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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; Regione Umbria; Aprile 2010; Foto di Foto di Tomaso Lezzi. Lamelle e gambo giallo limone e sporata rosa mattone per questo Pluteus trovato tra cuscinetti di Timo, ma evidentemente cresciuto su qualche residuo legnoso interrato. Il colore della sporata. -
Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; Regione Umbria; Ottobre 2011; Foto di Mario Iannotti. -
Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; Regione Friuli Venezia Giulia; Luglio 2011; Foto di Claudio Angelini. -
Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; Regione Piemonte; Novembre 2011; Foto di Gianluigi Boerio. Ritrovamento sotto Pioppo e Castagno. -
Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; Regione Lombardia; Ottobre 2011; Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. Ritrovamento nel boschetto planiziale dei fontanili, loc. Spirano. Essenze arboree principali: Rovere, Carpino, Ontano, Pioppo Bianco, Olmo, Nocciolo, Pruno, Robinia. -
Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; Regione Lombardia; Aprile 2010; Foto di Sergio Mombrini. Su legno di latifoglia fortemente degradato. -
Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; Regione Lombardia; Aprile 2008; Foto di Massimo Biraghi. Foto di Massimo Mantovani. -
Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc.; Regione Emilia Romagna; Maggio 2005; Foto di Gianni Bonini. Particolare cappello. Lamelle. Gambo. -
Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895
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Pluteus romellii (Britzelm.) Sacc. 1895 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Celluloderma Sottosezione Eucellulodermini Etimologia L'epiteto Pluteus deriva dal latino pluteus = macchina d'assedio con tettoia di legno, per l'aspetto del cappello. L'epiteto romelli è dedicato al Micologo svedese Lars Gunnar Romell (1854-1927). Sinonimi Pluteus lutescens (Fr.) Bres. 1929 Pluteus nanus subsp. lutescens (Fr.) Konrad & Maubl. 1937 Pluteus nanus var. lutescens (Fr.) Bres. 1828 Cappello Solitamente il cappello si presenta con tonalità marroni omogenee, ma anche bruno dattero, bruno con frammiste tonalità giallastre, lungamente convesso, spesso opaco, rugoso, mammellonato o con basso umbone ottuso, con presenza di sottili venature che si distendono a raggera a volte fino quasi al margine. Il margine può essere striato per trasparenza. Imenoforo Le lamelle sono libere, ventricose, moderatamente fitte, intervallate da lamellule di diversa lunghezza, all’inizio biancastre, giallo pallido, poi a maturità di un bel colore rosa carico. Gambo Il gambo è cilindrico, giallo citrino, a volte un po’ più pallido, fino a quasi bianco e in questo caso diventa più difficile riconoscere la specie, spesso caratterizzata dai suoi evidenti colori gialli, finemente fibrilloso, termina con la base leggermente allargata. Carne La carne è esigua e fragile nel cappello, fibrosa nel gambo, senza odore e sapore definiti. Habitat Si tratta di un fungo lignicolo, cresce su ceppaie di latifoglie varie, su tronchi, rami in decomposizione o frustoli legnosi marcescenti, spesso interrati, dando un'apparenza di crescita terricola. Microscopia Pileipellis di tipo imeniderma, regolare, costituita da cellule globose, clavate e sferopeduncolate, con presenza di pigmento bruno disciolto. Cheilocistidi 31,1-69,4 × 13,9-32,5 µm, piriformi molto abbondanti, da strettamente ad ampiamente clavati, alcuni lobati. Pleurocistidi 52,9-81,3 × 27,1-54,8 µm, clavati, utriformi ed ovoidi, poco abbondanti, di dimensioni maggiori rispetto ai cheilocistidi. Basidi 24,1-33,9 × 7,6-9,6 µm, clavati, ventricosi, tetrasporici. Spore (5,9)6,1-6,6 × 5,4-6,2 µm; media 6,2 × 5,8 µm; Q = 1,0-1,2; Qm = 1,1, subglobose, lisce, con evidente apicolo, guttulate. GAF non osservati. