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Archivio Micologico

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  1. Cortinarius saginus (Fr.) Fr. Regione Lombardia. Ottobre 2008. Foto di Federico Calledda. Questa raccolta era stata determinata a suo tempo come Cortinarius subvalidus Henry, oggi questa specie viene sinonimizzata con Cortinarius saginus (Fr.) Fr. Quest'ultimo binomio viene considerato prioritario.
  2. Cortinarius saginus (Fr.) Fr. Regione Lombardia. Agosto 2008. Foto di Massimo Biraghi. Questa raccolta era stata determinata a suo tempo come Cortinarius subvalidus Henry, oggi questa specie viene sinonimizzata con Cortinarius saginus (Fr.) Fr. Quest'ultimo binomio viene considerato prioritario.
  3. Cortinarius saginus (Fr.) Fr. Questa raccolta era stata determinata a suo tempo come Cortinarius subvalidus Henry, oggi questa specie viene sinonimizzata con Cortinarius saginus (Fr.) Fr. Quest'ultimo binomio viene considerato prioritario. Cortinario di grossa taglia con evidenti residui di velo generale sul gambo e sul cappello che è di colore bruno-rossiccio, radialmente fibrillato. Lamelle chiare all'inizio poi ocra. Carne bianca, odore e sapore buono. Predilige boschi di Abete rosso.
  4. Psathyrella fatua (Fr.) Konrad & Maubl. 1949 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Psathyrellaceae Microscopia Spore elissoidali con poro germinativo ben evidente e centrale N° Long. Larg. Q Moy 8,42 4,70 1,80 Min 7,51 4,17 1,55 Max 9,19 5,10 2,02 media 8,45 4,72 1,78 N= 30: (7,51)7,71-8,68-9,10(9,19) × (4,17)4,32-4,625-4,99(5,10) µm; Qm= 1,80 Basidi tetrasporici Cheilocistidi di due tipi, lageniformi/fusiformi ed elementi sfero peduncolati/clavati che non reagiscono alle soluzioni ammoniacali. Pleurocistidi fusiformi. Pileipellis un imeniderma. Giunti a fibbia presenti. Regione Lombardia. Marzo 2024. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Questa raccolta è stata inquadrata come Psathyrella fatua in particolare per l'assenza di reazione giallastra all'ammoniaca nei cistidi imeniali e per l'assenza di incrostazioni. Spore elissoidali con poro germinativo ben evidente e centrale N° Long. Larg. Q Moy 8,42 4,70 1,80 Min 7,51 4,17 1,55 Max 9,19 5,10 2,02 media 8,45 4,72 1,78 N= 30: (7,51)7,71-8,68-9,10(9,19) × (4,17)4,32-4,625-4,99(5,10) µm; Qm= 1,80 Cheilocistidi di due tipi, lageniformi/fusiformi ed elementi sfero peduncolati/clavati che non reagiscono alle soluzioni ammoniacali. Pleurocistidi fusiformi. Giunti a fibbia presenti.
