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Fuligo septica (L.) F. H. Wigg. 1780
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Fuligo septica (L.) F. H. Wigg.; Regione Umbria (TR); Luglio 2018; Foto Tomaso Lezzi. -
Russula rosea Pers. 1796
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Russula rosea Pers.; Regione Umbria (TR); Luglio 2018; Foto Tomaso Lezzi. Russula di corporatura anche piuttosto massiccia, cappello opaco, vellutato; lamelle non fitte dal sapore leggermente mentolato; Gambo molto spesso macchiato di rosa. -
Russula virescens (Schaeff.) Fr. 1836
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Russula virescens (Schaeff.) Fr.; Regione Umbria (TR); Luglio 2018; Foto Tomaso Lezzi. Campioni con la cuticola tipicamente suddivisa in piccole placche. -
Myriostoma coliforme (With. : Pers.) Corda 1842
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Myriostoma coliforme (With. : Persoon) Corda; Regione Umbria (PG); Luglio 2018; Foto Tomaso Lezzi. -
Battarrea phalloides (Dicks. ex Persoon) Persoon 1801
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Battarrea phalloides (Dicks. ex Persoon) Persoon; Regione Umbria (PG); Luglio 2018; Foto Tomaso Lezzi. -
Conocybe apala (Fr. : Fr.) Arnolds 2003
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Conocybe apala (Fr. : Fr.) Arnolds; Regione Umbria (PG); Luglio 2018; Foto Tomaso Lezzi.- 11 risposte
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- conocybe albipes
- conocybe apala
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Amanita regalis (Fr. : Fr.) Michael 1904
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Amanita regalis (Fr. : Fr.) Michael 1904 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Amanitaceae Genere Amanita Sottogenere Amanitaria Sinonimi Amanita muscaria var. regalis (Fr.) Sacc. 1887 Etimologia L'epiteto Amanita deriva dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità. Commestibilità e Tossicità Tossica, alla stessa stregua di Amanita muscaria. Foto e Descrizioni Amanita del sottogenere Amanitaria, al quale appartengono anche Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam. e Amanita pantherina (DC. : Fr.) Krombh. L'aspetto è quello di una Amanita muscaria con cappello marrone e velo generale giallo oro. Finlandia; Agosto 2011; Foto di Emilio Pini. -
Leccinum versipelle (Fr. & Hök) Snell 1944
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Leccinum versipelle (Fr. & Hök) Snell; Finlandia; Agosto 2011; Foto di Emilio Pini. -
Inocybe godeyi Gillet 1876
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Inocybe godeyi Gillet; Regione Umbria; Giugno 2018; Foto di Mario Iannotti. -
Agaricus crocodilinus Murrill 1912
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Agaricus crocodilinus Murrill; Regione Umbria; Giugno 2018; Foto di Mario Iannotti.- 17 risposte
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Hebeloma porphyrosporum Maire 1931
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Hebeloma porphyrosporum Maire; Regione Umbria; Giugno 2018; Foto di Mario Iannotti. -
Trichaptum biforme (Fr.) Ryvarden 1972
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Trichaptum biforme (Fr.) Ryvarden 1972; Regione Umbria; Giugno 2018; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Bel lignicolo dai colori glicine-viola rinvenuto su legno marcescente di latifoglia. Spore 4,2-6,4 × 2,1-3,3 µm; Qm = 2, ciindriche spesso ripiegate su di un lato, ialine, lisce, con pareti sottili e non amiloidi. Spore 4,2-6,4 × 2,1-3,3 µm; Qm = 2, ciindriche spesso ripiegate su di un lato, ialine, lisce, con pareti sottili e non amiloidi. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×. -
Gymnopus foetidus (Sowerby : Fr.) J.L. Mata & R.H. Petersen 2004
