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Archivio Micologico

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Tutti i contenuti di Archivio Micologico

  1. Micromphale brassicolens (Romagnesi) Orton; Regione Lazio, Roma, Castel Fusano; Novembre 2010; Foto di Mauro Cittadini.
  2. Micromphale brassicolens (Romagnesi) Orton; Regione Lazio, Roma Castel Fusano; Aprile 2008; Foto di Mauro Cittadini. Foto di Felice Di Palma.
  3. Micromphale brassicolens (Romagnesi) Orton; Regione Lazio, Roma Castel Fusano; Marzo 2008; Foto di Mauro Cittadini. Microscopia di Tomaso Lezzi Per fugare ogni dubbio possibile tra Micromphale brassicolens e Micromphale foetidum. Micromphale foetidum Zuccherelli 8-10 × 4-5 Bon 8-10 × 4-4.5 Moser 8.5-10 × 3.5-4 Micromphale brassicolens Zuccherelli 5-7 × 3-5 Bon 5-7 × 3.4 Moser 5.2-7 × 3-3.5 Osservati (su n=39) Forme molto irregolari, lisce, a seme di mela, asimmetriche, 3.8-6.4 × 2.1-3.6 Q=1.2-2.3 valori medi 5.1 × 3.0 Q=1.7 Quindi direi che la possiamo assegnare a Micromphale brassicolens, confermare le modalità ecologiche di crescita di queste due specie nell'ambiente considerato, ovvero "terricola" M. brassicolens e "su rami caduti" M. foetidum; e smentire come riportato da diversi autori che M. brassicolens cresce solo su foglie di faggio.
  4. Micromphale brassicolens (Romagnesi) Orton; Regione Lazio; Dicembre 2006; Foto di Felice Di Palma.
  5. Micromphale brassicolens (Romagnesi) Orton; Regione Lazio, Roma; Novembre 2005; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Cappello con il centro più scuro, gambo nero alla base fulvo nella parte alta, odore veramente schifoso di cavolo marcio. Simile a Marasmiellus fotidus (=Micromphale foetidum), che però ha cappello ombelicato e solcato e lamelle venose. Tutte le Micromphale hanno uno strato gelatinoso sotto la cuticola visibile in sezione al microscopio che può essere evidenziato colorando il preparato con Rosso Congo, poiché questo strato è Congofobo non si colora in rosso e può essere messo in evidenza.
  6. Micromphale brassicolens (Romagnesi) Orton 1960; Regione Lazio, Roma Castel Fusano; Ottobre 2005; Foto di Mauro Cittadini.
  7. Micromphale brassicolens (Romagnesi) Orton 1960 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Marasmiaceae Sinonimi Marasmius brassicolens Romagnesi 1952 Gymnopus brassicolens (Romagn.) Antonín & Noordel 1997 Foto e Descrizioni Cappello: 10-40 mm; prima convesso poi spianato a volte depresso al centro; cuticola brillante, igrofana; colore bruno-rossastro più scuro al centro; margine irregolare, striato, di colore più chiaro. Lamelle: smarginate; biancastre, inscurenti con l'età. Gambo: sottile, slanciato, un po' ingrossato all'apice, vellutato, bruno nerastro più chiaro all'apice. Carne: sottile biancastra; odore e sapore sgradevoli. Habitat: cresce in autunno, in gruppi e anche cespitoso, su residui legnosi di aghifoglie e latifoglie. Simile a Marasmiellus foetidus.
  8. Phlebia tremellosa (Schrad. : Fr.) Nakasone & Burds.; Regione Lombardia, Parco di Monza (MB); Novembre 2014; Foto di Marco Barbanera.
  9. Phlebia tremellosa (Schrad. : Fr.) Nakasone & Burds.; Regione Lombardia; Novembre 2013; Foto di Marco Barbanera. Su legno in disfacimento di latifoglia. Primordio.
  10. Phlebia tremellosa (Schrad. : Fr.) Nakasone & Burds.; Ottobre 2008; Foto di Pietro Curti.
  11. Phlebia tremellosa (Schrad. : Fr.) Nakasone & Burds.; Regione Lombardia; Ottobre 2005; Foto di Federico Calledda. Particolare dell'imenoforo.
  12. Phlebia tremellosa (Schrad. : Fr.) Nakasone & Burds. 1984 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Meruliaceae Sinonimi Merulius tremellosus Schrad. : Fr. 1794 Foto e Descrizioni Bel fungo lignicolo, conosciuto anche come Merulius tremellosus , risulta abbastanza comune in autunno su legno marcescente di latifoglia. Regione Lombardia; Ottobre 2005; Foto di Federico Calledda.
  13. Byssomerulius corium (Pers. : Fr.) Parmasto; Regione Lombardia, loc. Parco di Monza (Mb); Agosto 2014; Foto di Marco Barbanera. Su rametto di latifoglia.
