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  1. Tricholoma josserandii Bon; Regione Piemonte; Novembre 2010; Foto di Gianluigi Boerio.
  2. Tricholoma josserandii Bon; Regione Liguria; Novembre 2009; Foto di Massimo Biraghi. Microscopia Spore subglobose-ovoidali, largamente ellissoidali 6-8 × 5-5,5 µm. Basidi tetrasporici clavato-allungati 45-55 × 6-8 µm, assenza di giunti a fibbia. Epicute formata da ife strette e fragili senza giunti a fibbia.
  3. Tricholoma josserandii Bon; Regione Liguria; Novembre 2009; Foto di Maria Ligure. Particolare dell'imenio. Particolare delle lamelle. Particolare della carne del gambo. L'interno del gambo che negli esemplari adulti diventa farcito.
  4. Tricholoma josserandii Bon 1975 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Genere Tricholoma Sezione Atrosquamosa Sottosezione Virgata Etimologia josserandii: dal nome del micologo Josserand. Cappello Di medie dimensioni, 4-8 cm di diametro, inizialmente emisferico-convesso, poi convesso appianato a maturazione, raramente completamente disteso, in questa fase può assumere un portamento flessuoso-ondulato, è presente un largo umbone a volte poco visibile, il margine è generalmente liscio ed uniforme. Cuticola di aspetto brillante con tempo umido, leggermente vellutata con tempo asciutto, di aspetto liscio o con leggere fibrille innate nei giovani esemplari, difficilmente riscontrabili ad occhio nudo (lente). Il pileo ha toni grigi, più accentuati al centro dove si sporcano di ocra-brunastro in età adulta, possono essere anche presenti sfumature violacee, specie verso il margine. Imenoforo Lamelle mediamente fitte, sinuose, smarginate, abbastanza ventricose, intercalate da lamellule, con qualche rara connessione, di colore bianco puro nei giovani esemplari, tendono ad assumere toni spenti in maturazione pur mantenendo colori biancastri, filo concolore. Gambo Da 5 a 10 cm, generalmente slanciato, cilindrico, spesso rastremato alla base dove può assumere una forma affusolata e ritorta, di colore biancastro, leggermente fibrilloso-furfuraceo specie verso l'inserzione con le lamelle, in maturazione assume toni grigio chiaro specialmente verso la base. Carne Fibrosa, poco consistente nel cappello, stopposa nel gambo, biancastra con sfumature grigiatre, anche leggermente rosate in vecchiaia e localizzate nella parte inferiore del gambo, odore complesso di farina rancida ma con timbro marcato di cimice, più evidente negli esemplari maturi, sapore analogo, amarognolo, sgradevole dopo prolungata masticazione. Habitat Specie rara ma ben distribuita nelle località conosciute, fruttifica generalmente in boschi di media-bassa collina di Pinus sylvestris frammisto conCastanea sativa, ma ritrovato anche sotto Quercus ilex ed Erica arborea, generalmente in tardo autunno e fino ai primi geli. Microscopia Spore 6-8 × 5-5,5 µm da subglobose-ovoidali, a largamente ellittitiche, lisce, pluriguttulate, con apicolo evidente. Basidi tetrasporici clavato-allungati 45-55 × 6-8 µm, assenza di giunti a fibbia. Epicute formata da ife molto fragili e sottili senza giunti a fibbia. Commestibilità o tossicità Tossico, responsabile di sindrome gastroenterica di grave entità paragonabile a quella provocata da Tricholoma pardinum, Entoloma lividum eOmphalotus olearius. Osservazioni Come si può evincere dal sinonimo Tricholoma groanense Viola, Tricholoma josserandii Bon dovrebbe essere presente e ben localizzato in quell'area oggi chiamata appunto "Parco delle Groane", relitto della vegetazione primaria esistente nella zona Nord-Ovest di Milano, che si estende dalla sua periferia toccando i comuni di Appiano Gentile e Tradate a cavallo tra la provincia di Como e Varese, e Cantù, comune a pochi chilometri di distanza dal capoluogo Como. Quest'area di grande interesse naturalistico è conosciuta come Brughiera. Circa un secolo fa una massiccia intossicazione gastrointestinale individuata e studiata dal Dr. Giovanni Ferri venne attribuita a una specie chiamataTricholoma cimicinum. Oggi viene con probabilità attribuita a Tricholoma josserandii. Nonostante la zona