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Archivio Micologico

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Tutti i contenuti di Archivio Micologico

  1. Inocybe splendens R. Heim 1932 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Inocybaceae Svizzera; Ottobre 2016; Foto di Roberto Cagnoli. Spore. Pleurocistidi. Cheilocistidi. Caulocistidi parte bassa del gambo.
  2. Inocybe brunneotomentosa Huijsman 1978 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Inocybaceae Foto e descrizioni Inocybe brunneotomentosa macroscopicamente presenta un cappello di 2,5-4 cm, conico convesso, con umbone largo e poco pronunciato, colorazioni pileiche ocra-brunastre, bruno scuro nell’umbone, cuticola feltrato squamosa che si lacera in vecchiaia grossolanamente lasciando intravedere la carne sottostante ocracea. Lamelle inizialmente grigio ocra, bruno olivastre, con riflessi giallognoli a maturazione. Gambo cilindrico, ingrossato e ricurvo verso la base, di colore biancastro sporco nella zona apicale, imbrunente dalla metà fino alla base dove si presenta decisamente nerastro, carne biancastra nel cappello e fino a metà gambo, color legno chiaro verso la base. Odore terroso, spermatico. Spore 7-9 × 4,5-5,5 µm. Basidi generalmente tetrasporici. Cheilocistidi subovoidi, largamente clavati, subfusiformi, con cristalli di Ossalato di Calcio. Pleurocistidi analoghi o un poco più grandi, a parete spessa (2,5-3 µm), leggermente ingiallenti in ammoniaca, accompagnati da cistidioli. Caulocistidi di morfologia diversa dai cistidi imeniali, con cristalli apicali e frammisti a paracaulocistidi concatenati e a peli caudali, questi ultimi presenti oltre il terzo superiore del gambo. Habitat Raccolta effettuata lungo un viale di Tigli tra l’erba in associazione con Russula insignis. Somiglianze e varietà Molto simile, soprattutto per la caratteristica dell’annerimento dello stipite, a Inocybe tenebrosa Quél., microscopicamente si riconosce per avere i caulocistidi rinvenibili su tutto il gambo, e quindi viee inserita nell sezione Splendentes. Regione Lombardia, Gera d'Adda, loc. Verdello; Giugno 2016; Foto, commenti, microscopia di Massimo Biraghi. Filo Lamellare. Osservazione in Rosso Congo a 200×. Cheilocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Pleurocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Cistidi. Osservazione in Ammoniaca a 400×. Caulocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Spore. Osservazione a 1000×.
  3. Bovista aestivalis (Bonord.) Demoulin 1979 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Lycoperdaceae Regione Lombardia, Parco di Monza (Mb); Giugno 2016; Foto di Marco Barbanera.
  4. Hortiboletus engelii (Hlaváček) Biketova & Wasser; Regione Lombardia; Gera d'Adda; Giugno 2016; Foto di Massimo Biraghi. Ritrovamento sotto Farnia.
  5. Anthracobia macrocystis (Cooke) Boud. 1907 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Pyronemataceae Habitat Crescita su terreno bruciato. Specie simili Sono rinvenibili nella stessa tipologia di habitat e le sono molto simili. Si riconoscono per gli ascomi di dimensioni più minute e per i peli marginali ialini, corti, mono-bisettati. A tal proposito viene presentata una chiave semplificata riguardo a queste tre specie: Anthracobia macrocystis. Peli marginali, corti, clavati, mono-bisettati, ialini. Anthracobia maurilabra. Peli marginali peli lunghi e stretti (60-100 µm), plurisettati, pigmento brunastro. Anthracobia melaloma. Peli marginali più corti, plurisettati, concatenati, con presenza di pigmento brunastro. Regione Lombardia, Brembate, su terreno bruciato; Giugno 2016; Foto e microscopia di Massimo Biraghi Aschi. Osservazione in rosso Congo a 400×. Parafisi con apice allargato e a testa di serpente, contenuto giallo-aranciato. Osservazione in rosso Congo a 400×. Osservazione in acqua a 400×. Spore elissoidali, biguttuale 16,5-18,5 × 9,5-10,5 µm. Osservazione in rosso Congo a 1000×. Peli marginali ialini, corti e tozzi, mono-bisettati. Foto di Angelo Mariani.