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Pluteus leoninus (Schaeff.: Fr.) P. Kumm, si separa per il cappello di colore giallo oro ed il gambo con tonalità biancastre, poi giallo pallide, giallo ocra verso la base. Microscopicamente la cuticola ha una struttura a tricoderma, cioè, le ife terminali della pileipellis sono cilindriche, allungate, rialzate. Preferisce la crescita su legno di conifera. Pluteus chrysophaeus (Schaeff.) Quél., il cappello ha tonalità bicolore, sul bruno-giallastro, cannella, più giallastro verso il margine, mentre il gambo va dal bianco al giallo pallido, giallo citrino verso la base. Sotto l’aspetto microscopico si differenzia per i pleurocistidi fusiformi, con il collo allungato a “bottiglia”. Pluteus nanus (Pers.) P. Kumm., il colore del cappello sul bruno lo rende abbastanza simile, mentre il gambo bianco, poi grigiastro ci aiuta a distinguerlo abbastanza agevolmente, mentre P. romellii lo ha di colore giallo citrino. Anche microscopicamente rileviamo delle differenze, che sono incentrate sulla diversa tipologia sia dei cheilocistidi di tipo fusiformi e lageniformi che dei pleurocistidi maggiormente di tipo largamente fusiformi lageniformi e non utriformi-ellissoidali. Discussione La determinazione di questa specie sul campo, di norma, non pone particolari problemi, in quanto è una specie ben caratterizzata per il cappello di colore marrone ed il gambo giallo. La microscopia negli esemplari poco tipici ci aiuta a separarlo dalla specie simili. Appartiene alla sottosezione Eucellulodermini, per il rivestimento della cuticola formato esclusivamente da cellule corte, di forma globosa, sferopeduncolate-claviformi, che conferiscono alla stessa quell’aspetto opaco e finemente rugoso. Bibliografia AA.VV., 1990. Pleurotaceae, Pluteaceae and Tricholomataceae I. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 2. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. JUSTO, A. et al., 2010. Species recognition in Pluteus and Volvopluteus (Pluteaceae, Agaricales): morphology geography and phylogeny. Mycological Progress. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti - Revisionata da Tomaso Lezzi. Regione Umbria; Giugno 2016; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. (Exsiccatum MI20160611-01) Particolare del cappello lungamente convesso, spesso opaco, rugoso. Pileipellis di tipo imeniderma, regolare, costituita da cellule globose, clavate e sferopeduncolate, con presenza di pigmento bruno disciolto. Osservazione in acqua, a 100×. Osservazione in acqua, a 400×. Osservazione in acqua, a 1000×. Cheilocistidi 31,1-69,4 × 13,9-32,5 µm, piriformi molto abbondanti, da strettamente ad ampiamente clavati, alcuni lobati. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 400×. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Pleurocistidi 52,9-81,3 × 27,1-54,8 µm, clavati, utriformi ed ovoidi, poco abbondanti, di dimensioni maggiori rispetto ai cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Basidi 24,1-33,9 × 7,6-9,6 µm, clavati, ventricosi, tetrasporici. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. Spore (5,9)6,1-6,6 × 5,4-6,2 µm; media 6,2 × 5,8 µm; Q = 1,0-1,2; Qm = 1,1, subglobose, lisce, con evidente apicolo, guttulate. Osservazione in rosso Congo ammoniacale, a 1000×. -
Pluteus pouzarianus Singer 1984
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Pluteus pouzarianus Singer, Comitato Scientifico A.M.I. Umbria, Isola Polvese (PG); Giugno 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Pleurocisitidi uncinati con 2-5 uncini, in alcuni casi gli uncini si ramificano a loro volta. -
