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Phaeoclavulina myceliosa (Peck) Fanchi & M. Marchetti 2018
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Phaeoclavulina myceliosa (Peck) Fanchi & M. Marchetti 2018 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Gomphales Famiglia Gomphaceae Regione Campania; Gennaio 2024; Foto di Antonio Albanese. -
Cortinarius infractus s.l. (Pers.) Fr. 1838
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Cortinarius infractus (Pers.) Fr. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. -
Cortinarius leproleptopus Chevassut & Rob. Henry 1988
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Cortinarius leproleptopus Chevassut & Rob. Henry 1988 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Leprocybe Sezione Leprocybe [Sezione Veneti] [Sottosezione Leprocybe] Serie cotoneus Stirpe subnotatus Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto leproleptopus deriva dal greco antico λεπρός [lepros] = squamoso, e da λεπτός [leptos] = gracile sottile, per il cappello squamoso e il gambo sottile. Cappello Cappello 30-70 mm di diametro, convesso, poi con l'età spianato, giallo oliva, feltrato, appena igrofano. Imenoforo Lamelle adnate. subuncinate, giallo oliva, filo fimbriato giallo citrino. Gambo Cilindrico clavato, allungato, bianco giallastro, soprattutto nella parte più alta, velo giallo citrino, radichette miceliari giallo citrino. Carne Giallo oliva, a maturità aranciata nel centro del gambo. Odore tra la patata e il fruttato. Sapore rafanoide. Reazioni macrochimiche KOH rosso vivo sul cappello, marrone rossastro alla base del gambo. Habitat Specie abbastanza termofila, associata a Querce sempreverdi. Microscopia Spore subglobose, subellissoidali, mediamente verrucose, piccole rispetto alle specie simili 6,13x5,32 µm; Q = 1,18; N= 22. Basidi tetrasporici. GAF presenti. Pigmenti vacuolare verde giallastro, parietale bruno giallastro, sulle ife superficiali. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Cortinarius leproleptopus presenta un cappello feltrato, giallo oliva, non verde e gambo slanciato. Cortinarius cotoneus Fr. è meno slanciato, con cappello di colore verde e odore forte rafanoide. Cortinarius melanotus Kalcbr. Presenta cappello di colore verde e squamette nere nel centro del cappello e odore di prezzemolo. Cortinarius venetus (Fr.) Fr. Presenta cappello di colore verde e odore rafanoide. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi e Luisa Atzei - Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lazio. Novembre 2025. Foto di Tomaso Lezzi. Raduno AMER 2025 a Sabaudia Leprocybe da un bosco di Leccio, Cerro e Carpino nero. Abbiamo effettuato tre diverse raccolte, tutte con le stesse caratteristiche: cappello feltrato, lamelle gialle con filo più chiaro, carne giallina, più chiara nella zona del cappello, odore di patata, gambo clavato, resti di velo giallo distribuiti lungo il gambo, KOH rosso vivo su cappello e bruno-rosso alla base del gambo. Spore subglobose 6,13x5,32 µm; Q = 1,18; N= 22. 1a raccolta. Presenza di Quercus ilex, Quercus cerris, Ostrya caripinifolia. KOH rosso vivo sul cappello. KOH marrone-rosso sul gambo. 2a raccolta. Presenza di Quercus ilex, Quercus cerris, Ostrya caripinifolia. KOH rosso sul cappello e marrone-rosso sul gambo. -
Cortinarius caroviolaceus P.D. Orton 1960
