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Archivio Micologico

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  1. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Lombardia; Ottobre 2011; Foto di Massimo Biraghi. Ritrovamento nel boschetto planiziale dei fontanili, loc. Spirano. Essenze arboree principali: Rovere, Carpino, Ontano, Pioppo Bianco, Olmo, Nocciolo, Pruno, Robinia.
  2. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Lombardia; Luglio 2011; Foto di Massimo Biraghi.
  3. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Lombardia; Luglio 2010; Foto di Lorenzo Martinelli.
  4. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Lombardia; Luglio 2009; Foto di Massimo Mantovani. Ritrovamento in un bosco di Carpini.
  5. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Foto di Federico Calledda.
  6. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Piemonte; Ottobre 2006; Foto di Beppe Oleggio.
  7. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Lazio; Luglio 2006; Foto di Mauro Cittadini.
  8. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Campania; Settembre 2005; Foto di Felice Di Palma.
  9. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Foto di Emilio Pini.
  10. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara 1989 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Genere Leccinum Sezione Luteoscabra Sottosezione Albella Sinonimi Leccinum carpini (Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid 1965 Etimologia Dal latino leccìnus, a , um = relativo al Leccio (Quercus ilex L.; dal latino ìlex, ìlicis = leccio). Dal latino càrpinus, i = del Carpino (Carpinus spp.). Per l’habitat di crescita. Cappello 5-12(15) cm, inizialmente subsferico poi emisferico-campanulato, parabolico, in genere appianato solo negli esemplari molto maturi, abbastanza carnoso, con margine spesso, eccedente. Cuticola asciutta, sovente screpolata-areolata per il tempo secco, con superficie tipicamente "martellata", grinzosa e corrugata, gibbosa, di colore variabile dal grigio ocraceo al bruno ocraceo al bruno grigiastro, talvolta più chiaro al margine. Imenoforo Tubuli lunghi, arrotondati al gambo, quasi liberi, di colore da crema biancastro a grigio bruno olivastro; alla sezione virano inizialmente al grigio violaceo, poi al nerastro. I pori sono rotondi, piccoli, concolori ai tubuli, virano lentamente al grigio nerastro alla pressione. Gambo 6-15 × 1-3 cm, fibroso, pieno, cilindrico, leggermente clavato, snello, di colore variabile da biancastro sporco a grigiastro nocciola chiaro, ricoperto da fini squamule grigiastre poi nerastre alla manipolazione, disposte su tutta la superficie ma più rade all’apice. Carne Soda solo nei giovani esemplari, ma presto molle nel cappello e fibroso-coriacea nel gambo, di colore biancastro sporco e virante alla sezione al rosato, poi grigio violaceo e infine al grigio nerastro. Odore debole, sapore leggero e dolciastro. Habitat Cresce spesso isolato o in piccoli gruppi, generalmente associato a Carpinus spp. (Carpino) e Corylus spp. (Nocciolo), mai sotto Populus spp. (Pioppo) o Betula spp. (Betulla), dall’inizio dell’estate all’autunno inoltrato, abbastanza comune anche se non ovunque diffuso. Commestibilità e Tossicità Buon commestibile dopo adeguata cottura ad esclusione del gambo che risulta legnoso. Viene considerata una delle meno apprezzate tra le specie del genere Leccinum a causa dell’intenso annerimento delle carni, peraltro molli ed esigue. Osservazioni Il rapido annerimento delle carni, la cuticola corrugata e grinzosa e le persistenti squamule nerastre sul gambo, associate alla stretta simbiosi con Nocciolo e Carpino, ne facilitano la determinazione. Specie simili Leccinum carpini f. isabellinum Lannoy & Estadès e Leccinum carpini f. imleri J. Blum ex Lannoy & Estadès sono riconducibili a Leccinum pseudoscabrum e quindi considerati sinonimi. Leccinum scabrum (Bull. : Fr.) Gray, generalmente associato a Betulla, si distingue per la carne pressoché immutabile e per l’assenza delle martellature e grinzosità tipiche invece della cuticola di Leccinum pseudoscabrum. Oltre al già citato Leccinum scabrum, possibili confusioni, peraltro difficili, possono avvenire con altre specie della sottosezione Scabra che comunque comprende Leccinum con carne pressoché immutabile e di norma associati a Betulla. Leccinum variicolor Watling presenta una colorazione pileica dalle tinte bruno scure nerastre, cuticola non martellata e gambo con macchie blu verdastre alla base, caratteristica condivisa anche da Leccinum duriusculum (Schulzer ex Kalchbr.) Singer, simbionte esclusivo del Pioppo. Curiosità Leccinum pseudoscabrum appartiene alla sottosezione Albella caratterizzata da specie mai associate al Pioppo, con carne lentamente virante al rosato violaceo e poi al nerastro, con trama cuticolare sferocitica. A tale sottosezione apparterrebbe anche Leccinum brunneobadium (J. Blum) Lannoy & Estadès, controversa specie gemella, caratterizzata dalla cuticola meno gibbosa-grinzosa e dalla diversa conformazione della stessa all’esame microscopico. Bibliografia DEN BAKKER, H.C. & NOORDELOOS, M.E., 2005. A revision of European species of Leccinum Gray and notes on extralimital species. Persoonia 18: 511-587. DEN BAKKER, H.C., GRAVENDEEL, B. & KUYPER T.W., 2004. An ITS phylogeny of Leccinum and an analysis of the evolution of minisatellite-like sequences within ITS1. Mycologia. 