  5. Psathyrella vinosofulva P.D. Horton 1960 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Psathyrellaceae Microscopia Spore N° Long. Larg. Q Moy 12,51 6,63 1,89 Min 11,29 5,70 1,73 Max 13,66 7,47 2,13 média 12,43 6,67 1,89 N= 30; (11,29)11,63-12,115-13,56(13,66) × (5,70)6,13-6,88-7,00(7,47) µm; Qm= 1,89 Pleurocistidi fusoidi – lageniformi anche utriformi N° Long. Larg. Moy 62,50 18,28 Min 44,43 14,32 / Max 83,35 24,54 média 61,92 17,85 (44,43)53,79-66,09-71,29(83,35) × (14,32)15,10-17,77-22,42(24,54) µm; Cheilocistidi conformi ai pleurocistidi con elementi ovoidi o clavati: N° Long. Larg. Moy 55,04 17,16 Min 42,12 12,42 Max 68,01 24,38 média 54,97 16,91 (42,12) 45,32-54,965-66,96 (68,01) × (12,42) 13,83-15,45-20,95 (24,38) µm; Giunti a Fibbia assenti. Regione Lombardia. Marzo 2024. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Crescita su un sito di materiale organico (segatura, piccoli pezzi di legno triturati, resti di legni bruciati, escrementi ). Osservazioni: ci sono due entità con caratteri più o meno simili P. purpureobadia con crescita coprofila o P. nitrophila che si distinguerebbe per spore di dimensioni minori così come per i cistidi imeniali da Psathyrella vinosofulva. Certamente il substrato di crescita potrebbe ben essere idoneo ad entrambe le specie. Spore N° Long. Larg. Q Moy 12,51 6,63 1,89 Min 11,29 5,70 1,73 Max 13,66 7,47 2,13 média 12,43 6,67 1,89 N= 30; (11,29)11,63-12,115-13,56(13,66) × (5,70)6,13-6,88-7,00(7,47) µm; Qm= 1,89 Pleurocistidi fusoidi – lageniformi anche utriformi N° Long. Larg. Moy 62,50 18,28 Min 44,43 14,32 / Max 83,35 24,54 média 61,92 17,85 (44,43)53,79-66,09-71,29(83,35) × (14,32)15,10-17,77-22,42(24,54) µm; Cheilocistidi simili ai pleurocistidi con elementi ovoidi o clavati: N° Long. Larg. Moy 55,04 17,16 Min 42,12 12,42 Max 68,01 24,38 média 54,97 16,91 (42,12) 45,32-54,965-66,96 (68,01) × (12,42) 13,83-15,45-20,95 (24,38) µm;
  6. Conocybe dunensis T.J. Wallace 1960 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Bolbitiaceae Etimologia L'epiteto Conocybe deriva dal greco "κῶνος"[cónos] = cono e "κύβη" [cýbe] = testa, dal cappello conico. Microscopia Spore ellissoidali non lentiniformi. N° Long. Larg. Q Moy 10,50 6,45 1,63 µm. Min 9,24 5,59 1,46 µm. Max 12,13 7,55 1,86 µm. média 10,45 6,44 1,64 µm. N= 50 (9,24)9,65-10,27-11,29(12,13) × (5,59)6,03-6,65-6,98(7,55) µm; Qm= 1,63. Cistidi e Caulocistidi leticiformi N° Long. L.base L.col Moy 16,74 8,63 3,81 µm. Min 10,07 5,75 3,03 µm. Max 20,47 12,58 4,73 µm. Regione Lombardia. Marzo 2024. Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Raccolta in terreno sabbioso/ghiaioso sponda del fiume Serio, i caratteri macro- e microscopici portano a Conocybe dunensis. Spore ellissoidali non lentiniformi. N° Long. Larg. Q Moy 10,50 6,45 1,63 µm. Min 9,24 5,59 1,46 µm. Max 12,13 7,55 1,86 µm. média 10,45 6,44 1,64 µm. N= 50 (9,24)9,65-10,27-11,29(12,13) × (5,59)6,03-6,65-6,98(7,55) µm; Qm= 1,63. Basidi tetrasporici. Cistidi leticiformi N° Long. L.base L.col Moy 16,74 8,63 3,81 µm. Min 10,07 5,75 3,03 µm. Max 20,47 12,58 4,73 µm.
