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Archivio Micologico

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  1. Panaeolus papilionaceus var. papilionaceus (Bull.) Quél.; Regione Lazio; Ottobre 2009; Foto e commenti Tomaso Lezzi. Microscopia Spore lisce, citriformi, con poro germinativo evidente e apicolo sul lato opposto. Misure osservate: 13,6-17 × 8-12 µm; Qm = 1,65. Basidi a forma di clava piuttosto schiacciata, con corti e tozzi sterigmi. Caulocistidi abbondanti, riuniti a ciuffi lungo la superficie di tutto il gambo, cilindrico flessuosi, leggermente capitulati, a volte con rigonfiamenti o ramificati.
  2. Panaeolus papilionaceus var. papilionaceus (Bull.) Quél. 1872 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Basidiomycetes Ordine Agaricales Famiglia Bolbitiaceae Sinonimi Copelandia papilionacea (Bull.) Bres. 1912 Panaeolus papilionaceus (Bull.) Quél. 1872 Etimologia Panaeolus: dal greco Pan (smagliante, variopinto). papilionaceus: con l'aspetto di una farfalla, per le lamelle marezzate. Cappello Prima sferico negli esemplari giovani, poi ogivale, campanulato, di colore beige, ruggine, più chiaro in esemplari disidratati, con evidenti resti di velo al margine del cappello; negli esemplari adulti è presente sulla superficie del cappello un reticolo di piccole rughe difficilmente osservabili in esemplari giovani o disidratati. Imenoforo Lamelle ventricose, adnate, papilionacee, cioè marezzate a causa dei diversi tempi di maturazione delle spore sulla superficie della lamella, questa caratteristica è comune a tutto il Genere Panaeolus; il filo è sterile, discolore, chiaro per la presenza di cheilocistidi e l'assenza di basidi. Sporata nera. Gambo Cilindrico, allungato, sottile, pruinoso per l'intera lunghezza a causa dei caulocistidi; nella parte alta è rigato e coperto di piccole goccioline, che diventano presto nere poiché raccolgono la sporata. Carne Praticamente nulla, vista l'esiguità del cappello in cui le lamelle sono quasi adese alla cuticola, e del gambo, che è molto sottile. Odore nullo. Habitat Specie fimicola, che cresce su letame equino. Alcuni autori riportano la crescita di questa specie anche su letame bovino o su campi fortemente concimati. Microscopia Spore lisce (a differenza di quelle del Genere Panaeolina). Misure osservate: 13,6-17 × 8-12 µm; Qm = 1,65; citriformi, con poro germinativo evidente e apicolo sul lato opposto. Basidi a forma di clava piuttosto schiacciata, con corti e tozzi sterigmi. Cheilocistidi abbondanti, cilindrico flessuosi, leggermente capitulati, con base a volte allargata. Il filo della lamella risulta sterile. Caulocistidi abbondanti, riuniti a ciuffi lungo la superficie di tutto il gambo, cilindrico flessuosi, leggermente capitulati, a volte con rigonfiamenti o ramificati. Commestibilità o Tossicità Specie priva d'interesse alimentare. Specie simili Panaeolus sphinctrinus (Fr.) Quél. Spore 14-18 × 9-11,5 µm (dimensione delle spore secondo Watling). Panaeolus retirugus considerato da alcuni autori specie separata per la superficie del cappello con un reticolo di piccole rughe difficilmente osservabili però in esemplari giovani o disidratati, le spore 12-14 × 7-9 µm (dimensione delle spore secondo Watling). Discussione I quattro taxa Panaeolus papilionaceus (Bull. ex Fr.) Quél. s. s., Panaeolus campanulatus (Fr.) Quél., Panaeolus retirugus (Fr.) Quél. ePanaeolus sphinctrinus (Fr.) Quél. sono considerati da alcuni autori come sinonimi, vedi Gerhardt (1996); mentre per altri, vedi Watling (1987), si differenziano per la dimensione sporale e per altri caratteri macroscopici. La tendenza più recente è quella di considerarli non più come specie separate, ma appunto come sinonimi. In questo Forum anche se preferiamo continuare a considerare una specie separata Panaeolus sphinctrinus (Fr.) Quél. soprattutto per la presenza molto vistosa e costante di resti di velo al margine del cappello, appoggiamo l'ipotesi della sinonimia di Panaeolus papilionaceus (Bull. ex Fr.) Quél. s. s., Panaeolus