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Crepidotus calolepis (Fr.) P. Karst 1879
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Crepidotus calolepis var. squamulosus (Cout.) Senn-Irlet. Regione Sardegna. Parco Aimerich. Novembre 2012. Foto di Tomaso Lezzi. -
Crepidotus calolepis (Fr.) P. Karst 1879
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Crepidotus calolepis var. squamulosus (Cout.) Senn-Irlet. Regione Sardegna. Ottobre 2010. Foto e commento di Franco Sotgiu. Laconi, Parco Aymerich, un parco della regione dove c'è la tutela integrale dei funghi e di tutte le essenze botaniche. Un ritrovamento ad un anno circa di distanza dalla mostra di Laconi, in quell'occasione la determinazione e la microscopia furono postate da Mauro Cittadini (vedi post precedente). -
Crepidotus calolepis (Fr.) P. Karst 1879
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Crepidotus calolepis var. squamulosus (Cout.) Senn-Irlet. Regione Sardegna. Novembre 2009. Foto di Felice Di Palma. -
Crepidotus calolepis (Fr.) P. Karst 1879
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Crepidotus calolepis (Fr.) P. Karst 1879 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Crepidotaceae Crepidotus calolepis var. squamulosus (Cout.) Senn-Irlet 1995, differisce dalla varietà tipo Crepidotus calolepis var. calolepis (Fr.) P. Karst. 1879, Per la crescita in ambienti più decisamente mediterranei xerofili, per le dimensioni in media più grandi, (uno degli esemplari raccolti sfiorava i 5 cm), per la crescita anche su alberi vivi e per le spore mediamente più grandi. Tutti elementi rilevati nelle nostre raccolte di Laconi e come riportato dalla recente monografia "Il Genere Crepidotus in Europa" di G. Consiglio e L. Setti. Crepidotus calolepis var. squamulosus (Cout.) Senn-Irlet. Regione Sardegna. Novembre 2009. Foto e microscopia di Mauro Cittadini. Spore 7,8-10,2 × 5,2-6,5 µm, lisce, bruno tabacco in massa, ocracee al microscopio ottico in acqua, cheilocistidi cilindrico-fusiformi anche sub-lageniformi, GAF presenti in tutti i tessuti. Ife terminali dell'epicute fortemente pigmentate di bruno (viste in acqua) con la classica ornamentazione zebrata. Ife terminali dell'epicute. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Emilia Romagna, loc. Cassimoreno (PC), bosco di Faggio; Agosto 2014; Foto di Massimo Biraghi. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Piemonte; Agosto 2014; Foto di Roberto Cagnoli. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Marche; Mese di Ottobre, Anno 2014; Foto di Pietro Curti. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers,; Regione Marche; Ottobre 2012; Foto di Pietro Curti. Struttura a tromba. Pileo corrugato e decorato con minute squamette. Imenoforo liscio. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Marche; Ottobre 2013; Foto di Pietro Curti. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers,; Regione Marche; Novembre 2010; Foto di Pietro Curti. Pileo e imenoforo. Cromatismi nerastri e morfologia imbutiforme, dettaglio imenoforo e pileo fortemente arricciato. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers,; Regione Marche; Ottobre 2010; Foto di Mauro Cittadini. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers,; Regione Marche; Ottobre 2010; Foto di Pietro Curti. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Liguria; Novembre 2012; Foto di Maria Ligure. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Lombardia; Novembre 2012; Foto di Marco Barbanera. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Toscana; Giugno 2010; Foto e commento di Alessandro Francolini. Fungo gregario che cresce a gruppi anche numerosissimi durantei periodi particolarmente freschi e umidi in estate e, soprattutto, in autunno. Buon commestibile: si presta benissimo anche all'essiccazione e a successiva riduzione in polvere per essere impiegato come aromatizzante. Dal TUTTO FUNGHI pag. 170: "Il nome volgare "Trombette dei morti" non è dovuto al colore nero ma al fatto che si sviluppa attorno al 2 novembre, ricorrenza dei defunti. Comunissimo nelle faggete e nei boschi di altre latifoglie; poco frequente sotto aghifoglia. Piuttosto simile per struttura e colorazione è Cantharellus cinereus, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerastra, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose "Trombette". Altro esemplare somigliante a questo fungo è Færberia carbonaria, commestibile, somigliante ad un Cantharellus e infatti, in un passato lontano, veniva chiamato Cantharellus carbonarius: cresce su residui carboniosi, talvolta nel muschio e presenta un cappello più piccolo, convesso, imbutiforme, con orlo ondulato di colore grigio-brunastro ed imenio costituito da vere lamelle." Decisamente in anticipo rispetto al tradizionale periodo di crescita: indice dell'umidità accumulata nel bosco dopo le abbondanti piogge del mese di giugno. Colline mugellane; bosco misto di latifoglia; 550 metri s.l.m. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Friuli Venezia Giulia; Novembre 2009; Foto di Nicolò Parrino. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti. Imenoforo liscio. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Marche; Ottobre 2007; Foto di Pietro Curti. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Lazio; Gennaio 2007; Foto Gianni Pilato. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Lazio; Novembre 2006; Foto di Felice Di Palma. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers; Regione Marche; Ottobre 2005; Foto di Pietro Curti. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Cantharellales Famiglia Hydnaceae Etimologia Derivazione mista dal latino e dal greco, Craterellus = piccola coppa e cornucopioides = a forma di cornucopia. Cappello È la parte superiore ed interna che si prolunga per tutto il gambo, misura 3-10(12) cm e ricorda una cornucopia o una trombetta, molto svasata in alto e con il margine arrotolato; la colorazione è inizialmente scura, nero-bluastra con presenza di piccole squamette che si evidenziano maggiormente da adulto quando la pigmentazione schiarisce apparendo grigio-brunastra. La zona fertile o imenio si presenta nella parte inferiore ed esterna ed è liscia con rugosità verticali; il colore è da grigio-cenere a grigio-bluastro, tendente a schiarire maggiormente anche per le spore che sono bianche. Gambo 2-5(6) cm, risulta quasi inesistente, inglobato nel cappello ed è fibroso. Carne La consistenza è sottile ed elastica, color grigio-nerastro, da giovane con delicato odore di frutta ma, con l'invecchiamento, ricorda la cantina o il tartufo; il sapore è gradevole, un po' dolciastro. Habitat Comunissimo nelle faggete e nei boschi di altre latifoglie, poco frequente sotto aghifoglia. Commestibilità e tossicità Craterellus cornucopioides è un ottimo commestibile, molto ricercato, anche se non tutti gradiscono un piatto ingrigito o addirittura annerito da questi funghi; essiccato ha una ottima resa. Osservazioni Talvolta si incontrano zone del bosco dove è praticamente impossibile procedere senza calpestare questi funghetti che quasi sempre crescono in gruppi molto numerosi. La famiglia Cantharellaceae non esiste più in quanto filogeneticamente è affine alla famiglia Hydnaceae, che è un nome prioritario, più antico. La famiglia Hydnaceae contiene Cantharellus e Craterellus. Somiglianze e varietà Piuttosto simile per struttura e colorazione è Cantharellus cinereus, buon commestibile, che presenta un cappello grigio più o meno scuro, ma con tonalità brunastre; la superficie è un po' fibrillosa, soprattutto verso il margine, che appare ben revoluto e marcatamente ondulato; l'imenio di questo fungo è caratterizzato da pliche venose molto ramificate, dette anastomosi, e scambiate da molti per lamelle; il colore è grigio cenere e schiarisce a maturazione, a causa della sporata bianca. Il gambo è ben distinto e pieno ma, crescendo, si forma al centro di esso un sottile condotto che talvolta arriva fino al centro del cappello. La carne è nerasta, sottile ed elastica, con un evidente odore fruttato e sapore gradevole. Cresce numeroso soprattutto nei castagneti umidi e viene raccolto e consumato spesso scambiandolo per le più famose "Trombette". Altro fungo somigliante aCraterellus cornucopioides è Faerberia carbonaria, commestibile, somigliante ad un Cantharellus ed infatti, in un passato lontano, veniva chiamatoCantharellus carbonarius; cresce su residui carboniosi, talvolta nel muschio e presenta un cappello più piccolo, convesso, imbutiforme, con orlo odulato di colore grigio-brunastro ed imenio costituito da vere lamelle. Curiosità Il nome "Trombette dei morti" non è dovuto al colore nero, ma al fatto che si sviluppa attorno al 2 novembre, ricorrenza dei defunti. Fungo molto caratteristco per l'aspetto morfologico a tromba, per i suoi cromatismi nerastri, per il suo crescere densamente aggregato e subcespitoso, per il suo odore e sapore aromatico fungino. Scheda AMINT tratta da "Tutto Funghi" Regione Abruzzo; Ottobre 2008; Foto di Mauro Cittadini.