  7. Panus neostrigosus Drechsler-Santos & Wartchow. Regione Lombardia. Gennaio 2024. Foto di Massimo Biraghi.
  8. Galerina nana (Petri) Kühner 1935 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Strophariaceae Microscopia Spore elissoidi, strettamente ovoidi in profilo frontale, amigdaliformi in profilo laterale, con depressione sovrapicale, verrucose e destrinoidi. N° Long. Larg. Q Moy 10,14 5,59 1,82 µm. Min 8,21 4,48 1,50 µm. Max 12,75 6,42 2,17 µm. média 10,21 5,51 1,84 µm. N= 50 (8,21)8,62-10,525-11,31(12,75) × (4,48)5,16-5,485-6,17(6,42) µm; Qm= 1,82. N° Long. Larg. Q Moy 10,60 5,64 1,89 µm. Min 8,46 4,58 1,58 µm. Max 12,99 7,27 2,41 µm. média 10,47 5,50 1,88 µm. N=50 (8,46)9,58-9,86-11,95(12,99) × (4,58)4,92-5,13-6,59(7,27) µm; Qm= 1,89. Cistidi imeniali (cheilo e pleuro) lageniformi, subutriformi, subcilindrici o ventricosi, con pareti spesse fino a ×2 μm, con l'apice ricoperto di cristalli di ossalato di calcio. Caulocistidi simili ai cistidi. Basidi bisporici. Giunti a Fibbia presenti in tutte le strutture analizzate. Regione Lombardia. Gennaio 2024. Foto di Massimo Biraghi. Spore elissoidi, strettamente ovoidi in profilo frontale, amigdaliformi in profilo laterale, con depressione sovrapicale, verrucose e destrinoidi. N° Long. Larg. Q Moy 10,14 5,59 1,82 Min 8,21 4,48 1,50 Max 12,75 6,42 2,17 média 10,21 5,51 1,84 N= 50 (8,21)8,62-10,525-11,31(12,75) x (4,48)5,16-5,485-6,17(6,42); Qm= 1,82. N° Long. Larg. Q Moy 10,60 5,64 1,89 Min 8,46 4,58 1,58 Max 12,99 7,27 2,41 média 10,47 5,50 1,88 N=50 (8,46)9,58-9,86-11,95(12,99) x (4,58)4,92-5,13-6,59(7,27); Qm= 1,89 Cistidi imeniali: cheilocisitidi e pleurocisitidi lageniformi, subutriformi, subcilindrici o ventricosi, con pareti spesse fino a × 2 μm, con l'apice ricoperto di cristalli di ossalato di calcio.
  9. Lactarius lignyotus Fr. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Mario Iannotti.
  10. Amanita crocea (Quél.) Singer. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Mario Iannotti.
  11. Suillus viscidus (L.) Roussel. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Mario Iannotti.
  12. Suillus sibiricus (Singer) Singer. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Mario Iannotti.
  13. Lactarius camphoratus (Bull. : Fr.) Fr. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Mario Iannotti.
  14. Suillus grevillei (Klotzsch: Fr.) Singer. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Mario Iannotti.
  15. Pluteus roseipes Höhn. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Mario Iannotti.
  16. Melanoleuca galbuserae Antonín, Ševčíková, Para & Tomšovský 2021 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Melanoleucaceae Genere Melanoleuca Sottogenere Urticocystis Etimologia L'epiteto Melanoleuca deriva dal greco: μέλας [mèlas] = nero, scuro e λευκός [leucòs] = bianco, cioè nero e bianco, per i colori contrastanti che spesso questo genere mostra tra cappello e gambo. L'epiteto galbuserae è dedicato ad A. Galbusera, uno dei Micologi che hanno effettuato i primi ritrovamenti di questa specie nel 2018. Cappello Piano, con un umbone largo ed ottuso, liscio, bianco, ocra, più scuro verso il centro, pruinoso o quasi glabro, Imenoforo Lamelle smarginate per un dentino, sinuate, bianche, Gambo Solitamente più corto del diametro del cappello, cilindrico, o leggermente clavato verso la base, fibroso, finemente pruinoso, pubescente solo nella parte alta, Carne Bianca in tutta la sezione, leggermente