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Alessandro F

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Tutti i contenuti di Alessandro F

  1. Amanita muscaria (L.: Fr.) Hooker Una parte del velo generale si è staccata e lascia intravedere la cuticola rosso-arancio del cappello
  2. Secchieta; 1300 metri; sotto Faggio Amanita muscaria (L.: Fr.) Hooker Esemplare di sinistra: con volva già formata e con cappello ancora globoso; le tipiche verruche bianche (dissociazione del velo generale) si formaranno tra non molto, cioè quando il cappello cominerà ad espandersi. Esemplare di destra: ancora in fase di primordio, con la caratteristica conformazione a "due palline sovrapposte"
  3. Laccaria amethystina (Huds.) Cooke Imenoforo con lamelle spaziate e spesse
  4. Secchieta; 1300 metri; sotto Faggio Laccaria amethystina (Huds.) Cooke Specie assai facile da riconoscere quando si presenta con il suo cromatismo tipico: colori ametista in ogni sede! A tempo secco tali colori sbiadiscono notevolmente: in tal caso vengono in aiuto le lamelle ampiamente spaziate e spesse; le piccole dimensioni (cappello fino a non oltre i 5 cm di diametro e gambo slanciato, alto fino al massimo di 10 cm); la cuticola pileica opaca e leggermente feltrata, decorata da minuscole squamette depositate al centro; la carne esigua e viola chiaro nel cappello, fibrosa e biancastra nel gambo, con odore e sapore dolciastri e gradevoli; il gambo ben striato da fibrille longitudinali biancastre. È specie ubiquitaria. Dal TUTTO FUNGHI, pag 226: "L’identificazione sul campo è resa agevole per le sue caratteristiche morfocromatiche (dimensioni, portamento, colorazioni omogenee); un alquanto improbabile confusione con giovani e patiti Cortinarius violaceus si evita osservando la presenza di una cortina e di un bulbo alla base del gambo; la tossica Mycena pura presenta un cappello liscio, striato al margine per trasparenza, lamelle biancastre e solamente soffuse di violetto, odore e sapore nettamente rafanoide, oltre ad avere una consistenza completamente diversa. Tutti i funghi appartenenti al Genere Laccaria presentano colorazioni vivaci più o meno intense, anche in relazione alle condizioni di umidità presenti in ambiente: con clima secco tendono ad impallidire notevolmente perdendo quasi completamente la brillantezza dei cromatismi. L. amethystina è fungo tossico, responsabile di avvelenamenti di natura gastroenterica, indicato nella lista dei funghi a tossicità costante.”
  5. Secchieta; 1300 metri; sotto Faggio Stropharia caerulea Kreisel Bella specie di Stropharia, caratterizzata dal colore verde-celeste-violetto del cappello, con chiazzature gialle a maturità; gambo concolore con anellino fugace; lamelle inizialmente chiare poi brunastre per la maturazione delle spore; filo lamellare fertile e quindi concolore alle lamelle o addirittura più scuro nel caso in cui la maturazione delle spore avvenga prima sul filo che sulla faccia della lamella. Di solito il gambo è ricco di ife rizomorfe. Habitat preferenziale sotto faggio, ma presente anche sotto conifere. Sua simile è S. aeruginosa con cappello dai toni blu-verdastri, con minori decolorazioni sul giallo e con presenza di residui velari biancastri; gambo con anello membranoso e abbastanza persistente; lamelle dal filo sterile e quindi sempre più biancastro rispetto alla faccia lamellare. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 425: “Il Genere Stropharia in Europa comprende una ventina di specie circa, con crescita terricola e lignicola, in alcuni casi fimicola, caratterizzate da carne omogenea, anello al gambo e sporata bruno-porpora-violacea.”
