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Archivio Micologico

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  1. Lactarius semisanguifluus R. Heim & Leclair; Regione Lombardia; Ottobre 2010; Foto di Massimo Biraghi.
  2. Lactarius semisanguifluus R. Heim & Leclair; Regione Lombardia; Novembre 2009; Foto di Gianluigi Boerio.
  3. Lactarius semisanguifluus R. Heim & Leclair; Regione Lombardia, parco dei Colli di Bergamo; Novembre 2009; Foto di Massimo Mantovani. Sezione prima carota, poi dopo qualche minuto rossastra vinosa.
  4. Lactarius semisanguifluus R. Heim & Leclair; Regione Lombardia; Ottobre 2008; Foto di Massimo Mantovani.
  5. Lactarius semisanguifluus R. Heim & Leclair; Regione Lombardia; Dicembre 2007; Foto di Massimo Biraghi.
  6. Lactarius semisanguifluus R. Heim & Leclair 1950 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Foto e Descrizioni Specie molto vicina a Lactarius deterrimus per le colorazioni pileiche, si differenzia sopratutto per l'habitat diverso (Pinus) e per un inverdimento più marcato di tutto il carporforo. Regione Lombardia, Verdellino; Ottobre 2007; Foto di Massimo Biraghi.
  7. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Settembre 2010; Foto di Luigi Minciarelli.
  8. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Settembre 2010; Foto e commento di Tomaso Lezzi. Il cappello è giallo abbastanza brillante, con zonature soprattutto sul margine del cappello, le lamelle sono color crema e sono prive di sfumature rosate. Il simile Lactarius intermedius ha toni del cappello più chiari, lamelle con sfumature rosa e scrobicoli di aspetto differente. Gruppo con esemplari in vari stadi di crescita. Zonature sul bordo del cappello. Gambo scrobicolato in bassorilievo. Guttule limpidissime sotto le lamelle e sul gambo.
  9. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Settembre 2009; Foto e commento di Alessandro Francolini. I caratteri macroscopici più evidenti ma non sempre esclusivi di questa specie sono: gli scrobicoli di colore giallo-ocra più scuro del colore di fondo presenti sul gambo; la colorazione pileica giallo-ocracea, giallo chiaro con riflessi aranciati; il cappello viscido un po’ pubescente verso il margine soprattutto nei giovani esemplari, con zonature concentriche più o meno evidenti; le lamelle di colore crema-pallido; il portamento robusto e l’habitat presso le foreste umide di Peccio; il latice biancastro ma virante al giallo-zolfo in breve tempo, di sapore dolciastro se isolato dalla carne; la presenza all’orlo pileico dei giovani esemplari di goccioline giallastre che, essiccandosi a maturità, provocano la formazione di macchie ocra-brunastre; l’apice del gambo con una sorta di zona bianca e pruinosa e priva di scrobicoli (ulteriore – vedi più sotto – carattere utile per distinguerlo dal simile L. intermedius che presenta apice del gambo giallo, scrobicolato e non pruinoso); la carne biancastra, prima mite poi acrescente, virante al giallo. Particolare del gambo con gli scrobicoli. Latice all'inizio bianco, ma virante velocemente al giallo vivo.
  10. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Valle d'Aosta; Agosto 2012; Foto di Gianluigi Boerio. Bosco di Abete rosso a 1700 m s.l.m.. Dettaglio scrobicoli, lamelle e latice.
  11. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Agosto 2010; Foto di Massimo Mantovani. La colorazione gialla brillante del pileo(più o meno zonato), le lamelle biancastre-gialline e prive di sfumature rosate, il gambo biancastro costellato da scrobicoli più scuri e l'habitat presso abete rosso sono le peculiarità di questa raccolta.
  12. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Agosto 2009; Foto di Massimo Biraghi. Appartiene alla sezione Scrobiculati di cui è uno degli esponenti più comuni in Italia. Si riconosce per il cappello di color giallo-ocraceo, giallo-miele, zonato, ricoperto da una fitta e corta peluria che tende a diradarsi con l'età. Il gambo appare invece ricco di scrobicoli e fossette. Nei giovani esemplari si notano, con tempo umido, delle goccioline sierose color miele. Foto e commento di Massimo Mantovani. Particolare dell'esemplare più grande in cui sono ben visibili le lamelle giallastre, senza sfumature rosate come in Lactarius intermedius e Lactarius leonis.
  13. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Agosto 2009; Foto di Tomaso Lezzi. Particolare delle lamelle con molte forcature, molte lamellule e latice che vira al giallo zolfo.