più scura verso la base. Odore leggero, terroso. Habitat Specie tipica della Zona Alpina, associato a Salix herbacea. Commestibilità e tossicità La commestibilità di questa specie non è ben conosciuta. Specie simili Melanoleuca stepposa Vacek si differenzia per il cappello più giallastro, il contesto marrone scuro o grigio-marrone nella base del gambo e un cauloimenio ben sviluppato. Melanoleuca tristis M.M. Moser si differenzia per basidiomi più grandi, il pileo marrone scuro, le lamelle da grigiastre a grigie, il gambo uniformemente grigio-marrone scuro o marrone-nero fino a marrone scuro sporco, il contesto marrone scuro alla base del gambo, cheilocistidi più grandi, e un cauloimenio ben sviluppato. Melanoleuca griseobrunnea Antonín, Duriška & Tomšovský presenta un pileo grigio-marrone, lamelle color crema sporco, basidiospore leggermente più piccole e una pileipellis a cutis. Melanoleuca porphyropoda X.D. Yu presenta un pileo di colore centrale arancio-cannella, da cannella rosato chiaro a cannella rosato, un gambo vinaceo violaceo chiaro e basidiospore più grandi. Melanoleuca zaaminensis Kalamees si differenzia per un gambo marrone giallastro scuro, basalmente marrone nerastro, un contesto marrone nerastro alla base del gambo e basidiospore leggermente più piccole. Bibliografia ANTONÍN, V., ŠEVČÍKOVÁ, H., PARA, R., ĎURIŠKA, O., KUDLÁČEK, T. & TOMŠOVSKÝ, M., 2021. Melanoleuca galbuserae, M. fontenlae and M. acystidiata—Three New Species in Subgenus Urticocystis (Pluteaceae, Basidiomycota) with Comments on M. castaneofusca and Related Species. Journal of fungi 7, 191. https://doi.org/10.3390/jof7030191. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Melanoleuca galbuserae Antonín, Ševčíková, Para & Tomšovský 2021. Trentino-Alto Adige. Settembre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento effettuato in Zona Alpina a 2100 m s.l.m. con presenza di Dryas octopetala e Salix spp.
  17. Entoloma aranense F. caball. & Vila 2013 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Entolomataceae Genere Entoloma Sottogenere Cyanula Sezione Cyanula Subsezione Coraces Etimologia L'epiteto Entoloma deriva dall'avverbio greco ἔντος [entós] = all'interno, dentro e dal sostantivo λῶμα [lóma] = bordo, per l'orlo del cappello a volte involuto in questo genere. L'epiteto aranense fa riferimento alla Val d'Aran (Lleida), nei Pirenei, Catalogna, dove è stata ritrovata questa specie per la prima volta. Cappello Cappello bruno, violaceo, senza toni olivacei, con centro più scuro, tomentoso, più blu violaeo, non striato ma rimoso, che mostra la carne chiara sottostante, appena ombelicato. Imenoforo Lamelle bianche in gioventù, poi rosa a maturità per la sporata, con presenza di lamellule di vario ordine. Filo della lamella leggermente discolore, blu, serrulato. Sporata Rosa. Gambo Blu-violaceo, fibrilloso-tomentoso, le fibrille sono più scure del gambo, l'apice è bianco, liscio, la base ingrossata, e coperta da tomento bianco. Gambo cavo, fistoloso. Carne Bianca, esigua. Habitat Zona Alpina, ritrovamento effettuato a 2100 m s.l.m. con presenza di Dryas octopetala e Salix herbacea. Microscopia Spore (8,3) 8,4-10,3 (11,0) × (6,4) 6,5-7,6 (8,2) µm; Q = (1,2) 1,3-1,5 (1,6); N = 14; Media = 9,6 × 7,1 µm; Qm = 1,4; Eterodiametriche con 5-7 angoli. Cheilocistidi abbondanti con pigmento disciolto blu, riuniti in covoni, che danno un effetto macroscopico del filo della lamella serrulato. Pileipellis al centro