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Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Velenosi
Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Settembre 2009; Foto di Federico Calledda. -
Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Settembre 2009; Foto di Gianluigi Boerio. Ritrovamento sotto Betula pubescens a 1600 m s.l.m. -
Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Piemonte; Novembre 2008; Foto di Massimo Biraghi. -
Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Settembre 2008; Foto di Massimo Mantovani. -
Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Settembre 2008; Foto di Federico Calledda. -
Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius hysginus (Fr. : Fr.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricicomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Foto e Descrizioni Lactarius dal cappello color bruno-rossastro, viscido con tempo umido; gambo corto, lamelle giallo chiaro. Poco comune. -
Lactarius hepaticus Plowr. 1905
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Lactarius hepaticus Plowr. 1905 Tassonomia Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Lactarius Sezione Russulares Etimologia L'epiteto Lactarius deriva dal latino lactārĭus [a, um] = da latte, per l'emissione di latice alla frattura. L'epiteto hepaticus deriva dal latino hèpatis = fegato, per il colore del cappello. Sinonimi Lactarius obnubilus ss. Boud. 1874 Lactarius theiogalus sensu Rea 1922 Cappello Piano, a volte leggermente imbutiforme, margine ondulato, sottile. Cuticola non separabile, igrofana, perciò tende a cambiare colore asciugandosi. Colore molto simile a quello del fegato (bruno rossiccio) da cui prende il nome. Lamelle Mediamente spaziate, adnate o leggermente subdecorrenti con l'invecchiamento del carpoforo. Lamelle di spessore sottile con lamellule presenti. Colore crema rosato, con l'invecchiamento bruno rossastre. Gambo Gambo 2-7 × 1-1,5 cm, cilindrico, quasi sempre curvo, di colore simile al cappello, leggermente farcito, poi cavo a maturazione. Crema chiaro in sezione, colorazioni appena accennate di bruno ai bordi, consistenza cotonosa fragile. Micelio di colore bianco. Carne Poco consistente, di colore crema chiaro, reagisce al verde con FeSO4 con sfumature grigiastre. Odore leggero di Scleroderma. Latice Bianco, abbondante, asciugandosi sulle lamelle o sulla carne rimane di colore biancastro crema, se isolato su carta bianca assume da subito una colorazione giallo cromo. Sapore leggermente piccante, con note amarognole. Habitat Tipicamente in pineta mediterranea. Commestibilità o Tossicità Non commestibile. Specie simili I principali caratteri che differenziano questa specie dalle simili sono il colore del cappello, che ricorda il fegato, l'odore poco accennato e non cimicino come in molti suoi simili, ma soprattutto la il viraggio del latice su carta, che diventa giallo cromo. Lactarius sphagneti si rinviene sotto Picea e il latice non cambia colore se isolato. Lactarius badiosanguineus habitat differente da quello di Lactarius hepaticus, si trova in ambiente di montagna sotto Picea spp. e Abies spp. Lactarius aurantiacus dalle colorazioni pileiche arancio, arancio rossastre, con latice bianco ed immutabile, cresce principalmente nelle foreste montane di Abete rosso e bianco. Microscopia Spore (7,6) 7,64 -9,5 (11,1) × (5,7) 7,7-9,3 (10,1) µm; Q = (1,1) 1,2-1,14 (1,5); N = 20; Media = 8,4 × 6,5 µm; Qm = 1,3; di forma subglobosa, presentano un reticolo per lo più incompleto, apicolo ben visibile. Basidi subclavati o cilindrici, per lo più tetrasporici, con sterigmi di oltre 5 µm. Macrocheilocistidi lanceolati, anche se di numero limitato, ben visibili per via della loro dimensione anche di oltre 70 µm, a sommità acuminata, allargati al centro. Pileipellis a ife subcilindriche, ingrossate, intrecciate. Caulopellis a ife intrecciate e ramificate. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. BASSO, M.T., 1999. Lactarius Pers. Fungi Europæi. Vol 7. Alassio (SV): Ed. Mykoflora. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Dino Cannavicci - Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Toscana; Febbraio 2020; Foto macro e microscopia di Dino Cannavicci. Habitat in pianura in Pineta di Pinus pinea (Pino domestico) misto con Quercus suber (Sughera) a pochi metri dal mare. Pileipellis a ife subcilindriche ingrossate, intrecciate. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Spore. Dettaglio delle ornamentazioni amiloidi. Osservazione in reagente di Melzer a 1000× Basidi subclavati o cilindrici, per lo più tetrasporici con sterigmi di oltre 5 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Macrocheilocistidio lanceolato a sommità acuminata, allargato al centro. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Caulopellis, ife intrecciate e ramificate. Osservazione in Rosso Congo a 1000×.- 1 risposta
