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Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer 2020
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Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer; Svizzera; Maggio 2014; Foto di Roberto Cagnoli. Spore elllissoidali, lisce, con poro germinativo, misurazione di 30 spore: 7-8,5 × 4-4,9 µm. Cheilocistidi cilindrico-clavati, pleurocistidi assenti. -
Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer 2020
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Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer; Regione Marche; Luglio 2013; Foto di Pietro Curti. Pileo igrofano, biancastro con disco giallastro nei soggetti asciutti. Imenoforo tipicamente grigiastro, odore gradevole, fungino, margine del pileo appendicolato con residui di velo parziale, filo lamellare irregolare e sterile. -
Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer 2020
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Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer; Regione Lazio; Aprile 2008; Foto di Felice Di Palma. Spore. n=30. (7,8)8,0-9,1(9,9) × (4,0)4,2-5,1(5,5) µm. Cheilocistidi. Foto di Mauro Cittadini. -
Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer 2020
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Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer; Regione Lombardia; Dicembre 2006; Foto di massimo Biraghi. Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer; Regione Liguria; Luglio 2006, Foto di Marika. Spore ellittiche, lisce, con evidente poro germinativo 6,5 × 4 µm; Basidi tetrasporici clavati; Cheliocistidi cilindrici ,clavati e utriformi; Cuticola costituita da un doppio strato di cellule globose. -
Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer 2020
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Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer; Regione Lazio; Agosto 2006; Foto Tomaso Lezzi. -
Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer 2020
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Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer; Regione Lazio; Ottobre 2005; Foto di Tomaso Lezzi. -
Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer 2020
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Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer; Regione Lombardia; Agosto 2005; Foto di Massimo Biraghi. -
Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer 2020
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Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer; Regione Lombardia; Maggio 2005; Foto di Massimo Biraghi. -
Candolleomyces candolleanus (Fr.) D. Wächt. & A. Melzer 2020
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Candolleomyces candolleanus (Fr. : Fr.) D.Wacht.&A.Melzer 2020 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Psathyrellaceae Sinonimi Psathyrella candolleana (Fr. : Fr.) Maire 1937 Etimologia L'epiteto Candolleomyces è una parola composta dal termine Candolle dedicato al botanico svizzero, di origine francese, Augustin Pyrame de Candolle, e dal termine greco μύκης [mýces] = fungo. L'epiteto candolleanus deriva dal latino candolleanus, a, um, anche questo termine, come l'epiteto riferito al genere, è stato dedicato al botanico Augustin Pyrame de Candolle. Cappello Emisferico, convesso, poi espanso e campanulato, igrofano, assume tonalità diverse in base all’umidità e varia dal colore nocciola, ocraceo, fino al bianco avorio quando si asciuga. Il pileo è inizialmente ricoperto da un velo biancastro che spesso permane come fiocchi appendicolati sul margine eccedente. Quando il fungo è maturo presenta a volte una leggera depressione in corrispondenza dell’inserzione con lo stipite che è cavo. Lamelle Piuttosto fitte, regolari, adnate, alternate a lamellule, inizialmente grigie, biancastre, poi con tonalità lilacine, e infine maturando diventano bruno tabacco quando le spore si depositano sulle lamelle. Filo lamellare discolore, finemente fimbriato. Anello Filamentoso e fugace, evidente nei soggetti giovani, si dissolve rapidamente lasciando dei residui sullo stipite e sul margine del cappello. Gambo 10-12 × 0,5-0,7 cm, allungato, cavo, cilindrico a volte sinuoso, striato all'inserzione con l'imenoforo, biancastro, ricco di fiocchi farinosi in particolare nel terzo più alto. Carne Esigua, con odore gradevole, priva di sapore. Habitat