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Exsudoporus permagnificus (Pöder) Vizzini, Simonini & Gelardi 2014
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Non Commestibili o Sospetti
Exsudoporus permagnificus (Pöder) Vizzini, Simonini & Gelardi. Regione Umbria. Ottobre 2019.Foto di Mario Iannotti. Reticolo a maglie più o meno allungate in rilievo, di colore rosso scuro. Sezione.- 15 risposte
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Rugosomyces ionides (Bull.) Bon 1991
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Rugosomyces ionides (Bull.) Bon; Regione Abruzzo; Settembre 2018; Foto di Raffaele Mininno. -
Exsudoporus permagnificus (Pöder) Vizzini, Simonini & Gelardi 2014
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Exsudoporus permagnificus (Pöder) Vizzini, Simonini & Gelardi. Regione Abruzzo. Settembre 2018. Foto di Raffaele Mininno.- 15 risposte
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Lactarius deterrimus Groger 1968
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Lactarius deterrimus Gröger; Regione Abruzzo, Passo delle Capannelle; Settembre 2018; Foto di Raffaele Mininno.- 21 risposte
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Laeticutis cristata (Schaeff. : Fr.) Audet 2010
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Laeticutis cristata (Schaeff.) Audet; Regione Abruzzo; Settembre 2018; Foto di Raffaele Mininno.- 9 risposte
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Floccularia luteovirens (Alb. e Schwein. : Fr.) Pouzar 1957
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Floccularia luteovirens (Alb. & Schwein. : Fr.) Pouzar ; Regione Abruzzo, Passo delle Capannelle; Settembre 2018; Foto di Raffaele Mininno. -
Paralepistopsis amoenolens (Malençon) Vizzini 2012
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Paralepistopsis amoenolens (Malençon) Vizzini 2012; Regione Abruzzo, Passo delle Capannelle; Settembre 2018; Foto di Raffaele Mininno. -
Boletus edulis Bull. : Fr. 1782
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Boletus edulis Bull. : Fr.; Regione Abruzzo, Loc. Ceppo; Settembre 2018; Foto di Stefano Loreti. Cappello eroso dalle limacce. -
Amanita rubescens Pers. : Fr. 1797
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Amanita rubescens Pers. : Fr.; Regione Abruzzo, Loc. Ceppo; Settembre 2018; Foto di Stefano Loreti.- 42 risposte
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Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam. 1783
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Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Regione Abruzzo, Loc. Ceppo; Settembre 2018; Foto di Stefano Loreti. -
Craterellus cornucopioides (L.) Pers. 1825
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Craterellus cornucopioides (L.) Pers.; Regione Abruzzo, Loc. Ceppo; Settembre 2018; Foto di Stefano Loreti. Forse un po' in anticipo. Crescita vigorosa. Bosco Faggio 1400 m s.l.m. -
Sarcoporia polyspora P. Karst. 1894
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Sarcoporia polyspora P. Karst. 1894 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Polyporales Famiglia Polyporaceae Sinonimi Poria polyspora (P. Karst.) Sacc. 1895 Tyromyces mollissimus Maire 1945 Tyromyces kravtzevianus Bondartsev & Parmasto 1957 Parmastomyces kravtzevianus (Bondartsev & Parmasto) Kotl. & Pouzar 1964 Parmastomyces mollissimus (Maire) Pouzar 1984 Etimologia L'epiteto Sarcoporia deriva dal greco sarcos [σαρκoς] = carne e póros [πόρος] = poro; per l’imenoforo costituito da pori che tendono a divenire rosso-carne, caratteristica che contraddistingue i basidiomi appartenenti a questo genere. L'epiteto polyspora deriva