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Archivio Micologico

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Tutti i contenuti di Archivio Micologico

  1. Polyporus umbellatus (Pers.) Fr; Regione Friuli Venezia Giulia, Alpi Carniche (UD); Luglio 2014; Foto di Umberto Zanghi.
  2. Polyporus umbellatus (Pers.) Fr; Regione Friuli Venezia Giulia, Val Pesarina (UD); Luglio 2013; Foto di Nicolò Parrino.
  3. Polyporus umbellatus (Pers.) Fr; Regione Friuli Venezia Giulia, Prato Carnico; Luglio 2012; Foto di Umberto Zanghi.
  4. Polyporus umbellatus (Pers.) Fr; Regione Lombardia, Val Palot (BS); Luglio 2011; Foto di Luigi Franchini. Ritrovamento a 1200 m s.l.m. in bosco misto di Abete Rosso e Faggio.
  5. Polyporus umbellatus (Pers. : Fr.) Fr 1821 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Meripilaceae Sinonimi Grifola umbellata (Pers.: Fr.) 1934 Dendropolyporus umbellatus (Pers.) Jülich 1982 Foto e Descrizioni Forse uno dei funghi più belli e per certi aspetti incredibili esistente in natura. Fungo lignicolo, cresce ancorato a ceppaie, prevalentemente di Castagno, è considerato un discreto commestibile da giovane, cioè quando la sua carne risulta tenera e digeribile. Si tratta di una massa carnea di forma più o meno irregolare, sulla quale sono inseriti una miriade di piccoli cappelli sorretti da un gambo, in alcuni casi se ne contano fino ad un migliaio. Da un tronco basale partono numerose ramificazioni, sulle quali sono inseriti piccoli cappelli di massimo 5 cm di diametro, sorretti dai relativi gambi. Alcuni esemplari possono raggiungere dimensioni notevoli, personalmente ne ricordo uno di 50 cm × 70 cm che aveva una profondità di 40 cm e un peso complessivo di svariati Kg. Regione Marche; Giugno 2007; Foto di Campa4BT, descrizione di Pietro Curti. Ancora una sezione. Dettaglio su particolare nella miriade di cappelli.
  6. Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers. : Fr.) Fr.; Svizzera; Maggio 2015; Foto di Roberto Cagnoli.
  7. Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers. : Fr.) Fr.; Regione Lazio; Settembre 2008; Foto di Mauro Cittadini. Microscopia: basidi clavati, tetrasporici, spore lisce, da strettamente ellittiche a sub-cilindriche, con contenuto grnuloso e piccole guttule, misure 12-15(16) × (5)5,5-6,5.
  8. Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers. : Fr.) Fr.; Regione Sardegna; Novembre 2007; Foto di Gianni Bonini.
  9. Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers. : Fr.) Fr.; Regione Sardegna; Settembre 2005; Foto di Franco Sotgiu.
  10. Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers. : Fr.) Fr.; Regione Sardegna; Settembre 2005; Foto di Franco Sotgiu.
  11. Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers. : Fr.) Fr.; Regione Sardegna; Settembre 2005; Foto di Franco Sotgiu.
  12. Polyporus tuberaster (Jacq. ex Pers. : Fr.) Fr. 1821 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Polyporaceae Sinonimi Polyporus lentus Berk. 1860 Polyporus forquignonii Quél 1885 Foto e Descrizioni Regione Umbria; Settembre 2008; Foto di Tomaso Lezzi.
  13. Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr.; Regione Emilia Romagna; Aprile 2010; Foto di Gianni Bonini.
  14. Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr.; Regione Emilia Romagna; Marzo 2009; Foto di Gianni Bonini. Dettaglio delle squame.
  15. Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Aprile 2008; Foto di Massimo Biraghi.
  16. Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Marzo 2008; Foto di Federico Calledda.
  17. Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr.; Regione Emilia Romagna; Marzo 2006; Foto di Gianni Bonini.
  18. Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Aprile 2006; Foto di Emilio Pini.
  19. Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr.; Regione Lombardai; Aprile 2005; Foto di Emilio Pini. Esemplari molto grandi, quelli in primo piano misuravano almeno 40 cm di diametro.
  20. Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr.; Foto di Gianni Bonini.
  21. Polyporus squamosus (Huds. : Fr.) Fr. 1821 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Polyporaceae Regione Lazio; Aprile 2011; Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento su tronco morto di Olmo. Particolare delle squame del cappello. La parte fertile. Particolare dei pori.
