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Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad 1927
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Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad; Regione Trentino; Luglio 2012; Foto di Mauro Cittadini. -
Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad 1927
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Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad, Regione Trentino; Agosto 2011; Foto, descrizione e microscopia di Tomaso Lezzi. 1º Congresso trentino sui funghi alpini, Cles (TN), Loc. Malgaroi, Foto di Tomaso Lezzi. Cappello, gambo e lamelle bianche, senza viraggi nella carne. La simile Melanoleuca substrictipes Kühner ha cheilocistidi settati, a pelo d'ortica. Melanoleuca strictipes (P. Karst.) Jul. Schäff. ha portamento più slanciato e carne con viraggio grigio-bruno. Cheilocistidi abbondantissimi, fusiformi, lageniformi, non settati, con apice arrotondato. Spore ellissoidali, 7,5-10,8 × 4,4-5,8 µm; Q = 1,5-2,0; Qm = 1,8. (Exsiccatum TL20110825-01) Microscopia Cheilocistidi abbondantissimi, fusiformi, lageniformi, non settati, con apice arrotondato. Osservazione in Rosso Congo. Osservazioni in Floxina basica. -
Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad 1927
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Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad, Regione Trentino, Luglio 2006; Foto di Mauro Cittadini. -
Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad 1927
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Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad 1927
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Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad 1927
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Melanoleuca evenosa (Sacc.) Konrad 1927 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Melanoleucaceae Genere Melanoleuca Sezione Alboflavidae Sinonimi Melanoleuca subalpina (Britzelm.) Bresinsky & Stangl 1976 Etimologia Dal latino evenosus = senza vene, per la cuticola glabra e liscia. Cappello 6-15 cm, inizialmente campanulato, poi piano-depresso, mantiene in tutte le fasi dello sviluppo un evidente umbone; margine dapprima involuto poi disteso, a volte ondulato. Colore bianco o biancastro, diviene avorio-crema o isabella a maturità, più carico al disco. Leggermente igrofano, cuticola liscia e sericea in condizioni di umidità elevata; assume invece particolare lucentezza e si screpola con il secco. Imenoforo Lamelle molto fitte, uncinate al gambo, mediamente più alte dello spessore della carne, intercalate da numerose lamellule; inizialmente bianche per poi prendere riflessi incarnato-rosacei a maturità. Gambo 8-15 × 1-2 cm, cilindrico o leggermente ingrossato alla base, pieno e tenace. Superficie bianca, liscia e fibrosa per la quasi totalità della lunghezza, in prossimità del cappello diviene forforacea. Carne Bianca, senza viraggi o vagamente bruno-rossiccia sotto la cuticola, tenera nel cappello, diventa molle a maturità, tenace e fibrosa invece quella del gambo; sapore prima dolciastro poi leggermente aspro, quasi astringente, odore forte aromatico, caratteristico, tra il farinaceo e l'erbaceo. Habitat È un fungo tipicamente montano, cresce nei prati e nei pascoli d'altura in modo gregario, a gruppi non numerosi, oppure in file o in cerchi che risaltano nettamente nel verde dei prati. Fa la sua comparsa già dalla primavera per continuare fino all'autunno. Microscopia Spore ellissoidali, 7,5-10,8 × 4,4-5,8 µm; Qm = 1,8. Cheilocistidi abbondantissimi, fusiformi, lageniformi, non settati, con apice arrotondato. Commestibilità e tossicità Non da tutti gradito per il particolare odore, è comunque da ritenersi commestibile, apprezzato e ricercato dai conoscitori in ambito alpino. Specie simili Per le tonalità cromatiche generali ed a causa del suo lungo periodo di fruttificazione, che si sovrappone temporalmente alla crescita delle pericoloseAmanita bianche, è da ritenersi possibile per un neofita la confusione con Amanita verna (Bull.: Fr.) Lamarck, anch'essa a crescita primaverile, non ne condivide però gli habitat, e Amanita virosa (Lamarck) Bertillon, quest'ultima con gli stessi habitat. Piccole Melanoleuca evenosa potrebbero essere confuse con velenose Clitocybe bianche prive dei caratteristici odori sgradevoli a causa del freddo o di altri fattori ambientali. Può altresì essere scambiata con: Melanoleuca substrictipes Kühner, che si differenzia per avere taglia minore, essere priva di odori particolari e mantenere la colorazione delle lamelle perfettamente bianca anche a maturità, oltre che per alcuni caratteri microscopici (cheilocistidi settati, a pelo d'ortica); Melanoleuca pseudoevenosa Bon ex Bon & G. Moreno, praticamente un sosia di collina-pianura con diversa microscopia; Melanoleuca