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Archivio Micologico

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  1. Leucocortinarius bulbiger (Alb. & Schwein. : Fr.) Singer; Regione Piemonte; Novembre 2010; Foto di Alessandro Remorini.
  2. Leucocortinarius bulbiger (Alb. & Schwein. : Fr.) Singer; Regione Lombardia; Agosto 2009; Foto di Massimo Biraghi.
  3. Leucocortinarius bulbiger (Alb. & Schwein. : Fr.) Singer; Regione Lombardia, Parco del Ticino; Ottobre 2007; Foto di Emilio Pini.
  4. Leucocortinarius bulbiger (Alb. & Schwein. : Fr.) Singer; Regione Trentino; Luglio 2005; Foto di Massimo Biraghi.
  5. Leucocortinarius bulbiger (Alb. & Schwein. : Fr.) Singer 1945 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Regione Lombardia; Giugno 2008; Foto di Federico Calledda.
  6. Leucocoprinus fragilissimus (Berk. & M.A. Curtis) Pat. 1900; Regione Lazio; Ottobre 2006; Foto e commenti di Gianni Pilato. La parte apicale del poro germinativo non si colora con il Rosso congo, bisogna fochettare parecchio per vederla. Ho trovato tantissime ife sferoidali visibili chiaramente in Rosso Congo, le spore sono destrinoidi quando fatte reagire con il Melzer. Le spore destrinoidi (pseudoamiloidi) in Melzer. Spore in Melzer. Spore in Melzer. Spore in Rosso Congo. Spore in Blu di Metile.
  7. Leucocoprinus fragilissimus (Berk. & M.A. Curtis) Pat. 1900; Regione Lazio; Ottobre 2006; Foto e commenti di Tomaso Lezzi Aggiungo alcune foto per documentare questa bellissima e delicatissima specie. Era praticamente impossibile raccogliere i campioni, che si distruggevano al minimo tocco. L'ambiente di crescita era un legno in avanzatissimo stato di disfacimento, visibile nella foto. La base è tipicamente ingrossata come in altriLeucocoprinus. Il cappello è plissettato e si distende con la crescita. In habitat. Particolare del piccolo, delicato anello e del cappello, in cui si vede bene la plissettatura. Quando il cappello cresce e si distende, la fioccosità gialla presente sulla superficie del cappello forma delle nettissime righe gialle radiali.
  8. Leucocoprinus fragilissimus (Berk. & M.A. Curtis) Pat. 1900 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Foto e Descrizioni Sono particolarmente soddisfatto di poter presentare questa rara ed interessante specie per la prima volta nell'ambito del forum AMINT. Leucocoprinus fragilissimus è una specie di origine tropicale in genere rintracciabile nelle serre e nei vasi di fiori che da quelle zone hanno origine. La sua comparsa in ambito boschivo mediterraneo ritengo possa essere associata ai periodi autunnali particolarmente caldo-umidi come quello appena passato. È mia opinione che la specie sia stata più volte "vista" in tale ambito ma confusa con altri Leucocoprinus con colorazioni gialle che hanno comunque struttura relativamente più robusta e diversa microscopia come Leucocoprinus flos-sulphuris, Leucocoprinus denudatus,Leucocoprinus medioflavus. Leucocoprinus fragilissimus ha una struttura veramente esile e "fragile" (inde nomen) con carne pressoché inesistente. I nostri ritrovamenti sono avvenuti all'interno del comprensorio di Castel Fusano in bosco misto di Leccio (Quercus ilex) e Pino (Pinus pinea). Microscopia Spore largamente ellissoidi, citriformi (9)9,5-12 × 6-8 µm, Qm = 1,5; metacromatiche con poro germinativo molto evidente che si colora intensamente con il Blu di cresile. Epicute sferocistica. In base alle ricerche effetuate, potrebbe essere la prima segnalazione italiana di questa bella specie. Regione Lazio; Ottobre 2006; Foto e commento di Mauro Cittadini. Spore al microscopio.