  14. Byssomerulius corium (Pers. : Fr.) Parmasto; Regione Lazio; Marzo 2008; Foto di Felice Di Palma.
  15. Byssomerulius corium (Pers. : Fr.) Parmasto; Regione Campania; Marzo 2008; Foto di Felice Di Palma.
  16. Byssomerulius corium (Pers. : Fr.) Parmasto; Regione Campania; Febbraio 2007; Foto di Felice Di Palma.
  17. Byssomerulius corium (Pers. : Fr.) Parmasto 1967 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Irpicaceae Sinonimi Meruliopsis corium (Pers. : Fr.) Ginns 1976 Note nomenclaturali Il genere Byssomerulius è stato descritto da Parmasto nell'anno 1967 ed include specie con imenoforo meruloide ed ife generatici settate, senza GAF. Il genere Meruliopsis fu descritto nel 1959 da Bondartsev ed include invece specie con un imenoforo poroide. Da un punto di vista molecolare (Larsson, 2007) i generi Byssomerulius e Meruliopsis sono assai vicini ed insieme ai generi Candelabrochaete, Ceriporia e Gloeoporus appartengono alla stessa Famiglia (Irpicaceae) a cui appartiene Byssomerulius. Bibliografia BERNICCHIA, A., 2005. Polyporaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 10. Alassio (SV): Ed. Candusso. BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. BERNICCHIA, A. & GORJÓN, S.P., 2020. Polypores of the Mediterranean Region. Romar. LARSSON, K.H., 2007. Re-thinking the classification of corticioid fungi. Mycological research 111 (2007) 1040–1063. Regione Lazio; Gennaio 2007; Foto di Gianni Pilato. Fungo lignicolo che cresce, sotto forma resupinata, durante tutto l'arco dell'anno su rami caduti di latifoglia, specialmente quelli del genere Quercus.
  18. Meripilus giganteus (Pers. : Fr.) P. Karst.; Regione Lombardia, Parco Nord di Milano; Ottobre 2014; Foto di Marco Barbanera. Su ceppaia di Quercus sp.
  19. Meripilus giganteus (Pers. : Fr.) P. Karst.; Regione Lombardia; Ottobre 2012; Foto di Massimo Biraghi. Su ceppo di Platano.
  20. Meripilus giganteus (Pers. : Fr.) P. Karst.; Regione Lombardia; Settembre 2012; Foto di Marco Barbanera.
  21. Meripilus giganteus (Pers. : Fr.) P. Karst.; Regione Marche; Ottobre 2009; Foto di Pietro Curti. Pileo ed imenoforo. Macro del pielo.
  22. Meripilus giganteus (Pers. : Fr.) P. Karst.; Regione Sardegna; Settembre 2009; Foto di Franco Sotgiu.
  23. Meripilus giganteus (Pers. : Fr.) P. Karst.; Foto di Emilio Pini.
  24. Meripilus giganteus (Pers. : Fr.) P. Karst. 1882 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Meripilaceae Etimologia Dal latino giganteus = gigante, per le incredibili dimensioni che riesce a raggiungere. Cappello Complesso, formato da più strati o mensole sovrapposte, di forma semicircolare o a ventaglio, con il margine ondulato e lobato. Nel rispetto del nome, di grandissime dimensioni, talvolta imponente, raggiunge anche un metro di diametro e sporge dal tronco ospite per 30 cm e più, per un peso che arriva tranquillamente ai 10 Kg; la superficie è zonata, rugosa, rivestita da numerosissime scagliette appressate; colori pileici che vanno dall'ocraceo al rossiccio o al bruno più scuro, con il margine in genere più chiaro e talvolta biancastro. Imenoforo La parte fertile (quella inferiore) è formata da tubuli corti, di colore biancastro-ocraceo, che virano al nerastro alla manipolazione, e da pori minuti, tondeggianti, anch'essi annerenti. Gambo Apparentemente sessile, le mensole del fungo sono invece riunite in un punto di attacco comune che le tiene ancorate al legno sul quale insistono. Carne Morbida e tenace, ma presto fibrosa, coriacea, biancastra, rossiccia e poi nerastra alla manipolazione; odore caratteristico, fungino, forte e sapore acidulo. Habitat Saprotrofo o parassita su legno di conifere o su Faggio; dall'estate all'autunno, non molto comune. Commestibilità e tossicità Non commestibile a causa della sua consistenza dura e coriacea già nei giovani esemplari. Specie simili Laetiporus sulphureus (Bull. : Fr.) Murrill in parte gli somiglia, specie quando raggiunge un avanzato stadio di sviluppo per cui i colori (solitamente giallo-arancio brillante, molto sgargianti) tendono a sbiadire; Grifola frondosa (Dicks. : Fr.) S.F. Gray è formata da numerosi corpi fruttiferi che si dipartono da una base comune biancastra, a loro volta ulteriormente ramificati in modo sempre più fitto, fino a terminare in piccoli cappelli a forma di spatola, bruno-grigiastri; anch’essa è saprotrofa o parassita. In Giappone, Grifola frondosa viene chiamata maitake che vuol dire "fungo danzante" e le vengono attribuite delle particolari proprietà terapeutiche che, d'altro canto, non sono state verificate dalla medicina tradizionale; Polyporus umbellatus (Pers. : Fr.) Fr. è molto simile a Grifola frondosa, ma con colori pileici più sbiaditi e singoli cappelli imbutiformi anziché a forma di spatola, a volte forma una sorta di sclerozio (una massa globosa) nel terreno dal quale si diparte; Bondarzewia mesenterica (Schaeff.) Kreisel è composta da strati sovrapposti molto più carnosi, anch'essi raggruppati in una base comune, ocracei o bruno-chiari, con crescita tipica in zone montane, su ceppi o radici affioranti di Abete bianco, più raramente di Abete rosso; ha carne immutabile con sapore amaro o molto piccante, bruciante; Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr. potrebbe infine vagamente assomigliargli, ma si caratterizza per i colori pileici molto più ocracei, il cappello a squame molto più grandi, la crescita in singoli, o comunque pochi, esemplari. Scheda AMINT tratta da Tutto Funghi. Regione Lazio; Agosto 2010; Foto di Mauro Cittadini. In compagnia di una Xerula radicata.
  25. Melastiza cornubiensis (Berk. & Broome) J. Moravec; Regione Lombardia; Aprile 2012; Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Ritrovamento nel Parco Doneda, località Brembate; crescita terricola. Spore 15-17 × 9-10 µm, reticolate, decorate da creste irregolari molto sporgenti. Peli brunastri, settati, con apice arrotondato. Parafisi cilindriche, settate, con apice allargato 6-8 µm.
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