  22. Polyporus melanopus (Pers. : Fr.) Fr. 1821 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Polyporaceae Foto e Descrizioni Ritrovamento su legno, cappello radialmente fibrilloso, gambo ben distinto dal cappello, nero alla base, pori piccoli non decorrenti. Regione Val d'Aosta; Luglio 2010; Foto e commento di Fulvio Soldà
  23. Polyporus corylinus Mauri 1832 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Polyporales Famiglia Polyporaceae Sinonimi Melanopus tunetanus Pat. 1902 Polyporus tunetanus (Pat.) Sacc. 1905 Etimologia Polyporus, dal greco polùs = molto, pòròs = poro; con molti pori; corylinus = da Corylus avellana L., perché cresce quasi esclusivamente su legno di Nocciolo. Nome popolare Sfocatello del Nocchio, o Sfogatello del Nocchio. Cappello Leggermente convesso, poi spianato e infine un poco imbutiforme, bianco-crema. Imenoforo Con corti tubuli che non si staccano facilmente dalla carne; i pori presentano 4-5 angoli e il filo dei pori stessi risulta frastagliato. Gambo Bianco crema, concolore al cappello. Carne Bianca, abbastanza tenera, più fibrosa nel gambo, soprattutto nella parte bassa; l'odore è particolare, dolciastro, tra l'antibiotico e la gomma. Sporata Bianca. Microscopia Spore cilindriche, 4,5-6,2 × 1,8-2,5 µm; Qm = 2,5. Basidi tetrasporici. GAF presenti. Habitat Un Polyporus poco comune, che cresce su ceppi di Nocciolo, e che per fruttificare necessita di alte temperature, il periodo di crescita infatti è luglio-agosto, e la fruttificazione spesso viene indotta dando una "sfiammata" al ceppo di legno, in modo che il calore ne stimoli la crescita; il suo nome popolare è infatti "Sfocatello del Nocchio". A. Cherubini (1990) segnala anche nel Viterbese la crescita spontanea di questa specie sul terreno, ma in realtà sempre collegata a radici di Nocciolo situate in profondità tramite un lungo gambo radicante. Commestibilità e Tossicità Il fungo viene considerato un buon commestibile e consumato quasi solo nella zona dei Castelli Romani, suo tipico luogo di ritrovamento. Personalmente lo ho assaggiato fritto, ma non ritengo che sia adatto a questo tipo di preparazione visto il suo sapore delicato e dolciastro, sicuramente è meglio impiegarlo come condimento della pasta. Specie simili Si distingue dalle altre specie del Genere Polyporus per il suo colore interamente chiaro, per l'ambiente di crescita su ceppi di Nocciolo e per la particolarità di fruttificare in periodi molto caldi o dopo gli incendi. Osservazioni Sembra che la crescita sia stata osservata originariamente nelle zone in cui si facevano le carbonaie e la tradizione vuole che questa specie fosse già consumata nell'antica Roma; la sua tipica zona di crescita è nei dintorni di Rocca di Papa, ai Castelli Romani; abbiamo le prime documentazioni scritte su questa specie a partire dal 1791 da parte di Ernesto Mauri, più recentemente Amleto Cherubini (1990) segnala dei ritrovamenti anche al di fuori della zona dei Castelli Romani, con crescite spontanee, dove non erano avvenuti incendi precedentemente. Bibliografia CHERUBINI, A., 1988. Lo Sfogatello del Nocchio: un fungo dimenticato? Polyporus coryilinus Mauri. Bollettino AMER, 14, Anno IV, 2: 20-24. Ed. AMER. CHERUBINI, A., 1990. Ulteriore nota in merito a Polyporus corylinus Mauri. Bollettino AMER, 20-21, Anno VI, 2-3: 66-68. Ed. AMER. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lazio, Luglio 2011, Foto di Tomaso Lezzi. I pori presentano 4-5 angoli. Spore cilindriche, 4,5-6,2 × 1,8-2,5 µm; Qm = 2,5. Basidi tetrasporici. GAF presenti.
  24. Polyporus ciliatus Fr. : Fr.; Regione Umbria; Giugno 2013; Foto di Stefano Rocchi. Su un rametto di latifoglia: cappello color tabacco con il centro più scuro, fibrilloso e con piccole ciglia al bordo. Tubuli decorrenti, pori piccolissimi arrotondati e fulvi. Gambo decorato con granulazioni nerastre. Carne biancastra coriacea. Odore fungino e sapore nullo.
  25. Polyporus ciliatus Fr. : Fr. 1815 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Polyporaceae Foto e Descrizioni Cappello leggermente squamoso, di colore brunastro, bruno-rossastro, bruno-camoscio, margine sottile e delicatamente ciliato. Imenio formato da pori molto piccoli, regolari, biancastri nel giovane e con toni crema in vecchiaia, tubuli pressochè concolori. Gambo cilindrico, non eccentrico, a volte anche slanciato e ricurvo alla base, bruno, bruno-grigiastro, leggermente fioccoso e vellutato. Habitat fruttifica dalla primavera inoltrata fino ad inizio estate su tronchi o ceppi di varie latifoglie, dalla pianura alla montagna, specie comune. Osservazioni si può confondere con Polyporus brumalis, si differenzia macroscopicamente sopratutto per i pori più ampi, angolosi e irregolari. Polyporus arcularius ha il cappello di natura villosa e con finissime squamule, di aspetto rugoso, i pori sono ampi, esagonali e cresce prevalentemente associato a Querce e Castagno. Regione Lombardia; Aprile 2008; Foto e descrizione di Massimo Biraghi.
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