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Russula chloroides (Krombh.) Bres.1900
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Russula chloroides (Krombh.) Bres.; Regione Lazio; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Riassumo in una tabellina le caratteristiche che aiutano a differenziare Russula chloroides da Russula delica: Russula chloroides - rapporto lamelle/carne=1/2 - anello azzurro sul gambo vicino alle lamelle (non sempre presente) - lamelle fitte, azzurrine, anastomosate vicino al gambo - odore di candeggina - fungo compatto con lamelle 'ordinate' - depressione imbutiforme del cappello a U, cappello ad imbuto svasato, largo, iniziante poco dopo il margine del cappello (gruppo chloroides) - il cappello è sempre sporco di terra che non si toglie - ambiente alpino, sub-alpino, e mediterraneo - predilige faggete calcaree, lecci. Russula delica - rapporto lamelle/carne=2/1 - le lamelle a volte mostrano riflesso glauco - depressione del cappello a V, cappello a imbuto stretto, iniziante a circa un terzo del diametro del cappello, con fondo acuto o brevemente piatto (gruppo delica) - Ambiente mediterraneo In definitiva sembra che rappresentino dei poli estremi di una serie omogenea, affollata da forme di transizione non sempre trattate in letteratura. Russula chloroides (Krombh.) Bres.; Regione Lazio, Simbruini - M.te Livata; Luglio 2005; Foto di Tomaso Lezzi. Particolare delle lamelle anastomosate. Particolare della zona glauca sul gambo vicino alle lamelle. Foto di Mauro Cittadini. -
Russula chloroides (Krombh.) Bres.1900
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Russula chloroides (Krombh.) Bres.1900
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Russula chloroides (Krombh.) Bres.1900
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Russula chloroides (Krombh.) Bres.1900
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Russula chloroides (Krombh.) Bres.; Regione Trentino; Foto e commento di Pietro Curti. Russula chloroides si distingue dalla simile e più mediterranea Russula delica per una maggiore e più diffusa presenza di riflessi azzurri nelle lamelle, ma in particolare per presentare nel cappello in sezione un rapporto altezza carne/altezza lamelle nettamente a vantaggio della carne. Altra differenza è data dal portamento imbutiforme e dal gambo slanciato. -
Russula chloroides (Krombh.) Bres.1900
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Russula chloroides (Krombh.) Bres.1900 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Russula Sezione Lactarioides Etimologia Dal latino russŭlus = rossiccio, rossastro, rosso, per il colore che in genere assumono i cappelli dei basidiomi appartenenti a tale genere. Dal greco khlorós = verdeggiante e eîdos = somigliante, per le sfumature verdognole che possono contraddistinguere il carpoforo. Cappello 6-15 cm, convesso, prima ombelicato poi con depressione centrale più o meno acuta, imbutiforme; margine involuto da giovane, poi disteso, lobato e un po’ irregolare. Cuticola inizialmente bianca in seguito crema carico abbastanza uniforme o leggermente più chiara al bordo; asportabile per un breve tratto, è asciutta e lievemente rugosa, generalmente ricoperta di terriccio. Imenoforo Lamelle nettamente arcuate, strette, adnate, fitte, in alcuni punti serrate, increspate, soprattutto al margine, ove sono presenti numerose lamellule di varia lunghezza; mediamente sottili, sono rigide, fragili al tocco, anastomosate in prossimità del gambo. Il colore è bianco o leggermente crema, talvolta con lieve riflesso verde o glauco; di norma si macchiano di bruno-ruggine alla contusione o per vetustà. Gambo 2-6 × 1-3 cm, duro, molto corto, spesso obconico ma anche slanciato, talvolta macchiato di verde-azzurro alla sommità; la superficie è liscia o leggermente vellutata; di colore bianco, si macchia di bruno soprattutto alla base; compatto all’interno. Carne Compatta e dura, biancastra o leggermente imbrunente. Odore complesso da