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Lactarius leonis Kytöv. 1984
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Lactarius leonis Kytöv.; Regione Trentino, Val di Pejo; Agosto 2006; Foto e commento di Franco Sotgiu. In questa foto possiamo vedere alcuni caratteri distintivi della specie: - il margine peloso; - il gambo con scrobicoli color giallo-oliva; - le lamelle con un leggero colore rosato. -
Lactarius leonis Kytöv. 1984
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Lactarius leonis Kytöv. 1984
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Lactarius leonis Kytöv. 1984
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Lactarius leonis Kytöv.; Regione Trentino; Foto di Pietro Curti. Si tratta di un non commestibile dall'odore agrumato e sapore prima amarognolo e poi un pò acre, peccato che dalla foto non possiamo apprezzare il margine finemente peloso, diversamente in allargata possiamo ben vedere la superficie gelatinosa e il margine cromaticamente più chiaro rispetto al centro depresso e con sfumature ocracee. -
Lactarius leonis Kytöv. 1984 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricicomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Foto e Descrizioni Lactarius dai colori giallo pallido e dalla cuticola viscosa. Ritrovamento sotto Picea abies. Regione Trentino; Foto di Pietro Curti.
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Lactarius lacunarum (Romagn.) ex Hora 1960
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Non Commestibili o Sospetti
Lactarius lacunarum Romagn. Ex Hora; Regione Piemonte; Ottobre 2012; Foto e commento di Gianluigi Boerio. Alessandrino, bosco misto con prevalenza di Quercia, tratti di Castagno e zone con Pioppo. Altezza 350-500 mt. Sapore submite, solo leggermente acre (non sempre percepito da tutti), latice ingiallente isolato su carta. Il viraggio del latice isolato su carta non è immediato e, secondo le condizioni, può variare da 5 a venti minuti. Tale carattere, oltre all'ecologia, è un buon carattare differenziale. -
Lactarius lacunarum (Romagn.) ex Hora 1960
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Lactarius lacunarum Romagn. Ex Hora; Regione Lombardia, Parco del Ticino; Novembre 2010; Foto e commento di Gianluigi Boerio. Nell'argine di un fosso in prossimità di Quercus spp., su suolo con componente sabbiosa. Odore leggero vagamente di Lactarius quietus, latice abbondante, bianco e fluido, virante al giallo isolato su carta bianca piuttosto rapidamente. Specie di piccola taglia, dal sapore mite solo tardivamente, leggermente amarognolo. Viraggio al giallo del latice isolato su carta bianca. -
Lactarius lacunarum (Romagn.) ex Hora 1960
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Lactarius lacunarum (Romagn.) ex Hora 1960 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Foto e Descrizioni Ritrovamento in bosco misto di latifoglie (Ontano, Nocciolo, Carpino, Quercia, Castagno) con presenza discreta di Pino. Quota intorno ai 250 m s.l.m. Seguendo Basso, specie inserita nella Sezione Russularia, Sottosezione Lacunari. Difficilmente separabile sul campo da specie simili. Il comportamento del latice (lentamente ingiallente isolato su carta bianca), il sapore (inizialmente mite poi distintamente acre ma non bruciante), unito alle carattersitiche microscopiche consente una determinazione piuttosto sicura. Regione Lombardia; ottobre 2011; Foto, commento e microscopia di Gianluigi Boerio. Microscopia La specie maggiormente confondibile a livello macroscopico e per il comportamento del latice è Lactarius tabidus. La microscopia evidenzia però spore subreticolate 6,5-7 (7,5) × 5-6 µm, invece di spore distintamente aculeate di Lactarius tabidus. Anche i pleurocistidi ed i cheilocistidi sono mediamente più corti in Lactarius lacunarum rispetto a Lactarius tabidus. Misure rilevate, pleurocistidi 38-60 × 6-8,5 µm. Cheilocistidi 27-37 × 5-7 µm, basidi tetrasporici con sterigmi 5,5-6 µm. -
Lactarius intermedius Berk. & Broome 1881