Pluteus pouzarianus Singer 1984
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Pluteus pouzarianus Singer, Comitato Scientifico A.M.I. Umbria, Isola Polvese (PG); Giugno 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Cuticola del cappello con struttura a cutis e terminali affusolati, leggermente ingrossati. GAF presenti ma non abbondanti, osservati non su tutti i setti delle ife della cuticola. Spore ellissoidali, lisce. -
Pluteus pouzarianus Singer 1984
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Pluteus pouzarianus Singer 1984 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Pluteus Esemplari rinvenuti su un tronco di Leccio a terra, cappello finemente scaglioso al centro, lamella libera, rosa a maturità; filo lamellare chiaro. Odore tra il rafanoide e la patata cotta, non forte come in Pluteus cervinus. Cuticola del cappello con struttura a cutis e terminali affusolati, leggermente ingrossati, GAF presenti ma non abbondanti, osservati non su tutti i setti delle ife della cuticola; spore ellissoidali, lisce; pleurocisitidi uncinati con 2-5 uncini, in alcuni casi gli uncini si ramificano a loro volta. La cuticola a cutis e i pleurocistidi uncinati sono tipici della Sez. Pluteus; il simile Pluteus cervinus (Schaeffer) Kummer , ha odore nettamente rafanoide, e non ha GAF nelle ife della cuticola, come Pluteus petasatus (Fr.) Gillet. Pluteus pseudorobertii M.M. Moser & Stangl da alcuni autori è considerato sinonimo si Pluteus petasatus; Pluteus primus al contrario presenta GAF su tutti i setti delle ife della cuticola. Cuticola del cappello con struttura a cutis e terminali affusolati, leggermente ingrossati, GAF presenti ma non abbondanti, presenti non su tutti i setti delle cellule della cuticola. Spore ellissoidali, lisce. Pleurocisitidi uncinati con 2-5 uncini, in alcuni casi degli uncini si ramificano a loro volta. Comitato Scientifico A.M.I. Umbria, Isola Polvese (PG); Giugno 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Lamelle libere, rosa a maturità per la sporata. -
Pluteus podospileus Sacc. & Cub. 1887
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Pluteus podospileus Sacc. & Cub.; Regione Lazio; Aprile 2012; Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Basidi tetrasporici. Spore.- 4 risposte
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- pluteus seticeps
- pluteus minutissimus
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Pluteus podospileus Sacc. & Cub. 1887
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Pluteus podospileus Sacc. & Cub.; Regione Lazio; Aprile 2012; Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Cheilocistidi sul filo della lamella, nella prima foto si vede a sinistra un pleurocistidio In rosso Congo.- 4 risposte
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- pluteus seticeps
- pluteus minutissimus
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Pluteus podospileus Sacc. & Cub. 1887
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Pluteus podospileus Sacc. & Cub.; Regione Lazio; Aprile 2012; Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Cuticola con cellule sfero-peduncolate, clavate, ma anche fusoidi più lunghe di quelle sfero-peduncolate che permettono di inserire questo ritrovamento nella sottosezione Mixtini- 4 risposte
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- pluteus seticeps
- pluteus minutissimus
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Pluteus podospileus Sacc. & Cub. 1887
