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Phaeoclavulina flaccida (Fr.) Giachini 2011
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Phaeoclavulina flaccida var. crispula (Fr.) Franchi & M. Marchetti. Regione Lombardia. Settembre 2011. Foto di Massimo Biraghi. -
Phaeoclavulina flaccida (Fr.) Giachini 2011
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Phaeoclavulina flaccida var. crispula (Fr.) Franchi & M. Marchetti. Regione Lombardia, Fara, Gera D'Adda. Ottobre 2007. Foto di Massimo Biraghi. Ritrovamento in boschetto planiziale con presenza di Farnia. -
Phaeoclavulina flaccida (Fr.) Giachini 2011
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Phaeoclavulina flaccida var. crispula (Fr.) Franchi & M. Marchetti. Regione Lombardia. Ottobre 2006. Foto e commento di Massimo Biraghi. La macro evidenzia le "crespature" presenti agli apici dei rami. Spore.Long. : N =10 ; D1,9 ; (4,90)0 - 0(6,03) Larg. : N =10 ; D1,9 ; (2,60)0 - 0(3,19) Q : N =10 ; D1,9 ; (1,82)0 - 0(2,09) N° Long. Larg. Q Moy 5,52 2,82 1,96 Min 4,90 2,60 1,82 Max 6,03 3,19 2,09 médiane 5,60 2,78 1,97. Spore verrucose. Presenza di GAF nelle ife imeniali. Sistema ifale. Sistema ifale delle rizomorphe praticamente analogo, con rare ife rigonfie e clavate. -
Phaeoclavulina flaccida (Fr.) Giachini 2011
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Phaeoclavulina flaccida (Fr.) Giachini 2011 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Sinonimi Ramaria flaccida (Fr. : Fr.) Bourdot 1898 Phaeoclavulina flaccida var. crispula (Fr.) Franchi & M. Marchetti 2018 ha le ramificazioni apicali di aspetto crespato e la crescita sotto Fagus sylvatica e particolarmente Quercus spp. la distinguono dalla specie tipo della Sezione Flaccide Ramaria flaccida che ha crescita esclusiva nelle foreste montane di peccio. La specie proposta è stata ritrovata in un bosco planiziale della provincia di Bergamo sotto Farnia. Regione Lombardia; Ottobre 2006; Foto e commento di Massimo Biraghi. (Exsiccatum MB20061027-04) In foto la varietà crispula. -
Ramaria fennica (Kast.) Ricken 1920
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Ramaria fennica (Kast.) Ricken; Regione Piemonte, Ceva; Settembre 2005; Foto di Massimo Biraghi. (Exsiccatum MB20050917-33) -
Ramaria fennica (Kast.) Ricken 1920
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Ramaria fennica (Kast.) Ricken; Regione Piemonte, Ceva; Settembre 2005; Foto di Massimo Biraghi. (Exsiccatum MB20050917-33) -
Ramaria fennica (Kast.) Ricken 1920
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Ramaria fennica (Kast.) Ricken 1920 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Regione Lombardia, Val Nure; Foto di Emilio Pini. Bosco di Quercia-Carpino. -
Ramaria bourdotiana Maire 1937
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Ramaria bourdotiana Maire 1937 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Foto e Descrizioni Ramaria trovata a Castelfusano, odore non particolare, manca di un ramo centrale grande, molti rami con andamento parallelo, e ramificazioni piccole sugli estremi dei rami, base biancastra, superficie immutabile al tocco. Basidi di lunghezza fino a 30 µm; spore echinulate, 5,9-7,6 × 2,8-3,9 µm; Qm = 2,0; altezza delle spinule 0,7 µm, con verruche non allineate, spore con profilo laterale a goccia, a seme di mela, con guttula centrale; ife dei rami con GAF grandi e abbastanza facili da individuare. La simile Ramaria stricta (Pers.: Fr.) Quél. ha basidi lunghi fino a 40 µm, spore da finemente verrucose a quasi lisce, è virante al rosso-bruno al tocco. Regione Lazio, Roma, Castelfusano; Dicembre 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Foto di Mauro Cittadini. Microscopia Foto di Mauro Cittadini. Foto di Tomaso Lezzi. Spore in Melzer. Spore in blu cotone in Acido lattico a caldo. Spore in Floxina. GAF nei tessuti dei rami. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Emilia Romagna; Settembre 2006; Foto di Gianni Bonini. Dettaglio dei rami. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Lazio; Settembre 2014; Foto di Felice Di Palma. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Trentino Alto Adige, Parco di Paneveggio; Settembre 2012; Foto di Pietro Curti. Dettaglio carne e rami. Gruppo. Carne. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Trentino; Settembre 2011; Foto di Mario Iannotti. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Trentino; Settembre 2011; Foto di Pietro Curti. Carne e rami. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Liguria; Ottobre 2012; Foto di Maria Ligure. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Lombardia; Luglio 2011; Foto di Luigi Franchini. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Emilio Pini. Sezione. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken; Regione Sardegna; Novembre 2006; Foto di Franco Sotgiu. -
Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918
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Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken 1918 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Etimologia Dal greco botrytis = che è simile ad un grappolo d'uva, per la compattezza e la forma del corpo fruttifero. Basidiocarpo 8-12(15) cm, coralliforme o ricordante la fisionomia di un cavolfiore. È formato da una base a forma di tronco dalla quale partono delle ramificazioni appressate e corte, anch'esse di colore biancastro, con apici di un bel colore rosa-rossastro che sfumano al vinoso. Le colorazioni biancastre della base e delle ramificazioni primarie tendono a sporcarsi di ocra pallido per vetustità o manipolazione. Imenoforo difficilmente riconoscibile e collocato generalmente alla metà delle ramificazioni superiori, in parte liscio. Carne Abbastanza compatta, tenera, di colore biancastro, odore grato come di caramella alla fragola e sapore dolciastro, con un retrogusto leggermente amarognolo. Habitat Cresce isolata o in piccoli gruppi ravvicinati fra di loro, dall'estate a tutto l'autunno, nei boschi di latifoglie prediligendo Faggio, Quercia e Castagno; segnalata, ma non frequente, anche nei boschi di conifere. Commestibilità e tossicità Commestibile, di buona consistenza, adatto anche alla conservazione sott'olio, una delle poche Ramaria che vale la pena di consumare. Osservazioni Questo Genere è molto conosciuto dai raccoglitori, localmente ricercato e accomunato sotto il nome volgare di "Manine" o "Ditole". Gli effetti lassativi e gastroenterici causati da molte specie hanno contribuito ad una moderazione nella raccolta; nel caso di consumo delle specie commestibili è consigliabile usufruire solamente della parte carnosa, asportando le fragili ramificazioni. Microscopia Spore cilindrico-ellissoidali, con parete sottile, ricurve vicino all’apicolo, decorate da costolature, striature longitudinali, anche con andamento leggermente a spirale, cianofile. Misurate 32 spore da sporata (13,6)14,2-16,2 × 4,3-5,4 µm; Q = 2,8-3,6; media 15,2 × 4,8 µm; Qm = 3,2. Spore in massa di colore giallo-ocra. Basidi clavati, prevalentemente quadrisporici, osservati anche bisporici. Alla base dei basidioli osservati GAF. Sistema ifale monomitico, osservati GAF in tutti i tessuti. Sistema ifale monomitico, le ife dei rami dell’imenoforo sono formate da cellule cilindriche, a parete sottile, lisce, settate, provviste di GAF. Sistema ifale monomitico, le ife della caulocute sostanzialmente sono identiche a quelle dei rami apicali, di forma cilindrica, a parete sottile, lisce, settate, provviste di GAF. Specie simili Ramaria rubrievanescens Marr & D.E. Stuntz, è tipica dei boschi di Picea, ha spore 9,0-15,5 × 4,2-6,8. Ramaria rubripermanens Marr & D.E. Stuntz, si rinviene prevalentemente nei boschi di Faggio e Peccio, si separa per le spore più piccole (8,5)9,0-13 × 3,5-5,0. Ramaria rufescens (Schaeff.) Corner, ha le punte giallastre da giovane poi con la maturazione delle spore tende al bruno-marrone, ha spore più piccole 7,0-11× 3,2-4,8. Ramaria subbotrytis (Coker) Corner, ha i rami di colore rosa-corallo, le spore misurano 7,5-12 × 3,0-4,7. Le caratteristiche colorazioni rosa-vinose degli apici delle ramificazioni, in netto contrasto con il biancastro del resto del corpo fruttifero, e la forma che ricorda vagamente un cavolfiore maturo, ne fanno una bella specie facilmente riconoscibile sul campo. Si raccomanda di prestare comunque attenzione a non confonderla con altre specie simili, le quali possono causare fastidiosi effetti lassativi o complicazioni gastroenteriche. Ramaria fennicasi distingue per avere le ramificazioni