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Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome; Regione Lombardia; Settembre 2012; Foto e commento di Gianluigi Boerio. Specie associata in preferenza ad Abies alba. Qui in veste piuttosto colorata, con toni caldi non frequentemente presenti. Assenti comunque nella colorazione pileica i toni ocraceo-mielati tipici del simile L. scrobicolatus. Dettaglio degli scrobicoli, la tipica colorazione rosata delle lamelle e la corta peluria al margine del cappello già nei giovani esemplari. -
Lactarius intermedius Berk. & Broome 1881
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Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome; Regione Lombardia; Agosto 2010; Foto di Massimo Mantovani. Confronto tra esemplari tipici di Lactarius scrobicolatus a destra e Lactarius intermedius a sinistra. Spesso quando si trovano queste due specie in boschi misti di abete rosso e abete bianco non è sempre semplicicissimo distinguerle sopratutto se si ha davanti esemplari poco tipici. Evidenti i toni più pallidi del pileo, le lamelle con sfumature rosate e il gambo ricco di scrobicoli simili a "incrostazioni" inLactarius intermedius. Toni più scuri, lamelle biancastro-gialline e scrobicoli di forma più regolare in Lactarius scrobicolatus. -
Lactarius intermedius Berk. & Broome 1881
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Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome; Regione Lombardia; Agosto 2010; Foto di Massimo Mantovani. I toni pallidi del pileo, la mancanza di zonature, le lamelle con evidenti sfumature rosate, il gambo ornato da evidenti scrobicoli di forma irregolare e l'habitat presso Abete bianco sono i caratteri peculiari di questa raccolta. -
Lactarius intermedius Berk. & Broome 1881
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Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome; Regione Lombardia; Ottobre 2008; Foto di Massimo Biraghi. -
Lactarius intermedius Berk. & Broome 1881
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Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome; Regione Lombardia; Ottobre 2008; Foto di Massimo Mantovani. -
Lactarius intermedius Berk. & Broome 1881
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Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome; Regione Lombardia; Ottobre 2008; Foto di Federico Calledda. Cappello poco o per nulla feltrato, colorazioni pileiche molto pallide, lamelle con sfumatura rosa evidente e habitat presso Abies alba son le caratteristiche che ci portano a determinare questa specie. Anche se nella foto non si evidenzia, molti esemplari manifestavano una sorta di anello giallastro nella parte alta del gambo, in corrispondenza dell'inserzione della lamelle. -
Lactarius intermedius Berk. & Broome 1881
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Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome 1881 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Foto e Descrizioni Sottosezione Scrobiculini: latice bianco in partenza poi ingiallente come la carne (Es. Lactarius resimus, Lactarius scrobiculatus, Lactarius intermedius). Tipicamente associato ad Abies alba, ha colorazioni crema-gialline, lamelle soffuse di rosa e gambo tipicamente costellato da scrobicoli giallo-ocracei. Responsabile di sindrome gastroenterica incostante. Regione Lombardia; Agosto 2008; Foto di Massimo Biraghi. -
Lactarius illyricus Piltaver 1992
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Lactarius illyricus Piltaver; Regione Lombardia; Ottobre 2011; Foto di Emilio Pini. -
Lactarius illyricus Piltaver 1992
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Lactarius illyricus Piltaver; Regione Lombardia; Agosto 2011; Foto e commento di Massimo Mantovani. Raccolta proveniente da un bosco di Faggio in zona ricca di muschio. -
Lactarius illyricus Piltaver 1992
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Lactarius illyricus Piltaver; Regione Piemonte; Giugno 2011; Foto di Gianluigi Boerio. Ritrovamento in un bosco di Castagno e Pioppo a 300 m s.l.m. -