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Pluteus podospileus Sacc. & Cub. 1887 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Celluloderma Sottosezione Mixtini Sinonimi Pluteus minutissimus Maire 1937 Pluteus seticeps (G.F. Atk.) Singer 1959 Cappello di circa 2 cm, marrone, senza tinte gialle, senza venature, diviso in areole attorno all'umbone, un po' come una Lepiota; gambo bianco sericeo, leggermente fibirilloso, con tracce di fibre marroni alla base del gambo, taglia piccola. Sulle tre sinonimie descritte non sono tutti gli autori concordano e gestiscono le sinonimie in modi differenti: Vellinga (2008) considera sinonimi Pluteus podospileus, Pluteus seticeps e Pluteus minutissimus., Citarin e Eyssartier (1998), come Eyssartier e Roux (2011) considerano sinonimi Pluteus seticeps e Pluteus minutissimus (in cui ricadrebbe questo ritrovamento), separando Pluteus podospileusper il gambo completamente screziato di marrone. Microscopicamente il ritrovamento presenta spore largamente ellittiche, abbondanti cheilocistidi fusiformi, pleurocistidi simili ai cheilocisitidi, la cuticola ha struttura di cellule sferopediuncolate, corte, mista a cellule più lunghe fusiformi, questa caratteristica pemette di inserire il ritrovamento nella sottosezione Mixtini. Pluteus diettrichii Bres. ha cappello nettamente rimoso. Pluteus griseopus P.D. Orton ha il cappello di colore più chiaro e il gambo grigio alla base. Pluteus luctuosus Boud. ha il filo delle lamelle scuro. Queste tre specie anche se simili per aspetto macroscopico appartengono alla sezione Celluloderma in cui la pileipellis è formata unicamente da cellule corte sferopeduncolate, senza cellule fusiformi più lunghe, e quindi si possono separare facilmente dopo esame microscopico. Bibliografia AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. CITERIN, M. & EYSSARTIER, G., 1998. Clé analytique du genre Pluteus Fr. Documents mycologiques. XXVIII, 11: 47-67 EYSSARTIER, G., & ROUX, P., 2011. Le guide des Champignons France et Europe. Parigi: Ed. Belin. Regione Lazio; Aprile 2012; Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Cappello, con cuticola separata in areole, in modo similie a una Lepiota. Particolare. Lamelle mature. Particolare. Gambo, alla base si possono vedere dei corti peletti marroni. Foto di Andrea Traversi. Ripresa in habitat.- 4 risposte
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Pluteus phlebophorus (Ditmar) P. Kumm. 1871
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Pluteus phlebophorus (Ditmar) P. Kumm.; Regione Sardegna; Novembre 2007; Foto e descrizione di Tomaso Lezzi. Ritrovamento effettuato durante il raduno AMINT in Sardegna 2007. Esemplare di 2-3 cm, ritrovato su un pezzo di legno a terra, caratterizzato da un netto umbone centrale sul cappello e da rugosità che in ingrandimento risultano evidentissime. Ingrandimento delle lamelle sinuate. L'umbone molto differenziato e le rugosità del cappello. Si nota anche il margine rigato. Macro dell'umbone molto differenziato e delle rugosità del cappello. -
Pluteus phlebophorus (Ditmar) P. Kumm. 1871
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Pluteus phlebophorus (Ditmar) P. Kumm. 1871 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Foto e descrizione Pluteus appartenente alla sezione Celluloderma, sottosezione Eucellulodermini, caratterizzata da Pileipellis esclusivamente formata da elementi brevi (Q < 3). Spore ellissoidali. Cheilocisitidi con pigmento bruno disciolto, che formano una palizzata sul filo della lamella. Pleurocistidi lageniformi. Regione Lazio; Novembre 2014; Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Pileipellis esclusivamente formata da elementi brevi (Q < 3). Osservazione in rosso Congo, a 400×. Spore ellissoidali. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Palizzata di cheilocistidi sul filo della lamella. Osservazione in rosso Congo, a 100×. Palizzata di cheilocistidi sul filo della lamella. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Cheilocistidi. Da notare il pigmento bruno chiaramente visibile in alcuni cheilocistidi. Non sono molte le specie di Pluteus appartenenti a questo gruppo che presentano pigmento ben visibile nei cheilocistidi. Osservazione in L4, a 400×. Pleurocistidi. 400×. Osservazione in L4, a 400×. -