  6. Lactarius salmonicolor Heim & Leclair
  7. Vallombrosa; 1200 metri; sotto Abete bianco Lactarius salmonicolor Heim & Leclair Si tratta di uno dei Lactarius a latice colorato sui toni arancio-rosso. Si può distinguere dai suoi simili analizzando con attenzione alcune caratteristiche: habitat esclusivo sotto Abete bianco; assenza di macchie o sfumature verdastre; zonature concentriche sul cappello poco evidenti o assenti; latice da arancio a arancio-rossastro (virante al rosso-vinoso dopo qualche ora dalla frattura) dal sapore mite fino ad amarognolo; presenza sul gambo di scrobicoli più o meno allungati; il colore “salmone” su tutto lo sporoforo gli ha dato il nome. Nei boschi misti può essere confuso con L. deliciosus (che cresce sotto Pino; ha evidenti zonature concentriche sul cappello che di solito è di colore rosso-arancio; ha latice rosso-arancio dal sapore mite; presenta rare macchie verdi e limitatamente alle fratture), con L. deterrimus (che è esclusivo del Peccio; si macchia nettamente di verde in modo spontaneo fin da giovane), con L. semisanguifluus (che è esclusivo di Pino silvestre; ha cappello arancio più o meno incarnato che si macchia progressivamente di verde o di verde-bluastro; sul cappello ha zonature poco evidenti da giovane, più evidenti a maturità quando il cappello comincia ad assumere le tipiche sfumature verdastre; ha latice arancio che vira al rosso-vinoso dopo pochi secondi), con L. sanguifluus (che è esclusivo di Pino; presenta lamelle di colore lilla-vinoso, latice e carne immutabili di colore rosso-violacei o rosso scuro, senza toni arancio; cappello e gambo inverdenti leggermente e soprattutto nelle fratture).
  8. Vallombrosa; 1200 metri; sotto Abete bianco Hygrophorus pudorinus (Fr.: Fr.) Fr. Hygrophorus legato all’Abete bianco; può raggiungere taglie grandi con cappello fino a 15 cm e oltre di diametro. Tra le caratteristiche che aiutano nel riconoscimento, assieme all’habitat, vi è il colore del cappello su toni delicati (crema, isabella, rosa carne, rosa-arancio chiaro) con l’orlo più pallido; la presenza di esili fibrille radiali più scure sulla cuticola (visibili con una lente di ingrandimento); il cappello leggermente viscido a tempo umido; le lamelle da adnate a subdecorrenti, di colore dal biancastro al crema-rosato più accentuato nella parte a contatto col cappello; la carne biancastra nel gambo con tendenza ad ingiallire alla base, ma subconcolore alla cuticola nell’intero cappello; l’odore non gradevole della carne che varia dal resinoso all’odore di trementina all’odore simile a quello di Amanita phalloides, come di miele rancido o di fiori appassiti o marci; il sapore simile e un po’ acidulo. Nei boschi misti di Faggio e Abete bianco è confondibile con Hygrophorus poetarum che è esclusivo di Faggio ma presenta cappello biancastro con disco crema o rosa carnicino, carne bianca ma concolore al cappello appena sotto alla cuticola, odore forte, gradevole e balsamico, come di gelsomino o di cannella, definito come odore di “balsamo del Perù”. Lamelle bianco-crema, ma di colore rosa-crema nelle vicinanze del cappello
  9. Vallombrosa; 1200 metri; misto Abete bianco-Faggio Tricholoma saponaceum (Fr.: Fr.) Kummer Tricholoma di taglia medio-grande; con carne bianca, consistente, elastica-fibrosa nel cappello e tenace nel gambo con sfumature rosate alla sua base. Il sapore è amarognolo e l’odore ricorda quello del sapone, sapone di Marsiglia, acqua saponata, acqua di scarico di lavatrice, ecc. Camaleontico per i colori che può assumere il cappello: dal più tipico ocra grigiastro, grigio, grigio-olivastro al bruno-nerastro con sfumature bluastre, piombo, oppure ancora verdastro, o anche decolorato fin quasi al bianco in alcune forme, giallastro, con macchie rosa in vecchiaia. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 230: “Ubiquitario, molto diffuso nei boschi di latifoglie e aghifoglie, nei prati, spesso a gruppi anche concresciuti, dall’estate all’inizio dell’inverno. La caratteristica fondamentale per la determinazione è l’odore di sapone e il viraggio della carne al rosa specialmente nella parte bassa del gambo. È certamente uno dei funghi più belli da incontrare (anche se non è commestibile) a causa dei suoi cromatismi spesso stupefacenti e della sua taglia che può essere notevole in casi di particolare sviluppo. Sarebbe impossibile elencare tutte le varietà (spesso sovrapponibili) che sono state create per questo fungo, definito comunemente come “il trasformista” per la sua spiccata variabilità; elenchiamo quelle più comuni e accettate. La var. squamosum possiede il gambo di colore grigio, squamoso; la var. ardosiacum ha il cappello di colore blu-nerastro e gambo squamato dello stesso colore; la var. atrovirens presenta un cappello di colore verdastro scuro e gambo bianco. I principianti possono scambiarlo con Clitocybe nebularis che possiede però carne bianca immutabile con un odore molto tipico, forte, aromatico, considerato sgradevole da alcuni e lamelle adnate-decorrenti.” Variabilità cromatica del cappello
  10. Lycoperdon echinatum Pers.: Fr. Le areole (dai contorni scuri) che rimangono evidenti sull'esoperidio dopo la caduta degli aculei