Lactarius illyricus Piltaver 1992 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Lactarius Sottogenere Piperites (Fr.) Kauffman Sezione Zonarii (Quél.) Kühner & Romagnesi. Sottosezione Zonarii Quél. Note tassonomiche La sinonimia con Lactarius maliodorus è stata proposta in forma dubitativa da M.T. Basso in quanto il materiale d'erbario di questa taxon è assente. La specie descritta da Boudier presenta odore di mele cotte e ricorderebbe L. illyricus per il portamento, le dimensioni e l'acredine. Nella descrizione originale viene, inoltre, menzionata una colorazione pileica più carica e presenza di zonature. Etimologia Dal latino Illyricus, Illyrică, Illyricum = dell'Illiria. Il termine si riferisce all’attuale regione occidentale della penisola balcanica, un tempo abitata dagli Illiri, dove questa specie è stata descritta per la prima volta. Sinonimi Lactarius maliodorus Boud., Bull. Cappello 3-6,5 cm, piano-convesso, poi piano-depresso e infine imbutiforme nella fase adulta. Spesso si presenta un po’ ondulato e di forma irregolare con consistenza un poco elastica. Margine sottile, rivolto verso il basso nei giovani esemplari (dove per altro si nota una lieve tomentosità) ma molto presto tende a rivolgersi verso l’alto. Cuticola viscida a tempo umido, lucida. Da asciutta sono ben evidenti le fibrille che solcano radialmente la superficie. Colore crema-giallogno, crema-ocraceo, spesso con componenti grigiastre e aranciate. Talvolta sono presenti delle lievi zonature, ma parrebbe un carattere piuttosto labile. Lamelle Lamelle da subdecorrenti a decorrenti, piuttosto elastiche, abbastanza fitte, intercalate da qualche lamellula. Si presentano forcute, a volte addirittura anastomosate all'attaccatura del gambo. Colore inizialmente crema, con l'età tendono ad assumere toni più ocracei. Gambo 3-4 × 0,5-1,5 cm, di sezione cilindrica, attenuato in basso, dritto ma a volte ricurvo alla base, più largo in prossimità dell’attaccatura delle lamelle. Presenta una superficie irregolare opaca e leggermente viscida, a volte con gibbosità. Sodo nei giovani esemplari, poi farcito e infine cavo, leggermente più pallido rispetto al cappello. Carne Relativamente soda nei giovani carpofori, in seguito cedevole soprattutto in prossimità del margine pileico e nel gambo che risulta cavo. Colore biancastro, crema-giallino; odore netto e dolce, simile a quello degli altri rappresentanti della sezione, fruttato, come di composta di mele. Sapore decisamente acre. Latice Bianco, immutabile, acre, scarso all'emersione, se isolato dal fungo tende ad ingrigire molto lentamente. Un debole ingrigimento è possibile notarlo anche quando essicca sulle lamelle, ma soprattutto sulle lesioni delle stesse. Habitat Si tratta di una specie associata a Fagus sylvatica ma se ne segnala il ritrovamento anche in boschi misti di Castanea sativa, Quercus pubescens e Pinus sylvestris. Microscopia Spore: 6-8 × 5-7 µm, ornate da una reticolo formata da verruche di vario spessore. Queste tendono a formare un motivo geometrico e solo raramente appaiono isolate. Macrocheilocistidinumerosi, da fusiformi a moniliformi, di dimensione 40-49 × 5-9 µm. Macropleurocistidi numerosi, simili per forma ai cheilocistidi ma di dimensione 50-76 × 6-9 µm. Pileipellis formata da ife filamentose, settate, intrecciate anche in maniera confusa, tuttavia, qua e là, si riuniscono in fasci paralleli. Commestibilità o Tossicità Sindrome gastroenterica incostante. Note tassonomiche La sinonimia con Lactarius maliodorus è stata proposta in forma dubitativa da M.T. Basso in quanto il materiale d'erbario di questa taxon è assente. La specie descritta da Boudier presenta odore di mele cotte e ricorderebbe L. illyricus per il portamento, le dimensioni e l'acredine. Nella descrizione originale viene, inoltre, menzionata una colorazione pileica più carica e presenza di zonature. Osservazioni Specie di recente