di crescita circoscritta e ben localizzata non sono a conoscenza di segnalazioni di ritrovamenti o di intossicazioni negli ultimi vent'anni e personalmente, pur frequentando gli areali di presunta crescita, non ho mai incontrato la specie in questione. Gli esemplari da me osservati provengono dalla Liguria e precisamente nel Comune di Sassello, in zona pedemontana situata a 450 m s.l.m. località tra Palo e Madonna del Foresto. Le caratteristiche morfologiche, organolettiche e i riscontri microscopici ben concordano con la letteratura corrente, sebbene assai povera di riferimenti. Specie simili Per le caratteristiche morfocromatiche Tricholoma josserandii è specie facilmente confondibile con specie notoriamente commestibili e ricercate dai micofagi abituali, quali le cosidette "morette" ovvero tutte quelle specie appartenenti al gruppo del Tricholoma terreum, ma in particolare con il ricercatoTricholoma portentosum con il quale condivide habitat e periodo di fruttificazione. Quest'ultimo si differenzia subito sul campo per il cappello percorso da fibrille radiali, la colorazione giallastra presente nella zona sottocuticolare, nelle lamelle e nel gambo, nonchè per l'odore di farina fresca. Più difficile per i neofiti il riconoscimento con i Tricholoma del gruppo Tricholoma terreum. L'osservazione delle decorazioni pileiche, del gambo presto cavo negli esemplari adulti, e in particolar modo delle proprietà organolettiche sono di estrema importanza per differenziare questo gruppo di funghi dalle colorazioni monotone, infatti, pur avendo differenti odori (farinoso, erbaceo, subnullo, pepe fresco) nessuna "moretta" ha sentore cimicino e gusto sgradevole al palato. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Massimo Biraghi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Tricholoma josserandii Bon; Regione Liguria; Novembre 2009; Foto di Maria Ligure. Particolare del pileo.
  5. Tricholoma joachimii Bon & A. Riva; Regione Umbria; Novembre 2013; Foto di Mario Iannotti. Particolare delle lamelle con filo irregolare.
  6. Tricholoma joachimii Bon & A. Riva; Regione Lazio; Novembre 2006; Foto di Felice Di Palma.
  7. Tricholoma joachimii Bon & A. Riva 1985 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Genere Tricholoma Sezione Equestria Sottosezione Parafucata Sinonimi Tricholoma malluvium (Batt. Sacc.) ss. Bresadola 1927 non Batt. 1755 Tricholoma singeri Kuthan non Kühner 1980 Etimologia joachimii = dedicato a M.L. Joachim colui che per primo raccolse e descrisse la specie. Cappello Si presenta con aspetto robusto, massiccio, da 4 a 12 cm di diametro, di forma convessa, irregolare, lobato, dapprima con accenno di umbone tende poi a divenire piano, negli esemplari maturi anche con depressione centrale e bordo rialzato. Il margine è sottile e rimane a lungo involuto. Di colore giallo citrino, la cuticola è liscia, leggermente tomentosa e viscosa a tempo umido, al centro decorata da piccole squame bruno-rossicce che si diradano verso il margine. Imenoforo Lamelle mediamente spaziate, smarginate, bianche, ventricose, con presenza di lamellule di diversa lunghezza. Il filo è irregolare, ondulato, non seghettato, di colore giallo che sfuma al bianco verso l'interno della lamella. Gambo Cilindrico, molto robusto, 5-15 × 2-3 cm, carnoso, slanciato, tende ad ingrossare verso la base, che a volte risulta un po’ ritorta; giallo citrino non uniforme, sono presenti zone decolorate al biancastro, soprattutto verso l’apice, ricoperto da fibrille e fini squamette brunicce, più evidenti e numerose verso la base. Carne Soda e compatta, bianca, a dispetto del portamento robusto risulta scarsa nel cappello, emana un debole odore farinoso, all’assaggio è dolce, farinoso, con retrogusto leggermente amarognolo. Habitat Ritrovamento in un bosco misto, con presenza di Quercia (Cerro), Carpino e Ginepro, con sottobosco di Felci ed Erica. In letteratura viene riportato quale habitat: boschi di latifoglie, Castagno, Quercia e qualche Pino silvestre. Anche in pinete pure con qualche Abete. Microscopia Spore da subglobose a largamente