  9. Leucocoprinus birnbaumii (Corda) Singer. Regione Lazio. Agosto 2013. Foto Tomaso Lezzi. Crescita nel vaso della rosa sul balcone di questa specie di origine tropicale che ormai si è ambientata benissimo anche da noi e che cresce nei periodi caldo-umidi. Particolare del cappello plissettato e finemente squamoso. Particolare del gambo e delle lamelle. Particolare dell'anello.
  10. Leucocoprinus birnbaumii (Corda) Singer. Regione Marche. Luglio 2010. Foto di Pietro Curti. Oggi nel vaso del limone è nata questa specie. Dettaglio del cappello.
  11. Leucocoprinus birnbaumii (Corda) Singer. Regione Lazio. Luglio 2012. Foto di Tomaso Lezzi. Esemplare cresciuto sul balcone, nel vaso di un'Orchidea del genere Cymbidium. La pianta col suo giovane ospite. Un particolare del centro del cappello, la zona che andrà a formare l'umbone.
  12. Leucocoprinus birnbaumii (Corda) Singer. Regione Lazio. Settembre 2011. Foto di Mauro Cittadini. Sequenza di foto per circa 30 ore dal ritrovamento. Ore 11:00. Ore 18:00; da notare il distacco del velo parziale (anello) dal margine del pileo. Ore 22:00. La mattina seguente, alle ore 7:00. Gli esemplari hanno raggiunto il massimo dello sviluppo. Ore 17:30. Gli stessi esemplari, ormai esausti, con un particolare dell'anello fioccoso.
  13. Leucocoprinus birnbaumii (Corda) Singer. Regione Lazio. Giungo 2006. Foto Mauro Cittadini. Ritrovamento effettuato in città, Roma, tra il marciapiede ed il margine di un parco giochi.
  14. Leucocoprinus birnbaumii (Corda) Singer. Regione Lazio. Luglio 2005. Foto e commenti Tomaso Lezzi. Le foto presentate sono state realizzate sui carpofori che si sono sviluppati in un vaso di acero coltivato in terriccio leggero su balcone all'aperto. Primordi. Giovanissimo. Il velo comincia a separarsi nelle squamette che poi copriranno il cappello. Gruppetto cespitoso di giovani esemplari. Particolare delle squamette e delle fioccosità del cappello. L'anello appena separato dal bordo del cappello. Gambo e parte inferiore del giovane fungo vicino al gruppo da cui è stato separato. Zoom anello, lamelle e decorazioni del bordo del cappello. Il fungo diventa adulto, il cappello crescendo diventa una cupola perfetta. Infine i cappelli diventano perfettamente spianati, tranne per gli umboni, che qui creano qualche problemino di crescita! Gambo bulboso in evidenza e lamelle del fungo maturo. Particolare di lamelle e lamellule. Da notare che le lamelle sono completamente libere dal gambo. In alto a destra si nota una puntinatura scura sul filo della lamella caratteristica non sempre evidente. Sezione che mostra il gambo cavo. Se dissotterrato con delicatezza mostra i rizoidi bianchi. Una foto del Leucocoprinus flos-sulphuris con una spiegazione sulla crescita e sulle decorazioni del cappello: Il cappello degli esemplari giovani è plissettato al margine come un ventaglio e coperto da fioccosità; quando il fungo matura queste pieghe si distendono, la fioccosità rimane solo sulla parte alta delle pieghe e "disegna" delle linee lasciando pulita la parte interna delle pieghe che si distende con la crescita. Foto e commento di Mauro Cittadini. Spore ovali con tendenza alla forma di limone, con apicolo e poro germinativo; 7-9 0215 5-7 µm, bianche in massa. Evidente la metacromasia col Blu di cresile: le spore si colorano di rosso-violetto, in particolare nella parte interna della parete cellulare (endosporio) che presenta cromatismi diversi, normalmente più accesi rispetto alla parete esterna (esosporio). Questa reazione permette di distinguere con sicurezza due generi in alcuni casi piuttosto simili: Lepiota -> Reazione negativa - le spore si colorano di blu. Leucocoprinus -> Reazione positiva - le spore diventano viola Sono stati osservati sia basidi bisporici cge tetrasporici. Basidi in Rosso Congo.