dal greco polýs [πολύς] = molto e spora [σπόρα] = spora, per l’abbondanza delle spore tipica della specie. Carpoforo Fungo resupinato con tendenza a ripiegare il margine superiore e formare ampie mensole singole o imbricate larghe fino a 6-8 cm circa; quando è fresco ha una consistenza morbida e carnosa e rilascia talvolta delle gocce trasparenti di essudato; si rimpiccolisce e diviene fragile quando essicca; la superficie sterile varia da ruvida a pelosa, è di colore biancastro tendente a divenire rossastro con la crescita o se contusa; la parte fertile è costituita da pori angolosi, irregolari, compressi l'uno con l'altro, 2-4 per mm², con dissepimenti più o meno sottili, interi ma anche da leggermente lacerati fino a denticolati; il colore è di norma bianco o biancastro-crema, anche giallastro e si macchia di rossastro alla contusione; i tubuli sono alti fino a 2-4 mm anch'essi bianco-crema e viranti al rossastro. Il contesto è biancastro; l'odore è aromatico-pungente negli esemplari freschi ed il sapore amarognolo. Habitat Cresce di norma su legno morto di Pinus spp. È stato rinvenuto su Pinus pinea L., Pinus nigra J.F. Arnold, Pinus halepensis Mill. È agente di carie bruna. Microscopia Sistema ifale monomitico con ife a parete sottile provviste di GAF; sono anche presenti ife a contenuto oleoso giallastro. Basidi ialini, clavati e tetrasporici. Spore 4,4-5,5 × 2,5-3,5 µm, da cilindriche a ellissoidali, spesso un poco depresse su un lato, ialine, lisce, guttulate, con parete leggermente ispessita, destrinoidi. Commestibilità e Tossicità Si tratta di un fungo non commestibile. Specie simili Sarcoporia longitubulata Vlasák & Spirin, di recente creazione (2015), si distingue per vegetare su legno di latifoglia, per la crescita tendenzialmente resupinata, per le spore più strette e di colore bruno e per i tubuli più lunghi; Fuscopostia fragilis (Fr. : Fr.) B.K. Cui, L.L. Shen & Y.C. Dai = Postia fragilis (Fr. : Fr.) Jülich ha analoghi arrossamenti del carpoforo e sistema ifale monomitico ma ha spore più strette e non destrinoidi; Skeletocutis amorpha (Fr. : Fr.) Kotl. & Pouzar ha vagamente un habitus simile per via delle tonalità di colore dell'imenoforo, ma ha un sistema ifale dimitico e spore più piccole e non destrinoidi. Osservazioni Si tratta di un fungo un tempo ritenuto poco comune in Europa ma in realtà abbastanza frequente e diffuso. Le sue sporadiche segnalazioni sono forse dovute ai colori rossastri del suo pileo e ai viraggi sempre al rosso dell'imenoforo, che gli permettono di mimetizzarsi con la corteccia del legno di Pino. Note nomenclaturali La specie è stata identificata per la prima volta proprio dall'autore del binomio attuale, il micologo finlandese Petter Adolf Karsten il quale nel 1894 le diede l'epiteto di Sarcoporia polyspora. Tale nome è stato però trascurato per anni e di fatto abbandonato, tant'è che la medesima specie è stata descritta in modo indipendente da Parmasto (1957) come Tyromyces kravtzevianus Bondartsev & Parmasto e pochi anni dopo ricombinata da Kotlaba & Pouzar (1964) nel genere Parmastomyces da loro creato. Anche la descrizione di Tyromyces mollissimus Maire, poi ricombinata da Pouzar nel 1984 sempre nel genere Parmastomyces, è risultata essere la medesima specie. Attualmente gli studiosi sono pressoché d'accordo nel ritenere come prioritario il binomio dell'originale descrizione di Karsten, in quanto è stato esaminato microscopicamente l'olotipo di Sarcoporia polyspora, tra l'altro assai abbondante di spore, e si è dimostrato essere la stessa specie di ciò che è stato descritto ed inquadrato nel genere Parmastomyces anzidetto. Questo nome prioritario, Sarcoporia polyspora, si addice