descrizione (1992) a seguito di un ritrovamento in Slovenia in bosco di Faggio. La maggior parte degli studiosi, M.T. Basso in primis, ritiene questo taxon più diffuso e comune di quanto si possa pensare e che sia stato semplicemente male interpretato e determinato nel corso degli anni. Il linea di massima le caratteristiche macroscopiche principali di questo Lactariussono: il portamento imbutiforme (soprattutto negli esemplari adulti), il margine pileico un po’ ondulato, la cuticola un poco viscida con tempo umido, le lamelle fitte e decorrenti al gambo, il sapore acre di latice e carne e la crescita spesso fascicolata. Specie simili La sottosezione Zonarii comprende specie con un pileo più o meno viscido, diversamente zonato, con colorazioni che variano da bianco, crema fino all’arancione. Il latice, piuttosto scarso e acre all’assaggio, può essere immutabile o ingrigente con l’essicazione. Lactarius porninsis, secondo recentistudi a livello molecolare è collocato nella sezione Dapetes (= Sez. Deliciosi secondo Verbeken), e Lactarius zonarioides si caratterizzano per la colorazione arancio accesa del pileo, Lactarius controversus per i cromatismi biancastri e per le lamelle rosate, mentre Lactarius zonarius presenta nella sua forma tipica il cappello distintamente zonato, dimensioni maggiori e portamento più massiccio. Pertanto questi taxa non rappresentano motivo di indecisione al momento della determinazione in quanto ben distanti dalla specie in esame. Qualche dubbio potrebbe nascere con Lactarius evosmuse Lactarius acerrimus. Tuttavia, possibili confusioni possono essere evitate valutando con attenzione I caratteri macroscopici di L. illyricus ma, in questo senso, anche la microscopia appare decisamente significativa. L. acerrimus può presentarsi con analogo portamento imbutiforme, ma l’analisi al microscopio evidenzia spore molto grandi e basidi bisporici. L. evosmus ha portamento più massiccio e lamelle non decorrenti. Si tratta di una specie legata principalmente al Pioppo che può essere facilmente distinta per l’ornamentazione e la dimensione sporale maggiore, nonché per i pleurocistidi più corti. Dal punto di vista dei caratteri macroscopici, la specie che più si avvicina a L. illyricus è Lactarius pallidus che ne condivide l’associazione al faggio e i toni crema-ocraceii. Il secondo è più carnoso e presenta latice mite sebbene scarso. La microscopia può fugare, però, ogni dubbio: L. Pallidus presenta una pileipellis di tipo ixotricoderma, con ife subcilindriche che emergono perpendicolarmente da uno strato più intrecciato, e spore con ornamentazione zebrata. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo e Marco Mantovani - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Lactarius illyricus Piltaver; Regione Lombardia; Giugno 2010; Foto e commento di Massimo Mantovani. Le caratteristiche di questa raccolta sono: il pileo crema-ocraceo, asciutto, solcato da rughe radiali, ondulato e già depresso nel giovane, il margine "leggermente feltrato", le lamelle abbastanza fitte e crema-ocracee, il latice bianco ma abbastanza scarso; l'odore fruttato e il sapore molto acre. Ritrovamento in un bosco di Castagno. Microscopia Spore: 6-8 × 5-7 µm, ornate da una reticolo formata da verruche di vario spessore. Queste tendono a formare un motivo geometrico e solo raramente appaiono isolate. Basidi tetrasporici: durante l'osservazione è risultato difficile evidenziare contemporaneamente tutti e quattro gli sterigmi perchè si trovavavano su piani differenti di messa a fuoco. Nella foto un basidio, pertanto, sembrerebbe essere bisporico, in realtà, variando la messa fuoco si evidenziavano gli altri due sterigmi. Macrocheilocistidi: numerosi, da fusiformi a moniliformi, di dimensione 40-49 × 5-9 µm. Macropleurocistidi: numeorosi, simili per forma ai Cheilocistidi ma di dimensione 50-76 × 6-9 µm. Pileipellis formata da ife filamentose, settate, intrecciate anche in maniera confusa, tuttavia, qua e là, si riuniscono in fasci paralleli.