  15. Leucocoprinus birnbaumii (Corda) Singer 1962 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine: Agaricales Famiglia: Agaricaceae Sinonimi Leucocoprinus flos-sulphuris (Schnizl.) Cejp 1948 Etimologia Dal greco leuco = bianco + Coprinus = Coprinus a sporata bianca. Cappello 3-7 cm, asciutto, prima a forma di ditale, poi ogivale e infine spianato, conserva sempre il bordo involuto e un umbone. Il margine è tipicamente plissettato e poi striato ed è una delle caratteristiche del Genere. Il colore varia da giallo vivo al giallo zolfo, con squamette giallo più scuro su tutto il cappello, più fitte sull'umbone. Il cappello degli esemplari giovani è plissettato al margine come un ventaglio e coperto da fioccosità; quando il fungo matura queste pieghe si distendono, la fioccosità rimane solo sulla parte alta delle pieghe e "disegna" delle linee lasciando pulita la parte interna delle pieghe che si distende con la crescita. (vedi la foto che evidenzia questa trasformazione) Lamelle Giallo chiaro, quasi bianche, libere, ventricose, con lamellule. Si nota a volte una puntinatura scura sul filo della lamella caratteristica non sempre evidente. Spore Spore ovali con tendenza alla forma di limone, con apicolo e poro germinativo. 7-9 × 5-7 µm, bianche in massa. Evidente la metacromasia in blu di cresile: le spore si colorano di rosso-violetto nella parte interna della parete cellulare (endosporio) che presenta quindi un cromatismo differente, rispetto alla parete esterna (esosporio). Questa reazione permette di distinguere con sicurezza due generi in alcuni casi piuttosto simili: Lepiota -> Reazione negativa - le spore si colorano di blu. Leucocoprinus -> Reazione positiva - l'endosporio si colora di rosso-violetto. Sono stati osservati sia basidi bisporici che tetrasporici. Gambo Separabile. Fino a 9 × 0,6 cm, giallo, leggermente fioccoso, cavo, con base bulbosa. Presenta un anello giallo che cade facilmente. Sottili rizoidi bianchi alla base del gambo. Carne Gialla chiara quasi bianca, immutabile, leggermente grigio azzurra alla basa del bulbo. Habitat Cresce cespitoso a gruppi di 2-20 individui ma anche in esemplari singoli in ordine sparso. Appartiene a un genere di origine tropicale e il suo habitat è quindi piuttosto particolare, si sviluppa nelle serre, nei vasi concimati dentro casa e d'estate anche nei vasi all'aperto. In serra è stata osservata la nascita su substrato "leggero" con terriccio fibroso usato per le piante tropicali e rinvenuto spesso nei vasi coltivati del genere Maranta (foreste pluviali del Brasile). All'inizio si presenta con minuscoli corpi rotondeggianti di 1 mm, poi durante i giorni a seguire cresce, a volte molto lentamente, e durante la notte velocemente assume la morfologia della specie, per compiere, in alcuni casi, il proprio ciclo vitale da primordio ad adulto in soli due giorni. Commestibilità o Tossicità Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Caratteristiche organolettiche Odore fungino, forte; sapore nullo. Specie simili Caratteristico per il suo colore giallo e per il suo particolarissimo habitat. Si potrebbe confondere solo con altri Leucocoprinus con carne non arrossante e colore giallo che sono però molto più piccoli: Leucocoprinus aureofloccosus diametro massimo del cappello 1,5 cm Leucocoprinus denudatus diametro massimo del cappello 2 cm Leucocoprinus medioflavus diametro massimo del cappello 3 cm Lepiota xanthophylla che ha lamelle gialle, ma non ha il margine striato. Osservazioni Il Genere Leucocoprinus è simile al genere Lepiota per le squame sul cappello e al genere Cystolepiota per la fioccosità sul cappello, ha il portamento e la striatura del cappello tipica dei Coprinus, ma con sporata bianca, da cui il nome Leucocoprinus. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT.