retirugus (Fr.) Quél., Panaeolus campanulatus (Fr.) Quél. I campioni da noi osservati hanno infatti caratteristiche che sarebbero comuni a taxa che per tradizione erano considerati specie differenti, ad esempio le misure sporali dei campioni osservati ricadrebbero nel range delle misure sporali diPanaeolus papilionaceus, mentre i caulocistidi ramificati erano invece considerati caratteristici di Panaeolus retirugus. Bibliografia AA.VV., 2008. Funga Nordica. Agaricoid, boletoid and cyphelloid genera. Ed. Nordsvamp. CACCIALLI, G., CAROTI, V. & DOVERI, F., 1995. Funghi Fimicoli rari o interessanti del litorale Toscano. Ed. Centro studi Micologici AMB. GERHARDT, E., 1996. Taxonomische revision der Gattungen Panaeolus und Panaeolina. (Fungi, Agaricales, Coprinaceae). Bibliotheca Botanica 147: 1-149. WATLING, R. & GREGORY, N.M., 1987. British Fungus Flora Agarics and Boleti 5. Strophariaceae and Coprinaceae p.p.. Ed. Royal Botanic Garden, Edinburgh. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Tomaso Lezzi - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Foto e Descrizioni Regione Lazio; Ottobre 2009; Foto e commenti Tomaso Lezzi. Si possono vedere i cappelli sferici degli esemplari giovani, la crescita su letame bovino, e la sporata nera depositata su uno dei cappelli. Il particolare del cappello di un esemplare adulto, il margine del cappello ha un velo abbondante e frastagliato. Le lamelle marezzate a causa dei diversi tempi di maturazione delle spore sulla superficie della lamella stessa. Questa caratteristica è comune a tutto il Genere Panaeolus. Un ingrandimento delle lamelle, il filo è chiaro per la presenza di cheilocistidi. Il cappello ancora sferico di un giovane esemplare. Sul gambo le goccioline chiare si colorano di nero per il deposito sporale.
  3. Panaeolus guttulatus Bres. 1883 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Bolbitiaceae Foto e Descrizioni Interessante specie carbonicola. Regione Lazio; Novembre 2006; Foto Gianni Pilato, commento di Mauro Cittadini. Piccoli basidiomi (3 cm. max.) anch'essi dall'aspetto carbonicolo. Si riconoscono abbastanza agevolmente per i colori "tetri" e per il filo lamellare chiaro, cosparso di tante piccole "guttuline" bianco-giallastre. Foto di Mauro Cittadini. La sporata è nera in massa, spore bruno scure al micro 8-9,5(10) × 4-5 micron con poro germinativo evidente. Foto di Mauro Cittadini.
  4. Panaeolus acuminatus (Schaeff.) Quél. 1872 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Bolbitiaceae Foto e Descrizioni Fungo fimicolo con il caratteristico umbone acuminato. Trovato in un pascolo alto della Val Camonica. Regione Lombardia, Val Camonica; Foto e commento di Emilio Pini.
  5. Panaeolina foenisecii (Pers. : Fr.) Maire; Svizzera; Giugno 2014; Foto di Roberto Cagnoli.
  6. Panaeolina foenisecii (Pers. : Fr.) Maire; Svizzera; Maggio 2014; Foto di Roberto Cagnoli. Spore 14,5-16,1 × 7,4-8,9 µm; N = 30; ellissoidali, verrucose. Basidi tetrasporici. Basidio tetrasporico. Cheilocistidi poliformi: fusiformi, capitulati, bifidi. Pleurocistidi non osservati. Pileipellis tipo epitelio con ife arrotondate.
  7. Panaeolina foenisecii (Pers. : Fr.) Maire; Regione Lombardia; Giugno 2012; Foto e microscopia di Massimo Biraghi. Spore 12-17 × 7-9 µm, ellissoidali, verrucose, pseudoreticolate. Osservazione in rosso Congo, a 400 ×. Osservazione a 1000 ×. Cheilocistidi polimorfi, sublageniformi, subclavati. Pleurocistidi non osservati. Osservazione a 400×. Osservazione in rosso Congo, a 1000×. Caulocistidi della parte superiore del gambo.
  8. Panaeolina foenisecii (Pers. : Fr.) Maire; Regione Sardegna; Novembre 2009; Foto di Felice Di Palma. Spore 11,8-14,2 × 7-8 µm, verrucose, citriformi, con poro germinativo molto evidente. Cheilocistidi.
  9. Panaeolina foenisecii (Pers. : Fr.) Maire; Regione Lombardia; Maggio 2008; Foto di Emilio Pini. Basidio. Osservazione in rosso Congo. Spore 13-14,5 x 7,5-9 µm. Osservazione in rosso Congo. Elementi della epicute. Osservazione in rosso Congo.