Fungo cespitoso, saprotrofo, vegeta su detriti organici e fogliame sia di aghifoglia che latifoglia. Microscopia Cheilocistidi disposti in gruppi molto fitti sul filo lamellare, utriformi e in minor numero cilindrici. Pleurocistidi non osservati. Trama lamellare costituita da cellule globose. GAF non osservati. Pileipellis costituita da uno strato esterno di cellule piriformi, e un substrato di ife globose e subglobose. Basidi clavati, tetrasporici. Spore (6,6) 7,0-8,5 (8,7) × (3,9) 4,3-4,9 (5,0) µm; Q = (1,4) 1,5-1,8 (2,0); N = 50; Media = 7,7 × 4,6 µm; Qm = 1,7 ellissoidali, faseoliformi in vista frontale, con ampio poro germinativo e apicolo poco evidente. Stipitipellis formata da ife cilindriche, parallele. Caulocistidi cilindrici, allungati, sinuosi, capitulati. Commestibilità e tossicità Non commestibile. Specie simili Tra i funghi con caratteri simili vanno considerate specie che appartengono a diversi generi come Candolleomyces, Coprinopsis, e Psathyrella; pertanto per una corretta determinazione è necessario un attento studio dei caratteri morfologici e microscopici. Candolleomyces bivelatus (Contu) D. Wächt. & A. Melzer è una specie molto simile morfologicamente, fragile, con cappello ocraceo, ornato da verruche più scure, lamelle grigio nerastre e gambo bianco, presenta spore di dimensioni maggiori con valori medi di 9-9,5 x 5-5,5 µm. Psathyrella incerta (Peck) A.H. Sm. ha un cappello giallo pallido, le spore sono più piccole, con valori medi di 6-7,5 x 3,5-4 µm. Psathyrella gordonii (Berk. & Broome) A. Pearson & Dennis è una specie esile, dai colori pallidi, cresce su residui legnosi, preferibilmente di faggio, ha spore più grandi con valori medi di 10,6 x 5,4 µm e cheilocistidi lageniformi. Psathyrella spintrigera (Fr.) Konrad & Maubl. è simile in particolare nei giovani soggetti, con una microscopia quasi sovrapponibile, si differenzia macroscopicamente per le colorazioni dattero del pileo e per la presenza di un anello membranoso persistente. Coprinopsis marcescibilis (Britzelm.) Örstadius & E. Larss. è morfologicamente simile, si differenzia per le colorazioni più cupe, per la taglia dei carpofori molto slanciata, microscopicamente per le spore più grandi con valori medi di 11,1 x 6,7 µm; e per la pileipellis formata da uno strato di cellule allungate cilindriche. Note nomenclaturali In WÄCHTER & MELZER (2020) La famiglia Psathyrellaceae è stata analizzata utilizzando caratteri filogenetici e morfologici sulla base di sequenze presenti nei database e di sequenze generate appositamente per lo studio, considerando un'ampia distribuzione geografica dei campioni. È stato così proposto un albero multigenico e un nuovo sistema generico, che include i generi conosciuti: Coprinellus, Coprinopsis, Cystoagaricus, Homophron, Hormographiella, Kauffmania, Lacrymaria, Parasola, Psathyrella e Typhrasa e 6 nuovi generi monofiletici: Candolleomyces, Britzelmayria, Narcissea, Olotia, Punjabia e Tulosesus. Il genere Psathyrella è stato suddiviso in 18 sezioni di cui 7 nuove: Noli-tangere, Saponaceae, Stridvalliorum, Arenosae, Confusae, Sublatisporae, Sinefibularum; sono state emendate le 3 sezioni Pennatae, Pygmaeae e Pseudostropharia. Coprinellus è stato suddiviso in 9 sezioni, di cui 5 nuove: Disseminati, Aureogranulati, Curti, Hepthemeri e Deminuti, e sono state proposte 20 sezioni, di cui 13 nuove: Cinereae, Filamentiferae, Melanthinae, Alopeciae, Xenobiae, Phlyctidosporae, Krieglsteinerorum, Erythrocephalae, Geesteranorum, Mitraesporae, Radiatae, Subniveae e Canocipes. Infine, Parasola è stata suddivisa nelle sezioni: Parasola e Conopileae. È interessante la chiave proposta in questo articolo, basta su caratteri morfologici. Il genere Candolleomyces viene definito in questo lavoro con: Basidiomi da piccoli a grandi, terrestri, lignicoli, raramente fimicoli. Velo molto probabilmente sempre presente, ma spesso molto fugace, fibrilloso, squamoso o granuloso, costituito da catene di cellule subcilindriche, a parete leggermente spessa e pigmentate di bruno; gli sferociti possono essere caratteristici come carattere secondario del velo. Gambo occasionalmente con un anello. Spore per lo più di medie dimensioni, spesso faseoliformi in vista laterale, da chiare a medio scure, con poro germinativo centrale, ma spesso invisibile. Basidi tetrasporici. Cheilocistidi utriformi, subutriformi, subcilindrici, mai prevalentemente lageniformi, così come clavati o sferopeduncolati, raramente mostrano esclusivamente quest'ultima forma. Pleurocistidi assenti. GAF presenti nella maggior parte delle specie. Bibliografia AA.VV., 2012. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. ÖRSTADIUS, L., RYBERG, M. & LARSOON, E., 2015. Molecular phylogenetics and taxonomy in Psathyrellaceae (Agaricales) with focus on psathyrelloid species: introduction of three new genera and 18 new species. Mycol Progress 14, 25. Doi https://doi.org/10.1007/s11557-015-1047-x [Data di accesso: 19/01/2023]. WÄCHTER, D. & MELZER, A., 2020. Proposal for a subdivision of the family Psathyrellaceae based on a taxon-rich phylogenetic analysis with iterative multigene guide tree. Mycological Progress 19: 1151-1265. Doi https://doi.org/10.1007/s11557-020-01606-3 [Data di accesso: 19/01/2023]. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Galeotti e Tomaso lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Dicembre 2021; Foto e microscopia di Giovanni Galeotti. (Exsiccatum GG211229-01) La piccola taglia dei giovani funghi osservati in questa raccolta, gli abbondanti residui velari sul cappello, potrebbero indurre in errore nel determinare correttamente questa specie. Soggetti rinvenuta su terriccio ricco di detriti organici formato da fogliame e rametti. Anello filamentoso presente nei giovani, che di dissolve a maturazione. Spore (6,6) 7,0-8,5 (8,7) × (3,9) 4,3-4,9 (5,0) µm; Q = (1,4) 1,5-1,8 (2,0); N = 50; Media = 7,7 × 4,6 µm; Qm = 1,7. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Basidi tetrasporici clavati. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Basidi tetrasporici clavati. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Filo lamellare. Osservazione in rosso Congo, a 100×. Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Cheilocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Trama lamellare. Osservazione in acqua, a 100×. Trama lamellare. Osservazione in acqua, a 400×. Trama lamellare e cheilocistidi. Osservazione in acqua, a 400×. Trama lamellare. Osservazione in acqua, a 1000×. Cheilocistidi. Osservazione in acqua, a 1000×. Cuticola. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Velo. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Caulocistidi. Osservazione in rosso Congo, a 400×. -
Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm. 1946
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Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm.; Regione Lombardia; Aprile 2012; Foto, commento e microscopia di Massimo Biraghi. Filo lamellare leggermente eroso. Basidi tetrasporici. Spore ellissoidali con apicolo e poro germinativo evidente. Osservazione 400×. Osservazione 1000×. Filo lamellare. Cheilocistidi 400×. Pleurocistidi 400×. Caulocistidi 400×. Pileipellis. Pileocistidi 400×.- 13 risposte
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- psathyra bipellis
- drosophila bipellis
- (e 2 in più)
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Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm. 1946
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Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm.; Regione Lazio; Novembre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Una piccola Psathyrella con colori vinosi, anche il gambo bianco spesso ha riflessi rosati. Il filo della lamella è chiaro, discolore, il cappello è igrofano e sul bordo si possono vedere residui biancastri del velo. Il cappello è igrofano e sul bordo si possono vedere residui biancastri del velo. Il filo della lamella è chiaro, discolore.- 13 risposte
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- psathyra bipellis
- drosophila bipellis
- (e 2 in più)
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Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm. 1946
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Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm.; Regione Lazio, Villa Pamphili, Roma; Gennaio 2011;Foto di Mauro Cittadini.- 13 risposte
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- psathyra bipellis
- drosophila bipellis
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Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm. 1946
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Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm.; Regione Lazio, Pineta di Castelfusano; Febbraio 2008; Foto di Felice Di Palma. Spore n=30 (13,35 )13,731-14,638(15,22) × (7,02 )7,323-8,127(8,28) µm. Basidi. Cheilocistidi.- 13 risposte