  16. Conioexocarpus cretaceus (Bull.) R.L. Zhao & J.X. Li. Regione Friuli Venezia Giulia, Porcia (PN). Agosto 2013. Foto di Claudio Angelini.
  17. Conioexocarpus cretaceus (Bull.) R.L. Zhao & J.X. Li. Regione Lombardia, Verdellino. Settembre 2006. Foto di Massimo Biraghi. (Exsiccatum MB20060922-109)
  18. Conioexocarpus cretaceus (Bull.) R.L. Zhao & J.X. Li 2025 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Sinonimi Leucocoprinus cretaceus (Bull. : Fr.) Locq. 1945 Nato in un vaso, si presenta interamente bianco e di medie dimensioni. La microscopia ha mostrato basidi tetrasporici; cheilocistidi lunghi fino a 90 µm, cilindrici, allungati, sinuosi, clavati od anche a forma di birillo. Il velo generale è formato da ife a parete sottile, cilindriche, lobate, ramificate, settate, senza giunti a fibbia. Spore metacromatiche in blu cresile, 8,5-11 × 6-7,5 µm, elissoidi, amigdaliformi con pareti spesse fino ad 1 µm, guttula centrale circolare con diametro di 3-3,5 µm, poro germinativo presente, evidente; appendice ilare lunga fino ad 1 µm. Primordi. Esemplare a medio stadio di evoluzione. Esemplare maturo. Altro esemplare visto dal basso. Lamelle libere al gambo. Velo generale abbondante e dissociato in squame concentriche. Margine striato visibile nei tratti scoperti dal velo generale
  19. Leucocoprinus cepistipes (Sowerby) Pat.; Regione Sardegna; Settembre 2005; Foto, microsopia e descrizione di Mauro Cittadini. Viene spesso trovato nelle serre, vasi di fiori e giardini "curati" in area mediterraneo calda. Complessivamente esile con crescita gregaria a volte sub-cespitosa, con cappello biancastro, nettamente striato al margine, fioccoso, bruno grigiastro chiaro al disco. Le lamelle abbastanza fitte, in condizione di carne etrogenea, possono schiacciarsi e quasi saldarsi specie negli esemplari giovani a formare un "collarium" o "pseudocollarium". Gambo clavato, ingrossato verso la base a volte bulboso, dotato di una anello nella parte alta piuttosto fugace. In poco più di 24 ore compie tutto il suo ciclo vegetativo diventando presto rattrappito e crema-grigiastro. Spore 7,5-11 × 6-7,5 µm ovoidali, spesso con guttula centrale, con poro germinativo, metacromatiche.