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Cortinarius caroviolaceus P.D. Orton 1960 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sezione Rapacei Sinonimi Cortinarius albidus subsp. europaeus (M.M. Moser) Quadr. 1985 Cortinarius aleuriosmus var. aphanosmus M.M. Moser 1997 Cortinarius rapaceus s. auct. NON Fr. Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto caroviolaceus deriva dal latino căro = carne e vĭŏlācĕus = violaceo, per il colore della carne. Cappello Cappello 50-130 mm di diametro, emisferico, poi con l'età espanso, quasi completamente bianco crema, con sfumature ocra soprattutto a maturità. Imenoforo Lamelle uncinate, bianco grigiastre, argilla, spesso con un tono violetto. Gambo Cilindrico, bianco, a volte sfumato di azzurro, con un bulbo basale marginato, spesso con una sfumatura violetta, presenza alla base del gambo di velo membranaceo biancastro. Carne Bianca, spesso con un tono violetto, odore e sapore indistinti. Reazioni macrochimiche KOH neutro o appena giallastro in ogni parte. Habitat Abbastanza termofilo, associato a latifoglie, tra cui Quercus spp., Fagus sylvatica, Ostrya carpinifolia, Corylus avellana. Microscopia Spore (8,0) 8,9-10,0 (10,9) × (5,4) 5,6-6,3 (6,5) µm; Q = (1,3) 1,5-1,7 (1,8); N = 42; Media = 9,5 × 5,9 µm; Qm = 1,6; prevalentemente amigdaliformi, anche citriformi, fortemente verrucose. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Cortinarius caroviolaceus presenta colori biancastri, bulbo marginato, assenza di odore e sapore particolari, carne spesso con una sfumatura violetta. Cortinarius osmophorus P.D. Orton ha colore bianco crema, poi ocraceo, non presenta odore di fartina, ma dolciastro, simile a Hebeloma saccariolens. Cortinarius aleuriosmus Maire ha colore bianco crema, poi ocraceo, presenta forte odore di farina, e bulbo basale arrotondato, non marginato. Cortinarius lustratus Fr. ha colori biancastri, presenta odore di farina, ma ha taglia più piccola e portamento meno robusto. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. KOK sulla cuticola. KOH sul bulbo. KOH sulla carne. Spore (8,0) 8,9-10,0 (10,9) × (5,4) 5,6-6,3 (6,5) µm; Q = (1,3) 1,5-1,7 (1,8); N = 42; Media = 9,5 × 5,9 µm; Qm = 1,6; prevalentemente amigdaliformi, anche citriformi, fortemente verrucose. Osservazione in KOH, a 1000×. -
Cortinarius balteatocumatilis P.D. Orton 1960
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Cortinarius balteatocumatilis P.D. Orton. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi.- 3 risposte
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- cortinarius veneris
- cortinarius balteatocumatilis
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Cortinarius largus Fr. 1838
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Cortinarius largus Fr. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi.- 4 risposte
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- cortinarius largusiellus
- cortinarius occultus
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- cortinarius largusiellus
- cortinarius occultus
- cortinarius paracyanopus
- cortinarius cuproviolaceus
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- cortinarius paracrassus
- cortinarius lividoviolaceus
- cortinarius cephalixolargus
- cortinarius lilacinicolor
- cortinarius lintrisporus
- cortinarius cyanobasalis
- cortinarius largus
- cortinarius subspadiceus
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Lepista irina (Fr.) H.E. Bigelow 1959
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Lepista irina (Fr.) H.E. Bigelow. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. -
Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss. 1990
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Lepiota ignivolvata Bousset & Joss. ex Joss. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Particolare delle caratteristiche bande oblique colorate sul gambo. -
Cortinarius obscurocyaneus Secr. ex J. Schröt. 1889
