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Archivio Micologico

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  1. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Friuli Venezia Giulia, Cividale del Friuli (UD); Settembre 2014; Foto di Nicolò Parrino.
  2. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Umbria; Agosto 2014; Foto di Mario Iannotti.
  3. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod, Regione Lazio; Settembre 2014; Foto di Felice Di Palma.
  4. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod, Regione Sicilia, Parco dei Nebrodi; Ottobre 2003; Foto e commento di Pietro Curti. Fungo lignicolo, pericolosamente velenoso, provoca sindromi gastrointestinali pesanti; viene spesso confuso, quando è di piccola taglia, con il Cantharellus cibarius che è però un fungo terricolo (ricordatevi che i lignicoli crescendo anche su radici possono apparire ad un'osservazione superficiale, come terricoli). Cresce abbondante anche nelle nostre campagne, in particolare sugli ulivi, il suo essere un cespitoso lignicolo, l'avere un gradevolissimo aroma e sapore fungino, porta incauti raccoglitori alla raccolta e consumo, con episodi d'intossicazione severi e diffusi.
  5. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Toscana; Ottobre 2013; Foto di Tomaso Lezzi.
  6. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Umbria; Settembre 2013; Foto di Stefano Rocchi.
  7. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Marche, Pianello di Cagli, Bosco delle Tecchie; Ottobre 2012; Foto di Pietro Curti. Pileo. Margine pileo involuto e imenoforo decorrente. Macro.
  8. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Lombardia; Ottobre 2013; Foto di Marco Barbanera.
  9. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Emilia Romagna; Settembre 2012; Foto di Gianni Bonini.
  10. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Emilia Romagna; Settembre 2012; Foto di Massimo Biraghi. Alta Valnure, località San Gregorio, 1000 - 1200 m s.l.m., bosco di Faggio e Cerro.
  11. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Sardegna, Parco Aimerch; Novembre 2012; Foto di Tomaso Lezzi.
  12. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Sardegna; Novembre 2011; Foto di Franco Sotgiu.
  13. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Lazio; Settembre 2012; Foto di Felice Di Palma.
  14. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Lazio, Macchia grande di Manziana; Settembre 2012; Foto di Mauro Cittadini.
  15. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Umbria; Agosto 2010; Foto di Stefano Rocchi.
  16. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Emilia Romagna; Novembre 2009; Foto di Gianni Bonini.
  17. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Emilia Romagna; Ottobre 2009; Foto di Alessandro Francolini. Appennino, zona Lagaro; Cerro puro; 650 metri Specie altamente coreografica per i suoi colori brillanti e uniformi su cappello e gambo: di solito arancio o giallo-arancio fino a fulvo, bruno-rosso anche se può presentarsi anche bruno scuro. Le lamelle sono molto fitte e molto decorrenti sul gambo, intercalate da lamellule, con colori dal giallo-oro al giallo-arancio e sempre con tonalità più giallastre rispetto al cappello. Cresce cespitoso alla base o sulle radici di latifoglie, prediligendo piante come ilLeccio, l’Olivo (da cui il nome), la Quercia; le sue dimensioni sono anche ragguardevoli potendo raggiungere un diametro pileico di 20 cm. Ha la caratteristica di essere bioluminescente. È specie tossica. Confondibile con Hygrophoropsis aurantiaca che preferisce le conifere, non è cespitosa, è di colori più aranciati e, soprattutto, ha imenoforo privo di lamellule e con le lamelle aventi tendenza a biforcarsi. Dal TUTTO FUNGHI, pag 492: “Specie tipo del Genere Omphalotus, termofila, molto diffusa nell’area mediterranea, può essere saprotrofa ma prevalentemente è parassita: spesso la ritroviamo affiorante dal suolo, apparentemente terricola, ma basta scavare leggermente sotto il gambo per trovare la radice o il legno che gli fa da substrato. La bioluminescenza di questa specie è provocata da alcuni pigmenti presenti nelle lamelle. Dobbiamo dire che il fenomeno non è sempre riscontrabile e che per manifestarsi ha bisogno del buio totale. Questo fungo ha anche un’altra caratteristica: se manipolato macchia le mani di arancione.” Lamelle decorrenti. Superficie del cappello percorsa da fibrille.
  18. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Toscana; Ottobre 2009; Foto di Pietro Curti.
  19. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod; Regione Piemonte; Novembre 2011; Foto di Gianluigi Boerio. Ritrovamento su legno marcescente di Castanea sativa.
  20. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod, Regione Lombardia; Ottobre 2009; Foto di Massimo Mantovani.
  21. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod, Regione Lazio; Novembre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Specie tossica che provoca sindrome gastroenterica con latenza molto breve, circa un quarto d'ora tra il pasto e l'insorgere dei primi sintomi. La caratteristica che permette con sicurezza di riconoscerlo dal Cantharellus cibarius è la lamella bel formata, mentre nel Cantharellus cibariusabbiamo delle pieghe imeniali non ben formate.
  22. Omphalotus olearius (De Cand.: Fr.) Fayod, Regione Umbria; Giugno 2008; Foto di Luigi Minciarelli
  23. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer; Regione Emilia Romagna; Settembre 2008; Foto di Massimo Biraghi.
  24. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer; Regione Basilicata; Ottobre 2008; Foto di Felice Di Palma.
  25. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer; Regione Emilia Romagna; Settembre 2006; Foto di Gianni Bonini. Particolare delle lamelle.
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