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Stropharia caerulea Kreisel 1979
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Stropharia caerulea Kreisel; Regione Toscana; Ottobre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Una coppia di esemplari reperiti presso Faggio. -
Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel 1910
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Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel; Regione Toscana; Ottobre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Particolare con anello in primo piano Seconda serie; ha colonizzato un ramo a terra di Faggio. Terza serie; due cespi su altro ramo di Faggio a terra. -
Aureoboletus gentilis (Quél.) Pouzar 1957
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Aureoboletus gentilis (Quél.) Pouzar; Regione Toscana; Ottobre 2018; Foto di Alessandro Francolini. -
Cantharellus pallens Pilát 1959
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Cantharellus pallens Pilát; Regione Toscana; Ottobre 2018; Foto di Alessandro Francolini. In primo piano un esemplare con il cappello coperto di pruina biancastra -
Marasmius oreades (Bolton) Fr. 1836
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Marasmius oreades (Bolton) Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Chiamato volgarmente “gambe secche” per la caratteristica tenacità del gambo (pieno e quasi legnoso). Ottimo commestibile... per i raccoglitori pazienti, viste le sue piccole dimensioni. Igrofano, con cappello color ocra-isabella a secco, brunastro a tempo umido; lamelle libere, rade, larghe e sinuose; odore gradevole come di mandorle amare (dovuto alla presenza di infinitesime tracce di acido cianidrico, che non pregiudicano la sua ottima commestibilità) e sapore dolciastro che ricorda la nocciola. Gli è simile Marasmius collinus (dalla commestibilità non del tutto accertata e quindi sconsigliabile) che si distingue macroscopicamente per il gambo più esile e meno tenace, fistoloso o più o meno cavo, per la carne dall’odore poco gradevole (con componenti agliacee o di gomma-caucciù o di Scleroderma), per le lamelle più fitte. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 81, Pag. 188: “È una specie che ha la capacità di essere reviviscente: la carne secca fatta rinvenire con l’acqua riprende la sua consistenza originale, mantenendo il suo profumo, il sapore e le caratteristiche organolettiche.” -
Lycoperdon perlatum Pers. : Pers. 1796
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Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2018; Foto di Alessandro Francolini. Aculei conici. Quelli più grandi, una volta asportati, lasciano intravedere delle areolature contornate da una coroncina di piccole verruche. -
Armillaria luteobubalina Watling & Kile 1978
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Armillaria luteobubalina Watling & Kile 1978 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Physalacriaceae Sinonimi Non sono conosciuti sinonimi per questa specie. Nome popolare Australiano Il nome comune australiano è Honey Fungus, il Fungo del miele, per il colore del suo cappello. Etimologia L'epiteto Armillaria deriva dal latino armílla = braccialetto, armilla; per la presenza di un anello/armilla sul gambo. L'epiteto luteobubalina deriva dal latino lūtĕus = giallo; e būbălinus = color del bufalo; per il colore giallo bruno del cappello. Cappello 5-10 cm, convesso, ma presto quasi disteso, margine rigato soprattutto a maturità, presenta piccole scaglie scure, irte, diffuse sulla superficie del cappello, maggiormente diffuse verso il centro del cappello. Lamelle Bianco crema. Gambo Consistente e fibroso. Alla base presenta notevoli fasci di rizomorfe, con cui si diffonde nel terreno, fino ad attaccare altre piante. Anello Il gambo presenta un anello sul gambo (velo parziale) duraturo e striato, che si estende in maniera simile a un'armilla nella parte bassa del gambo che risulta più scura rispetto alla parte che si trova sopra all'anello. Carne Soda quella del cappello, fibrosa e coriacea quella del gambo. Sapore amaro, pungente, sgradevole, persistente. Habitat Cresce su alberi vivi, alla base di ceppaie, in folti gruppi. È un parassita aggressivo, che attacca piante deboli, ma anche