  14. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Agosto 2008; Foto di Massimo Mantovani.
  15. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Luglio 2008; Foto di Franco Sotgiu.
  16. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia, Valle Camonica; Ottobre 2007; Foto di Emilio Pini.
  17. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Lombardia; Agosto 2006; Foto di Massimo Biraghi.
  18. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Agosto 2006; Foto e commenti di Tomaso Lezzi. Un Lactarius con evidenti scrobicoli sul gambo (da cui il nome) con caratteristiche gocce. Il latice bianco, diventa subito giallo zolfo. Ingrandimento del lato inferiore. Due foto riprese a breve distanza di tempo una dall'altra. Nella prima si vede il colore bianco del latice uscito appena dopo il taglio sulle lamelle, nella seconda foto ripresa pochi secondi dopo si nota come il colore bianco viri velocemente al giallo zolfo.
  19. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Foto di Pietro Curti. Odore non significativo, sapore del latice e della carne decisamente acre, crescita nei boschi di conifere dall'Estate al'Autunno. Il gambo tipicamente decorato con numerosi scrobicoli su fondo bianco pruinoso che all'apice crea una netta anularità, da considerarsi tossico per la sua acredine.
  20. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr.; Regione Trentino; Foto di Pietro Curti. Cappello visibilmente viscido, peloso, villoso al margine, di un bel giallo cromo, più o meno zonato, all'inizio decisamente involuto e poi a maturità disteso. Lamelle color crema, adnate o lievemente decorrenti, molto fitte e con la presenza di numerose lamellule, latice copioso e bianco, con immediato viraggio al giallo.
  21. Lactarius scrobiculatus (Scop. : Fr.) Fr. 1838 Tassonomia Divisione Basidiomycota Classe Agaricicomycetes Ordine Russulales Famiglia Russulaceae Genere Lactarius Sottogenere Piperites Sezione Piperites Sottosezione Scrobiculati Etimologia Dal latino lactarius = che produce latte, per il latice che secernono i carpofori appartenenti a questo genere. Dal latino scrobìculus che è diminutivo di scrobìs = buca, fossa. Quindi col significato di fossetta, piccola cavità. In riferimento agli scrobicoli (piccole fossette, come scolpite a bassorilievo) presenti sul gambo. Cappello 6-20 (25) cm, di medio-grandi dimensioni, carnoso, compatto, da piano-convesso a piano-depresso, anche con depressione marcata al centro. Margine involuto, solitamente regolare ma a volte ondulato. Cappello decorato da scrobicoli disposti soprattutto verso il margine che si presenta, specialmente all’inizio, tomentoso (ricoperto da peluria vellutata). Sempre nei giovani esemplari si notano piccole goccioline giallognole che, essiccando, determinano la formazione di macchiette ocra brunastre. La cuticola è brillante e vischiosa con tempo umido, asciutta ma sempre brillante con il secco, di colore giallastro, giallo miele, giallo ocraceo con riflessi aranciati, con leggere zonature, di aspetto rugoloso al centro. Imenoforo Lamelle mediamente fitte, arcuate, da adnate a subdecorrenti, forcate e con anastomosi all’attaccatura del gambo, di colore giallo pallido, poi giallo crema a maturazione, macchiate di brunastro nelle fratture o dopo manipolazione, intervallate da lamellule. Filo intero, regolare e concolore, brunastro se corroso. Gambo 3-7 × 2-4 cm, robusto, tozzo, cilindrico, talvolta un po’ allargato alla base o al centro, sodo in gioventù, poi farcito e infine cavo in vecchiaia, di colore biancastro, decorato da evidenti scrobicoli giallastro-ocracei di forma più o meno irregolare, più scuro verso la base e con tendenza a imbrunire in età adulta o per manipolazione. L’apice si presenta tipicamente pruinoso e privo di scrobicoli o, al più, con piccoli scrobicoli quasi impercettibili, in modo da formare una sorta di breve fascia o di alone biancastro uniforme. Carattere di aiuto per la corretta determinazione. Carne Biancastra ma subito giallastra alla sezione, di consistenza soda e compatta specialmente nel cappello, con odore sgradevole, acidulo, sapore inizialmente mite poi mediamente piccante. Latice non molto abbondante e di colore biancastro, vira al giallo dopo pochi secondi, sapore