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2009.10 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Dal Raduno di Valle Dame Tricholoma basirubens (Bon) A. Riva & Bon Tricholoma “grigio cenere” di medio-piccole dimensioni; si può distinguere macroscopicamente da alcuni Tricholoma simili per alcune caratteristiche: cappello cosparso di squamette più scure del colore di fondo, più fitte al disco, rade al margine e con una disposizione più o meno concentrica; lamelle grigio-biancastre non molto fitte né eccessivamente smarginate al gambo, mai arrossanti e con filo concolore; gambo con fibrille grigio-brunastre e con presenza alla base di sfumature o macchie di colore rosso o rosso-fragola. Odore e sapori non particolarmente gradevoli di farina muffita o di terra. L’habitat è presso boschi termofili di latifoglie, con preferenza per Quercie ma anche Carpini e Faggi. -
2009.10 - Toscana - Tutor Paolo Benelli
Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Dal Raduno di Valle Dame Scleroderma polyrrhizum (Gmel. ex Persoon) Persoon Grande Scleroderma sessile, globoso o a forma di cipolla, il cui diametro può arrivare fino a 15 cm. Rinvenibile di solito ai margini dei boschi o nelle radure, in luoghi aperti e assolati su terreno sabbioso/argilloso; sempre più o meno semiipogeo. Il riconoscimento sul campo è favorito dallo spessore del peridio biancastro-giallognolo che in questa specie è rilevante arrivando fino a 10 mm nella sezione vicina alla base. La deiscenza avviene nella parte superiore, di solito con apertura del peridio che si spacca in più lobi (normalmente da 5 a 7) che si adagiano sul terreno, facendo assumere al complesso la forma di un grosso fiore brunastro e polveroso (in ciò può ricordare un Geastrum di dimensioni esagerate e mancante di sacco-endoperidio). La gleba, all’inizio biancastra, compatta e omogenea, si risolve a maturità in un insieme polveroso dal colore marrone-scuro-violaceo fino al nerastro. La dispersione della gleba polverosa (e quindi delle spore) è affidata al vento, così come nel Genere Calvatia. Il peridio comincia a aprirsi in più lobi -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Dal Raduno di Valle Dame Collybia kuehneriana Singer Con habitat lignicolo, in prevalenza su legno interrato di latifoglie e sporadicamente presso conifere. Si fa riconoscere per il contrasto tra il colore del gambo (rosso-bruno deciso; più chiaro all'apice) e il colore del cappello negli adulti (ocra pallido con riflessi rosati); la simile C. dryophila ha invece gambo concolore o quasi al cappello (ocra-aranciato); altra Collybia simile è la C. acervata che cresce su legno degradato di conifere: un carattere microscopico utile alla separazione delle due specie è dato dai cheilocistidi: presenti e di dimensioni apprezzabili in C. kuehneriana, assenti o poco evidenti in C. acervata. -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Dal Raduno di Valle Dame Prmordi di Cortinarius sp. Stessa specie: esemplare un po' più maturo ma non del tutto sviluppato. La folte cortina protegge ancora l'imenoforo -
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Dal Raduno di Valle Dame Coprinus cfr. lagopus (Fr.) Fr. Caratteristica è la sua decorazione su tutta la lunghezza del gambo composta da villosità soffici (lagopus proviene dal greco lagos = lepre e pus = piede), al contrario della maggior parte dei Coprinus che ha gambo pressoché liscio. Il cappello a maturità si apre (anche con margine rialzato) ed è quasi trasparente, decorato da fioccosità pelosette grigio-biancastre che svaniscono in maturità; nettamente striato (quasi plissettato) in senso radiale. Habitat terricolo, tra foglie secche di latifoglia, raramente tra l’erba, e mai su letame. È un Coprinus della Sezione Lanatuli: senza microscopia potrebbe essere confuso con altre specie della sua stessa sezione. -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Dal Raduno di Valle Dame Coprinus cfr. plicatilis (Curt.: Fr.) Fr. Praticamente privo di carne; il cappello (sui 3 cm) presenta un disco centrale ocraceo, grigiastro altrove; caratterizzato dalle tipiche pieghettature (pliche) del cappello: superficie fortemente plicata e striata fino quasi al disco; nonché nettamente feltrata. Il gambo è molto sottile e sericeo; all'esame organolettico si presenta privo di odori e sapori particolari. Non è particolarmente deliquescente. Suoi simili per il portamento possono essere C. auricomus (con cappello rosso vivo al disco e beige-grigiastro altrove), C. leiocephalus (con cappello bruno-mattone), C. miser (con cappello più piccolo, da bruno-rossastro a bruno-grigio); questi 3 ultimi coprini sono inoltre molto deliquescenti. Imenoforo Cappello visto da sopra -