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Lactarius ilicis Sarnari 1993
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Lactarius ilicis Sarnari; Regione Sardegna; Dicembre 2008; Foto di Franco Sotgiu, descrizione di Giovanni Satta. Appartenente alla Sezione Glutinosi, Sottosezione Pyrogalini (aventi latice immutabile anche dopo essiccazione), caratterizzato da latice scarso, biancastro, immutabile e acre, crescita generalmente associata a Quercus, ma anche Cistus. -
Lactarius ilicis Sarnari 1993
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Lactarius ilicis Sarnari; Regione Liguria, Moneglia; Novembre 2009; Foto di Gianluigi Boerio. -
Lactarius ilicis Sarnari 1993
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Lactarius ilicis Sarnari; Regione Liguria; Novembre 2009; Foto di Gianluigi Boerio. -
Lactarius ilicis Sarnari 1993 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Lactarius Sottogenere Piperites (Fr.) Kauffman Sezione Glutinosi Fr. Sottosezione Pyrogalini Singer Sinonimi Lactarius piniolens Epinat & Kizlik. 1997 Etimologia Dal latino ilex: tipico del Leccio. Cappello Di taglia media, piano, ondulato, depresso, imbutiforme; il bordo si presenta liscio o leggermente scanalato, piuttosto sottile, ondulato, lobato, leggermente involuto poi disteso; la cuticola è sottile, rugolosa, piuttosto lucida con tempo umido, di color beige ocraceo più o meno intenso, non uniforme, con sfumature più scure e a volte delle leggere zonature. Imenoforo Lamelle mediamente fitte, di colore biancastro-beige, forcate e anastomosate al gambo, intercalate da numerose lamellule di lunghezza variabile. Gambo Cilindrico, leggermente clavato, cavo a maturità, di colore ocra chiaro-beige non uniforme, analogo al pileo, opaco, con evidenti guttule più scure di color ocra e di forma tondeggiante. Carne Soda, di colore biancastro-crema, sapore acre, odore particolare simile alla cera, complesso (segnalato in letteratura anche come odore di Russula maculata); reazione negativa al KOH. Latice Bianco, virante al grigio-rosato poi grigio-verdastro sulle lamelle, immutabile se isolato, dal sapore acre. Habitat Termofilo, mediterraneo, come per l'esemplare studiato, predilige i boschi calcarei di Quercus ilex, ma è segnalato in letteratura anche associato aQuercus suber e Quercus pubescens; autunnale. Microscopia Spore: 7,3-9,7 × 5-7,6 µm; Q=1,1-1,55; Qm=1,25; da subglobose a ellissoidali, con decorazioni sporali a creste, piuttosto alte, collegate tra loro, che disegnano spesso un reticolo completo, a volte si presentano anche isolate. Basidi: tetrasporici, subclaviformi. Cistidi: macrocheilocistidi abbondanti, da fusiformi a cilindrici, con estremità attenuate, spesso moniliformi o submucronate. Pileipellis: ife a ixotricoderma, gelificate, intrecciate, con estremità schiacciate e a volte moniliformi. Commestibilità o Tossicità Sindrome gastroenterica incostante. Osservazioni Specie descritta abbastanza recentemente con il nome di Lactarius ilicis, da Sarnari nel 1993. Tipicamente mediterranea, è stata già reperita e descritta in Francia (Bertea e Chevassut) con il nome di Lactarius curtus Britz., sempre in associazione con Quercus ilex su terreno calcareo (Chevassut & Al., 1987). Una successiva descrizione è stata effettuata dai micologi Epinat e Kizlik (1997), per Lactarius piniolens su suolo calcareo con le essenze Quercus ilex e Quercus pubescens, del quale riportarono un odore resinoso, un sapore analogo a Lactarius ilicis, ma intensamente acre; osservarono anche un viraggio violetto allo sfregamento delle lamelle, associato ad una reazione al TL4 anche se non particolarmente visibile, fattori questi ultimi che indussero i due studiosi ad una collocazione sistematica all'interno della Sezione Uvidi. In seguito ad un confronto delle exsiccata, è stata rilevata una piena coincidenza dei caratteri microscopici di Lactarius ilicis