  6. Xylaria oxyacanthae Tul. & C. Tul. 1863 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Sordariomycetes Ordine Xylariales Famiglia Xylariaceae Regione Lombardia, Parco Nord Bresso; Giugno 2016; Foto di Ezio Sacchi.
  7. Coprinopsis lotinae (Picón) Picón 2011 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Psathyrellaceae Sinonimi Coprinus lotinae Picón 2002 Regione Lombardia, Gera d'Adda; Giugno 2016; Foto di Massimo Biraghi.
  8. Entoloma niphoides Romagn. ex Noordel. 1985 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Entolomataceae Foto e Descrizioni Molto vicino a Entola clypeatum e Entoloma sepium, si riconosce per fruttificare con alberi da frutto, per il colore pressoché biancastro, per la carne e la superficie non arrossanti al tocco, per la reazione positiva alla Tintura di Guaiaco nella carne. Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Spore subisodiametriche. GAF presenti seppur non abbondanti. Pigmento intracellulare. Regione Lombardia, Gera d'Adda, loc. Brembate; Maggio 2016; Legit Angelo e Francesco Mariani, foto macroscopiche e microscopia di Massimo Biraghi. Spore subisodiametriche. N° Long. Larg. Q Moy 9,60 8,31 1,16 Min 8,63 6,96 1,02 Max 10,90 9,64 1,41 Media 9,55 8,45 1,15. Cutis. Trama della pileipellis. GAF presenti seppur non abbondanti. Pigmento intracellulare.
  9. Paxillus rubicundulus P.D. Orton 1969 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Paxillaceae Foto e Descrizioni Ritrovamento sotto Ontano. Regione Lombardia, Gera d'Adda, Loc. Lurano; Maggio 2016; Foto di Angelo Mariani.
  10. Vibrissea decolorans (Saut.) A. Sánchez & Korf 1967 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Leotomycetes Ordine Helotiales Famiglia Vibrisseaceae Sinonimi Helotium decolorans Saut. 1866 Peziza decolorans Saut. 1841 Foto e descrizioni Piccoli ascomyceti di 2-4 mm di diametro che si sviluppano su legno degradato immerso in acqua. Spore 300-350 × 1,5 µm. Aschi 330-375 × 6-7 µm. Regione Lombardia, Valsassina; Maggio 2016; Foto e microscopia di Angelo Mariani. Spore 300-350 × 1,5 µm. Aschi 330-375 × 6-7 µm.
  11. Entoloma pseudocoelestinum Arnolds 1982 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Entolomataceae Genere Entoloma Sottogenere Leptonia Foto e Descrizioni Cappello 1-3 cm, convesso poi con piccola depressione centrale ricoperto da piccole squamule specie nella parte centrale, striatura da metà raggio verso l'esterno, più visibile a maturazione o per umidità, colore bruno violaceo, o bruno blu scuro, lamelle bianco grigiastre, rosa per maturazione delle spore, filo concolore, gambo blu acciaio o con riflessi violacei, tomento biancastro alla base. Microscopia Spore eterodiametriche con 5-7 angoli 10,5-12,5 × 7-8,5 µm in media; Q = 1,25 - 1,59. Basidi tetrasporici e bisporici, a volte anche monosporici. Cheilocistidi assenti. GAF assenti. Pileipellis di tipo cutis, con transizione a tricoderma, con elementi claviformi terminali, pigmento intracellulare. Regione Lombardia, Pianura Bergamasca; Novembre 2016; Foto di Massimo Biraghi. Spore. Basidi. Pileipellis.
