuta l’arrossamento in vecchiaia sia della superficie pileica che della carne o delle lamelle; tale arrossamento è percepibile anche qualche ora dopo la raccolta, con “tempi di attesa” che possono essere lunghi (anche un giorno dopo la raccolta). Direttamente sul campo e in presenza di esemplari giovani ci si può basare sulle sfumature bluastre alla base del gambo (tuttavia non sempre evidenti) che lo separano dal vicino Tricholoma basirubens (con base del gambo sempre sfumata di rosa; ma con lamelle mai arrossanti). Le squamette del cappello sono bruno-nerastre, più appressate al centro e più rade al margine e in ciò è molto simile al Tricholoma atrosquamosum; in tal caso viene in aiuto l’odore della carne: lievemente fruttato-farinaceo in T. orirubens ma aromatico, speziato-farinaceo (come di pepe macinato) in T. atrosquamosum. Pericolosa la confusione con il tossico Tricholoma pardinum: nei suoi esemplari tipici il T. pardinum possiede una cuticola pileica cosparsa di squame relativamente larghe, trapezoidali, disposte concentricamente, di colore bruno-scuro su fondo grigio cenere o grigio crema (le squamette di T. orirubens non hanno una disposizione concentrica e sono più piccole); ha lamelle bianco-crema con riflessi verdognoli o azzurrini; ha gambo di colore bianco-crema imbrunente alla base se manipolato o in vecchiaia; ha gambo carnoso, sodo e pieno (contro il gambo di T. orirubens che è pieno da giovane ma poi fibroso); ha portamento più massiccio e carnoso, raggiungendo dimensioni ragguardevoli con cappello che può avere diametro di 15 cm (contro le dimensioni medie di T. orirubens, con diametro pileico al massimo di 10 cm). Leggera sfumatura rosata nell'imenoforo; sfumature azzurrine nella parte inferiore del gambo -
2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
Aleuria aurantia (Persoon: Fries) Fuckel Ascomicete con forma di piccola coppa colorata che predilige terreno compatto e battuto (anche su strade sterrate, dal fondo compatto): imenoforo arancione carico, liscio; praticamente senza gambo; la parte sterile (a contatto con il terreno) è finemente farinosa e quasi dello stesso colore. Le può somigliare Caloscypha fulgens che ha imenoforo simile ma fruttifica in primavera ed ha superficie esterna con tonalità verdastre; altra specie simile è Sowerbyella rhenana che ha uno stipite ben delineato. Le specie somiglianti del Genere Melastiza hanno orlo e parte esterna provviste di brevi peli. -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
Pleurotus nebrodensis (Inzenga) Quél. Ottimo commestibile, è un Pleurotus reperibile sui prati di montagna in alcune zone del Trentino (nei pressi di Bellamonte e nell’Ampezzano) e in Sicilia sui Monti Nebrodi (da cui l’epiteto specifico); fruttifica sopra le radici o gli steli falciati di alcune specie di piante Ombrellifere (del Genere Laserpitium). La crescita su Laserpitium e il cappello di colore bianco-beige sporco, asciutto e un poco fibrilloso lo differenziano macroscopicamente dal più comune Pleurotus eryngii (di cui un tempo era considerato varietà) che fruttifica su residui di specie di Eryngium e ha capello di solito più scuro. Detto anche "Fungo di Bellmonte". Sullo sfondo un Lasepitium sulle cui radici tale fungo fruttifica Esemplare nato direttamente sullo stelo falciato di un Lasepitium -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
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Macrolepiota procera (Scop.: Fr.) Sing. Dal TUTTO FUNGHI pag. 310: “Non confonderlo con Chlorophyllum rhacodes, tossico, con squamule fortemente infisse nel derma del cappello (dette “a tegola”), con viraggio all’arancione e poi al brunastro della carne esposta, laddove corrosa o tagliata. È prudente non mangiare Macrolepiota il cui diametro sia inferiore a 8 cm per non confonderle con le Lepiota del Gruppo helveola, o altre velenose o mortali. Macrolepiota procera essendo uno dei colossi del bosco, difficilmente può essere confuso con le piccole Lepiota. Per la misura si fa riferimento al fungo adulto e quindi con il cappello completamente aperto.” -
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Russula nana Killerman È una Russula con sapore subito acre della carne, molto simile alla Russula emetica; ne differisce per le piccole dimensioni con un cappello che raggiunge al massimo i 4 cm di diametro, per il gambo tozzo e claviforme, bianco ma ingrigente, per il colore del cappello di un bel rosso vivo ma più scuro al centro e per l’habitat: cresce infatti anche decisamente gregaria nei prati alpini al di sopra del limite vegetazionale arboreo, tra i 2000 e i 2500 metri, spingendosi fino a quote di 2700 metri. Reperita su prato alpino a 2300 metri. -
2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
Hygrocybe virginea var. virginea (Wulfen: Fr.) P.D. Orton & Watling Reperita su prato a 2300 metri. Hygrocybe di piccole dimensioni con cappello viscido, gambo un po' untuoso ma molto meno viscido del cappello. Lamelle decorrenti, larghe, arcuate con forma quasi triangolare e con riflessi leggermente carnicini. Odore nullo con sapore lieve non ben catalogabile ma gradevole. Può confondersi con Hygrocybe berkeleyi che ha colorazioni crema-ocracee sulle lamelle ed è più robusta e carnosa; con H. russocoriacea che ha lo stesso portamento ma colorazioni ocra-giallastre e, soprattutto, un forte odore di “cuoio di Russia” (riconducibile anche all’odore della grafite o dell’olio di cedro. Particolare dell'imenoforo -
2009.09 - Trentino Alto Adige - Tutor Pietro Curti
Alessandro F ha risposto alla discussione di Pietro Curti in Funghi trovati Anno 2009
Hygrocybe splendidissima (P.D. Orton) M.M. Moser L’epiteto specifico la dice lunga sulla bellezza di questa Hygrocybe non molto comune e reperibile su prati e pascoli. Cappello da conico ad appianato a maturità, con umbone presente e più o meno acuto, con tonalità sul rosso (rosso-ciliegia, rosso-arancio, rosso-scarlatto) e con centro che si può decolorare al giallo-arancio; gambo sovente compresso e caratteristicamente canalicolato, irregolare, dalla superficie liscia e lardacea al tatto, più o meno concolore al cappello, con toni più giallognoli soprattutto alla base che può presentarsi anche biancastra. La carne si mantiene appena sotto le superfici esterne dello stesso colore delle superfici stesse, è gialla internamente, ma alla base del gambo è biancastra; di sapore non particolare, ha odore di miele all’essiccamento. Le sue dimensioni rilevanti per una Hygrocybe (con cappello fino a 9 cm di diametro e gambo alto fino a 10 cm) e i suoi cromatismi possono far ricordare l’altrettanto bella Hygrocybe punicea che possiede però gambo fibrilloso, quasi striato e asciutto con carne bianca all’interno del gambo e non presenta odore particolare. Più rassomigliante ancora per la lucentezza delle superfici e l’aspetto generale è l'Hygrocybe coccinea che ha tuttavia taglia molto più piccola e diverse caratteristiche microscopiche.
