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Lepiota clypeolaria (Bull. : Fr.) Kumm. 1871
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Non Commestibili o Sospetti
Lepiota clypeolaria (Bull. : Fr.) Kumm.; Regione Toscana; Ottobre 2017; Foto di Alessandro Francolini. -
Omphalotus olearius (DC. : Fr.) Singer 1948
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Omphalotus olearius (De Cand. : Fr.) Fayod; Regione Toscana; Ottobre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Caratterizzato dal cappello imbutiforme (tranne da giovanissimo in cui è convesso), dal colore brillante che va dall’arancio al bruno-aranciato, ma anche al bruno scuro. Lamelle di colore giallo-oro o giallo-aranciato (comunque sempre più giallastre rispetto al colore del cappello), molto decorrenti sul gambo e intercalate da lamellule. Si tratta di una specie che, se stropicciata, macchia le mani di arancione. Specie tossica. È lignicola e cresce di solito cespitosa alla base o sulle radici di latifoglie (in prevalenza Cerro, Leccio e Olivo). L’eventuale e grossolana confusione con i “galletti o finferli” (Cantharellus cibarius e simili), dovuta ad una errata interpretazione delle rispettive colorazioni, è comunque improbabile viste le differenze morfologiche e ambientali. Vere lamelle in Omphalotus olearius, una sorta di costolature o pseudolamelle in Cantharellus sp., crescita lignicola di O. olearius, terricola in Cantharellus cibarius e simili. Più facile confondere, a causa della colorazione talvolta simile, O. olearius con Hygrophoropsis aurantiaca che tuttavia cresce isolata o tutt’al più gregaria (preferendo le aghifoglie alle latifoglie) su residui vegetali in decomposizione, ha imenoforo privo di lamellule, con lamelle caratteristicamente dicotomiche (cioè si biforcano alcune volte, in senso radiale, partendo dal gambo verso il margine del cappello). Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 180, Pag. 297: “Specie tipo del genere Omphalotus, termofila, molto diffusa nell’area mediterranea, può essere saprotrofa ma prevalentemente è parassita. Spesso la ritroviamo affiorante dal suolo, apparentemente terricola, ma basta scavare leggermente sotto il gambo per trovare la radice o il legno che le fa da supporto.”- 43 risposte
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- omphalotus olearius
- fungo dell´olivo
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Boletus aereus Bull. : Fr. 1789
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Boletus aereus Bull. : Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Giovane esemplare con la cuticola del cappello molto scura (da cui il nomignolo popolare di "neri" dato a questa specie di "porcino")- 63 risposte
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- bronzino
- porcino nero
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Macrolepiota mastoidea (Fr. : Fr.) Sing. 1951
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Macrolepiota mastoidea (Fr. : Fr.) Sing.; Regione Toscana; Ottobre 2017; Foto di Alessandro Francolini. -
Tubulifera arachnoidea Jacq. 1778
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Tubulifera arachnoidea Jacq.; Regione Toscana; Ottobre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Giovani esemplari; su tronco marcescente di Abete bianco. Basta appena sfiorarli che si "rompono", col plasmodio liquido che fuoriesce- 10 risposte
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- tubulifera arachnoidea
- tubifera ferruginosa
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Lycoperdon perlatum Pers. : Pers. 1796
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Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2017; Foto di Alessandro Francolini. È tra le “vescie” quella più facile da incontrare essendo ubiquitaria, terricola ma non di rado reperita su residui legnosi in decomposizione e, raramente, su pigne. Gli aculei conici (alti fino a 2 mm soprattutto all’apice dell’esoperidio) sono contornati alla base da piccole verruchine o da aculei più tozzi che permangono anche dopo la caduta degli aculei più grandi: ne risulta una caratteristica areolatura a maglie pseudo-poligonali. Commestibile, come le sue congeneri, quando la gleba è ancora perfettamente bianca. Si tratta di una specie polimorfa ma, nel contempo, molto costante nel presentare aculei conici. Questa caratteristica è davvero la più importante per una corretta determinazione ed è apprezzabile anche in esemplari vetusti, laddove si possono individuare le cicatrici circolari lasciate dopo la caduta degli aculei. Benché non sia tossico dal punto di vista alimentare, si ritiene utile citare un’allergia presente in letteratura medica, chiamata Lycoperdonosi. Si tratta di una polmonite allergica dovuta all’inalazione, fortuita o voluta, di buone quantità di polvere sporale.” -
Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel 1910
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Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel; Regione Toscana; Ottobre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Difficile confondere questa bella specie con altre. Cappello glutinoso di aspetto traslucido (ma sericeo e opaco a tempo molto secco); carne esigua ma di consistenza quasi gelatinosa; colorazione del cappello da bianco a bianco-avorio, ma anche grigiastro; lamelle spaziate, intervallate da lamellule, con filo dentellato; gambo sottile e rigido, biancastro sopra l’anello e più scuro (anche brunastro) al di sotto; anello anch’esso più o meno glutinoso. A ciò si aggiunge l’habitat: preferibilmente su legno morto di Faggio, ma anche come parassita su pianta viva. Talora anche su altre piante (Quercia e conifere). Crescita di solito cespitosa anche gregaria, raramente isolata. Gambo un po' bulboso alla base, all'innesto sul legno -
Clitocybe odora (Bull. : Fr.) P. Kumm. 1871
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Clitocybe odora (Bull. : Fr.) P. Kumm.; Regione Toscana; Ottobre 2017; Foto di Alessandro Francolini. Molto conosciuto e praticamente inconfondibile. Grazie al suo odore forte e persistente di anice se ne può intuire la presenza ancora prima di vederlo. Per questo è facile da determinare anche se si presenta con colori molto sbiaditi o completamente grigi. Il verde è la componente principale del suo colore ed è una pigmentazione piuttosto rara nei funghi. Ovviamente non è dovuto alla clorofilla che è presente solo nelle parti verdi dei vegetali; il colore dei funghi è un elemento utile per la determinazione, ma bisogna ricordarsi che può essere modificato, anche profondamente, dalle condizioni climatiche. Il buon odore di anice ha favorito l'utilizzo di questo fungo per aromatizzare liquori e dolci, ma è pressoché inutilizzabile in cucina per la sua forte intensità; qualcuno pare sia riuscito a utilizzare con successo il fungo nella preparazione del gelato!- 19 risposte
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- anicino
- clitocybe odora
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Limacella illinita (Fr. : Fr.) Maire 1933
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Limacella illinita (Fr. : Fr.) Maire; Regione Puglia, Bosco Isola - Parco Nazionale del Gargano; Novembre 2018; Foto di Raffaele Mininno -
Leucoagaricus fuligineodiffractus Bellu & Lanzoni 1997
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Leucoagaricus fuligineodiffractus Bellu & Lanzoni 1997 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Etimologia L'epiteto Leucoagaricus deriva dal latino λευκός [leucos] = bianco e dal nome di genere Agaricus, per i colori spesso chiari in questo genere. Regione Puglia, Bosco Isola, Parco Nazionale del Gargano. Novembre 2018. Foto di Raffaele Mininno. Questa specie si riconosce per il cappello grigio fuliginoso con il pileo diffusamente dissociato. -
Leucoagaricus subolivaceus Migliozzi & L. Perrone 1992
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Leucoagaricus subolivaceus Migl. & L. Perrone 1992 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Etimologia L'epiteto Leucoagaricus deriva dal latino λευκός [leucos] = bianco e dal nome di genere Agaricus, per i colori spesso chiari in questo genere. Regione Puglia, Bosco Isola, Parco Nazionale del Gargano. Novembre 2018. Foto di Raffaele Mininno Questa specie si riconosce per i cromatismi verdastri del cappello, maggiormente scoloriti al margine e con umbone più scuro. -
Rhodocybe malenconii Pacioni & Lalli 1985
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Rhodocybe malenconii Pacioni & Lalli; Regione Puglia, Bosco Isola - Parco Nazionale del Gargano; Novembre 2018; Foto di Raffaele Mininno. -
Agaricus menieri Bon 1981
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Agaricus menieri Bon. Regione Puglia, Bosco Isola, Parco Nazionale del Gargano. Novembre 2018. Foto di Raffaele Mininno. -
Leucoagaricus gaillardii Bon & Boiffard 1974
