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Archivio Micologico

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  1. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regione Umbria; Settembre 2009; Foto di Tomaso Lezzi. Uno dei due Leccinellum con pori gialli, questo ha anche il cappello con colori che tendono al giallo, sezione che vira al grigio violaceo.
  2. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regione Umbria; Giugno 2008; Foto di Stefano Rocchi. Un primordio. Un esemplare maturo, sul gambo si notano le punteggiature disposte in linee verticali tipiche di Leccinellum crocipodium.
  3. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regione Marche, Pianello di Cagli, macchia mediterranea 650 m s.l.m.; Luglio 2008; Foto di Pietro Curti.
  4. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regione Marche; Giugno 2008; Foto di Pietro Curti.
  5. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regione Marche; Giugno 2008; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Primo piano della sezione: la carne gialla vira al grigio con sfumature di rosa e di violaceo, per virare poi al grigio.
  6. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regione Marche; Giugno 2008; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Cappello giallo aranciato, gambo giallo. Alla sezione la carne gialla vira al grigio con sfumature di rosa e di violaceo, per trasformarsi poi in grigio, trovato sotto quercia.
  7. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regione Lombardia; Maggio 2007; Foto di Massimo Mantovani.
  8. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regiome Lombardia; Maggio 2007; Foto di Massimo Mantovani.
  9. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regione Lombardia, Oltrepò Pavese; Ottobre 2006; Foto di Federico Calledda.
  10. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Foto di Emilio Pini.
  11. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin.; Regione Marche; Agosto 2004; Foto di Pietro Curti.
  12. Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin. 2014 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Sinonimi Boletus crocipodius Letell. 1838 Krombholzia crocipodia (Letell.) E.-J. Gilbert 1931 Leccinum crocipodium (Letell.) Watling 1961 Etimologia Leccinus, a, um = del Leccio (Quercus ilex); dal latino crocus = croco, zafferano e dal greco poús, podós = piede, cioè dal piede color zafferano. Cappello Di media dimensione, inizialmente di forma sferica, poi con la crescita piano convesso, a maturità un po’ guancialiforme, la cuticola ha colorazioni variabili dal giallo chiaro, giallo ocra, al giallo olivastro, in vecchiaia tende ad assumere colorazioni ocra brunastre; finemente vellutata, molto spesso con il secco caratteristicamente screpolata, con presenza di areole, leggermente debordante al margine. Imenoforo I tubuli sono lunghi, sottili, liberi al gambo di colore giallo, poi giallo citrino, i pori sono rotondi, piccoli, concolori ai tubuli. Gambo Cilindrico, slanciato, un po’ curvato, sinuoso, di consistenza fibrosa, tenace, ventricoso, attenuato verso l’apice ad appuntito alla base, di colore giallo chiaro, poi più scuro, ricoperto da fini asperità, inizialmente concolori poi più brunastre. Carne Inizialmente soda poi più molliccia nel cappello, tenace e fibrosa nel gambo, alla sezione vira inizialmente al rosa-rossastro poi al grigio-violaceo ed infine diventa nerastra. Odore fungino debole, sapore dolce. Habitat Cresce di solito in piccoli gruppi, in boschi di latifoglie, Carpino, Quercia, Castagno e Faggio, mai sotto Betulle o Pioppi. Commestibilità e tossicità Commestibile, si consiglia di scartare il gambo per la fibrosità della carne, che lo rende difficilmente digeribile. Microscopia Spore (13,1)13,5-15,5(16,1) × 5,0-6,1(6,3) µm, Q = 2,3-2,9; media 14,5 × 5,6 µm; Qm = 2,6, misurazioni su n. 32 spore da sporata; da fusiformi ad ellissoidali, apicolate, lisce, guttulate, con parte spessa, di colore marrone-olivaceo in massa. Basidi clavati, tetrasporici, non osservati GAF. Cistidi di diversa morfologia, da fusiformi a clavati, anche lageniformi. Caulocistidi anch’essi di diversa morfologia da fusiformi a clavati, lageniformi, molto allungati. Pileipellis formata da un tricoderma di ife cilindriche, costituite da più elementi sovrapposti, settati, senza GAF. Gli elementi teminali risultano cilindrici, anche ramificati, con apice arrotondato. Le ife delle pileipellis sono finemente incrostate con contenuto intracellulare marrone. Specie simili Tra gli altri Leccinellum o Leccinum a pori gialli: Leccinellum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bresinsky & Manfr. Binder = Leccinum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bon & Contu si distingue per un portamento più boletoide, meno slanciato, per la cuticola che non tende a screpolarsi ed per un diverso viraggio della carne su tonalità rosa-rossastre. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder = Leccinum corsicum (Rolland) Singer anch’esso è specie termofila, ma legata in maniera esclusiva a particolari habitat con presenza di Cisto, ha dimensioni molto più piccole, viraggio della carne mano carico, cuticola non vellutata e screpolata. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara = Leccinum carpini (R. Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid si separa per cuticola umida, vischiosa, di aspetto gibboso, rugoso, martellato, per i pori di colore non giallo ma bianchi-grigiastri. La carne vira subito al grigio-nero, l’habitat tipico preferibilmente boschi di Carpino, ma non è difficile trovarlo associato anche Quercia, Nocciolo, Castagno, ma sempre con presenza di Carpino. Note nomenclaturali Il genere Leccinellum Bresinsky & Manfr. Binder è di recente istituzione, essendo stato introdotto nel 2003. Comprende alcune delle specie precedentemente appartenenti al "vecchio" genere Leccinum Gray 1821. La segregazione è avvenuta facendo confluire nel nuovo genere le specie con carne giallastra, tenendo conto anche della struttura ifale della corteccia del cappello con una struttra della pileipellis tricodermica, cioè a ife allungate e rialzate. Una simile segregazione è avvenuta ancor più recentemente per il nuovo genere Butyriboletus, istituito nel 2014, in cui sono confluite specie con carne dolce e imenio (tubuli e pori) di colore giallastro, specie ascritte precedentemente al genere Boletus. Inizialmente era stato scelto come holotipus Leccinum nigrescens Singer 1947, successivamente rinominato come Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin. 2014 (Index Fungorum no.171) Bibliografia MUÑOZ J.A., 2005. Boletus s.l. Fungi Europæi. Vol. 2. Alassio (SV): Ed. Candusso. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Mario Iannotti - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Umbria; Settembre 2014; Foto, descrizione e microscopia di Mario Iannotti. (exsiccata MI20140921_02). Microscopia Spore (13,1)13,5-15,5(16,1) × 5,0-6,1(6,3) µm, Q = 2,3-2,9; media 14,5 × 5,6 µm; Qm = 2,6, misurazioni su n. 32 spore da sporata; da fusiformi ad ellissoidali, apicolate, lisce, guttulate, con parte spessa, di colore marrone-olivaceo in massa. Osservazione in acqua a 1000×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Basidi clavati, tetrasporici, non osservati GAF. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Cistidi di diversa morfologia, da fusiformi a clavati, anche lageniformi. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Caulocistidi anch’essi di diversa morfologia da fusiformi a clavati, lageniformi, molto allungati. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×. Pileipellis formata da un tricoderma di ife cilindriche, costituite da più elementi sovrapposti, settati, senza GAF. Gli elementi teminali risultano cilindrici, anche ramificati, con apice arrotondato. Le ife delle pileipellis sono finemente incrostate con contenuto intracellulare marrone. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 100×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 400×. Osservazione in Rosso Congo ammoniacale a 1000×.
  13. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder; Regione Sardegna; Gennaio 2013; Foto di Franco Sotgiu.
  14. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder; Regione Sardegna; Gennaio 2008; Foto di Franco Sotgiu. Reg.
  15. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder; Regione Sardegna; Gennaio 2008; Foto di Giovanni Satta.
  16. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder; Regione Sardegna; Gennaio 2007; Foto di Franco Sotgiu.
  17. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder; Regione Sardegna; Foto di Franco Sotgiu.
  18. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder; Regione Sardegna; Foto di Franco Sotgiu.
  19. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder; Regione Sardegna; Gennaio 2006; Foto di Franco Sotgiu.
  20. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder; Regione Sardegna; Foto di Franco Sotgiu.
  21. Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder 2003 Tassonomia Regno Fungi Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Sottoclasse Holobasidiomycetidae Ordine Boletales Famiglia Boletaceae Nome italiano Boleto del Cisto, Leccino del Cisto Sinonimi Leccinum corsicum (Rolland) Singer 1967 Leccinum crocipodium var. corsicum (Rolland) Bertault 1980 Krombholziella corsica (Rolland) Alessio 1985 Etimologia Corsicus = corso, per la zona di crescita. Cappello 4÷8 cm, emisferico poi convesso ed infine appianato, con margine regolare; cuticola lievemente eccedente, vellutata, untuosa con tempo umido e screpolata con tempo secco, da giallo ocra a bruno scuro. Tubuli Piuttosto lunghi e arrotondati, a maturazione più alti dello spessore della carne, liberi al gambo, tendenti al giallo brunastro a maturazione ed ingrigenti al taglio; pori piccoli e rotondi, sovente angolosi a maturazione, concolori ai tuboli ma tendenti al bruno rossastro ed infine grigi allo sfregamento ed alla pressione. Gambo 5÷12×1÷3 cm, fusiforme, slanciato, talvolta incurvato e radicante, giallastro, ricoperto su tutta la sua superficie da piccole granulazioni concolori al fondo che scuriscono alla manipolazione. Carne Soda e compatta negli esemplari giovani ma presto molle, giallina che vira molto lentamente al rosa-lilla pallido alla sezione, a lungo annerente. Odore non significativo, sapore leggermente amarognolo. Habitat Cresce nel tardo autunno ed in inverno inoltrato fino alla primavera, solitario o associato in piccoli gruppi, in stretta simbiosi con Cistus (C. monspeliensis, C. incanus, C. salviefolius), tipicamente in area mediterranea. Microscopia Spore bruno tabacco in massa, fusiformi e lisce, 15÷19×5÷7 micron, bruno pallido. Commestibilità o Tossicità Commestibile, da eliminare il gambo e talvolta la cuticola, molto viscida con tempo umido negli esemplari maturi. Osservazioni Specie molto apprezzata in alcune zone della Sardegna, dove prende il nome di "cardulinu 'e murdegu". Specie simili Molto simile al più noto Leccinellum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bresinsky & Manfr. Binder = Leccinum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bon & Contu, si differenzia da quest'ultimo per la taglia inferiore, la tendenza della cuticola a screpolarsi e il sapore amarognolo della carne, oltre all'associazione con Cistus. Scheda di proprietà AMINT realizzata da Giovanni Satta - Approvata e Revisionata dal CLR Micologico di AMINT. Regione Sardegna; Foto di Franco Sotgiu.
  22. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Lombardia; Settembre 2013; Foto di Lorenzo Martinelli.
  23. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Marche; Giugno 2011; Comitato Scientifico C.A.M.M. ad Altino (AP); Foto di Tomaso Lezzi. Cappello martellato, pori bianchi, carne al taglio prima rosa poi grigia.
  24. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Lombardia; Luglio 2012; Foto di Massimo Biraghi.
  25. Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara; Regione Friuli Venezia Giulia; Ottobre 2012; Foto di Nicolò Parrino.
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