  12. Lepiota pseudolilacea Huijsman; Regione Lombardia, Pianura Bergamasca; Novembre 2016; Foto di Massimo Biraghi. Spore N° Long. Larg. Q Moy 9,91 5,18 1,92 Min 9,06 4,13 1,70 Max 10,90 5,75 2,27 Media 9,88 5,24 1,90 Pileipellis di tipo trichoderma.
  13. Inocybe terrifera Kühner 1955 Sinonimi Inocybe terrifera var. gracilior E. Ludw. 2017 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Inocybaceae Foto e descrizioni Regione Lombardia, Pianura Bergamasca; Novembre 2016; Foto di Massimo Biraghi.
  14. Favolaschia calocera R. Heim.; Regione Lombardia, bosco delle Querce, Seveso; Ottobre 2016. Foto di Ezio Sacchi Su rametti di latifoglia marcescenti.
  15. Favolaschia calocera R. Heim; Regione Lombardia, Pianura Bergamasca; Novembre 2016; Foto di Angelo Mariani.
  16. Inocybe haemacta (Berk. & Cooke) Sacc. 1887 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Inocybaceae Sinonimi Inocybe corydalina f. haemacta (Berk. & Cooke) R. Heim 1931 Inocybe haemacta var. rubra Rea 1922 Regione Lombardia, Pianura Bergamasca; Ottobre 2016; Foto di Massimo Biraghi. Responsabile di sindrome psilocibinica, le Inocybe "psilocibiniche" non contengono muscarina.
  17. Hypholoma capnoides (Fr. : Fr.) P. Kumm.; Regione Friuli Venezia Giulia; Val Pesarina (UD); Settembre 2012; Foto di Nicolò Parrino. Cappello da emisferico a spianato ed infine revoluto, liscio, episodicamente igrofano, con margine a maturità ondulato, presenta residui velari bianchi appressati al margine. Velo secondario ben sviluppato nei soggetti giovani, all'esordio unisce il margine del pileo al gambo, poi presto evanescente, lascia come residuo una macchia nerastra pseudoanulare sul gambo per la caduta delle spore e piccole placche al margine del cappello. Il colore dominante del cappello è arancio, rosso bruno al disco e giallo al margine, con riflessi verdastri. Lamelle mediamente strette, adnate, grigie nei soggetti giovani ed infine brunastre con toni porporini, filo regolare, bianco. Gambo lievemente ingrossato alla base, giallo, più scuro e con tonalità arancio brunastre alla base. Carne dal biancastro al giallo, con colorazioni più intense alla base dello stipite, sapore dolce, odore fungino. Il simile Hypholoma fasciculare (Huds.: Fr.) P. Kumm. si distingue facilmente con un semplice esame organolettico, in quanto questa specie è fortemente amara, mentre Hypholoma capnoides (Fr.: Fr.) P. Kumm. ha sapore dolce. Prevalentemente cresce sulle ceppaie e sui residui legnosi degli abeti, negli ambienti subalpini e alpini. Commestibile con grande prudenza vista la possibilità di essere confuso facilmente con le specie simili velenose.
  18. Amanita pini Neville & Poumarat 2007 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Amanitaceae Genere Amanita Sottogenere Amanitopsis Sezione Vaginatae Sottosezione Vaginatinae Etimologia L'epiteto Amanita deriva dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità. Bibliografia CONTU, M., PERRONE, L. & VIZZINI, A., 2013. Amanita pini, una specie molto caratteristica trovata per la prima volta in italia. Boll. AMER 88, Anno XXIX, (1): 3-10. Regione Lombardia, Pianura Bergamasca, località Crespi d'Adda; Ottobre 2016; Foto di Massimo Biraghi; Microscopia di Alfredo Galbusera. Ritrovamento in parco pubblico di Pinus sylvestris. Spore. Cheilocistidi. Velo. Ife incrostate. Altro ritrovamento, sempre sotto Pinus sylvestris, in un parco pubblico nella Brianza. Foto di Massimo Biraghi.
