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Archivio Micologico

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  1. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer; Regione Lombardia; Foto di Federico Calledda.
  2. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer; Regione Sardegna; Ottobre 2006; Foto di Franco Sotgiu.
  3. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer; Regione Emilia Romagna; Settembre 2006; Foto di Gianni Bonini. Altro gruppo. Imenoforo.
  4. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer; Regione Lombardia; Foto di Giovanni Baruffa. Dettaglio imenoforo.
  5. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer; Regione Lombardia; Foto di Giovanni Baruffa. Imenoforo.
  6. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer; Regione Sicilia, Parco dei Nebrodi; Ottobre 2003; Foto di Pietro Curti.
  7. Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer 1948 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Omphalotaceae Etimologia Omphalotus = dal greco omfalòs = ombelico, con depressione al centro. olearius = dal latino oleárius, a, um = attinente all'olio, all'olivo, per il presunto habitat di crescita. Sinonimi Clitocybe olearia (DC. : Fr.) Maire 1933 Pleurotus olearius (DC. : Fr.) Gillet 1876 Nome inglese Jack o' Lantern Cappello Piano-convesso, poi con il centro depresso, presto imbutiforme, di colore giallo-arancio, bruno-rossiccio, ma anche con larghe zone nerastre non omogenee, margine sottile ed a lungo involuto. La cuticola è liscia, lucente, percorsa da fibrille radiali. Imenoforo Lamelle molto decorrenti, abbastanza fitte, strette ed arcuate, di colore giallo, con lamellule di diversa lunghezza. Gambo Cilindrico, sodo, tenace, fibroso, concolore alle lamelle, centrale ma a volte eccentrico, sinuoso, ritorto, con la base attenuata, appuntita. Carne Giallastra, tenace, fibrosa, con odore e sapore lievemente fungino. Habitat Di solito cresce cespitoso in più esemplari su ceppaie, ma anche piante vive di Olivo, Quercia o Castagno, più raro trovarlo su legno di conifera. A volte è possibile rinvenire esemplari con crescita singola, apparentemente terricola, che in realtà sono attaccati a radici o legnetti interrati. Questo taxon è termofilo e maggiormente presente nelle regioni meridionali. Microscopia Spore da subglobose a largamente ellittiche, finemente verrucose, non amiloidi, misurate 32 spore da sporata, 5,1-7,2 (7,4) × 4,7- 5,9 µm; Q = 1,1-1,3; media 6,2 × 5,2 µm; Qm = 1,2. Basidi clavati, la maggior parte tetrasporici, osservati in quantità minore anche bisporici. Cheilocistidi con appendici digitate molto allungate, ramificate. Epicute tipo cutis, a ife cilindriche, intrecciate, con pigmento parietale incrostante a placche e fini granuli, settate, con presenza di GAF, osservata reazione positiva con KOH 5% con colorazione al verde soprattutto delle incrostazioni delle ife. Ife dello strato mediano (derma) cilindriche, di larghezza maggiore di quelle della cutis, settate, con grossi GAF, la maggior parte lisce, solo alcune con pigmento incrostante costituito da finissimi granuli. Commestibilità e tossicità Si tratta di un fungo tossico, da non consumare, compreso tra quelli a sindrome gastrointestinale costante, che provoca vomito violento. Specie simili Quando cresce in forma singola attaccato a legnetti interrati o radici bisogna prestare molta attenzione per la possibilità di confonderlo con il Cantharellus cibarius Fr., ottimo commestibile che si differenzia, appunto, per la crescita terricola, singola, per le colorazioni gialle uniformi, odore gradevole, fruttato di albicocca matura, per la presenza sotto al cappello non di vere lamelle ma di pieghe o pliche. Omphalotus illudens (Schwein.) Bresinsky & Besl, si separa macroscopicamente per il cappello convesso con papilla o umbone ottuso al centro del cappello, dal punto di vista microscopico si osserva che Omphalotus illudens ha spore significativamente più piccole e nella pileipellis si trovano delle ife di rifrazione che invece sono rare in Omphalotus olearius. Sui due taxa sono stati condotti anche studi che hanno riguardato il DNA i cui risultati separano in modo netto le due specie. Per questa specie non si hanno segnalazioni sul territorio italiano, le raccolte studiate provengono dal nord Europa e dagli Stati Uniti. Hygrophoropsis aurantiaca (Wulf.: Fr.) Maire, ad un esame superficiale, per le colorazioni aranciate del cappello, potrebbe essere confusa con O. olearius, ma si distingue agevolmente per le dimensioni minori, l’esiguità della carne del cappello, le lamelle anastomizzate e biforcate in sezione, per l’odore aromatico forte e per il diverso habitat di crescita, predilige infatti la lettiera di aghi di Pino. Osservazioni Un'ultima annotazione riguarda la capacità di questo fungo di essere “bioluminescente”, cioè se lo stesso viene osservato all’interno di un luogo buio dopo qualche minuto appena i nostri occhi si saranno abituati al nuovo ambiente ci accorgiamo che emette una debole ma caratteristica luce verde. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Agosto 2014, Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. (Exsiccatum MI20140816-01) Spore da subglobose a largamente ellittiche, finemente verrucose, non amiloidi, misurate 32 spore da sporata, 5,1-7,2 (7,4) × 4,7-5,9 µm; Q = 1,1-1,3; media 6,2 × 5,2 µm; Qm = 1,2. Osservazione in Melzer anionico a 1000×. Basidi clavati, la maggior parte tetrasporici, osservati in numero minore anche bisporici. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rossso Congo ammoniacale a 1000×. Cheilocistidi con appendici digitate molto allungate, ramificate. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Epicute tipo cutis, a ife cilindriche, intrecciate, con pigmento parietale incrostante a placche e fini granuli, settate, con presenza di GAF, osservata reazione positiva con KOH 5% con colorazione al verde soprattutto delle incrostazioni delle ife. Osservazione in acqua a 400×. Epicute tipo cutis, a ife cilindriche, intrecciate, con pigmento parietale incrostante a placche e fini granuli, settate, con presenza di GAF, osservata reazione positiva con KOH 5% con colorazione al verde soprattutto delle incrostazioni delle ife. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione con KOH 5% a 400×. Osservazione con KOH 5% a 1000×. Ife dello strato mediano (derma), cilindriche, di larghezza maggiore di quelle della cutis, settate con grossi GAF, la maggior parte lisce solo alcune con lieve pigmento incrostante costituito da finissimi granuli. Osservazione in acqua a 1000×.