ellissoidi, con grossa guttula centrale, lisce e con apicolo evidente. Misure eseguite su spore da sporata: 5,0-6,0 × 4,0-5,0 µm; Q = 1,2. Basidi tetrasporici, banali, alla base dei basidioli sono presenti occasionalmente GAF. Trama della lamella parallela, regolare, ife ialine rigonfie a parete sottile, settate ed afibulate, ife larghe da 9,0 fino a 15,0 µm. Cuticola formata da un Ixotrichoderma con ife cilindriche, sottili, intrecciate, ramificate, gelificate, con estremità affusolata e arrotondata, con pigmento disciolto giallo-verde e pigmento scuro incrostante. Commestibilità e Tossicità Non accertata. Specie simili T. viridifucatum, sembra caratterizzarsi per aver il cappello con tinte più verdastre, portamento esile, lamelle e gambo bianchi con sfumature giallo-verdastre, spore più allungate, ellittiche: 5,5-6,5(8,5) x 4,5-5,0 µm; larghezza delle ife della lamelle da 3-6 µm; T. coryphaeum, tra le specie a cappello giallo-dorate sembra si distingua per delle squamette-punteggiature bruno-olivastre presenti sul gambo ma meno evidenti di quelle del T. joachimii, sapore piuttosto amarognolo della carne, la presenza di GAF nei basidi è incerta, spore senza guttule distinte. Alcuni autori lo sinonimizzano con T. sejunctum; T. fucatum, si separa per le dimensioni esili dei carpofori, per le colorazioni verde-olivastre del cappello, per le squame e fibrille molto pronunciate sul gambo e dal punto di vista microscopico per l'assenza di GAF alla base dei basidi. T. arvernense, cappello fibrilloso, ife della trama della lamella con GAF, larghe da 5-7 µm, cellule marginali molto grandi, habitat boschi di Pino silvestre con presenza di Abete. Bibliografia RIVA, A., 1988. Tricholoma (Fr.) Staude. Fungi Europæi. Vol. 3. RIVA, A., 2003. Tricholoma (Fr.) Staude Supplemento. Fungi Europaei. Vol. 3A. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti con la collaborazione di Luigi Minciarelli e Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Tricholoma joachimii Bon & A. Riva; Regione Umbria; Ottobre e Novembre 2013; Foto di Mario Iannotti. (exsiccatum MI20131024-01) Lamelle bianche con filo giallo che sfuma verso l'interno della lamella. Gambo con squame bruno-rossicce. Cappello con squamette bruno-rossicce. Filo della lamella irregolare, ma non seghettato. Ritrovamento di Novembre 2013 (exsiccatum MI20131101-01) Foto di Tomaso Lezzi. Le lamelle sono bianche, ma sfumano al giallo limone vicino al filo. Foto di Mario Iannotti. Microscopia Microscopia effettuata da Tomaso Lezzi e Mario Iannotti. Spore da subglobose a largamente ellissoidi, con grossa guttula centrale, lisce e con apicolo evidente. Misure eseguite su spore da sporata: 5,0-6,0 × 4,0-5,0 µm; Q = 1,2. Osservazione a 1000× in Rosso Congo. Basidi tetrasporici, banali. Basidioli, banali, occasionalmente, muniti di GAF alla base. Trama della lamella parallela, regolare, con ife rigonfie, ialine, a parete sottile, settate ed afibulate. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Ife della lamella rigonfie, ialine, a parete sottile, settate ed afibulate. Osservazione in Rosso Congo a 400×. Ife della lamella rigonfie, ialine, a parete sottile, settate ed afibulate, larghe da 9,0 fino a 15,0 µm. Osservazione in Rosso Congo a 1000×. Cuticola: Ixotrichoderma con ife cilindriche, sottili, intrecciate, ramificate, gelificate, con estremità affusolata e arrotondata, con pigmento disciolto giallo-verde e pigmento scuro incrostante. Osservazione a 100×. Foto e osservazioni di Luigi Minciarelli. Basidi e basidioli del filo lamellare 1000× in Rosso Congo. Basidioli del filo lamellare 1000× in Rosso Congo, rari i GAF osservati dopo molte ricerche solo su questa parte dell'imenoforo. Basidioli sulla faccia della lamella 1000× in Rosso Congo. Cuticola: Ixotrichoderma con ife cilindriche, sottili, intrecciate, ramificate, gelificate, con estremità affusolata e arrotondata, con pigmento disciolto giallo-verde e pigmento scuro incrostante. Osservazione in acqua a 100×. Osservazione in acqua a 400×. Pigmento giallo verdastro disciolto intracellulare e pigmento scuro incrostante.