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Cortinarius obscurocyaneus Secr. ex J. Schröt. 1889 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sezione Infracti Brandrud & Melot Clade /infractus Note tassonomiche Cortinarius infractus (Pers.) Fr. risulta essere un complesso di specie con barcode differenti (LIIMATAINEN et al. 2019, SOOP et. al 2019), ma morfologia spesso non distinguibile. Appartengono a questo complesso Cortinarius maculatocaespitosus Bidaud e Cortinarius obscurocyaneus Secr. ex J. Schröt. specie a sé stante secondo CALLEDDA et al. (2021); la varietà Cortinarius infractus var. obscurocyaneus (J. Schröt.) G. Garnier 1991 secondo KUYPER T. et al. (2024). Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Specie simili Cortinarius infractus (Pers.) Fr. Vedi Note tassoniche. Cortinarius maculatocaespitosus Bidaud è una delle specie che appartengono al complesso di Cortinarius infractus s.l. Cappello Con colori scuri. Lamelle Con sfumature blu-violette. Gambo Con colori scuri. Crescita Subcespitosa Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. LIIMATAINEN K., NISKANEN T., DIMA B., KYTÖVUORI I., AMMIRATI J.F. & FRØSLEV T.G., 2014. The largest type study of Agaricales species to date: bringing identification and nomenclature of Phlegmacium (Cortinarius) into the DNA era. Persoonia 33: 98–140. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. SOOP K.,DIMA B., COOPER J.A., PARK D. & OERTEL B., 2019. A phylogenetic approach to a global supraspecific taxonomy of Cortinarius (Agaricales) with an emphasis on the southern mycota. Persoonia 42: 261-290. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. -
Cortinarius saturninoides (Rob. Henry) G. Garnier 1992
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Cortinarius saturninoides (Rob. Henry) G. Garnier 1992 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Phlegmacium Sezione Saturnini Moënne-Locc. & Reumaux Sezione Sciophylli Nespiak Clade /sciophyllus Sinonimi Hydrocybe saturninoides Rob. Heny 1955 Cortinarius serratissimus M.M. Moser 1968 Note tassonomiche CALLEDDA et al. (2021) per questa specie considerano prioritario il nome Cortinarius serratissimus M.M. Moser, mentre KUYPER T. et al. (2024) considerano prioritarioil nome Cortinarius saturninoides (Rob. Henry) G. Garnier. Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto saturninoides deriva dall'epiteto di specie saturninus e dal suffisso greco -οειδής [-oides] = simile a, per il suo apetto simile a Cortinarius saturninus. Cappello Con largo umbone ottuso, bruno al disco e viola in periferia, percorso da fitte fibrille radiali. Imenoforo Bruno-viola, con filo biancastro. Gambo Bruno-viola. Carne Marezzata, bruna alla base e viola all'apice; carne del cappello bruna, viola. Reazioni macrochimiche Neutro con KOH su cappello e carne. Habitat Associato con Faggio, Carpino, Nocciolo e Quercus spp. Commestibilità e tossicità Specie non commestibile. Specie simili Cortinarius saturninus (Fr. : Fr.) Fr. gli è simile, ma presenta colorazioni brune invece che bruno-violacee. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento sotto faggio, lamella seghettata con filo bianco. -
Inocybe griseolilacina J.E. Lange 1917
Archivio Micologico ha postato un topic nell'area Funghi Velenosi
Inocybe griseolilacina J.E. Lange 1917 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Inocybaceae Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. -
Cortinarius cliduchus Fr. 1838
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Cortinarius cliduchus Fr. Settembre 2005. Bosco di Faggio e Nocciolo con qualche raro Pino. Foto di Christian Zoldan.- 4 risposte
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- cortinarius olidus
- cortinarius cinctipes
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Cortinarius sordescens Rob. Henry 1944
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Cortinarius elegantissimus Rob. Henry 1989
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Cortinarius elegantissimus Rob. Henry. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Lamelle gialle. Velo bianco abbondantissimo. Sezione e squamette più scure sul cappello. Reazione rosssa con KOH sul cappello e sulla carne. Sezione con particolare delle lamelle gialle e del velo secondario abondante, -
Cortinarius balteatocumatilis P.D. Orton 1960