  20. Leucocoprinus cepistipes (Sowerby) Pat. 1889 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Agaricaceae Genere: Leucocoprinus Sezione: Leucocoprinus Sinonimi Lepiota cepistipes var. rorulenta (Panizzi) Rick 1961 Lepiota rorulenta (Panizzi) Sacc. 1887 Leucocoprinus cepistipes var. rorulentus (Panizzi) Babos 1980 Etimologia Dal greco λευκός (leykos) = bianco + Coprinus = Coprinus a sporata bianca. Dal latino caepa = cipolla + pes = piede = Col piede a forma di cipolla. Cappello 3-5 cm, asciutto, prima a forma di ditale, poi ogivale e infine spianato, coperto interamente da una sottile fioccosità bianca, al centro del cappello troviamo un basso umbone formato da squame piatte, bruno chiaro, appressate al centro, che si distribuiscono con una dimensione sempre più piccola verso il bordo del cappello; nella metà centrale il cappello presenta un colore soffuso giallo-verdognolo: questo carattere potrebbe essere dovuto, come spiega E. Musumeci, al fatto che i giovani esemplari secernono un liquido che asciugando lascia delle macchie giallastre. Negli esemplari maturi Il cappello è striato al margine; questo carattere, tipico del genere, in questa specie è tardivo ed è difficile da osservare negli giovani esemplari. Gli esemplari maturi o contusi tendono a virare al bruno. Lamelle Bianche, libere, ventricose, con numerose lamellule, senza collarium. Negli esemplari maturi le lamelle tendono a virare al grigio. Negli esemplari seccati le lamelle rimangono grigie. Gambo Separabile, cavo, bianco, bruno-rosato alla base, pruinoso, cilindrico, leggermente ingrossato alla base, ma non nettamente bulboso. Presenta un piccolo anello, infero ascendente, che cade facilmente o rimane attaccato al bordo del cappello, perché si strappa dal gambo con la crescita del cappello stesso. Sul gambo sono presenti delle goccioline, caratteristica riportata anche in letteratura. Negli esemplari maturi o contusi il gambo tende a virare al bruno-rosato. Carne Bianca, con odore fungino. Microscopia Spore bianche in massa, ellissoidali, ovoidali, in alcuni casi con le due pareti che presentano curvature diverse (subamigdaliformi); si notano l'apicolo, il poro germinativo a volte a forma di piccola lente, a volte talmente stretto che sembra un sottile canale, la "medulla"; spesso è presente una guttula centrale. Destrinoidi in Melzer (colorazione giallo-marrone). Metacromatiche in Blu di Cresile (colorazione rosa magenta della parete più interna dell'endosporio, mentre la parete più esterna dell'episporio si colora di blu come il resto della spora). Basidi tetrasporici, sferopeduncolati, corti e larghi, tipici del genere Leucocoprinus, con Q < 2,5, mentre nel genere Leucoagaricus sono più slanciati, con un Q > 3 Candusso & Lanzoni (1990). Cheilocistidi multiformi, negli esemplari giovani sono fusiformi-lageniformi, negli esemplari maturi sono digitati, mucronati, rostrati e presentano una netta terminazione stretta e allungata nella maggior parte dei casi, ma si presentano anche moniliformi o irregolari in percentuale minore. Pleurocistidi non osservati. Epicute con struttura a tricoderma di elementi allungati, con terminazioni leggermente allargate prima della sommità (sublageniformi) o leggermente diverticolate. Le squamette scure della cuticola contengono un pigmento disciolto marrone-giallastro e incrostazioni scure sulla parete esterna delle terminazioni delle ife. Ipocute presenta elementi globosi più o meno rotondeggianti, con pigmento marrone disciolto. GAF non osservati in nessun tipo di tessuto. Habitat Il ritrovamento è avvenuto in estate con temperature massime di 35-40 °C, su un prato innaffiato regolarmente. Commestibilità o Tossicità Commestibilità non accertata. Tassonomia Il Genere Leucocoprinus è simile al genere Lepiota per le squame sul cappello e al genere