  19. Mycenastrum corium (Guers.) Desv.; Regione Lombardia, Parco di Monza; Maggio 2015; Foto di Massimo Biraghi. Corpo fruttifero globoso allo stadio di primordio, si lacera a matumarazione fino ad assumere una forma a stella. Superficie inizialmente liscia, poi dissociata in piccole squamule, di colore da biancastro a grigiastro con sfumature bruno-rossastre. Gleba bianca e soda nei giovani esemplari, assume colorazioni giallo-verdastre per poi assestarsi sui toni bruno scuro della polvere sporale a maturazione. Cresce abitualmente in terreni ricchi di azoto ai margini delle boscaglie, nelle sterpaglie, ma anche in parchi e giardini, generalmente in pianura o nella fascia pedemontana. Regione Lombardia, sponda Cremasca del fiume Adda; Marzo 2008; Foto di Emilio Pini. Spore e capillizio. In evidenza le caratteristiche spine. Foto di Massimo Biraghi. Spore. Foto di Emilio Pini. Foto di Massimo Biraghi.
  20. Flammulaster limulatus (Fr.) Watling; Regione Abruzzo; Ottobre 2017; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Particolare del cappello. Spore di profilo ellissoidale in proiezione frontale e nettamente faseoliformi in proiezione laterale, a parete di spessore medio. Osservazione in L4 a 400×. Cuticola formata da ife allungate, a salsicciotto, catenulate. Osservazione in L4 a 400×.
  21. Flammulaster limulatus (Fr.) Watling; Regione Abruzzo; Ottobre 2017; Foto, commento e microscopia di Mario Iannotti. Ritrovamento su ceppaia di legno di Faggio. Spore 7,3-8,3 × 3,3-4,6 µm; Q = 1,7-2,3; Media = 7,8 × 4,0 µm; Qm = 2,0; di profilo ellissoidale in proiezione frontale e nettamente faseoliformi in proiezione laterale, a parete di spessore medio, con poro germinativo poco visibile, ma presente. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Cheilocistidi abbondanti, riuniti anche in gruppi, largamente clavati, osservati GAF alla base. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Pileipellis formata da una cutis con fasci di ife ascendenti, catenulate, con elementi da globosi a cilindrici rigonfi, con pigmento incrostante. GAF presenti. Osservazione in Rosso Congo a 100×. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Stipitipellis a cutis, con ife cilindriche, settate, leggermente intrecciate, con pigmento incrostante, osservati GAF abbondanti. Osservazione in Rosso Congo a 100×. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Caulopellis, sono ben visibili i GAF. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. GAF in evidenza.
  22. Flammulaster limulatus (Fr.) Watling 1967 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Inocybaceae Sinonimi Phaeomarasmius limulatus (Fr.) Singer 1962 Flammulaster limulatoides P.D. Orton 1984 Flammulaster novasilvensis P.D. Orton 1984 Flammulaster limulatus var. litus Vellinga 1986 Flammulaster limulatus var. novasilvensis (P.D. Orton) Vellinga 1986 Flammulaster limulatus var. intermedius E. Ludw. 2001 Etimologia L'epiteto Flammulaster deriva dal latino flámmula = fiammella e dal greco ἀστήρ [astér] = stella, per le decorazioni solitamente presenti sul cappello. L'epiteto limulatus deriva dal latino līmus [i] = fango, limo; per il colore del cappello. Cappello Di dimensioni medio-piccole, fino a 3 cm, quasi emisferico nei giovani esemplari, diventa poi convesso con lo sviluppo, infine quasi piano. La superficie è color ruggine, cannella, granulosa. Imenoforo Lamelle mediamente distanziate, panciute in posizione