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Pycnoporus cinnabarinus (Jacq. : Fr.) P. Karst. 1881
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Pycnoporus cinnabarinus (Jacq. : Fr.) P. Karst.; Regione Trentino Alto Adige; Settembre 2013; Foto di Mario Iannotti. 3º Congresso trentino sui funghi alpini, Cles (TN), Loc. Malgaroi. Su pianta caduta di Sorbus aucuparia L. (Sorbo degli Uccellatori). Macro sui pori. -
Pycnoporus cinnabarinus (Jacq. : Fr.) P. Karst. 1881
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Pycnoporus cinnabarinus (Jacq. : Fr.) P. Karst.; Regione Piemonte; Maggio 2010; Foto di Alessandro Remorini. Scopa (Vc) mt. 650 s.l.m. su tronco. -
Pycnoporus cinnabarinus (Jacq. : Fr.) P. Karst. 1881
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Pycnoporus cinnabarinus (Jacq. : Fr.) P. Karst.; Regione Friuli Venezia Giulia; Maggio 2009; Foto di Claudio Angelini. Ritrovamento su ramo di ciliegio. -
Pycnoporus cinnabarinus (Jacq. : Fr.) P. Karst. 1881
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Pycnoporus cinnabarinus (Jacq. : Fr.) P. Karst. 1881 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Polyporaceae Sinonimi Trametes cinnabarina (Jacq.: Fr.) Fr. 1849 Fabisporus cinnabarinus (Jacq.: Fr.) Zmitr. 2001 Etimologia Dal greco pyknós [Πυκνός] = denso e póros [πόρος] = poro, passaggio, cioé per i pori densi e compatti. Dal latino cinnabări con suffisso nus = cinabro, pigmento ottenuto dal solfuro di mercurio di colore rosso vivo, quindi di colore rosso vivo, rosso cinabro. Descrizione Fungo dimidiato, a mensola più o meno spianata, dal colore rosso-arancio o rosso cinabro; superficie glabra o leggermente tomentosa, più chiara e grinzosa con l'età. Imenoforo formato da pori arrotondato-angolosi di colore rosso vermiglio o rosso-arancio. Carne prima molle, fragile, poi suberosa; di colore rosso-arancio. Habitat Si associa di norma a legni marcescenti di latifoglia come il Faggio, l'Ontano, il Sorbo degli Uccellatori o il Ciliegio. Reazioni macrochimiche Il cappello a contatto con l'idrossido di potassio (KOH) vira al nero-porpora, mentre i pori a contatto con KOH virano al brunastro sfumato di verde. Microscopia Sistema ifale trimitico con ife talvolta rigonfie, a terminazioni ottuse-arrotondate o anche leggermente capitate. Osservati rari GAF. Spore cilindriche o faseoliformi 4,4-7,1 × 2,4-3,6 µm; Qm = 1,9. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Specie simili Pycnoporus sanguineus (L.) Murrill, raro, si differenzia per la superficie in genere liscia e lucente e per i pori e le spore più piccole. Hapalopilus croceus (Pers.) Donk si distingue per i colori aranciati su ogni parte del carpoforo e per la reazione all'idrossido di potassio (KOH) rosso-amaranto sia sulla superficie che sui pori. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Friuli Venezia Giulia, bosco di Faggio nei pressi di Tarvisio (UD); Agosto 2015; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Su ramo a terra di faggio al bordo di un bosco. La reazione nero-porpora della superficie a contatto con l'idrossido di potassio (KOH). La reazione bruno-verdastra dei pori a contatto con l'idrossido di potassio (KOH). Sistema ifale trimitico con terminazioni ottuse-arrotondate o anche leggermente capitate. Osservazione 1000× in rosso Congo. Ife talvolta rigonfie. Ossevazione 1000× in rosso Congo. Presenza di rari GAF. Ossevazione 1000× in rosso Congo. Spore cilindriche o faseoliformi 4,4-7,1 × 2,4-3,6 µm; Qm = 1,9. Osservazione 1000× in rosso Congo. -
Pustularia patavina (Cooke & Sacc.) Boud. 1904
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Pustularia patavina (Cooke & Sacc.) Boud. 1904 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Pyronemataceae Sinonimi Leucoscypha patavina (Cooke & Sacc.) Svrček 1977 Foto e Descrizioni Apotecio fino a 6 mm di diametro sessile, dapprima cupolato, poi concavo, infine appianato; imenio liscio, arancione, bruno-arancione; superficie esterna tomentosa, più o meno concolore, con la base inglobante terriccio e residui carboniosi; orlo crenulato più chiaro. Microscopia Spore 23-27 × 11-13 µm, ellittiche, con una o due grosse guttule; aschi 190-260 × 15-20 µm, ottosporici non amiloidi; parafisi