e Lactarius piniolens. Somiglianze e Varietà Specie poco comune, anche se viene segnalata come abbondante nelle stazioni di crescita. Una volta verificate alcune salienti caratteristiche macroscopiche, assieme al suo habitat, essa non dovrebbe prestarsi a confusione. Tra i Glutinosi, all'interno della sottosezione Pyrogalini, troviamo: Lactarius blennius (Fr.: Fr.) Fr., specie che cresce in associazione praticamente esclusiva con Fagus sylvatica L. e che presenta, a differenza di L. ilicis, una cuticola con colorazione tendente al verde-grigio olivaceo, raramente zonata, macroreazione al KOH sulla cuticola positiva, tendente al giallo, latice virante sulle lamelle al grigio-verdastro, microscopicamente rileviamo un'ornamentazione delle spore con creste zebrate, pileipellis a ixotricoderma con ife erette e più perpendicolari rispetto alla trama orizzontale. Lactarius circellatus Fr. ha un habitat di latifoglie, in particolare Carpino e meno frequentemente Nocciolo (Corylus avellana L.), Quercia, Frassino, con un cappello dalla cuticola tendente al grigio, grigio-bruno, nocciola-grigiastro a volte con sfumature rosate, che presenta, a differenza di L. ilicis, una bordatura di color crema più chiaro rispetto alla colorazione pileica e anche la presenza di aree brinato-glassate nella parte esterna del disco, accompagnate da zonature, scrobicoli e/o guttule; l'imenio si differenzia per la presenza di venosità nei seni lamellari e per macchie color ocra ruggine-nocciola nelle lesioni; microscopicamente rileviamo l'ornamentazione sporale, data dalle creste, decisamente zebrata che non forma reticoli di alcun genere. Lactarius flexuosus (Pers.) Gray è riconoscibile sia per l'habitat, nordico, sotto Pino, Abete rosso, Betulla, sia per l'aspetto del pileo con colorazione dai toni grigio-bruno, grigio-violacei sia per la presenza di evidenti grinze o fossette concentriche; le lamelle si presentano di color crema ocra pallido, sfumato di rosa, tendenti a scurire con l'età; il gambo corto, tozzo, è spesso attenuato alla base e ivi presenta una colorazione giallo-ocra; le macroreazioni al KOH producono un viraggio giallo vivo sia sulla carne che sulla cuticola. Lactarius fluens Boudier, come L. blennius, nasce in associazione a Fagus sylvatica, anche in bosco misto Faggio-Carpino, Faggio-Conifere su terreni sia argillosi che calcarei; si differenzia nettamente per l'aspetto della cuticola color grigio-olivaceo con la presenza di guttule di forma irregolare, più scure e disposte concentricamente, mentre al margine presenta una specie di reticolo e rugosità, visibili con la lente; le lamelle sono color crema, sfumate a volte di color rosa carnicino e si macchiano per sfregamento di un color lilacino-grigio; il gambo, a differenza di L. ilicis, non è mai scrobicolato, né guttulato, concolore al cappello ma più chiaro, presenta una sorta di pseudozonatura in prossimità dell'attaccatura al cappello; la carne tende lentamente a virare al grigio, grigio-rosato pallido; le macroreazioni al KOH sono di color crema-grigio sulla carne, negativa sul latice, immediata di color ocra-arancio sulla cuticola; inoltre negativa al FeSO4 sulla carne e reazione debole e lenta di colore verde al Guaiaco sulla carne; anche per quanto concerne la microscopia, L. fluens si differenzia, in particolare, per l'ornamentazione sporale che risulta zebrata senza la formazione di reticoli. Lactarius fraxineus Romagn. si distingue nettamente sia per l'habitat, da cui il nome scientifico, che ne evidenzia la crescita in associazione al Frassino, sia per l'aspetto generale del carpoforo, dai toni del cappello e del gambo tendenti più al rossastro, come pure per la carne, rossastra ed ingrigente al taglio, dall'odore fruttato simile a L. quietus (Fr.: Fr.) Fr.; Lactarius pilatii Z. Schaef. è una specie nordica, rinvenuta in zona emiboreale che nasce in torbiere o sfagneti con