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Dal Raduno di Valle Dame Mycena rosea (Bulliard) Gramberg Nella foto con il caratteristico colore del cappello “rosa antico”. M. pura (con cui si può confondere) è più esile, ha colori variabilissimi sul cappello (bianco, grigio, rosato, violaceo, bluastro, ecc. ma non così “rosa antico”), ha gambo più corto, meno fragile. I caratteri microscopici sono (quasi) sovrapponibili e, dal Robich: "non sempre consentono una netta distinzione fra M. pura e M. rosea. Tuttavia, il più delle volte, M. rosea ha un cappello più grande e il gambo più largo e più lungo di M. pura." Dal TUTTO FUNGHI pag. 284: "La taglia, i cromatismi e il modo di crescere con cappello a lungo campanulato, la rendono in assoluto uno dei funghi più belli ed eleganti che si possono incontrare nel bosco" -
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Cyathus striatus (Huds.: Fr.) Willdenow Un esemplare è ancora chiuso dal bianco epifragma che protegge i peridioli -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Cyathus striatus (Huds.: Fr.) Willdenow Primo piano dei peridioli; alla base del peridiolo di sinistra è visibile il funicolo ancora ammassato e arrotolato -
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Alessandro F ha risposto alla discussione di Alessandro F in Funghi trovati Anno 2009
Dal Raduno di Valle Dame Cyathus striatus (Huds.: Pers.) Willdenow Dalla particolare forma a “nido” o a “coppetta” di altezza non superiore ai 2 cm e di larghezza che non arriva a 1,5 cm. La forma della coppetta è conica e regolare negli adulti, mentre nei giovani la forma è più arrotondata con l’apice chiuso da uno strato pelosetto che rimarrà presente in seguito solo sulle pareti laterali; lo strato superiore, infatti, si lacererà lasciando esposto all’aria l’epifragma (una sorta di membrana bianca a protezione ulteriore della parte interna), che successivamente si lacererà scomparendo e lasciando definitivamente esposto all’aria l’interno della coppetta. Caratteristici sono i solchi lungitudinali presenti all’interno lungo le pareti della coppetta, i peridioli (in cui si formeranno le spore) rotondeggianti sul fondo della struttura, i ciuffetti pelosi all’esterno; colorazione a maturità grigio-brunastra; cresce su residui legnosi. L’espulsione dei peridioli da questi canestrelli avviene in modo del tutto particolare: quando piove, le gocce di acqua che “bombardano” l’interno della coppetta fanno sì che, per reazione, alcuni peridioli ne schizzino fuori assieme al funicolo (cordoncino presente alla base del peridiolo e inizialmente arrotolato); il bombardamento della goccia d’acqua dentro alla coppetta è detto anche effetto splash. In questo frangente il funicolo si srotola (arrivando anche a 10 cm di lunghezza in Cyathus striatus) e può andare ad attorcigliarsi a rametti, steli di erba, foglie o altro (come le “bolas” che i gauchos argentini impiegano per catturare il bestiame). A maturazione delle spore contenute nella gleba dei singoli peridioli, la corteccia di questi ultimi si disgrega e lascia fuoriuscire le spore mature; spesso ciò accade anche molto lontano dal basidioma originario in quanto è possibile che alcuni erbivori, dopo aver mangiato i frammenti vegetali su cui si erano ancorati i peridioli, depositino le feci con le spore mature ben distante dal luogo del pasto. Con forma simile: Cyathus olla (che presenta margine più aperto, superficie interna grigio-lucido e liscia), Cyathus stercoreus (dalla forma più rotondeggiante; pareti interne lisce, brillanti e bluastre scure; peridioli neri e lucidi; cresce gregario su terreni concimati o su sterco o su terreni bruciati), Crucibulum laeve (esternamente bruno-giallastro e finemente feltrato, all’interno liscio e con colorazione più chiara). -
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Dal raduno di Valle Dame Boletus dupainii Boud. Tre peculiarità per questa specie: la sua bellezza, la sua rarità, il suo facile riconoscimento. Infatti negli esemplari integri e non ancora sbiaditi per l’età, il suo cappello si presenta con un colore vivo e brillante che va dal rosso scarlatto al rosso ciliegia al rosso-arancio, con una lucentezza che dona alla sua cuticola un aspetto quasi laccato. In età avanzata questa colorazione sbiadisce fino all’ocra. Imenoforo con pori piccoli e rotondi e superficie poroide rosso sangue con bordatura gialla nei pressi del margine. Il gambo si presenta punteggiato da fini granulazioni di colore rosso (più pallido del cappello) su fondo giallognolo che si evidenzia meglio all’apice. Reticolo assente o presente solo per pochi millimetri all’apice vicino all’inserzione dei tubuli col gambo. La carne ha odore debole fruttato e sapore dolciastro gradevole; è di colore bianco-giallognolo (ma rossastra sotto la cuticola del cappello e alla base del gambo), virante al taglio ad un bel colore azzurro chiaro. Fungo raro e quindi da proteggere, reperibile nei boschi asciutti e caldi di latifoglie, soprattutto presso Quercia; è stata osservata la concomitanza della sua rara fruttificazione con la presenza nello stesso ambiente dell’Amanita caesarea. Esemplare un po' sciupato per l'età: -