cilindriche,settate,spesso forcate nella parte superiore, larghe fino a 5 µm; peli marginali ialini, settati a parete spessa; excipulum medullare a textura intricata; excipulum ectale formato da textura globosa, globulosa-angularis; ife del subiculum a parete spessa, settate, flessuose, ialine. Regione Lombardia; Dicembre 2012; Foto, descrizione e microscopia di Angelo Mariani. Gera d’Adda, parco comunale su terreno argilloso e piccoli frammenti carboniosi. Spore. Spore in asco. Asco. Aschi e parafisi. Peli marginali. Excipulum ectale. Excipulum ectale e ife del subiculum. Particolare delle ife del subiculum che erompono dall'excipulum ectale. -
Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta 1993
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Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta (Huijsman) M. Bon; Regione Lombardia; Ottobre 2013; Foto di Sergio Mombrini. Rinvenute nell'humus, sotto latifoglie (Noccioli e Ontani). -
Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta 1993
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Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta (Huijsman) M. Bon; Regione Toscana, Valle Dame; Raduno AMINT; Ottobre 2008; Foto di Pietro Curti. Pileo. Imenoforo. -
Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta 1993
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Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta (Huijsman) M. Bon; Regione Toscana, Valle Dame; Raduno AMINT; Ottobre 2008; Foto e microscopia di Mauro Cittadini. Microscopia Nei nostri esemplari le spore hanno una metacromasia completa ovvero si colorano completamente di violetto in blu di cresile, come del resto gli altri elementi imeniali, questa secondo il pensiero di Bon è una delle caratterstiche del Genere Pulverolepiota. Spore 4,0-5,7 × 2,2-3,6; Q = 1,5-2,0; Q medio = 1,7. La forma è ellissoide, con apicolo molto decentrato e base poco curvata, una sorta di transizione, elemento di delimitazione per le Lepiota s.l. tra le ovisporae e le stenosporae. Elementi dell'epicute di forma piuttosto variabile. Anche con ife fortemente lobate ed a "pezzi di puzzle". Spore - Foto Tomaso Lezzi. -
Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta 1993
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Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta (Huijsman) M. Bon; Regione Toscana, Valle Dame; Ottobre 2008; Foto di Tomaso Lezzi. Particolare delle lamelle. -
Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta 1993
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Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta (Huijsman) M. Bon; Regione Toscana, Valle Dame; Ottobre 2008; Foto di Tomaso Lezzi. Particolare del cappello con l'evidente viraggio. -
Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta 1993
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Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta (Huijsman) M. Bon 1993 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Genere Pulverolepiota Bon Il genere Pulverolepiota viene accettato dagli autori di scuola francese a cui facciamo riferimento (R. Courtecuisse, M. Bon), mentre la scuola olandese (E. Vellinga, H.A. Huijser) lo inserisce come sezione all'interno del Genere Cystolepiota. Sinonimi Leucoagaricus pulverulentus (Huijsman) Mos. Lepiota pulverulenta Huijsman Cystolepiota pulverulenta (Huijsman) Vellinga Etimologia Pulverolepiota: da Pulvis, pulveris = polvere e Lepiota. pulverulenta: da pulverulentus = di aspetto polveroso. Cappello Fino a 4 cm; all'inizio completamente bianco, in seguito si macchia di rosso mattone. È tipicamente ricoperto da un deposito polveroso, estremamente detèrsile, che rappresenta i resti del velo. Mai striato, questa caratteristica permette di distinguere facilmente il genere Pulverolepiota dal GenereLeucocoprinus dal margine sempre striato-plissettato. Imenoforo Lamelle bianche, libere al gambo. Gambo Presenta molte caratteristiche in comune con il cappello: colore perfettamente candido da giovane, si macchia di rosso mattone allo sfregamento; anch'esso rivestito di un deposito polveroso che si può rimuovere facilmente. Carne Bianca. Habitat Ritrovato in bosco di Castagno. Microscopia Spore: 