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Archivio Micologico

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  1. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Liguria, Sassello, raduno AMINT; Ottobre 2012; Foto di Tomaso Lezzi. Lactarius simbionte esclusivo della Betulla, con cappello rosato, zonato, fortemente involuto, tomentoso soprattutto sul margine del cappello. Il simile Lactarius pubescens Fr., che condivide lo stesso habitat di Betulla ha il cappello più chiaro e meno zonato. Un particolare del margine fortemente involuto e tomentoso.
  2. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Lombardia; Agosto 2009; Foto di Massimo Biraghi. Lactarius torminosus, particolare del pileo lanugginoso. Foto e commento di Massimo Mantovani. Specie appartente alla sezione Piperites. E' riconoscibile per la colorazione rosata del pileo che si presenta molto tomentoso. Gli è simile Lactarius pubescens che ne condivide l'habitat ma ha colorazione più tendente al biancastro. Ritrovamento presso Betula spp. Giovani esemplari. Negli esemplari di taglia maggiore è più facile osservare la "lanuggine" .
  3. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti.
  4. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Continente Europa; Agosto 2008; Foto di Federico Calledda.
  5. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti.
  6. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Trentino; Settembre 2007; Foto di Pietro Curti. Dettaglio del margine del pileo.
  7. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Trentino; Settembre 2007; Foto di Felice Di Palma.
  8. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Lombardia, Valtellina, loc. Belviso; Settembre 2007; Foto di Massimo Mantovani.
  9. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray; Regione Trentino; Settembre 2005; Foto di Pietro Curti. Un Lactarius decisamente semplice da delimitare, Lactarius torminosus. Normalmente il colore nei funghi non ha grande significato, in questo fa eccezione, il bel colore rosato del pileo di questo fungo fa veramente la differenza con le specie vicine. Anche l'habitat aiuta molto, sempre in presenza di Betulla. Soggetti più giovani con cromatismi tipici più forti.
  10. Lactarius torminosus (Schaeff. : Fr.) Gray 1821 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricicomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Lactarius Sezione Piperites Etimologia Dal latino torminosus = che tormenta, per i forti disturbi gastrointestinali che provoca. Cappello 5-12 cm, di medie dimensioni, compatto, convesso e molto involuto tanto da chiudersi a riccio sul gambo, poi piano fino anche ad imbutiforme, con depressione centrale sempre presente già nei primi stadi di crescita. Le colorazioni pileiche sono tipicamente rosa antico o rosa salmone più o meno scuro, con nette zonature concentriche, all'inizio evidenti poi progressivamente meno definite con la maturazione o a causa della pioggia. Il margine è ricoperto da una fitta peluria raggruppata a ciuffi che nei giovani esemplari preclude la visione delle lamelle. La cuticola è normalmente ricoperta da questa peluria fino a meta del raggio e lascia gradualmente spazio verso il centro ad una superficie glabra ma l'azione della pioggia o la crescita possono causarne una differente proporzione. Le lamelle, molto fitte e sottili, sono di colore crema pallido con sfumature rosate. Gambo Cilindrico o leggermente rastremato in basso, a volte con rare fossette o scrobicoli più scuri, da biancastro fino a quasi concolore al cappello, spesso più scuro all'apice dove può formare una zona anulare. Carne Bianca ma rosata in prossimità delle superfici esterne (gambo e cuticola), pressochè immutabile con odore debole fruttato e sapore acre. Latice non molto abbondante si esaurisce dopo poco tempo dalla raccolta, è di colore bianco immutabile e di sapore molto acre. Habitat Molto comune, è simbionte specifico delle Betulle. Commestibilità e tossicità È da considerare velenoso e provoca intossicazioni di tipo gastrointestinale. Osservazioni Con una minima esperienza può essere facilmente riconoscibile sul campo, almeno per quanto riguarda gli esemplari tipici ed in buono stato di conservazione. Il colore rosa antico, rosa salmone, rosa-arancio, la caratteristica peluria sul cappello, la zonatura dello stesso e l'habitat specifico sono i migliori caratteri per una corretta determinazione. Specie simili Lactarius pubescens Fr., che condivide lo stesso habitat, ha un cappello più chiaro, biancastro con sfumature rosate e macchie ocracee specialmente al centro, non presenta zonature, ha un gambo frequentemente corto che gli conferisce un portamento tarchiato. Lactarius tesquorum è caratteristico del Cisto in zona mediterranea, ha un cappello non zonato e colorazioni meno rosate, tipicamente giallo ocracee, peloso, lanoso in tutta la superficie del cappello ma senza peli riuniti a ciuffi. Lactarius mairei Malençon, ha portamento relativamente più slanciato, colorazioni giallo ocracee, più o meno zonato con peli concentrati sul bordo del cappello, glabro al centro e reperibile sotto Quercia. Le colorazioni rosate possono ricordare alcuni Lactarius commestibili della Sezione Dapetes, i quali però secernono latice colorato e non bianco. Curiosità Non utilizzare funghi pepati credendo di dare sapore alle pietanze e sostituirli al pepe in quanto diverse specie come il Lactarius torminosus contengono sostanze tossiche che possono diventare pericolose in particolare in persone debilitate o nei bambini. Foto di Emilio Pini.
