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Archivio Micologico

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  1. Clitocybe costata Kühner & Romagnesi; Regione Toscana; Ottobre 2016; Foto di Alessandro Francolini. = Infundibulicybe costata (Kühner & Romagn.) Harmaja Specie simile (quasi un sosia) del più comune e frequente “imbutino” (Clitocybe gibba), ma avente cappello generalmente non umbonato e soprattutto striato al margine in modo caratteristico, con costolature a forma di “Y”. Il gambo è concolore al cappello e l’odore più forte e marcato (fungino-cianico) rispetto a C. gibba. Visto che anche C. gibba può presentare saltuariamente tali caratteri in alcune sue varianti, per distinguere con certezza le due specie si può eseguire un test macrochimico: una goccia di idrossido di Potassio (KOH) messa sulla superficie del cappello di C. costata provoca una colorazione marrone scuro che non si verifica in C. gibba. Esemplari di faggeta; qualcuno di dimensioni ragguardevoli, con cappello tra i 20 e i 25 cm di diametro; al punto da ricordare (da lontano) i "cimballi" (Infundibulicybe geotropa = Clitocybe geotropa) che, tuttavia, hanno ben altro odore, non hanno margine costolato e fruttificano solitamente più tardivi e preferibilmente in altro habitat. Giovane esemplare.
  2. Lactarius intermedius (Krombh.) Berk. & Broome; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Lactarius che cresce soprattutto sotto Abete bianco. Dimensioni medio-grandi col cappello che può avere diametro fino a 13-15 cm. Colorazioni generali sul crema chiaro o giallino, con vaghe macchie color ruggine nelle zona contuse. Ha cappello non zonato con netta depressione al centro, margine a lungo molto involuto o arrotolato, cuticola pileica vischiosa soprattutto a tempo umido. Imenoforo con lamelle fitte, adnate-decorrenti, anche forcate nei pressi dell’attaccatura al gambo; lamelle color crema molto chiaro (più pallido del colore del cappello) e soffuse di rosa. Il gambo è tozzo e piuttosto corto, scrobicolato regolarmente per tutta la sua altezza. Ha latice piuttosto denso, bianco all’inizio ma velocemente virante al giallo-zolfo sia sulle lamelle che sulla carne sia separato da esse. Latice dal sapore molto sgradevole, acre. Il simile Lactarius scrobiculatus si fa riconoscere per l’habitat preferenziale sotto Peccio (Abete rosso), per il cappello di dimensioni più grandi (fino a 20 cm e oltre), più o meno lievemente zonato e talvolta con scrobicoli all’orlo, per il gambo con scrobicoli più irregolari ma assenti all’apice che si presenta di solito con una breve fascia anulare pruinosa e bianchiccia, per il latice non acre ma più o meno mite. Sezione: orlo del cappello involuto-arrotolato; carne biancastra che diventa giallina Gambo ovunque scrobicolato
  3. Lepiota clypeolaria (Bull. : Fr.) Kumm.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Lamelle libere al gambo, come in tutte le Lepiota.
  4. Tricholoma ustaloides Romagn.; Regione Toscana, Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Giovani esemplari, reperiti in bosco di latifoglie miste, con prevalenza di Castagno. Nell'esemplare di sinistra si può intravedere, sotto lo spesso strato di glutine, una sorta di costolatura al margine del cappello.
  5. Daedaleopsis tricolor (Bull. : Fr.) Bondartsev & Singer; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Bellissimo lignicolo dai colori rossastri sulla parte sterile e dall'imenoforo particolare. Specie annuale, si presenta a forma di mensola semicircolare con dimensioni che variano da pochi cm fino a 15 cm di larghezza e con spessore fino a 3 cm nel punto in cui aderisce al supporto legnoso. La superficie sterile è glabra, finissimamente vellutata e concentricamente zonata; passando un dito su tale superfice si apprezza anche la sua solcatura; brunastra all'inizio, può diventare di un bel rosso scuro a maturità con zonature di un rosso più scuro o nerastro. Imenoforo da grigiastro a bruno-ocraceo, con presenza di pori angolosi e sinuosi solo nella parte centrale; allontanandosi dal centro i pori si allungano fino a trasformarsi in lamelle che si biforcano tipicamente in altre due lamelle che a loro volta possono ripetere la biforcazione più volte proseguendo verso il margine (lamelle dicotomiche). La superficie poroide si macchia alla contusione assumendo colorazioni rosate o rosa-brunastre più o meno scure. Può confondersi con Daedaleopsis confragosa che ha imenoforo formato da pori più o meno allungati, talvolta labirintiformi; le sue mensole sono più grandi ma hanno colorazioni più smorte: dall’ocraceo fino al bruno o al bruno-rossastro ma mai “acceso”.
