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Archivio Micologico

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  1. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Trentino, Paneveggio; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti. Crescita sul genere Russula. Prima della maturazione delle clamidiospore i cappelli presentano cromatismi nivei e cinerei. Mentre le clamidiospore si formano, il loro ammassarsi sul pileo di questa specie, fa assumere colorazioni ocracee ai cappelli. Le pseudolamelle sono appena abbozzate. Con difficoltà si percepisce il profilo delle lamelle ad occhio nudo.
  2. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Trentino, Paneveggio; Settembre 2009; Foto di Felice Di Palma.
  3. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Trentino, Paneveggio; Settembre 2009; Foto di Tomaso Lezzi. Primordi. Giovani esemplari, è interessante notare che questi esemplari abbiano la superficie ancora bianca perché non si sono ancora sviluppate le clamidospore. Le Clamidospore cominciano a maturare. Clamidiospore mature. In questa foto si possono vedere le pseudolamelle che portano invece le basidiospore. Superfice inferiore e superiore del cappello.
  4. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Lazio, Monti Cimini; Foto e commento di Mauro Cittadini. Il corpo centrale della spora si presenta da globoso a largamente ellittico ed la misura maggiore rilevata è di 16 µm. Le evidentissime ornamentazioni possono misurare sino a 6 µm ed oltre.
  5. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Lazio, Monti Cimini; Foto Mauro Cittadini.
  6. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar 1809 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lyophyllaceae Sinonimi Asterophora agaricoides Fr. 1817 Nyctalis asterophora Fr. 1838 Nyctalis agaricoides (Fr.) Bon & Courtec. 1989 Nyctalis lycoperdoides (Bull.) J. Schröt. 1889 Specie che cresce parassita su Russula del gruppo delle"Nigrigantinae", e che produce spore anche nella parte superiore del cappello, delle spore agamiche, asessuate, cioè clamidospore. Più che parassita, sembrerebbe essere saprotrofo delle Russula, in quanto sembra che le invada solo dopo che il loro ciclo vegetativo completo si sia concluso, cresce quindi su Russula annerenti già "morte". Tra i macrofunghi è uno dei pochi a produrree sia clamidospore sul cappello che basidiospore sulle lamelle. Le clamidospore formano una polvere ocracea che a maturità riveste il cappello e sono destinate ad una riproduzione agamica e quindi non sessuale. Inbvece le spore sulle lamelle sotto il cappello producono le classiche basidiospore destinate ad una riproduzione sessuale. I campioni rappresentati nelle prime due foto che vi propongo sono di dimensioni insolite, poiché misurano più di 5 centimetri, mentre difficilmente superano di norma i 2 centimetri di diametro. Regione Trentino; Foto e commento di Pietro Curti. Gruppo di Asterophora lycoperdoides di dimensioni "normali", odore tipicamente di farina rancida, nell'immagine è visibile il supporto nerastro della Russula annerente che ospita l'intero gruppo.
  7. Neournula pouchetii (Berthet & Riousset) Paden; Regione Umbria; Aprile 2010; Foto di Foto di Tomaso Lezzi. Sotto Cedrus atlantica di cui è simbionte esclusivo, in associazione con Sarcosphaera coronaria e Helvella leucomelaena.
  8. Neournula pouchetii (Berthet & Riousset) Paden; Regione Umbria; Aprile 2009; Foto Mauro Cittadini. Aschi con ascospore e parafisi.
  9. Neournula pouchetii (Berthet & Riousset) Paden; Regione Umbria; Aprile 2009; Foto Mauro Cittadini. Ascospore con verruche cianofile in Blu cotone lattico a sinistra, Spore con ornamentazioni in Rosso Congo a destra. Neournula pouchetii (Berthet & Riousset) Paden; Regione Umbria; Aprile 2009; Foto Tomaso Lezzi. Alcune parafisi mostrano le terminazioni biforcate.
  10. Neournula pouchetii (Berthet & Riousset) Paden 1972 Tassonomia Divisione Ascomycota Sottodivisione Pezizomycotina Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Sarcoscyphaceae Sinonimi Urnula pouchetii Berthet & Riousset 1965 Etimologia L'epiteto Neournula deriva da neo = nuovo e urnula perché simile al Genere Urnula. L'epiteto pouchetii è stato dedicato al micologo Pouchet. Ascoma Marrone con leggeri riflessi violacei, carnoso, rivestito di pruina chiara, facilmente asportabile al tocco, in questo modo l'apotecio mostra il colore molto più scuro della carne sotto la pruina. La parte superiore è di forma sferica, schiacciata, con apertura centrale prima circolare, poi a stella, infine, quando gli esemplari sono maturi, a tazza, con lacinie rovesciate verso l'esterno che ricordano quelle dei Geastrum; diametro fino a 4-5 cm. La parte inferiore è formata da uno stipite massiccio. Stipite Allungato, largo, con un notevole fascio miceliare bianco che affonda nella lettiera degli aghi di Cedrus atlantica. Lo stipite sviluppa con l'età una cavità biancastra ben visibile in sezione. Gli esemplari molto giovani sono costituiti quasi solo dallo stipite che si trova nella lettiera di aghi, e assumono una forma allungata in cui non si è ancora sviluppato l'apotecio nella parte