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Leucoagaricus gaillardii Bon & Boiffard 1974 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Etimologia L'epiteto Leucoagaricus deriva dal latino λευκός [leucos] = bianco e dal nome di genere Agaricus, per i colori spesso chiari in questo genere. Questa specie si riconosce per la crescita prevalentemente sabulicola e per i cromatismi rosa brunastri del cappello che contrastano nettamente con il colore bianco candido degli altri settori morfologici, ad esclusione della base dello stipite che riprende i colori del pileo. Regione Puglia, Bosco Isola, Parco Nazionale del Gargano. Novembre 2018. Foto di Raffaele Mininno. -
Amanita proxima Dumée 1916
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Amanita proxima Dumée; Regione Puglia, Bosco Isola - Parco Nazionale del Gargano; Novembre 2018; Foto di Raffaele Mininno. -
Xerocomellus redeuilhii A.F.S. Taylor, U. Eberh., Simonini, Gelardi & Vizzini 2016
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Xerocomellus redeuilhii A.F.S. Taylor, U. Eberh., Simonini, Gelardi & Vizzini; Regione Puglia; Novembre 2018; Foto di Raffaele Mininno. Bosco Isola, Parco Nazionale del Gargano. Carpofori attaccati dall'ascomicete parassita Hypomyces chrysospermus.- 13 risposte
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- xerocomellus dryophilus
- xerocomellus redeuilhii
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Conioexocarpus cretaceus (Bull.) R.L. Zhao & J.X. Li 2025
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Conioexocarpus cretaceus (Bull.) R.L. Zhao & J.X. Li. Regione Puglia, Bosco Isola, Parco Nazionale del Gargano. Novembre 2018. Foto di Raffaele Mininno. -
Xerocomellus porosporus (Imler ex Watling) Šutara 2008
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Xerocomellus porosporus (Imler ex Watling) Šutara; Regione Puglia; Ottobre 2018; Foto, descrizione e microscopia Mario Iannotti. Cappelllo con toni bruno-olivastri, cuticola secca, finemente tomentosa, screpolata, areolata, che mostra la carne biancastra. Gambo poco costolato, cilindrico, flessuoso, spesso ricurvo verso la base, che a volte termina leggermente clavata. La carne è di colore da biancastra a crema, giallastra, nel cappello e all’apice del gambo, mentre alla base ha toni bruno-scuro, vira leggermente al blu in tutto il carpoforo. I caratteri distintivi di questa specie sono le spore tronche e la tendenza della base del gambo a scurire al bruno-scuro, bruno-nerastro smorto. Spore 14,3-16,4(17,9) × 5,4-6,7 µm; Q = 2,4-2,9; Qm = 2,7, pluriguttulate, caratterizzate da parete spessa, con apicolo asimmetrico, lungamente ellissoidali, subcilindriche, con un apice tronco. Spore 14,3-16,4(17,9) × 5,4-6,7 µm; Q = 2,4-2,9; Qm = 2,7, pluriguttulate, caratterizzate da parete spessa, con apicolo asimmetrico, lungamente ellissoidali, subcilindriche, con un apice tronco. Osservazione in Rosso Congo a 1000×.- 3 risposte
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- boletus porosporus
- xerocomellus porosporus
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Xylaria polymorpha (Pers. : Fr.) Grev. 1824
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Xylaria polymorpha (Pers. : Fr.) Grev.; Regione Puglia; Ottobre 2018; Foto di Mario Iannotti. -
Pleurotus dryinus (Pers. : Fr.) P. Kumm. 1871
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Pleurotus dryinus (Pers. : Fr.) Kummer; Regione Puglia; Ottobre 2018; Foto Mario Iannotti. Specie non molto comune, rinvenuta nella Foresta Umbra, su ceppaia di Faggio. -
Lactarius mairei Malençon 1939
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Lactarius mairei Malençon; Regione Puglia; Ottobre 2018; Foto di Mario Iannotti. -
Myriostoma coliforme (With. : Pers.) Corda 1842
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Myriostoma coliforme (With. : Persoon) Corda; Regione Lazio; Dicembre 2018; Foto di Tomaso Lezzi. Sezione. -
Cyathus olla (Batsch: Pers.) Persoon 1800
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Cyathus olla (Batsch: Pers.) Persoon; Regione Lazio; Dicembre 2018; Foto di Tomaso Lezzi. Carpoforo a forma di coppa che contiene dei peridioli di 3-4 mm a forma di lenticchia, fissati all'interno della coppa tramite un filamento grigio. Ritrovamento su frusoli vegetali. -
Tricholoma aurantium (Schaeff.: Fr.) Ricken 1915
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Tricholoma aurantium (Schaeff.: Fr.) Ricken; Regione Lazio, Monte Campone Formia (LT), Novembre 2018, Foto di Enzo Orgera. -
Tricholoma atrosquamosum Sacc. 1887
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Tricholoma atrosquamosum Sacc.; Regione Lazio, Tufo di Minturno (LT), Novembre 2018, Foto di Enzo Orgera.