  11. Lycoperdon echinatum Pers.: Fr.
  12. Faggeta presso il Passo della Futa Lycoperdon echinatum Pers.: Fr. Splendida specie di Lycoperdon con gli aculei che possono raggiungere anche i 7 mm di altezza; tali aculei sono inizialmente saldati tra di loro formando evidenti strutture piramidali compatte; in seguito gli aculei si dividono alla base ma restano uniti alle punte in fascetti più o meno numerosi. Verso la base la lunghezza degli aculei va via via diminuendo. A piena maturità gli aculei tendono a cadere lasciando ben visibile l’esoperidio nudo, caratteristicamente cosparso di areole più o meno circolari. La gleba è inizialmente bianca per assumere a maturità colorazione bruno scuro, bruno-cioccolato con tonalità anche lilacine. L’habitat è generalmente presso latifoglie (Faggio, Castagno, Quercia) e più raramente presso Pino. La specie più vicina è Lycoperdon nigrescens in cui, però, gli aculei sono più bassi e la gleba a maturità è bruno-olivastra. Dal TUTTO FUNGHI, pag 590: “È il Lycoperdon con l’ornamentazione più lussureggiante e vistosa, tanto da farlo assomigliare a un riccio di castagno. Questa caratteristica è pressoché unica tra le Lycoperdaceae europee, e pertanto la più determinante.” Esemplare vetusto; con aculei in parte caduti in modo da lasciare nudo l'esoperidio nella parte superiore; evidente rizomorfa alla base
  13. Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link Ovolo aperto; il fungo, di cui si riconoscono bene i contorni si presenta totalmente bianco
  14. Faggeta presso il Passo della Futa Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link Due primordi (ovoli) di questo fungo mortale; tipicamente con la parte alta più stretta rispetto alla base
  15. Dal Raduno di Valle Dame Entoloma mediterraneense Noordel. & Hauskn. Entoloma reperito nel 2008 da Tomaso Lezzi durante il raduno di Valle Dame; e ritrovato quest’anno nello stesso sito e nello stesso periodo. Entoloma mediterraneense è stato segnalato per ora in pochissime località: Galles (Carmarthen), Spagna (Maiorca, Isole Baleari), Portogallo e Italia (costa adriatica); questa risulta quindi una delle prime segnalazioni per questa specie. La determinazione e la distinzione sicura rispetto a Entoloma simili non può prescindere dall’analisi microscopica che Tomaso ha effettuato con cura. Alcuni caratteri macroscopici di questa bella specie sono ricavabili dalla esauriente scheda realizzata dallo stesso Tomaso.
  16. Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin Un altro grande esemplare con la parte sterile coperta di muschio
  17. Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin Imenoforo
  18. Dal Raduno di Valle Dame Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin Specie lignicola, sessile, pluriannuale. Si presenta sia isolata che embricata assieme ad altri esemplari a cui si può sovrapporre, su legno di latifoglie (rara presso conifere). Può assumere dimensioni notevoli arrivando fino al mezzo metro di diametro per 15 cm di spessore; con forma a ventaglio o irregolarmente circolare. Superficie sterile gibbosa, solcata, ondulata, tomentosa e di colore bruno scuro o bruno-rossiccio. Non di rado l'ampia superficie sterile fa da supporto a formazioni di muschio. Superficie poroide dal color cannella più o meno scuro, con pori piccoli e rotondi; al taglio i tubuli si presentano pluristratificati a seconda degli anni di vita. Carne di consistenza suberosa, tenace e compatta. Su ceppo di Castagno
  19. Dal Raduno di Valle Dame Fistulina hepatica (Schaeff.) With. Di facile determinazione: la cosiddetta “lingua di bue” si fa riconoscere per l’habitat lignicolo (con preferenza di Quercia e Castagno), per il colore della superficie sterile che ricorda il rosso-fegato (con tonalità più arancio da giovane e più brunastre a maturità), per la forma a mensola (simile a una lingua) sessile o con uno pseudo-gambo laterale e ben radicato nel substrato legnoso. La sua carne è succulenta, spessa ed elastica, di colore dal biancastro iniziale al rosso (con venature più chiare) a maturità; al taglio secerne goccioline rosso-sangue; l’odore è gradevole e il sapore dolce-acidulo. Se tagliata a fettine per la preparazione di un carpaccio, può ricordare delle fette di speck. I tubuli sono ben separabili l’uno dall’altro (carattere insolito per le Poliporacee); i pori sono rotondi e molto piccoli, da biancastri a giallognoli in gioventù ma bruno-rossastri in vecchiaia o per strofinio. Confondibile grossolanamente con qualche Ganoderma: ma questi ultimi hanno superficie dura e laccata con carne dura e legnosa. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 154: “Discreto commestibile, è uno dei pochi funghi che è possibile mangiare crudo senza correre rischi. Molti apprezzano la sua carne succulenta e leggermente elastica, tagliata a fettine sottili, condita con olio e limone e accompagnata da scaglie di parmigiano (in questo modo non si perde la vitamina C di cui è ricco). Da cotto assume un aspetto e una consistenza molto simile al fegato: possiamo consigliare di friggerlo in padella con le cipolle o arrostito alla brace. Parassita dei Castagni e delle Querce, è agente di carie bruna che si sviluppa molto lentamente: in questo modo il legno continua a vivere, assumendo delle colorazioni bruno-rossastre con sfumature simili a disegni e si indurisce più del normale. Queste due caratteristiche rendono il legname ricercato per utilizzi artistici e ornamentali.”
