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Archivio Micologico

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  1. Postia stiptica (Pers.) Jülich; Regione Marche; Foto e commento di Pietro Curti. Giovanissimi esemplari. Sopra ceppaie di Pino nero.
  2. Postia stiptica (Pers.) Jülich; Regione Marche; Novembre 2006; Foto di Pietro Curti.
  3. Postia stiptica (Pers.) Jülich; Regione Marche; Ottobre 2004; Foto di Pietro Curti.
  4. Postia stiptica (Pers. : Fr.) Jülich 1982 = Oligoporus stipticus (Pers. : Fr.) Gilb. & Ryvarden 1987 Tassonomia Ordine Polyporales Famiglia Fomitopsidaceae Descrizione Fungo annuale, sessile, di forma variabile e grandezza massima di 15 cm circa; la faccia superiore è bianca, non zonata, glabra e rugosa, con margine ondulato e sottile, mentre la superficie poroide è prima bianca poi crema, con i pori tondi, lievemente angolosi o allungati, 5-6 per millimetro quadrato. Carne bianca, fibrosa, carnosa, poi fragile e suberosa nel secco; ha un odore non significativo ma un sapore amaro ed astringente. Cresce normalmente su ceppaie o tronchi a terra di conifere, raro su latifoglie; determina carie bruna. È stato rinvenuto su Pino, Abete bianco e Abete rosso. Sistema ifale monomitico, con ife generative ialine, ramificate, intrecciate, con pareti sia sottili che ispessite; presenza di GAF. Basidi clavati e tetrasporici; sono anche presenti cistidioli cilindrico-flessuosi frammisti ai basidi. Spore 3,9-5,3 × 1,7-2,6 µm; Qm = 2,2, ialine, subcilindriche e spesso ricurve. Somiglianze e varietà Esistono una serie di altri funghi lignicoli di colore bianco più o meno candido. Postia balsamea (Peck) Jülich = Oligoporus balsameus (Peck) Gilb. & Ryvarden si distingue per l’imenoforo che si macchia di rosa allo sfregamento, per le spore mediamente più larghe e per la presenza di cistidi affusolati a parete spessa e con cristalli apicali; Postia ceriflua (Berk. & M.A. Curtis) Jülich = Oligoporus cerifluus (Berk. & M.A. Curtis) Ryvarden & Gilb., raro, si separa per i basidiomi più piccoli e la notevole fragilità della carne; Postia floriformis (Quél.) Jülich = Oligoporus floriformis (Quél.) Gilb. & Ryvarden si distingue per i carpofori più piccoli e per la carne tenace e coriacea; Postia fragilis (Fr. : Fr.) Jülich = Oligoporus fragilis (Fr. : Fr.) Gilb. & Ryvarden si differenzia per il viraggio rossastro-ruggine del pileo e dei pori allo sfregamento; Postia guttulata (Sacc.) Jülich = Oligoporus guttulatus (Sacc.) Gilb. & Ryvarden si separa per il pileo fibrilloso, tendente ad ingiallire e caratterizzato da minute fossette, residui di gocce di natura resinosa; Postia tephroleuca (Fr. : Fr.) Jülich = Oligoporus tephroleucus (Fr. : Fr.) Gilb. & Ryvarden si differenzia per le spore più strette e biguttulate e per associarsi principalmente a legno di latifoglia; Osteina obducta (Berk.) Donk = Oligoporus obductus (Berk.) Gilb. & Ryvarden si distingue per avere i basidiomi in genere stipitati; Tyromyces lacteus (Fr. : Fr.) Murrill si separa per le spore più strette e biguttulate. Vi è poi la comune Postia caesia (Schrad. : Fr.) P. Karst. = Oligoporus caesius (Schrad. : Fr) Gilb. & Ryvarden la quale si differenzia per le nette tonalità bluastre del basidioma. Osservazioni Si tratta di un fungo lignicolo assai frequente che cresce in genere sulle ceppaie di varie specie di Pino e Abete. Bianco candido, forma delle mensole che rivestono spesso i detriti legnosi di pinete o abetaie. Non può essere confuso con specie commestibili in considerazione del fatto che le specie eduli che crescono su legno hanno portamento più o meno cespitoso, e quindi completamente differente, come i comuni Piopparelli (Cyclocybe cylindracea (DC.) Vizzini & Angelini = Agrocybe aegerita (V. Brig.) Singer), i Chiodini (Armillaria mellea (Vahl : Fr.) P. Kumm.), e le Orecchiette (Pleurotus ostreatus (Jacq. : Fr.) P. Kumm.). Le restanti centinaia di specie biancastre lignicole, salvo pochissime eccezioni, vanno considerate non commestibili, o in alcuni casi anche seriamente tossiche. Regione Toscana; Ottobre 2016; Bosco di Camaldoli (Arezzo); Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR). (Exsiccatum SR20161001-11) Spore 3,9-5,3 × 1,7-2,6 µm; Qm = 2,2, ialine, subcilindriche e spesso ricurve. Spore da sporata. Osservazione in Melzer a 1000×. Sistema ifale monomitico, con ife generative ialine, ramificate, intrecciate, con pareti sia sottili che ispessite; presenza di GAF. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi clavati e tetrasporici; sono anche presenti cistidioli cilindrico-flessuosi frammisti ai basidi. Osservazione in Rosso Congo a 1000×.
