Jump to content

2008.11 - Toscana - Tutor Paolo Benelli


Alessandro F
 Share

Recommended Posts

Oligoporus caesius (Schrad.) Gilb. & Ryvarden [= Postia caesia (Schaeff.: Fr.) P. Karsten]

Superficie sterile feltrata-vellutata o poco irsuta, indistintamente zonata; colore che passa da un iniziale biancastro ad un ocraceo-bluastro a maturità. Imenoforo bianco all’inizio, poi bluastro, con pori piccoli da rotondeggianti ad angolosi fino a labirintiformi. Esemplari reperiti in giornata piovosa e quindi molto intrisi di acqua: sia l’aspetto feltrato-irsuto che l’odore (che dovrebbe essere aromatico) non sono stati particolarmente percepibili.

post-4417-1229170643.jpg

Link to comment
Share on other sites

Coprinus atramentarius var. squamosus Bres. [= Coprinus romagnesianus Singer]

Si differenzia dal tipico C. atramentarius per le squamette bruno-arancio sia sulla superficie del cappello che nella parte inferiore del gambo, al di sotto dello pseudoanello. Come nella specie tipo, infatti, il gambo presenta una sorta di pseudoanello formato da un ispessimento della corteccia nella zona basale; tale ispessimento può anche lacerarsi. È tipicamente deliquescente come la maggior parte dei Coprinus: e come i suoi conspecifici comincia a “sciogliersi” a partire dal margine (che assume colorazione nero-inchiostro) del cappello.

Dal TUTTO FUNGHI, pag. 332:

“Velenoso, in quanto se la sua ingestione è abbinata a quella di sostanze alcoliche (anche fino a 72 ore di distanza), provoca la sindrome coprinica, altrimenti detta “effetto antabuse”; in pratica un amminoacido in esso contenuto, la coprina, interferisce con la normale metabolizzazione dell’alcool da parte del nostro organismo, provocando disturbi intestinali e cardiovascolari, nausea e mal di testa, raramente mortali.”

Sempre dal TUTTO FUNGHI, pag. 69 (nell’interessante capitolo riguardante “Le intossicazioni da funghi” a cura del dott. Claudio Angelini): “È stata anche segnalata la possibilità che anche l’uso di dopobarba a base alcolica possa indurre la comparsa della tipica sintomatologia in soggetti che avevano consumato C. atramentarius nelle 40-72 ore precedenti”.

 

Esemplari giovani; ancora più o meno integri

 

post-4417-1229170726.jpg

 

Esemplari in cui il cappello ha cominciato a "accorciarsi" per inizio di deliquescenza

 

post-4417-1229170717.jpg

Link to comment
Share on other sites

Coprinus atramentarius var. squamosus Bres. [= Coprinus romagnesianus Singer]

 

In quanto fungo "eterogeneo" (facile separabilità del gambo dal cappello), è facile, con una piccola rotazione e torsione, staccare di netto il gambo dal cappello (almeno negli esemplari giovani); la separazione avviene automaticamente e con una cesura netta

post-4417-1229170895.jpg

Link to comment
Share on other sites

Coprinus atramentarius var. squamosus Bres. [= Coprinus romagnesianus Singer]

 

L'imenoforo; evidente il colore inchiostro-nerastro delle lamelle che cominciano a sciogliersi, mentre verso l'attaccatura al gambo (ultima parte del fungo a resistere alla deliquescenza) il colore è ancora grigiastro

post-4417-1229170929.jpg

Link to comment
Share on other sites

Auricularia auricula-judae (Fr.) Quélet

L’inconfondibile “Orecchia di Giuda” con il suo colore bruno sfumato di rossastro, la consistenza della carne tenace, elastica e gelatinosa assieme, l’imenoforo liscio e traslucido con andamento ondulato simile alle pieghe del padiglione auricolare. L’imenoforo è un po’ più chiaro della parte pileica che si presenta apparentemente liscia ma che in realtà è finemente pruinosa. Habitat: tipicamente saprotrofa su legno guasto preferibilmente di Sambuco, ma anche parassita su piante viventi.

Dal TUTTO FUNGHI, pag. 134:

“Probabilmente molti occidentali avranno inconsapevolmente gradito l’assaggio di questo fungo, o almeno lo avranno fatto quelli che sono usi frequentare ristoranti cinesi e giapponesi. Le prelibatezze a base di funghi che possono essere gustate in questi ambienti contemplano infatti, nella maggior parte dei casi, il suo utilizzo.”

E, dal capitolo "Le intossicazioni da funghi" del dott. Claudio Angelini, sempre su TUTTO FUNGHI (pag. 64):

"È un fungo considerato commestibile e largamente coltivato in tutto l'Oriente, anche per le proprietà benefiche e terapeutiche che gli sono attribuite soprattutto dagli "avanguardisti" della medicina naturale. Se consumato troppo di frequente e in quantità eccessive, o peggio ancora associato ad altre sostanze (lo zenzero, altro tipico ingrediente della cucina cinese) o a particolari farmaci (fra cui l'aspirina), questo fungo può provocare porpore emorragiche cutanee ed emorragie interne ed esterne più o meno gravi. Le sostanze responsabili di questa sindrome (Sindrome di Szechwan) non sono ancora identificate."

post-4417-1229170981.jpg

Link to comment
Share on other sites

Guest
This topic is now closed to further replies.
 Share

×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use Privacy Policy