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2008.11 - Toscana - Tutor Paolo Benelli


Alessandro F
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Agaricus praeclaresquamosus Freeman

Agaricus tossico; sue caratteristiche sono: viraggio (per taglio o sfregamento) al giallo intenso, giallo cromo nel cappello e alla base del gambo; odore di fenolo o di inchiostro soprattutto allo sfregamento e alla base del gambo; anello supero, doppio, spesso giallo vivo al bordo; cuticola asciutta, grigio-fuligginosa, dissociata in fini squamette scure che da molto addensate al centro tendono a diradarsi verso il bordo, lasciando intravedere il fondo biancastro.

Dal TUTTO FUNGHI pag. 326:

“Le squamette nerastre del cappello, in contrasto con il colore chiaro del fondo, sembrano quasi i puntini del piumaggio di una faraona. Il tipico odore di fenolo, e cioè di inchiostro, con temperature basse può risultare poco percepibile. In questo caso si suggerisce di tenere tra le mani, e quindi scaldare, il pezzetto di fungo che si desidera odorare.”

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Laccaria laccata s.l.

Senza microscopia si può solo inquadrare il raggruppamento che fa capo a L. laccata, e che comprende specie macroscopicamente molto simili come L. affinis e L. macrocystidiata

Dal TUTTO FUNGHI, pag 228:

"E' un fungo non comune; la maggioranza delle raccolte è da attribuire al sosia Laccaria affinis, microscopicamente diverso per avere spore tonde e non ellittiche.”

 

Qui insieme ad alcune Mycena sp.

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Collybia butyracea (Bull.: Fr.) Kummer

Tipici e comuni funghi di lettiera: il loro micelio vive inserito tra le fibre di foglie o aghi o rametti marcescenti, da cui traggono nutrimento. Caratterizzati da una cuticola grassa e untuosa (che a toccarla ricorda la sensazione del contatto con il burro), igrofana e lucida; da un gambo bulboso o comunque ingrossato alla base che reca attaccati residui miceliari e resti di substrato.

Dal TUTTO FUNGHI, pag. 276:

“Priva di interesse alimentare, è una specie che ha una grande importanza per l’ambiente perché si nutre di sostanze organiche che sottrae alle foglie e agli aghi depositati sul terreno nei boschi. È uno spazzino naturale che contribuisce a tenere puliti i boschi liberandoli dai residui che si depositano al suolo su foglie e aghi. In questo modo mantiene costanti le condizioni ambientali per la vita degli alberi e del bosco con tutti i suoi abitanti.”

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Chlorophyllum rachodes (Vitt.) Vell.

È considerata specie tossica: provoca sindrome gastroenterica più o meno accentuata. Ha carne bianca, ma al taglio o allo sfregamento vira subito al colore arancio-carota o al rosso; dopo qualche minuto di esposizione all’aria vira al rosso bruno. Odore come di patata cruda.

Dal TUTTO FUNGHI, pag. 312:

“Originariamente il Genere Cholophyllum raccoglieva esclusivamente specie con sporata in massa verdognola, e l’attuale Chlorophyllum rachodes veniva inserito nell’ambito del Genere Macrolepiota; successivamente studi di natura molecolare hanno dimostrato che la sua posizione tassonomica corretta è quella attuale.”

 

Primordi; evidente il viraggio nei punti (cappello e gambo) in cui sono state ferite con l'unghia.

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