  20. Dal Raduno di Valle Dame Amanita phalloides (Vaill. ex Fr.) Link Dal TUTTO FUNGHI pag. 364: “Velenoso mortale. Responsabile del maggior numero di decessi dovuti all’incauta raccolta dei funghi spontanei. Provoca intossicazione a lungo termine di tipo falloideo. Le caratteristiche prioritarie e principali per il suo riconoscimento sono: la presenza di quattro strutture morfologiche ben definite (cappello, gambo, anello e volva), il colore molto mutevole del cappello con prevalenza del verdastro e presenza di fibrille radiali innate; il colore sempre bianco del gambo, dell’anello e della volva, con la sola eccezione della presenza di screziature, quasi zebrature sul gambo, lievemente concolori al cappello; il cappello divisibile dal gambo e lamelle libere. Quando è gialla è confondibile con l’Amanita junquillea e con l’Amanita citrina che hanno volva circoncisa e residui velari diversi sul cappello. Quando perde l’anello ed è di colore bianco o ardesia è confondibile con le Volvariella, senza anello e volva al piede, ma lamelle presto rosee. Quando è di colore bianco o grigiastro o brunastro e perde la volva si confonde con qualche Agaricus, dalle lamelle bianche poi rosee poi bruno-tabacco. Quando appare priva di volva ed anello ed è verde è confondibile con alcune Russula e alcuni Tricholoma, in particolare con Tricholoma sejunctum che ne è un vero sosia in quanto a colore pileico. Sempre con tonalità bruno verdastre, perdendo la volva, può essere confuso con Armillaria mellea isolate, cresciute al suolo, su radici e ceppaie interrate. Se è bianca con Tricoloma columbetta, Melanoleuca evenosa e Leucoagaricus leucothites. Infine allo stadio di ovulo con l’Amanita caesarea o più raramente con qualche Lycoperdon.”
  21. Dal Raduno di Valle Dame Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) Moser In foto un primordio. A maturità presenterà la cuticola tipicamente lacerata a forma di stella, con evidenti squame brunastre su fondo crema-pallido; le squame si staccano facilmente dalla cuticola. Gambo con anello semplice; il gambo è liscio e crema chiaro sopra l'anello e al di sotto è screziato da fini bande bruno-rossastre-chiare che lasciano intravedere il fondo crema pallido. E' simile a M. excoriata che però presenta la squamatura sul cappello meno geometricamente pronunciata ed ha il gambo più liscio, non screziato ma appena pruinoso-vellutato.
  22. Dal Raduno di Valle Dame Collybia kuehneriana Singer
  23. Dal Raduno di Valle Dame Bolbitius vitellinus (Pers.) Fr. Una piccola specie dal portamento simile ad alcuni Coprinus senza però essere deliquescente e con sporata brunastra e non nerastra. L’habitat può essere sia fimicolo che costituito da materiale marcescente di vario genere. Si riconosce per il bel colore giallo vivo o giallo cromo almeno negli esemplari giovani; per l’esiguità della carne quasi ridotta alla sola pellicola e con assenza di odore e sapore; per il gambo fibrilloso o pruinoso, di consistenza cedevole, bianco alla base e quasi concolore al cappello nella parte superiore. Cappello e gambo tendono tuttavia a sbiadire a maturità, rendendo più difficile la determinazione. Suo simile è il Bolbitius variicolor che però ha il disco del cappello decorata da un reticolo costituito da tipiche venature brunastre su fondo ocraceo.
  24. Tricholoma basirubens (Bon) A. Riva & Bon Imenoforo
  25. Tricholoma basirubens (Bon) A. Riva & Bon Le macchiette color fragola alla base del gambo
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