Pluteus petasatus (Fr.) Gillet 1876
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Pluteus petasatus (Fries) Gillet; Regione Lombardia; Aprile 2014; Foto Marco Barbanera. Parco di Monza, sulle radici di un pioppo secco. -
Pluteus petasatus (Fr.) Gillet 1876
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Pluteus petasatus (Fries) Gillet; Regione Lazio; Agosto 2013; Foto Tomaso Lezzi. Crescita su tronco di Quercia; cappello bianco con centro appena squamettato; lamella libera, rosa a maturità; odore dolciastro. -
Pluteus petasatus (Fr.) Gillet 1876
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Pluteus petasatus (Fries) Gillet; Regione Lazio; Agosto 2013; Foto Tomaso Lezzi. Crescita su tronco di Quercia; cappello bianco con centro appena squamettato; lamella libera, rosa a maturità; odore dolciastro. -
Pluteus petasatus (Fr.) Gillet 1876
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Pluteus petasatus (Fr.) Gillet; Regione Toscana; Maggio 2011; Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. Ritrovamento su segatura di latifoglia (Pioppo, Quercia, Castagno). Microscopia Misure sporali N°30 Long. Larg. Q Moy 7,42 5,04 1,48 Min 6,40 3,93 1,15 médiane 7,45 5,00 1,48 Max 10,00 6,20 1,70 N°12 Long. Larg. Q Moy 8,04 5,49 1,47 médiane 7,89 5,42 1,49 Min 6,72 5,07 1,31 Max 8,97 6,07 1,70 Cheilocistidi osservazione a 400× Cheilocistidi osservazione a 1000× Pleurocistidi osservazione a 400× Pleurocistidi osservazione a 1000× -
Pluteus petasatus (Fr.) Gillet 1876
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Pluteus petasatus (Fr.) Gillet; Regione Lombardia, Milano; Maggio 2010; Foto, microscopia e commento di Luca Mistè. Microscopia Sporata in massa rosa. Spore (4,8)5,3-6,7(7,3) × (3,6)3,9-5,0(5,3) µm; Q=1,2-1,5; Qm=1,35 ellissoidi normalmente con grossa guttula centrale e apicolo poco visibile. Basidi quadrisporici a forma cilindrico-ventricosa, 20-30 × 6,0-9,0 µm con sterigmi lunghi da 1,5 a 2,5µm. Pleurocistidi fusiformi a parete spessa e sommità con uno o più uncini (lamprocistidi o cistidi metuloidi) molto abbondanti. Pleurocistidi tipo-cervinus con 2-4 uncini dimensioni 60-95 × 12-20 µm. Pleurocistidi tipo-magnus a punta presenti esclusivamente in prossimità del filo lamellare dimensioni 45-65 × 20-30µm. Cheilocistidi a parete sottile clavati o ellissoidi di dimensioni 40-65 × 13-20 µm. Sono presenti soltanto verso il margine del cappello poichè il resto del filo lamellare è composto da ife gelatinizzate. GAF assenti in tutto il carpoforo. Pileipellis a cutis di ife allungate distese settate di larghezza 5-10 µm e elementi terminali allungati 80-120 µm non rigonfi. A volte presentano pigmento vacuolare bruno disciolto. Pileocistidi assenti. Stipitipellis con classica struttura cortex con un primo strato spesso 200-250 µm di ife cilindriche settate di lunghezza 70-120 µm e larghezza 5-10 µm. Al di sotto vi è un secondo strato di ife rigonfie larghe 15-20 µm. La minore larghezza delle ife più superficiali dà più robustezza alla parete del gambo. Caulocistidi assenti. Microscopia effettuate su 3 campioni raccolti in Boscoincittà (Milano) il 26/5/10 (fresco), parchi di Rozzano (Milano) 8/10/10 (fresco) e 12/10/09 (Exsiccatum LM20091012-01) Bibliografia CLEMENÇON, H., 2004. Cytology and Plectology of the Hymenomycetes. VII, Vol. 199. Spore ellissoidali con grossa guttula centrale. Basidi cilindrico-ventricosi tetrasporici. Pleurocistidi fusiformi a parete spessa e sommità a 