bene alle caratteristiche della specie proprio per le tinte rossastre dei carpofori e per la loro abbondanza di spore. Bibliografia BERNICCHIA, A., 2005. Polyporaceae s.l. Fungi Europæi. Vol 10. Alassio (SV): Ed. Candusso. NIEMELÄ, T., KINNUNEN, J., LARSSON, K.H., SCHIGEL, D.S. & LARSSON, E. 2005. Genus revisions and new combinations of some North European polypores. Karstenia 45: 75–8. VLASÁK, J., VLASÁK JR., J., KINNUNEN, J. & SPIRIN, V. 2015. Geographic distribution of Sarcoporia polyspora and S. longitubulata sp. nov. Mycotaxon 130: pp. 279–287 http://dx.doi.org/10.5248/130.279. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi. Approvata e revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Novembre 2019; Legit Giovanni Galeotti; Testi, foto e microscopia di Stefano Rocchi. (Exsiccatum SR20191113-04) Esemplari rivenuti su ceppaia di Pino. Sistema ifale monomitico con ife a parete sottile provviste di GAF; sono anche presenti ife a contenuto oleoso giallastro. Osservazione in rosso Congo, a 400×. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Basidi ialini, clavati e tetrasporici. Osservazione a 1000×. Spore 4,4-5,5 × 2,5-3,5 µm, da cilindriche a ellissoidali, spesso un poco depresse su un lato, ialine, lisce, guttulate, con parete leggermente ispessita, destrinoidi. Osservazione in acqua, a 1000× Osservazione in melzer, a 1000×.- 4 risposte
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Pholiota carbonaria (Fr.) Singer 1951
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Pholiota highlandensis (Peck) Quadr.; Regione Umbria; Gennaio 2018; Foto e descrizione di Mario Iannotti. Pholiota highlandensis si caratterizza ed è facilmente riconoscibile per la crescita a gruppi, anche cespitosi, alla base di alberi bruciati, su tronchi bruciati interrati o su terreni bruciati, tanto da sembrare terricola, ma in ogni caso legata alla presenza di residui legnosi carbonizzati presenti nel substrato. La specie è piuttosto variabile nei colori del cappello e nelle dimensioni. Di norma ha il cappello fortemente glutinoso, inizialmente globoso, poi convesso, mai completamente disteso, con toni da marrone-rossiccio ad arancio, bruno-fulvo, marrone arancio con margine più chiaro, a volte con residui di velo parziale. Lamelle da giallastre a cannella, adnate o smarginate, rade, con presenza di lamellule. Gambo con zona pseudoanulare di 1 cm all’apice, biancastra o giallo pallida, rivestito al di sotto da squame e residui cotonosi del velo parziale, più scuro verso la base. Odore non caratteristico. La specie più vicina è Pholiota brunnescens A.H. Smith et Hesler, si separa dagli esemplari rigogliosi di Pholiota highlandensis per i toni del cappello più bruni, il gambo ricoperto da zone concentriche giallo limone. Spore lisce, ellissoidali, da 6,2-7,7 × 3,9-4,6 µm; Qm = 1,6. Cheilocistidi da strettamente utriformi a fusiformi-lageniformi a parete sottile, ialini o con contenuto giallo omogeneo, talvolta leggermente incrostati di giallo-ruggine. Pleurocistidi molto simili ai cheilocistidi o leggermente più stretti, eccezionalmente con diverticoli laterali nella parte superiore. Microscopia Spore lisce, ellissoidali, da 6,2-7,7 × 3,9-4,6 µm; Qm = 1,6. Osservazione in Melzer a 1000×. Cheilocistidi da strettamente utriformi a fusiformi-lageniformi a parete sottile, ialini o con contenuto giallo omogeneo, talvolta leggermente incrostati di giallo-ruggine. Osservazione in Rosso congo anionico a 400×. Osservazione in Rosso congo anionico a 1000×. Pleurocistidi molto simili ai cheilocistidi o leggermente più stretti, eccezionalmente con diverticoli laterali nella parte superiore. Osservazione in Rosso congo anionico a 400×. Osservazione in Rosso congo anionico a 1000×. -