  10. Panaeolina foenisecii (Pers. : Fr.) Maire 1933 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Agaricales Famiglia Psathyrellaceae Sinonimi Panaeolus foenisecii (Pers. : Fr.) J. Schröt. 1926 Etimologia L'epiteto Panaeolina deriva dal nome di genere Panaeolus e dal suffisso diminutivo latino -ina, per l'apetto simile a piccoli Panaeolus. L'epiteto foeniseci deriva dal latino foenum = fieno e dal tardo latino seccus = secco, del fieno secco, per l’ambiente di crescita pratricolo di questa specie. Commestibilità Non commestibile. Regione Sardegna; Novembre 2007; Foto di Tomaso Lezzi. Raduno AMINT 2007 Particolare delle lamelle. Spore ellittico-amigdaliformi, in alcune proiezioni citriformi, distintamente grossolanamente verrucose, poro germinativo evidente (11,5)12-15 × (6)7-9 µm. Sporata bruno-scura, brunastre in H2O al microscopio. Descrizione e microscopia di Mauro Cittadini.
  11. Pachyella violaceonigra (Rehm); Regione Lombardia, Gera d’Adda; Maggio 2013; Foto, descrizione e microscopia di Angelo Mariani. Data la rarità, vale la pena di mostrarla. Determinata da G. Macchi.
  12. Pachyella violaceonigra (Rehm) Pfister 1974 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Pezizaceae Foto e Descrizioni In zona molto umida su legno degradato di latifoglia. Apotecio 10-40 mm di diametro, sessile, discoidale, appiattito; imenio liscio, ondulato o gibboso,bruno-rossastro, bruno-violaceo, bruno nerastro; superficie esterna crema-biancastra, gelificata; carne biancastra senza odori particolari. Microscopia Spore 22-26 × 10-12.5 µm ellissoidali, finemente verrucose, biguttulate, ialine. Aschi 420- 500 × 16-18 µm ottosporici, amiloidi. Parafisi cilindriche, settate, allargate all’apice fino a 10 µm Excipulum medullare a textura intricata. Excipulum ectale formato da ife gelificate disposte a palizzata. Regione Lombardia, Gera d’Adda; Maggio 2013; Foto, descrizione e microscopia di Angelo Mariani. Microscopia Sezione ascoma con evidente gelificazione sulla superficie excipulare. Sezione ascoma. Excipulum medullare; excipulum ectale. Excipulum medullare. Excipulum ectale. Aschi e parafisi. Aschi, amiloidia. Parafisi. Spore in asco. Spore 400× in acqua. Spore 1000×.
  13. Pachyella celtica (Boud.) Häffner 1993 Tassonomia Divisione Ascomycota Classe Pezizomycetes Ordine Pezizales Famiglia Pezizaceae Sinonimi Peziza celtica (Boud.) M.M. Moser 1963 Foto e descrizioni Ascoma a forma di coppa piuttosto aperta maturità, 1,5-4 cm di diametro, sessile, margine da involuto a ondulato, imenio liscio, di colore violaceo, violaceo-brunastro, ricettacolo finemente forforaceo, grigio violaceo chiaro, carne ceracea, fragile, al taglio emette un liquido acquoso incolore. Microscopia Spore 15-17 × 7-9 µm, ellissoidali, ialine, biguttulate, verruche generalmente isolate con apice ottuso o acuto. Aschi 275-290 × 12-14 µm, cilindracei, 8-sporici, amiloidi. Parafisi cilindriche, 2,5-3 µm alla base, 4-6 µm all’apice, settate, anche ramificate, pigmento brunastro. Excipulum composto principalmente da cellule globose e altre variamente conformate formanti una textura subintricata attraversata da ife cilindriche disposte principalmente nel senso dell’imenio. Raccolta e habitat Gera d’Adda, su ceppaie di latifoglie marcescenti e parzialmente interrate, sul terreno argilloso nelle immediate vicinanze, diversi esemplari con crescita isolata o gregario-appressata. Note Nonostante l’aspetto da Peziza è stata collocata da Häffner nel genere Pachyella a causa della presenza di gel nella struttura imeniale ed excipulare, potremmo considerarla come entità di transizione tra i due Generi. Regione Lombardia,Gera d'Adda; Maggio 2013; Foto, descrizione e microscopia di Sergio Mombrini. Esemplari in habitat. Microscopia Sezione ascoma. Subimenio, excipulum medullare superiore. Ife cilindriche (rosso Congo). Excipulum medullare inferiore, excipulum ectale. Ife dei granuli forforacei (rosso congo). Gel congofobo nella struttura imeniale ed excipulare. Aschi, reazione amiloide diffusa, prevalente agli apici (Melzer). Aschi e parafisi immaturi. Aschi. Parafisi a maturazione, pigmento brunastro. Spore (blu cotone). Spore, diverse verruche con apice appuntito. Spore prevalentemente biguttulate. Spore (Melzer).