mediana, con presenza di di diversi ordini di lamellule, gialle all'esordio, poi macchiate di bruno ruggine a maturità pe rla sporata, il filo delle lamelle è spesso più scuro della faccia della lamella. Gambo Stipite mediamente corto, 2-4 cm, con portamento lineare o ricurvo, brunastro con tonalità più chiare e giallastre all'apice, interamente rivestito con decorazioni analoghe a quelle presenti sul pileo. Carne Bruno giallastra. Habitat Specie saprotrofa che cresce su residui legnosi, rami, vecchie ceppaie, e segatura. Segnalato in letteratura scientifica sotto latifoglia con particolare predilezione per Fagus sylvatica. Microscopia Tutte le specie del genere Flammulaster hanno struttura della cuticola con ife globose, rigonfie o cortamente cilindriche, più o meno catenulate. Flammulaster limulatus ha cuticola di ife allungate, cortamente cilindriche, a salsicciotto, catenulate. Spore (6,3) 6,9-8,3 (8,8) × (3,5) 3,6-4,1 (4,3) µm; Q = (1,6) 1,8-2,1 (2,3); N = 32; Media = 7,6 × 3,9 µm; Qm = 2,0; di profilo ellissoidale in proiezione frontale e nettamente faseoliformi in proiezione laterale, a parete di spessore medio, con poro germinativo non sempre ben visibile, ma presente. I cheilocistidi sono abbondanti, riuniti anche in gruppi, largamente clavati. GAF presenti in tutte le strutture osservate: alla base dei cheilocisitidi, nella caulopellis e pileipellis. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Note nomenclaturali Il genere Flammulaster è stato descritto da Earle nel 1909 come un genere segregato da Naucoria con i seguenti caratteri: • basidiocarpi putrescenti; • pileo convesso, squamuloso o setoso; • lamelle annesse o decorrenti; • gambo centrale; • velo subevanescente, che non forma anello distinto; e • spore ruggine o cannella. Nel 1953 Küner e Romagnesi riconoscono per Naucoria subgen. Floccularia circa gli stessi caratteri (escudendo il subgen. Tubaria). Norton nel 1960 accetta questo gruppo e lo separa come genere Flocculina. Waitling nel 1967 riconosce la sinonimia tra Flammulaster e Flocculina. Per il genere Flammulaster è ammessa anche una relazione molto stretta con il genere Phaeomarasmius, da cui si distingue per la struttura della pileipellis, che in quest’ultimo è un lamprotricoderma, cioè una palizzata di ife rialzate e a parete spessa. Somiglianze e varietà Phaeomarasmius erinaceus (Fr. : Fr.) Scherff. ex Romagn. può macroscopicamente somigliare a Flammulater limulatus. Un esame microscopico ci toglie subito qualsiasi dubbio, perché Phaeomarasmius erinaceus ha struttura della cuticola a lamprotricoderma, cioè una palizzata di ife rialzate e a parete spessa, mentre in Flammulaster muricatus la cuticola è formata da ife globose, rigonfie o cortamente cilindriche, più o meno catenulate. Flammulaster novasilvensis P.D. Orton ha ife della curticola cortamente cilindriche, e alcuni autori lo sinonimizzano con Flammulaster limulatus. Flammulaster muricatus (Fr. : Fr.) Watling ha ife della curticola globose e non cortamente cilindriche. Flammulaster granulosus (J.E. Lange) Watling ha habitat non su legno; spore non faseoliformi. Flammulaster ferrugineus Maire ex Watling (nome non valido), ora Tubaria ferruginea Maire ex E. Horak & P.