2-4 uncini (lamprocistidi o cistidi metuloidi) comuni a tutta la sez. Pluteus del Genere. Filo lamellare sterile con ife allungate gelatinizzate (il gel congofobo spiega il colore più chiaro del filo rispetto alle ife interne lamellari). Filo lamellare in corrispondenza del margine del cappello: qui si trovano pleurocistidi a punta (tipo-magnus) e i rari cheilocistidi clavati. L'osservazione dei cheilocistidi è complicata dal fatto che gli stessi pleurocistidi si evolvono inizialmente da cellule clavate analoghe (Clémençon, 2004) al cui interno il materiale cellulare si sposta verso la sommità formando una parete più spessa che progressivamente si allunga fino a formare la punta o gli uncini. Pertanto è difficile essere certi di stare osservando un cheilocistidio o invece un pleurocistidio in formazione. Inoltre le cellule globose del subimenio pseudoparenchimatico a loro volta possono dare l'impressione di essere dei cheilocistidi, anche se la loro numerosità e dimensione ridotta (diametro 8-10 µm invece dei 40-60 µm dei cistidi) ci aiuta a non cadere in inganno. È importante non comprimere il preparato nel vetrino prima di osservare. Stipitipellis con struttura a cortex con i due strati di ife, inizialmente più sottili e internamente più rigonfie. -
Pluteus petasatus (Fr.) Gillet 1876
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Pluteus petasatus (Fr.) Gillet, Foto e commento di Tomaso Lezzi Specie lignicola,rinvenuta in un giardino di Roma, su un ceppo di legno di un vecchio albero tagliato. Cappello bianco, aspetto relativamente massiccio già nei giovani esemplari, con gambo robusto, lamelle fittissime e bianche nei giovani, riunite a pacchetti senza spazio tra una lamella e l'altra, poi evidentemente libere, rosa per il colore della sporata. Cappello bianco con squamette nere addensate al disco, formate da ciuffetti di peli. Cappello campanulato, umbonato. Spore 4,7-6,1 ×3,6-4,7 µm. Pleurocistidi con 2-3 uncini ben sviluppati. Cheilocistidi non osservati. GAF non osservati nei tessuti della cuticola né della lamella. Ife della cuticola cilindriche con estremità arrotondate. Osservazioni Flora Agaricina Neerlandica (AA.VV., 1990) riconosce due specie simili: P. pellitus (Pers.: Fr.) Kumm., spore (6,5)7,0-8,5(9,0) × 4,5-5,5(6,5) µm, cheilocistidi numerossissimi P. petasatus (Fr.) Gillet, spore (5,0)5,5-8,0(9,5) × 3,5-5,0(5,5) µm, cheilocistidi rari, raramente abbondanti. Justo e Castro (2007) considerano P. pellitus da separare in due specie: P. pellitus (Pers.: Fr.) Kumm., con GAF comuni in tutti i tessuti, odore e sapore indistinto, spore più piccole 5,8-6,5 × 4,3-4,6 µm (ma i nostri campioni non hanno GAF). P. nothopellitus Justo & M.L. Castro, con assenza di GAF, odore e sapore indistinto, spore più grandi 7,3-8,0 × 5,1-5,8 µm. Mentre per P. petasatus (Fr.) Gillet, forniscono queste caratteristiche: Assenza di GAF, odore non rafanoide, dolce o nauseante, cheilocistidi assenti o molto scarsi. Spore di misura intermedia trai due precedenti 6,1-7,0 × 4,3-4,8 µm, manca una striscia ben sviluppata di cheilocistidi. (Come nei capmioni osservati). Bibliografia AA.VV., 1990. Pleurotaceae, Pluteaceae and Tricholomataceae I. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 2. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. BANERJEE, P. & SUNDBERG, K., 1995. The genus Pluteus section Pluteus (Pluteaceae, Agaricales) in the midwest United States. Mycotaxon. Vol. LIII: 189-246. Losanna: Ed. Université de Lausanne. JUSTO, A. & CASTRO, M.L., 2007. Pluteus Nothopellitus sp. nov. and a review of white species in Pluteus section Pluteus. Mycotaxon. Vol. 102: 221-230. Losanna: Ed. Université de Lausanne. MOSER, M., 2000. Guida alla determinazione dei funghi. Polyporales, Boletales, Agaricales, Russulales. Vol. 1. Ed. Saturnia. Gli esemplari trovati su un ceppo di legno in un giardino. Particolare del cappello, con la squamettatura. La parte inferiore. Esemplari maturi, con lamelle libere e sporata rosa. La sezione. L'umbone accentuato, con scagliette nere, formate da piccoli ciuffi di peli. Microscopia Ife della cuticola, cilindriche. Con terminazioni arrotondate, a volte biforcate. Spore 4,7-6,1 ×3,6-4,7 µm. Pleurocistidi con 2-4 uncini ben sviluppati. Pleurocistidi con uncini in tutte le fasi di sviluppo da quelli più piccoli a quelli più grandi. Qui i 4 uncini sono molto ben sviluppati. La superficie della lamella, letteralmente coperta da uno strato fittissimo di pleurocistidi uncinati cervinus-type, cioè con 2 o più uncini, strutture tipche della sezione Pluteus. -
Pluteus petasatus (Fr.) Gillet 1876
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Pluteus petasatus (Fr.) Gillet 1876 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Pluteaceae Genere Pluteus Sezione Pluteus Sinonimi Pluteus curtisii (Berk.) Sacc. 1887 Pluteus patricius (Schulzer) Boudier 1904; sinonimia non accettata dai micologi anglo-americani (Orton, Banerjee & Sundberg) Etimologia Pluteus: dal latino, macchina d'assedio con tettoia di legno. petasus: dal latino = cappello da viaggio, per le grandi dimensioni del cappello Cappello 6-15 cm di diametro, da giovane emisferico-campanulato poi a maturità convesso o appianato, con leggere depressioni o un largo umbone centrale. La cuticola è generalmente biancastra o grigio-pallida, liscia, setosa con al centro delle minuscole fioccosità o squamule brune. In alcuni casi (o a tempo secco) la superficie diventa invece più ricoperta di squamosità brune. Carnosità media. Il margine acuto ha orlo ondulato e disteso, non striato. Imenoforo Lamelle libere al gambo, molto fitte e sempre intercalate da lamellule. Sono di forma ventricosa e rimangono a lungo di colore bianco, arrivando a toni rosa-salmone solo a piena maturità. Il filo è intero. Gambo 6-12 cm in lunghezza e 0,5-1,5 cm di spessore, da cilindrico, con sommità più o meno attenuata, a claviforme, con base dilatata fino a semibulbosa. Di colore biancastro, ma solcato soprattutto nella parte inferiore da fibrille innate brune, spaziate. Carne Fungo eterogeneo (cappello che si stacca facilmente dal gambo per la diversa struttura ifale). La carne è abbastanza soda soprattutto nel gambo, più fragile nel cappello. Colore biancastro marmorizzato. L'odore è nauseoso-dolciastro, con sapore mite. Habitat Cresce fascicolato (anche più di 5 elementi) su segatura o ceppi e resti di latifoglie (Fagus spp, Populus spp) dalla tarda primavera all'autunno nei boschi. Abbastanza comune. Commestibilità o Tossicità Non commestibile. Osservazioni L'odore nauseoso, la taglia medio-grande e la crescita quasi sempre cespitosa sono tutti caratteri che ne permettono l'individuazione a livello macroscopico. La forma con cappello più squamoso fu elevata a rango di specie col nome di Pluteus patricius da Boudier agli inizi del 1900, ma è stata recentemente sinonimizzata con P. petasatus da Vellinga; tuttavia la scuola anglo-americana (Orton, Banerjee & Sundberg) mantiene le due specie separate. Specie simili Esistono vari Pluteus biancastri ma inodori o di taglia inferiore: si tratta di specie tutte piuttosto rare e con caratteri microscopici differenti: ad es. Pluteus pellitus (Pers.) Kumm. arriva al max. ad un cappello di 8 cm di diametro, è inodore e ha giunti a fibbia. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Luca Mistè - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lombardia, Milano in area boscosa di un parco cittadino, maggio 2010, foto di Luca Mistè. Zoom sulle fioccosità in zona discale.