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Gymnopus foetidus (Sowerby : Fr.) J.L. Mata & R.H. Petersen; Regione Umbria; Giugno 2018; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Rinvenuto su legno di latifoglia a terra. Cappello ombelicato, decorato sulla superficie da evidenti scanalature e lamelle rade e venose. Gambo solcato di colore bruno-nerastro. Carne sottile ma assai elastica. Spore 7,7-9,6 × 4,3-5 µm; Qm = 1,9; ellittiche, per alcuni autori a forma di semi di arancia, non amiloidi. Il simile Gymnopus brassicolens (Romagn.) Antonín & Noordel. si distingue per il cappello non scanalato ma solo striato, per le lamelle serrate e non venate, per una crescita di norma interrata su detriti legnosi e non su legni scoperti ed infine per le spore più piccole. Spore 7,7-9,6 × 4,3-5 µm; Qm = 1,9; ellittiche, per alcuni autori a forma di semi di arancia. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Melzer a 1000×. Nessuna reazione amiloide.- 11 risposte
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- micromphale foetidum
- gymnopus foetidus
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Scleroderma bovista Fr. : Fr. 1829
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Scleroderma bovista Fr. : Fr.; Regione Umbria; Giugno 2018; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Rinvenuto lungo il bordo di una strada sotto Querce. Carpofori larghi circa 5 cm, rotondeggianti, di colore nocciola chiaro, crema, macchiati di bruno-rossiccio nelle parti erose o contuse. La superficie è all'apparenza liscia ma a un attento esame mostra lievi screpolature o squamature soprattutto nella parte sommitale. il peridio è stretto, misura più o meno un mm e ha un colore tendente al bruno-giallastro. Vi è la presenza di un stipite non molto pronunciato, completamente interrato e munito di evidenti rizomorfe. Di consistenza dura, ha la gleba nerastra con sottili venature bianche. Spore subglobose 8-12 µm decorate da creste che formano un reticolo più o meno completo. Presenza di GAF nei tessuti esaminati. Macroscopicamente gli è molto vicino Scleroderma areolatum Ehrenb. il quale si differenzia per le spore non reticolare e per l'assenza di GAF. Tra gli Scledoderma contraddistinti da GAF vi sono Scleroderma citrinum Pers. : Pers. e Scleroderma meridionale Demoulin & Malencon i quali si distinguono tendenzialmente per una colorazione giallastra dei carpofori e per una superficie peridiale molto più decorata. Inoltre il primo si separa per un peridio molto più spesso (può arrivare anche 5 mm) e il secondo per un evidente psudostipite. Spore subglobose 8-12 µm decorate da creste che formano un reticolo più o meno completo. Osservazione in acqua a 1000×. Presenza di GAF nei tessuti. Osservzione in rosso Congo a 1000×. -
Simocybe haustellaris (Fr. : Fr.) Watling 1981
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Simocybe haustellaris (Fr. : Fr.) Watling; Regione Umbria; Giugno 2018; Foto di Stefano Rocchi. Fungo minuscolo rinvenuto su legno decorticato di Quercia ben nascosto dalla sovrastante corteccia che era in fase di lacerazione. Cappello appiattito, a ventaglio per via della posizione eccentrica del gambo; di colore ocra pallido, verdognolo, ha una superficie finemente pruinosa, appare leggermente scanalato e con orlo lievemente irregolare. Lamelle adnate, spaziate, panciute e intercalate da lamellule; sono concolori al cappello, marezzate e con il filo finemente eroso. Gambo eccentrico, sempre ocra-verdognolo, svasato all'apice, furfuraceo e con una evidente peluria biancastra alla base. -
Hebeloma porphyrosporum Maire 1931
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Hebeloma porphyrosporum Maire; Regione Umbria; Giugno 2018; Foto di Stefano Rocchi. Sotto Leccio. Specie amante dei boschi termofili che si riconosce agevolmente per il colore rosa-porpora delle lamelle, carattere alquanto particolare in un genere che ha lamelle ocra-brunastre a maturazione. VIII Comitato Scientifico A. Mi. Umbria di Spoleto (PG) (Exsiccatum SR20180601-01) -
Cantharellus pallens Pilát 1959
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Cantharellus pallens Pilát; Regione Umbria; Giugno 2018; Foto di Stefano Rocchi. Sotto Quercia assai copioso e con la caratteristica pruina bianca sul cappello. -