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Dal Raduno di Valle Dame Calvatia utriformis (Bull.: Pers.) Jaap Inconfondibile forma globosa-ellissoidale che abbellisce i prati dalla collina fino ai pascoli alpini. Esoperidio biancastro e areolato da verruche più o meno piramidali o più o meno appiattite. Alla sezione la carne si presenta compatta e bianca quando il fungo è immaturo, divisa in due porzioni distinte: gleba (parte superiore; che porterà a maturazione le spore) e subgleba (parte inferiore, sterile), divise da un diaframma. Via via che le spore maturano la gleba diviene sempre più gialla-olivastra fino ad assumere consistenza polverosa dal colore marrone scuro. La subgleba, invece, rimane più a lungo biancastra, pur raggiungendo nel tempo la stessa colorazione marrone scuro. La deiscenza avviene per un graduale degradamento-spaccatura del peridio a partire dal centro; tale lacerazione si estenderà e interesserà tutta la parte del peridio che racchiude la gleba, lasciando così la polvere sporale in balia del vento; la subgleba, a forma di coppa aperta e larga, rimarrà ancorata al terreno. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 558: “Commestibile limitatamente alla gleba purché questa sia perfettamente bianca. In alcune zone è molto apprezzato impanato e fritto. Dato il sapore dolce della carne, si consiglia una buona dose di sale dopo la cottura. È frequente incontrare nei prati residui papiracei a forma di coppa marrone che rimangono per molto tempo dopo la maturazione. Tali resti non sono ovviamente di nessun interesse gastronomico, ma possono rappresentare un buon indicatore per la zona di crescita.” Esemplari completamente aperti a mo' di ciotola Basta un filo di vento per disperdere le spore -
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Dal Raduno di Valle Dame Mycena pura (Pers.:Fr.) Kummer Dal TUTTO FUNGHI pag. 283: “E’ una delle più belle specie di Mycena, per i suoi colori violetti e la carne esigua, sottile, di colore biancastro. Si tratta in assoluto di una delle specie a maggiore diffusione ecologica: può essere rinvenuta in prossimità del mare, nei boschi litoranei mediterranei, sino ai boschi di Abete montani; oltre alla diffusione, grande è la sua variabilità cromatica che ha spinto vari autori a crearne molte forme e varietà. Possibile la confusione con Mycena rosea dalla taglia più grande, con cappello a lungo campanulato-parabolico e dal colore rosa-pallido, rosa-lilla, con il gambo fragile e non fibroso.” -
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Dal Raduno di Valle Dame Tricholoma columbetta (Fr.: Fr.) Kummer Tricholoma facilmente riconoscibile per alcuni caratteri: cappello bianco candido con cuticola liscia e brillante, finemente sericea-fibrillosa, con colore crema chiaro soprattutto nella zona discale; dimensioni medio-grandi (con cappello fino a 12 cm di diametro); gambo slanciato (raramente corto e tozzo), sovente ricurvo, ricoperto da fibrille innate, completamente bianco con eventuali macchie verde-acqua grigiastre (più raramente rosate) al piede. La sua carne ha odore leggero e buono di farina e sapore dolce, gradevole che può ricordare le nocciole. La confusione con Tricholoma morfocromaticamente abbastanza simili ma tossici o quantomeno sospetti (T. album, T. pseudoalbum, T. inamoenum) è subito scongiurata dai caratteri organolettici di questi ultimi: odore e sapore sgradevoli, terrosi o solforosi di “gas illuminante”. Altro Tricholoma simile è il raro T. albidum (di commestibilità ignota vista la scarsa reperibilità) che si distingue per la taglia minore (diametro pileico non superiore ai 7 cm) e per il cappello dalla cuticola feltrata e dall’orlo finemente pubescente. La confusione con specie tossiche e bianche di Clitocybe dall’odore farinaceo è scongiurata dal portamento: tipicamente tricolomoide in T. columbetta, con cappello convesso-appianato e largo umbone ottuso più o meno evidente, con lamelle smarginate, mentre le Clitocybe hanno taglia minore, carne meno spessa, cappello spianato o depresso e lamelle sempre più o meno decorrenti. Dal TUTTO FUNGHI, pag. 247: “Fungo simbionte, cresce a gruppi di pochi esemplari nei boschi di latifoglie, prediligendo Quercia, Castagno e Faggio. Presente da fine estate all’autunno. È un fungo bianco candido in ogni sua parte, dal cappello sericeo e satinato, con caratteristiche macchie rosate o più frequentemente verdastre, non sempre presenti, alla base del gambo, odore e sapore gradevoli farinacei. Ottimo commestibile, ma un po’ fibroso. Anche nel Genere Tricholoma non mancano le forme albine. In questo caso un T. portentosum con cuticola completamente bianca può diventare simile a T. columbetta per le fibrille sul cappello e l’odore farinaceo.”