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Lactarius helvus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius helvus (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Trentino Alto Adige; Settembre 2012; Foto e commento di Mario Iannotti. Il ritrovamento è avvenuto in una zona paludosa con sfagno in un bosco misto di Picea abies e qualche Betulla, esemplari con portamento massiccio, cappello feltrato-squamoso di color camoscio abbastanza uniforme, latice scarso, acre, trasparente, odore particolare percepito come dadi da brodo. -
Lactarius helvus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius helvus (Fr. : Fr.) Fr.; Finlandia; Agosto 2008; Foto di Federico Calledda. -
Lactarius helvus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius helvus (Fr. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Foto di Massimo Biraghi. Da una foresta molto umida di Abete rosso e Betulla con Sfagni. Imenio. -
Lactarius helvus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius helvus (Fr. : Fr.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricicomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Lactarius Sezione Colorati Etimologia Dal latino helvus = giallo, biondo. Sinonimi Lactarius tomentosus Cooke 1883 Lactarius aquifluus Peck 1876 Cappello 2-15 cm, sodo, relativamente carnoso, piano-convesso, piano-depresso, fino ad imbutiforme a maturazione, a volte con un piccolo umbone centrale. Margine sottile, pruinoso, involuto, disteso a maturità. A volte con margine ondulato. Cuticola opaca, evidentemente feltrata sino a divenire a volte squamuloso-fioccosa. La feltratura o le squamule tendono ad essere appressate al centro e diradate al margine, in rilievo con l'età. Colore camoscio, ocraceo-giallognolo, a volte con tonalità rossastre o carnicine; più scuro, a volte fulvastro, solo nelle zone dove le squamule si appressano e quindi di norma verso il centro. Raramente presenti alcune macchioline più scure. Assenza di zonature. Lamelle Lamelle da subdecorrenti a decorrenti, piuttosto fragili, abbastanza fitte ed intercalate da numerose lamellule. Forcate, a volte sino ad anastomosate, all'attaccatura del gambo. Colore inizialmente crema, crema con sfumature rosate e con l'età tendenti a scurire su toni ocra-aranciati. Gambo 3-8 × 0,6-3 cm, cilindrico, a volte attenuato all'attaccatura delle lamelle, con superficie irregolare opaca e asciutta, a volte con gibbosità, ricoperto spesso da una evidente pruina biancastra. Alla base presenta con frequenza una evidente feltratura bianca. Sodo, piuttosto elastico, subconcolore al cappello in giovane età, poi con componenti ocracee, ocra-arancio o con macchie arancio a volte a guisa di scrobicoli. Dapprima farcito poi cavo. Carne Relativamente soda nei giovani esemplari, in seguito cedevole nel cappello. Colore biancastro che al taglio assume componenti carnicine. Odore particolare, cumarinico, che ricorda la cicoria torrefatta, i dadi da brodo. Sapore mite. Latice Trasparente, scarso con l'età o le condizioni atmosferiche secche. Immutabile, sia seccando sulle lamelle che isolato. Sapore mite. Habitat Cresce in luoghi umidi, in presenza di sfagno, in associazione a conifere, principalmente Picea abies o Pinus spp., più raramente con presenza di Betula spp. Abbastanza diffuso nelle regioni del Nord Europa, in Italia segnalato sulle Alpi. Commestibilità o Tossicità Tossico, responsabile di sindrome gastroenterica incostante. Osservazioni Specie caratterizzata da dimensioni medio-grandi, dai cromatismi sempre con componente comoscio-giallognola. Ecologia: associato a Picea abies o Pinus spp.. Il latice trasparente ed immutabile, la cuticola pileica sempre feltrata e l'odore caratteristico, seppur flebile soprattutto all'atto della raccolta, costituiscono caratteri costanti e peculiari di determinazione. Piuttosto diffuso in Fennoscandia, da luglio a ottobre (nel Sud della regione), dove è reperibile in pinete ed abetaie in luoghi umidi con sfagno. Sulle Alpi, in habitat simile, è segnalato nei mesi di agosto a settembre. Specie simili I caratteri peculiari esposti nelle osservazioni se valutati complessivamente e con attenzione rendono difficili eventuali confusioni con altre specie. Il Lactarius glyciosmus soprattutto in caso di esemplari robusti può assomigliare ma si distingue, tra l'altro, per il latice bianco e l'odore netto di cocco. IlLactarius lilacinus oltre ad avere differente habitat (cresce sotto Alnus spp.) ha latice bianco e differente odore nonché una tipica colorazione lilacino-violacea. Il Lactarius mammosus ha differente portamento, colore ed odore (foglie di fico) nonchè latice bianco e sapore acre. Il Lactarius alpinus è specie associata ad Alnus viridis ed è di piccola taglia con latice bianco e sapore tardivamente acre. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Gianluigi Boerio - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Continente Europa, Finlandia; Agosto 2009; Foto di Gianluigi Boerio. Raccolta in luogo molto umido tra sfagno ai bordi di un laghetto con presenza di Pinus sylvestris. Esemplari lussureggianti. Il latice ialino, le lamelle piuttosto fitte intercalate da lamellule e la feltratura tipica evidente al bordo del cappello. Pruinosità sul gambo e feltratura bianca alla base dello stesso sono presenti con frequenza. Feltratura appressata sul cappello, più concentrata verso il centro a formare zone di colore più scuro. -
Lactarius glyciosmus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius glyciosmus (Fr.: Fr.) Fr.; Regione Lombardia, località Sanico (LC); Agosto 2014; Foto di Marco Barbanera. Lactarius di piccola o media taglia, si fa riconoscere per il forte odore di cocco e l'habitat di Betulla. Latice biancastro, amarognolo e in seguito leggermente acre. -
Lactarius glyciosmus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius glyciosmus (Fr.: Fr.) Fr.; Regione Trentino Alto Adige; Agosto 2014; Foto di Tomaso Lezzi. Raduno Scientifico CSP35 di Braies (BZ). Particolare della cuticola. Particolare delle lamelle. -
Lactarius glyciosmus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius glyciosmus (Fr.: Fr.) Fr., Regione Lombardia; Settembre 2012; Foto e commento di Massimo Mantovani. In prossimità di Betula pubescens. Inconfondibili grazie al loro odore e alle loro caratteristiche morfocromatiche. -
Lactarius glyciosmus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius glyciosmus (Fr.: Fr.) Fr., Regione Lombardia, Alta valle Camonica, Vallaro di Vione; Settembre 2009; Foto Emilio Pini. Invasivo sotto Betula pubescens. -
Lactarius glyciosmus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius glyciosmus (Fr.: Fr.) Fr., Regione Lombardia; Agosto 2008; Foto Massimo Mantovani. Lactarius appartenente alla Sezione Colorati, caratterizato dal rivestimento pileico feltrato-pruinoso di colore crema-grigiastro e dall'inconfondibile odore di cocco o foglie di fico. Cresce perlopiù in luoghi umidi in presenza di Betulle. -
Lactarius glyciosmus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius glyciosmus (Fr.: Fr.) Fr., Regione Lombardia; Agosto 2008; Foto Massimo Mantovani. Tra gli esemplari appartenenti alla stessa raccolta possono evidenziarsi grandi variabilità. In evidenza la forma del cappello che appare regolare in alcuni carpofori e ondulata in altri. -
Lactarius glyciosmus (Fr. : Fr.) Fr. 1838
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Lactarius glyciosmus (Fr. : Fr.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Lactarius Sezione Colorati Sinonimi Lactifluus glyciosmus (Fr.) Kuntze 1891 Galorrheus glyciosmus (Fr.) P. Kumm. 1871 Cappello 2-5 (7) cm, piano-convesso, piano e infine leggermente imbutiforme, talvolta con un piccolo umbone centrale. Fragile, più o meno ondulato, margine involuto già da giovane, si distende solo tardivamente. Cuticola finemente feltrata (caratteristica maggiormente apprezzabile con una lente d'ingrandimento), igrofana (quindi di aspetto grasso se ha assorbito acqua). Può presentarsi con notevoli varianti cromatiche: si osservano esemplari dal cappello crema-grigiastro, crema-rosato, bruno-grigiastro chiaro, persino con lievi sfumature carnicine. Imenoforo Lamelle da adnate a subdecorrenti, arcuate, mediamente fitte, intercalate da numerose lamellule. Biancastre-crema, crema, crema-ocracee. Gambo Cilindrico, slanciato, un po' irregolare, anche fusiforme, talvolta ingrossato al centro o alla base, sovente ricurvo. Superficie opaca, subconcolore al cappello. Carne Cedevole, biancastra-crema, odore netto di cocco o foglia di fico. Il sapore è mite poi, tardivamente, si manifesta una lieve acredine. Latice Più o meno abbondante, bianco ed immutabile. Sapore mite poi acre. Habitat Cresce in luoghi umidi, in associazione a Betula spp. Microscopia Spore 6-8 × 5-6 µm, da subglobose a ellittiche, con creste di vario spessore che formano una sorta di zebratura. Commestibilità o Tossicità Non commestibile. Osservazioni Specie caratterizzata dalle dimensioni medio-piccole, dall'habitat presso Betulla, dai cromatismi chiari e dal forte odore di cocco o foglia di fico. Specie simili Si tratta di un Lactarius ben delineato all'interno della Sezione Colorati. Quando si è di fronte ad esemplari tipici e in buone condizioni, l'insieme dei caratteri macroscopici permette una facile determinazione. Lactarius mammosus ha lo stesso aroma ma è di taglia media, ha un cappello feltrato, grigio-brunastro e cresce sotto conifere. Lactarius helvus, di taglia maggiore, cresce in zone umide nei boschi di Picea abies e Pinus spp., ha la superficie pileica feltrata, color camoscio, latice acquoso e trasparente e ha odore di cicoria tostata. Lactarius alpinus e Lactarius lepidotus crescono sotto Alnus viridis e sono di piccole dimensioni. Il primo ha colorazioni albicocca, il secondo grigio-brunastre. Lactarius vietus, pur appartenendo ad un'altra Sezione (Pyrogalini), è un'altra specie che sul campo può portare ad un eventuale confusione a causa dell'ecologia molto simile e per l'habitus generale. Tuttavia il viraggio al grigio-verdastro del latice quando essicca sulle lamellela e la mancanza dell'odore caratteristico di cocco, aiutano a distinguere questo Lactarius. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo e Marco Mantovani - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Lactarius glyciosmus (Fr.: Fr.) Fr., Continente Europa, Finlandia; Agosto 2008; Foto Federico Calledda. Regione Lombardia; Agosto 2009; Foto di Massimo Mantovani. Stessa raccolta fotografata da Massimo Biraghi. Esemplari imbibiti che mostrano una superficie pileica viscida e untuosa. Foto di Massimo Biraghi. Particolare dell'imenoforo di due giovani esemplari. Foto Massimo Mantovani. -
Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken 2012
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Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken; Regione Umbria; Agosto 2013; Foto di Luigi Minciarelli. Ritrovamento effettuato in faggeta; altra specie del gruppo dei cosidetti "Albati" (L. vellereus, L. bertillonii, L. piperatus, L. glaucescens) in tal caso riscontriamo analogamente a L. piperatus una cuticola liscia e lamelle fittissime, latice piccante che, differentemente rispetto a L. piperatus, seccando inverdisce e reagisce positivamente al KOH colorandosi di arancio vivo. Notiamo già le sfumature verdastre nelle rosicchiature sul margine di alcuni campioni. Particolare del latice essiccatosi, di colore verdastro. Reazione del latice fresco, al KOH, color arancio. -
Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken 2012
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Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken; Regione Umbria; Luglio 2013; Foto di Mario Iannotti. Particolare. -
Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken 2012
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Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken; Regione Lombardia; Luglio 2013; Foto e commento di Massimo Biraghi. Molto vicino a Lactifluus piperatus si riconosce macroscopicamente per l'aspetto più compatto dalle colorazioni pileiche più opache e spesso color crosta di pane, margine del cappello a lungo involuto, gambo corto e tozzo, lamelle molto fitte, biancastre con leggeri riflessi glauchi, latice abbondante biancastro che vira al grigio-verdastro a contatto con le lamelle. Utile in caso di dubbio la reazione del latice a contatto con le basi forti, sub nulla in Lactifluus piperatus, di un bel giallo-arancio in Lactifluus glaucescens. Confronto tra le due specie: a sinistra L. piperatus, a destra L. glaucescens. Reazione alle basi forti, in questo caso KOH 30%; subnulla in Lactifluus piperatus, decisamente giallo-arancio in Lactifluus glaucescens. Foto d'insieme delle due specie per meglio osservarne le caratteristiche macroscopiche diverse. -
Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken 2012
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Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken; Regione Umbria; Luglio 2011; Foto di Mario Iannotti. -
Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken 2012
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Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken; Regione Liguria; Luglio 2009; Foto di Gianluigi Boerio. Bosco di castagno e corbezzolo a 550 m s.l.m., latice che seccando sulle lamelle diviene grigio-verdognolo. -
Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken 2012
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Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken; Regione Lombardia; Settembre 2009; Foto di Massimo Mantovani. Il portamento tozzo e massiccio, il pileo biancastro al margine ma macchiato di crema-nocciola al centro e il latice che vira al grigio-verdognolo sono i caratteri da prendere in considerazione per la determinazione. -
Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken 2012
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Lactifluus glaucescens (Crossl.) Verbeken; Regione Lombardia; Settembre 2009; Foto di Gianluigi Boerio. Ritrovamento sotto Fagus sylvatica a 1500 m s.l.m.. Lamelle fitte e latice virante al verde-grigio essicando sulle stesse. Dettaglio delle lamelle e del viraggio del latice sulle stesse dopo alcuni minuti.