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Cortinarius balteatocumatilis P.D. Orton 1960 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sezione Patibles Moënne-Locc. & Reumeaux Sezione Phlegmacioides (Fr.) Brandrus et al. Clade /variicolor Sinonimi Cortinarius balteatus var. praestantoides Reumaux 1996 Cortinarius flavescentipes Reumaux 1996 Cortinarius veneris Bidaud, Moënne-Locc. & Reumaux 1996 Phlegmacium balteatocumatile (Rob. Henry ex P.D. Orton) Niskanen & Liimat. 2022 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. L'epiteto Balteatocumatilis deriva dal latino baltĕus = con il balteo, la cintura a cui si appendeva la spada, e cūmātĭlis = cumatile, grigio-blu, per il colore grigio-azzurro al bordo del cappello. Cappello Cappello 50-150 mm di diametro, convesso, poi espanso, con margine persistentemente involuto e leggero umbone, da violaceo a bruno violaceo, bruno-rosso, il margine rimane violaceo a lungo (inde nomen), con fibrille radiali rosso brune presenti soprattutto al margine, velo bianco più abbondante al margine, ma presente anche al centro del cappello. Imenoforo Lamelle uncinate, bianco-grigiastre, a volte con una sfumatura lilla, filo della lamella concolore. Gambo Bianco, sfumato di lilla per i resti velari, clavato, senza un evidente bulbo marginato, ha spesso una larga appendice radicante. Carne Bianca. Odore rafanoide e sapore fungino. Reazioni macrochimiche KOH giallo con alone più scuro sulla carne. Habitat Associato a latifoglie, come Fagus sylvatica e Quercus spp., Carpinus betulus, Tilia cordata, Corylus avellana e Castanea sativa, soprattutto su terreni calcarei. Microscopia Pileipellis simplex tendente al duplex. Spore da oblunghe a subcilindriche, subamigdaliformi, a volte leggermente citriformi, finemente punteggiate, con verruche poco pronunciate riunite in alcuni casi in brevi creste, a volte quasi si presentano quasi lisce. Basidi quadrisporici. Cheilocistidi assenti. GAF + in tutti i tessuti. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Cortinarius balteatocumatilis è uno dei Phlegmacium più robusti, e presenta in maniera quasi costante una fascia viola al bordo del cappello. Cortinarius daulnoyae (Quel.) Lucand. ha reazione al KOH simile, ma si distingue per la mancanza della fascia viola al bordo del cappello. Cortinarius variicolor (Pers. : Fr.) Fr. da alcuni ritenuto sinonimo di Cortinarius nemorensis (Fr.) J.E. Lange presenta una fascia viola al bordo del cappello, ma ha lamelle argilla-violette e non bianche. Cortinarius largus Fr. ha lamelle argilla-violette e non bianche, e carne violetta. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi.- 3 risposte
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- cortinarius veneris
- cortinarius balteatocumatilis
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Cortinarius rufo-olivaceus (Pers. : Fr.) Zawadzki 1835
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Cortinarius rufo-olivaceus (Pers. : Fr.) Zawadzki. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. -
Cortinarius tigrinipes Bergeron 1997
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Cortinarius tigrinipes Bergeron. Regione Abruzzi. Ottobre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento sotto Quercus pubescens. Questa specie si distingue da Cortinarius torvus per le decorazioni gialle, festonate di velo, sull'armilla bianca. Le lamelle sono viola da giovani e la carne è anch'essa viola. -
Entoloma sinuatum (Bull. : Fr.) P. Kumm. 1871
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Tricholoma acerbum (Bull. : Fr.) Quélet 1872
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Leucopaxillus giganteus (Leyss. : Fr.) Singer 1938
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Phellinus igniarius (L.) Quél. 1886
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Phellinus igniarius (L.) Quél. 1886 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Hymenochaetales Famiglia Hymenochaetaceae Regione Abruzzo; Agosto 2024; Foto di Felice Di Palma. Su legno di Salix sp. -