  5. Postia fragilis (Fr.) Jülich 1982 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Fomitopsidaceae Foto e Descrizioni Cresce su legno di aghifoglia, in questo caso è stata reperita su Pinus nigra. Consistenza spugnosa e succosa, portamento a mensola più o meno irregolare, alla frattura o corrusione tende ad un repentino imbrunimento. Superficie superiore feltrosa tomentosa, imenoforo a pori e tuboli.
  6. Cyanosporus caesius (Schrad.) McGinty 1909 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Postiaceae Sinonimi Postia caesia (Schrad.) P. Karst. 1881 Oligoporus caesius (Schrad.) Gilb. & Ryvarden 1985 Regione Trentino-Alto Adige; Settembre 2022; Foto di Antonio Albanese.
  7. Porpoloma pes-caprae (Fr.) Singer; Regione Trentino Alto Adige, Cles (TN), località Malga Malgaroi; 2° Congresso sui Funghi della Zona Alpina; Settembre 2012; Foto di Mario Iannotti.
  8. Porpoloma pes-caprae (Fr.) Singer 1952 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Foto e Descrizioni Cresce su prati e pascoli montani, cappello conico e presto fessurato radialmente, color grigio brunastro più carico al centro del pileo, odore di farina, da risparmiare ai fini alimentari per la sua rarità. Regione Trentino, Passo San Pellegrino; Foto di Luca Mistè e commenti di Pietro Curti.
  9. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Svizzera; Luglio 2015; Foto di Roberto Cagnoli
  10. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Piemonte; Agosto 2014; Foto di Roberto Cagnoli.
  11. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Lombardia; Agosto 2013; Foto di Lorenzo Martinelli.
  12. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Trentino; Settembre 2011; Foto di Mario Iannotti.
  13. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Toscana; Luglio 2009; Foto e commento di Alessandro Francolini. Boletacea facile da determinare per le sue colorazioni fuliginose pressoché omogenee su tutte le superfici e con eventuali sfumature più o meno bruno-rossastre; scurente al tocco. Carne bianca che vira leggermente al rosa al taglio per divenire in seguito bruno-bluastra soprattutto sopra l’imenoforo. Sporata bruno-ruggine in massa. L’ambiente tipico di crescita è l’abetaia di montagna anche mista con faggio. Più frequente sulle Alpi; più raro in Appennino. Commestibile ma senza valore per la carne insipida e stopposa. Casentino; faggeta con scarsa presenza di Abete bianco; altezza 1000 m s.l.m. La carne ancora bianchiccia dopo un minuto dalla sezionatura, con qualche riflesso rosato.
  14. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Lombardia; Luglio 2011; Foto di Massimo Biraghi.
  15. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Trentino; Luglio 2009; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Questa specie è caratterizzata dal colore delle spore, tendenti al color porpora. Sezione, un particolare ingrandito.
  16. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Trentino; Luglio 2009; Foto di Pietro Curti. Sezione. Macro con viraggio della carne.
  17. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Continente Europa; Agosto 2008; Foto di Massimo Mantovani.
  18. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Lombardia; Luglio 2008; Foto di Federico Calledda. Foto di Massimo Mantovani.
  19. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Trentino; Luglio 2005; Foto di Franco Sotgiu.
  20. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Trentino; Luglio 2005; Foto di Franco Sotgiu.
  21. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Regione Lombardia; Anno 2004; Foto di Emilio Pini.
  22. Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert 1931 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Sinonimi Porphyrellus pseudoscaber Secr. ex Singer 1945 Tylopilus porphyrosporus (Fr. & Hök) A.H. Sm. & Thiers 1971 Foto e Descrizioni Molto comune nelle abetaie, è un fungo inconfondibile per i colori grigio rossastro, fino al brunastro scuro, del cappello, del gambo e dell'imenoforo. Carne che al taglio vira al rosa brunastro, sovente anche con zone che assumono lievi toni bluastri, sporata bruno rossastra in massa. Note nomenclaturali Seppur in passato oggetto di alcune discussioni tassonomiche, la collocazione corretta del taxon porphyrosporus è nel genere Porphyrellus oltre ogni ragionevole dubbio. Porphyrellus è un genere separato e indipendente da Tylopilus, confermato da studi morfologici, chemo-tassonomici e molecolari. In America è presente il nostro P. porphyrosporus ma anche altre specie come P. cyaneicinctus. Regione Lombardia; Anno 2004; Foto di Emilio Pini.