4,0-5,7×2,2-3,6; Q = 1,5-2,0; Q medio = 1,7. La forma è ellissoide, con apicolo molto decentrato e base poco curvata, rappresenterebbe all'interno del genere Lepiota s.l. una sorta di transizione tra le Ovisporae e le Stenosporae (spore speronate). Metacromasia completa; questa reazione, che si rileva osservando le spore in Blu di Cresile, è caratteristica del Genere (vedi foto a seguire) e si manifesta con il viraggio di colore dei tessuti delle spore trattate, verso colori che vanno dal blu al violetto più o meno intenso. Epicute: ad ife allungate, fortemente lobate (vedi foto). GAF: non osservati. Commestibilità o Tossicità Come tutte le piccole specie appartenenti alle Lepiota/Pulverolepiota/Cystolepiota è da considerare sospetta e potenzialmente pericolosa. Specie simili Specie simile a: Pulverolepiota roseolanata (Huijsman) che presenta habitus identico a Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta, ma anche da giovane mostra colori rosati. Leucocoprinus spp. che hanno però il bordo del margine del cappello sempre striato-plissettato. Cystolepiota spp. che dal punto di vista microscopico hanno però le cellule del velo globose, non allungate. Lepiota spp. Alcune piccole Lepiota bianche potrebbero somigliare a Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta, ma non hanno mai il cappello ricoperto da un deposito polveroso così facilmente removibile. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi e Mauro Cittadini - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Pulverolepiota pulverulenta var. pulverulenta (Huijsman) M. Bon; Regione Toscana Raduno AMINT a Valle Dame; Ottobre 2008; Foto di Tomaso Lezzi. -
Terana caerulea (Lam. : Fr.) Kuntze 1891
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Terana caerulea (Lam. : Fr.) Kuntze; Regione Umbria; Gennaio 2014; Foto di Stefano Rocchi. Ritrovamento su tronchetto a terra. -
Terana caerulea (Lam. : Fr.) Kuntze 1891
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Terana caerulea (Lam. : Fr.) Kuntze 1891
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Terana caerulea (Lam. : Fr.) Kuntze; Regione Lazio; Dicembre 2006; Foto di Felice Di Palma. -
Terana caerulea (Lam. : Fr.) Kuntze 1891
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Terana caerulea (Lam. : Fr.) Kuntze 1891
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Terana caerulea (Lam. : Fr.) Kuntze 1891 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Corticiales Famiglia Corticiaceae Sinonimi Pulcherricium caeruleum (Schrad. : Fr.) Parmasto 1968 Descrizione Particolare e vistoso fungo resupinato appartenente alla Famiglia delle Corticiaceae. Diffuso essenzialmente su rami e tronchi di latifoglia a terra. Di un bel colore blu intenso, blu cobalto, si presenta inizialmente liscio e successivamente verrucoso. Può occupare anche grandi superfici del substrato di crescita, ricoprendolo quasi completamente. Di nessun valore alimentare. Regione Lazio; Dicembre 2004; Foto di Mauro Cittadini. -
Puccinia malvacearum Bertero ex Mont. 1852
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Puccinia malvacearum Bertero ex Mont. 1852 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Puccinomycetes Ordine Pucciniales Famiglia Pucciniaceae Foto e Descrizioni Fungo parassita della Malva sylvestris L., si manifesta con la comparsa di macchioline rossastre nella pagina inferiore delle foglie che crescendo assumono una forma semisferica pustolosa e producono prima corrugosità e poi il disseccamento delle foglie. Tale attacco viene descritto con la denominazione comune di "ruggine della malva" e si manifesta nelle stagioni particolarmente piovose e quindi umide. -
Psilopezia nummularia Berk. 1847