Amanita flavoconia G.F. Atk. 1902
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Amanita flavoconia G.F. Atk. 1902. Regione Liguria. Luglio 2024. Foto e commento di Marika Ligure. Bosco con presenza di leccio, pino con aghi lunghi e varie essenze mediterranee, gambo lungo, liscio o con poche squamette, di colore giallino, anello effimero e piccola volva molto appressata alla base, pileo rosso-arancio con bordo liscio e solo piccoli residui bianchi sopra, lamelle fitte con lamellule verso il bordo, colore bianco con sfumature giallastra, carne bianca. -
Amanita flavoconia G.F. Atk. 1902
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Amanita flavoconia G.F. Atk. 1902 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Amanitaceae Genere Amanita Sottogenere Lepidella Sezione Validae Sinonimi Amplariella flavoconia (G.F. Atk.) E.-J. Gilbert 1940 Venenarius flavoconius (G.F. Atk.) Murrill 1948 Amanita flavoconia var. inquinata Tulloss, Ovrebo & Halling 1992 Amanita flavoconia var. sinapicolor Tulloss, Ovrebo & Halling 1992 Amanita erythrocephala Neville, Poumarat & Aste 2000 Nome inglese Red-Headed Yellow Dust Amanita Etimologia L'epiteto Amanita deriva dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità. L'epiteto flavoconia deriva dal latino flāvus = giallo, e dal greco κόνις [konis] = polvere, per l'aspetto delle verruche gialle sulla cuticola del cappello. Per quanto riguarda il sinonimo Amanita erythrocephala, L'epiteto erythrocephala deriva dal greco eruthros = rosso, e dal greco κεφαλή [kephale] = testa, per la colorazione del cappello. Nome inglese Yellow patches, Yellow Wart, Yellow dust Amanita. Cappello 2-8 cm di diametro, convesso, poi spianato in maturità, con evidenti verruche gialle o bianche con apice giallo, resto del velo primario che tendono a dilavarsi facilmente, lasciando il cappello spesso senza tracce di verruche. Margine liscio. Imenoforo Lamelle libere al gambo, da bianche a giallastre, con presenza di lamellule. Sporata bianca e amiloide. Gambo Fino a 12 × 1,5 cm da bianco a giallastro, con presenza di anello, e di volva basale. Anello Persistente, come il gambo da bianco a giallastro Volva Si può dissociare abbastanza facilmente, lasciando resti giallastri nel terreno o sul gambo. Carne Bianca, giallo aranciata vicino al bordo della cuticola e giallastra vicino alla parte esterna del gambo. Senza odore particolare. Habitat In boschi di aghifoglie e latifoglie Querce e Pini in particolare. Specie molto comune in nord America. Il ritrovamento italiano della Liguria (alto savonese) è avvenuto in boschi con presenza di Castanea sativa, Quercus ilex, Pinus pinea e varie essenze mediterranee. Commestibilità e Tossicità Specie sospettata di essere tossica, ma che merita studi più approfonditi. Da evitarne quindi il consumo. Specie simili Amanita frostiana (Peck) Sacc. Frost's Amanita) è una specie rara, tossica, che si presenta negli stessi boschi del nord America in cui compare Amanita flavoconia. Presenta margine striato, volva dissociata in placche alla base del gambo e colori più slavati. Ha spore globose inamiloidi. Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam. tossica, è una specie comune sotto Abies sp., Betula sp., a volte Populus sp., ha gambo, lamelle, anello, carne bianca e verruche più persistenti e bianche nella maggior parte dei campioni. A volte le verruche sono grigie o giallastre. Amanita caesarea (Scop. : Fr.) Pers. presenta cappello aranciato, gambo, lamelle e anello gialli, ma velo mai sotto forma di verruche friabili, bensì sotto forma di grandi placche che solo raramente rimangono sul gambo. Margine striato. È specie tipicamente mediterranea. Amanita jacksonii Pomerl. (American Slender Caesar) è sempre una specie americana, simile ad Amanita caesarea, che presenta