  11. Lactarius tesquorum Malençon; Regione Sardegna; Dicembre 2014; Foto di Franco Sotgiu.
  12. Lactarius tesquorum Malençon;Regione Liguria; Novembre 2011; Foto di Roberto Cagnoli. Macchia mediterranea, ritrovamento sotto Cisto e Rosmarino. Dettaglio margine del cappello.
  13. Lactarius tesquorum Malençon; Regione Toscana; Novembre 2008; Foto di Emilio Pini.
  14. Lactarius tesquorum Malençon; Regione Toscana; Novembre 2008; Foto di Federico Calledda.
  15. Lactarius tesquorum Malençon; Regione Sardegna; Novembre 2008; Foto di Federico Calledda.
  16. Lactarius tesquorum Malençon; Regione Lazio; Marzo 2007; Foto di Gianni Pilato. Particolare della pubescenza del bordo del cappello.
  17. Lactarius tesquorum Malençon 1979 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricicomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Lactarius Sezione Tricholomoidei Sottosezione Barbatini Sinonimi Lactarius tesquorum var. splendidus Lalli & Pacioni (1989) Foto e Descrizioni Si differenzia dal più conosciuto Lactarius torminosus Knudsen & T. Borgen per il cappello color crema-carnicino con lanosità rosate e per l'habitat esclusivo sotto Cistus. Frequente in ambiente mediterraneo. Regione Lazio; Dicembre 2018; Foto di Manuel Atzeni. Spore. Osservazione in Melzer a 1000×. Macrocheilocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Macropleurocistidi. Osservazione in Rosso Congo a 400×.
  18. Lactarius tabidus Fries; Svizzera; Ottobre 2014; Foto di Roberto Cagnoli. In bosco misto di Betulle, Ontani, Faggi. Spore subglobose con verruche isolate e rare connessioni. Pileipellis formata da cellule subglobose di varie dimensioni e rare ife cilindriche Macrocheilocistidi e pleurocistidi abbondanti, parzialmente nerastri in SVA. A bassi ingrandimenti si vedono bene i cheilocistidi sul filo lamellare e i pleurocistidi sulla sezione di lamella.
  19. Lactarius tabidus Fr.; Continente Europa; Agosto 2008; Foto di Federico Calledda.
  20. Lactarius tabidus Fr. 1838 Tassonomia Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Lactarius Sezione Russulares Etimologia L'epiteto Lactarius deriva dal latino lactārĭus [a, um] = da latte, per l'emissione di latice alla frattura. Sinonimi Lactarius theiogalus (Bull.: Fr.) Gray 1922 Foto e Descrizioni Il cappello aranciato, più pallido negli esemplari maturi, grinzoso e un pò striato al bordo, il latice bianco e abbondante, virante al giallo se isolato su carta bianca, il portamento slanciato, la taglia medio-piccola e la crescita in zona sfagnosa sono i caratteri macroscopici che ci hanno indirizzato verso la determinazione. L'analisi della pileipellis ha mostrato una trama di tipo pseudoparenchimatica (composta da ife subglobose difformi) con la presenza di terminali allungati come a formare dei peli. Questa caratteristica permette di separare questo taxa dalle altre specie. Regione Lombardia; Settembre 2009; Foto, commento e microscopia di Massimo Mantovani. Giovani esemplari. Esemplari più maturi. Imenoforo di tre giovani esemplari. Spore 8-9 × 6-7 µm, caratterizzate da verruche a guisa di spine, per lo più isolate o al massimo fuse tra loro da brevi connettivi che non formano, però, una vera e propria reticolazione. Pileipellis. Macropleurocistidi subfusiformi e attenuati all'estremità, dimensioni 70-75 × 10-12 µm.
  21. Lactarius subumbonatus Lindgren; Regione Sardegna; Novembre 2010; Foto di Franco Sotgiu.
  22. Lactarius subumbonatus Lindgren; Regione Toscana; Ottobre 2010; Foto di Gianluigi Boerio.
  23. Lactarius subumbonatus Lindgren; Regione Umbria; Novembre 2011; Foto di Mario Iannotti.
  24. Lactarius subumbonatus Lindgren; Regione Lombardia, Prealpi Bergamasche; Novembre 2011; Foto di Gianluigi Boerio. Ritrovamento in bosco misto Quercia e Castagno - 300 m s.l.m.
  25. Lactarius subumbonatus Lindgren; Regione Lombardia, Castelbarco; Novembre 2010; Foto di Angelo Mariani. Ritrovamento in un bosco misto di Quercia e Castagno.
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