in buona salute, portandole anche alla morte. Si trova spesso su alberi di Eucliptus spp., ma anche sul legno di altre piante, sia nei boschi che nei giardini. Commestibilità o Tossicità Non commestibile per le caratteristiche organolettiche della carne. Osservazioni È un parassita temibile che può attaccare e portare alla morte gli alberi. Somiglianze e Varietà Armillaria luteobubalina è una specie tipica dell'Australia, dove sono presenti diverse specie di Armillaria, ed è una delle specie australiane vicarianti della nostra europea Armillaria mellea. Le specie australiane con cui si può confondere sono: Armillaria fumosa Kile & Watling; con squamule scure sul cappello e soprattutto sull parte del gambo sotto l'anello, mostra spesso colori diffusi grigiastri. Specie ritrovata in Australia continentale e in Tasmania. Armillaria hinnulea Kile & Watling; con sottili scaglie brune sul cappello, lamelle da crema a rosa. Specie ritrovata in Australia continentale, Tasmania e Nuova Zelanda. Armillaria novae-zelandiae (G. Stev.) Boesew. ha gambo e cappello viscidi. Specie ritrovata in Australia continentale, Tasmania e Nuova Zelanda. Armillaria pallidula Kile & Watling; specie con colori quasi completamente biancastri, con gambo bruno chiaro, si rinviene su legno di Pinus elliottii. Specie ritrovata solo in Australia continentale. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Australia, Otway Fly Treetop Walk, Weeaproinah, Beech Forest, Melbourne; Febbraio 2018; Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento su tronco a terra di Nothofagus cunninghamii = Lophozonia cunninghamii. I campioni fotografati, non sono particolarmente viscidi, ma semplicemente bagnati da una abbondante pioggia, infatti questa foresta si trova in una zona temperata, umida, subtropicale. L'habitat, una spettacolare foresta di Eucaliptus regalis e Nothofagus cunninghamii e Felci arboree. Le foto sono effettuate all'nterno di un parco dove il bosco è attraversato da passerelle che permettono di vedere gli alberi anche da 30 metri di altezza, una passeggiata tra le chiome degli alberi! Tronchi di Eucaliptus regalis, che arrivano anche a 50 metri di altezza. -
Lactarius repraesentaneus Britzelm. 1885
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Lactarius repraesentaneus Britzelm.; Regione Trentino; Agosto 2006; Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Giallo, tomentoso, con tendenza a diventare viola alla sezione e sulla superficie contusa, gambo scrobicolato, latice bianco mite poi amarognolo, immutabile se isolato dal fungo, mentre diventa viola se lasciato sulle lamelle. In foto un esemplare giovane col bordo del cappello ancora involuto e fortemente tomentoso. Latice bianco, acre. Notare le macchie viola sulle lamelle e sul gambo. -
Lactarius tesquorum Malençon 1979
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Leucoagaricus barssii (Zeller) Vellinga 2000
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Leucoagaricus barssii (Zeller) Vellinga; Regione Toscana (AR); Settembre 2018; Foto Tomaso Lezzi. Specie dai colori grigiastri, con cappello feltrato soprattutto lungo il margine del cappello. Gambo biancastro, con anello concolore, non scuro. Spore metacromatiche senza poro germinativo. Cheilocistidi clavati, lageniformi, a volte subcapitulati. La specie simile Leucoagaricus nympharum presenta cappello con scaglie erette, spore con poro germinativo, e cheilocistidi da subglobosi a lageniformi. Cheilocistidi clavati, lageniformi, a volte subcapitulati. 400×; osservazione in rosso Congo. Spore metacromatiche senza poro germinativo. 1000×; osservazione in rosso Congo. Spore metacromatiche senza poro germinativo. 1000×; osservazione in blu di Cresile. Pileipellis un trichoderma di ife allungate con occasionali cellule rigonfie con escrescenza allungata. 100×; osservazione in rosso Congo. Pileipellis un trichoderma di ife allungate con occasionali cellule rigonfie con escrescenza allungata. 400×; osservazione in rosso Congo. -
Daedaleopsis confragosa (Bolton : Fr.) J. Schröt. 1888