  8. Tricholoma inamoenum (Fr.: Fr.) Gillet; Svizzera; Agosto 2014; Foto di Roberto Cagnoli.
  9. Tricholoma inamoenum (Fr.: Fr.) Gillet; Regione Friuli Venezia Giulia, Piani di Vas, Rigolato (UD); Agosto 2014; Foto di Claudio Angelini.
  10. Tricholoma inamoenum (Fr.: Fr.) Gillet, Regione Lombardia; Settembre 2009; Foto di Massimo Biraghi. Caratteristico per le colorazioni pileiche occracee con sfumature a volte bianco-rosate e dal pileo sericeo, emana un odore penetrante di gas illuminante.
  11. Tricholoma inamoenum (Fr.: Fr.) Gillet, Regione Trentino; Agosto 2008; Foto di Felice Di Palma.
  12. Tricholoma inamoenum (Fr.: Fr.) Gillet 1874 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Foto e Descrizioni Fungo assai comune nei boschi di conifere di montagna, può a prima vista all'inesperto apparire vagamente una moretta (Tricholoma del gruppo terreum), ma basta odorarlo per capire che si tratta di altro. Odore come di gas illuminante, sapore disgustoso e con una componente solforosa, un vero disastro organolettico. Anche la colorazione del cappello non ha mai toni del grigio, un sabbia più o meno carico, cresce isolato o a piccoli gruppi, fungo velenoso. Dimensioni medio piccole, crescita in Estate/Autunno. Sovente, in particolare quando giovane, il cappello presenta un portamento campanulato e a maturità più o meno umbonato. Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni. Regione Trentino; Agosto 2003; Foto di Pietro Curti.
  13. Tricholoma imbricatum (Fr.: Fr.) Kumm.; Regione Trentino Alto Adige; Settembre 2012; Foto di Mario Iannotti. Foto di Pietro Curti.
  14. Tricholoma imbricatum (Fr.: Fr.) Kumm.; Regione Trentino Alto Adige, Predazzo, loc. Bellamonte; Agosto 2006; Foto di Massimo Biraghi.
  15. Tricholoma imbricatum (Fr.: Fr.) Kumm. 1871 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Regione Trentino Alto Adige, Bellamonte; Agosto 2006; Foto di Massimo Biraghi.
  16. Tricholosporum goniospermum (Bres.) Guzmán ex T.J. Baroni. Regione Umbria. Ottobre 2013. Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. Ritrovamento nei pascoli montani appenninici 1200 m s.l.m., crescita in fila nei cerchi delle streghe con andamento zigzagante, si presenta con un portamento massiccio, carnoso, il cappello di colore giallastro, ocra carico, lamelle molto fitte, grigio-violacee, su toni lilla nei giovani esemplari, gambo più corto del diametro del cappello, di colore biancastro. La carne è biancastra, odore forte di farina con componente spermatica. Microscopia Spore ialine, bianche in massa, allungate, di forma gibbosa, angolose, cruciformi. Le misure sono stare effettuate su n. 20 spore mature da sporata, le stesse risultano molto variabili a causa delle caratteristiche morfologiche (forma gibbosa) e delle variegate forme osservate: (6,7)6,8-8,9(9,8) × (4,7)5,3-7,2(7,4) µm; Q=1,0-2,1; Qm=1,3. Basidi banali, allungati, tetrasporici. Cheilocistidi di forma clavata e capitulata. Trama lamellare regolare, con ife allungate, settate con GAF. Specie simili In Europa oltre a Tricholosporum goniospermum (Bres.) Guzmán ex T.J. Baroni, abbiamo altre due specie: Tricholosporum nodulosporum (Babos & Bohus) Contu, specie endemica dell’Ungheria, descritta da Bohus nel 1982 e Tricholosporum tetragonosporum (R.Maire) Contu e Mua. Quest’ultima è stata osservata e descritta in Sardegna, morfologicamente è molto simile a T. goniospermum, si separa per le spore di minore dimensione e poco allungate, per l’odore tenue e l’habitat preferenzialmente