  14. Oxyporus latemarginatus (Durieu & Mont.) Donk; Regione Lombardia, loc. Gera d'Adda; Novembre 2014; Foto e microscopia di Sergio Mombrini. Rinvenuta sul tronco di una latifoglia abbattuta, questa Poliporacea s.l. occupava ampie porzioni del substrato di crescita. Sistema ifale monomitico, subimenio con ife generatrici ialine, settate, ramificate, prive di unioni a fibbia. Cistidi imeniali fusiformi, incrostati, privi di contenuto oleoso evidente. Spore 4,3-5,6 × 2,5-3,2 µm, ellissoidali, lisce, ialine, guttulate. Oxyporus corticola (Fr.) Ryvarden si differenzia principalmente per avere anche cistidi a contenuto oleoso e per le spore ampiamente ellissoidali-subglobulose. Microscopia Spore. Ife del subimenio. Cistidi imeniali privi di contenuto oleoso e basidioli. Cistidi imeniali incrostati, basidioli, basidi.
  15. Oxyporus latemarginatus (Durieu & Mont.) Donk 1966 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Hymenochaetales Famiglia Schizoporaceae Foto e descrizioni Fungo lignicolo, saprotrofo o parassita di svariate latifoglie fra cui Robinia pseudoacacia L. e Fagus sylvatica L., più raramente su conifere. Forma basidiomi annuali, interamente resupinati sul substrato di crescita, di colore bianco o biancastro, spessi fino a 1 cm e di consistenza molliccia, non legnosa. L’imenio è formato da pori e tubuli, la superficie poroide è biancastra e i pori sono irregolari e angolosi, assumendo spesso un aspetto irpicoide. Dal punto di vista microscopico questa specie presenta struttura ifale monomitica, cistidi imeniali clavati o fusiformi anche incrostati, privi di contenuto oleoso. Spore ellissoidali, 4,9-6 × 3-3,5 µm. Specie simili Oxyporus corticola (Fr.) Ryvarden è molto simile alla nostra specie, ma si distingue per produrre carpofori pileati e microscopicamente per le spore ovoidali e la presenza di cistidi con contenuto oleoso (gloeocistidi). Più difficile la confusione con Irpex lacteus (Fr.) Fr. che ha imenio composto da idni irregolari ma ben formati e sistema ifale dimitico con conseguente consistenza legnosa dei carpofori. Regione Lombardia, località Parco di Monza; Ottobre 2014; Foto di Massimo Biraghi, microscopia di Sergio Mombrini. Crescita su fusto di Fagus sylvatica L. secolare ormai morto. Sistema ifale monomitico. Spore ellissoidali, 4,9-6 × 3-3,5 µm.
  16. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel; Regione Abruzzo; Ottobre 2014; Foto di Mario Iannotti. Raduno GEMA 2014 - Rivisondoli. Foto di Tomaso Lezzi. Raduno GEMA 2014 - Rivisondoli. Su radici di Faggio morto. Particolare del glutine sul cappello.
  17. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel; Regione Sardegna; Giugno 2013; Foto di Franco Sotgiu.
  18. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel; Regione Lombardia; Settembre 2013; Foto di Luigi Franchini. Località, Colle di San Zeno, Val Palot, su ceppaia di Faggio, 1450 m s.l.m..
  19. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel; Regione Abruzzo, Parco Nazionale; Ottobre 2012; Foto di Mauro Cittadini.
  20. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel; Regione Emilia Romagna; Ottobre 2009; Foto di Annamaria Bononcini.
  21. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel, Regione Umbria, Ottobre 2009, foto di Pietro Curti. Ritrovamento di campioni cresciuti su di un Faggio secolare morto, un colosso cetenario alto decine di metri, centinaia di Oudemansiella mucida in tutti gli stadi di crescita, gruppi cestitosi con soggetti che si avvicinavano ai dieci cm di diametro. Giovanissimi esemplari che crescono dalla corteccia. Il cappello si allarga e l'anello stirato dall'estensione si prepara a collassare al margine per poi ricadere sul gambo e liberare l'imenoforo. Piccoli gruppi iniziano a rivestire l'intero fusto del Faggio. I cappelli si distendono. Crescita presso le radici dell'albero.
  22. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel, Regione Umbria, Ottobre 2008, foto di Pietro Curti.
  23. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel, Regione Lazio, Ottobre 2008, Foto Tomaso Lezzi.
  24. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel, Regione Abruzzo, Ottobre 2008, Foto e commento Tomaso Lezzi. Un particolare dell'imenio e della sporata bianca che si è depositata abbondante sul tronco.
  25. Oudemansiella mucida (Schrad. : Fr.) v.Höhnel, Regione Lazio, Ottobre 2006, Foto di Felice Di Palma.
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