Fuscoporia torulosa (Pers. : Fr.) T. Wagner & M. Fisch. 2001
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Fuscoporia torulosa (Pers. : Fr.) T. Wagner & M. Fisch.; Regione Umbria; Gennaio 2018; Foto di Mario Iannotti. -
Daedaleopsis nitida (Durieu & Mont.) Zmitr. & Malysheva 2013
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Daedaleopsis nitida (Durieu & Mont.) Zmitr. & Malysheva 2013; Regione Umbria; Gennaio 2018; Foto di Mario Iannotti. -
Hygrophorus roseodiscoideus M. Bon & Chevassut 1985
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Hygrophorus roseodiscoideus M. Bon & Chevassut; Regione Umbria; Gennaio 2018; Foto di Mario Iannotti. -
Hygrophorus leucophaeo-ilicis Bon & Chevassut 1985
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Hygrophorus leucophaeo-ilicis Bon & Chevassut 1985 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Hygrophoraceae Foto e descrizione Questa specie vira al giallastro al tatto e assume tonalità vinose, brunastre e rugginose con l'essiccazione. Cresce precocemente nei primi mesi dell'anno. Specie simili Hygrophorus arbustivus Fr. si ritrova in habitat simile di querce, e ha un aspetto simile, ma non ha viraggio rapido al giallo e tardivo al rosso ruggine. Talvolta forme chiare di arbustivus e forme un scure di leucophaeo-ilicis possono assomigliarsi e trarre in inganno se non si controllano i viraggi e il colore all'essiccamento. Regione Umbria; Gennaio 2018; Foto di Mario Iannotti. Reazione al giallo-arancio sul gambo con il KOH 20%. -
Fomes fomentarius (L. : Fr.) Fr. 1849
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Fomes fomentarius (L. : Fr.) Fr.; Regione Umbria; Gennaio 2018; Foto di Mario Iannotti. -
Trichaptum biforme (Fr.) Ryvarden 1972
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Trichaptum biforme (Fr.) Ryvarden; Regione Umbria; Gennaio 2018; Foto di Mario Iannotti. -
Faerberia carbonaria (Alb. & Schwein.) Pouzar 1981
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Faerberia carbonaria (Alb. & Schwein.) Pouzara; Regione Lazio (VT); Gennaio 2018; Foto di Tomaso Lezzi. Crescita su prato, con resti di legna combusta di un vicino barbeque. La specie infatti è tipica delle zone bruciate. Particolare delle lamelle, tipicamente forcate e anastomosate sulle facce e soprattutto sul fondo tra una e l'altra. Cappello ombelicato, depresso al centro, rigato, con colore molto variabile a seconda delle condizioni di umidità (igrofano). Lamelle decorrenti e non bianche ma grigiastre. Microscopia: Basidi e basidioli in formazione. 100×. Basidi tetrasporici. 400×. Spore ellissoidali. 400×. Cuticola formata da ife cilindriche con setti frequenti. GAF non osservati. 100×. -
Rhodocollybia butyracea (Bull. : Fr.) Lennox 1979
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Rhodocollybia butyracea (Bull.: Fr.) Lennox; Regione Lazio (VT); Gennaio 2018; Foto di Tomaso Lezzi. -
Wynnella silvicola (Beck ex Sacc.) Nannf. 1966
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Wynnella silvicola (Beck ex Sacc.) Nannf.; Svizzera; Luglio 2017; Fotografia di Roberto Cagnoli. -
Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert 1931
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Porphyrellus porphyrosporus (Fr. & Hök) E.-J. Gilbert; Svizzera; Luglio 2017; Fotografia di Roberto Cagnoli. -
Russula violeipes Quél. 1898
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Russula violeipes Quél.; Svizzera; Luglio 2017; Foto di Roberto Cagnoli. -
Russula albonigra (Krombh.) Fr. 1874
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Russula albonigra (Krombh.) Fr.; Svizzera; Luglio 2017; Fotografia di Roberto Cagnoli.