  6. Scleroderma citrinum Pers. : Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Dal TUTTO FUNGHI, Scheda 22, Pag. 343: “Tipico dei boschi di latifoglie (Castagno, Faggio, Betulla), viene reperito anche presso conifere. Cresce terricolo in terreno tipicamente acido, frequentemente nel muschio che ricopre la base dei ceppi e degli alberi. Segnalato anche oltre i 1000 metri di quota, è comune reperirlo dall’estate all’autunno anche in periodi più siccitosi. È una specie molto comune e facile da riconoscere per alcune caratteristiche quali il peridio spesso, giallo con screpolature e squamette, la presenza di ife miceliari e l’assenza di uno pseudogambo. Il peridio (2-5 mm di spessore) si presenta leggermente più spesso alla base dove può essere inarcato verso l'alto. Tossico, causa sindrome gastroenterica incostante." Di solito in questa specie il peridio si ispessisce ulteriormente alla base dello sporoforo Gleba inizialmente bianca. Durante la maturazione passa al grigio-violaceo e poi al nero-violaceo.
  7. Amanita muscaria (L. : Fr.) Lam.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Esemplari nei vari stadi di maturazione
  8. Lycoperdon echinatum Pers. : Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Giovanissimi esemplari Esemplare più sviluppato, ma non giunto a piena maturità vista la gleba ancora bianca
  9. tropharia caerulea Kreisel; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Esemplare rinvenuto sotto Pino
  10. Hygrophorus eburneus (Bull. : Fr.) Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Trovato sotto Faggio misto con Pino. Hygrophorus eburneus può essere confuso con Hygrophorus cossus per i caratteri morfocromatici e per la marcata viscosità. Di aiuto per la distinzione è l’odore (oltre che particolari reazioni macrochimiche): l’odore di Hygrophorus eburneus è lieve e può ricordare quello della buccia degli agrumi; viene riportato in letteratura anche come “odore di giacinto”. Hygrophorus cossus ha invece odore sgradevole, come di formaggio deteriorato di capra.
  11. Laetiporus sulphureus (Bull. : Fr.) Murrill; Regione Toscana, Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Esemplari che hanno fruttificato alla base di un vecchio ceppo di quercia, a bordo strada
  12. Laccaria amethystina (Huds.) Cooke; Regione Toscana; Ottobre 2019; foto di Alessandro Francolini. Specie assai facile da riconoscere quando si presenta con il suo cromatismo tipico: colori ametista in ogni sede! A tempo secco tali colori sbiadiscono notevolmente: in tal caso vengono in aiuto le lamelle ampiamente spaziate e spesse; le piccole dimensioni (cappello fino a non oltre i 5 cm di diametro e gambo slanciato, alto fino al massimo di 10 cm); la cuticola pileica opaca e leggermente feltrata, decorata da minuscole squamette depositate al centro; la carne esigua e viola chiaro nel cappello, fibrosa e biancastra nel gambo, con odore e sapore dolciastri e gradevoli; il gambo ben striato da fibrille longitudinali biancastre. È specie ubiquitaria. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 60, Pag. 164: “L’identificazione sul campo è resa agevole per le sue caratteristiche morfocromatiche (dimensioni, portamento, colorazioni omogenee); un alquanto improbabile confusione con giovani e patiti Cortinarius violaceus si evita osservando la presenza di una cortina e di un bulbo alla base del gambo; la tossica Mycena pura presenta un cappello liscio, striato al margine per trasparenza, lamelle biancastre e solamente soffuse di violetto, odore e sapore nettamente rafanoide, oltre ad avere una consistenza completamente diversa. Tutti i funghi appartenenti al Genere Laccaria presentano colorazioni vivaci più o meno intense, anche in relazione alle condizioni di umidità presenti in ambiente: con clima secco tendono ad impallidire notevolmente perdendo quasi completamente la brillantezza dei cromatismi. Sconsigliamo il consumo di questo fungo a causa della segnalazione di episodici problemi gastroenterici.”