96(1): 102-118. LANNOY, G. & ESTADES, A., 1995. Monographie des Leccinum d’Europe. La Roche-sur-Foron, Federation Mycologique Dauphine-Savoie. NUHN, M.E., BINDER, M. et. al., 2016. Phylogenetic overview of the Boletineae. Fungal Biology. 120 (12). [data di accesso: 14/12/2016] MUÑOZ, J.A., 2005. Boletus s.l. Fungi Europaei. Vol. 2. Alassio (SV). Ed. Candusso. WU, G., FENG, B. et al., 2014. Molecular phylogenetic analyses redefine seven major clades and reveal 22 new generic clades in the fungal family Boletaceae. Fungal Diversity 69: 93. doi:10.1007/s13225-014-0283-8 LANNOY, G., 2001. Boletaceae. Flore Mycologique d'Europe. 6. Alassio (SV): Ed. Candusso. ALESSIO, C.L., 1985. Boletus Dill. ex L. Fungi Europæi. Vol 2. Saronno (BI): Libreria editrice Biella Giovanna. ALESSIO, C.L., 1991. Boletus s.l. Fungi Europæi. Vol 2A). Saronno (BI): Libreria editrice Biella Giovanna. Scheda AMINT tratta da Tutto Funghi Regione Piemonte; Ottobre 2010; Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Specie molto diffusa nella macchia mediterranea, nelle regioni del Centro Italia: - cappello: netta e ben visibile la superficie corrugata ricca di avvallamenti, fossette e grinzosità; - gambo tipicamente decorato con aculei nerastri; - carne fortemente ingrigente in tutto il fungo se contusa ed esposta. Non molto apprezzato per l'annerimento in cottura, i giovani esemplari sono gustosi e danno un buon apporto al misto, ma il gambo, fibroso, deve essere scartato, come per tutti i Leccinum. Sotto Carpini e Noccioli, alcuni campioni con il cappello marrone scuro, tipico, altri con il cappello giallo aranciato (colori simili a quelli di Leccinellum crocipodium = Leccinum crocipodium), ma sempre molto martellato. Una foto con la sezione e il viraggio della carne prima al rosa e poi al grigio.
  11. Leccinum cyaneobasileucum Lannoy & Estadès; Regione Piemonte; Settembre 2010; Foto di Alessandro Remorini. Valsesia - Scopello (Vc).
  12. Leccinum cyaneobasileucum Lannoy & Estadès 1991 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Sinonimi Leccinum brunneogriseolum Lannoy et Estadès 1991 Note nomenclaturali Specie identificata nel 1991 dai micologi francesi Lannoy & Estadès i quali hanno descritto nella medesima pubblicazione, come entità separata, anche Leccinum brunneogriseolum. In seguito è stato confermato, sulla base di studi molecolari, che L. cyaneobasileucum altro non è che una forma decolorata di L. brunneogriseolum e pertanto quest'ultimo, essendo cronologicamente posteriore a L. cyaneobasileucum, è caduto automaticamente in sinonimia. Bibliografia LANNOY, G. & ESTADÈS, A. 1991. Contribution à l'étude du genre Leccinum S. F. Gray - 1 - Étude de L. variicolor, oxydabile et de quelques satellites, formes et variétés. Documents Mycologiques. 21(81):11-26. LANNOY, G. & ESTADÈS, A. 1991. Contribution à l'étude du genre Leccinum S. F. Gray - 2 - Étude de Leccinum brunneogrisoleum sp. nov., L. pulchrum sp. nov., L. umbrinoides. Documents Mycologiques. 21(82):1-6. GELARDI, M. 2017. Corso di aggiornamento tassonomico sull’ordine boletales in Italia alla luce dei nuovi orientamenti filogenetici molecolari. AMB-Bolzano. Foto e Descrizioni Regione Liguria; Ottobre 2009; Foto di Alessandro Remorini.
  13. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Emilia Romagna, Val Nure, loc.Cassimoreno; Agosto 2014; Foto di Massimo Biraghi.
  14. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Lombardia, località Tedoldo (LC); Ottobre 2013; Foto di Angelo Mariani.
  15. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Emilia Romagna, Val Nure, località Cassimoreno; Settembre 2013; Foto di Massimo Biraghi.
  16. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Trentino; Settembre 2012; foto di Pietro Curti.
  17. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Trentino Alto Adige; Settembre 2012; Foto di Mario Iannotti.
  18. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Trentino Alto Adige; Settembre 2012; Foto di Felice Di Palma.
  19. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Emilia Romagna, Alta Val Nure, località San Gregorio; Settembre 2012; Foto di Massimo Biraghi. Altitudine 1100-1300 m s.l.m., sotto Pioppo tremulo.
  20. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Friuli Venezia Giulia; Agosto 2012; Foto di Nicolò Parrino.
  21. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti.
  22. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti.
  23. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Trentino; Settembre 2008; Foto di Pietro Curti.
  24. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Trentino, Settembre 2008, Regione Trentino, foto di Pietro Curti.
  25. Leccinum rufum (Schaeff.) Kreisel; Regione Trentino; Settembre 2007; Foto di Pietro Curti.
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