fortemente fruttato con componente salmastra a odore clorico come quello della candeggina. Sapore mite nella carne del cappello, acre nelle lamelle e leggermente acre dopo alcuni secondi di masticazione nella carne del gambo. Reazioni macrochimiche: - rosa-arancio al Solfato ferroso FeSO4; - subnulla poi lentamente e leggermente positiva con la Tintura di Guaiaco; - nulla con il Fenolo sui campioni freschi per svariati minuti, poi brunastra. Habitat Russula abbastanza comune che cresce in gruppi di svariati esemplari dalla tarda estate all’autunno inoltrato principalmente nei boschi di conifere della zona subalpina ma anche in quelli di latifoglie della zona mediterranea, come Faggio, Quercia e Castagno con predilezione per i suoli calcarei. Microscopia Sporata biancastra (fino a 1b). Spore 6,8-9,6 × 6-8,2 µm; Qm = 1,1; subglobose-ovoidali, piuttosto variabili nella dimensione, spinoso-connesse, subreticolate con verruche coniche o di profilo rettangolare, anche isolate, di lunghezza irregolare fino a circa 2 µm, a volte unite da interconnessioni molto sottili. Basidi banali, clavati, tetrasporici. Cistidi lunghi, affusolati, spesso appendicolati. Cuticola formata da peli settati, poco ramificati, talvolta un poco dilatati in prossimità dei segmenti, larghi oltre 8 µm e arrotondati o ottusi all’apice; sono accompagnati da rari dermatocistidi di analoga misura, cilindrici e in genere appendicolati alla sommità. Presenza di rare ife filiformi con contenuto giallo oro. Commestibilità e tossicità Seppur largamente consumata soprattutto nel centro Italia, ove è ricercata per la consistenza e resa della sua carne, si tratta di una Russula non commestibile per la mediocrità della sua carne. Specie simili Russula delica Fr. è certamente la specie più vicina, se non il suo vero e proprio sosia, la quale si differenzia per le lamelle larghe e meno fitte, per le spore con le verruche più basse e per i peli della cuticola mediamente più stretti. Inoltre, tendenzialmente, Russula delica predilige l’ambiente mediterraneo, ha un cappello meno imbutiforme, si manifesta con carpofori un po’ più grandi e ha una reazione della carne rosa pallido al Solfato ferroso FeSO4 e forte e rapida alla Tintura di Guaiaco; Russula flavispora Romagn. si differenzia per la sporata giallo chiaro e per la forte acredine della carne; Russula pallidospora J. Blum ex Romagn. si distingue per la sporata crema intenso, per il sapore mite ma tendente all’amaro o all'astringente. Inoltre, possibili confusioni si possono verificare con specie fungine dai cromatismi biancastri appartenenti al genere Lactarius ma in questo caso, i relativi carpofori emettono un caratteristico latice al taglio o alla contusione sempre assente nei miceti appartenenti al genere Russula. Osservazioni La sua crescita ha un curioso aspetto, ossia avviene in modo sotterraneo, sollevando il terriccio sovrastante il quale rimane attaccato alla cuticola del cappello. Ha una notevole presenza di lamellule, carattere questo poco frequente nel genere Russula. Le differenze macroscopiche tra Russula delica e Russula chloroides nel recente passato venivano fatte dando priorità al rapporto carne-lamelle del cappello (rispettivamente 1/2 e 2/1), ai riflessi azzurri dell'imenoforo o della parte sommitale del gambo, tuttavia, tali elementi non sembrano più essere discriminanti in quanto non contraddistinti da stabilità. Al fine di discernere le due specie è pertanto opportuno effettuare le verifiche macrochimice e microscopiche, le quali garantiscono maggiore affidabilità e stabilità. In futuro l’indagine molecolare potrebbe confermare l'ipotesi di alcuni autori che queste due specie siano solo delle varianti ecologiche e che possano essere riunite in una sola entità. Bibliografia SARNARI, M., Ristampa Giugno 2007. Monografia illustrata del Genere Russula in Europa. Tomo Primo. Trento: Ed. AMB. SARNARI, M., 2005. Monografia illustrata del Genere Russula in Europa. Tomo Secondo. Trento: Ed. AMB. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Stefano Rocchi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria, Sterpare di Sellano (PG); Ottobre 2015; Foto e Microscopia di Stefano Rocchi. Esemplari rivenuti in bosco di Castagno. Il gambo corto ed obconico. Le lamelle increspate verso il margine, con le numerose lamellule. Le lamelle strette ed arcuate. Reazioni macrochimiche: - rosa-arancio al Solfato ferroso FeSO4; - subnulla poi lentamente e leggermente positiva con la Tintura di Guaiaco. Spore 6,8-9,6 × 6-8,2 µm; Qm = 1,1; subglobose-ovoidali, piuttosto variabili nella dimensione, spinoso-connesse, subreticolate con verruche coniche o di profilo rettangolare, anche isolate, di lunghezza irregolare fino a circa 2 µm, a volte unite da interconnessioni molto sottili. Spore da sporata 1000× in Melzer (foto in basso a destra del riquadro seguito da lavaggio con Cloralio idrato). Basidi clavati, tetrasporici. Cistidi lunghi, affusolati, spesso appendicolati. 400× in Rosso Congo. 1000× in Rosso Congo. Cuticola formata da peli settati, poco ramificati, talvolta un poco dilatati in prossimità dei segmenti, larghi oltre 8 µm e arrotondati o ottusi all’apice. 400× in Rosso Congo. 1000× in Rosso Congo. Presenza nella cuticola di rari dermatocistidi, cilindrici e in genere appendicolati alla sommità. 1000× in Rosso Congo. Rilevate nella cuticola rare ife filiformi con contenuto giallo oro. 1000× in Rosso Congo. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson; Regione Lombardia, località Verdellino; Novembre 2014; Foto di Massimo Biraghi. Parco pubblico con Pino silvestre. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson; Regione Lombardia; Dicembre 2011; Foto di Massimo Biraghi. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson; Regione Lombardia, Crespi d'Adda; Ottobre 2011; Foto di Massimo Biraghi. Ritrovamento in un parco pubblico erboso con Pinus sylvestris. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson; Regione Lombardia, Crespi d'Adda; Ottobre 2010; Foto di Massimo Biraghi. Ritrovamento in un parco pubblico erboso con Pinus sylvestris. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson; Regione Sardegna; Novembre 2009; Foto di Massimo Biraghi. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson; Regione Lombardia, Seveso; Ottobre 2007; Foto di Federico Caledda. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson; Regione Sardegna; Raduno AMINT; Novembre 2007; Foto di Massimo Biraghi. Esemplari con toni pileici differenti. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson; Regione Sardegna, Arborea; Raduno AMINT; Novembre 2007; Foto di Mauro Cittadini. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson; Regione Sardegna, Raduno AMINT; Novembre 2007; Foto di Emilio Pini. -
Russula cessans A. Pearson 1950
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Russula cessans A. Pearson 1950 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Russula Sottogenere Russula Sezione Tenellae Subsezione Laricinae Sinonimi Russula chamaeleontina var. rosea Romell Etimologia Russula = dal latino russŭlus, rossiccio, rossastro, rosso, per il colore dei cappelli che assumono molte specie in questo genere. cessans = dal latino cesso, che indugia, che ritarda, riferibile alla crescita in tarda stagione rispetto alle altre specie del suo genere. Cappello Cappello convesso, di piccola-media dimensione, poi un po’ depresso al centro con l’età, margine regolare, ottuso, leggermente scanalato a maturità. La cuticola è liscia, brillante con la pioggia, di colore rosso-vinoso, violaceo-brunastro, spesso con decolorazioni ocra-verdastre. Imenoforo Le lamelle sono adnate o smarginate, moderatamente fitte, fragili, forcate, anastomosate, dapprima di colore crema, poi gialle a maturità. Gambo Il gambo è cilindrico, bianco, pieno, presto spugnoso, abbastanza fragile. Carne La carne è bianca, fragile, con odore fruttato, lamelle leggermente piccanti, se l’assaggio comprende carne, cuticola e lamelle si può definire di