più lunghe e con tonalità violacee, bruno-violacee con sfumature lilacine, olivacee, a seconda delle varietà della specie, fruttifica generalmente presso Querce e Castagni. Ramaria pallida (vedi scheda) è caratterizzata da ramificazioni con apici grigio-lilacini, specie in maturazione. Ramaria subbotrytis si riconosce per gli apici di un colore rosa corallo più intenso; Ramaria rufescens ha colorazioni tendenti al rossastro e la base di dimensioni maggiori. Queste ultime due specie, per i neofiti ma non solo, risultano di difficile interpretazione: l'analisi microscopica risulta un valido aiuto per una corretta determinazione. Da considerare anche Ramaria formosa, la quale si differenzia per le colorazioni diverse, la base biancastra, le ramificazioni di un bel color salmone carico e gli apici giallastri. Curiosità Il nome volgare e popolare di "Manine" o "Ditole" deriva dalla particolare conformazione di questi funghi. Scheda AMINT tratta da "Tutto Funghi" con integrazioni di Mario Iannotti. Regione Umbria; Settembre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. Fungo dall’aspetto coralloide, caratterizzato da un tronco unico, tozzo, carnoso, bianco, privo di toni gialli e/o rossi, dal quale partono dei corti rami bifidi di colore crema-biancastri, terminanti con 2-4 punte, di colore rosa-rosso vinoso. Da giovane i colori vinosi delle punte contrastano con il colore biancastro dei rami e del tronco, poi con la maturazione delle spore, in massa di colore giallastro, i caratteristici colori vinosi svaniscono diventando identici a quelli delle altre specie congeneri e la determinazione negli esemplari vecchi diventa difficile. Nelle stagioni propizie cresce abbondante dall’estate all’autunno, con esemplari appressati, uno accanto all’altro, nei boschi di Quercia, Carpino, Faggio, ma è segnalata anche nei boschi di conifera e nelle peccete alpine. (Exsiccatum MI20140914-01) Spore in massa di colore giallo-ocra. Microscopia Spore cilindrico-ellissoidali, con parete sottile, ricurve vicino all’apicolo, decorate da costolature, striature longitudinali, anche con andamento leggermente a spirale, cianofile. Misurate nr. 32 spore da sporata (13,6)14,2-16,2 × 4,3-5,4 µm; Q = 2,8-3,6; media 15,2 × 4,8 µm; Qm = 3,2. Spore in massa di colore giallastro. Osservazione in Blu Cotone in Acido lattico a caldo a 1000×. Basidi clavati, prevalentemente quadrisporici, osservati anche bisporici. Alla base dei basidioli osservati GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Sistema ifale monomitico, le ife dei rami dell’imenoforo sono formate da cellule cilindriche, a parete sottile, lisce, settate, provviste di GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Sistema ifale monomitico, le ife della caulocute sostanzialmente sono identiche a quelle dei rami apicali, di forma cilindrica, a parete sottile, lisce, settate, provviste di GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. -
Ramaria bataillei (Maire) Corner 1950
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Ramaria bataillei (Maire) Corner 1950 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Foto e Descrizioni Poco frequente, ma meraviglioso, notate le sfumature salmone alla base dei rami principali. Meravigliose: la foto rende poco anche perchè l'esemplare non era giovane. Foto di Claudio Angelini. -
Ramaria abietina (Pers. : Fr.) Quél. 1888
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Ramaria abietina (Pers. : Fr.) Quél. 1888 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Clavariales Famiglia Clavariaceae Foto e Descrizioni Una Ramaria dai colori verdeggianti. -
Radulomyces molaris (Chaillet ex Fr. : Fr.) M.P. Christ. 1960
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Radulomyces molaris (Chaillet ex Fr. : Fr.) M. P. Christ; Regione Umbria; Settembre 2014; Foto di Stefano Rocchi. Su legno di quercia a terra: fungo resupinato di consistenza cerosa, formato da grossolani aculei di colore marrone-ocraceo. Spore ellissoidali 8,2-10,4 × 5,6-6,9 µm; Qm = 1,5. Presenza di GAF. Spore non amiloidi, ellissoidali 8,2-10,4 × 5,6-6,9 µm; Qm = 1,5. Osservazione 1000× in Melzer su sporata. -
Radulomyces molaris (Chaillet ex Fr. : Fr.) M.P. Christ. 1960