  23. Porostereum spadiceum (Pers. : Fr.) Hjortstam & Ryvarden 1990 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Poliporales Famiglia Phanerochaetaceae Sinonimi Lopharia spadicea (Pers.) Boidin 1959 Foto e Descrizioni Fungo corticolo di colore bruno-camoscio o bruno-nerastro e bordo bianco. Si sviluppa in genere adeso al substrato legnoso per poi tendere all'espansione in piccole mensole. Superficie finemente tomentosa, leggermente irsuta, talvolta zonata. Parte fertile liscia o leggermente verrucosa, di colore bruno-grigia. Cresce su legni marcescenti. Le spore sono di forma ellissoide-allantoide, non amiloidi. Utile per la determinazione sono la presenza nei tessuti di lunghi cistidi a parete spessa, coronati di cristalli alla sommità e la presenza di GAF nelle ife. Simile a Stereum gausapatum, quest'ultimo ha però la caratteristica di arrossare al taglio o alla contusione soprattutto negli esemplari freschi e di avere spore amiloidi. Regione Umbria; Novembre 2014; Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Spore ialine, ellittiche-allantoidi 5,9-8,2 × 2,9-4 µm; Qm = 2,1. Osservazione in acqua 400× su sporata. Osservazione in Melzer 1000× su sporata. Reazione negativa. Cistidi con i cristalli alla sommità. Osservazione in Mercurocromo 400×. 1000×. GAF. Osservazione in Mercurocromo 1000×.
  24. Poronia punctata (L. : Fr.) Fr.; Regione Lazio; Giugno 2005; Foto e commento di Mauro Cittadini. Sulle "esauste" deiezioni di bestiame, in particolar modo equino; nei tempi recenti non più così comune in Europa: un minuscolo ed interessante Ascomycetes, Ordine Xylariales: Poronia punctata.
  25. Poronia punctata (L. : Fr.) Fr. 1849 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Sordariomycetes Ordine Xylariales Famiglia Xylariaceae Nome italiano Non risultano nomi volgari per questa specie. Etimologia Punctata = punteggiata; aggettivo derivante dal sostantivo latino Punctum, puncti = macchiolina, punto, forellino. Sinonimi Peziza punctata L. : Fr. 1753 Hypoxylon punctatum (L. : Fr.) Grev. 1828 Xylaria punctata (L. : Fr.) J. Kickx f. 1835 Sphaeria punctata (L. : Fr.) Sowerby 1796 Sphaeria poronia Pers. 1797 Stroma Si presenta a maturità, come nei campioni rinvenuti, con la sommità di 4-10 mm, appiattita, di forma più o meno tondeggiante, dal bordo irregolare a volte solcato e rialzato, di colore bianco-grigiastro, opaca e fittamente cosparsa di macchie o punti nerastri, che costuiscono la sommità dei periteci; la parte inferiore, di diametro 10-14 × 2-4 mm, è quasi completamente immersa nel substrato di crescita e si presenta di forma cilindrica più o meno regolare, con colorazione ocra scuro-nerastro, consistenza coriacea, con finissime scagliette concolori. Nel substrato di crescita, il micelio si presenta come una fine e fittissima lanugine bianco-giallastra. Peritecio Di forma tondeggiante, color ocra chiaro; il collo invece assume una colorazione più scura, consistenza coriacea e forma appuntita tondeggiante. Completamente inseriti allinterno della zona superiore dello stroma, ne emergono esclusivamente con la parte terminale. Il peridio si presenta stratificato, con un esoperidio costituito da ife allungate, intrecciate, di color ocra chiaro ed un endoperidio a cellule poligonali, ialine, che in prossimità del collo supportano una fitta palizzata di perifisi. Aschi 140-155 × 14-17 µm; ottasporici, cilindrici, inopercolati con apice tondeggiante e base aporinca, corta e rastremata, amiloidi apicalmente. Parafisi Più lunghe degli aschi, cilindriche, settate, ialine, con diametro 4-6 µm alla base e più sottili verso la sommità. Spore 20-22 × 9-10 µm; Q = 1,7-2,3; Qm = 2,0; ellissoidali, anche asimmetriche, a parete spessa, ialina e gelatinosa, sono di color marrone scuro a maturità e caratterizzate da una lunga solcatura germinativa sulla superficie esterna. Habitat I campioni fotografati sono stati rinvenuti, su escrementi esausti di equini su pascoli sommitali nel Parco Regionale del Monte Cucco, Costacciaro (PG), Umbria, raccolte del 12.05.2013. Commestibilità e tossicità Senza nessun interesse alimentare. Osservazioni Poronia punctata (L. : Fr.) Fr. è segnalato in molti luoghi del continente europeo fin dal XVIII