verrucipes (Fr.) Singer, che si distingue per avere granulazioni nerastre sul gambo; Melanoleuca parisianorum R. Haller Aar. ex Bon, che si differenzia per l'odore molto particolare, come anisato, di violetta; Melanoleuca strictipes (P. Karst.) Jul. Schäff., che ha un portamento più slanciato e carne con viraggio grigio-bruno, ma è ormai ritenuta dalla maggior parte degli autori sinonimo di Melanoleuca evenosa. Osservazioni Questa specie appartiene alla Sezione Alboflavidae nella quale a tutt’oggi non vi è molta chiarezza tassonomica. Melanoleuca evenosa viene infatti trattata differentemente da vari Autori come complesso di specie o come specie separata. In attesa di chiarificatrici revisioni genetiche riportiamo i binomi ad essa collegati: Melanoleuca subalpina (Britzelm.) Bresinsky & Stangl, Melanoleuca strictipes (P. Karst.) Jul. Schäff. e Tricholoma cnista (Fr.) Gillet. Bibliografia MOSER, M., 2000. Guida alla determinazione dei funghi. Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales. Vol. 1. Ed. Saturnia. Scheda AMINT tratta da Tutto Funghi. Regione Lombardia, Giugno 2008; Foto di Federico Calledda. -
Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc 1930
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Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc; Regione Lombardia; Maggio 2007; Foto di Massimo Biraghi. Lamelle tipicamente giallo-aranciate. -
Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc 1930
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Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc; Regione Lombardia; Maggio 2007; Foto di Federico Calledda. -
Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc 1930
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Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc; Regione Lombardia; Aprile 2007; Foto di Massimo Biraghi. Foto di Massimo Mantovani. -
Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc 1930
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Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc; Regione Lombardia, Val Seriana; Maggio 2006; Foto di Federico Calledda. -
Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc 1930
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Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc; Regione Abruzzo; 2005; Foto di Pietro Curti. -
Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc 1930
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Melanoleuca cognata (Fr.) Konrad & Maublanc 1930 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Melanoleucaceae Foto e Descrizioni Melanoleuca cognata, primaverile. A maturazione ha le lamelle color crema aranciato. Regione Piemonte; 2005; Foto e descrizione di Mario Cervini. Esemplari più maturi. Si tratta di una specie legata alle conifere, mai rintracciata prima d'ora in Provincia di Torino. -
Melanogaster broomeanus Berk. 1843
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Melanogaster broomeanus Berk. 1843 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Paxillaceae Sinonimi Melanogaster variegatus var. broomeanus (Berk.) Tul. & C. Tul. 1851 Melanogaster broomeanus var. pseudorubescens Svrček. 1958 Etimologia In onore al Micologo C.E. Broome. Foto e Descrizioni Carporforo di aspetto irregolarmente subgloboso o a forma di tubero, a volte con gibbosità e fossette superficiali; Colorazioni pileiche bruno-giallastre o bruno-rossastre per essudazione, annerenti alla manipolazione, in particolare a maturità, sono visibili piccole rizomorfe alla base, consistenza tenace. Peridio abbastanza sottile generalmente più scuro della superficie pileica. Gleba inizialmente biancastra, presto bruna, infine nerastra, formata da piccole celle subglobose-angolose con ife filamentose biancastre o giallognole, odore leggero e un poco aromatico, grato. Cresce semi-ipogeo in parchi, giardini, spazi aperti boschivi dalla pianura alla montagna. I campioni descritti sono stati ritrovato a più riprese ai bordi di un giardino pubblico sotto Tilla cordata. Microscopia Spore 6,5-8,7 × 3,5-4,7 µm, ellissoidali con base tronca. Specie simili La specie più simile è Melanogaster variegatus (Vittad.) Tul. & C. Tul. che si distingue per le colorazioni superficiali più rossastre e per le spore subcilindriche o strettamente ellissoidali. Melanogaster macrosporus Velen. si riconosce per le spore fusiformi-ellissoidali che possono arrivare fino a 16 µm di lunghezza. Melanogaster tuberiformis Corda è molto simile al precedente, si distinguerebbe per il solo rapporto lunghezza-larghezza (Q) delle spore che hano forma più sferica. Bibliografia JÜLICH, W., 1989. Guida alla determinazione dei funghi. Aphyllophorales, Heterobasidiomycetes, Gastromycetes. Vol. 2. Trento: Ed. Saturnia. MONTECCHI, A. & SARASINI, M., 2000. Funghi Ipogei d’Europa. Trento: Ed. AMB. Regione Lombardia, Località Crespi D'Adda; Settembre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Massimo Biraghi. Ritrovamento in aiuola sotto Tiglio. Microscopia Spore ellissoidali con base tronca. N. Long. Larg. Q. 30 7,59 4,09 1,86 30 6,48 3,45 1,6 30 8,76 4,71 2,17 -
Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972
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Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Umbria; Settembre 2012; Foto di Mario Iannotti. -
Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972
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Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Toscana; Ottobre 2009; Foto di Tomaso Lezzi. Cappello fibrilloso, sporata bianca, lamelle bianco candido, grossi rizoidi presenti alla base, carne che si rompe con un tipico "scrocchio" un po' tipo gambo di sedano -
Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972
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Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Piemonte; Ottobre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. -
Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972
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Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Lazio; Giugno 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento sotto Leccio e Alloro; cappello e gambo fibrilloso, odore rafanoide, carne "croccante", rizoidi molto lunghi e resistenti. Un particolare dei lunghi rizoidi. -
Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972
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Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Umbria; Aprile 2008; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Carne di consistenza fibrosa e croccante, i grossi cordoni miceliari sono tipici di questa specie. Un particolare che evidenzia i rizoidi miceliari. -
Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972
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Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Lazio; Aprile 2008; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Ritrovamento su ramo di Sughera caduto a terra, dimensioni del cappello 7-8 cm, fibroso, omogeneo, lamelle irregolari, sinuose, leggermente decorrenti con un dente. Cappello marrone fibrilloso completamente lacerato radialmente, probabilmente dovuto al vento di questi giorni. Odore di verdura. Sporata bianca. Fungo tipico delle faggete, si può ritrovare in ambiente mediterraneo anche sotto varie specie di Quercia (Quercus ilex e Quercus suber). Sporata bianca, spore a forma di amigdale con apicolo evidente, grossa guttula centrale quasi sempre presente, 7,2-10,3 × 5,6-7,7 µm, Q= 1,3. -
Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972
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Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Marche; Anno 2004; Foto di Pietro Curti. -
Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972
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Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar; Regione Marche; Anmno 2004; Foto di Pietro Curti. -
Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972
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Megacollybia platyphylla (Pers. : Fr.) Kotl. & Pouzar 1972 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Foto e Descrizioni Unica specie appartenente al genere Megacollybia, si riconosce per il portamento tricolomoide e le grandi dimensioni. Cappello convesso, convesso-disteso a maturazione, di colore brunastro, grigio piombo, fibrilloso e presto radialmente lacerato. Lamelle larghe, spaziate, biancastre. Gambo presto cavo di colore grigio-biancastro con caratteristiche grandi rizomorfe di colore biancastro. Carne biancastra di sapore amarognolo ed odore nullo. Fruttifica su detriti vegetali di latifoglie. Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Regione Umbria; Settembre 2012; Foto di Luigi Minciarelli. In bosco misto, Quercia, Castagno, Orniello quota 830 m s.l.m.. Le lamelle e i tipici rizoidi. -
Marasmius wynneae Berk. & Broome 1859
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Marasmius wynneae Berk. & Broome; Regione Abruzzo; Ottobre 2014; Foto di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2014 - Rivisondoli. -
Marasmius wynneae Berk. & Broome 1859
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Marasmius wynneae Berk. & Broome; Svizzera; Ottobre 2013; Foto di Roberto Cagnoli. -
Marasmius wynneae Berk. & Broome 1859
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Marasmius wynneae Berk. & Broome; Regione Marche; Ottobre 2012; Foto di Pietro Curti. Cresce fascicolato sotto Faggio. Pileo biancastro, grigiastro, igrofano, con margine lievemente striato. Lamelle bincastre e larghe, gambo bianco nella parte sommitale, bruno rossiccio nel tratto mediano e basale.