sapore mite. Reazione positiva al Guaiaco. Habitat È una Russula tardiva, cresce in autunno inoltrato sotto pini. Microscopia Spore subglobose di misura 8,3-9,8 × 7,4-8,5 µm; Q = 1,0-1,2; Qm = 1,1; amiloidi, con apicolo più o meno allungato, crestate-subreticolate. Con verruche che confluiscono in creste disposte a formare un reticolo parziale. Sporata gialla. Basidi clavati, prevalentemente tetrasporici, osservati anche rari monosporici. Macrocheilocistidi cilindrici, fusiformi, appendiculati, con estremità anche moniliformi. Epicute costituita da peli attenuati, con corti articoli, anche affilati, dermatocistidi cilindracei, lisci, ottusi, plurisettati. Commestibilità e tossicità Commestibile, di nessun pregio culinario. Note È una specie che fa la sua comparsa nel tardo autunno, si fa riconoscere per la crescita nella pinete, le piccole dimensioni, la sporata gialla, le lamelle leggermente piccanti. Specie simili Russula nauseosa (Pers.) Fr., è legata all’Abete rosso ed all’ambiente di montagna, ha le spore con aculei più o meno isolati. Russula laricina Velen., si separa per il portamento slanciato, il cappello con colorazioni più policrome e variegate, margine nettamente scanalato-tubercolato, carne ingrigente, spore meno reticolate, ambiente montano costituito da abeti rossi, bianchi e larici. Russula sapinea Sarnari, cappello con colorazioni policrome, è una piccola specie legata alle foreste di Picea, carne ingiallente sulle tonalità ocra-ruggine, spore echinulate-crestate. Russula olivina Ruots. & Vauras, specie del nord, associata alle foreste di Picea, cappello con tonalità da verde oliva a giallastro, spore grandi, echinulate, basidi bisporici. Russula tyrrhenica Sarnari, molto simile, legata alle pinete litoranee ed associata con Cistus monspeliensis o salvifolius, la carne ha un sapore più piccante, sporata più pallida, a volte presenta una macchia rossa alla base del gambo, microscopicamente si separa per l'epicutis con peli, con i singoli articoli assai lunghi, circa 25-50 µm ed i dermatocistidi molto incrostati.Russula od orata Romagn., si differenzia per la taglia e carnosità inferiore, il margine presto scanalato-tubercolato, l’ingiallimento marcato, l’habitat di latifoglie. Bibliografia SARNARI, M., 2005. Monografia illustrata del Genere Russula in Europa. Tomo Secondo. Trento: Ed. AMB. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Novembre 2016; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. (Exsiccatum MI20161112-01) Microscopia Spore subglobose di misura 8,3-9,8 × 7,4-8,5 µm; Q = 1,0-1,2; Qm = 1,1; amiloidi, con apicolo più o meno allungato, crestate-subreticolate. Con verruche che confluiscono in creste disposte a formare un reticolo parziale. Osservazione in Melzer a 1000×. Basidi clavati, prevalentemente tetrasporici, osservati anche rari monosporici. Osservazione in Floxina acquosa all'1% a 1000×. Basidi monosporici. Osservazione in Floxina acquosa all'1% a 1000×. Macrocheilocistidi cilindrici, fusiformi, appendiculati, con estremità anche moniliformi. Osservazione in Floxina acquosa all'1% a 1000×. Epicute, costituita da peli attenuati, anche affilati, con dermatocistidi cilindracei, lisci, ottusi, plurisettati. Osservazione in Floxina acquosa all'1% a 400×. Osservazione in Floxina acquosa all'1% a 1000×. -
Russula cavipes Britzelm. 1893
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Velenosi
Russula cavipes Britzelm.; Regione Abruzzo; Ottobre 2014; Foto e descrizione di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2014 - Rivisondoli. Ritrovamento in un bosco misto con prevalenza di Abies alba e presenza costante di Quercia, Faggio e Pioppo, specie policroma, i colori sono molto variabili vanno dal rosa lilacino al rosa-grigiastro con frammiste tonalità porpora, al grigio-verde pallido, giallo-verde più carico, nella veste tipica assomiglia molto ai colori della Russula fragilis tipica delle latifoglie. Si riconosce abbastanza agevolmente per l'habitat, la cuticola brillante, il sapore acre della carne, odore complesso dal fruttato al pelargonio, lamelle tipicamente spaziate di colore crema con riflessi giallini, gambo cavernoso, midolloso, da subito anche nei funghi giovanissimi, spesso macchiato di giallo. Di seguito una serie di esemplari nelle varie colorazioni. -