del cappello un trichoderma, con terminali cilindrici, leggermente rigonfi, con estremità arrotondate. Lo spessore delle ife è (7,9) 11,1-16,1 (20,8) µm; N = 23; Media = 13,6 µm. I terminali cilindrico-arrotondati misurano (44,9) 46,4-82,8 (92,8) × (10,2) 11,3-20,6 (21,9) µm; Q = (2,5) 2,6-6,2 (7,6); N = 11; Media = 64,2 × 15,5 µm; Qm = 4,4. GAF assenti. Pigmento solo intracellulare. Commestibilità e Tossicità Non commestibile. Specie simili Entoloma coracis Brandrud, Dima, Noordel., G.M. Jansen & Vila è una specie simile, ma con colori meno pallidi, mostra infatti tinte viola nerastre su tutto il cappello. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. BRANDRUD T.E.., BENDIKSEN E., JORDAL J.B., WEHOLT Ø., LORÅS j., DIMA B. & Noordeloos, M.E., 2023. Entoloma species of subgenus Cyanula (Tricholomatinae, Basidiomycota) in Norway, with emphasis on habitat preferences and distribution. Agarica 43. DOI: https://doi.org/10.5617/agarica.10985. CABALLERO, F. & VILA, J. 2013. Entoloma nuevos o interesantes de la Península Ibérica (3). Adiciones y correcciones. Fungi non Delineati. LXVI: 63, 136-136, 145. NOORDELOOS, M.E., 1992. Entoloma s.l. Fungi Europæi. Vol. 5. Saronno: Ed. Giovanna Bella. NOORDELOOS, M.E., 2004. Entoloma s.l. Supplemento. Fungi Europæi. Vol 5a. Ed. Candusso. NOORDELOOS M.E., MOROZOVA O., DIMA B., RESCHKE K., JENSEN G., BRANDRUD T.E., JORDAL J.B., BENDIKSEN E. & VILA J., 2022. Entoloma s.l. FAN Vol 1, Supplemento. Fungi Europæi. Vol 5b. Ed. Candusso. VILA J. et al., 2013. Studies on Entoloma. Fungi non delineati LXVI. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento effettuato in Zona Alpina a 2100 m s.l.m. con presenza di Dryas octopetala e Salix herbacea. Sezione che mostra il filo della lamella leggermente discolore, blu, serrulato e il gambo cavo, fistoloso. Cheilocistidi abbondanti con pigmento disciolto blu, riuniti in covoni, che danno un effetto macroscopico del filo della lamella serrulato. Osservazione in rosso Congo, a 200×. Spore (8,3) 8,4-10,3 (11,0) × (6,4) 6,5-7,6 (8,2) µm; Q = (1,2) 1,3-1,5 (1,6); N = 14; Media = 9,6 × 7,1 µm; Qm = 1,4; Eterodiametriche con 5-7 angoli. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Pileipellis al centro del cappello un trichoderma, con terminali cilindrici, leggermente rigonfi, con estremità arrotondate. Lo spessore delle ife è (7,9) 11,1-16,1 (20,8) µm; N = 23; Media = 13,6 µm. I terminali cilindrico-arrotondati misurano (44,9) 46,4-82,8 (92,8) × (10,2) 11,3-20,6 (21,9) µm; Q = (2,5) 2,6-6,2 (7,6); N = 11; Media = 64,2 × 15,5 µm; Qm = 4,4. Osservazione in rosso Congo, a 400×
  18. Clitocybe dryadicola (J. Favre) Harmaja 1976 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Clitocybaceae Sezione Candicantes (Quél.) Sing. & Digilio Note tassonomiche HARMAJA (1976) effettua una ricombinazione nomenclaturale: Clitocybe riuulosa (Fr.) Kumm. var. dryadicola Favre e Clitocybe candicans (Fr.) Kumm. var. dryadicola (Favre) Lamoure vengono ricombinate in Clitocybe dryadicola (J. Favre) Harmaja, elevando questa varietà a specie. Sinonimi Clitocybe rivulosa (Pers. : Fr.) Kumm. var. dryadicola J. Favre Clitocybe candicans (Pers. : Fr.) Kumm. var. dryadicola (J. Favre) Lamoure Etimologia L'epiteto Clitocybe deriva dal greco κλίτος [klitos] = pendio, inclinazione e κύβη [kýbē] = testa, ovvero dalla testa inclinata, per la forma del cappello, spesso imbutiforme in questo genere. L'epiteto dryadicola deriva dal nome della pianta Dryas