Trametes hirsuta (Wulfen) Lloyd 1924
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Trametes hirsuta (Wulfen : Fr.) Lloyd; Regione Toscana; Dicembre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Su un ceppo tagliato, lungo il torrente Pescia; a fianco di un parcheggio. Una serie di mensole "esuberanti", con diametro anche di 14 cm e spesse fino a 3 cm. Imenoforo. Superficie sterile "irsuta". Sezione. -
Trametes gibbosa (Pers. : Fr.) Fr. 1838
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Trametes gibbosa (Pers. : Fr.) Fr.; Regione Toscana; Novembre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Lignicolo annuale, sessile, si presenta a forma di mensola, anche con più elementi ravvicinati o fusi assieme; dimensioni fino a 15-20 cm di diametro. Superficie sterile più o meno zonata, “gibbosa” (da cui il nome) e solitamente in ulteriore rialzo, con umbone prominente e irregolare, nella zona soprastante al contatto col substrato; è finemente vellutata nei giovani esemplari, poi glabra, ha colore da bianco-crema a ocra chiaro, talvolta verdastro per la presenza di alghe. Il margine delle mensole è arrotondato. Imenoforo con superficie bianco-crema, con pori solitamente allungati radialmente, più o meno rettangolari, talvolta dedaliformi. Contesto di colore bianco-crema, compatto e fibroso, spesso fino a 3-4 cm nella zona di contatto col substrato. Habitat presso latifoglie, su ceppaie o tronchi caduti a terra. Su una ceppaia di Cerro. Sulla sinistra delle Trametes gibbosa; in basso delle Lenzites sp. Sulla sinistra: imenoforo di Trametes gibbosa; al centro e sulla destra: imenoforo di Lenzites sp. Trametes gibbosa; con spessore più rilevante nella zona soprastante all'attaccata al substrato Imenoforo, con pori allungati e più o meno rettangolari In sezione; contesto bianco e compatto -
Hydnum albidum Peck 1887
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Hydnum albidum Peck; Regione Toscana; Novembre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Uno “steccherino” che morfologicamente è del tutto simile a Hydnum repandum, col quale condivide anche la discreta commestibilità purché consumato da giovane e dopo aver tolto gli aculei, amarognoli. Si distingue per la colorazione bianca del cappello e del gambo almeno negli esemplari giovani, poi tendente a ingiallire a maturità o in seguito a sfregamento. Anche l’imenoforo è inizialmente di colore bianco o crema chiaro, ingiallente a maturità. Predilige fruttificare presso conifere. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 22, Pag. 125: “Hydnum albidum, bianco, crescente sotto conifera, appena ingiallente, fungo che tende a inglobare lettiere e terriccio in modo notevole, con spore più piccole rispetto a Hydnum repandum, sempre commestibile, anche se difficilmente recuperabile quando totalmente intriso di terra e aghi.” Esemplari raccolti in boschetto misto con presenza di Pino domestico (Pinus pinea) -
Macrolepiota mastoidea (Fr. : Fr.) Sing. 1951
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Macrolepiota mastoidea (Fr. : Fr.) Sing.; Regione Toscana; Novembre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Ha il cappello con cuticola dissociata in fini squamette ocra appressate al centro e poi diradate via via verso il margine dove lasciano intravedere il fondo più chiaro; cappello dotato di un evidente e pronunciato umbone a base stretta che (nel fungo ormai maturo e col cappello disteso) sembra “fuoriuscire improvvisamente dalla pianura sottostante”; nel fungo ancora chiuso l’effetto non è dissimile anche se “il terreno sottostante” non è una pianura ma una “mazza”; il gambo appare liscio ad un frettoloso esame ma in realtà, al di sotto l’anello, è finemente decorato da squamette ocracee su fondo biancastro. L'anello è semplice e biancastro. L’umbone giustifica il nome specifico ricordando un capezzolo (dal latino mastoideus = simile a una mammella). Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 97, Pag. 205: “Buon commestibile; va utilizzato solo il cappello perché il gambo duro e fibroso è da scartare. La carne deve essere ben cotta.” Altri esemplari Una coppia con i gambi confluenti alla base -