Russula cavipes Britzelm. 1893 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Russula Foto e descrizione Piccola Russula dalle colorazioni generalmente violacee con sfumature verdognole o crema. Si riconosce sul campo per l'habitat prettamente montano sotto Picea excelsa, l'ingiallimento specie alla base del gambo, il sapore acre e per l'odore di pelargonio, gradevole. Analizzando il reperto sul tavolo speciografico sono caratteri importanti per la sua determinazione la reazione rosa-rossastra all'ammoniaca (reazione che nelle Russula avviene solamente in R. cavipes e in Russula sardonia) e la reazione tardiva alla Tintura di Guaiaco (subnulla). Microscopicamente presenta spore aculeate connesse tra di loro che gli conferiscono un aspetto zebrato. La specie più simile è Russula fragilis Fr., di sapore acre, si distingue agevolmente per l'odore fruttato-vanigliato o vagamente di caramella (bon bons) e per la reazione negativa all'ammoniaca, inoltre presenta spore verrucose e reticolate. Russula queletii Fr. cresce nella stesso tipologia habitat e può presentare, a volte, analoghe colorazioni pileiche, sebbene più verso toni porpora, ha un sapore fortemente acre e odora di composta di frutta (mele-pere); la reazione positiva al Guaiaco e negativa all'Ammoniaca tolgono ogni dubbio interpretativo, al microscopio è ben distinta per le spore con verruche spinulose isolate o saltuariamente accoppiate. Regione Lombardia, Ornica, alta Valbrembana, 1300-1400 m s.l.m., bosco di Abete rosso misto a qualche Faggio; Settembre 2013; Foto, descrizione e microscopia di Massimo Biraghi. Si può notare l'ingiallimento sul tavolo speciografico. Reazione all'Ammoniaca e alla Tintura di Guaiaco (tardiva). Microscopia Spore Long. Larg. Q Moy 7,82 6,62 1,18 Min 7,08 5,90 1,05 Max 8,58 7,32 1,28 Media 7,82 6,43 1,18 Macrocistidi. Pileipellis. Dermatocistidi abbondanti.
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Russula camarophylla Romagn. 1968
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Russula camarophylla Romagn., Regione Lombardia, pineta di Clusone; Agosto 2009; Foto di Massimo Mantovani. -
Russula camarophylla Romagn. 1968
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Russula camarophylla Romagn., Regione Lombardia; Agosto 2008; Foto di Federico Calledda. -
Russula camarophylla Romagn. 1968
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Russula camarophylla Romagn., Regione Lombardia; Luglio 2008; Foto di Massimo Mantovani. -
Russula camarophylla Romagn. 1968
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Russula camarophylla Romagn., Regione Lombardia; Luglio 2007; Foto di Federico Calledda. -
Russula camarophylla Romagn. 1968
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Russula camarophylla Romagn. 1968 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Foto e Descrizioni La crescita interrata, le colorazioni pallide e un portamento non proprio caratteristico per il Genere Russula potrebbero farla passare inosservata. Anche nei primi stadi di crescita manifestano un habitus "Hygrophoroide" caratteristico della specie: le lamelle larghe e leggermente decorrenti evidenziano proprio questa caratteristica. Regione Lombardia; Luglio 2008; Foto di Federico Calledda. -
Russula caerulea (Pers.) Fr. 1838
Archivio Micologico ha risposto alla discussione di Archivio Micologico in Funghi Non Commestibili o Sospetti
Russula caerulea (Pers.) Fr., Regione Piemonte; Ottobre 2010; Foto di Gianluigi Boerio. Sotto Pinus sylvestris, bosco a 300 m s.l.m. -
Russula caerulea (Pers.) Fr. 1838
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Russula caerulea (Pers.) Fr., Regione Lombardia; Novembre 2009; Foto di Gianluigi Boerio.