Cystolepiota per la fioccosità sul cappello, mentre ha il portamento e la striatura del cappello tipica dei Coprinus, ma con sporata bianca, da cui il nome Leucocoprinus. La reazione di metacromasia permette di separare con sicurezza alcuni generi piuttosto simili: - Lepiota -> Metacromasia negativa: le spore si colorano di blu. - Leucoagaricus -> Metacromasia positiva: l'endosporio si colora di rosa magenta. - Leucocoprinus -> Metacromasia positiva: l'endosporio si colora di rosa magenta. Nella suddivisione tradizionale la famiglia Lepiotaceae Roze, viene suddivisa da Bon (1993) in due tribù: Lepioteae a cui appartengono: Lepiota,Cystolepiota, Echinoderma,Melanophyllum,Chamaemyces e Leucocoprineae a cui appartengono: Leucoagaricus, Leucocoprinus, Pulverolepiota,Sericeomyces, Macrolepiota, Chlorophyllum. Le principali caratteristiche della tribù Lepioteae: - Margine mai striato; - Anello supero, discendente; - Spore non metacromatiche; - Poro germinativo assente; - GAF presenti in tutti i tessuti. Le principali caratteristiche della tribù Leucocoprineae: - Margine liscio o striato; - Anello infero, ascendente; - Spore metacromatiche; - Poro germinativo assente o presente; - GAF generalmente non presenti. Il genere Leucocoprinus si può quindi separare facilmente da Lepiota per il bordo striato, l'anello infero, le spore metacromatiche, la presenza del poro germinativo e l'assenza di GAF. Per separare secondo la sistematica classica il genere Leucocoprinus da Leucoagaricus, possiamo considerare il margine del cappello striato e la forma dei basidi: corti, tozzi con la parte superiore rotondeggiante, cioè sferopeduncolati. Come osservano Candusso & Lanzoni (1990), questo tipo di basidi è tipico del genere Leucocoprinus, con Q < 2,5, mentre nel genereLeucoagaricus è più slanciato, con un Q > 3. Secondo recenti studi molecolari è stato appurato che le specie dei generi Leucocoprinus e Leucoagaricus non formano due "clades" separate, ma sono intersecate, quindi non sarebbe giustificato tenere separati questi due generi. Studi più approfonditi permetteranno in futuro di riorganizzare la sistematica di questo gruppo. Osservazioni Le alte temperature estive, associate alla forte umidità dovuta agli impianti di irrigazione, favoriscono la crescita di specie tipicamente tropicali o subtropicali di Leucocoprinus, che fino a qualche anno fa si rinvenivano in serra nel terriccio dei vasi o su legno, ma che attualmente vengono rinvenute sempre più spesso all'aperto su prati o in boschi. Spesso l'intero ciclo vitale dei carpofori si esaurisce in un paio di giorni. Specie simili Può somigliare ad alcune Lepiota del gruppo delle Fusisporae: Lepiota ochraceodisca Bon; Lepiota ochraceosulfurescens Locq. ex Bon; ad alcuni Leucoagaricus: Leucoagaricus erioderma (Malençon) Bon; ad altri Leucocoprinus: Leucocoprinus birnbaumii (Corda) Singer = Leucocoprinus flos-sulphuris (Schnizl.) Cejp, che è il suo sosia morfologico, ma completamente giallo zolfo; Leucocoprinus cretatus Locq. ex Lanzoni, di taglia maggiore, completamente bianco, che può avere il centro del cappello sfumato di bruno ed è ricoperto di fioccosità bianche sia sul cappello che sul gambo. Bibliografia AA.VV., 2001. Agaricaceae. Flora Agaricina Neerlandica. Vol. 5. Curatori: Noordeloos, M.E., Kuijper, T.W. & Vellinga, E.C. AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. BON, M., 1993. Les Lepiotes. Flore Mycologique d'Europe. Vol 3. Amiens: Ed. Marcel Bon. CANDUSSO, M., & LANZONI, G., 1990. Lepiota s.l. Fungi Europæi. Vol. 4. Saronno: Libreria editrice Giovanna Biella. EYSSARTIER, G., & ROUX, P., 2011. Le guide des Champignons France et Europe. Parigi: Ed. Belin. Fonti Internet MUSUMECI, E., 2003. Leucocoprinus cepistipes. Sentieri Boschivi. [Data di accesso: 16/07/2012]. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Lazio, Luglio 2012; Foto, commento e microscopia di Tomaso Lezzi. Vista d'insieme di campioni in vari stadi di maturazione. Il cappello presenta delle squame piatte, bruno chiaro, appressate al centro, che si distribuiscono con una dimensione sempre più piccola verso il bordo del cappello. Un giovane esemplare con la parte superiore piatta che darà luogo ad un basso umbone nei campioni maturi. Un giovane esemplare mostra l'anello attaccato al bordo del cappello, perché si è strappato dal gambo con la crescita del cappello stesso. Sul gambo sono presenti delle goccioline, caratteristica riportata anche in letteratura. Un particolare della squamettatura e del colore del cappello. Lamelle bianche, libere, senza collarium, ventricose. Lamellule abbondanti. Gambo bianco, più scuro verso la base, cilindrico, appena allargato alla base. A distanza di un giorno i campioni mostrano un viraggio al giallo bruno, mentre le lamelle e il gambo mostrano un viraggio al grigio. È molto più evidente nei campioni maturi il margine striato, tipico del genere Leucocoprinus. Cheilocistidi multiformi, negli esemplari giovani sono fusiformi-lageniformi, negli esemplari maturi sono digitati, mucronati, rostrati e presentano una netta terminazione stretta e allungata nella maggior parte dei casi, ma si presentano anche moniliformi o irregolari in percentuale minore. Spore a 1000× in Rosso Congo, ellissoidali, ovoidali in alcuni casi con le due pareti che presentano curvature diverse (leggermente amigdaliformi); si notano l'apicolo, il poro germinativo a volte a forma di piccola lente, a volte talmente stretto che sembra un sottile canale, la "medulla". Spore a 400× e 1000×, destrinoidi in Melzer (colorazione giallo-marrone). Spore a 1000×, metacromatiche in Blu di Cresile (colorazione rosa magenta della parete più interna dell'endosporio, notare che la parete più esterna dell'episporio si colora di blu come il resto della spora). Basidi tetrasporici, sferopeduncolati, corti e larghi, tipici del genere Leucocoprinus, con Q < 2.5, mentre nel genere Leucoagaricus sono più slanciati, con un Q > 3. Epicute con struttura a tricoderma di elementi allungati, con terminazioni leggermente allargate prima della terminazione (sublageniformi) o leggermente diverticolate. Le squamette scure della cuticola contengono un pigmento disciolto marrone-giallastro e incrostazioni sulla parete esterna delle terminazioni delle ife. Estremità leggermente diverticolate, e incrostate esternamente. Nell'ipocute sono presenti elementi globosi più o meno rotondeggianti, con pigmento marrone disciolto.
  21. Leucocoprinus brebissonii (Godey in Gillet) Locquin; Isole Azzorre (Portogallo); Foto e descrizione di Tomaso Lezzi. Leucocoprinus caratterizzato da cappello plissettato, bianco con squamette nere, appressate soprattutto al centro. Un particolare delle decorazioni del cappello. Le lamelle e il gambo con l'anello. Un particolare dell'anello.
  22. Leucocoprinus brebissonii (Godey in Gillet) Locquin; Regione Piemonte; Ottobre 2010; Foto di Tomaso Lezzi. (Exsiccatum TL20101016-01) Un particolare del cappello con le squamette scure. Un particolare delle lamelle bianche.
  23. Leucocoprinus brebissonii (Godey in Gillet) Locquin; Regione Lazio; Novembre 2008; Foto di Mauro Cittadini.
  24. Leucocoprinus brebissonii (Godey in Gillet) Locquin; Regione Piemonte; Giugno 2008; Foto di Giuseppe Vanoli.
  25. Leucocoprinus brebissonii (Godey in Gillet) Locquin; Regione Lazio; Novembre 2007; Foto di Tomaso Lezzi. Le scagliette scure sul cappello si addensano nella parte centrale del cappello con una netta separazione tra la parte chiara e quella scura. Attaccato al bordo del cappello un fragile resto del velo che a volte forma un anello decisamente effimero.
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