Betulle. La specie capostipite della sottosezione, Lactarius pyrogalus (Bull.: Fr.) Fr., ha un habitat delimitato dalla presenza di Corylus avellana (Nocciolo), ed è caratterizzata da toni nocciola-verdognoli, grigio-bruni del cappello, spesso con la presenza di vaghe zonature e macchie ocra al centro, ed in questo simile a L. ilicis; mentre le lamelle, di color crema-rosato, appaiono caratterizzate da un filo regolare ed unito; il gambo è subconcolore al cappello, con una fascia opaco pruinosa in zona pseudoanulare, biancastra poi concolore alle lamelle; le macroreazioni da rilevare con il KOH al 20% sono sul latice, con viraggio al giallo arancio; la microscopia rivela in questa specie spore con decorazioni tendenti a formare zebrature e mai dei reticoli, mentre la pileipellis mostra una struttura poco gelificata, a ixocute, senza terminali emergenti. Terminando le osservazioni della sottosezione Pyrogalini, citiamo Lactarius vietus Fr., specie anch'essa di habitat nord-europeo, acidofila, legata a Betulla, sopratutto in betulleti con Sfagno; l'aspetto generale è molto diverso, come pure la taglia in questo caso più piccola, con un cappello poco carnoso, dal margine intensamente ondulato, lobato, e dalla cuticola grassa, lucida a tempo umido. Vaga somiglianza macroscopica si potrebbe riscontrare con Lactarius pallidus (Persoon: Fr.) Fr., specie di diverso habitat (faggeta), che presenta un imenoforo spesso macchiato di nocciola, ruggine al tatto o sulle lesioni e numerose lamellule a volte forcate; presenta inoltre un gambo con tonalità rosa vinoso nella parte alta ed anche sull'inserzione delle lamelle stesse, una carne di colore biancastro nel cappello, mentre nel gambo macchiata di bruno-ruggine con un sapore mite poi acre, ed odore di farina fresca o di cetriolo. La reazione al KOH è negativa ed il latice, analogamente a L. ilicis, è immutabile se isolato mentre sull'imenoforo vira verso toni crema, grigio pallido. Una specie che possiamo trovare nel medesimo habitat, in particolare boschi di Quercus ilex dal suolo calcareo in area mediterranea, è Lactarius mediterraneensis Llistosella & Bellù, che presenta numerose differenze: un pileo color crema giallognolo con toni carnicini, con numerosi scrobicoli di colore rosa bruno; lamelle spaziate, con numerose lamellule, solo leggermente venoso-congiunte; un gambo biancastro opaco, pruinoso, corto e tozzo, liscio nella parte alta, scrobicolato dalla metà verso il basso; carne di odore fruttato-acidulo, sapore acre e molto amaro, colore biancastro, ma virante al taglio verso il color crema, giallo, come pure il latice; reazione al KOH sulla carne istantaneamente positiva al giallo cromo. Bibliografia CHEVASSUT & AL., 1987. Catalogue Ecologique des Champignons supérieurs méditerranéens. Ed. Les Associations EPINAT & S. KIZLIK, 1997. Lactarius piniolens. Doc. Mycol. 27 (106): 23-25 M. T. BASSO, 1999. Lactarius Pers.. FUNGI EUROPAEI Vol. 7 R. GALLI, 2006. I Lattari. Atlante monografico per la determinazione del Genere Lactarius. Ed. Dalla Natura Scheda di proprietà AMINT realizzata da Luigi Minciarelli - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Dicembre 2010; Foto di Luigi Minciarelli. Pileo. Imenoforo. Dettaglio del gambo e dell'attaccatura delle lamelle. Microscopia Spore: 7,3-9,7 × 5-7,6 µm; Q=1,1-1,55; Qm=1,25 Decorazioni sporali in Melzer. Spore in Blu di toluidina. Basidi tetrasporici in Melzer. Ife della Pileipellis in Rosso congo. Macrocheilocistidi in Verde malachite. 400× 1000×
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Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Agosto 2011; Foto e commento di Tomaso Lezzi. 1º Congresso trentino sui funghi alpini, Cles (TN), Loc. Malgaroi. Cappello zonato vicino al margine, lamelle giallastre, gambo corto, molto piccante. -
Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Settembre 2009; Foto di massimo Mantovani.