volva a sacco. Osservazioni Un breve riassunto della storia italiana di questa specie. - Fabio Aste del gruppo Alassino effettuò il primo ritrovamento italiano in Liguria, capì che era qualcosa di insolito e la portò a vedere al gruppo Micologico. - Furono interpellati Pierre Neville e Serge Poumarat, che poi fecero insieme la pubblicazione della nuova specie Amanita erythrocephala. - Dopo quel primo ritrovamento è stata rinvenuta parecchie volte, in 10-11 stazioni diverse, fra Savona, Cuneo e Genova, ma anche Varese. - Spesso la microscopia non basta, oggi come oggi, a dividere o unire le specie, ma spesso bisogna far riferimento agli esami molecolari. - È in corso uno studio a livello mondiale sul complesso dell'Amanita flavoconia piuttosto completo ed esaustivo, ma appunto ancora in corso e non pubblicato. - Amanita erythrocephala non sembra essere una buona specie, questi ritrovamenti andrebbero piuttosto chiamati, almeno per ora, e fino a novità che giungeranno magari più avanti, col nome di Amanita flavoconia, cioè una specie americana, che avrebbe la priorità. Non sarebbe la prima volta che una specie "straniera" approda in Liguria. Alcuni autori ritengono i ritrovamenti italiani, effettuati in Liguria una specie a sé stante: Amanita erythrocephala. Altri ritengono che questi ritrovamenti siano una nuova varietà di Amanita flavoconia. R.E.Tulloss, uno dei principali studiosi di Amanita a livello mondiale, sul proprio sito Amanitaceae.org riporta: "Neville et al. (Neville & Poumarat 2004) currently believe that the taxon [Amanita erythrocephala] may well be the same as a reddish-capped variant of A. flavoconia G. F. Atk. previously known from the United States under the herbarium code name Amanita sp-MD01 mentioned in Tulloss 1998. I concur with their position in this regard. R. E. Tulloss" Riteniamo che i ritrovamenti italiani della Liguria siano a tutti gli effetti delle Amanita flavoconia poiché mostrano le stesse caratteristiche, senza differenziarsene, se non per caratteri macro e microscopici che, secondo noi, possono essere considerati semplice variabilità specifica. Ci auspichiamo che gli esami molecolari e gli studi in corso possano in breve confermare o smentire questa ipotesi. Bibliografia NEVILLE, P., POUMARAT, S. & ASTE, F., 2000. Una nuova specie europea di Amanita della Sezione Validae: A. erythrocephala. Bollettino del Gruppo Micologico G. Bresadola. 43 (2): 135-142. NEVILLE, P. & POUMARAT, S. 2004. Amaniteae. 1. Fungi Europaei 9: 1-1119. ROBERTS, P. & EVANS, S., 2011. The book of fungi. Ed. Ivy Press, East Sussex. TULLOSS, R. E. 1998. Syllabus for a seminar on Amanita, 4th ed. (N. Amer. Mycol. Assoc. & Mycol. Soc. San Francisco). vi+184+ii pp. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Liguria; Luglio 2020; Foto di Marika Ligure. Regione Liguria; Luglio 2020; Foto di Massimo Vannoni. -
Hydropodia subalpina (Höhn.) Vizzini, Consiglio & M. Marchetti 2022
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Non Commestibili o Sospetti
Hydropodia subalpina (Höhn.) Vizzini, Consiglio & M. Marchetti. Regione Umbria. Maggio 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento in faggeta. -
Cordyceps militaris (L. : Fr.) Fr. 1818
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Non Commestibili o Sospetti
Cordyceps militaris (L. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Dicembre 2009: Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. Ascomicete che fruttifica su larve di lepidotteri morte, precedentemente attaccate dal micelio. Palizzata degli aschi. Aschi. Osservazione a 400×. Le ascospore inizialmente sono molto lunghe e filiformi. Le spore maturando si discaccano in corrispondenza dei setti e generano spore secondarie a forma di piccolo cilindro 4-5(6) × 1,5-2 µm.- 6 risposte
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- hypoxylon militare
- cordyceps militaris
- (e 5 in più)