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Radulomyces molaris (Chaillet ex Fr. : Fr.) M. P. Christ.; Regione Lombardia; Novembre 2008; Foto di Angelo Mariani. Resupinato, disteso, da crema a ocra con aculei irregolari lunghi 1-4 mm, di consistenza ceracea. Su rami di quercia. Spore ialine 9-11 × 5.5-7 µm; basidi clavati flessuosi 35-55 × 7,5-9 µm. Basidi. Ife con GAF. -
Radulomyces molaris (Chaillet ex Fr. : Fr.) M.P. Christ. 1960
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Radulomyces molaris (Chaillet ex Fr. : Fr.) M.P. Christ. 1960 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pterulaceae Sinonimi Hydnum membranaceum Bull. : Fr. 1791 Radulum molare Chaillet ex Fr. : Fr. 1828 Hydnum rude (Pers.) Duby. 1830 Acia membranacea (Bull. : Fr.) P. Karst. 1879 Radulum membranaceum (Bull. : Fr.) Bres. 1897 Basidioradulum molare (Chaillet ex Fr. : Fr.) H. Furuk. 1974 Cerocorticium molare (Chaillet ex Fr. : Fr.) Jülich & Stalpers 1980 Etimologia Dal Latino Molàris, Molà = macina del mulino, per la sua forma. Basidioma Resupinato, inizialmente si manifesta sotto forma di macule cerose, durante la crescita può ricoprire vistosamente il substrato di crescita. Imenoforo Composto da aculei grossolani e irregolari che ricordano quelli delle Hydnaceae, colorazioni che variano su toni crema-grigiastri, bruno-grigiastri con l'essicazione. Contesto Mediamente carnoso e di consistenza un poco elastica o membranacea, anche ceracea nello stadio giovanile, diventa coriacea con l’età o con tempo secco. Habitat Cresce generalmente su rami o piccoli tronchi degradati di Quercus spp., segnalato, anche se raramente, su rami di Corylus spp. e Fraxinus spp. Osservazioni Il campione osservato è stato reperito in boschetto planiziale (Bosco dei Fontanili) in località Spirano su un rametto di Quercus petraea (Mattuschka) Lieblein in zona molto umida. Microscopia Spore 8-11 × 5,5-7 µm, generalmente ellissoidali, lisce, con contenuto oleoso-granuloso e con apicolo laterale. Basidi clavato-allungati, sinuosi, tetrasporici. Cistidi non osservati. Sistema ifale monomitico, ife larghe 3-4 µm, GAF presenti. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Specie simili Radulomyces arborifer Malysheva & Zmitr. si riconosce macroscopicamente per l’imenoforo coralloide, microscopicamente si osserva la presenza di gloeocistidi. Radulomyces gypseus Spirit & Zmitr. ha spore più piccole (5-8 × 4-5,5 µm). Cerocorticium submolare (Parmasto) Jülich & Stalpers = Radulomyces submolaris Parmasto presenta spore cilindriche (9-12 × 4,5-6 µm). Bibliografia AA.VV., 2000. Nordic Macromycetes. Heterobasidioid, Aphyllophoroid and Gasteromycetoid Basidiomycetes. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 3. Ed. Nordsvamp. BERNICCHIA, A. & GORJON, S.P., 2010. Corticiaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 12. Alassio (SV): Ed. Candusso. BREITENBACH, J. & KRANZLIN, F., 1986. Champignons de Suisse. Vol. 2. Champignos sans lames. Lucerna: Ed. Verlag Mykologia. JÜLICH, W., 1989. Guida alla determinazione dei funghi. Aphyllophorales, Heterobasidiomycetes, Gastromycetes. Vol. 2. Trento: Ed. Saturnia. Regione Lombardia, Bosco dei Fontanili, loc. Spirano; Gennaio 2011; Foto, descrizione e microscopia di Massimo Biraghi. Basidi clavato-allungati, sinuosi, tetrasporici. Spore 8-11 × 5,5-7 µm, generalmente ellissoidali, lisce, con contenuto oleoso-granuloso e con apicolo laterale. Spore 8-11 × 5,5-7 µm, generalmente ellissoidali, lisce, con contenuto oleoso-granuloso e con apicolo laterale. Sistema ifale monomitico, ife larghe 3-4 µm. Presenza di GAF. -
Pyronema omphalodes (Bull. : Fr.) Fuckel 1870
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Pyronema omphalodes (Bull. : Fr.) Fuckel 1870 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Pyronemataceae Foto, Descrizioni e Microscopia Apotecio 0,5-2 mm di diametro, sessile, pulvinato-lentiforme; imenio, liscio, rosa più o meno intenso, crescono appressati in colonie su terreno bruciato. Spore, 11-14 × 6,5-7,5 µm, ellissoidali, lisce, non guttulate. Aschi, 140-160 × 8-11 µm, cilindrici, ottosporici, non amiloidi. Parafisi, cilindriche, leggermente allargate all'apice. Regione Lombardia, bassa bergamasca; Maggio 2012; Foto, descrizione e microscopia Angelo Mariani. Microscopia Imenio e parte dell'excipulum. Spore. Imenio, aschi e parafisi. Aschi.