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Psilopezia nummularia Berk. 1847 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Incertae sedis Foto e Descrizioni Su ceppo marcescente ricoperto di muschio nei pressi di un ruscello. Apotecio 10-20 mm. di diametro, sessile, discoide, ondulato; imenio brillante a tempo umido, aranciato-bruno, bruno; superficie esterna più chiara con resti inglobati di substrato. Psilopezia nummularia Berk si distingue microscopicamente da Pachyella babingtonii (Berk.) Boud. soprattutto per la textura intricata e non globosa. Microscopia Spore 25-38 × 15-19 µm, ellittiche, lisce, biguttulate, ialine. Aschi 300-340 × 18-24 µm ottosporici. Parafisi, sottili, allargate all’apice fino a 10 µm a contenuto brunastro. Excipulum medullare a textura intricata. Excipulum ectale formato da ife allungate larghe fino a10 µm. Regione Lombardia, colline bergamasche; Ottobre 2012; Foto macro di Sergio Mombrini, microscopia di Angelo Mariani. Microscopia Spore 400×. Spore 1000×. Aschi. Parafisi. Excipulum medullare. Excipulum ectale. -
Deconica subviscida Peck 1888
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Deconica subviscida Peck 1888 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Strophariaceae Sinonimi Psilocybe subviscida (Peck) C.H. Kauffm. 1918 Foto e Descrizioni Piuttosto simile a P. muscorum, si differenzia da essa pressochè esclusivamente per caratteri microscopici, si tratta di una specie con cappello vischioso, piccolina ed alquanto igrofana. In questo caso l'habitat non è alpino, ma fluviale-golenale, sulle rive del fiume Ticino a circa 200 m. s.l.m. L'ambiente circostante è costituito da Roverelle, Tigli, Salici, Ontani, Frassini, a seconda dell'umidità. La determinazione di questa specie è possibile seguendo le chiavi di Nordeloos, in flora Agaricina Neerlandica, che, sono molto complete. Consiglio di visitare anche il Sito di Nordeloos in cui trovi una bellissima chiave con foto e caratteri micro. Nordeloos considera P. muscorum = P. montana; le differenze sono piccole ma significative; riguardano soprattutto lo spessore della parete sporale, le forma delle spore, il colore delle lamelle da giovane (P. muscorum = bruno porpora, subvisicida = biancastre/ocracee) e della polvere sporale. Regione Lombardia, rive del fiume Ticino; Foto e descrizione di Mario Cervini. Una foto in cui si può apprezzare il colore chiaro delle lamelle, non porporino come in P. muscorum. -
Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner 2008
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner; Regione Marche; Ottobre 2009; Foto di Pietro Curti.- 11 risposte
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner 2008
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner; Regione Abruzzo; Settembre 2008; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Questa specie si riconosce per i resti del velo, abbondanti soprattutto sul bordo del cappello, e per i peletti biancastri sul gambo che si trovano solo nella parte sotto l'anello. Un altra caratteristica è data dall'anello rigato solo sul lato superiore, in questo caso si nota anche il deposito sporale scuro sull'anello stesso. Nella parte inferiore l'anello non è rigato, ma coperto dai peletti bianchi che si trovano su tutto il gambo, solo sotto l'anello. Le lamelle sono violette e tipicamente marezzate. In macro si può notare anche la caratteristica del filo bianco delle lamelle.- 11 risposte
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner 2008
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner; Raduno AMINT Regione Sardegna; Novembre 2007; Foto di Massimo Biraghi.- 11 risposte
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner; Raduno AMINT Regione Sardegna; Novembre 2007; Foto Mauro Cittadini. Particolare del cappello. Particolare dell'anello in un giovane esemplare.- 11 risposte
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner 2008
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner; Raduno AMINT Regione Sardegna; Novembre 2007; Foto di Giovanni Satta.- 11 risposte
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner 2008
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Leratiomyces squamosus (Pers. : Fr.) Bridge & Spooner; Regione Abruzzo; Settembre 2005; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Faggete di Marsia. Con i tipici resti di velo fioccoso sul cappello, soprattutto sul bordo; le lamelle sono violette, marezzate e hanno il filo finemente dentellato. La parte inferiore del gambo è rivestita da un'armilla fioccosa, e sulla parte che forma l'anello si può notare la sporata scura che si è depositata. Particolare delle lamelle e del gambo con le sue decorazioni.- 11 risposte
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