  13. Russula cyanoxantha (Schaeff.) Fr.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Come suggerisce il nome (dal greco kyanos = azzurro e xanthós = giallo), la gamma cromatica del suo cappello è molto ampia: dal viola al verde, attraverso tonalità bluastre o giallastre; anche se esemplari giovani possono presentare colorazioni uniformi di ciclamino. Tali colorazioni in genere sono presenti e frammiste nello stesso esemplare creando un aspetto cromatico come metallizzato. La cuticola è parzialmente separabile (per 2 quinti del raggio) e la carne sottostante ha tonalità lilacine. Gambo e lamelle sono bianchi, con qualche macchia rugginosa in vecchiaia. Carne bianca dal sapore dolce come di nocciola. Cresce dall’estate al tardo autunno nei boschi di latifoglie. Caratteristica distintiva sono le lamelle lardacee. Dal (nuovo) Tutto Funghi, Scheda 159, Pag. 275: “Il colore violetto della carne sotto la cuticola non è un carattere valido per la determinazione in quanto non esclusivo di questa specie. La consistenza definita lardacea delle lamelle indica l’estrema difficoltà nello spezzarle con la pressione di un dito, piegandosi invece come fossero di lardo. Nelle altre specie di Russula le lamelle si rompono in modo più o meno evidente.”
  14. Lycoperdon perlatum Pers. : Pers.; Regione Toscana; Ottobre 2019; Foto di Alessandro Francolini. Esemplari quasi a fine ciclo: gli aculei caduti lasciano al loro posto delle evidenti "fossette" più chiare.
  15. Leucopaxillus gentianeus (Quél.) Kotl.; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto Felice Di Palma.
  16. Saproamanita vittadinii (Moretti) Redhead, Vizzini, Drehmel & Contu; Regione Lazio; Novembre 2019; Foto Felice Di Palma. Spore (10,23)10,44-11,07-12,42(12,64) × (8,02)8,06-8,155-9,28(9,56) µm. Imenio e basidi.
  17. Lentinellus ursinus (Fr. : Fr.) Kühner; Regione Lazio, Manziana (RM); Novembre 2019; Foto di Enzo Orgera.
  18. Asterophora lycoperdoides (Bull.) Ditmar; Regione Lazio, Sughereta di San Vito, Monte San Biagio (LT); Novembre 2019; Foto di Enzo Orgera.
  19. Crinipellis scabella (Alb. & Schwein. : Fr.) Murrill; Regione Lazio; Ottobre 2019; Foto di Tomaso Lezzi.
  20. Cortinarius chevassutii Rob. Henry 1982 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Cortinariaceae Genere Cortinarius Sottogenere Telamonia Sinonimi Cortinarius subsordescens Rob. Henry 1985 Etimologia L'epiteto Cortinarius deriva dal latino cortinarius = attinente alla cortina, per la presenza di velo secondario sul gambo in forma di cortina. Bibliografia AA.VV., 2018. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. 2nd Edition, 2nd printing. CALLEDDA F., CAMPO E., FLORIANI M. & MAZZA R. 2021. Guida Introduttiva al genere Cortinarius in Europa. Ed. Osiride. NITARE J., KNUTSSON T., BRANDRUD T.E., JEPPESEN T.S. & FRØSLEV T.G. 2024. Ädelspindlingar – Guide till svenska naturvårdsarter. Mykologiska Publikationer 12. Ed. Sveriges Mykologiska Förening (SMF). KUYPER T. et al. 2024. Flora Agaricina Neerlandica Vol 8. Cortinarius. Regione Lazio. Ottobre 2019. Foto di Tomaso Lezzi. Telamonia caratterizzata da un portamento massiccio, mancanza di un odore particolare, ch eè solo debole, fruttato, e bulbo basale più o meno marginato.
  21. Myriostoma coliforme (With. : Persoon) Corda; Regione Lazio; Ottobre 2019; Foto di Tomaso Lezzi.
  22. Gyroporus castaneus (Bull. : Fr.) Quél.; Regione Lazio, Oasi Lipu Castel di Guido (RM); Ottobre 2019; Foto di Enzo Orgera.
  23. Russula sororia Fr.; Regione Lazio, Oasi Lipu Castel di Guido (RM); Ottobre 2019; Foto di Enzo Orgera.
  24. Cuphophyllus fornicatus (Fr.) Lodge, Padamsee & Vizzini; Regione Umbria; Dicembre 2019; Foto di Tomaso Lezzi. Ritrovamento effettuato sotto Cipressi. Trama lamella. Osservazione in Rosso Congo a 40×. Ife trama lamella 32-62 µm. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Basidi 42-48 µm e spore. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Spore subglobose, in maggior parte ellissoidali, ellissoidali allungate, alcune leggermente strozzate. Osservazione in Rosso Congo a 1000×.
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