-A. Moreau ha spore non faseoliformi. Flammulaster wieslandri (Fr.) M.M. Moser ha spore destrinoidi, ovoidi, 8,5-10,5 ×5-5,5 μm; cheilocistidi di 25-45 μm di lunghezza, mai capitulati. Flammulaster gracilis (Quél.) Watling ha cheilocistidi lageniformi. Flammulaster erinaceellus sensu auct. brit. = Flammulaster erinaceella (Peck) Watling non viene considerato né su Funga Nordica (2008), né su Vellinga (1986), perché per Vellinga nome misapplicato. Michael Kuo descrive la microscopia di questa specie in modo completamente sovrapponibile a F. muricatus. Bibliografia AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. KUO, M., 2005. Flammulaster erinaceella. Mushroomexpert.com. [Data di accesso: 29/01/2020]. VELLINGA, E.C., 1986. The genus Flammulaster (Agaricales) in the Netherlands and adiacent regions. Persoonia 13-1: 1-26. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi e Mario Iannotti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Marche; Ottobre 2019; Foto, commento e microscopia di Tomaso Lezzi. Il ritrovamento rappresentato nelle fotografie proposte è avvenuto su tronco a terra di Faggio (Fagus sylvatica). Cheilocistidi abbondanti, riuniti anche in gruppi, largamente clavati. Osservazione in L4 a 400×. Osservazione in L4 a 1000×. Spore (6,3) 6,9-8,3 (8,8) × (3,5) 3,6-4,1 (4,3) µm; Q = (1,6) 1,8-2,1 (2,3); N = 32; Media = 7,6 × 3,9 µm; Qm = 2,0; di profilo ellissoidale in proiezione frontale e nettamente faseoliformi in proiezione laterale, a parete di spessore medio. Osservazione in L4 a 1000×. Cuticola formata da ife allungate, a salsicciotto, catenulate. Osservazione in L4 a 100×.
  23. Gymnopilus stabilis (Weinm.) Kühner & Romagn. 1985 Tassonomia Regno Fungi Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Strophariaceae Sinonimi Flammula stabilis (Weinm.) P. Karst. 1879 Etimologia Dal greco gymnòs [γυμνός] = nudo e pìleos= cappello; dal latino stabilis = che sta fermo; Con il cappello glabro. Cappello Di grandi dimensioni, fino a 15 cm di diametro, carnoso e consistente in ogni sua parte, cuticola finemente vellutata e tomentosa, colorazioni su toni giallo aranciati brillanti, sempre convesso, con basso umbone centrale e margine involuto, evidenti resti di velo biancastri e fioccosi decorano il margine. Gambo Gambo privo di anello, pieno e fibroso, cilindrico, sinuoso, allargato alla base, concolore al cappello, presenta striature arancioni. Alla sezione si osserva gambo pieno, di colorazione giallognolo verso l'esterno e con tonalità arancio carico verso il centro. Imenio Imenoforo giallo dotato di lamellule e lamelle annesse, uncinate al gambo, che tendono a macchiarsi di color arancio ruggine alla sezione e al tatto, imbrunenti con l'eta per la sporata, alte con filo sottile e irregolare, abbastanza distanziate. Carne Soda, di consistente fibrosa, di colore giallo aranciato, odore forte pungente sgradevole, sapore amaro. Habitat Gregario, cespitoso, su ceppaie e alla base di tronchi, saprofita su legno di aghifoglie, tipicamente in ambiente dove si sono sviluppati degli incendi, si associa infatti spesso a Pholiota carbonaria (Fr.) Singer. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Somiglianze e Varietà Tra le specie del genere Gymnopilus, la più vicina è senza dubbio Gymnopilus spectabilis (Wein.: Fr.) A.H. Smith, che si differenzia per la presenza di un anello ampio e membranoso. Gymnopilus penetrans (Fr.) Murrill, con carne molto esigua, non cespitoso. Pholiota astragalina (Fr. : Fr.) Singer, è più piccola ma molto simile nei colori e nel portamento. Si differenzia per avere le spore ellissoidali, lisce, non verrucose. Microscopia Spore (7,0) 7,3-8,2 (8,7) × (4,3) 