Pseudoclitocybe expallens (Pers.) M.M. Moser 1967
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Pseudoclitocybe expallens (Pers.) M.M. Moser; Regione Toscana; Novembre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Cappello profondamente ombelicato, con orlo involuto, liscio, più o meno lucente, sericeo, e di un colore bruno-rossastro o bruno-cioccolato; lamelle brunastre anche a riflessi rosati. Il gambo è subconcolore al cappello o un po’ più chiaro, un po’ fibrilloso. Confondibile con Pseudoclitocybe cyathiformis che ha colori prevalentemente grigio ardesia, gambo con nette fibrille o striature biancastre che formano quasi un reticolo. -
Rhodocollybia butyracea (Bull. : Fr.) Lennox 1979
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Rhodocollybia butyracea (Bull. : Fr.) Lennox; Regione Toscana; Novembre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Tipici e comuni funghi di lettiera: il loro micelio vive inserito tra le fibre di foglie o aghi o rametti marcescenti, da cui traggono nutrimento. Caratterizzati da una cuticola grassa e untuosa (che a toccarla ricorda la sensazione del contatto con il burro), igrofana e lucida; da un gambo bulboso o comunque ingrossato alla base che reca attaccati residui miceliari e resti di substrato. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 82, Pag. 189: “Priva di interesse alimentare, è una specie che ha una grande importanza per l’ambiente perché si nutre di sostanze organiche che sottrae alle foglie e agli aghi depositati sul terreno nei boschi. È uno “spazzino” naturale che contribuisce a tenere puliti i boschi liberandoli dai residui che si depositano al suolo su foglie e aghi. In questo modo mantiene costanti le condizioni ambientali per la vita degli alberi e del bosco con tutti i suoi abitanti.” L'igrofaneità del cappello provoca il cambio di colore: dove è più umido (verso il margine) è più scuro; dove comincia ad asciugarsi (verso il centro) è più chiaro Il gambo mostra alla base il tipico feltro miceliare bianco a cui restano attaccati frammenti del substrato -
Mycena rosea Gramberg 1912
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Mycena rosea (Bulliard) Gramberg; Regione Toscana; Novembre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Nella foto con il caratteristico colore del cappello “rosa antico”, appena sfumato di vinoso. M. pura (con cui si può confondere) è più esile, ha colori variabilissimi sul cappello (bianco, grigio, rosato, violaceo, bluastro, ecc. ma non così “rosa antico”), ha gambo più corto, meno fragile. I caratteri microscopici sono (quasi) sovrapponibili e, dal volume “Mycena d'Europa” di Giovanni Robich, “non sempre consentono una netta distinzione fra M. pura e M. rosea. Tuttavia, il più delle volte, M. rosea ha un cappello più grande e il gambo più largo e più lungo di M. pura.” Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 86, Pag. 193: “La taglia, i cromatismi e il modo di crescere con cappello a lungo campanulato, la rendono in assoluto uno dei funghi più belli ed eleganti che si possono incontrare nel bosco.” Cappello igrofano -
Trametes versicolor (L. : Fr.) Lloyd 1921
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Trametes versicolor (L. : Fr.) Pilát; Regione Toscana; Novembre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Fungo annuale, molto comune e coreografico, ubiquitario, con crescita su legno guasto di latifoglie (raramente su conifere; rinvenuto anche sulle traversine ferroviarie). Mensole assai sottili (fino a 3-4 mm) coriacee ed elastiche; pori piccoli, regolari, rotondi o rotondo-angolosi; superficie sterile vellutata, con zonature molto marcate, dai colori diversissimi (dal grigio al bruno, dal marrone all’ocra, al rossiccio, al crema e anche al blu); orlo sottile, ondulato, in genere più chiaro; superficie poroide biancastra o crema-ocra. Su un ramo di Cerro caduto Imenoforo