  8. Arrhenia velutipes (P.D. Orton) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys 2002 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Hygrophoraceae Sinonimi Omphalina velutipes P. D. Orton 1960 Descrizione Caratteristico l'odore di geranio della carne. Foto di Luca Mistè.
  9. Omphalina pyxidata (Bull. : Fr.) Quél.; Regione Lombardia; Maggio 2012; Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Microscopia Spore strettamente ellittiche o a forma di lacrima. N° Long. Larg. Q Moy 8,19 4,42 1,78 Min 7,11 4,00 0,91 Max 9,49 5,01 2,22 Osservazione in rosso Congo, a 400×. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Basidi tetrasporici. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. GAF. Osservazione in rosso Congo, a 1000×.
  10. Omphalina pyxidata (Bull. : Fr.) Quél.; Regione Lazio; Novembre 2006; Foto di Mauro Cittadini.
  11. Omphalina pyxidata (Bull. : Fr.) Quél. 1886 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Descrizione Piccolo specie appartenente alla famiglia delle Tricholomataceae, si distingue per avere un cappello, igrofano, bruno/fulvo talvolta con sfumature rossastre, striato longitudinalmente e con margine spesso crenulato. Lamelle molto decorrenti, rade, di colore da crema beige. Gambo glabro, senza decorazioni, generalmente più pallido del cappello. Cresce tra le foglie e l'erba nei boschi dalla pianura alla media montagna. Regione Lombardia, Pianura Padana; Foto di Emilio Pini.
  12. Omphalina galericolor (Romagn.) Bon 1975 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Cappello 10-25 mm di diametro. Da imbutiforme a appianato, con zona discale profondamente depressa, margine striato per trasparenza, cuticola igrofana con colorazioni variabile, da rosa chiaro ad aranciato, anche con sfumature quasi rossicce. Lamelle Decorrenti, intercalate da lamellule da bianco sporco a quasi concolori al cappello. Gambo 25-35 x 3-5 mm centrale, esile, cilindrico, liscio, pieno, concolore al cappello. Carne Sottile, esigua, elastica, odore piacevole che ricorda vagamente il pelargonio. Habitat Muscicolo su substrato sabbioso. Microscopia Spore (6,2) 6,6-8 (8,6) × (4,7) 4,9-5,7 (6) µm; Q = (1,2) 1,25-1,5 (1,8); N = 32; Media = 7,3 × 5,3 µm; Qm = 1,4; bianche in massa, da ovoidali ad ellissoidali, lisce, ialine, con piccole granulazioni interne, prive di poro germinativo e con apicolo evidente. Trama imeniale subregolare, formata da ife cilindriche, irregolari, settate. Basidi cilindrico-claviformi, tetrasporici. Basidioli simili ai basidi. Cheilocistidi rari, flessuosi, cilindracei. Pileipellis costituita da ife cilindriche parallele, settate, con terminale arrotondato. GAF presenti in tutti i tessuti del basidioma. Regione Lazio. Dicembre 2021. Foto di Antonio Albanese. Spore. Osservazione in acqua. Basidi. Osservazione in rosso Congo. Basidi tetrasporici. Osservazione in Floxina. Cheilocistidi- Osservazione in floxina. Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo. Pileipellis. Osservazione in rosso Congo.
  13. Arrhenia epichysium (Pers.) Redhead, Lutzoni, Moncalvo & Vilgalys 2002 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Hygrophoraceae Sinonimi Omphalina epichysium (Pers.) Quél. 1886 Gerronema epichysium (Pers.) Raithelh. 1973 Descrizione Regione Trentino; Settembre 2006; Foto di Felice di Palma. Regione Trentino; Settembre 2006; Foto di Piero Curti.