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Daedaleopsis confragosa (Bolton : Fr.) J. Schröt.; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. Mensola solcata-zonata, colori da beige-ocra a bruno-rossastro "opaco"; margine biancastro. Superficie poroide da biancastra a brunastra. Oltre al bianco e al bruno, nelle zone contuse si può notare un leggero viraggio al rosa. Il bell'effetto geometrico dei pori, di forma irregolare: da rotondi a radialmente un poco allungati. -
Amanita rubescens Pers. : Fr. 1797
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Amanita rubescens Pers. : Fr.; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. Robusta Amanita dal cappello rossastro, rosso-brunastro, rivestito di piccole scaglie acute che si stagliano sul fondo per il loro colore grigio, grigio-rosato; anello carnoso, ampio e a gonnellino, striato sulla faccia esterna e posizionato in alto sul gambo; gambo che si allarga verso la base quasi bulbosa, bianco in alto e poi sfumato di rosa scendendo verso la base. La carne è biancastra ma tende ad arrossarsi nelle ferite e nelle contusioni. La volva non è ben visibile: il velo generale alla base si frammenta fin da giovane, lasciando alla base del gambo soltanto residui in forma di protuberanze più o meno accentuate. Contiene tossine termolabili.- 42 risposte
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- tignosa vinata
- amanita rossa
- (e 2 in più)
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Tapinella atrotomentosa (Batsch : Fr.) Šutara 1992
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Tapinella atrotomentosa (Batsch : Fr.) Šutara; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. Cuticola asciutta finissimamente vellutata. Orlo pileico involuto; lamelle ricche di anastomosi e forcature soprattutto in vicinanza del gambo su cui decorrono per un discreto tratto. Gambo tozzo, eccentrico, coperto di peluria bruno-scura che al tatto ricorda il velluto L'imenoforo negli esemplari giovani è giallastro ma si macchia di bruno alla manipolazione. Negli esemplari adulti diviene comunque color ocra-bruno in seguito alla maturazione delle spore -
Amanita spadicea Pers. 1797
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Amanita spadicea Pers.; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. -
Russula rosea Pers. 1796
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Russula rosea Pers.; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. Lamelle fragili, soprattutto nell'esemplare maturo Sporata color crema chiaro (Codice Romagnesi IIa). -
Daedaleopsis tricolor (Bull. : Fr.) Bondartsev & Singer 1941
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Daedaleopsis tricolor (Bull. : Fr.) Bondartsev & Singer; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. Nutrita colonia su un tronco caduto e muschioso. Imenoforo con pori trasformati in lamelle dicotomiche; nelle zone contuse si notano macchie più o meno a tonalità rosata Mensole imbricate, osservate dalla parte degli imenofori La bella geometria dell'imenoforo ricorda un "artistico lavoro" ad intaglio nel legno -
Caloboletus calopus (Pers. : Fr.) Vizzini 2014
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Caloboletus calopus (Pers.) Vizzini; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. -
Butyriboletus regius (Krombh.) Arora & J.L. Frank 2014
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Butyriboletus regius (Krombh.) D. Arona & J.L. Frank; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini.- 23 risposte
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- boletus regius
- boleto regale
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Mutinus caninus (Huds. : Pers.) Fr. 1849
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Mutinus caninus (Huds. : Pers.) Fr.; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 229 Pag. 350: “La gleba compatta, verde oliva, dall’odore rafanoide, si liquefa producendo un odore repellente simile a quello degli escrementi umani. Contrariamente a quanto avviene nei Phallus, il genere Mutinus è caratterizzato da basidiomi stipitiformi privi di pileo e dalla gleba a diretto contatto con essi.” Il simile Mutinus elegans si differenzia per il colore del ricettacolo rosso o arancio-rossastro (e non biancastro o tutt’al più giallastro chiaro con eventuali sfumature rosate) e per l’odore con componente dolciastra. -
Butyriboletus subappendiculatus (Dermek, Lazebn. & J. Veselský) D. Arora & J.L. Frank 2014