superiore. Carne Marrone, più spessa vicino allo stipite soprattutto negli esemplari giovani che sono più carnosi, si assottiglia verso il bordo superiore avvicinandosi all'apertura. Di consistenza tenace nei giovani, diventa più secca, fragile cassante negli esemplari maturi. Habitat Sotto Cedrus atlantica di cui è simbionte esclusivo, cresce in periodo primaverile, precoce, poco comune ma molto diffuso nei luoghi di crescita. Associato spesso a Geopora Sumneriana, altra specie esclusiva di Cedrus spp. e a Sarcosphaera coronaria che cresce sotto aghifoglie. In Italia è stata trovata nelle Marche, e in provincia di Siena (Cherubini, A. e Perrone L.) e nel Lazio (comunicazione Manuel Atzeni). La specie è ritenuta poco comune anche negli ambienti naturali in cui Cedrus spp. è un'entità autoctona. Microscopia Sezione relativa ad ascoma maturo effettuata in zona mediana: 1,2 mm, composta da uno strato imeniale di circa 280 µm, con subimenio di circa 50 µm, excipulum medullare (350 µm circa) composto due strati distinti, a cellule globose verso il sub-imenio, misto con ife filamentose verso il basso, excipulum ectale (380 µm circa) a struttura filamentosa, verso la superficie esterna, abbastanza liscia da cui dipartono alcuni radi peli piuttosto lunghi ed incrostati. Spore 20-24,5 8-9,5 µm, ellissoidi; le immature quasi lisce ed a volte distintamente biguttulate, quelle mature, distintamente verrucose, hanno verruche sparse fino a verruche sotto forma di basse creste con disegno labirintiforme; verruche cianofile, le spore tendono a collassare in blu cotone lattico. Aschi 280 x 10,5 µm in media, ottasporici, opercolati, a parete relativamente spessa, con base molto variabile. Parfisi 2-3 µm, cilindriche, settate, a parete sottile, contenuto granuloso, con apice ingrossato, riunite in dense palizzate, spesso anastomosate tra loro. Commestibilità o Tossicità Non commestibile. Specie simili Il Genere Neournula è monospecifico e contiene solo Neournula pouchetii. La specie Neournula nerdmanensis Paden & Tylutki non è accettata da tutti gli autori, alcuno la sinonimizzano con Neournula pouchetii. Il Genere Urnula si differenzia soprattutto per avere le spore lisce. Urnula craterium, differisce per la forma dell'apertura superiore nei giovani esemplari, la carne non gelificata, i rizoidi bianchi invece che neri, le spore verrucose e non lisce. Lo stipite molto allungato può far pensare ad alcune specie del genere Helvella, che hanno però apotecio di forma differente. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi (descrizione macro) e Mauro Cittadini (descrizione micro) - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Aprile 2009; Foto Tomaso Lezzi e Luigi Minciarelli.
  11. Neolentinus schaefferi (Weinm.) Redhead & Ginns; Regione Lombardia; Aprile 2012; Foto di Massimo Biraghi.
  12. Neolentinus schaefferi (Weinm.) Redhead & Ginns; Regione Friuli Venezia Giulia; Aprile 2009; Foto di Claudio Angelini. Ritrovamento su tronco di olmo a terra in bosco planiziale di latifoglie.
  13. Neolentinus schaefferi (Weinm.) Redhead & Ginns; Regione Lombardia; Aprile 2010; Foto di Emilio Pini.
  14. Neolentinus schaefferi (Weinm.) Redhead & Ginns; Regione Lombardia; Maggio 2009; Foto di Massimo Biraghi.
  15. Neolentinus schaefferi (Weinm.) Redhead & Ginns; Regione Lombardia; Aprile 2006; Foto di Federico Calledda.
  16. Neolentinus schaefferi (Weinm.) Redhead & Ginns; Regione Lombardia; Aprile 2006; Foto di Federico Calledda. Primordi.
  17. Neolentinus schaefferi (Weinm.) Redhead & Ginns; Regione Lombardia; Aprile 2006; Foto di Federico Calledda.
  18. Neolentinus schaefferi (Weinm.) Redhead & Ginns; Regione Lombardia; Anno 2005; Foto di Massimo Biraghi.
  19. Neolentinus schaefferi (Weinm.) Redhead & Ginns 1985 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Polyporaceae Sinonimi Lentinus cyathiformis (Schaeff.) Bres. 1900 Foto e Descrizioni Cresce su legno di caducifoglie, raramente su conifere, lamelle lungamente decorrenti, finissime e tipicamente seghettate. Regione Lombardia; Anno 2005; Foto di Massimo Biraghi.
  20. Neolentinus lepideus (Fries) Redhead & Ginns; Regione Lazio, Roma, Villa Ada; Foto di Tomaso Lezzi.
  21. Neolentinus lepideus (Fries) Redhead & Ginns; Regione Lazio, Roma, Villa Ada; Foto di Luigi Minciarelli. Crescita singola su tronco marcescente di Pinus pinea L. Dettaglio della lamelle, dal filo tipicamente seghettato. Un particolare del centro della cuticola squamettata. Particolare della base del gambo.
  22. Neolentinus lepideus (Fries) Redhead & Ginns; Regione Trentino; Settembre 2011; Foto di Luigi Minciarelli. Un lignicolo dall'odore forte di anice. Imenoforo. Foto di Mario Iannotti.
  23. Neolentinus lepideus (Fries) Redhead & Ginns; Regione Trentino; Agosto 2011; Foto di Tomaso Lezzi. 1º Congresso trentino sui funghi alpini, Cles (TN), Loc. Malgaroi.
  24. Neolentinus lepideus (Fries) Redhead & Ginns; Regione Trentino; Luglio 2010; Foto di Pietro Curti. Macro del pileo.
  25. Neolentinus lepideus (Fries) Redhead & Ginns; Regione Lombardia, Valle Camonica; Maggio 2011; Foto di Lorenzo Martinelli.
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