dolciastro, reagisce all’arancio con KOH (idrossido di potassio). Habitat Cresce in abbondanza nelle foreste umide di Picea abies (L.) H. Karst. (Abete rosso o Peccio). Commestibilità e Tossicità Tossico, provoca disturbi all’apparato gastrointestinale attribuibili a sindrome gastroenterica incostante. Specie simili Lactarius salmonicolor R. Heim & Leclair è l’unico Lactarius della sezione Dapetes che, ove si presenti con cappello color crema, può ricordare grossolanamente Lactarius scrobiculatus. La presenza del latice color carota che fuoriesce alla frattura fuga qualsiasi dubbio. Ciò vale comunque per ogni altro Lactarius della sezione Dapetes che annovera soltanto specie con latice colorato di arancio, rosso vinoso o blu verdastro. Mentre per i Lactarius della sottosezione Scrobiculati (caratterizzata da specie con gambo più o meno scrobicolato, margine pileico da tomentoso a pubescente, reazione al giallo arancio del latice con KOH) la somiglianza con Lactarius scrobiculatus può essere più marcata. Qui di seguito i caratteri differenziali da tenere in considerazione. Lactarius intermedius Krombh. ex Berk. & Broome, di dimensioni più contenute, non presenta zonature sul cappello e ha gambo scrobicolato anche all’apice con scrobicoli gialli, più o meno piccoli e regolari, visibili fino all'inserzione delle lamelle. Inoltre ha lamelle color crema con riflessi rosati, colorazioni pileiche più sbiadite, latice astringente e poi acre, cresce preferibilmente sotto Abies alba Miller (Abete bianco). Lactarius citriolens Pouzar, di dimensioni più contenute, si distingue per l’evidente peluria su tutto il cappello, per il latice acre, per il gambo rigonfio verso la base, pelosa e lanuginosa. Lactarius leonis Kytövuori, di dimensioni più contenute, ha latice acre, cappello con cuticola di aspetto tipicamente “bucherellato”, bambagiosa per la presenza di peli in particolare al margine del cappello. Lactarius resimus (Fr. : Fr.) Fr. e Lactarius aquizonatus Kytövuori hanno latice acre e amarognolo, colorazioni pileiche tendenti al biancastro crema pallido. Lactarius tuomikoskii Kytövuori ha latice amaro e acrescente, presenta gambo biancastro, liscio e privo di scrobicoli. Tra i Lactarius della sottosezione Scrobiculati, Lactarius scrobiculatus è quello più facilmente reperibile in Italia essendo, con stagione propizia, quasi invasivo nelle foreste di Peccio. Meno comune è Lactarius intermedius, mentre assai più raro è l’incontro con le altre specie più sopra menzionate in quanto il loro tipico areale di crescita è quello del Nord Europa. Curiosità In molte località è conosciuto come "Lattario a fossette" o "Peveraccio butterato". Bibliografia BASSO, M.T., 1999. Lactarius Pers. Fungi Europaei. Vol 7. Alassio (SV): Ed. Mykoflora.
  22. Lactarius sanguifluus (Paulet) Fr.; Regione Toscana; Novembre 2009; Foto e commento di Alessandro Francolini. Dal TUTTO FUNGHI, pag 478: “È un buon commestibile, particolarmente gradito e apprezzato nel Sud dell’Italia dove è chiamato Rosito; è consumato cotto alla griglia sulla brace o usato per preparare sughi e intingoli come contorno a piatti di carne. Fa parte della Sezione Dapetes, contenente tutti i Lactarius aventi latice di colore arancio-rosso. Relativamente facile il riconoscimento poiché è l’unico lattario in cui il latice è rosso-vinoso fin dall’inizio. Nel Lactarius semisanguifluus, infatti, il latice si presenta subito aranciato, per assumere colorazioni rosso sangue solo in seguito, a causa del viraggio. È l’unico (con la specie tipo) della Sezione a latice aranciato-rosso che, se consumato, non colora l’urina di arancione.” Esemplari vetusti. A sinistra: esemplare attaccato da Peckiella deformans; a destra: evidente inverdimento delle superfici a maturità. Latice scarso, di colore rosso sangue, immutabile: non vira al verde né lasciato essiccare sulle lamelle né se isolato. Colori del cappello.
  23. Lactarius sanguifluus (Paulet) Fr.; Regione Toscana; Novembre 2008; Foto di Federico Calledda.
  24. Lactarius sanguifluus (Paulet) Fr.; Regione Sardegna; Novembre 2008; Foto di Federico Calledda.
  25. Lactarius sanguifluus (Paulet) Fr.; Regione Sardegna; Novembre 2006; Foto di Franco Sotgiu.
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