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Butyriboletus subappendiculatus (Dermek, Lazebn. & J. Veselský) D. Arora & J.L. Frank; Regione Toscana; Agosto 2018; Foto di Alessandro Francolini. Una coppia di esemplari reperiti presso Abete bianco. -
Scleroderma citrinum Pers. : Pers. 1801
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Scleroderma citrinum Persoon : Persoon; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. -
Phallus impudicus L. : Pers. 1753
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Phallus impudicus L. : Pers.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. Talvolta invasivi soprattutto nelle faggete. Sezione longitudinale di un ovolo. Si notano le rizomorfe, il peridio, la gleba verdastra e il bianco ricettacolo interno. Esemplare maturo con la gleba maleodorante che attira un nugolo di mosche A fianco dell'ovolo di destra si nota un giovane esemplare che sta finendo di lacerare il peridio (guscio dell'ovolo) prima di iniziare il suo sviluppo finale. Un lembo del peridio è ancora attaccato alla gleba. Gleba e mosche. Ingrandimento in cui si nota la proboscide di alcune mosche sprofondata nella gleba. -
Neoboletus praestigiator
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Neoboletus praestigiator (R. Schulz) Svetash., Gelardi, Simonini & Vizzini. Regione Toscana. Luglio 2018. Foto di Alessandro Francolini. Buon commestibile dopo adeguata cottura che consente di eliminare alcune tossine termolabili. Tutto il carpoforo è virante al blu in maniera intensa (al taglio o anche alla pressione). Odore fruttato e sapore dolce. Nato incastrato alla base di un Faggio, tanto da sembrare lignicolo.- 19 risposte
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- boletus praestigiator
- neoboletus praestigiator
- (e 2 in più)
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Caloboletus calopus (Pers. : Fr.) Vizzini 2014
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Caloboletus calopus (Pers.) Vizzini; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. -
Russula olivacea (Schaeff.) Pers. 1796
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Russula olivacea (Schaeff.) Pers.; Regione Toscana; Luglio 2018; Foto di Alessandro Francolini. È una Russula tipica del Faggio. Di dimensioni importanti, il suo cappello può raggiungere 20 – 25 cm di diametro. Il colore del cappello è molto variabile e non sempre rispetta il colore “olivaceo” suggerito dal nome: infatti può variare dal verde-oliva al lilla-verde, dal bruno verdastro fino al rosso vinoso o rosso porpora o bruno violaceo. Cuticola separabile fino a un terzo del raggio pileico, sovente con rugosità concentriche riscontrabili soprattutto all’orlo del cappello. La sua carne è compatta e soda, con sapore dolce e buono come di nocciola. Lamelle forcate al gambo, giallo-ocra in età per la maturazione delle spore che, in questa specie, producono una sporata di colore giallo scuro. Gambo generalmente sfumato di rosa, più raramente tutto bianco; talvolta la sfumatura rosa è relegata all’apice del gambo, subito sotto le lamelle, formando una sorta di alone colorato. Nonostante la carne dolce, è una Russula che contiene tossine termolabili che possono provocare intossicazioni e disturbi gastrointestinali di varia entità. Quindi va considerata specie tossica se ingerita cruda o poco cotta come accade se cucinata alla griglia o fritta. Come le altre Russula della Sottosezione Olivaceinae (Russula alutacea e Russula vinosobrunnea, anch’esse con carne dolce ma contenenti tossine termolabili) è buon commestibile solo se sottoposta a cottura prolungata (almeno 15 minuti dal primo bollore) in forno o in pentola. Dal nuovo TUTTO FUNGHI, Scheda 165, Pag. 282: “Russula alutacea e Russula vinosobrunnea sono specie molto prossime a questo fungo e sistematicamente collocate nella stessa Subsezione Olivaceinae. La prima è caratterizzata da una taglia più esile, cuticola più brillante, senza corrugazioni concentriche sul cappello; la seconda ha dimensioni inferiori e la sfumatura sul gambo è generalmente laterale.” Variazioni cromatiche sul cappello: A destra un giovane esemplare, con gambo non sfumato di rosa e con le lamelle ancora biancastre. Lamelle giallo-ocra per maturazione delle spore.