  14. Octospora roxheimii Dennis & Itzerott; Regione Lazio, Pineta di Castelfusano; Febbraio 2006; Foto e commenti di Mauro Cittadini. Su di un area fortemente devastata da un incendio pochi anni fa, in associazione con le piantine di muschio (Funaria hygrometrica con il quale ha rapporto esclusivo). Piccolo ascomicete (max 8-9 mm) tipico delle aree bruciate, delimitabile con sicurezza solo da analisi micro. Octospora roxheimii var. aestivalis
  15. Octospora roxheimii Dennis & Itzerott 1973 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Ascomycetes Ordine Pezizales Famiglia Pyronemataceae Foto e Descrizioni Octospora roxheimii, ha prodotto copiosissime fruttificazioni nella zona bruciata di Castelfusano, a partire dall'anno successivo all'incendio. Viste le dimensioni sporali maggiori rispetto alla specie tipo, ed al periodo di crescita tardo primaverile i ritrovamenti sono stati determinati in O. roxheimii var.aestivalis.
  16. Asterophora parasitica (Bull. : Fr.) Singer; Regione Trentino Alto Adige, Val di Fiemme; Settembre 2012; Foto e commento di Mario Iannotti. Nella foto possiamo notare a sinistra un carpoforo ancora integro di una Russula del gruppo delle Nigricantinae in stadio molto avanzato di maturazione a destra parte di un cappello di un altro esemplare in completa decomposizione parassitato da Asterophora parasitica. Foto di Pietro Curti.
  17. Asterophora parasitica (Bull. : Fr.) Singer; Regione Friuli Venezia Giulia; Agosto 2011; Foto di Nicolò Parrino. Crescita su Russula del gruppo Nigricantinae.
  18. Asterophora parasitica (Bull. : Fr.) Singer; Regione Friuli Venezia Giulia; Luglio 2011; Foto di Claudio Angelini. Crescita su Russula del gruppo Nigricantine.
  19. Asterophora parasitica (Bull. : Fr.) Singer; Regione Trentino; Settembre 2008; foto e commento di Tomaso Lezzi. Propongo altre foto di Asterophora parasitica da un secondo luogo di ritrovamento: la crescita questa volta non avviene sul cappello di una Russula, ma tutto intorno alla base del suo gambo. La parte superiore della Russula non c'è più ma la Asterophora continua la sua crescita tranquillamente sui resti della base. Altri esemplari, sul bordo di un cappello di Russula. Degli esemplari maturi in cui si vedono le lamelle ben formate, una caratteristica che aiuta a distinguerli da Asterophora lycoperdoides che ha spesso solo degli abbozzi di lamelle.
  20. Asterophora parasitica (Bull. : Fr.) Singer; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Tomaso Lezzi. Specie particolare che cresce sui carpofori di Russula o Lactarius. A differenza di Asterophora lycoperdoides non forma clamidospore sulla superficie superiore del cappello, ma solo basidiospore sulle lamelle. Sotto il cappello si sviluppano delle vere e proprie lamelle. Un pariticolare dell'imenio. Questa specie si sviluppa su Russulales, cioè Lactarius e Russula, in particolare su Russula del sottogenere delle Compactae, come in questo caso. In questa foto si riconoscono le lamelle della Russula su cui sono cresciuti gli esemplari di Asterophora parasitica. È ancora discusso se questo fungo sia veramente un parassita o un semplice saprofita che cresce sulle Russula solo quando queste ultime abbiano già completato il loro ciclo vitale.
  21. Asterophora parasitica (Bull. : Fr.) Singer 1951 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lyophyllaceae Sinonimi Nyctalis parasitica (Bull. : Pers.) Fr. 1838 Descrizione Cappello con colori bianco-grigiastri, margine del pileo striato, fungo parassita di Russula gruppo Nigricantinae e talvolta di alcuni Lactarius. A differenza del simile Asterophora lycoperdoides non produce clamidospore sul cappello. RegioneTrentino; Settembre 2006; Foto e commento di Pietro Curti.
  22. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Trentino Alto Adige; Settembre 2012; Foto di Pietro Curti. Cappello ricoperto di clamidiospore. Giovani esemplari con cappelli bianchi e ancora privi di clamidospore. Soggetti in vari stadi di maturazione. Crescita su vecchi esemplari di Russula.
  23. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Umbria; Ottobre 2012; Foto di Luigi Minciarelli. Dai colli del Trasimeno, bosco misto latifoglia e conifera, località Tuoro; un fungo che nasce su resti di Russula della Sezione Nigricantinae. Questo singolare fungo, ha una doppia produzione di spore: sul pileo, con produzione di clamidospore e nella parte inferiore del cappello, più o meno lamellata, con produzione di basidiospore. Dettaglio dell'imenio lamellato che produce basidiospore. Dettaglio delle lamelle del campione più grande. Dettaglio della carne della Russula, ormai putrescente, invasa dal micelio parassita e dai piccolissimi primordi.
  24. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Piemonte; Ottobre 2010; Foto di Tomaso Lezzi.
  25. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Lombardia; Ottobre 2011; Foto di Massimo Biraghi.
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