sabbioso. Osservazioni Questa specie in alcune località dell’Umbria, soprattutto quelle più vicine alla dorsale appenninica, è molto ricercata ed apprezzata dal punto di vista culinario, nella zona di Spello (PG) è conosciuta con il nome gergale di “cervino”. Non si conosce l’origine di questo appellativo, probabilmente attribuito per il colore del cappello su toni fulvi, ocra carico. Spore ialine, bianche in massa, allungate di forma gibbosa, angolose, cruciformi. Le misure sono stare effettuate su n. 20 spore mature da sporata, le stesse risultano molto variabili a causa delle caratteristiche morfologiche (forma gibbosa) e delle variegate forme osservate: (6,7)6,8-8,9(9,8) × (4,7)5,3-7,2(7,4) µm; Q=1,0-2,1; Qm=1,3. Osservazione in Rosso Congo, a 1000×. Osservazione a 1000× in acqua. Basidi banali, allungati, tetrasporici. Osservazione a 400× in rosso Congo. Osservazione a 1000× in Rosso Congo. Cheilocistidi di forma clavata e capitulata. Osservazione a 400× in rosso Congo. Osservazione a 1000× in rosso Congo. Trama lamellare regolare, con ife allungate, settate con GAF. Osservazione a 100× in rosso Congo. Osservazione a 400× in rosso Congo. Osservazione a 1000× in rosso Congo.
  17. Tricholosporum goniospermum (Bres.) Guzmán ex T.J. Baroni. Regione Friuli Venezia Giulia, Gemona del Friuli (UD). Luglio 2012. Foto di Umberto Zanghi.
  18. Tricholosporum goniospermum (Bres.) Guzmán ex T.J. Baroni. Regione Umbria. Ottobre 2012. Foto di Stefano Rocchi.
  19. Tricholosporum goniospermum (Bres.) Guzmán ex T.J. Baroni. Regione Umbria. Giugno 2010. Foto e commento di Tomaso Lezzi. Spore angolose e cruciformi. Misure: (6,0)6,5-7,9(8,6) × (4,1)4,6-6,4(6,5) µm; Q=1,1-2,0; Qm=1,4.
  20. Tricholosporum goniospermum (Bres.) Guzmán ex T.J. Baroni. Regione Umbria. Giugno 2010. Foto e commento di Serafino Fioravanti. Spore angolose e a volte cruciformi.
  21. Tricholosporum goniospermum (Bres.) Guzmán ex T.J. Baroni. Regione Umbria. Giugno 2010. Foto e commento di Serafino Fioravanti. Ritrovamento effettuato sui prati dei Sibillini, oltre i 1500 m s.l.m. L'odore è di farina, intenso, con sentori di frutta; il sapore è dolce e gradevole. Il cappello è carnoso, di diametro anche superiore a 15 cm; la carne è soda, compatta, imbrunente al tatto; il gambo è relativamente corto, tozzo, cilindrico, fibroso; le spore in massa sono bianche, con forme irregolari e angolose, anche cruciformi.
  22. Tricholosporum goniospermum (Bres.) Guzmán ex T.J. Baroni. Regione Lombardia. Giugno 2008. Foto di Federico Calledda.
  23. Tricholosporum goniospermum (Bres.) Guzmán ex T.J. Baroni 1982 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Tricholomataceae Il diametro del cappello può superare i 12 cm, l'altezza 9 cm, lamelle fitte, colore bianco sporco che tende col tempo al violetto, sapore tenue non sgradevole, odore leggero di farina acida. Specie a commestibilità condizionata a cottura prolungata (45 minuti). Regione Lombardia, Pianura Padana. Foto di Massimo Mantovani. Foto di Massimo Biraghi. Spore cruciformi tipiche della specie.
  24. Tricholoma gausapatum (Fr. : Fr.) Quél.; Regione Lombardia, loc. Verdellino; Gennaio 2014; Foto di Massimo Biraghi. In un parco pubblico sotto Pinus nigra.
  25. Tricholoma gausapatum (Fr. : Fr.) Quél., Regione Marche; Febbraio 2014; Foto di Pietro Curti. Crescita invernale tardiva, odore subnullo, bosco di Pinus nigra. Pileo bruno nerastro e superficie feltrata. Lamelle larghe e ventricose, grigiastre.
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