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- psathyra bipellis
- drosophila bipellis
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Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm. 1946
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Psathyrella bipellis (Quél.) A.H. Sm. 1946 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Psathyrellaceae Sinonimi Psathyra bipellis Quél. 1884 Drosophila bipellis (Quél.) Quél. 1888 Pilosace bipellis (Quél.) Kuntze 1898 Etimologia L'epiteto Psathyrella, diminutivo di psathyra, deriva dal greco, ψαθυρος [psathyros] = fragile soffice. L'epiteto bipellis deriva dal latino bi [bis]= due volte, pellis dal latino [pĕllis] = pelle, doppia pelle. Cappello Misura da 1 a 5 cm di diametro, si presenta conico campanulato poi convesso ed infine disteso a maturità, il margine è striato per trasparenza, irregolare, appendicolato, ricoperto da resti di velo cotonosi e biancastri. Cuticola rugosa e igrofana, di colore inizialmente bruno porpora con riflessi violacei, che tende a schiarire con lo sviluppo e asciugandosi per igrofaneità, fino ad assumere tonalità castano rosate. Imenoforo Lamelle adnate, rade, ventricose, con filo lamellare bianco, eteromorfo, alternate a brevi lamellule, inizialmente si presentano di colore rossastro con sfumature violacee, assumono poi una colorazione bruno nerastra con la maturazione delle spore. Gambo Cilindrico sinuoso e allungato, cavo, da biancastro a violaceo, finemente granuloso nella parte alta dove si inserisce nell'imenio, alla base presenta abbondanti resti miceliari, bianchi e filamentosi. Carne Poco consistente, fragile nel cappello, leggermente fibrosa nel gambo, odore erbaceo appena percettibile. Habitat Fortemente gregario, su detriti organici, in zone aperte ai margini del bosco. Microscopia Spore (10,7) 11,7-14,6 (15,5) × (5,6) 6,4-7,8 (8,5) µm; Q = (1,6) 1,7-2,1 (2,2); N = 34; Media = 13,5 × 7,2 µm; Qm = 1,9; ellissoidali, brune, lisce, a parete spessa, con poro germinativo evidente. Velo del cappello formato da ife globose. Pileipellis formata da ife a puzzle, a salsicciotto, catenulate. Cheilocistidi lageniformi con apice ottuso. Pleurocistidi da lageniformi a utriformi, con apice ottuso, ma a volte anche più stretto che nei cheilocistidi. Numerose incrostazioni e/o gocce, rosse in NH4 o Rosso Congo. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Specie simili Psathyrella vinosofulva P.D. Orton ha spore in media < 6,8 µm, e assenza di GAF. Psathyrella calcarea (Romagn.) M.M. Moser non ha tinte porpora, ma rosso brune, e pleurocistidi senza incrostazioni/gocce. Psathyrella saponacea F.H. Møller, ha habitat coprofilo e spore con profilo differente nelle 3 proiezioni. Psathyrella pseudogracilis (Romagn.) M.M. Moser, ha filo della lamella ininterrotto rosso. Psathyrella corrugis (Pers. : Fr.) Konrad & Maubl., ha filo della lamella discontinuamente rosso. Alcuni autori considerano come sinonimi le due specie simili Psathyrella vinosofulva e Psathyrella calcarea, mentre altri le mantengono come specie separate. Osservazioni Psathyrella bipellis seppur molto vicina morfologicamente ad altre specie appartenenti a questo genere, si può determinare basandosi sulle tipiche colorazioni pileiche bruno porpora, e sulla presenza di resti di velo abbondanti e fioccosi evidenti sulla cuticola e sullo stipite. Di fondamentale importanza sono le caratteristiche microscopiche: le spore di grandi dimensioni, ellissoidali, a parete spessa, con evidente poro germinativo, e la conformazione di cheilocistidi e pleurocistidi. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. MELZER, A., Key to Psathyrella [Data di accesso: 11/02/2020] MELZER, A., Key to Psathyrella non-European species. RUGGERO, A., 2015. Il genere Psathyrella nella Sardegna settentrionale. Micol. Veget. Medit., 30 (1): 35-46. [Data di accesso 11/02/2020] Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Galeotti e Tomaso Lezzi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Gennaio 2020; Foto macroscopia di Giovanni Galeotti; microscopia di Tomaso lezzi. (Exsiccatum TL200126-02 = GG200126-01) Cuticola rugosa, margine striato che lascia intravedere per trasparenza le lamelle. Imenoforo formato da lamelle ventricose, adnate allo stipite, con filo discolore sterile per la presenza di cheilocistidi. Cuticola decolorata e rosata per effetto dell'igrofaneità. Giovani esemplari. Si nota la colorazione rosa dello stipite, e i residui di velo generale biancastro e fioccoso sul margine del cappello e sullo stipite. Residui miceliari filamentosi e allungati commisti ad abbondanti residui organici, presenti alla base del gambo Spore (10,7) 11,7-14,6 (15,5) × (5,6) 6,4-7,8 (8,5) µm; Q = (1,6) 1,7-2,1 (2,2); N = 34; Media = 13,5 × 7,2 µm; Qm = 1,9; ellissoidali, brune, lisce, a parete spessa, con poro germinativo evidente. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Velo del cappello formato da ife globose. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Pileipellis formata da ife a puzzle, a salsicciotto, catenulate. Osservazione in Rosso Congo a 100×. Cheilocistidi lageniformi con apice ottuso. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Pleurocistidi da lageniformi a utriformi, con apice ottuso, ma a volte anche più stretto che nei cheilocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×.- 13 risposte
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- psathyra bipellis
- drosophila bipellis
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Psathyrella artemisiae (Pass.) Konrad & Maubl. 1949
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Psathyrella artemisiae (Pass.) Konrad & Maubl. 1949 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Coprinaceae Foto e Descrizioni Psathyrella dalle marcate decorazioni pileiche. Ritrovamento padano su detriti legnosi interrati. Regione Lombardia, località Crespi d'Adda; Foto di Massimo Biraghi. -
Psathyrella ammophila
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Psathyrella ammophila (Durieu & Lév.) P.D. Orton; Regione Lazio; Gennaio 2012; Foto di Tomaso Lezzi. -
Psathyrella ammophila
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Psathyrella ammophila (Durieu & Lév.) P.D. Orton 1960 Tassonomia Ordine Agaricales Famiglia Coprinacea Foto e Descrizioni Specie tipicamente legata all'ambiente dunale. Regione Lazio; Dicembre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. Un particolare delle lamelle. Sporata nera, spore marroni al m.o., ellissoidali, con grande poro germinativo piatto. Misure rilevate: 8,4-10,3 × 3,6-6,5 µm; Qm = 1,7. -
Postia stiptica (Pers. : Fr.) Jülich 1982
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Postia stiptica (Pers.) Jülich; Regione Marche; Foto e commento di Pietro Curti. Giovanissimi esemplari. Sopra ceppaie di Pino nero. -
Postia stiptica (Pers. : Fr.) Jülich 1982
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Postia stiptica (Pers.) Jülich; Regione Marche; Novembre 2006; Foto di Pietro Curti. -
Postia stiptica (Pers. : Fr.) Jülich 1982
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Postia stiptica (Pers. : Fr.) Jülich 1982
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Postia stiptica (Pers. : Fr.) Jülich 1982 = Oligoporus stipticus (Pers. : Fr.) Gilb. & Ryvarden 1987 Tassonomia Ordine Polyporales Famiglia Fomitopsidaceae Descrizione Fungo annuale, sessile, di forma variabile e grandezza massima di 15 cm circa; la faccia superiore è bianca, non zonata, glabra e rugosa, con margine ondulato e sottile, mentre la superficie poroide è prima bianca poi crema, con i pori tondi, lievemente angolosi o allungati, 5-6 per millimetro quadrato. Carne bianca, fibrosa, carnosa, poi fragile e suberosa nel secco; ha un odore non significativo ma un sapore amaro ed astringente. Cresce normalmente su ceppaie o tronchi a terra di conifere, raro su latifoglie; determina carie bruna. È stato rinvenuto su Pino, Abete bianco e Abete rosso. Sistema ifale monomitico, con ife generative ialine, ramificate, intrecciate, con pareti sia sottili che ispessite; presenza di GAF. Basidi clavati e tetrasporici; sono anche presenti cistidioli cilindrico-flessuosi frammisti ai basidi. Spore 3,9-5,3 × 1,7-2,6 µm; Qm = 2,2, ialine, subcilindriche e spesso ricurve. Somiglianze e varietà Esistono una serie di altri funghi lignicoli di colore bianco più o meno candido. Postia balsamea (Peck) Jülich = Oligoporus balsameus (Peck) Gilb. & Ryvarden si distingue per l’imenoforo che si macchia di rosa allo sfregamento, per le spore mediamente più larghe e per la presenza di cistidi affusolati a parete spessa e con cristalli apicali; Postia ceriflua (Berk. & M.A. Curtis) Jülich = Oligoporus cerifluus (Berk. & M.A. Curtis) Ryvarden & Gilb., raro, si separa per i basidiomi più piccoli e la notevole fragilità della carne; Postia floriformis (Quél.) Jülich = Oligoporus floriformis (Quél.) Gilb. & Ryvarden si distingue per i carpofori più piccoli e per la carne tenace e coriacea; Postia fragilis (Fr. : Fr.) Jülich = Oligoporus fragilis (Fr. : Fr.) Gilb. & Ryvarden si differenzia per il viraggio rossastro-ruggine del pileo e dei pori allo sfregamento; Postia guttulata (Sacc.) Jülich = Oligoporus guttulatus (Sacc.) Gilb. & Ryvarden si separa per il pileo fibrilloso, tendente ad ingiallire e caratterizzato da minute fossette, residui di gocce di natura resinosa; Postia tephroleuca (Fr. : Fr.) Jülich = Oligoporus tephroleucus (Fr. : Fr.) Gilb. & Ryvarden si differenzia per le spore più strette e biguttulate e per associarsi principalmente a legno di latifoglia; Osteina obducta (Berk.) Donk = Oligoporus obductus (Berk.) Gilb. & Ryvarden si distingue per avere i basidiomi in genere stipitati; Tyromyces lacteus (Fr. : Fr.) Murrill si separa per le spore più strette e biguttulate. Vi è poi la comune Postia caesia (Schrad. : Fr.) P. Karst. = Oligoporus caesius (Schrad. : Fr) Gilb. & Ryvarden la quale si differenzia per le nette tonalità bluastre del basidioma. Osservazioni Si tratta di un fungo lignicolo assai frequente che cresce in genere sulle ceppaie di varie specie di Pino e Abete. Bianco candido, forma delle mensole che rivestono spesso i detriti legnosi di pinete o abetaie. Non può essere confuso con specie commestibili in considerazione del fatto che le specie eduli che crescono su legno hanno portamento più o meno cespitoso, e quindi completamente differente, come i comuni Piopparelli (Cyclocybe cylindracea (DC.) Vizzini & Angelini = Agrocybe aegerita (V. Brig.) Singer), i Chiodini (Armillaria mellea (Vahl : Fr.) P. Kumm.), e le Orecchiette (Pleurotus ostreatus (Jacq. : Fr.) P. Kumm.). Le restanti centinaia di specie biancastre lignicole, salvo pochissime eccezioni, vanno considerate non commestibili, o in alcuni casi anche seriamente tossiche. Regione Toscana; Ottobre 2016; Bosco di Camaldoli (Arezzo); Foto e microscopia di Stefano Rocchi. Workshop - Gli Aphyllophorales e la biodiversità, Riserva Naturale Biogenetica di Camaldoli (AR). (Exsiccatum SR20161001-11) Spore 3,9-5,3 × 1,7-2,6 µm; Qm = 2,2, ialine, subcilindriche e spesso ricurve. Spore da sporata. Osservazione in Melzer a 1000×. Sistema ifale monomitico, con ife generative ialine, ramificate, intrecciate, con pareti sia sottili che ispessite; presenza di GAF. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Basidi clavati e tetrasporici; sono anche presenti cistidioli cilindrico-flessuosi frammisti ai basidi. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. -
Postia fragilis (Fr.) Jülich 1982
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Postia fragilis (Fr.) Jülich 1982 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Fomitopsidaceae Foto e Descrizioni Cresce su legno di aghifoglia, in questo caso è stata reperita su Pinus nigra. Consistenza spugnosa e succosa, portamento a mensola più o meno irregolare, alla frattura o corrusione tende ad un repentino imbrunimento. Superficie superiore feltrosa tomentosa, imenoforo a pori e tuboli. -
Cyanosporus caesius (Schrad.) McGinty 1909
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Cyanosporus caesius (Schrad.) McGinty 1909 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Postiaceae Sinonimi Postia caesia (Schrad.) P. Karst. 1881 Oligoporus caesius (Schrad.) Gilb. & Ryvarden 1985 Regione Trentino-Alto Adige; Settembre 2022; Foto di Antonio Albanese. -
Porpoloma pes-caprae (Fr.) Singer 1952
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Porpoloma pes-caprae (Fr.) Singer; Regione Trentino Alto Adige, Cles (TN), località Malga Malgaroi; 2° Congresso sui Funghi della Zona Alpina; Settembre 2012; Foto di Mario Iannotti. -
Porpoloma pes-caprae (Fr.) Singer 1952
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Porpoloma pes-caprae (Fr.) Singer 1952 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Foto e Descrizioni Cresce su prati e pascoli montani, cappello conico e presto fessurato radialmente, color grigio brunastro più carico al centro del pileo, odore di farina, da risparmiare ai fini alimentari per la sua rarità. Regione Trentino, Passo San Pellegrino; Foto di Luca Mistè e commenti di Pietro Curti.