4,5-5,2 (5,6) µm; Q = (1,4) 1,45-1,7 (1,8); N = 20; Media = 7,8 × 4,9 µm; Qm = 1,6; ellissoidali in vista frontale, amigdaliformi in vista laterale, verrucose. Cheilocistidi capitulati. Osservazioni Gymnopilus stabilis è una specie rara, della quale si contano pochi ritrovamenti in Europa, e fruttifica tipicamente su legno di aghifoglia bruciato. Nel tempo si sono susseguiti pareri discordanti riguardo all'aspetto di questa specie e alle sue sinonimie con altre specie. Secondo Kühner & Romagnesi (1985) Gymnopilus stabilis è caratterizzato come una specie robusta, con velo abbondante che forma un rivestimento biancastro su pileo, con anello sul gambo presto evanescente, specie vicina a Gymnopilus penetrans. Ludwig (2000, 2001) lo indica con spore solo approssimativamente verrucose, le sue conclusioni si basano su un solo ritrovamento. Orton (1993) e Keller & Moser (2001) lo menzionano indicandolo come una specie rara. Secondo Holec (2005) vista la grande variabilità anche all’interno delle stesse specie appartententi al genere Gymnopilus, è invece riconducibile ad una variante ecologica di Gymnopilus penetrans, con portamento molto robusto e importanti resti di velo, e asserisce di aver incontrato giovani fruttificazioni di Gymnopilus penetrans ricoperti da uno spesso strato di velo bianco grigiastro, tomentoso, aracnoideo. Nella nostra raccolta abbiamo riscontrato portamento molto massiccio, maggiore di 15 cm di diametro, odore forte e pungente, rispetto a quello molto leggero ed erbaceo di Gymnopilus penetrans, la presenza costante di velo bianco, argentato, portamento cespitoso. Sicuramente sono auspicabili studi a livello molecolare, per definire meglio la posizione e la validità di questa specie, o la sua sinonimia con altre specie vicine. Bibliografia HOLEC, J., 2005. The genus Gymnopilus.(Fungi, Agaricales) in the Czech Republic with respect to collections from other European countries. Acta Musei Nationalis Pragae, Series B, Historia Naturalis, 61 (1–2): 1–52. KELLER, G. & Moser, M.M., 2001. Die Cortinariaceae Österreichs. Catalogus Florae Austriae, III. Teil, Pilze, Heft 2, Agaricales: Cortinariaceae. In: Biosystematics and ecology series 19: 1–220, Wien: Ed. Austrian Academy of Science. KÜHNER, R. & ROMAGNESI, H., 1985. Gymnopilus stabilis (Weinm.) Kühner & Romagn.1985. Documents Mycologiques 16 (61): 16. LUDWIG, E., 2000. Pilzkompendium, Abbildungen 1: 1-192. Eching: Ed. IHW-Verlag. LUDWIG, E., 2001. Pilzkompendium, Beschreibungen 1: 1-758. Eching: Ed. Fungicon-Verlag. ORTON, P.D., 1993. Gymnopilus. In: WATLING, R. & GREGORY, N.M., British fungus flora. Agarics and Boleti 6: 58–72. Edinburgh: Ed. Royal Botanic Gardens Edinburgh. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Galeotti e Tomaso Lezzi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Novembre 2014; Foto macroscopia di Giovanni Galeotti; microscopia di Tomaso lezzi. (Exsiccatum TL141207-01 = GG141207-01) Alla base del tronco di un (Pino), che aveva subito un'evidente incendio, in compagnia di Pholiota carbonaria (Fr.) Spore (7,0) 7,3-8,2 (8,7) × (4,3) 4,5-5,2 (5,6) µm; Q = (1,4) 1,45-1,7 (1,8); N = 20; Media = 7,8 × 4,9 µm; Qm = 1,6; ellissoidali in vista frontale, amigdaliformi in vista laterale, verrucose. Osservazione a 400× in L4. Osservazione a 1000× in L4. Cheilocistidi capitulati. Osservazione a 400× in L4. Osservazione a 1000× in L4.
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