octopetala, simbionte di questa specie. Cappello Bianco avorio, non striato, cappello convesso nei giovani, ma disteso a maturità, leggermente depresso a maturità, ma non imbutiforme, con margine involuto soprattutto nei giovani esemplari. Imenoforo Lamelle fitte, color crema, brevemente decorrenti, ricche di lamellule di varie misure. Gambo Corto, cilindrico-clavato, con sottili peli bianchi, soprattutto all'apice. Carne Sottile, senza odore particolare a volte leggermente farinoso, sapore dolce, a volte leggermente farinoso. Microscopia Spore ellissoidali, lisce. Cistidi assenti. Habitat Specie tipica della zona alpina, in simbiosi con Dryas octopetala. È stata ritrovata sulle Alpi, sui Carpazi (Polonia), in Scandinavia. Commestibilità e tossicità La commestibilità di questa specie non è chiara, ma potenzialmente tossica per l'appartenenza alla Sezione Candicantes del genere Clitocybe. Specie simili Clitocybe candicans Lamoure ha una diversa ecologia, perché cresce in foreste decidue. Clitocybe gracilipes Lamoure = Clitocybe dyonisae Bon è un altra specie che si puo trovare in Zona Alpina, differisce per il profilo sporale, il cappello non igrofano, le lamelle più scure e non fitte. Bibliografia HARMAJA, H., 1976. Type studies in Clitocybe. 2. Karstenia. 15: 16-18. JAMONI P.G., 2008. Funghi alpini delle zone alpine superiori e inferiori. RONIKIER M. & MIŚKIEWICZ A., 2002. Clitocybe dryadicola (J. Favre) Harmaja - A new species for Poland and the Carpathians recorded in Tatra mountains. Cryptogamie, Mycologie 23 (2): 163-166. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT Trentino-Alto Adige (Provincia autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Tomaso Lezzi.
  19. Lycoperdon lividum Pers. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Pietro Curti. Soggetti giovani. Dettaglio, superficie verrucosa granulosa e rari aculei. Soggetti maturi. Molto vicino a Lycoperdon pyriforme dal quale si differenzia per la crescita terricola, nelle radure e luoghi aperti al margine del bosco, come L. pyriforme, presenta la caratteristica conformazione dell'esoperidio.
  20. Lactifluus oedematopus (Scop.) Kuntze 1891. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Pietro Curti. Colorazioni pileiche arancio carico, odore lieve alla raccolta, solo tardivamente salmastro, latice bianco e fluente.
  21. Ramaria botrytis (Pers. : Fr.) Ricken. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Pietro Curti. Rami principali e apici. Carne.
  22. Butyriboletus subappendiculatus (Dermek, Lazebn. & J. Veselský) D. Arora & J.L. Frank. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Pietro Curti. Viraggio della carne modesto e tardivo. Gambo obeso alla base, giallo e con reticolo concolore, imenoforo giallo e cappello color camoscio.
  23. Suillus grevillei (Klotzsch: Fr.) Singer. Regione Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Pietro Curti. Pori gialli, brunastri allo sfregamento o contusione, anello biancastro. Pileo lucente, viscido, simbionte esclusivo del Larice.
  24. Volvariella hypopithys (Fr.) M.M. Moser. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Particolare della volva.
  25. Mycena pura (Pers. : Fr.) P. Kumm. Trentino-Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento). Settembre 2024. Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento in Zona Alpina, sotto Dryas octopetala. Foto di Mario Iannotti.
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