secolo; in Italia fu descritto da Micheli nel 1729, da Traverso nel 1907 e da Saccardo nel 1882; sembrerebbe preferire come substrato di crescita i resti maturi di escrementi equini, ma dalla letteratura risultano segnalazioni anche su escrementi di vacca, di coniglio e di canguro (Doveri, 2004). Fino agli inizi del XX secolo era specie ampiamente diffusa, soprattutto nelle zone temperate del nostro continente; poi, parallelamente alla riduzione dei pascoli allo stato naturale, alla modernizzazione nelle modalità di allevamento degli animali e alluso di foraggi specifici (Granito, Lunghini, 2006), la sua diffusione è andata riducendosi sensibilmente, facendone una specie non così comune e ponendola, ad esempio, tra i funghi rari secondo la British Red List oppure come specie in diminuzione secondo la IUCN RDL, rendendola dunque degna di segnalazione. Di contro, va specificato che il luogo di ritrovamento, uno dei numerosi pascoli adibiti all'allevamento naturale del bestiame, all'interno del Parco Regionale del Monte Cucco (PG), ha consentito ovviamente la conservazione di un habitat ideale per la proliferazione di questo e di altri funghi fimicoli: analoghe e ripetute segnalazioni, tramite informazioni orali ricevute da altri micologi umbri, si sono avute in pascoli limitrofi in questa ed in altre regioni in cui è ripresa o è stata rivalutata la pratica dell'allevamento tradizionale. Specie simile che potremmo ritrovare soprattutto in Australia, America Centrale ma anche in Europa Centrale e con qualche rara segnalazione nell'areale mediterraneo è Poronia erici Lohmeyer & Benkert, caratterizzata però da stromi leggermente più piccoli, spore più grandi con Q inferiore e minore tendenza all'asimmetria (Doveri, 2004) e substrati di crescita preferiti quali escrementi di coniglio, lepre, marsupiali, ovini, raramente bovini ed equini. Più di uno studio (Gloer & Truckenbrod, 1988) ha infine evidenziato la capacità competitiva di Poronia punctata che riesce ad inibire la crescita di altri funghi che condividono il medesimo habitat, tramite la produzione di sesquiterpeni bioattivi e punctatine. Un ulteriore approfondimento meriterebbe, infine, la ricerca e il relativo studio di forme anamorfiche per Poronia punctata, non osservate per questo ritrovamento, ma presenti in altre specie del medesimo genere e spesso discriminanti per molte Xylariaceae. Bibliografia e fonti internet NOORDELOOS, M.E., 1992. Entoloma s.l.. Fungi Europæi. Vol. 5. Saronno: Ed. Giovanna Bella. DOVERI, F., 2004. Funghi fimicoli italici. Trento: Ed. A.M.B. GRANITO, V.M., LUNGHINI, D., 2006. Updated observations on Poronia punctata. Micologia e Vegetazione Mediterranea 21, Anno 1, 71-76. FOUCHIER, F., MAURICE, J.P., ROUX, P., 2009. Poronia punctata (L. : Fr.) Rabenh.: Récoltes Portugaise et Française. Bull. FAMM, N. S., 35. GLOER, J.B., TRUCKENBROD, S.M., 1988. Interference Competition among Coprophilous Fungi: Production of (+)-Isoepoxydon by Poronia punctata. Applied and Environmental Microbiology: 861-864. American Society for Microbiology. British Mycological Society Red List: http://www.britmycolsoc.org.uk [data di accesso: 01/11/2013]. Index Fungorum: http://www.indexfungorum.org [data di accesso: 01/11/2013]. IUCN: https://www.iucnredlist.org/species/58517228/167284271 [data di accesso: 01/04/2020]. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Luigi Minciarelli - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Poronia punctata (L. : Fr.) Fr.; Regione Umbria; Maggio 2013; Foto e microscopia di Luigi Minciarelli. Pascoli sommitali del Monte Cucco, luogo del ritrovamento (Foto 1 di Pietro Curti). Poronia punctata in stazione di crescita, con dettaglio del substrato e del micelio. Exsiccata. Aschi ottasporici 100× in Acqua. Asco ottasporico 400× in Acqua. Aschi e parafisi 400× in Acqua. Asco sommità e spore 1000× in Acqua. Amiloidia delle estremità degli aschi 400× in Melzer. Aschi e parafisi 400× in Rosso Congo. Periteci sezione 40× in Rosso Congo. Periteci sezione 100× in Rosso Congo. Stroma e peritecio sezione 100× in Acqua. Peridio 1000× in Rosso Congo. Peridio a livello del collo 1000× in Rosso Congo.
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